Dino Risi, regista di culto della commedia all'italiana aveva ragione nel sostenere che oggi è impossibile rifare film come "I mostri" o il "Sorpasso", perché la comicità si è trasferita direttamente nella politica. Soprattutto quando è involontaria. Ecco uno sketch da far sbellicare dalle risate: la Boldrini che lancia l'appello accorato ad Asia Argento, a non lasciare l'Italia. "Non ho avuto modo di chiamare Asia Argento perché sono in missione a New York e in Canada. Le mando, però, questo messaggio: bisogna rimanere in Italia per rafforzare la solidarietà tra donne. Asia non mollare».
Muahhhha- ah! ah! ah!
Gli italiani afflitti da mille traumatici problemi hanno una priorità assoluta: tenersi un gran genio come Asia Argento, un patrimonio dell'Unesco da custodire gelosamente e della quale menare vanto. L'attrice supertatuata che denuncia il suo molestatore, il crasso produttore Harvey Weinstein della Miramax, 20 anni dopo averne incassato tutti i vantaggi professionali, è già un caso. E' in lizza per l'assegnazione della statuetta Stupidity Academy Award. La presidentA della Camera, Laura Boldrini, è scatenata con la stampa al telefono da New York e manda il suo appello accorato, della serie, Asia resisti alle molestie!sei tutte noi!
A Laure', facce ride'!!!
Siam pronti alla Morte, dice l'inno nazionale, ma non a morire rotolandoci per terra dalle risate nell'ascoltare simili baggianate. Non c'è nulla di più ridicolo di chi si prende maledettamente sul serio.
Siam pronti alla Morte, dice l'inno nazionale, ma non a morire rotolandoci per terra dalle risate nell'ascoltare simili baggianate. Non c'è nulla di più ridicolo di chi si prende maledettamente sul serio.
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Passiamo al secondo sketch dei nuovi Mostri con questa sceneggiatura: Salomé-Maria Elena Boschi e la sua danza dei sette veli, Erode Renzi che accontenta i suoi capricci, e la testa decollata del Battista Visco servita su un piatto. Le cose devono essere andate più o meno in questo modo.
C'è di mezzo il caso Banca Etruria e tante altre consorelle "popolari". La Boschi che ha sempre molta influenza sul Putto di Rignano sull'Arno, deve aver chiesto un'exit strategy per il su' Babbo. E allora, ecco partire Renzi lancia in resta, con ritrovato furore "populista" a credito, pronto a richiedere le dimissioni del governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Sgomento di Gentiloni messo al corrente last minute, freddo disappunto di Mattarella ("l'autonomia di Bankitalia non si tocca!"), levata di scudi del suo partito, dato che la specialità di Renzi è quella di non saper mettere insieme nemmeno le truppe cammellate dei suoi piddioti. E' assai probabile che Visco incassi una secondo nomina e resti in carica. Dopo il trionfo dei NO al referendum del 4 dicembre 2016, provaci ancora Matthew! Grande stoffa e stazza di leader, non c'è che dire.
Ma il treno dei suoi desideri all'incontrario va...
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Terzo sketch: Minnì Tirabusciò, scatenato anche lui dopo il vertice sulla sicurezza sulle macerie di Ischia, un'isola sicura, molto sicura. Specie Casamicciola, dove qualche mese fa c'è stato il terremoto. Nell'intervista riportata da La Stampa, potete trovare una frase-chiave che farebbe rizzare i capelli in testa anche ad un pelato come lui. Alla domanda su come combattere l'Isis che sta capitolando a Raqqa (Siria) il prode Marco risponde con sicumera: «Il nostro obiettivo è una grande alleanza fra governi e provider contro il terrorismo. Bisogna trovare il modo di intervenire senza mettere in discussione la grande apertura democratica consentita dai social e dall’accesso alla Rete».
Capito? Il solito "terrorismo internazionale" appena capitolato (si fa per dire) a Raqqa, ma ancora operativo caso mai i foreign fighter dovessero rientrare in Patria, fornisce un pretesto d'oro al Nostro: il bavaglio alla Rete. Provider privati e Governaccio Piddiota, unitevi e combattete gli odiati "populisti".
Esilarante! ma non è finita.
Il solerte Minnì o' Calabrisello ha chiesto di pagare il costo del servizio di sicurezza ai seggi lombardi e veneti nel corso del referendum che si terrà domenica 22 ottobre (che è domani). La comunicazione è arrivata mercoledì alle due Regioni da parte del ministero dell’Interno, con la richiesta di pagamento di 2.044.875,00 euro per i costi di utilizzo della forza pubblica connesso alla consultazione. A due giorni dall’apertura dei seggi, senza preavviso, Minnì presenta pure l'addition s'il vous plaît.
L'Italia è stata minata e disseminata di referendum radicali della Prima e seconda Repubblica (spesso inutili e senza quorum), ma non sono mai mancati i servizi di sicurezza dello stato ai seggi. Mi pare evidente il tentativo ostruzionistico nei confronti di un diritto civico sancito dalla costituzione. Perciò domenica 22 i cittadini lombardi e veneti corrano ai seggi per il SI'.
Le ragioni le ho già espresse nel mio recente post del 12 ottobre. Ma giunti a questo punto, fosse anche un referendum di consultazione per la licenza di vendere caldarroste in Piazza Duomo e in Piazza S. Marco tra i piccioni, è il caso di andare a votare.
Buone caldarroste domenicali!
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| SIiiii!!! |








