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05 December 2025

Il Bosco fa paura alle sinistre


Martin Heidegger nella Foresta nera (Schwarzwald)

Con ogni evidenza il  "Bosco" fa paura ai compagnucci, forse immemori che un tempo era il rifugio dei ribelli partigiani, i quali aspettavano i pacchi della sopravvivenza dagli elicotteri degli  Alleati, proprio dandosi alla "macchia". Non a caso in francese i partigiani venivano definiti les maquis, cioè coloro che si danno alla macchia. Dunque da dove viene questa cultura del sospetto da parte dell'attuale sinistra intellò per la parola "bosco" ?  E  più nello specifico, per un piccolo editore che  titola la sua attività pubblicistica "Passaggio al bosco"? Sembra di sentire una vecchia canzonetta di Sanremo: "Non mi portare nel bosco di sera/Ho paura del bosco di sera...". E se non ci scappasse da ridere, ci sarebbe quasi da piangere.

A proposito di bosco, ha fatto impressione anche a me, come suppongo a molti di voi, sentire le grida strazianti di quei poveri piccolini, strappati ai genitori nella nuova famiglia di neorurali dell'Aretino. Purtroppo occorre dire che la sinistra vince anche quando perde elettoralmente e non gode del consenso popolare. Perché? Perché occupa da tempo immemorabile tutte le casematte gramsciane delle istituzioni. Una su tutte, la magistratura che mostra di essere sempre più il braccio armato del Nuovo Ordine Mondiale. Le toghe sinistrate si sono messe a rastrellare (non trovo altri termini)  i boschi in cerca di piccoli inadempienti agli obblighi vaccinali, inviando in spedizione, i carabinieri e facendo presidiare il bosco da agenti in tuta anti-sommossa. Ma si rendono conto agli occhi dei fanciulli cosa vuol dire vivere simili traumatiche esperienze? E affermano pure di fare  tutto ciò, per il loro bene? Qui la cronaca e il video della recente impresa di sottrazione dei minori. 


Sul versante intellettuale,  notiamo invece gli sforzi  della gauche caviar, tutti volti a impedire che una casa editrice che si chiama per l'appunto, "Passaggio al bosco", esponga i suoi libri alla mostra di "Più libri più liberi". Curioso che il bosco faccia tanta paura alla sinistra. Ma quegli 80 e passa intellettuali che hanno firmato un manifesto, li conoscono o no,  i miti fondativi del  bosco nelle  varie culture nord-europee?  I cicli arturiani della Tavola Rotonda, hanno per sfondo il bosco, ad esempio. Ed è nel bosco che viene suggellata la fratellanza d'armi dei Cavalieri. Senza contare le varie fiabe popolari laddove il bosco, per i piccoli protagonisti, assume una funzione di iniziazione alla vita. Penso ai fratelli Grimm, ma non solo. 

La fiaba di Hansel e Gretel dei Grimm

Martin Heidegger, uno dei più  grandi filosofi al mondo, rifiutò prestigiose cattedre per continuare a lavorare non lontano dalla sua baita, sita nella Foresta Nera nel piccolo villaggio di Todnauberg, trasformando quel luogo, in un simbolo di vita autentica, di ritiro spirituale e di ricerca filosofica.   

Per Ernst Jünger , a sua volta influenzato da Heidegger, il bosco era il rifugio a cui attingere risorse psico-fisiche, ritrovando in esso, nuova linfa e ripristino di energie perdute. Il suo "Trattato del Ribelle" (guarda caso, il titolo originale del libro è Der Waldgang che significa per l'appunto "passaggio al bosco"), è un testo di una straordinaria modernità e attualità scritto, per paradosso, da un antimoderno, un anti-tecnologico e anti-tecnocratico come lui. Ecco la sinossi del prezioso volumetto:

 "Nei primi anni del dopoguerra, mentre si andava delineando quella integrazione planetaria nel nome della tecnica che oggi è sotto gli occhi di tutti, Ernst Jünger elaborò questo testo, apparso nel 1951, oggi più affilato che mai. La figura del Ribelle jüngeriano corrisponde a quella dell’anarca, del singolo braccato da un ordine che esige innanzitutto un controllo capillare e al quale egli sfugge scegliendo di «passare al bosco» – dissociandosi, una volta per sempre, dalla società. Il Ribelle jüngeriano sente di non appartenere più a niente e «varca con le proprie forze il meridiano zero».

 E invece a cosa assistiamo? Alla burla grottesca di oltre 80  scrittori, artisti, pseudo-artisti di regime che  hanno sottoscritto il loro manifesto editoriale di ciò che secondo loro deve essere pubblicato e cosa invece dev'essere censurato, perdendo quindi ogni diritto di venire letto. E fanno lo screening dell'editoria ideale secondo loro (politicamente corretta e ovviamente allineata), a una piccola casa editrice. 

Ma torno ai bambini del bosco. I  bambini  non sono figli dello Stato e delle istituzioni, e se è vero che non sono proprietà esclusiva dei loro genitori, come ha affermato con veemenza il magistrato Cecilia Angrisano sul primo caso della famiglia anglo-australiana, è altrettanto vero che non è lo stato a dover sindacare e intromettersi sugli stili di vita delle famiglie. Il criterio di non appartenenza, un bambino lo apprende più  tardi quando è adulto e non per decreto della magistratura, ma per scelta volontaria, quando l'individuo già formato si stacca di sua iniziativa dal nucleo familiare e parentale.  Pertanto è velleitario e arrogante pensare di esercitare tutela sui bambini senza rispetto per i loro genitori. Non siamo (ancora) in uno stato sovietico per fortuna, laddove poteva essere sottratta la patria potestà genitoriale. Le assistenti sociali  e gli psicologi non sono "mamma e papà". E nemmeno, genitore1 e genitore2.  Spero tanto che anche questa nuova perseguitata famiglia dell'Aretino possa avere lo stesso clamore mediatico di quella Trevallion-Birmigham, con relativa mobilitazione di massa. E' ora di finirla con questi abusi da totalitarismo sovietico mascherato da paternalismo che si pasce di termini come "casa-famiglia", "area protetta" e "dialogo protetto".

Ritornando al piccolo editore fiorentino di Passaggio al bosco, titolo evocativo del saggio jungeriano, spero che tutto l'ostracismo di cui è stato fatto oggetto, serva solo a dargli pubblicità e notorietà e a garantirgli più lettori. Per ora, a difendere il suo diritto a pubblicare è stato Innocenzo Cipolletta  della AIE (Associazione Italiana Editori) che mostra di saper tenere duro.  Nell'ambito della sinistra più indipendente e meno ottusa, sono da segnalare Massimo Cacciari e Giordano Bruno Guerri, secondo i quali le idee difformi non possono e non devono essere combattute a colpi di censura e di ostracismi.
Esiste o no, un libero mercato con tanto di libera scelta di quei prodotti editoriali detti libri?  O dobbiamo sorbirci per altri ottant'anni  il "mercato unico" di un'editoria "organica" al Partito sul tipo di Editori Riuniti e Edizioni Rinascita, di comunista memoria? Poi c'era (e c'è ancora) Feltrinelli, Samonà e Savelli che era trotzkista, e tanti altri editori piccoli e medi,  noti e meno noti, ma muniti di lasciapassare rigorosamente rosso. Insomma, il ragionamento delle 80 teste pensanti è questo: la cultura e l'editoria è, e deve rimanere, "cosa nostra". Un ragionamento che sa tanto di "cosca".

San Giulio

23 comments:

Anonymous said...

Penso che alla sinistra dispiaccia molto che oggi il.pensiero circolante è cambiato. Esiste un modo di pensare alternativo al solito pensiero woke. Ho letto che questa nuova casa editrice Passaggio al bosco è opera di giovani volonterosi e motivati. Per questo i sinistrati rosicano tanto.
Speriamo che Cipolletta tenga fermo il punto. Eloisa

Anonymous said...

Forse la sinistra odia tanto il bosco perche' e' un territorio di vera liberta', non delle liberta' che vengono concesse o tolte ( i diritti) ai cittadini quando serve al potere. Coloro che intendono vivere fuori dal sistema non sanno che farsene di queste liberta' fasulle (decidere cosa vuoi essere apparentemente- maschio, femmina ecc.-) che sono sempre dentro regole costrittive, vogliono poter decidere liberamente davvero del proprio corpo ( come curarsi) , della propria vita e di quella dei loro figli. ROSASPINA

Nessie said...

@ Eloisa. "Esiste un modo di pensare alternativo al solito pensiero woke".
Sì, e non solo in Italia ma nel mondo. Ma questo cambiamento di coscienze non viene accettato. E allora si tirano fuori le solite menate sull'"antifascismo", la "costituzione" e bla, bla, bla.
Cippoletta è un uomo pratico e ragione da industriale ("purché si venda"). Il problema sono i sindacati e in particolare la CGIL che adesso si è aggiunta anche lei al solito caos, attraverso il sindacato "traduttori".
6/12

Nessie said...

Rosaspina, hai fatto centro sul significato del bosco in quanto territorio di autentica libertà. Non a caso ho fatto, nel post, esempi letterari significativi. Non ultima anche l'arcinota saga di Robin Hood che si sottrasse alle angherie dello sceriffo di Nottingham. Il tipo di libertà che ci offrono in realtà sono delle nuove infide trappole. E lo stiamo vedendo ogni giorno che passa.
6/12

Anonymous said...

Post molto originale che ha saputo mettere in correlazione il bosco citato dalla casa editrice contestata (il Passaggio ...) , con i bambini del bosco rapiti e collocati nelle "aree protette". Purtroppo le posizioni della sinistra in entrambe le situazioni, mostrano sempre più che abbiamo a che fare con dei poveri malati psichici. Non solo, ma che siamo in presenza di persone ignoranti, proterve e presuntuose. Cosa vuoi che ne sappiano questi asini dei "miti fondativi" del bosco?! Questi hanno in mente una sola cosa: il lancio della fatwa contro il solito "fascismo".
Anche Pecchioli tratta lo stesso argomento lì da Blondet. Ovviamente lo avranno messo nella lista nera.
Fabio

Nessie said...

Grazie. Sì, roba da scolapasta rovesciato in testa con liberati della legge 180 col camice bianco in libera uscita che ripetono sempre le stesse cose in modo compulsivo, come fanno i matti conclamati. Mi sto scocciando perfino io di doverli ogni volta rintuzzare e stigmatizzare. Per sua stessa ammissione, nell'articolo che citi, Pecchioli ha dichiarato di aver pubblicato presso la casa editrice messa all'indice dai Torquemada rossi.
https://www.maurizioblondet.it/passaggio-al-bosco-su-un-idrovolante/
6/1

Anonymous said...

Anni fa a Firenze fecero esplodere una specie di bomba davanti ad una libreria legata a Casa Pound. Nelle capitale del pd i libri fanno paura. Sono persone misere e corrotte, ma si credono migliori.
Mario

Anonymous said...

C'è stato un presidio a Roma con genitori imbufaliti provenienti da varie parti di Italia a sostegno dei familiari dei bimbi rapiti. In Italia ci sono 35.000 casi di bambini sottratti ai genitori e portati in case-famiglia sulle quali esiste un business e una speculazione tremenda. E' mai possibile che siano tutti figli di drogati, di alcolizzati e di criminali? Situazione poco chiara. Ma il governo "di destra" che diavolo fa?
Io son Giorgia/io son madre/ io sono cristiana, che fa? Perché invece di sfrecciare in jumbo jet da un capo all'altro del mondo, non viene a metterci la faccia a fronte di questo sconcio?
https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2025/12/06/presidio-a-roma-dopo-il-caso-della-famiglia-del-bosco_449ac973-f092-4b3f-9efe-c085666ddd03.html
Raffaele

Nessie said...

Perché Mario? Firenze sarebbe la capitale del PD? Andiamo bene! Comunque è vero che nella maggioranza dei casi si tratta di persone misere e corrotte. E aggiungerei anche, ignoranti.

8 giorno dell'Immacolata

Nessie said...

Ho sentito anch'io la faccenda dei 35.000 bambini strappati ai genitori e mi sono posta anch'io i tuoi stessi dubbi, Raffaele. Molti governi si sono avvicendati, ma nessuno che abbia indagato seriamente e a fondo, su questi abusi. Se le famiglie neorurali sono servite a scoperchiare questo lurido pentolone, allora ben vengano.
Sono d'accordo su quanto scrivi su Giorgia. Prima di tutto bisogna placare le guerre intestine che ci sono in casa. E questa delle case-famiglia e degli allontanamenti, è una.
8/12

Jacopo Foscari said...

A quanto pare l'ostracismo contro l'editore ha ottenuto l'effetto opposto: quello della piccola casa editrice è stato lo stand più visitato della rassegna. Verrebbe quasi da ringraziare la teppaglia rossa per aver fatto ottima pubblicità a un editore che io ringrazio da tempo per aver pubblicato il manifesto di Ted Kaczynsky. Questo atteggiamento va comunque preso in maniera paradossalmente positiva. Questo atteggiamento è infatti segno di debolezza e non di forza. Fossero così convinti della loro supremazia non avrebbero perso tempo a perseguitare una piccola casa editrice di nicchia che solo io e pochi altri conoscevamo prima di questi eventi.

Nessie said...

Sì, Jacopo, i compagnucci sono così irrimediabilmente ottusi, che non sono nemmeno consapevoli di aver fatto pubblicità all'incontrario. E non è tutto. Pare che volessero fare lo sciopero dell'esposizione dei loro libri per protesta, mettendo un panno nero (segno di lutto) sui loro stand librari. Ma poi lo sai che è successo? Che il pubblico continuava ad affluire agli stand di Passaggio al bosco. Al che i compagneros, sono stati costretti a sospendere lo sciopero-farsa, per non andare in perdita. C'è da rotolarsi per terra dalle risate! :-D)
8/12

Nessie said...

PS: Tra l'altro, pare che quella casa editrice di nicchia, sia stata presa d'assalto dai giovani, e non, come raccontano, da vecchi nostalgici.
8/12

Cangrande said...

Sul clamore rispetto a quella benemerita casa editrice, solo uno col cervello di una medusa spiaggiata da tre giorni, non poteva immaginare che si trasformasse in pubblicità.

Il "comunista", inteso come il sinistronzo in generale, è supponente, vanaglorioso, limitato, conformista, non pensa mai con la propria testa (si vedano le stupende vignette di Guareschi sul "Contrordine compagni !), tanti si atteggiano a intellettuali, mentre hanno una sotto-cultura "imparaticcia", sono froci col c..o degli altri, attaccati ai soldi, spessissimo frutto di attività parassitarie (non saprebbero gestire una latteria, fallirebbe in un mese), sono spietati con i deboli e servili con i forti.

Ma soprattutto sono STUPIDI.

In vita mia, circa l'80% di tutti i veri stupidi mai conosciuti, erano/sono "di sinistra".

Nessie said...

Se stato chiarissimo, Cangrande. Resta comunque un mistero gaudioso. Per circa 80 anni hanno occupato manu militari tutte le nicchie dello stato e del parastato, secondo la nota teoria del loro capo Antonio Gramsci che teorizzava proprio "l'occupazione delle casematte".
Riuscendo a romperci i santissimi! E se non direttamente, attraverso i sindacati, la loro "cinghia di trasmissione.
8/12

Cangrande said...

@ Nessie - 8.08 p.m.

Certo. La dittatura della minoranza organizzata, come nella cosiddetta "rivoluzione russa". Come avevano teorizzato Gramsci e il trotzkismo. Poi applicati minuziosamente.

Io non vedo via d'uscita, se non con l'eventuale ed auspicabile bagno di sangue. Unica soluzione. Ma irrealizzabile.

CHI si ribellerebbe ?
Quelli dai 55 ai 75 anni, gli unici che hanno "capito" (esclusi i coglioni sinistronzi) ?
Gli unici che erano in piazza contro il grin kazz ?

Chi innalzerebbe le forche ?

I gggiovani rincoglioniti e conformisti di oggi ?
Quelli felici di pagare col cellulare o l'orologio ?
Quelli che si friggono il cervello con le cuffiette wi-fi del telefonino ?
Quelli che non vedono le scie chimiche ? Quelli trivaccinati per assenza di pensiero critico ?

Morti noi, ultimo baluardo, della "fu" Italia con dignità, orgoglio, creatività e cultura, sarà tutto finito.

L'unica speranza sarebbe un improvviso ed imminente intervento soprannaturale.
Cosa che ingenuamente sotto sotto speravo durante la truffa "pandemica".
Eppure, gli esecutori dei "loro" ordini sono sempre più ricchi e intoccabili.
La Chiesa, come istituzione terrena, che poteva contrastare "loro" è finita.

La rivoluzione e la vendetta non possono essere condotte da vecchiotti con dentiere e pannoloni.

Ma se sarà necessario, io mi renderò disponibile anche verso la fine della mia vita, innalzando al cielo il mio stendardo: il pannolone da battaglia ! :-)



Nessie said...

Cangrande, mi hai fatto cadere giù dalla sedia dalle risate :-))) con la tua trovata del "pannolone da battaglia". Ma dov'è che le vai a pescare?
Comunque dai, io non me la sento di generalizzare e qualche giovane ragionevole e capace di avere una traiettoria chiara da perseguire, esiste. Deve esistere. Se poi ci sono giovani che corrono a leggere i pensatori da me citati e vanno a comprare volumetti di qualche editore di nicchia, significa che non tutto è perduto. Per il resto, siamo nelle mani del Signore e oggi pure di Maria Immacolata.
8/12

Anonymous said...

Nel merito della famiglia del bosco ne ho sentito un'altra. Pare che vogliano consegnare i bambini a dei parenti d'Australia. Ma chi credono d'essere questi giudici?!?
Perfettamente d'accordo sui vs.commenti relativi agli "scioperati" rossi dei libri. Cialtroni e pure somari.
Dario

Nessie said...

I giudici e le assistenti sociali (rosse anche quelle, nonché propagatrici di subcultura woke) si sentono degli dei con diritto di vita e di morte dei cittadini.
Quanto agli "scioperati editoriali" (chiamiamoli così) era evidente che non avrebbero prolungato il loro sciopero, non appena constatato che non conveniva loro. E difatti...
10/12

Alessandra said...

Le città ormai, i cosiddetti "luoghi della civiltà, stanno diventando ormai ben più pericolose dei boschi.
Il pragmatismo di Cipolletta ha pagato e non credo chiuderà le porte alla casa editrice "Passaggio al bosco" nelle prossime edizioni, visto il successo avuto.
Mi chiedo, ironicamente ma non troppo: quei ragazzi che hanno osato visitare lo stand saranno schedati e monitorati dalla Digos?

(10/12)

Nessie said...

Esatto, non a caso la città viene denominata "giungla d'asfalto". E oggi più che mai è tale, con risorse che sbucano fuori dai portoni e androni, aggrediscono e stuprano delle malcapitate che hanno solo la sventura di passare da quelle parti nel momento sbagliato . Altro che boschi, dove peraltro sono riusciti a turbarne l'equilibrio con il sovrannumero di lupi, di cinghiali e di orsi!
"Mi chiedo, ironicamente ma non troppo..." sì, sarebbero capaci anche di fare questo, specie se qualche "burattinaio" glielo ordinasse.
10/12

Anonymous said...

Articoletto superficiale e non esaustivo del tema, ma che fa capire che alla base del comportamento dei giudici c'è la vaccinazione coatta. Ora la famiglia anglo-australiana dovrà far vaccinare i bambini, se vuole rivederli
https://comedonchisciotte.org/bosco-overton/
Rosaspina

Nessie said...

C'è la tendenza ad abusare dell'etichetta "Finestra di Overton", secondo me. E questo articoletto, che definisci con ragione "superficiale" si aggrega a questa tendenza. Portare via i figli a dei pacifici e amorevoli genitori non è più un'operazione gradualistica (Overton), ma un atto di violenza palese e reiterata. Ci sono già state situazioni pregresse altrettanto violente come il Forteto e Bibbiano. Cos'altro deve accadere perché anche i genitori di tanti altri bambini aprano gli occhi? E' evidente che ai piccoli del bosco verrà inflitta coattivamente la stecca di vaccini tossici della Lorenzin. E che a quei poveri genitori non resterà che accettare "la cura" pur di rivederli. Questo non è più "Overton" ma un regime conclamato.
13/12