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14 August 2015

Kos, isola del χάος




Questo post è il sequel del precedente. E da oggi inauguro una nuova etichetta: paneuropa.  Pochi prima degli avvenimenti di questi giorni avevano notizie di Kos. Ora è prepotentemente rimbalzato alla cronaca. Perché un isolotto di kmq  290,27 con all'incirca 30.000 abitanti deve contenere diecimila clandestini che coltivano fanaticamente il sogno europeo? Intanto chi lo ha insufflato e istillato nelle loro menti, questo sogno quando la maggioranza dei popoli europei si impoverisce? Come si fa a far credere che Europa significa Eldorado quando per tutti noi  e per i Greci in particolare,  è  solamente un incubo? Attraverso l'apparato mediatico di cui ho già dato conto nel post precedente. Kos si trova nell'arcipelago del Dodecaneso davanti alla Turchia. Ha spiagge paradisiache  dalle sabbie bianche come il talco ed è un luogo da poster d'agenzia di viaggi. Come ha potuto trasformarsi repentinamente in una bolgia infernale? Purtroppo la Bellezza attira  su di sé la Rovina e la sciagura, un insegnamento che proviene proprio dai poemi omerici, in particolare dall'Iliade

Spiaggia di Kos
Il presidente Milos Zeman della Repubblica Ceca ha osato dire questa verità: “Di questo grande afflusso di rifugiati e di clandestini illegali verso l’Europa sono responsabili gli Stati Uniti ed i paesi europei che hanno partecipato nella esecuzione dei piani dementi attuati in paesi come l’Iraq, la Libia e la Siria”.

E ancora: “L’ondata di migranti prende origine dalla idea assurda di lanciare un intervento militare in Irak, accusato di avere armi di distruzione di massa mentre non è stato trovato niente”. Poi se l’è presa con la voglia americana di “restaurare l’ordine in Libia” e destabilizzare la Siria, ma con piena complicità degli europei che “hanno aiutato a coordinare le operazioni in Libia”, seminando il caos dove prima c’erano degli Stati. Da queste destabilizzazioni sono nati i gruppi terroristi islamisti che adesso contribuiscono a far fuggire profughi dal Medio Oriente col terrore".

E chi se li becca i cosiddetti "profughi"? Gli americani oltre Atlantico? Ma no, toccano agli eurobabbei.




Inoltre è un caso che  a Bruxelles si decida su un terzo piano di salvataggio per la Grecia mentre il suo arcipelago viene aggredito da un'ondata senza precedenti di profughi? Non è che anche questi siano un crudele regaluccio della Troika? Comunque sia la ricetta della sinistra (anche di Syriza greca) è sempre la stessa: tasse, debiti e immigrati.

Osserviamo bene le carte geografiche dei flussi migratori: a Est la Grecia viene aggredita da Afghani, pakistani, cingalesi asiatici in genere, siriani (meno di quanto si millanta), africani. A Sud l'Italia viene aggredita da ondate africane nel Canale di Sicilia, a Lampedusa, Linosa. La Spagna viene aggredita a Ceuta e Melilla dall'intero Maghreb dove scavalcano la barriera a rischio di morte.  La Francia,  da Ventimiglia, a Mentone, fino a Calais.  Sono tutti esseri umani  in  pericolo di vita? Non è che in pericolo di vita ci siamo invece noi altri autoctoni con buona pace di vescovi alla Galantino?
Le nuove  "vittime" delle guerre sbarcano invece sulle sponde del Dodecaneso  per "marcare strettamente il territorio". Scendono sull'arenile di Kos, di Samos, di Lesbos, di Kyos  e baciano la sabbia: "Evviva finalmente siamo in Europa!".
Le anime belle dei nostri politici e dei politici degli stati membri,  invocano l'Europa, più Europa affinché li aiuti a gestire l'onda "anomala". Ma l'Europa è il vero problema mentre da lei si pretende la soluzione. L'Europa non vuole risolvere, vuole dissolvere!
Al contrario di quanto si pensa, vuole destabilizzare, annullarsi e trasformarsi in Paneuropa. Ovvero in  un indistinto Pandemonio.
Pan, divinità ellenica dei boschi con il corpo ricoperto di folto pelo animale e gli zoccoli caprini che sta a significare "tutto": questa accezione lo lega alla foresta, all’abisso, al profondo…

L'iconografia cristiana lo  ha assunto e rielaborato nei dipinti per raffigurare il demonio. Ovvero il Maligno.
Kos, isola del Caos (χάος).  I nomi sono destini.

Buon Ferragosto a tutti!