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28 July 2026

L'Apprendista Trump e lo Stregone Roy Cohn




Donald Trump ha detto una sacrosanta verità sulla stampa. Senza di lui molti giornalisti rimarrebbero disoccupati. Ma è anche vero il contrario: il magnate non può vivere senza essere attorniato da cronisti. Anche quando parlano male di lui. Di lui si sono interessati anche i registi e non per farne un divo, ma per presentare retroscena sulla sua formazione giovanile (immobiliarista, uomo d'affari e ora capo politico e due volte presidente). Mi è capitato in questi giorni il DVD del film "The Apprentice - Alle origini di Trump" (L'Apprendista) e non ho resistito alla tentazione di guardarlo. Il regista del film è il persiano-danese Ali Abbasi, scritto e sceneggiato dal giornalista Gabriel Sherman. Dirò subito che non è un grande film e che manca di  una vera potenza narrativa, quella che forse avrebbe potuto condizionare la rielezione del tycoon. Sembra un po' una fiction seriale di quelle che compaiono sulle piattaforme. Ma comprende una parte della vita del giovane Donald che non conoscevo. Il film è del 2024 a ridosso della sua rielezione, ma non arriva a parlare del caso Epstein. Ma il metodo Epstein del ricatto sessuale previo dossieraggio e foto compromettenti da conservare in archivio, viene già praticato da Roy Cohn, l'illustre avvocato, a cui  Trump deve la sua carriera.  E' stato un film osteggiato e boicottato nella sua distribuzione, ma si trova comunque in circuito. Il Trump che Abbasi racconta rappresenta quell'etica del vincente senza scrupoli (un killer, come lui stesso ama autodefinirsi) che attualmente affascina molti, non solo americani, e per gran parte del film spinge il pubblico ad ammirare l'astuzia e la sua capacità di fare affari del suo protagonista, mostrando la realizzazione dei sui sogni: il Grand Hyatt a un passo dalla stazione, i casinò di Atlantic City, la Trump Tower, il Plaza, e sull'orizzonte la Casa Bianca che poi conquisterà due volte. Abbasi descrive il giovane Trump animato dal sacro fuoco dell'ambizione, dapprima con una certa gentilezza, e solo dopo ne rivela man mano le magagne affondando il suo coltello acuminato. Ma la vera star di questo film è Jeremy Strong nei panni del sulfureo Roy Cohn, l'avvocato del Diavolo che fa da mentore al giovane Donald e che gli insegna le regole del Potere. A parere di alcuni (e pure della sottoscritta), sarebbe stato meglio che il regista avesse narrato preferibilmente di lui e non di Trump, poiché una mente così contorta e perversa è difficile da trovarsi.
Del resto, il giovane Trump, nella prima parte del film , subisce subito il suo carisma luciferino e cerca di ingraziarsene i favori, prima di staccarsi definitivamente dalla figura del padre immobiliarista autoritario che lo manda a raccogliere gli affitti degli inquilini inadempienti (dei poveracci di colore,  latini e afro col problema di sbarcare il lunario). Tre sono le inesorabili regole del potere della scuola di Roy Cohn che alla fine cede alle sue pressioni e lo pone sotto la sua ala protettiva: 

1) Attaccare, attaccare, attaccare
2) in caso di errori "Negare, negare, negare" 
3) Non ammettere mai le sconfitte. 

Per ironia del destino, vediamo che questa terza regola è stata ben applicata alla lettera dall'"apprendista" Trump nel conflitto in Iran. Quante volte gli abbiamo sentito dire che gli Usa hanno già vinto e che gli accordi sono a portata di mano? Senza contare che la soggezione esercitata dal mefistofelico avvocato sul suo pupillo, ricorda non poco, il rapporto tra Netanyahu e Trump.
Sullo sfondo una New York che si agita, cambia, si trasforma; gli anni '70 con la loro musica, gli incontri con Andy Warhol e l'underground newyorchese, Rupert Murdoch e altri personaggi famosi della politica  e della società. C'è anche un rapido sguardo sugli anni '80 e le sue bolle speculative, la Reaganomics,  i fiumi di droga e i partouze con cocaina a gogò (lo stesso Trump fece uso disinvolto di anfetamine),  l'isteria per il nuovo virus AIDS (si rivedono mascherine e la fobia per la disinfezione-disinfestazione). Poi ovviamente, c'è l'incontro e il matrimonio  burrascoso fra Trump e Ivana, l'ambiziosissima fotomodella dell'Est che diverrà sua moglie e che gli darà tre figli. 




 “Un film falso e privo di stile, diffamatorio e politicamente disgustoso”, ha tuonato Trump nel suo account sul social Truth. Truth è una piattaforma creata dalla società Trump Media Group che ovviamente, non ha gradito. A mio avviso, c'era tanto materiale , tanta carne al fuoco che avrebbe potuto e dovuto essere gestita meglio. L'interpretazione di Sebastian Stan, un biondino molto carino con la faccia da bambolotto, riesce ad evocare Donald Trump senza tuttavia farne una macchietta o una facile caricatura. Formidabile quella di Jeremy Strong che interpreta Roy Cohn, l 'avvocato manipolatore privo di scrupoli, omosessuale incallito che però odia le "checche", alcolizzato, drogato. Alla fine, malato di Aids a causa della vita promiscua e sregolata che conduceva, fino all'ultimo nega la sua malattia conformemente al suo secondo comandamento "negare, negare, negare". Il vero Roy Cohn è stato il braccio destro di Joseph Mc Carthy pur essendo democratico e non repubblicano. Pur essendo ebreo ashkenazita, ha rastrellato e perseguito molti intellettuali ebrei e spedito sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg durante il periodo della Caccia alle Streghe.

 
Trump e il suo avvocato, il vero Roy Cohn

Nel computo della caccia al "comunista", come è ovvio, cadde anche qualche innocente nella rete. Pur essendo omosessuale, fece cacciare molti di questi che ruotavano nell'ambiente del cinema, ritenuti inaffidabili. Insomma per chi volesse fare ricerche sul web su questo personaggio, non c'è che da sbizzarrirsi (bastano i suntini di wikipedia per farsi un'idea), e da concludere che Cohn è una caso da manuale psichiatrico anche peggiore dello stesso Trump. 
L'epilogo del  film ci mostra un Roy Cohn malato terminale di AIDS e il suo rampante epigono ormai arrivato ai piani alti,  che lo supera in cinismo, egoismo e cattiveria. Infatti gli regala un anello con un diamante tarocco per il suo compleanno. Missione compiuta: l'allievo supera il Maestro e questo ormai può pure uscire di scena.


San Nazario

17 comments:

Anonymous said...

Il film non l'ho visto, ma dev'essere comunque intrigante. Ne ho letto la trama su MyMovie. Non credo però che se anche fosse stato migliore di questo, avrebbe condizionato la rielezione di Trump. La gente ha bisogno di credere nei miti e Trump si è presentato come l'anti Biden e l'uomo che avrebbe posto fine alle guerre. Perciò, era scontato che venisse rieletto alla grande. Curioso che nella vita reale ad un ricattatore seriale come Roy Cohn, si fossero limitati a depennarlo dall'Ordine degli Avvocati.
Laura

Nessie said...

Sono d'accordo, Laura. Se bastasse un bel film a toglierci dai piedi un tiranno capriccioso! Gli americani, ultimamente, hanno la mania dei biopic. Ma quando si parla di un personaggio della contemporaneità c'è comunque bisogno di prendere un po' di distanza, come si fa con la storia
E' probabile che l'avv. Roy Cohn conoscesse troppi segreti per venire punito in modo esemplare, nonostante le sue numerose scorrettezza deontologiche. Chiamiamole così.
29/7

Anonymous said...

Il film l'ho visto e nonostante i limiti e le manchevolezze che denunci ha una sua validità nel denunciare i metodi predatori sia dell'avv. Cohn che del suo pupillo Trump. Il metodo Jeffrey Epstein di raccogliere video e foto compromettenti per poter ricattare, esisteva già. Da allora in poi viviamo sistematicamente nella società del Ricatto.
Lorenzo

Nessie said...

Purtroppo sì. Chi si oppone viene sottoposto a un ignobile dossieraggio. Lo facevano già in Unione Sovietica dove confezionavano autentiche "trappole al miele" spedendo in camere da letto prostitute per qualche gonzo che ci cascava dentro. Poi scattava il filmato e il ricatto. Da allora, niente è cambiato se non le tecnologie.
30/7

Anonymous said...

I retroscena sulla formazione giovanile di Trimp e i metodi luciferini adoperati dal suo avvocato Cohn non sono solo dati biografici, ma diventano dati storici che ci descrivono una societa' dominata dalla qualita' luciferina del possedere che chiude l'ego dentro una crosta sensoriale e dalla forza di Arimane che utilizza il potere solo in termini materiali. Si cade cosi' negli istinti piu' bassi e si diventa preda della amoralita' che si manifesta nella predazione nei confronti degli altri( specie i pou' fragili) nell'esercizio di un potere violento, nella coercizione sessuale. Se poi si aggiungono anfetamine e altre droghe il quadro si fa ancora piu' perverso..
Rosaspina

Anonymous said...

A me ha fatto impressione la scena nella quale , sentendosi invecchiare, Trump corre a farsi i ritocchini col bisturi e il trapianto capillare come una Star Ma questo , a dire il vero, lo faceva pure Betlusconi da noi.
Lorenzo

Nessie said...

Rosaspina, come sei colta! :-) Citi addirittura Arimane, il demone degli steineriani. Senz'altro quello dell'Avvocato del Diavolo Roy Cohn è già un personaggio storico, tenuto conto del ruolo avuto durante la famigerata Caccia alle Streghe di Joe Mc Carthy (il maccartismo). E come ho già detto, per diventare originale, il film avrebbe dovuto focalizzarsi soprattutto su di lui.
Droghe, cocaina e anfetamine sono gli strumenti tipici di personaggi che hanno il delirio di onnipotenza e che pensano di poter arrivare dappertutto. Nel caso di Trump, nel film gli hanno fatto credere che fossero farmaci d''ordinanza da poter assumere come comuni aspirine.
31/7

Nessie said...

Lorenzo, è vero che anche il Berlusca era vanitoso e non ci teneva a invecchiare. Memorabile quando fece il trapianto capillare e mise la bandana in Sardegna. E comunque pare che non sopportasse Trump e che fra i due non corresse buon sangue.
Due cose sui biopic di personaggi politici. Anche su Berlusconi fecero numerosi film (il Caimano, Citizen Berlusconi, Ho ammazzato Berlusconi ecc. ). Da un punto di vista propagandistico direi che ottengono l'effetto contrario. Chi tiene e vota per questi personaggi politici, di solito si sente offeso e non ci dà nessun peso.
Ma qui, parliamo del capo della più grande potenza del mondo. Ed è chiaro che si fa avanti il sospetto che ci sia un atteggiamento borderline di natura psichiatrica. A lui, e ancor di più, al suo Mentore.
31/7

Anonymous said...

Fuori tema, ma mica tanto. Ci sarebbe la manona di Trump dietro alla destabilizzazione di Ceuta e dell'invio massiccio di migranti quale "regalino" al povero Sanchez. Il quale ha commesso un errore: si è messo di traverso sul riarmo e non vuole concedere le basi ai marines. Trumpone sarà narciso, ma non perdona:
https://www.dagospia.com/politica/c-e-manona-zio-sam-dietro-caos-migranti-ceuta-c-e-pista-porta-agli-482396
Fabio

Nessie said...

Come suol dirsi, a pensar male ci si azzecca. Quando ho visto arrivare quel formicaio umano via mare, con le paperelle di gomma, ho subito pensato che ci fosse una cabina di regia, e che non fosse una fuga spontanea. E lo scrivono ormai anche i giornaloni dei poteri forti (Fubini per il Corriere). Sanchez ha commesso un doppio errore : è andato contro Trump e contro Bibi. E anche Bibi - guarda caso - è amicone del re del Marocco:
https://www.maurizioblondet.it/il-marocco-si-prende-ceuta-con-laiuto-di-israele/

Ora si inventeranno le rivendicazioni per riprendersi le exclaves di Ceuta e Melilla e annetterle al Marocco. Tié!
1/8

Alessandra said...

Eh sì, bisognerebbe poter conoscere di più sulla figura di Roy Cohn, di cui neanche a farlo apposta, ricorre proprio domani il 40esimo anniversario della morte. Anche la storia della sua famiglia è contorta e piena di ombre. Ad esempio, pare fosse molto legato allo zio materno Bernie Marcus, condannato per il fallimento della banca fondata dal nonno e che andò poi a trovare regolarmente a Sing Sing.
Spero che qualche regista, se non lo stesso Ali Abbasi, tragga spunto da questo film e realizzi una sorta di spin-off dedicato alla vita di Roy Cohn.
Comunque nella pagina a lui dedicata su Wikipedia sono elencati i titoli di alcuni film e serie tv che raccontano la sua storia: i primi risalgono agli anni '70. Sarebbe interessante recuperarli.

Quanto alla chirurgia estetica, è ormai una religione tra i trumpiani: qui un articolo sui ritocchi cui si sono sottoposti i vari membri dell'amministrazione Trump e gli "influencer" del movimento MAGA.
Deliziatevi con queste belle facce da botox.

https://m.dagospia.com/cronache/questione-filler-destra-l-egemonia-botox-non-conosce-crisi-settore-delle-475036

(1/8)

Nessie said...

Certamente su di un personaggio sulfureo come Cohn (anche la sua faccia vera, la dice lunga), esiste già tutta una letteratura. Personalmente ne sentii parlare nel film diretto e interpretato da George Clooney "Goodnight and Good Luck", un film critica al maccartismo, girato interamente bianco e nero. Lì, Roy Cohn vi compare, ma non viene interpretato da un attore: vi appare esclusivamente attraverso le immagini di repertorio dell'epoca. Gli altri film citati dal paginone di wikipedia, non li ho visti. E comunque fare il vice-procuratore in un'epoca così cupa basata sulla paranoia, è stata una grossa responsabilità. Specie, quella di spedire sulla sedia elettrica degli indagati. E' evidente che nel computo ci sarà stato anche qualche innocente.
Ho visto la photo gallery dei mostrificati dal Botox: mamma mia! Semplicemente spaventosi. Che totale mancanza di dignità personale!
1/8

Nessie said...

PS: La pagina di wikipedia in Inglese è ben più dettagliata sulla figura di Roy Cohn, anche in relazione alle varie rappresentazioni mediatiche e legate allo spettacolo.
https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Cohn
McCarthy e Cohn furono responsabili del licenziamento di molti uomini gay dagli impieghi governativi e costrinsero al silenzio gli oppositori con la forza, diffondendo voci sulla loro omosessualità e ricattandoli. La cosa più sgomentevole è che il gay Cohn teorizzava che gli omosessuali erano persone inaffidabili e delle potenziali spie al soldo del nemico. Insomma, un altro caso da manuale psichiatrico.
1/8

Anonymous said...

Solita pagliacciata di quel trombone di Trump contro l'Iran Prima minaccia sfracelli, poi fa dietrofront con la scusa che gli iraniani lo hanno pregato in ginocchio. È la 48esima volta che fa giravolte.
Fabio

Nessie said...

Ennesimo bluff, ennesima ritrattazione del bluff fino al prossimo 50esimo bluff. Trump sta facendo la sua privatizzazione della guerra e cerca pure di guadagnarci sopra con le scommesse in Borsa. Ovvero la Bisca per tutti i biscazzieri come lui. Spero almeno nel "metodo Al Capone", nel quale sono così bravi gli americani. E cioè che lo arrestino per insider trading.
2/8

Alessandra said...

Sì, infatti mi riferivo proprio alla voce Wikipedia in inglese: Roy Cohn davvero una mente molto più che perversa, era difficile se non impossibile salvarsi, fisicamente e/o moralmente, se si aveva a che fare con lui.

Quanto alle scommesse di Trump, lui ha recentemente dichiarato che dei suoi investimenti si occupa il figlio Eric e che non sa nemmeno chi siano i gestori del suo patrimonio. Sì, certo ...

https://www.ore12.net/usa-trump-non-so-nulla-dei-miei-investimenti-se-ne-occupa-mio-figlio-eric/

(3/8)

Nessie said...

Sì, ho capito. C'è il "blind trust". Ovvero il fiduciario cieco. E dato che è suo figlio, sarà particolarmente cieco. Anzi, non vedente.
3/8