Giorno di S. Isidoro. Le giornate si allungano sempre più , dato che adesso c'è l'ora legale. E a Torre Maura, gli abitanti delle periferie romane non hanno fatto in tempo a protestare contro la pessima iniziativa della Raggi di voler scaricare i 70 zingari (pardon, rom che poi significa "uomo") nel rione - non hanno fatto in tempo a farli sgombrare, che è già scattata la denuncia dei magistrati sorosiani contro gli abitanti, rei di voler difendere le loro abitazioni dopo aver respinto l'iniziativa della giovin sindaca (ne pensasse una buona!).. Con l'aggravante del solito "odio razziale". Difendere le proprie abitazioni è considerato "odio razziale".Uccidere e scannare un italiano proprio in quanto italiano e per di più dall'aria felice, invece si può fare. Forse a Torino il marocchino Said era "depresso" e non "razzista". Al Telegiornale l'hanno addirittura presentato come un invidioso delle felicità altrui, con tanto di psicologo pronto a giustificarne il disturbo, e la Caritas l'ha già definito una "vittima" della depressione migratoria. Per lui non ci sarà mai l'"aggravante di odio razziale", perché odiare il bianco, cristiano e italiano e sopprimerlo, non è reato.
Vivisezionare una povera ragazza come Pamela e metterne le disjecta membra in due valige trolley, fa parte delle loro cannibalesche tradizioni. Ammazzare una pensionata 79enne colpevole solo di aver offerto acqua a due immigrati che si fingevano "assetati", è quasi diventato robetta da nulla. La poveretta - ahimé - ha applicato il cristianissimo "dar da bere agli assetati" e tanto è bastato ai malintenzionati, per rapinarla e per ucciderla a bottigliate in testa. Non è considerato un reato grave, per i soliti magistrati che hanno comminato una ridicola pena di 8 anni agli assassini. Devono "reinserirsi" dopotutto. E la poveretta, dopotutto, era già una signora in età avanzata. Quindi scatta subito il "razzismo anagrafico", quello che nessuno vede, e di cui nessuno parla nonostante l'ecatombe dei poveri pensionati torturati, derubati e uccisi a casa loro. La legge a loro difesa non c'è, o se c'è non si applica. Sono pensioni in meno da erogare, in fin dei conti: è questo il cinico calcolo?
Ci vogliono incattivire ad ogni costo. Perché un popolo che non ha più legge, né tetto, né limiti, né confini non può che arrabbiarsi.
Nelle periferie romane, milanesi, torinesi, riflettevo sulla veridicità del termine "cattivo" (captivus). E cioè prigioniero. Chi già vive una situazione di pesante disagio, di mancanza di servizi e di degrado non può che sentirsi in "cattività" permanente. E allora che fanno gli illuminati? Gli scaricano addosso altre situazioni pesanti di promiscuità coatta e di mancanza di legalità permanente?
Gli "accoglioni" de sinistra si ritrovano nei luoghi più esclusivi, abitano ai Parioli o al Gianicolo, o sull'Appia antica e scaricano addosso alle periferie, il peso del degrado che non tollererebbero nemmeno per 24 ore. Li abbiamo già visti all'opera "quelli dell'accoglienza ad ogni costo", quando provarono a toccargli Capalbio.
Ieri era Tor Sapienza, oggi è Torre Maura. In passato a Tor di Quinto la signora Giovanna Reggiani, moglie di un ammiraglio fu uccisa dal "rom" (zingaro, gitano, nomade, tzigano) Mailat, che le usò violenza e la ammazzò a colpi di pietra in testa. Ce ne siamo già dimenticati?
Difendersi non è "razzista". Difendere il proprio habitat territoriale e garantirsi il controllo del proprio ambiente è il primo dovere di ogni buon cittadino. E smettiamola ogni volta che un cittadino si ribella di spolverare e rispolverare "l'aggravante dell'odio razziale", e viceversa di farlo passare in cavalleria con noi italiani, quando è sempre più palese che queste élites ci vogliono morti, per ogni dì che passa.
I casi Pamela, Desirée, Stefano Leo, Vanessa Russo (uccisa sulla metropolitana di Roma), Ermes Mattielli, docent. E ce ne sono quotidianamente tanti e tanti altri. Troppi.
Vivisezionare una povera ragazza come Pamela e metterne le disjecta membra in due valige trolley, fa parte delle loro cannibalesche tradizioni. Ammazzare una pensionata 79enne colpevole solo di aver offerto acqua a due immigrati che si fingevano "assetati", è quasi diventato robetta da nulla. La poveretta - ahimé - ha applicato il cristianissimo "dar da bere agli assetati" e tanto è bastato ai malintenzionati, per rapinarla e per ucciderla a bottigliate in testa. Non è considerato un reato grave, per i soliti magistrati che hanno comminato una ridicola pena di 8 anni agli assassini. Devono "reinserirsi" dopotutto. E la poveretta, dopotutto, era già una signora in età avanzata. Quindi scatta subito il "razzismo anagrafico", quello che nessuno vede, e di cui nessuno parla nonostante l'ecatombe dei poveri pensionati torturati, derubati e uccisi a casa loro. La legge a loro difesa non c'è, o se c'è non si applica. Sono pensioni in meno da erogare, in fin dei conti: è questo il cinico calcolo?
Ci vogliono incattivire ad ogni costo. Perché un popolo che non ha più legge, né tetto, né limiti, né confini non può che arrabbiarsi.
Nelle periferie romane, milanesi, torinesi, riflettevo sulla veridicità del termine "cattivo" (captivus). E cioè prigioniero. Chi già vive una situazione di pesante disagio, di mancanza di servizi e di degrado non può che sentirsi in "cattività" permanente. E allora che fanno gli illuminati? Gli scaricano addosso altre situazioni pesanti di promiscuità coatta e di mancanza di legalità permanente?
Gli "accoglioni" de sinistra si ritrovano nei luoghi più esclusivi, abitano ai Parioli o al Gianicolo, o sull'Appia antica e scaricano addosso alle periferie, il peso del degrado che non tollererebbero nemmeno per 24 ore. Li abbiamo già visti all'opera "quelli dell'accoglienza ad ogni costo", quando provarono a toccargli Capalbio.
Ieri era Tor Sapienza, oggi è Torre Maura. In passato a Tor di Quinto la signora Giovanna Reggiani, moglie di un ammiraglio fu uccisa dal "rom" (zingaro, gitano, nomade, tzigano) Mailat, che le usò violenza e la ammazzò a colpi di pietra in testa. Ce ne siamo già dimenticati?
Difendersi non è "razzista". Difendere il proprio habitat territoriale e garantirsi il controllo del proprio ambiente è il primo dovere di ogni buon cittadino. E smettiamola ogni volta che un cittadino si ribella di spolverare e rispolverare "l'aggravante dell'odio razziale", e viceversa di farlo passare in cavalleria con noi italiani, quando è sempre più palese che queste élites ci vogliono morti, per ogni dì che passa.
I casi Pamela, Desirée, Stefano Leo, Vanessa Russo (uccisa sulla metropolitana di Roma), Ermes Mattielli, docent. E ce ne sono quotidianamente tanti e tanti altri. Troppi.



