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17 March 2025

Eutanasia, finta compassione e cultura della morte




A questo tema delicato del fine vita ho già dedicato alcuni post durante il caso Englaro e purtroppo mi tocca ritornarci. Aborto, eutanasia, guerre guerreggiate più o meno per procura, sieri genici...fanno tutti parte integrante di un unico malvagio disegno: i piani neomalthusiani di Davos e dintorni. Inoltre, varare un'eutanasia di stato è quanto mai pericoloso per i risvolti politici ed etici che può presentare. Vi ricordate Milosevic, morto "suicidato"? Sì, beato a chi se l'è bevuta! Esiste sempre un'ombra di ambiguità e  di mistero nel referto di suicidio di personaggi  politicamente "scomodi".

Non ci siamo fidati degli ospedali ai tempi della "pandemia", figuriamoci se c'è da fidarsi in questi casi con un tema così delicato come l'eutanasia chiamata col nome "ossimorico", ipocrita e fuorviante di "suicidio assistito", dal momento che chi assiste l'aspirante suicida, in realtà collabora alla sua morte. E non è esente da un qualcosa che rassomiglia molto a un omicidio. Si può ancora pensare? Si può ancora dire? 
L'eutanasia è in realtà un'arma caricata e messa bene in vista sul comodino. Un depresso cronico può essere più facilmente incoraggiato ad usarla. Un anziano malato, sarà indotto a togliersi di torno prima possibile, perché sarà il primo ad auto-considerarsi un peso insostenibile per sé e per gli altri.
Non a caso, si iniziò a parlare di questo tema così delicato ed eticamente sensibile ai tempi della grande crisi sanitaria,  con uno Speranza già fautore di questa pratica ...senza speranza.

Ci sono da segnalare le fughe in avanti  di Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia, che arde dalla smania di non sembrare abbastanza "moderno" e non vuole farsi superare dal suo collega piddino Giani in materia eutanasica. Ma non doveva essere competenza dello stato e non già delle Regioni? Se passano certi "tavoli tecnici"  regionali dove nei fatti, alle strutture sanitarie locali viene dato mandato sulla possibilità di certe pratiche, avremo una sorta di eutanasia à la carte , a seconda delle regioni. In proposito, non scherza nemmeno Zaia che spinge per la sua regione in eguale direzione, come pure Fedriga.  Così, avremo destra e sinistra unite nella lotta per la dolce morte. Quasi come ai tempi della Sars-Cov2 quando  tutti i presidenti di regione, facevano a gara a chi ne vaccinava di più, a chi ne rinchiudeva di più in casa, a chi ne controllava di più e a chi applicava con più solerzia le misure repressive. Da sinistra a destra, da Nord a Sud.
Non importa se governatori di un colore politico e di un altro - contrapposizioni nelle quali credono ormai solo i più gonzi, dato che tutti finiranno col buttarsi nel lucroso supermercato della morte.  Complimenti o Governatori! 
Così come tutto lascia pensare che improvvisamente aumenteranno  i "casi disperati" (complici i  media con la loro assillante ridondanza) sul tipo della paziente "Serena", nome di fantasia di una signora lombarda 50 enne affetta da sclerosi multipla progressiva. Casi che tanto piacciono a Marco Cappato, il Caronte traghettatore alla "morte dolce"; già autore del pronunciamento 242 del 2019, più noto, per l'appunto, come "sentenza Cappato". In tutto ciò, non manca né mancherà chi ci guadagna. Si tratta di associazioni attive nell'accompagnamento e assistenza al suicidio, con sempre più iscritti. Una molto famosa è la svizzera Exit che conta 150.000 iscritti.  
A proposito di radicali, mi urge aprire una parentesi. Marco Pannella fu un convinto eutanasista ante litteram, ma  -  guarda caso - non se ne servì per accorciare le sue sofferenze dovute alla sua malattia, fruendo fino all'ultimo respiro della possibilità di cure adeguate. Intendiamoci, fece bene, come fa bene Emma Bonino, eutanasista e abortista anche lei. Ma noto in tutto ciò, molta ipocrisia e un' ideologia laicista bigotta non dissimile a quella di certi cattivi preti. Della serie, fate quel che diciamo noi, ma non fate ciò che facciamo noi. In altre parole, predicare bene e razzolare male. La compagnia del "Et si omnes ego non" si allunga Oltralpe con Jacques Attali , mentore di Macron, per il quale dopo i 65 anni gli esseri umani dovrebbero togliersi di torno, poiché ritenuti improduttivi. Nel frattempo l'Eminenza grigia del rampollo Rothschild ha superato la boa degli 82 anni. In Olanda esiste anche l'eutanasia per i bambini con malformazioni.  Ciò significa che quando si mette in moto una simile deriva, poi finisce con  l'allargarsi a tutte le fasce anagrafiche. Si dia perciò uno sguardo a cosa è successo in tutti i paesi nei  quali è stata legalizzata l'eutanasia. Dapprima si è cominciato con pochi casi in condizioni stringenti e disperate: malati terminali, sofferenze insopportabili, casi limite.  Ma un po' alla volta tutti i paletti sono caduti e la platea degli "aventi diritto" (ovvero del diritto a morire) si allarga ai depressi, in un contesto di nascite zero, di guerre e di stragi (ovvero in un paesaggio mortifero) laddove hanno trovato un altro temibile sistema per "alleviare le sofferenze" con una falsa e fasulla compassione.  Non è escluso che avanti così, verrà censurato e magari sanzionato chi si oppone alla morte di stato definita "buona" e "dolce", giacché stiamo vivendo purtroppo, e non da oggi, anche l'Eutanasia del Diritto. 


 
Da ultimo, ecco giungere in soccorso  a detta causa, anche il cinema, mediante opportune finestre di Overton che cascano a fagiolo. Pedro Almodovar ha vinto il Leone d'oro al festival di Venezia con il film "La stanza accanto" (2024)  che tratta per l'appunto, di questo angoscioso delicato tema.  Il cinema è scivolato progressivamente da fabbrica del sogno a vetrina del Mondialismo. Il nuovo dogma cinematografico è indottrinare, manipolare le menti, accettare l'inevitabilità di certi nefasti fenomeni. Non c'è più spazio per la dilatazione dei sogni ad occhi aperti in una sala buia. E anche il recente film del citato regista spagnolo, ne è la riprova. 

Santa Gertrude di Nivelles