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03 January 2023

Papa Ratzinger, quel che resta da dire




Primo post del 2023. In queste ore assistiamo ad una mobilitazione di ritrovata devozione di massa per Benedetto XVI. Il bisogno di spiritualità da parte di moltissimi cittadini è notevole, specialmente dopo che la chiesa bergogliana ha lanciato la sua "lettera scarlatta" contro i non vaccinati, arrivando perfino a negare l'ostia e a condizionarne pesantemente i riti liturgici, contravvenendo, così,  ai precetti cristiani. In queste ore assistiamo alla solita indigestione da loquacità fasulla che accompagna la scomparsa dei personaggi famosi. Suo malgrado, papa Ratzinger per il quale ho sempre avuto stima e affetto, lo era, nonostante fosse timido, schivo e riservato.  Di lui lessi il suo bel libro "Senza radici", un importante pamphlet contro il relativismo e le filosofie riduzioniste, nichiliste e materialiste imperanti. 
Le reti pubbliche e private fanno a gara a mettere in scena i soliti "padroni del discorso". Pertanto alcune  delle cose che ci servono da mettere a fuoco non le sentiremo forse mai. Nessuno o pochissimi parlano dello sforzo che fece Benedetto XVI per reintegrare nella grande famiglia cristiana la Fraternità S. Pio X, sforzo che gli costò numerose critiche. I seguaci di mons. Lefèbvre, vengono infatti ostracizzati dalla chiesa, poiché non si sottomisero ai dettami del Concilio Vat. II. Su di loro pende l'accusa di "ultratradizionalismo". Ecco dunque la lettera che la Fraternità s. Pio X scrisse a Ratzinger l'indomani della sua fatidica "rinunzia",  scritto nel quale ringrazia il papa per lo sforzo e la buona volontà manifestata: 


La Fraternità San Pio X ha appreso dell’improvviso annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, che saranno effettive dalla sera del 28 febbraio 2013.Malgrado le differenze dottrinali manifestatesi anche in occasione dei colloqui teologici tenutisi tra il 2009 e il 2011, la Fraternità San Pio X
non dimentica che il Santo Padre ha avuto il coraggio di ricordare che la Messa tradizionale non era mai stata abrogata e di cancellare gli effetti delle sanzioni canoniche emesse contro i suoi vescovi in seguito alle consacrazioni del 1988. Essa non ignora l’opposizione che tali decisioni hanno suscitato, costringendo il Papa a giustificarsi di fronte ai vescovi del mondo intero. Essa gli esprime la sua gratitudine per la forza e la costanza di cui ha dato prova nei suoi confronti in circostanze così difficili, e gli assicura le sue preghiere per il tempo che ora intende dedicare alla meditazione.
Sulla scia del suo fondatore, Mons. Marcel Lefebvre, la Fraternità San Pio X ribadisce il suo attaccamento alla Roma eterna, Madre e Maestra di Verità, e alla Sede di Pietro.
Essa rinnova il suo desiderio di apportare il suo contributo per risolvere, nei limiti dei suoi mezzi, la grave crisi che scuote la Chiesa. Prega perché, per ispirazione dello Spirito Santo, i cardinali del prossimo conclave eleggano il Papa che, secondo la volontà di Dio, opererà per la restaurazione di tutte le cose in Cristo (Ef. 1, 10).


Menzingen, 11 febbraio 2013

Festa di Nostra Signora di Lourdes



Non ho quasi mai sentito recriminare né rimproverare chi ebbe la faccia tosta di impedire la libera espressione di un uomo di Ragione oltre che di Fede, all'Università La Sapienza di Roma. Correva l'anno 2008 e c'erano dei responsabili "interni" nel corpo docenti,  tra i quali quel fisico premio Nobel Giorgio Parisi  (che dovette poi diventare un testimonial attuale dei vaccini) i quali mai furono messi  giustamente alla berlina.  Quando il papa avrebbe dovuto tenere una lezione avvenne che la  Ratio venisse brutalmente bandita dall'Ateneo della Capitale in nome della laicissima "Scienza",  proprio nel luogo deputato a far trionfare la ragione. Fu una vergogna incommensurabile!  I media furono complici e offrirono supporto omertoso.

Andrea Riccardi della comunità di Sant'Egidio, da sempre vicino ad ambienti massonici, le cui lacrime di coccodrillo e la sua verbosità in queste ore è tanto esorbitante, quanto vacua, ha esplicitamente ricordato che la sua "parabola discendente" sarebbe iniziata con la sua Lectio Magistralis di Ratisbona. Si dà il caso che io l'abbia conservata e riletta (la pubblicò integralmente Il Foglio) e mi chiedo se Riccardi abbia fatto altrettanto. Forse Riccardi non ha gradito che Ratzinger avesse fatto la distinzione fra le religioni del Libro (quelle che si basano sull'Ipse dixit) come islam ed ebraismo,  e quella cristiana del Logos, di derivazione greco-romana. Cioè il pensiero e la parola che si fa talvolta parabola. Che i filosofi cristiani della Scolastica e della Patristica trovino un posto nella Storia della Filosofia è un fatto incontestabile. E che non tutte le religioni siano uguali è un altro fatto acclarato. Come è acclarato che non tutti gli uomini sono uguali.  In natura, perfino se si cerca tra un albero, non c'è una foglia identica all'altra. Sulla rinuncia di Benedetto VI mi sono già espressa nel mio pezzo "Giallo Vaticano" del 2015 che continua ad essere letto, citato e condiviso. Di fronte ad una "primavera colorata" vaticana, Ratzinger non poté che dimettersi e la sue non furono di certo dimissioni spontanee. 

Voglio altresì raccontare la testimonianza di un cantante popolare, umile e credente come Mino Reitano negli ultimi giorni della sua vita. Mino era gravemente ammalato  con poco tempo da vivere e si recò in udienza dal Papa. Alla domanda se avesse incontrato papa Wojtyla e papa Ratzinger rispose: 

“Si tratta di due uomini fantastici, che porterò sempre nel cuore. Entrambi sono stati gentilissimi con me, sa? Soprattutto Benedetto XVI, che mi disse testualmente: ‘Lei ha gli occhi buoni’. Capirà, mi misi a piangere come un bambino per la commozione e ad un certo punto cercai di inginocchiarmi per baciargli la mano, ma me lo impedì, mi trattenne e mi accarezzò. Che grande umiltà! Che grande umanità! Non dimenticherò mai le sue parole, il suo sguardo di padre, la carezza che mi fece sul viso”.



Molto commovente,  prima che la salma fosse traslata in S. Pietro, la camera ardente col papa giacente accanto al presepe e all'albero di Natale (due simboli della cristianità), quasi che fosse la prosecuzione di un intimo quadretto domestico con il pianoforte che come amante della musica classica, suonava alla perfezione, lo spartito e il suo amato gatto. Il 5, vigilia dell'Epifania, ci sarà la funzione funebre e poi l'inumazione. Morire all'ultimo giorno di un anno difficile che se ne va, implica anche la rinascita di uno nuovo. Tutto ciò possiede una valenza altamente simbolica per credenti e non credenti.

Buon Cammino pastorale nel Regno dei Cieli, caro Papa!


SS. Nome di Gesù