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26 February 2013

Vittorie (di Pirro) e sconfitte

Monti è stato tecnicamente trombato. Bersani non smacchia il giaguaro. Ingroia torna in Guatemala. Berlusconi non perde e Grillo avanza di brutto. E' questo il testo di un sms che ho spedito a una mia amica intorno alle 18 del pomeriggio di ieri, a dati ancora parziali basati sulle proiezioni. Successivamente i dati hanno confermato un buon 25% di astenuti (categoria alla quale appartiene anche la sottoscritta), e non è poco. Complice la neve?

 Anche, ma non solo.


Detesto i dibattiti postelettorali dove vincono tutti e nessuno ammette la propria sconfitta. Ma in seguito, man mano che lo spoglio delle schede si è concretizzata, si sono evidenziati altri dati interessanti: maggioranza relativa del Pd alla Camera, maggioranza relativa del PdL al Senato. Mentre scrivo è venuto avanti un altro dato: in alcune circoscrizioni i grillini superano addirittura i piddini.
In tutto questo marasma, c'è uno dei pochi dati confortanti: Monti dovrà portare le sue chiappe rinsecchite al senato e farvi colà Toro seduto a vita. Basta, fuori gioco!
Gianfuffa dopo il suo prestigioso scranno alla Camera, torna ai giardinetti con la sua Tulliani Family. Forse anche Casini. Bersani sarà innanzitutto "sbranato" dai suoi, perché non ha voluto fare largo al giovane Renzi e  allora saranno cavoli amari, perché con il suo  "rosso relativo" ritorna lo scenario da incubo del 2006 col Mortadella, allorché ogni qualvolta doveva far passare una legge, si trovava ad affrontare un'ordalia! I giaguari dovrà guardarseli allo zoo e cercare almeno qualche fusto di trielina in più per smacchiarseli. I veri vincitori di questa tornata elettorale sono in realtà due: Grillo e la sua numerosa pattuglia dei suoi dilettanti allo sbaraglio, e Berlusconi con la sua rimonta.

Per il resto prevedo un caos stratosferico, tant'è vero che già si parla di governissimi, di Grosse Koalition ecc.
C'è però da mettere in conto la variante Bella Napoli. Cosa si inventerà la Cariatide del Colle, in caso di instabilità parlamentare garantita? Monti è bruciato: come tecnico è alla frutta, e come politico non ha avuto che pochi prezzolati elettori.
Napolitano è bene che si faccia da parte senza altri trucchi; in caso contrario, potrebbe finire davvero male.

Per il momento siamo al né vincitori né vinti, con vittorie di Pirro per taluni, cocenti sconfitte per altri.

21 February 2013

Coronati di 12 stelle

Ci hanno dato tutto il tempo per abituarci, dal dopoguerra a oggi. Parlo del logo delle 12 stelle  in tv, in collegamento Eurovisione. Tutti noi siamo cresciuti col Te deum di Charpentier, come sigla, che potete riascoltare in questo video nelle varie versioni grafiche. E quando guardavamo quella corona di 12 stelle nella tv (dal bianco e nero, a colori, con gli astri che irradiavano raggi luminosi) pensavamo ingenuamente che si trattassero di giochi senza frontiere, di qualche eurofestival della canzone (Gran Premio Eurovisione della Canzone, dove il vincitore di Sanremo poteva gareggiare con i cantanti di altri stati europei), che si trattasse di eventi sportivi come la Uefa Champions League, la Uefa Europe League, ecc.
A nessuno veniva in mente che quella che pareva un'innocente evasione, sarebbe diventata nella realtà, la nostra trappola mortale. Ora appare più chiaro del perché anche una sagra canora apparentemente legata all'evasione come Sanremo (sempre più Sanscemo), usi quella sua vetrina per imporre temi come il matrimonio omosessuale. E allora tutto si spiega del perché chiamino sul palco dell'Ariston due uomini con i cartelli del just married a lamentarsi che questo è il paese dove i loro capricci non vengono riconosciuti. Del perchè un certo Renzo Rubino componga un suo pezzo canoro che è un'apoteosi all'amplesso omosessuale dal titolo "Amami uomo",  canzone che non ha vinto, ma che per sua stessa volontà ha ammesso di aver composto per dare una mano alla nota causa.
Ordini di scuderia: ce lo chiede l'Europa. Anzi, lo impone direttamente a Sanscemo,  festival trasmesso in Eurovisione. La vetrina canora è un pretesto per arrivare a questo. Gli illuminati delle 12 stelle, ringraziano col Te deum di Charpentier. Follow the stars, e ti ritroverai all'inferno.
Un'ultima cosa a proposito di economia, la quale è diventata davvero troppo intrusiva e dispotica nelle nostre vite, proprio a partire dall'entrata nell'euro. Proliferano sempre più sulla blogosfera, dottrine mercatiste, del tutto ignare che se siamo conciati in questo modo è proprio, grazie ad esse. Proliferano i Tea Party, i Libertarians, i Giannino di Chicago con lauree inesistenti e master tarocchi, magari vestiti con eccentrici abiti da domatori di pulci. Si torna a parlare di scuole neoclassiche, di scuole austriache, dei von Mises, dei von Hayek ecc. E' forse imminente il gold standard?
Follow the stars, e ti ritroverai in miseria.

18 February 2013

Derivato BerSiena, se lo conosci lo eviti

 
 
Come ho già scritto in altra occasione, nella politica italiana ci sono servi, ma tra di essi c'è chi è più servo. Il primato tra gli zelanti lacché acceleratori della cosiddetta "agenda" Ue, lo do senza dubbio a Bersani, il nume tutelare di Montepaschi, il silenziatore dello scandalo dei derivati Santorini e Alessandria, l'occultatore di debiti bancari (il suo partito ne avrebbe accumulato per 200 milioni di euro, secondo Il Fatto),  il rastrellatore dei risparmi degli Italiani (per il tramite di Monti) allo scopo di ripianare i debiti della MPS-PD, l'uomo che vuol far sparire definitivamente il contante, l'amico di Mussari che ora rinnega come un Giuda
Ma Casini? - vi chiederete. Casini è lo yes man di Monti e se non se ne sta quatto quatto al riparo dell'Androide, rischia di sparire,  tanto sono basse le sue percentuali di voti. Ma Berlusconi? E' letteralmente crivellato di istruttorie con le procure (2700 udienze alle spalle, più altre di fronte) pertanto è un'anatra azzoppata.
Ma Monti? Monti è un infiltrato su mandato diretto della Ue-BCE e il suo partitino abusivo (detto ironicamente "scelta civica") ha lo stesso ruolo di quello della Lagarde in Grecia: presidiare il Parlamento per conto delle banche.
Avete notato in questi giorni quale assordante tintinnio di manette per ogni dove, si sente in giro? Troppo! perdiamo perfino la conta di scandali e  di processi disseminati per tutta la Penisola.
 Polveroni su polveroni. Ma mentre la magistratura apre i fascicoli sulle "tangenti internazionali" di Finmeccanica (cose che tutte le altre potenze fanno e continueranno a fare indisturbate) dando prova provata di autolesionismo, lo scandalo MPS finisce  ormai a pag 10 e oltre. Su Finmeccanica tornerò a parlare, come pure su numerose altre realtà industriali, cadute sotto il giogo della Magistratura, con grave danno per l'economia nazionale e con milioni di posti di lavoro messi a rischio.
Ma mi preme di far notare l'opinione di un clown del Corsera, falsamente garantista, sul lancio di monetine a Mussari davanti al Palazzo di Giustizia di Siena: Pierluigi Battista. Perché paragonare, nel suo articolo,  nientemeno che un presidente dell'ABI (che non è propriamente un usciere di banca che apre lo sportello) a Bettino Craxi, che si limitava ad arrangiar quattrini per conto del proprio partitino? Una mammola, messo in confronto a gente come Mussari, Amato, Bassanini & altri compagni di merende. Non pensa Battista, che la gente sia arrivata all'esasperazione nei confronti delle Banche, che da "enti privati" si servono dello stato (cioè del denaro pubblico di tutti noi)  per farsi "ricapitalizzare" le loro perdite? Certo, il rischio è di fermarsi solo a Mussari e non poter mettere le mani sui furfanti che tirano tutta l'intricata filiera.

 
Ma ecco che per la serie, pena di contrappasso, avviene qualcosa che ha dello stupefacente. Il servo serve, ma una volta ultimati i suoi servigi, lo si può liquidare con una pedata nel deretano. E' quanto sta accadendo a Bersani e ai suoi. Napolitano, nel suo fervore di fine settennato di mostrarsi l'uomo di fiducia della Casa Bianca "fino all'ultimo respiro", è entrato a gamba tesa (anche se rinsecchita), nella campagna elettorale promettendo a Obama la partecipazione di Monti alla nuova futura compagine che scaturirà dalle urne,   come l'unica soluzione politica che i cosiddetti mercati accetterebbero per l'Italia senza far schizzare in alto lo spread.  Dopotutto, ce lo chiede lo spread.
 
 
 
 
 
In un certo senso Napolitano teme una vittoria risicata del Derivato Bersiena, che non garantirebbe la stabilità del quadro politico. Teme il "populismo di Grillo", teme ...
Così, tanto per andare sul sicuro  ha estratto un vecchio coniglio prelevato da un altrettanto vecchio cilindro: un Monti 2.
Un colpo, una vera mazzata per il Pd che dopo un anno trascorso a fare da ciambellano al governo "tecnico", ora rischia di ritrovarsi Monti in veste di tutor.
Curiosi però i compagnucci: ora si lamentano perfino di uno dei loro uomini di punta, il Monarca rosso antico, poiché nel suo incontro con Obama,  avrebbe maneggiato per  violare le decisioni del "popolo sovrano" in caso di vittoria: uno scippo sul primato della politica. Prima invece, no? Se ne sono accorti solo ora perché i sondaggi li premiano e  si sentono ad un passo dalla vittoria elettorale? Quando i cittadini sono stati martoriati a raffica di espropri, di tasse, di tariffe, di vere e proprie violazioni di diritti, allora andava bene perfino il sequestro della democrazia e la messa in mora della politica, vero  o sedicenti "democratici" di sinistra?  
Morale: chi vota il derivato Bersiena distrugge anche se stesso.



 
Vendesi tappeto di giaguaro (senza averlo abbattuto)
 
 

14 February 2013

Dietro casa nostra, si muore in Grecia






Di problemi, è vero, ne abbiamo tanti anche da noi, ma di questi dietro casa che sono eccezionalmente gravi, non ne parla nessuno,  a parte la rete. Parlo della Grecia e di quanto sta succedendo. Non è la prima volta che parlo dei nostri vicinissimi amici di casa mediterranei, un popolo fratello. Lo feci nel post "Di crisi si muore" sulla denutrizione dei bimbi greci. Ma ovviamente per Monti l'euro segnava un successo spettacolare proprio in Grecia. Quel Monti che ora falso, ipocrita e  senza più nessun pudore, prendendoci per rimbambiti smemorati, dice che Beppe Grillo, in quanto a capacità di governare la crisi, ci porterà dritto in Grecia. Scusi, esimio professore, ma l'Ellade,  non era forse per lei,  l'Eldorado da cui prendere esempio fino a poco tempo fa? Peccato che la Grecia sia stata ridotta così, proprio dai suoi compari della Ue.



"Assalti ai supermercati, persone affamate in cerca di cibo, studenti che svengono nelle aule perchè denutriti, famiglie che arrivano ad abbandonare i figli in istituti pur di garantire loro un posto al riparo e un pasto. Decine di migliaia di persone senza casa, perché divorata dalle banche; un numero enorme (centinaia e centinaia di migliaia) di licenziati; tagli a salari stipendi e pensioni, con redditi insufficienti a garantire la sopravvivenza e con una disoccupazione elevatissima (quella giovanile è oltre il 57%). Milioni di persone in coda durante l’anno per accedere alle cure sanitarie delle ONG (secondo stime ufficiali, il 60% della popolazione nel 2012). Oltre l’11% della popolazione (più di 1 milione e 200 mila su 11 milioni circa di abitanti) vive nella miseria più assoluta. E’ la Grecia priva di democrazia, la Grecia dove possiamo vedere il montiano ‘successo’ dell’euro. E ce la descrive molto bene l’ex ambasciatore greco in Canada, Leonidas Chrysanthopoulos, in un’intervista pubblicata lo scorso 17 dicembre sul Millstone".
E' questo l'articolo "Hanno affondato la Grecia" di Monia Benini comparso nel suo sito Teste libere, che a sua volta commenta un reportage comparso sul Guardian.

"Non esiste più democrazia in Grecia.” ammette Chrysanthopoulos, che spiega poi il livello incredibile a cui si è arrivati: “Il governo greco ha recentemente siglato un accordo con la compagnia che è succeduta alla Blackwater (collegata a Cheney e già nota per le vicende della guerra in Iraq), per assoldare mercenari per la protezione del parlamento ellenico.” Anche i media sono tenuti rigorosamente sotto controllo (il caso di Costas Vaxevanis collegato alla lista Lagarde era già emblematico) e l’ex ambasciatore spiega che: “sono state emesse delle linee guida su ciò che può essere detto e tollerato e ciò che non lo è. I giornalisti che non vi si adeguano sono molestati da agenti governativi o arrestati. Un giornalista è stato licenziato in tronco dalla tv di stato per aver mostrato il Primo Ministro fischiato in occasione delle celebrazioni del 28 ottobre.” Questa è la Grecia salvata dalla troika. BCE, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno imposto al paese una serie di misure e provvedimenti che hanno raso al suolo il paese e devastato la Grecia con una guerra senza armi convenzionali, ma con vittime in carne e ossa.
Giratevi a Est per favore, lo dice anche Paolo Barnard che parla di bambini intossicati dal fumo nero dei mobili bruciati con tanto di vernici e lacche.
I greci stanno disboscando i parchi, i campi e le colline per scaldarsi. Buttano nel fuoco i libri di casa, i mobili, qualsiasi cosa bruci, con vernici e tutto. Ad Atene le malattie polmonari sono aumentate del 300% a causa dei fumi della legna arsa negli appartamenti. Ma vi rendete conto? Bruciano legna in casa, nel condominio, per non morire di freddo.
A quanto pare, anche preservare il patrimonio boschivo di un popolo sta diventando un lusso ecologico che non tutti si possono permettere. Che può fare un popolo affamato e infreddolito, se non dare l'assalto ai boschi? E questo, quando ci sono...
E’ una guerra d’aggressione, con i morti, sì, coi morti. Centinaia di morti per mancanza di farmaci negli ospedali, i suicidi, e poi quei tre bambini arsi vivi a Dicembre proprio perché si bruciava legna in casa per il freddo. Poi tutto il resto dell’orripilante corredo che viene con l’estrema povertà.
I criminali non hanno limiti nella perfidia. Di fronte a questo olocausto, la Troika di Commissione UE, BCE e Fondo Monetario ha preteso ieri dal governo greco un ulteriore aumento delle tasse e soprattutto dell’elettricità.
Intanto le testate ammiraglie del nostro Bel Paese, come Corriere, Stampa e Repubblica, praticano, del tutto complici di questa ecatombe, la più vergognosa congiura del silenzio, il silenzio contro gli innocenti.
Presto, se non si reagisce, tutti  i popoli d'Europa, patiranno la fame. Una fame greca.

Sullo stesso tema leggere anche "La Grecia, la gente assalta i supermercati

12 February 2013

Il Papa lascia il pontificato



Ma il Papa può “rassegnare le dimissioni” come fanno (o meglio dovrebbero fare) i politici ? Ha il diritto di rinunciare al suo ufficio, con il pretesto della salute malferma e della mancanza di vigore fisico?
Si può innanzitutto consultare il Codice di Diritto Canonico, che alla prima domanda risponde  “sì”. Il canone 332, comma 2, recita testualmente: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”. Si tratta, dunque, di una decisione nella piena disponibilità del Pontefice, che non richiede neanche l’accettazione da parte di altri soggetti.
Servendosi di ciò, però non è più il vicario di Cristo, con un suo ruolo di emanazione divina che si conclude con la sua morte. Con questa decisione, che peraltro è contemplata dal diritto canonico, ma poco usata nella tradizione ecclesiale, si cala nel ruolo di un funzionario. Fine della funzione millenarista della Chiesa. Dal ab aeterno si passa al hic et nunc.
Qualcuno obbietterà: in compenso ci sono politici che aspirano a fare i papi (oltre che i papponi) e non si schiodano dal trono.
In queste ore tutte le agenzie nazionali e internazionali  battono la notizia della rinuncia, il profilo, l'excursus del Pontificato di questi otto anni di Joseph Ratzinger fatti di luci e ombre. Ovviamente ciò che per i più sono da considerarsi ombre (il suo tradizionalismo) per me sono luci. E quanto sono considerate luci (il dialogo interreligioso con le religioni abramitiche come l'ebraismo e l'islam ) per me sono ombre. Come pure considero ombre le esortazioni all'accoglienza e apertura alle migrazioni. Potrei continuare con le luci: il ripristino della messa in latino detto rito tridentino, criticato dagli ebrei. E viceversa, non avere avuto parole forti e chiare nei confronti della speculazione finanziaria, contro la globalizzazione e in particolare aver permesso ai vescovi e alla CEI, il sostegno del governo dei tecnici (ombre). Ma nessuno è perfetto, nemmeno il Papa.
Molte cose in questo settennato hanno indebolito la chiesa e devono aver ferito e fiaccato la tempra di Benedetto XVI: il furto di documenti interni, il cosiddetto Vatileaks,il tradimento di un suo inserviente, la faccenda dei preti pedofili in Irlanda, le lotte intestine, gli scandali finanziari dello IOR e varie altre cose). Ma storicamente parlando non credo che siano solo queste cose, a determinare l'erosione dell'istituzione ecclesiale. La Chiesa in quanto potere millenario è stata teatro di ingiustizie, abusi, intrighi interni anche più forti in passato, ma stava in piedi e aveva fedeli. E le messe, i riti e le funzioni liturgiche erano frequentatissime. Il problema dei problemi che ne rappresenta in un certo senso il dramma, è la scoperta che l'uomo può vivere senza fede, senza sentirne la mancanza, poiché si sente egli stesso un dio. O meglio, nel corso del tempo hanno fatto in modo che così avvenisse e che gli Idola di cui parlava Bacone, siano diventati altri. Tutto questo, nel mondo occidentale, mentre quello orientale è aggredito dagli integralismi e dal fanatismo.
Ho apprezzato la lettura del libro di Ratzinger "Senza radici" dedicato ad un'Europa laicista che si vergogna di sé. E anche le sue intelligenti notazioni col filosofo tedesco Jurgen Habermas riportato in interviste ed articoli. Mi piacque anche la sua Lectio Magistralis a Regensburg (Ratisbona) e ovviamente fui dalla sua parte quando ci fu lo scatenamento di fanatici islamisti.
All'inizio del suo pontificato, mi augurai con tutto il cuore che potesse essere lui a creare l'unità di tutti i cristiani sempre divisi da scismi e  da guerre di religione intestine. Invece noto che i cristiani continuano ad essere divisi (basta leggere il petulante chiacchiericcio da Torre di Babele dei blog cattolici), e che manca un principio di Autorità forte nel quale possono riconoscersi.
In ogni caso, resta paradossale che un pontefice che ha tanto lottato contro "il relativismo" abbia in un certo senso scelto una via "relativista" per la sua uscita di scena: il famoso passo indietro che si usa per le cariche laiche, e non per quelle religiose. Non possumus. Ma tutto ciò è in sé la rinuncia ad una trascendenza. E di questo processo d' erosione, credenti e non credenti non possono che rattristarsi. Specie, quando poi si va citando a sproposito il mediocre Nanni Moretti (e il suo film), come il profeta di questa tragedia della storia. Anche le grandi tragedie richiederebbero e richiedono grandi profeti.