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14 April 2026

Papa Leone e i nuovi Attila

 


L'intemerata di Donald Trump a Papa Leone ci fa pensare al nostro tempo, come al tempo di nuove invasioni barbariche. E del resto, tutto il disprezzo e la tracotanza mostrata da Trump per un uomo mite e gentile come Prevost (oltretutto di grande cultura agostiniana) fa pensare all'iconoclastia barbarica, al saccheggio di tutto, perfino del Sacro. Brutta cosa l'ignoranza abissale e pure esibita. Ma quando mai si va a rinfacciare ad un papa di non capire nulla di "politica estera", quando la scelta di un pontefice è proprio quella di non occuparsi delle cose di questo mondo, ma di quelle dello Spirito? "Il mio regno non è di questo mondo", diceva Gesù - quello vero e non quello dell'Intelligenza Artificiale con la faccia di Trump.
Tutto quello che di ignorante abbiamo fin qui sentito e che non starò a riassumere, rivelano però un'indole fortemente caratteriale in preda ad una sorta di narcisismo maligno.  In questo non è il solo, tenuto conto che anche il suo mentore Netanyahu è in preda allo stesso grave disturbo. E però, a differenza di Trump, è assai più astuto e guardingo nell'esporsi. Attento soprattutto a non parlare a vanvera. 
Con la semi-blasfemia di Trump nei confronti di un' importante autorità religiosa come il Pontefice, sembra di essere tornati alle lotte intestine tra cattolici e protestanti, un capitolo della storia fra religioni che credevamo superato. Se siete entrati in una missione evangelica-protestante, avrete notato come non espongano croci preziose, immagini,  né icone, né dipinti di valore, né statue. Sembra, in molti casi, di essere dentro ad un ambulatorio  sanitario spoglio e disadorno. Da noi, anche la più modesta chiesetta di campagna è adornata di immagini sacre, delle stazioni della Via Crucis, di altari addobbati con fiori di stagione e lumini. La croce dei protestanti è vuota, la nostra mostra il corpo straziato di Gesù: carne, sangue che poi si fa spirito.  E' solo qualche esempio, per dire che non potremmo essere più diversi di così e che queste differenze non vengono colte dagli articoli che ho finora letto. Così come non viene abbastanza sottolineato il fanatismo millenarista di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa del governo Trump  e le sue preci affinché le missioni belliche risultino efficaci, che è  un po' come pregare per il Male ("Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani che grondano sangue").
L'aspetto politico delle invettive di Trump contro papa Leone sono state interpretate come un'antipatia e perfino un'ostilità degli evangelici verso la componente cattolica all'interno della compagine governativa trumpiana e nel mondo MAGA. Parlo di J.D. Vance, convertitosi al cattolicesimo e più volte ricevuto da papa Prevost, insieme a sua moglie. 
In queste ore, però, anche Vance (che forse pensa già alle prossime elezioni dove correrà da candidato) non ha resistito a dire certe banalità come "il  Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali". Perché? Una guerra che ha già prodotto migliaia di morti e che sta sprofondando il mondo in una crisi devastante (energetica, finanziaria e non solo), non reca forse implicazioni "morali"?
 

Ma la megalomania di Trump sembra non conoscere limiti. E così sul suo sito Truth espone un dipinto nel  quale compare vestito da Gesù Cristo irradiato da aureola, mentre mette la mano sulla fronte di un infermo, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti, tutti in preghiera con l'immancabile sfondo della bandiera a stelle e strisce. Quanta volgare blasfemia! Ovviamente, di fronte alla riprovazione generale suscitata,  si è affrettato a rimuovere l'immagine con una delle sue solite scuse che non fanno che confermare la verità dei fatti: che è inutile per i popoli cercare il  Signore e il suo Vicario, perché lui è  già tutto questo. Del resto ci aveva già provato con la foto realizzato con l'IA  sui social della Casa Bianca, dove appariva vestito da Papa con la mitra in testa. Ora, a quanto pare,  si è messo in mente di  salire più in alto, nella gerarchia religiosa. 


Vengo a Papa Leone XIV e non nascondo la mia speranza che alla sua elezione, mi piacque subito la scelta del nome, legato al suo illustre predecessore san Leone Magno, il papa che fermò Attila e gli Unni. Così come mi piacque il suo nome di battesimo Prevost, cioè parroco.  O prevosto, come si dice dalle mie parti. Mi apparirono dei buoni segni. In seguito l'ho trovato timido e poco incisivo rispetto alle sfide che ci aggrediscono e sovrastano. In ogni caso, un pontificato si giudica su tutto l'arco della sua durata. In queste ore, però, devo constatare che mi sono piaciute le sue risposte così alte e potenti nei confronti di un'aggressione volgare e scomposta. Ne cito qualcuna. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". E ancora: 
“Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Papa Leone, nel suo secondo giorno in Algeria sulle orme di S. Agostino, ha sottolineato con forza che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi” ma con i piccoli e gli umiliSoprattutto, Dio non ascolta coloro i quali pregano per crudeli imprese belliche fatte in suo nome (riferimento esplicito a sette evangeliche-sioniste). 


Anche dal Vaticano, in un messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il Papa ha precisato come la democrazia sia l’espressione alta del potere legittimo ma “solo se radicata nella legge morale” . Altrimenti - ha messo in guardia - rischia di trasformarsi in “una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche“. 
Se, le ingerenze temute da Vance nella sfera politica sono queste, è il caso di dire: avercene!
Dei vari leader della famigerata Ue, l'unica che si è spesa a favore di papa Leone, per ora è stata Giorgia Meloni, dichiarazioni seguite a ruota dalle rispostacce insolenti di Trump, affidate al Corriere, che già conosciamo. Ma oramai  the Donald è diventato un caso umano e invece della mitra papale a cui aspirava, esibisce sempre più lo scolapasta rovesciato in testa che gli nasconde il ciuffo arancione. E  allora fioccano invettive per tutti, alla faccia della diplomazia: per Macron, per Starmer, per Merz, per Sanchez, per la Nato. Per tutti, tranne che per lui e per il suo compare di bombe Bibi.

San Annibale 


52 comments:

Jacopo Foscari said...

Che delusione costante il Gorilla Arancione. A questo punto proponiamo alla Danimarca di credergli gratuitamente la Groenlandia e proclamarlo imperatore della Groenlandia in cambio delle sue dimissioni da presidente.
Si dice che la differenza tra il Gorilla Arancione e Biden è che il secondo almeno non era davvero al comando, ma firmava gli ordini dei suoi ministri. Questo invece comanda pure e fa tutto quel che dice il suo indegno compare adunco. Le sue intemerate contro un pontefice umile e timido come Prevost sono la goccia che fa traboccare il vaso. Spiace solo aver riposto pure fiducia in tale individuo.

Nessie said...

Ho ricopiato il tuo commento qui, Jacopo, perché del tutto pertinente al nuovo post. E come già scritto in precedenza, durante il primo mandato Trump non aveva scatenato guerre, quindi non potevamo sapere che nel suo secondo finisse così a schifìo. Ha fatto un tonfo verso il basso, davvero autolesionistico. Purtroppo è un personaggio tracotante, rozzo e abissalmente ignorante. Se avesse letto un po' di storia, saprebbe che a nessun despota conviene mai mettersi contro la Chiesa. Non lo fece neppure Mussolini, e alla fin fine, nemmeno Stalin che per vincere le sue battaglie contro il nazismo fece appello pure ai patriarchi ortodossi e ai fedeli.
15/4

Leonardo said...

Diteglielo ai catari di un papà mite e gentile...che fine hanno fatto? Viva la chiesa con le sue pecore.
E l'altra medaglia non è meglio di Trump o affini....ci prendono in giro da mattina a sera.però Ca da fa,si vive in questa prigione dove chi comanda sono solo e sempre loro.
Namastè.

Nessie said...

Scusa sai, ma parli della strage dei Catari del XIII secolo. Già che ci sei, parlaci di Noè o di Matusalemme. Come ho appena scritto, un pontificato lo si giudica nell'arco della sua durata. Non so che farà in seguito papa Leone (non sono un'indovina), ma ha risposto a Trump con le parole che ci volevano. Punto.
15/4

Anonymous said...

C'è un altro aspetto che non viene adeguatamente rimarcato. Giorgia Meloni in uno stesso giorno si smarca da Trump difendendo il
Papa e respinge l'automatismo del Memorandum di collaborazione militare con Israele. Credete forse che questi signori non gliela facciano pagare?
Dario

Nessie said...

Tutto si paga. Qualsiasi mossa che va verso la libertà e l'autonomia ha un costo. D'altro canto, lei non poteva continuare a nutrire la belva per poi avere in cambio le aggressioni dei nostri soldati all'Unifil senza che quelli dell'IdF si fossero scusati. Anzi, alle rimostranze di Tajani si sono pure mostrati arroganti, parlando di mancanza di "coordinamento". Perciò lei non poteva fare diversamente.
15/4

Anonymous said...

Tempi di nuove invasioni barbariche, di saccheggio del sacro: furti e profanazioni nelle chiese, Messe negate, cristiani perseguitati, ideologie crudeli a servizio del Demonio.
Papa Leone XIV ha fatto il Papa, finalmente un papa che fa il papa dicendo a chiare lettere che Cristo e' venuto a portare la pace, ma non quella del mondo, una pace profonda che e' equilibrio, armonia, compimento.La storia della salvezza comincia con il saluto dell'angelo a Maria (la pace del Signore sia con te) e si conclude di nuovo con la pace quando Cristo prima di spirare dice: tutto e' compiuto.
Trump, invece, e' in preda a un narcisismo egocentrico e crudele e manifesta, con pensieri e azioni, il suo odio per il mondo e l'uomo e anche per il vero cristianesimo. L'odio verso il cristianesimo lo ritroviamo in gran parte della filosofia del 900 e, in particolare, in Nietzsche con l'idea del superuomo, che supera l'uomo, va oltre l'uomo. Il superuomo impersonato da Trump e' una caricatura ripugnante ,oggetto di riso o dolorosa vergogna come direbbe Zarathustra.
Rosaspina

Nessie said...

Bel commento, Rosaspina. Ma Trump ha poco a che vedere con lo Zaratustra di Nietzsche (ammesso che lo mai abbia letto). Direi che in lui siamo all'immobiliarista feroce che pensa di urlare FIRED! (licenziato) e trattare tutti come fossero dei sottoposti da prendere a calci nel deretano. Il mondo non funziona così e prima o poi si troverà di fronte alle sue stesse catastrofi. Dove purtroppo trascinerà anche noi.
15/4

Jacopo Foscari said...

Visto, sì il mio commento sta effettivamente meglio qui. Detto questo verrebbe da citare il buon vecchio Flaiano, ovvero "L'insuccesso gli ha dato alla testa". Il cafoncello arancione era probabilmente convinto di trovarsi di fronte a un novello Venezuela, ovvero un paese stremato da un dittatorello incapace con un regime pronto a sbarazzarsi del dittatorello senza nemmeno porre resistenza, anzi tirando un sospiro di sollievo. Invece si è trovato di fronte un paese che magari non apprezza il suo regime, ma che apprezza ancora meno che qualcuno vada a fare il padrone in casa propria e che in 50 anni di assedio si è ben armato per rispondere per le rime a chi prova a farsi gli affari suoi. Non ho mai amato le palandrane, ma non posso non ammirare la loro resistenza all'arroganza usraeliana.
Detto questo su Papa Leone ho sentimenti non ancora chiari, è passato solo un anno e, vista la non anzianissima età, probabilmente sarà sul Soglio di Pietro ancora a lungo quindi abbiamo tempo per un giudizio più completo. Finora non mi ha esaltato, ma mi è sembrato decisamente migliore (o forse meno peggio) del predecessore. Apprezzo la sua tendenza a non esporsi e a centellinare le sue parole e, anche se non sarà un conservatore di ferro, mi sembra comunque meno ostile alla tradizione del suo predecessore. Proprio perché sembra una persona schiva, che non ama esternare, e che parla solo se strettamente necessario, la sua giustissima presa di posizione contro questa oscena guerra risalta ancora di più. Per cui, per una volta, tralascio le mie perplessità e mi schiero nel partito guelfo senza sè e senza ma. Certo, preferirei avere Federico II o il Barbarossa come avversario piuttosto che un cafone col fondotinta arancione, ma questo è quel che passa il convento anche in termini di ghibellini.

Nessie said...

Jacopo, ma perché? Trump usa pure il fondotinta arancione? Però, ci va forte con l'arancione! Qualcuno gli ricordi che è il colore delle tute dei detenuti di Guantanamo :-).
Non so se saprai che oggi ha messo un altro post dove Gesù Cristo non ha niente di meglio che abbracciare lui, l'Unto del Signore.
"Non ho mai amato le palandrane, ma non posso non ammirare la loro resistenza all'arroganza usraeliana". Ho lo stesso identico sentimento. Oltretutto prima di questo attacco a sorpresa che dura ormai da quasi 50 gg, dallo stretto di Hormuz transitava tutto il petrolio e i commerci possibili, senza che "le palandrane" ce lo impedissero. Non so proprio come possa essere riuscito a fare il Re Mida all'incontrario e a scaraventarci in questo disastro.
Concludo dicendo che, con buona pace del mediocre Vance, la vera ingerenza l'ha fatta proprio il suo Presidente calpestando senza ritegno il Soglio Pontificio. Perché se è vero che la società occidentale si caratterizza per la separazione tra il Religioso e il Civile, il primo ad aver varcato la linea rossa è lui, avendo fanatizzato la politica coi suoi evangelici sionisti e i loro salmi nella sala ovale. Ma forse rosica perché non l'hanno eletto Papa e gli hanno preferito Prevost.
15/4

Leonardo said...

Noe e Matusalemme erano ebrei...la bibbia è ebraica come il corano.a budda del mondo non fregava niente e krisna è pari pari a geova...la chiesa che voi difendete...non è l'uomo creato ad immagine di dio...ma i giudei sono stati creati ad immagine di dio.l'uomo esisteva già siete e siamo solo schiavi di questi guerrafondai...
Il signore degli eserciti..
Svegliatevi dormienti.

Nessie said...

Uhmmm, mamma mia ! Che teologo sopraffino! Di fronte a tante reiterate asinerie, non mi resta che mandarti a quel paese. A lavar la testa all'asino si perde tempo, acqua e e sapone. Bye bye trollone!

Nausicaa said...

Le tensioni fra il Vaticano e il Pentagono c'erano già da gennaio con la sparata di "Avignone" al Nunzio Apostolico. Ora è tutto più chiaro anche sulla rimozione di Ratzinger. Questi fanno anche i colpi di stato nella Santa Sede.

https://www.ticinolive.ch/2026/04/10/tensioni-tra-washington-e-il-vaticano-il-pentagono-minaccia-papa-leone-mentre-il-pontefice-sceglie-lampedusa/

Nessie said...

Sì, queste tensioni erano già presenti dal gennaio scorso e ne parlò solo Lucio Caracciolo su Limes (onore al merito). Grazie per il link

" In un mondo che misura tutto in termini di forza, sicurezza e interesse, un gesto che rimette al centro la fragilità umana appare quasi destabilizzante. Non perché sia nuovo, ma perché è sempre più raro.

Resta da capire se questa tensione tra Washington e il Vaticano sia destinata a rientrare o se segni l’inizio di una fase più complessa nei rapporti tra potere politico e autorità morale.".
Io opto per la seconda ipotesi.
16/4

M.Angheran said...

Le tensioni sono cavalcate da chi ha interesse a distruggere gli elementi di novità contenuti nel movimento politico-culturale che ha condotto all'elezione di Trump. Non si vogliono giustificare le sortite "teologiche" del presidente e del suo vice, ma è evidente l'uso strumentale che ne fanno gli avversari, come ha ricordato Cascioli. E' tutto un florilegio di indignati speciali , affranti per l' 'uso politico della religione' ma che in realtà hanno come obiettivo l'elettorato, cioè al solito il potere. Ogni volta che il mondo cattolico approda o va molto vicino alle caselle più alte dell'amministrazione USA si scatenano reazioni violente. La storia è nota, l'unica differenza è che con Trump - che pure è evangelico - ci hanno solo provato a farlo fuori. Ora , per tornare alla polemica col Vaticano , penso che occorra fare un passo indietro. Siamo a una decina di giorni dall'elezione di Prevost e JD Vance si reca personalmente in Vaticano - il 19 Maggio - per formulare l'invito al pontefice in occasione della ricorrenza del 4 Luglio 2026. Di fronte a quell'invito non solo non si prende il dovuto tempo , ma ci si premura di fissare per quella data il viaggio del papa a Lampedusa (?!?). Vance resta sconcertato, ma Trump non è tipo da mandare giù un affronto simile. Passano solo *tre* giorni - siamo al 22 Maggio - e chi compare alla Casa Bianca accanto al presidente e a Vance? Sì, Louis Prevost, il fratello del papa. La cosa passa in sordina perchè altrimenti si dovrebbe riconoscere da parte vaticana l'enorme errore. Vale a dire , potete anche farvi beffe della mia amministrazione , ma il mondo che mi ha eletto esiste e il Santo Padre ne ha una testimonianza in casa.
Poi possono anche venire gli Spadaro, i Faggioli e le Maggioni...
Sipario

Nessie said...

E' una lettura sinceramente sconcertante, la tua, che non condivido. E mi meraviglio che come cristiano con tanto di croci e crocioni sul tuo avatar, non spenda una parola verso tutto quello scempio di immaginette blasfeme di Trump che si fa Gesù Cristo. Non ho mai amato il Vaticano e le sue politiche immigrazioniste, ma amo ancora meno i fanatici millenaristi che ti ostini a giustificare. Punto.
17/4

Leonardo said...

A me dispiace che la pensi così..la verità è uno schiaffo mal assortito.peccato mi stavi simpatica.ciao 🌹

Anonymous said...

Siamo così abituati a parlare di fondamentalismo islamico degli ayatollah e di "palandrane" e turbanti che dimentichiamo che sono altrettanto integralisti anche i gruppi di evangelici sionisti di Pete Hgseth sul
quale pende una procedura di impeachment. Per non dire degli omologhi israeliani Ben Gvir (quello della spilletta col capestro) e Smotrich, che sono forcaioli, razzisti e suprematisti .
Bella gentaglia!
Fabio

Nessie said...

Hai toccato un tasto assai dolente che condivido. Il problema è proprio questo: con la scusa del "fondamentalismo islamico" si innescano altri fondamentalismi altrettanto pericolosi come quello evangelico-sionista e quello messianico ultrareligioso israeliano, alleato per la pelle. In pratica Pete Hegseth è culo e camicia con gli altri due feroci kippati che stanno pure in odore di terrorismo. Ben Gvir pare abbia avuto a che fare con l'attentato a Rabin. E ovvio che con gente simile, la pace e la tranquillità del cosiddetto "occidente" (minuscolo voluto) ce la possiamo scordare.
17/4

Nessie said...

Ho trovato questo vecchio documento che risale al 2006 dove i francescani d'Oriente mettono in guardia dal cristianesimo sionista, a quanto pare, l'unico cristianesimo che piace agli israeliani:
https://www.terrasanta.net/2006/09/respingiamo-il-sionismo-cristiano/

Questo spiegherebbe in parte, l'ostilità manifestata contro i cristiani dei luoghi santi da parte dei coloni che sputano come lama sulle processioni. Per non dire tutto il resto più recente come i lockdown pre-pasquali di cui ci siamo già occupati.
17/4

Jacopo Foscari said...

Sembra che il buon senso stia tornando a prevalere. Chissà che i barlumi di speranza di queste non siano fuochi di paglia. Direi domani di fare un salto in canonica e accendere un bel cero pregando perché la speranza che si sta accendendo non soffochi nella cella.

Alessandra said...

L'ultima perla è quella di Pete Hegseth che cita una battuta di "Pulp Fiction" spacciandola per un verso biblico (Ezechiele).
Viene quasi da ridere, se non fosse per l'ignoranza dimostrata ancora di più, prendendosela con i giornalisti anziché ammettere la gaffe e chiedere scusa. Quel verso fittizio viene inoltre pronunciato, nel film da un killer che poi uccide a sangue freddo.
Comunque devo dire che Papa Leone ha cominciato finalmente a dare delle stoccate, dopo un anno in cui aveva tenuto un atteggiamento quasi dimesso. Ha detto giustamente che servono capi di Stato con la mente lucida e la coscienza integra. Purtroppo sembrano latitare sia la prima che, soprattutto, la seconda.

(17/4)

Nessie said...

Jacopo, mi sa che ci vorrebbe il compianto padre Amorth per fare un rito esorcistico. Il mondo sembra essersi incatenato a Satana.
17/4

Nessie said...

Sì Alessandra, ricordo perfettamente quella scena del film di Tarantino del predicatore che dopo la sua delirante predicazione, uccide il Tizio a sangue freddo. E quell'idiota di Hegseth, in fama di alcolizzato, getta pure la colpa sui giornalisti!
"capi di Stato con la mente lucida e la coscienza integra"? Pazzia e malafede sembrano dominare su questi cattivi soggetti. E papa Leone sembra averlo capito perfettamente. Pensavo anche all'atteggiamento bugiardo e villano di Trump e ai suoi 2000 e rotti files secretati che sembrano essere passati in cavalleria, grazie all'attuale Epstein Fury. Altro che "epic"!
17/4

Anonymous said...

Qui un altro buon articolo che spiega la diatriba tra cattolici americani e protestanti evangelici. Ci mancavano anche le beghe religiose. Comunque i più integralisti sono i secondi:
https://www.iltimone.org/news/news/201680/nell-amministrazione-trump-un-braccio-di-ferro-tra-protestanti-e-cattolici-che-dura-da-tempo.html?
Chiara

Nessie said...

Grazie Chiara per il bell'articolo da Il Timone. Non fa che confermare il nocciolo del mio post sulle lotte intestine tra cattolici e protestanti americani. Tucker Carlson afferma che la vera religione di Trump è "l'israelismo" ed è in quest'ottica che dobbiamo analizzare le sue mosse e contromosse.
18/4

Alessandra said...

In riferimento ai commenti poco più sopra scritti da Nausicaa e da Nessie, Papa Benedetto XVI effettivamente non era un estimatore del protestantesimo, anzi.
In una raccolta di saggi e lettere scritti dopo le sue dimissioni dal Papato, alcuni dei quali pubblicati postumi, aveva rimarcato le differenze con il cattolicesimo.
Ratzinger percepiva il pericolo della "protestantizzazione" della Chiesa cattolica romana ed era preoccupato che l'interpretazione di Lutero del ministero cristiano come principalmente caratterizzato dalla predicazione, dalla preghiera e dalla cura pastorale si stia diffondendo anche negli ambienti cattolici. In questa concezione protestante il ministro non è un sacerdote che offre un sacrificio in rappresentanza del popolo, ma un leader che guida la chiesa attraverso la Parola. Ciò che manca, secondo Ratzinger, è la natura sacrificale dell'Eucaristia e il ruolo mediatore del sacerdote che rappresenta la chiesa gerarchica che si pone tra Dio e l'umanità.

https://www.locicommunes.it/articoli/il-testamento-spirituale-di-benedetto-xvi

Quanto ai file scottanti di Trump, ora pare che voglia fare uscire documenti sugli UFO. Intanto manda avanti la First Lady Melania a negare di essere stata amica di Epstein. Però, a giudicare da certe foto, con lui deve essersi divertita comunque parecchio.

(18/4)

Nessie said...

Gli States in quanto a religioni, sono un vero mercato delle vacche. Pensa che hanno perfino permesso la chiesa di Satana con diritto di potersi trasferire ai fronti di guerra per le loro macabre funzioni. Quanto ai loro pastori di chiese evangeliche, è vero che si sentono dei leader e spesso si gasano e si esaltano pure. Spesso crediamo che quanto vediamo nei film americani su predicatori solitari un po' fuori di testa che vagano per le praterie, sia funzione filmica, ma c'è del vero. Penso al film "La morte corre sul fiume" con Robert Mitchum nel ruolo di un pastore serial killer di ricche vedovelle, che era solito ripetere: "Io e il Signore abbiamo fatto un patto personale". Capito che patto?

Quanto a Melania, secondo me la deve aver reclutata proprio in seno a quell'ambiente. Del resto, c'era un reclutatore di top model e mannequin, un certo Jean-Luc Brunel, manager d'alta moda, che ebbe a che fare con Epstein e che -guarda caso - morì suicida. Chissà che razza di traffici c'era là in mezzo!
19/4

Alessandra said...

Chissà che razza di traffici c'era là in mezzo!
Questo è solo uno dei diversi articoli che parlano della rete di Epstein a Milano, nel Quadrilatero della moda, dove venivano offerti soggiorni alle giovani modelle.
Pagava soggiorni in hotel mai fuori dall’esclusiva geografia del Quadrilatero della Moda (in via Gesù) o da quella, altrettanto elitaria, s’intende, amata dagli americani intorno alla stazione Centrale (da ultimo il vicepresidente Vance). Pagava il noleggio di macchine per gite al mare in Liguria e Toscana. Pagava sedute da parrucchieri ed estetiste. Pagava l’acquisto di vestiti, gioielli, quadri nelle gallerie d’arte di Brera.

https://www.dagospia.com/cronache/epstein-misura-duomo-finanziere-pedofilo-rete-milano-dove-offriva-463725

Sul "Corriere" questo articolo può essere letto solo dagli abbonati.

(19/4)


Nessie said...

Sì, sapevo che anche il Quadrilatero della Moda di Milano era nelle fauci e negli artigli di Epstein, così come indirettamente anche l'alta moda di Parigi con Jean-Luc Brunel, un suo affiliato al losco clan, e come lui morto "suicidato".

Manco a dirlo, questa sera su LA7 c'era un programma dal titolo House of Trump dove salta fuori il pesante sospetto su Melania, anche lei creatura della banda Epstein. Inoltre ha mostrato quelle funzioni religiose da fuori di testa della "pastora" Paula White nella sala ovale, nelle quali lei suggestiona tutti quei rincoglioniti che vi partecipano, come una volgare stregona.
Fa ripetere agli intervenuti cento volte lo stesso versetto, finché questi non cadono in trance. Vedessi che numeri! parevano tutti isterici e posseduti dal demonio.
19/4

Jacopo Foscari said...

La propaganda sionista/trumpiana ha cercato di dipingere il Papa come pro immigrazione, peccato che oggi in Camerun il Papa sia stato molto chiaro e abbia esortato i giovani africani a NON emigrare e a restare nel proprio paese.
Riguardo alla pastora di Trump, come dico sempre: il protestantesimo non è una religione, ma una malattia mentale

Nessie said...

Sì, ho notato anch'io che papa Leone si è posto sulla scia di Ratzinger, in materia di migrazioni. Sono invece ultra-delusa dalle chiacchiere e dalle gelosie da sagrestia di mons. Viganò su Prevost mentre invece non dice una parola contro le stragi di civili nel Golfo Persico e in Libano dove ci sono interi palazzi sventrati, profughi che scappano terrorizzati e che non sanno se riavranno una casa. Senza contare i caschi blu dell'Unifil impallinati come piccioni. Ma Viganò, sembra difendere solo Trump come fosse lui, la vera vittima di tutto questo sconquasso. Ma che razza di cristiano è? Potete ascoltarlo qui:

https://www.youtube.com/watch?v=bDcoX9X9SrA
20/4

Alessandra said...

Ho visto sì, diversi video su YouTube dedicati ai pastori evangelici e in cui compare anche Paula White-Cain (ma certi cognomi sono casuali? Non credo ...). Il commento di Jacopo è tanto lapidario quanto efficace.
Intanto circola da ieri la foto di un soldato dell'Idf che ha distrutto un crocifisso. Netanyahu si è detto "rammaricato", l'Idf ha promesso di indagare per scovare il colpevole. E certo, sperano di far credere che si tratti di una mela marcia ...

(20/4)

Nessie said...

Già il fatto che abbia una "pastora" non promette niente di buono. E se mi danno della "sessista", che facciano pure. Ma la cosa che mi ha colpito di più è che si mettono a cerchio intorno a Trump cercando di tenerlo per mano e continuando a fare strani versi per comunicarsi energia come fanno nelle sedute spiritiche. Con lui che prende arie da santone ieratico, e ha fatto disporre pure ritocchi alla Costituzione americana per inserire a viva forza la religione. Secondo me, è un trucco per ripulirsi la coscienza per tutte le porcate che ha fatto e che ci sono negli Epstein files. Bella roba! Ma la madre di tutte le delusioni per me è stato il video di mons. Viganò che pratica anche lui "l'effetto Sacchetti" su Trump trattato come martire di Prevost, il quale fin dal titolo del video, dovrebbe darsi una "regolata". Non ho resistito dal mettere un commento che qui riporto:
"Sì, ma adesso stiamo soffrendo a causa di una guerra che è altrettanto globalista e che ci impoverisce giorno per giorno. Ma Viganò non dice una sola parola sulle stragi in atto. Né su un pagliaccio che si traveste da Gesù Cristo e si circonda di fanatici evangelici millenaristi. Zitto e mosca! Per non dire di Gaza e del Libano dove Netanyahu fa il bello e il brutto tempo".
Viganò si mostra simile alla De Mari: si sono distinti durante la pandeminkia e contro i vaccini, ma su Trump e la sua "guerra santa" non dicono una parola. Nel caso della De Mari, è esplicitamente favorevole agli attacchi di Israele. E nell'ultimo articolo se l'è pure presa con il Patriarca Pizzaballa. Ormai è a libro paga del sionismo, secondo me.
20/4

Anonymous said...

È il momento di cedimenti che non ti aspetti.
A parte la De Mari, che aveva già mostrato il suo filo americanismo senza senso, sono stupito dalla cecità di mons. Viganò. E concordo in toto col tuo commento.
Altrettanto stupefacente l’ultimo video di Viglione, in cui accodandosi all’avvocato Di Fazio, ha premesso che la situazione non è semplice, bisogna aspettare a dare giudizi, ci sono cose che forse non sappiamo… e altre amenità simili. Si sparge fumo sulla vicenda lasciando così via libera a degli aggressori privi di giustificazioni.
Meno male che c’è questo blog, non solo ben guidato, ma frequentato anche da persone prive di paraocchi e dallo sguardo chiaro.
Oreste

Nessie said...

E io ti ringrazio tanto per l'apprezzamento, Oreste. Se Viganò deve regredire alle pazzie evangeliche e sioniste della sètta (poiché di questo si tratta) che ruota intorno a Trump, solo perché ce l'ha col Vaticano, allora non ci siamo proprio. Non vorrei che Trump coi suoi soldi, si fosse comprato anche gente come lui.

La De Mari è ben di più che filo-americana, è filo-israeliana senza SE e senza MA, di quelli che in ebraico si chiamano "Sayanim". A causa sua, non compro più la Verità. E mi spiace per gente di tutto rispetto come Borgonovo, Rico e Maddalena Loy.
Pendersela con il Patriarca Latino Pizzaballa solo perché una volta ha messo al collo una sciarpa palestinese, è semplicemente demenziale. Pizzaballa, se è per questo sa molti dialetti arabi e pure l'ebraico, dato che vive e opera da quelle parti. Lei invece è solo una Oriana Fallaci fallita. Ma almeno l'Oriana sapeva scrivere bene, a differenza di lei.
21/4

Alessandra said...

Anch'io sono d'accordo con la tua opinione su monsignor Viganò, Nessie, nonché con il commento di Oreste.
La De Mari l'ho depennata da tempo, proprio per la sua ottusa ostinazione a difendere Israele.
Ricordo che l'anno scorso Viganò aveva almeno criticato il comportamento di Trump nella guerra tra Israele e la Palestina, al punto che Sacchetti aveva "casualmente" smesso di citarlo nei suoi messaggi e articoli. A quanto pare ha fatto bene a non iscriverlo alla "lista nera" dei "traditori di Trump/falsi controinformatori" insieme a Tucker Carlson, Candace Owens e altri commentatori politici che hanno smesso di elogiare il suo eroe.
E così ora, chiunque critichi il Trump di questo mandato verrà bollato come "sionista", "mondialista" o "globalista". Paradossale per chi, fino a nemmeno un anno fa, veniva accusato di essere "fascista", "razzista", "reazionario". Stiamo assistendo a una serie di cortocircuiti davvero imbarazzante.

(21/4)

Nessie said...

"E così ora, chiunque critichi il Trump di questo mandato verrà bollato come "sionista", "mondialista" o "globalista"."
Non capisco bene questo passaggio, Ale. Anche perché per lui non è un insulto essere bollato così, ma un punto d'onore. Ora si è pure messo d'impegno a supportare la costruzione del Terzo Tempio laddove c'è la Spianata delle moschee.
https://www.maurizioblondet.it/trump-vuole-ricostruire-il-tempio/
21/4

Alessandra said...

Mi riferivo a quelli che inizialmente appoggiavano o almeno avevano dato un'apertura di credito a Trump - tra cui anche noi - che all'epoca venivano accusati di avere simpatie fasciste e tutta la tiritera che ne seguiva (omofobi-razzisti-sessisti ecc.).
Oggi che lo critichiamo, siamo etichettati dagli irriducibili trumpiani come "sionisti" e "globalisti", cioè l'esatto contrario.
per lui non è un insulto essere bollato così, ma un punto d'onore
Già, ma questo Sacchetti sembra non averlo ancora capito, dato che continua a metterli in contrapposizione. Scrivo "sembra" perché la sua prassi di omettere e ignorare, quando non li può manipolare, le notizie e i dettagli che contraddicono la sua narrazione, mi fanno di tanto in tanto pensare alla malafede più che al "cieco amore".

(22/4)

Nessie said...

Ah sì certo. Ma il vero "sionista e globalista" è proprio lui: Senza contare che se fossimo stati più attenti, avremmo dovuto mangiare la foglia, l'albero e pure la foresta, quando la sua campagna elettorale è stata finanziata da quella miliardaria israeliana, quella Miriam Andelson che lui ha ringraziato pubblicamente alla Knesset. Ma non si può arrivare a tutto e capire sempre tutto quanto prima. Nel caso di Sacchetti, non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere.
22/4

Jacopo Foscari said...

Vabbè i vari Sacchetti, Viganò e De Mari sono come quelle donne che proprio non riescono ad ammettere che il marito le cornifica e che se trovano l'amante mezza nuda nell'armadio giurano che era un manichino. A volte alcuni preferiscono negare la realtà invece di ammettere di aver riposto fiducia in qualcuno che non la meritava

Jacopo Foscari said...

Comunque, più che Attila ormai Trump mi ricorda un altro noto e famigerato personaggio storico: un obeso tirannico che colleziona mogli come figurine e, in disaccordo col Papa, si mette a dargli pure lezioni e si fa la chiesa per conto suo. Sembra proprio la reincarnazione di Enrico VIII, pure col suo Thomas Cromwell (Rubio) e il suo Thomas More (Il Tucker Carlson pentito e sconfessato)

Nessie said...

Jacopo, la similitudine del tuo primo commento è davvero esilarante :-). Oramai per i trumpiani di ferro siamo al "non è Francesca".

https://www.youtube.com/watch?v=ad1U8h3CEMs&list=RDad1U8h3CEMs&start_radio=1 (canzoncina)

Quanto al tuo secondo commento, se ben guardi il titolo, ho parlato al plurale (gli Attila) e in questo, non c'è solo lui ma anche (e soprattutto) Netanyahu e le recenti malefatte del crocefisso a testa in giù e danneggiato dal soldato IdF. Senza contare la boiata del lockdown pasquale dei luoghi cristiani e tutti gli altri antefatti contro le minoranze cristiane da parte dei coloni. Ormai le blasfemie, i sabotaggi e i saccheggi non si contano più.
A proposito di Tucker Carlson, quando è andato in Israele di recente per lavoro, si è portato dietro la scorta. Il che la dice lunga di quanto si fida di costoro.
22/4


Nessie said...

L'episodio di Tucker Calrson, che ovviamente è tacciato di "antisemita" tanto per non cambiare, all'aeroporto Ben Gurion, è questo qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/24/tucker-carlson-intervista-huckabee-israele-scandalo-news/8301427/

Jacopo Foscari said...

Ormai "antisemita" è purificato ai vari "razzista", "sessista", "omofobo", "fascista" etc. Una parola abusata, che ha perso il suo vecchio potere di stigma. Anche perché, dire "antisemita" a qualcuno per tappargli la bocca se osa parlare della pulizia etnica a Gaza e delle guerre infinite scatenate da Israele e relativa lobby sionista è semplicemente ridicolo.

Nessie said...

Questo, senz'altro. Ma ciò non impedisce alle varie commissioni tipo quella preceduta dalla Segre di continuare a dare lo stigma. Ad esempio non si può dire "genocidio" in relazione a Gaza. Inoltre non dimentichiamo il ddl Del Rio (Pd) -Gasparri (FI) sull'antisemitismo esteso anche allo stato di Israele. E' la prima volta che uno stato viene "santificato" al punto tale da non poterne criticare le politiche violente di sopraffazione. Se non sbaglio, però, non è ancora passato alla Camera. Ma il coraggio di parlare di tiranni e di oppressori è rimasto solo al Papa?
22/4

Anonymous said...

A proposito di chiagnifottismo (dal napoletanissmo "chiagne e fotte"), chissà se anche Solovyev, il megafono volgare di Putin che ha aggredito verbalmente la Meloni, dirà di essere vittima dell'"antisemitismo":
https://www.dagospia.com/politica/aridaje-dopo-robusta-dose-vodka-vladimir-solovyov-torna-ad-attaccare-471801
Raffaele

Nessie said...

Vedo che anche il perfido Dago che è sempre stato nemico acerrimo della Meloni, nel caso di Solovyev ha usato la parola "frigna".
"NON SONO UN PROPAGANDISTA, MA UN EBREO E UN ANTIFASCISTA CHE VOI AVETE SOTTOPOSTO A SANZIONI". Poverino! Quasi quasi ci viene da piangere. E non dimentichiamo che anche nella Russia del suo padroncino Putin, l'"antisemitismo" è considerato "reato penale".
22/4

Jacopo Foscari said...

E d'altronde Putin è una creatura del KGB, a sua volta creatura dell'URSS talmudica. E a Sion chi vota Nethanyauh e i suoi alleati Ben Gvir e Simotrich? Ma gli ebrei di origine russa. Perché ci sono i ciechi che non vedono il tradimento di Trump e ti accusano di essere filoislamico se sei contrario a questa oscena guerra, ma pure i ciechi che idolatrano Putin e a cui, appena critichi Putin ti danno del fan di Zelensky (A proposito, come va l'operazione speciale che doveva durare tre giorni? L'Ucraina sta a Putin come l'Iran sta a Trump, ma prova a dirlo alle ragazze pon pon di Putin...)

Nessie said...

Sono d'accordo, Jacopo. Del resto non mi risulta che i due autocrati Putin e Bibi abbiano litigato. Della serie, cane non mangia cane. Poi se ci sono molti ebrei che tagliano la corda da Israele, ci pensa lo zio Putin a rifornirgliene di freschi.
A sentire Solovyev, la Meloni sarebbe stata una "traditrice" di Trump. Il che fa pensare che anche tra Putin e Trump ci sia un qualche accordo sottobanco. Sempre della serie, cane non mangia cane.
23/4

Alessandra said...

Nessie e Jacopo, tra citazioni musicali e battute salaci mi avete convinto. :-)
Per quanto riguarda il ddl Delrio-Gasparri, è stato approvato all'inizio di marzo al Senato, senza il divieto delle manifestazioni caldeggiato soprattutto dalla Lega. Questo testo resta comunque un'arma carica contro chi fa commenti critici verso Israele o persone ebree. Senza contare che, come del resto già accaduto, anche i manifestanti saranno presi di mira alla prima parola ritenuta "antisemita".

https://www.ilsole24ore.com/art/ddl-antisemitismo-primo-via-libera-senato-105-si-AIpUxbkB

Effettivamente in questo periodo Bibi e Putin parlano poco e tra di loro non vola una mosca. Come sempre, dobbiamo fare attenzione soprattutto a ciò che NON viene fatto notare dai media.

(23/4)

Nessie said...

Ale, ho letto che il ddl Del Rio-Gasparri è passato al Senato, ma non è ancora passato alla Camera. Non mi faccio illusioni, ma spero tanto in qualche intralcio che ne impedisca l'attuazione. Ci mancherebbe altro che oltre ad assistere impassibili a tutto il disastro e alle crudeltà che sappiamo per tutto il Medio Oriente, ci mettano un limone in bocca come ai porcelli arrostiti.
23/4