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10 May 2007

Occhio alla famiglia allargata...


Pare che i partecipanti radicali alla contromanifestazione che si terra' a Roma in concomitanza con la manifestazione del 12 maggio a sostegno della Famiglia, abbiano incoraggiato a scroccare la credenziale (fotografia) concessa dall'organizzazione "Piu' famiglia" ai partecipanti che utilizzassero il servizio ferroviario. Su Libero ( "Le armate del coraggio laico scroccano lo sconto del treno" del 9 maggio 2007 pag 9), i dettagli della scoperta. Se cosi' fosse si tratterebbe dell'ennesima istigazione alla truffa e ai brogli, e nemmeno la piu' grave, portata avanti da forze politiche che ora stanno al governo. Adottate volentieri le pecorelle smarrite... aggiungete un posto a tavola e, se possibile, date loro uno scappellotto (o un calcio nelle terga) come si fa con i bimbi discoli... e occhio al Telefono Azzurro.

09 May 2007

Boselli: l'insuccesso gli ha dato alla testa

Ricordate Zelig di Woody Allen? Chissà perchè a me Boselli, ha sempre ricordato Leonard Zelig nella scena in cui lo davano per missing ma poi lo ritrovano mimetizzato e sparuto in mezzo ad un raduno di nazi intorno a Hitler, alla ricerca dell'identità perduta. E che là - in mezzo ad un' adunata oceanica dove berciavano all'unisono Heil ! - non potrà mai riavere. Ieri sera a Porta a Porta faceva pure lo spiritoso con Tremonti. Boselli e Pannella: ovvero le disgrazie non vengono mai sole. Siccome sanno entrambi di avere percentuali da prefisso telefonico, hanno pensato bene di mettere insieme le loro forze nella lista dei Rosapugnettari: ma uniti si perde. E ci si porta pure sfiga. E alle ultime elezioni, infatti, hanno suddiviso i prefissi, litigando pure. Ora il prode Boselli-Zelig ci riprova con l'ennesima camaleontica metamorfosi: andare più a sinistra dei DS e sfidare i vescovi in singolar rosapugnace tenzone. Extra ecclesiam nulla salus, caro Boselli. Ci hanno provato prima di te i comunisti atei in URSS, in Polonia e pure in Italia. E non ci sono riusciti.

Poi - secondo il più disinvolto e sfacciato trasformismo sinistro - il prode Enrico si fa premura di offrire la sua solidarietà all'arcivescovo Bagnasco per la stella a cinque punte BR sulle cattedrali e il proiettile inviatogli nella busta. Sai quanto gliene importa a Bagnasco di ricevere la solidarietà pelosa di simili falsoni...Infatti in occasione del Family Day di piazza S.Giovanni, il trio Lescano Pannella-Boselli-Bonino intendono promuovere un controFamily a dir poco rosaripugnante sul piano della democrazia. Hanno già avuto il Gay Pride, hanno già avuto la manifestazione pro-Dico con la Pollastrini, e ora a Piazza Navona faranno il giorno del vino e delle rose.. Soprattutto del vino. Roba da etilici...in canna!

(NessieCorsivo)

07 May 2007

Malgré la racaille, Sarko a gagné

Le hanno tentate tutte, ma proprio tutte. L'aspirante Marianna ha perfino sibilato con evidente velenosità, che se Sarkozy sarà eletto "on aura toutes les banlieues encore au feu".
E non pensava ai maghrebini della seconda generazione - quelli che incendiavano auto, scuole e centri sociali nelle banlieues parigine. Con ogni probabilità pensava già ai suoi amici e supporter di partito, in caso di disfatta. Puntualmente, davanti all'evidente e schiacciante vittoria del voto, i supporter socialisti si sono messi a dar fuori di matto provocando disordini e lancio di molotov. E il bello che berciavano pure "Sarko fachaud! " (Sarko fascio), gli squadristi della molotov permanente e della spranga! La racaille (la feccia) non ha colore di pelle, evidentemente, e la signora Royal (assai poco regale), con quel suo discorsetto ricattatorio fatto a denti stretti sapeva bene di che parlava e a chi si riferiva. "Votatemi francesi o sarà peggio per voi", è stato il ricatto (chantage) non detto esplicitamente, ma lasciato intendere tra le righe. Qualcuno la chiama già "jihad giacobina". Niente di più vero. Si dà il caso , però che i francesi detestino i ricatti e che non siano dei cons (coglioni). Perciò non ci sono cascati.

Ieri sera in tv, dopo i soliti improvvisati raduni in studio condotti da Monica Maggioni su Rai 1, c'era da ridere nel vedere come anche i sinistrati di casa nostra erano gialli e verdi per la bile. Avevano puntato tutte le loro speranze: dopo Zap, anche Ségo, e non ne hanno mai fatto mistero. Tutti i nostri media (il solito CorServa in testa a tutti) hanno fatto una cordata pro-Ségolène Royal arrivando perfino a mistificare e a raccontar panzane grossolane sul suo "schiacciante successo" durante il ping-pong televisivo tra lei e Sarkozy. Come se non avessimo occhi per vedere né orecchie per sentire noi stessi dove stava la verità. La Royal ha perso le staffe parecchie volte ed è caduta in una sorta di aggressività ideologica camuffata da un bon ton del tutto apparente.
Frattanto, in collegamento da Parigi spuntava la giornalista di Repubblica Myriam Mafai (e cioè la compagna di Giancarlo Pajetta, il vecchio comunista picchiatore in Parlamento nonché lanciatore di calamai) la quale dava la sua versione "comunisticamente corretta" di cosa rappresenta Sarkozy per i francesi. Ma dico io! A Repubblica non hanno proprio nulla di meglio che propinarci inviati da Pio Albergo Trivulzio? Su, brava gente, svecchiate un po' il vostro personale!
Segue La Stampa con Barbara Spinelli, più o meno sulla lunghezza d'onda della Mafai. E finalmente Giulio Tremonti in collegamento si spazientisce e fa notare che non serve a nulla giudicare il voto francese con le lenti italiote.

Ma una nota particolare la voglio riservare a Romano Prodi che ha tentato con ogni mezzo di inserirsi meschinamente in questa vicenda. Voleva andare a sostenere Ségolène durante i suoi comizi, ma poi glielo hanno sconsigliato, perché i sondaggi premiavano Sarko e lui ci avrebbe fatto una ben triste figura. Allora ha tentato con ogni mezzo di inserirsi negli inciuci attraverso Bayrou e la "rutelleria margheritina". Bayrou avrebbe, secondo i piani di lorsignori, dovuto sbilanciarsi nell'affermare che i suoi voti sarebbero andati alla Royal. Il furbacchione non c'è cascato: sarebbe stato bruciarsi le ali ancora prima di prendere il volo. Però qualche "petites combines" sottobanco con la candidata socialista ha tentato di farla - combine prontamente denunciata da Sarkozy. Beh, è andata male, caro Prodi: la tua insana utopia di una coalizione centrista-sinistrata estesa alla Francia, te la puoi scordare.
Sarko a gagné malgré tout. E ha vinto con impegno, onestà, energia e giocandosi la faccia in prima persona. Congratulazioni Monsieur le Président! Può essere una prima crepa nel muro del veterosocialismo eurobabbeo e accattone.

03 May 2007

Per Ferrero il Nord è razza bovina. Ma la destra che fa?

Raccoglieremo firme di petizioni, faremo un gran casino, scenderemo in piazza e magari ci incateneremo davanti ad un parlamento mai stato così minuscolo (e non solo nella lettera P). Tutto si può dire di un ministro che con la scusa di praticare la solidarietà agli "altri" calpesta i diritti di "noi stessi" (e cioè di noi Italiani nati da generazioni qui in Italia). Lo ius sanguinis è stato calpestato nel nome di un indiscriminato arrembaggio (ius soli) nei confronti di un'Italia che rischia di diventare l'Eldorado per chiunque, tranne che per chi vi è nato. Tutto si può dire, fuorchè Ferrero non mantenga i suoi scellerati propositi. Ecco ciò che questo gentiluomo ha detto quest'estate nei confronti della Lombardia e del Veneto - le due regioni ribelli e non ancora in mano ai comunisti. Perciò ripubblico un mio post del 9 agosto 2006 in cui il ministro di quella solidarietà sociale imposta per decreto-legge lanciò minacce (nemmeno troppo larvate) a quelle regioni refrattarie a sottomottersi al diktat comunista. Citazione pertinente e non di certo autoreferenziale.

Le minacce di Ferrero (PRC) agli elettori del Nord
Dunque tra breve non potremo nemmeno più votare per chi vogliamo noi e si sta preparendo l'invasione islamo-sovietica anche al Nord. Ce lo ha detto fuori dai denti il ministro Paolo Ferrero della cosiddetta "solidarietà sociale" di Rifondazione comunista: udite udite!
"Nelle provincie di Treviso, Bergamo e Brescia e in tutta la fascia pedemontana dove la presenza dei lavoratori migranti è molto forte e dove un partito espressamente xenofobo come la Lega raccoglie alti consensi, l'acquisizione del diritto al voto da parte degli immigrati modificherà la dialettica politica".
Cosa vuol dire tuttò ciò? Semplice: Nord stai in guardia perché abbiamo ottenuto lo ius soli e il diritto al voto da parte degli immigrati potrebbe creare pure partiti islamici che "ve la faranno pagare". A questi punti siamo arrivati! Se ne è perfino accorto Gian Antonio Stella sul Corriere, quotidiano confindustriale che sostiene il governo Prodi, il quale rimprovera Ferrero accusandolo di aperta intimidazione. E Stella non è certo vicino alla destra. Razza padana, razza bovina, dunque. Da educare per amore o per forza.
Questi intenti "pedagogici" si legano perfettamente all'idea leninista e stalinista di Stato-Padrone e dirigista, il quale crea l'uomo nuovo (o meglio, "la nuova umanità") trasferendo qua e là altri popoli alloctoni per "purificare" l'anima dei cosiddetti "autoctoni" ancora attaccati a qualcosa di rozzo e primitivo come il concetto di territorio e di cristianità.
Diffidiamo da chi accusa sempre gli altri di razzismo e xenofobia: spesso è una proiezione fantasmatica del loro stesso razzismo e della loro intolleranza. (pubblicato da Nessie il 9/8/2006).
Come si può constatare, Ferrero fa sul serio e mette in atto ora, quel che aveva già promesso mesi orsono. Metodi stalinisti, certo. Quello di contare sugli extracomunitari per attuare la reconquista di regioni ribelli che votano a destra, è del tutto simile alle pianificazioni etniche volute da Stalin ai tempi della grande "edificazione socialista sovietica".
Dall' agosto 2006 ad oggi, quanti mesi sono passati? Dieci mesi... Nei quali il ddl Amato-Ferrero è già in dirittura d' arrivo alle due camere. Dopotutto era già scritto sulle 280 pagine del programma della cosiddetta Unione durante la campagna elettorale. Ma la destra, a fronte di una legge che contempla lo stravolgimento identitario irreversibile del nostro Paese (forse mai più nostro), che diavolo fa? Si divide, tiene il low profile e mostra di non aver un fiero, strenuo e determinato progetto d' opposizione barricadera per difendere quel che resta dell'Italia. Dobbiamo proprio continuare a farci del male e a doverci sentire soli senza che nessuno ci rappresenti sul serio?



01 May 2007

Dai ghetti identitari ai partiti etnico-confessionali

Le disgrazie non vengono mai sole. Il ddl Amato-Ferrero non è ancora stato varato che già si profilano all'orizzonte, nuove sventure e nuove iatture. Sappiamo già dai quotidiani cosa ci riserverà questo nuovo disegno di legge, che se non verrà fermato non so dove ci porterà, e ne riassumiamo sinteticamente i punti:

1) Programmazione di "quote triennali" da poter aumentare in base alle necessità.
2) Liste di collocamento all'estero.
3) Sponsor e autosponsor. Quest'ultimo significa che se un immigrato mostrerà di disporre di "risorse" (paroletta magica) proprie, potrà entrare nel nostro paese a prescindere dal datore di lavoro. E senza che nessuno si sogni di indagare circa la provenienza dei denari in suo possesso.
4) Corsie preferenziali per colf e badanti.
5) Allungamento dei permessi di soggiorno.
6) Voto amministrativo (attivo e passivo) per gli immigrati con 5 anni di soggiorno in Italia.
7) Scioglimento dei CPT (centri di permanenza temporanea) riservati solo ai casi di coloro i quali si sottraranno all'identificazione.

Il disegno non è stato ancora approvato dalle due Camere che già gli immigrati in Italia si sono organizzati in un partitino politico (l'ennesimo). Quando ci sgoliamo sui nostri blog a descrivere la rovinosità del multiculturalismo, siamo profeti inascoltati. Ma ecco ora la triste realtà sotto ai nostri occhi... Un progetto di partito-enclave già approntato da mesi che aspettava solo il varo del ddl Amato-Ferrero (più Ferrero, e cioè comunista, che Amato, e cioè socialista) per uscire allo scoperto.

Nasce dunque Il Partito degli immigrati - Nuovi Italiani il cui presidente è il marocchino Mustafà Masouri e il vicepresidente è l'italiano (?) Marco Angelillo "La nostra è una formazione indipendente e siamo disposti a trattare anche col diavolo, l'importante è che ci diano i nostri diritti di immigrati" spiega il suo presidente Masouri ad Hamza Boccolini nell'articolo di giovedi 26 aprile u.s. apparso su Libero. Dunque ciò vuole dire che non basteranno nemmeno i benefits e i diritti (pur numerosi) già contemplati dal ddl in oggetto, ma che costoro chiederanno addirittura di poter essere rappresentati da partiti etnico-confessionali, da essi stessi composti. Hanno già un loro sito internet e una delle loro esponenti della comunità marocchina, si era candidata alla Camera lo scorso anno con la lista Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma senza successo. Ecco che allora ci riprovano "in proprio". E c'è di più...

E' perfino imminente una conferenza-stampa dove esporanno il loro programma di partito-immigrati, il cui logo è un globo con quattro sagome di uomini (nero, giallo, rosso, rosa) che fanno il girotondo intorno al mondo, tenendosi per mano. Così assistiamo al paradosso tutto italiota, che mentre negli altri paesi dell'Ue si sta facendo macchina-indietro dopo gli evidenti fallimenti della società multiculturale (si veda in Olanda, in Danimarca, nella Francia delle banlieues in fiamme, nella Germania coi suoi conflitti con la comunità turca), noi, in virtù di questo governo, spalanchiamo porte, portoni e finestre a quei cosiddetti "nuovi italiani" che non si sognano minimamente di integrarsi ma che al contrario, ora puntano a passare dai ghetti etnici dei rioni delle nostre città, alla nascita dei partiti-ghetto a carattere etnico-confessionale. Peggio di così...si muore. E infatti andiamo incontro alla disfatta del nostro Occidente. In nome della democrazia-feticcio, perderemo ogni democrazia sostanziale. In nome dell'utopico fantasma della libertà, perderemo ogni libertà di fatto. Gli esempi catastrofici sotto ai nostri occhi non mancano: sappiamo dei fenomeni di balcanizzazione del periodo dopo Tito e del conflitto nel Kosovo. E sappiamo pure in Libano che succede coi partiti etnico-confessionali: la cosiddetta libanizzazione - quella che si vuole importare anche da noi. Senza contare i cattivi esempi dati ad altre comunità. Avremo, di questo passo, il partito "cinese" dei cinesi? o il partito romeno dei romeni e così via?
Povera Patria nostra, sempre più NO MAN'S LAND.