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01 September 2014

La Ministra della Pubblica Distruzione




Ha più anni di un pappagallo, ma si mostra in topless, la ministra  Stefania Giannini. Non importa se le tette sono avvizzite, l'importante è...esporsi al sole. E dire che era proprio lei che intimava alle alunne  un più consono abbigliamento nella scuola. Proviene da Sciolta Civica (a proposito, ma esiste ancora?) e  ha un'ambizione: far sparire quel che resta della scuola. Altri suoi predecessori ci hanno già provato con successo.
Non è infatti  una novità che si vuole far sparire la scuola statale per creare una sorta di  privatizzazione dell'istruzione che da pubblica  sarebbe a beneficio di chi ha mezzi economici, come in Usa. Mentre per i nullatenenti  è  già pronto un bel Bronx multikulti. Oramai in questo senso, non  mancano i "rinforzi" giornalieri dal mare.  E non solo.

 Il fatto è che la politica scolastica del governo Renzi è a dir poco schizofrenica: mentre si vuole far sparire le supplenti perché  considerate un onere (ciò significa per i docenti vietato ammalarsi, dato che gli alunni verrebbero accorpati e collocati in altre classi di diverso ordine e grado e in sovrannumero),  dall'altra parte si promette posti ai precari.  Se poi vogliamo mettere davvero a fuoco chi sono questi famosi  "precari", scopriamo che sono tutti clienti della Trimurti sindacale.
Insomma, è un po' come la storia degli 80 euro: vale per pochi clienti, ma c'è da giurarci che reciteranno il solito mantra: "è una vera boccata d'ossigeno" per l'economia. Per l'immissione in ruolo dei  100.000 precari servirà un miliardo e mezzo di euro. Pertanto, CERCASI COPERTURA DISPERATAMENTE. Capito o ministra? Perciò, copriti. 

Questo è (o meglio era) il programma iniziale della ministra con le tette al vento, poi tenuto in frigorifero. 




Ed ecco, invece alcuni  miei punti qualificanti di "rivoluzione conservatrice": 

  • Ripristinare alcune sezioni in Latino alle  scuole medie per coloro i quali sono orientati per gli studi classici. 
  • Rendere obbligatoria nei curricula la Musica e la Storia dell'arte in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dato che siamo il paese del Bel canto e delle Arti Belle.
  • Ripristinare la Geografia, bandita  incomprensibilmente dai programmi (è evidente il progetto di modificare la mappatura del mondo, e anche quello di eliminare i confini (limes)). 
  • Le scuole professionali, avranno un diretto aggancio con le botteghe artigiane del territorio per l'apprendistato  concreto di arti  e mestieri da parte degli allievi,  e con le micro imprese a gestione familiare
  • Favorire scuole di Restauro, tenuto conto dell'immenso patrimonio artistico e archeologico italiano
  • Pretendere un abbigliamento consono non solo per gli alunni ma anche per maestri, professori e ministri

Si accettano suggerimenti ed eventuali contributi aggiuntivi...

Articolo consigliato sul tema: Chi ha ucciso il liceo classico? (intervista ad A.Scotto di Luzio docente di storia della Pedagogia all'Università di Bergamo).