Soffia un benefico vento dall'Est. Austria, Polonia, Repubblica Ceca. E nel piccolo ci aggiungo anche il Veneto. Non avevo dubbi che il Veneto di Luca Zaia sarebbe uscito trionfante dal quorum stabilito. Contenta per gli amici veneti che frequentano questo blog. Zaia parla già di un effetto-Big Ben. Ma anche di hackeraggio duro agli strumenti informatici della sua Regione e di un travaglio dovuto ai vari ostacoli posti ad arte dal governo centrale durante il percorso referendario (la spesa voluta da Minniti sulla sicurezza ai seggi).
Conosco sufficientemente bene il Veneto per asserire che ha sempre sofferto di essere rinchiuso tra due realtà virtuose "a statuto speciale" come il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia e che ha sempre scalpitato per essere altrettanto autonomo ed avere le stesse attribuzioni. Chi non ricorda il caso Cortina d'Ampezzo che chiese di poter essere annessa all'Alto Adige, in virtù di una minoranza ladina nelle valli dell'Ampezzano? Lo stesso dicasi per il piccolo comune di Lamon (BL), il paese dei fagioli borlotti. La Regione Veneto è certamente tra le più identitarie d'Italia. Si pensi ad esempio a come ha conservato l'uso del dialetto che in realtà è la lingua della Serenissima nonché la lingua di Goldoni nelle sue celebri commedie. Ma veniamo alle cifre. Si parla addirittura di un superamento del quorum, quasi il 60%. Il 98% ha detto SI'.
Buon successo anche in Lombardia, regione più "mescolata" e per questo meno omogenea e identitaria del Veneto, che raggiunge quasi il 40% dei votanti. Maroni si era dato un'asticella del 34% dei votanti. Beh, nonostante l'ostruzionismo di Sala, nonostante il silenzio mediatico, direi che è andata bene. Domani (che è già qui da poche ore) ne sapremo di più sulle cifre.
Ma ora voglio fare a caldo qualche considerazione. Le persone sono andate a votare travalicando e trascendendo il significato del mero quesito referendario sull'art. 116 della Costituzione per trasformarlo in un plebiscito contro questo governo e contro questa Europa che impedisce alle realtà virtuose di poter spendere soldi per servizi di pubblica utilità a beneficio dei suoi cittadini.
Chi ne esce sconfitto come al solito è il governo centrale piddiota che non ha capito né mai capirà come si muove la gente semplice dei territori. Gutta cavat lapidem.





