Le disgrazie non vengono mai sole. Il ddl Amato-Ferrero non è ancora stato varato che già si profilano all'orizzonte, nuove sventure e nuove iatture. Sappiamo già dai quotidiani cosa ci riserverà questo nuovo disegno di legge, che se non verrà fermato non so dove ci porterà, e ne riassumiamo sinteticamente i punti:
1) Programmazione di "quote triennali" da poter aumentare in base alle necessità.
2) Liste di collocamento all'estero.
3) Sponsor e autosponsor. Quest'ultimo significa che se un immigrato mostrerà di disporre di "risorse" (paroletta magica) proprie, potrà entrare nel nostro paese a prescindere dal datore di lavoro. E senza che nessuno si sogni di indagare circa la provenienza dei denari in suo possesso.
4) Corsie preferenziali per colf e badanti.
5) Allungamento dei permessi di soggiorno.
6) Voto amministrativo (attivo e passivo) per gli immigrati con 5 anni di soggiorno in Italia.
7) Scioglimento dei CPT (centri di permanenza temporanea) riservati solo ai casi di coloro i quali si sottraranno all'identificazione.
Il disegno non è stato ancora approvato dalle due Camere che già gli immigrati in Italia si sono organizzati in un partitino politico (l'ennesimo). Quando ci sgoliamo sui nostri blog a descrivere la rovinosità del multiculturalismo, siamo profeti inascoltati. Ma ecco ora la triste realtà sotto ai nostri occhi... Un progetto di partito-enclave già approntato da mesi che aspettava solo il varo del ddl Amato-Ferrero (più Ferrero, e cioè comunista, che Amato, e cioè socialista) per uscire allo scoperto.
Nasce dunque Il Partito degli immigrati - Nuovi Italiani il cui presidente è il marocchino Mustafà Masouri e il vicepresidente è l'italiano (?) Marco Angelillo "La nostra è una formazione indipendente e siamo disposti a trattare anche col diavolo, l'importante è che ci diano i nostri diritti di immigrati" spiega il suo presidente Masouri ad Hamza Boccolini nell'articolo di giovedi 26 aprile u.s. apparso su Libero. Dunque ciò vuole dire che non basteranno nemmeno i benefits e i diritti (pur numerosi) già contemplati dal ddl in oggetto, ma che costoro chiederanno addirittura di poter essere rappresentati da partiti etnico-confessionali, da essi stessi composti. Hanno già un loro sito internet e una delle loro esponenti della comunità marocchina, si era candidata alla Camera lo scorso anno con la lista Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma senza successo. Ecco che allora ci riprovano "in proprio". E c'è di più...
E' perfino imminente una conferenza-stampa dove esporanno il loro programma di partito-immigrati, il cui logo è un globo con quattro sagome di uomini (nero, giallo, rosso, rosa) che fanno il girotondo intorno al mondo, tenendosi per mano. Così assistiamo al paradosso tutto italiota, che mentre negli altri paesi dell'Ue si sta facendo macchina-indietro dopo gli evidenti fallimenti della società multiculturale (si veda in Olanda, in Danimarca, nella Francia delle banlieues in fiamme, nella Germania coi suoi conflitti con la comunità turca), noi, in virtù di questo governo, spalanchiamo porte, portoni e finestre a quei cosiddetti "nuovi italiani" che non si sognano minimamente di integrarsi ma che al contrario, ora puntano a passare dai ghetti etnici dei rioni delle nostre città, alla nascita dei partiti-ghetto a carattere etnico-confessionale. Peggio di così...si muore. E infatti andiamo incontro alla disfatta del nostro Occidente. In nome della democrazia-feticcio, perderemo ogni democrazia sostanziale. In nome dell'utopico fantasma della libertà, perderemo ogni libertà di fatto. Gli esempi catastrofici sotto ai nostri occhi non mancano: sappiamo dei fenomeni di balcanizzazione del periodo dopo Tito e del conflitto nel Kosovo. E sappiamo pure in Libano che succede coi partiti etnico-confessionali: la cosiddetta libanizzazione - quella che si vuole importare anche da noi. Senza contare i cattivi esempi dati ad altre comunità. Avremo, di questo passo, il partito "cinese" dei cinesi? o il partito romeno dei romeni e così via?
Povera Patria nostra, sempre più NO MAN'S LAND.