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04 April 2019

"Con l'aggravante dell'odio razziale"


Giorno di S. Isidoro. Le giornate si allungano sempre più , dato che  adesso c'è l'ora legale. E a Torre Maura, gli abitanti delle periferie  romane non hanno fatto in tempo a protestare contro la pessima iniziativa della Raggi di voler scaricare i 70 zingari (pardon, rom che poi significa "uomo") nel rione -  non hanno fatto in tempo a farli sgombrare, che è già scattata la denuncia dei magistrati sorosiani contro gli abitanti, rei di voler difendere le loro abitazioni dopo  aver respinto l'iniziativa della  giovin sindaca (ne pensasse una buona!).. Con l'aggravante del solito "odio razziale". Difendere le proprie abitazioni è considerato "odio razziale".Uccidere e scannare un italiano proprio in quanto italiano e per di più dall'aria felice, invece si può fare. Forse a Torino il marocchino Said era "depresso" e non "razzista". Al Telegiornale l'hanno addirittura presentato come un invidioso delle felicità altrui, con tanto di psicologo pronto a giustificarne il disturbo, e la Caritas l'ha già definito una "vittima" della depressione migratoria.  Per lui non ci sarà mai l'"aggravante di odio razziale", perché odiare il bianco, cristiano e italiano e sopprimerlo,  non è reato. 

Vivisezionare una povera ragazza come Pamela e metterne le disjecta membra in due valige trolley, fa parte delle loro cannibalesche tradizioni. Ammazzare una pensionata 79enne colpevole solo di aver offerto acqua a due immigrati che si fingevano "assetati", è quasi diventato robetta da nulla. La poveretta - ahimé - ha applicato il cristianissimo "dar da bere agli assetati" e tanto è bastato ai malintenzionati,   per rapinarla e per ucciderla a bottigliate in testa.  Non è  considerato un reato grave, per i soliti magistrati che hanno comminato una ridicola pena di 8 anni agli assassini. Devono "reinserirsi" dopotutto. E la poveretta, dopotutto,  era già una signora in età avanzata. Quindi scatta subito il "razzismo anagrafico", quello che nessuno vede, e di cui nessuno parla nonostante l'ecatombe dei poveri pensionati torturati, derubati e uccisi a casa loro. La legge a loro difesa non c'è, o se c'è non si applica. Sono pensioni in meno da erogare, in fin dei conti: è questo il cinico calcolo?


Ci vogliono incattivire ad ogni costo. Perché un popolo che non ha più legge, né tetto, né limiti, né confini non può che arrabbiarsi.
Nelle periferie romane, milanesi, torinesi, riflettevo sulla veridicità del  termine "cattivo" (captivus). E cioè prigioniero.  Chi già vive una situazione di pesante disagio, di mancanza di servizi e di degrado non può che sentirsi in "cattività" permanente. E allora che fanno gli illuminati? Gli scaricano addosso altre situazioni pesanti di promiscuità coatta e di mancanza di legalità permanente?
Gli "accoglioni" de sinistra si ritrovano nei luoghi più esclusivi, abitano ai Parioli o al Gianicolo, o sull'Appia antica e scaricano addosso alle periferie, il peso del degrado che non tollererebbero nemmeno per 24 ore. Li abbiamo già visti all'opera "quelli dell'accoglienza ad ogni costo", quando provarono a toccargli Capalbio.

Ieri era Tor Sapienza, oggi è Torre Maura. In passato  a Tor di Quinto la signora Giovanna Reggiani, moglie di un ammiraglio fu uccisa dal "rom" (zingaro, gitano, nomade, tzigano) Mailat, che le usò violenza e la ammazzò a colpi di pietra in testa. Ce ne siamo già dimenticati?

Difendersi non è "razzista". Difendere il proprio habitat territoriale e garantirsi il controllo del proprio ambiente è il primo dovere di ogni buon cittadino. E smettiamola ogni volta che un cittadino si ribella di spolverare e rispolverare "l'aggravante dell'odio razziale", e  viceversa di farlo passare in cavalleria con noi italiani,  quando è sempre più palese che queste élites ci vogliono morti, per ogni dì che passa.

I casi Pamela, Desirée, Stefano Leo, Vanessa Russo (uccisa sulla metropolitana di Roma), Ermes Mattielli,  docent. E ce ne sono quotidianamente tanti e tanti altri. Troppi.

09 April 2016

Sbattuto fuori da casa propria




Gli ultimi fatti di cronaca di un povero disabile sbattuto fuori da casa sua, solo perché è andato a farsi curare, e con la casa occupata da marocchini che hanno prontamente cambiato la serratura e usato i loro figli piccoli quali "scudi umani", per tenere il poveretto fuori dalla porta, mi hanno condotto a fare alcune amare considerazioni. Oramai con Internet il mondo ci entra in casa, ma noi siamo monadi isolate nel mondo. Sappiamo la rava e la fava sulla dentiera di Soros, sulla marca di pannoloni che usa, viaggiamo per testate straniere, clicchiamo link che rimandano ad altri link, ma poi restiamo impotenti e inattivi di fronte ad abusi, a clamorose ingiustizie e a crimini perpetrati appena  dietro alla porta di casa nostra. Incoerenze del web, con ogni evidenza!

O  forse è proprio così che ci vogliono: eternamente"insciammiati"(passatemi il neologismo) sul monitor di un pc a reperire notizie sulle quali poi non abbiamo alcuna presa, facendoci così, desistere dalla "vera presa", laddove servirebbe il nostro intervento e supporto reale. Ma ricapitoliamo la vicenda. Il fatto è avvenuto in un rione popolare di La Spezia in Via Napoli.

Roberto Bolleri è invalido. È spezzino, e fino al 18 marzo aveva la certezza di una casa popolare. Quel giorno, ha scoperto che qualcun altro si era introdotto, forzando la porta d’ingresso. E ha scoperto anche che per rientrare, la legge impone di fare denuncia e aspettare: tre mesi, almeno. Perché l’autorità giudiziaria deve accertare, raccogliere documenti, e poi sentenziare. Insomma coi tempi biblici della nostra "giustizia" e con i risultati spesso sconcertanti e nient'affatto scontati dal punto di vista dello "stato di diritto", il poveretto rischia di farsi saltare le coronarie."Io sono l’inquilino, assegnatario, con contratto - spiega Bolleri - mentre queste persone hanno fatto una occupazione abusiva, e non intendono uscire. Ma io, a costo di sentirmi male, rivoglio la mia casa».  (fonte Il Secolo XIX).

E con santa ragione, pover'uomo! Ricordiamocene bene e stiamo in campana: prima tentano questi abusi sui poveracci che abitano in rioni popolari e magari hanno ottenuto una casa dagli enti assegnatari (è già avvenuto a Milano con l'Aler di cui diedi conto in questo post ). Quando poi queste odiose  porcherie  si diffonderanno  a macchia d'olio fino a diventare la norma, allora allargheranno il raggio del crimine dappertutto. Occorre inoltre sottolineare che sovente sono altre organizzazioni delinquenziali a fornire generalità come nome,cognome e indirizzo dei titolari delle case "occupabili" da espropriare, curandone le abitudini e le eventuali assenze da casa. E spesso si tratta di zingari che fanno questo lavoro sporco in cambio di  un compenso in denaro  sonante, da parte degli abusivi che occupano l'alloggio.
Cosa c'è di buono da aspettarsi da un paese incapace di difendere le proprie frontiere e il proprio territorio? Da chi raccatta legioni di immigrati dappertutto anche da chi invece mostra ancora un po' di fierezza territoriale nel respingerli? Si vedano i casi recenti di  Austria, Slovenia e Ungheria.
Con un governo di malfattori inetto su tutta la linea, ma capacissimo di perpetrare danni e abusi a scapito dei suoi cittadini, c'è da aspettarsi di tutto. Del resto la "precettazione sovietica degli alloggi" da parte di prefetti è già iniziata a Treviso, col pretesto delle seconde case sfitte.

Concludo il fatto del disabile fuori dalla sua casa. Pare che per la prima volta in una roccaforte "rossa" come a La Spezia sia stata fatta una manifestezione apartitica di 150 cittadini in solidarietà del poveretto. Che ci sono avvocati disposti a difendere gratis il Bolleri. Ed è giusto: potrebbe capitare a chiunque. Che l'assessore leghista  Pucciarelli si stia attivando per ottenere riscontro immediato, e che Forza Nuova sta effettuando un presidio davanti alla casa "occupata" del poveretto. Vedremo. Intanto qui il video dei tafferugli avvenuti in Via Napoli, a causa degli occupanti recidivi e arroganti che hanno sottratto l'alloggio al Bolleri.



 Ma resta la realtà: questo genere di episodi non è il primo e con l'aria che tira non sarà nemmeno l'ultimo, e solo la nostra unione e solidarietà di italiani può contrastarla con determinazione. Se aspettiamo le forze dell'ordine, campa cavallo. Men che meno, la magistratura. Senza contare che il sindaco spezzino Federici (Pd) è arrivato ad offrire un altro alloggio (quale premio di consolazione per l'abuso compiuto) alla famiglia marocchina da cui si è sentito rispondere picche, perché considerato un appartamento "troppo piccolo" per le loro esigenze.
Riflettiamoci: loro non hanno paura di esporre spregiudicatamente i loro figli "minori" ad azioni delinquenziali. Mentre gli italiani onesti non possono cacciarli fuori a pedate dai loro alloggi, "perché ci sono i bambini". E' davvero un insegnamento ben poco edificante.