Cominciamo male. Non è iniziata nemmeno la legislatura, che questo governo Renziloni (o Gentirenzi) è già iniziato con una solenne truffa. Le due camere erano deserte quando ha incassato (si fa per dire) la fiducia. La ministra dalla capigliatura color lucido delle scarpe, ha tentato la sua grande patacca: far passare un corso triennale professionale da assistente sociale per una "laurea breve".
E così si viene a scoprire che il neo-ministro all’istruzione Valeria Fedeli, dicastero che ricomprende anche l’Università, non è nemmeno laureata.Sul suo sito si legge che ha ottenuto un «diploma di laurea in Scienze sociali» conseguito presso la Scuola per assistenti sociali Unsas di Milano. Ma all’epoca non esisteva simile laurea. Il titolo da lei ottenuto è un semplice diploma post-maturità. Lei ribatte che oggi sarebbe considerata una laurea. Ma c’è una bella differenza tra un diploma che potrebbe essere omologato ad una laurea e l’effettiva equiparazione che nel caso della Fedeli non è avvenuta.
Mario Adinolfi attivista del Family Day interviene sul caso: «Valeria Fedeli mente sul proprio titolo di studio, niente male per un neoministro dell’Istruzione. Dichiara di essere laureata in Scienze sociali, in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per assistenti sociali Unsass. Complimenti Gentiloni: a dirigere scuola e università in Italia mettiamo non solo una che non è laureata, ma una che spaccia in Laurea in Scienze sociali un semplice diploma della scuola per assistenti sociali». E così conclude: “La spacciatrice di menzogne sul gender è abituata a dire bugie. Il problema non è neanche che non è laureata, ma che mente spudoratamente. Per un atto del genere in qualsiasi Paese del mondo dovrebbe dimettersi seduta stante o essere costretta a farlo”.
E così salgono a quattro i ministri senza laurea nel presente governo: Valeria Fedeli, Beatrice Lorenzin, Andrea Orlando e Giuliano Poletti. (fonte: La Nuova Bussola).
Ovviamente la ministra contrattacca secondo la ben nota formula "la miglior difesa è l'attacco", dicendo che le fanno ostruzionismo perché lei è per le politiche Gender nella scuola, manco fosse un titolo di merito.
No, signora ministra: a coloro i quali fanno un concorso pubblico per ottenere un posto e affermano il falso, accludendo laurea falsa, succede che gli decade automaticamente tanto di NOMINA. E non potranno mai occupare quel posto, nemmeno nel caso in cui dovessero vincere quel concorso. Lei è un ministro della Repubblica della Pubblica Istruzione e quindi dell'Educazione (in Francia detto Ministero si chiama più propriamente così). Ricopre un ruolo di grande eticità e non può iniziare la legislatura con una menzogna. Che diranno gli studenti italiani? Dobbiamo trasformare le scuole di ogni ordine e grado nel Paese dei Balocchi di Pinocchio e Lucignolo? Dobbiamo lasciar credere ai giovani che mentre le loro lauree ottenute con grandi sacrifici da parte delle loro famiglie, non li portano nemmeno a guadagnare mille euro al mese? che spesso sono costretti a umiliarsi arrangiandosi nei call center o in lavori sottopagati da "nuovi schiavi" pur di poter lavorare, ma che, a differenza di loro, basta aver frequentato le consorterie sindacali della CGIL o la scuola di Frattocchie, o la palestra della FGCI per saltare tutti i passaggi, saltare tutti gli ostacoli e vincere la Lotteria di un Ministero o di uno scranno parlamentare?
No, signora ministra: a coloro i quali fanno un concorso pubblico per ottenere un posto e affermano il falso, accludendo laurea falsa, succede che gli decade automaticamente tanto di NOMINA. E non potranno mai occupare quel posto, nemmeno nel caso in cui dovessero vincere quel concorso. Lei è un ministro della Repubblica della Pubblica Istruzione e quindi dell'Educazione (in Francia detto Ministero si chiama più propriamente così). Ricopre un ruolo di grande eticità e non può iniziare la legislatura con una menzogna. Che diranno gli studenti italiani? Dobbiamo trasformare le scuole di ogni ordine e grado nel Paese dei Balocchi di Pinocchio e Lucignolo? Dobbiamo lasciar credere ai giovani che mentre le loro lauree ottenute con grandi sacrifici da parte delle loro famiglie, non li portano nemmeno a guadagnare mille euro al mese? che spesso sono costretti a umiliarsi arrangiandosi nei call center o in lavori sottopagati da "nuovi schiavi" pur di poter lavorare, ma che, a differenza di loro, basta aver frequentato le consorterie sindacali della CGIL o la scuola di Frattocchie, o la palestra della FGCI per saltare tutti i passaggi, saltare tutti gli ostacoli e vincere la Lotteria di un Ministero o di uno scranno parlamentare?
Troppo comodo!
Perché non diciamo papale papale che in Italia basta essere passati dalle citate conventicole politico-sindacali per effettuare i classici mirabolanti salti del canguro?
Vengo ora alla faccenda secondo cui la laurea "non sarebbe importante per essere ministri", tenuto conto che abbiamo già quattro citati casi. Ogni tanto succede che ci siano grandi talenti creativi che hanno prodotto opere bellissime senza essere laureati e viceversa ci sono laureati-cani che magari hanno una laurea in ingegneria, ma fanno crollare ponti. Ci sono grandi statisti che passano alla Storia senza lauree, ma mettiamoci bene in mente che la genialità non è alla portata di chiunque, e stolto è chi lo afferma.
Ma qui in questo caso, purtroppo non abbiamo dei geni. Giuliano Poletti, vecchio comunista, uomo di Edilcoop e dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, è stato il creatore del Jobs Act, del lavoro a voucher, del lavoro a chiamata. Orlando (liceo scientifico) non spicca di certo per essere un Geniaccio dello ius.
La Lorenzin ministro della Sanità penso non sappia distinguere un batterio da un virus.
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| Ce l'avrà la licenza elementare, la signora Ministra? |
La verità è che la politica è diventata un'oligarchia di aspiranti blasonati autoreferenziali disconnessi dai bisogni dei cittadini, inetti, cinici e superficiali, ma attentissimi ad accaparrarsi in esclusiva, privilegi di casta e prebende.
Mi si permetterà di affermare che un ministro che ricopre un'alta carica, alleghi un diploma di laurea VERO al suo curriculum. Qui ci sono quattro ministri che ricoprono ministeri di peso, che non solo non sono laureati, ma che fanno pure gli arroganti e impongono "riforme" del tutto impopolari (Poletti ministro del Lavoro in primis...). Il che è il modo migliore per sentirsi rinfacciare il fatidico: chi ti credi di essere? Non sei nemmeno laureato...
La Ue e con essa il Nuovo Ordine Mondiale vuole i suoi emissari ignoranti, incompetenti, senza titoli né crediti per manipolarli meglio e renderli degli esecutori feroci delle sue politiche. Un capo-bastone non ha bisogno di "crediti" né di titoli accademici. Non importa che il gatto sia "esperto", l'importante è che sia "rosso", diceva Mao-Tse-Tung (che per l'appunto era un dittatore) nel suo fatidico libretto. E la Fedeli è rossa (e non solo nella capigliatura palesemente tinta). Ma questo non è un privilegio, né deve rappresentare un titolo di merito né tanto meno, un "credito".
Dopo questa figuraccia del titolo accademico falso, Valeria Fedeli se ne deve andare quanto prima, se ancora ha un briciolo di comune senso del pudore e del ridicolo. Quel Ministero non è, non può essere, il suo posto.
FIRMATE le petizioni on line per richiedere le sue immediate dimissioni cliccando a questo indirizzo:
Stop Gender nella Scuola
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