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13 November 2025

Valditara indietro tutta (e un po' a sinistra)




E così pure Valditara, il ministro dell'Istruzione in quota Lega, è caduto nel trappolone della sinistra. Bastava applicare il Vangelo (sia la vostra risposta sì, si o no no; il di più appartiene al demonio)  per rimanere indenni dalle trappole. E un po' di zolfo, con l'emendamento del provvedimento in commissione Cultura che fa macchina indietro sull'educazione sessuale, in effetti c'è stato. Perché fare entrare,  "l'educazione affettiva", abile camuffamento semantico della parola "sessuale", nei programmi scolastici delle materie di studio? Ma soprattutto, perché bisogna insegnarlo perfino alle medie inferiori ai ragazzini di 11-12 anni, a patto che ci sia il "consenso informato e preventivo" dei genitori? Una vera e propria finestra di Overton per arrivare indottrinare financo i bambini delle elementari. E difatti si è  già fatto avanti Gino Cecchettin,  padre della povera Giulia uccisa da Turetta, il quale avrebbe dichiarato che i corsi sulla cosiddetta affettività andrebbero fatti ad ogni età e per ogni ordine di scuola, allo scopo di sradicare il "patriarcato". 
Mi sembra già di vedere il film: faide fra genitori progressisti e di sinistra favorevoli all'educazione sessuale precoce, contro faide fra genitori di destra più conservatori, e per questo, magari additati al pubblico ludibrio come "reazionari, parrucconi, fascisti".
"Non bastava la pletora di insegnanti di sostegno che affollano le classi, le scissioni continue nella scolaresca per riconoscere diversità d'ogni tipo; ora dividiamo pure i ragazzini tra figli di bigotti e figli di permissivi", sostiene Veneziani.
Già. Ne sa qualcosa chi, come la sottoscritta, ha lavorato nella scuola, sempre più ridotta a fare da vetrina e da collettore di tutto quanto di peggio già imperversa nella società. C'è la droga? Parliamone a scuola. C'è la guerra? Parliamone a scuola. C'è la violenza sulle donne, le baby gang, gli stupri? Parliamone a scuola...
E allora ecco attivarsi le solite beghine della sagrestia rossa con l'Educazione alla Pace, l'educazione all'inclusione, l'educazione ai buoni sentimenti, l'educazione contro i discorsi d'Odio, l'educazione per questo, la contro-educazione per quello. La scuola non funziona da tempo perché rincorre affannosamente la società ("il Sociale" - lo chiamano i compagnucci) invece di difendersi, dai suoi guasti e dalle sue continue aggressioni, e di costituire tra le sue mura, un luogo di pacata riflessione, di studio, di capacità di stare insieme, di rispetto dei reciproci ruoli, di salvaguardia e di applicazione degli strumenti critici e conoscitivi. In tutti questi anni  non ha fatto che inzavorrare e assorbire nei propri programmi  sempre più  bulimici (i curricula) la banalità malefica dei media, degli organismi sovranazionali e delle loro subdole agende che s' insinuano magari sotto forma di circolari ministeriali. Per non dire delle ideologie che tarpano le ali alla vera conoscenza. Sì, ma allora sorge spontanea una domanda:  quando si studia per davvero? Quand' è che si fa astrazione dalle cattive sirene? Quand'è che si mettono i tappi alle orecchie come i compagni di Ulisse e magari si rema, si naviga nel Mare Magno dei veri saperi? E' un'avventura esaltante che nessuno sa più intraprendere da tempo.
Tra i brutti incubi che affollano la mia mente, dopo questo cedimento del governo all'educazione affettiva o sessuo-affettiva come da eufemismi da rimpiattino, c'è la nascita di un bel Collettivo (rosso) Genitori Democratici. Me li  vedo già davanti, lì a pontificare occupando le casematte gramsciane; gli unici auto-accreditati a difendere "il diritto allo studio", il diritto all'inclusione, la sessualità quale "diritto umano", il credere che basti fare un po' di lezioncine sul sesso per illudersi di contrastare la violenza sulle donne.  Dulcis in fundo, naturalmente, ad ergersi quale baluardo granitico a difesa della Costituzione antifascista.



Valditara ha avuto paura di differenziarsi troppo da quelle stesse forze politiche che lo hanno aggredito ieri in un Parlamento fatto di urla, insulti e vociacce come al  mercato del pesce, nel timore di sembrare antiquato, retrogrado, chiuso e antimoderno. Sono spiacente, ma non concordo con l'ottimismo di Massimo Gandolfini del Family Day che oggi trionfalmente sulla Verità parla di  quasi svolta storica. Non trovo che sia una svolta storica, far togliere le castagne bollenti ai genitori mediante un semplice "consenso informato" creando inevitabilmente altre divisioni nelle divisioni. Personalmente, avrei voluto una maggior determinazione nel vietare derive ideologiche ed eventuali genderismi in agguato.


Un'ultima battuta-sberleffo l' ha detta un commentatore sul blog di Gioia Locati (Il Giornale) a proposito della Sanità, ma si potrebbe estendere ed applicare tranquillamente anche alla Scuola e ad altri settori ministeriali. 
"Questo governo si differenzia dai quelli ad istigazione PD, per 10 piccole differenze...trovatele! sulla Settimana enigmistica".
Appunto! Un promemoria da tenere a mente: in politica chi non si distingue, si estingue.

San Diego

20 comments:

Anonymous said...

In buona sostanza si tratta di gente priva di coraggio e incapace di assumere posizioni culturalmente ed eticamente corrette. E la Lega lo ha dimostrato già anche durante la "pandemia". Alla fine ha ragione il commentatore del forum Locati. Le differenze tra governo e sinistra sono minime. E occorre aguzzare la vista nel trovarle proprio come nel giochino dell'Enigmistica
Astolfo

Nessie said...

Che nick ariostesco! Astolfo sulla luna :-). Sì è così, la Lega oscilla e tentenna sulla paura di non venire accettata da tutti se si differenzia troppo dalle posizioni della sinistra sulla scuola, temendo di passare per parruccona. E questo non la rende credibile né in buona fede. Questo a casa mia si chiama OPPORTUNISMO. E, come ricordi, lo si era già visto chiaramente ai tempi del confinamento del "virus". Il bla-bla-bla e il quaquaraquà non costa niente. Ma poi sono i fatti che parlano.

14/11

Anonymous said...

Precisamente cosi' Nessie, la scuola deve essere un luogo di serena riflessione, di studio serio, di rispetto reciproco, di dialogo e di ricerca. L'avevano capito i miei alunni del Liceo quando alla domanda: "Volete che sia introdotta l'educazione sessuale a scuola.?"
Mi risposero cosi':"Per carita', qualcosa potremo decidere da soli, non tutto si puo' insegnare.Dobbiamo vivere! Rosaspina

Nessie said...

"Per carita', qualcosa potremo decidere da soli, non tutto si puo' insegnare..."

Mi pare, questa dei tuoi alunni, una risposta molto saggia che dovrebbe provenire, innanzitutto dagli adulti. Insomma, c'è da imparare da queste parole. La sessualità è un ambito privato che non deve e non può diventare "materia di Stato", cara Rosaspina. A meno che non si voglia uno stato sovietico o un regime da 1984 (in parte lo è già), dove tutto viene spiato dal buco della serratura. Le élite cercano sempre di imporre l'uniformità sessuale, quale nuova arma della manipolazione globale.
14/11

Jacopo Foscari said...

La scuola oggi, anche grazie a genitori sempre più incapaci e madri sempre più isteriche e invadenti è diventata un parcheggio. Non è più il luogo dell'istruzione dei figli, ma un parcheggio dove piazzare i pargoli per 13 anni e un surrogato di tutto ciò che genitori incapaci non sanno più fare. Ovviamente di didattica non se ne parla nemmeno e se per puro caso il pargoletto avesse anche un solo 5 ecco pronto il Piano Didattico Personalizzato per la dislessia che da rarità è diventata pandemia. E se proprio non si trova un medico compiacente che certifica la dislessia non importa, è pronto il Piano Didattico Personalizzato per non meglio specificati "Bisogni Educativi Speciali" così il pargoletto viene promosso anche se semi analfabeta e la mammina è contenta e non deve rovinarsi le vacanze per far recuperare il somaro. E vissero tutti felici e contenti: l'alunno non più somaro ma incompreso, le mammine che non devono più pagare le ripetizioni e i docenti che non si beccano più denunce per le bocciature. Abbiamo così torme di analfabeti e incapaci di far di conto, ma con tante educazioni alla chicchessia.

PS

I docenti ovviamente si legnano di tutto ciò, ma, in ossequio all'italiano "tengo famiglia" si adeguano perché l'importante è il posto fisso di zaloniana memoria

Nessie said...

Hai tracciato un quadretto davvero sconfortante, ancorché veritiero, caro Jacopo. Quanto ai genitori, purtroppo non hanno nemmeno più la maturità di capire che se criticano gli insegnanti perché non hanno saputo capire i loro marmocchi, ricorrendo magari al TAR per una bocciatura che ritengono "ingiusta", andrà fatalmente a finire che questi non rispetteranno né loro (i genitori) né i docenti. E difatti è così che funziona. Una scheda di valutazione, o un voto che ritengono immeritato costituisce una "ferita narcisistica" quasi più per loro che per i loro cari figlioletti. Figuriamoci che gioventù può venire avanti con simili presupposti!
Quanto all'educazione sessuale contrabbandata dalla sinistra come l'antidoto contro i "femminicidi", va ricordato che laddove si pratica (specie nelle scuole dei paesi scandinavi) , c'è il più alto tasso degli omicidi contro le donne.
Quindi questa è la dimostrazione pratica che detta neo-materia, non è affatto la panacea.
15/11

Jacopo Foscari said...

Sui paesi scandinavi vanno dette due cose che la sinistra tace per ovvie ragioni. I motivi del boom di violenze sessuali in Scandinavia negli ultimi vent'anni è dovuto essenzialmente a due ragioni

1-L'importazione di masse afro-arabe che compongono la quasi totalità dei denunciati per stupro e molestie in quelle lande. Non son mica i vichinghi che son tornati bruti e rozzi come ai tempi delle razzie, anzi oggi sono talmente femminilizzati che fan quasi pena e, per l'appunto, arrivano quelli che fanno i lavori che i locali non fanno più, come per l'appunto l'abuso sessuale.

2-Le Erinni femministe in quelle lande hanno imposto un'agenda legislativa in materia di abusi sessuali da totalitarismo femminista. Praticamente si può denunciare un uomo per stupro e l'onere della prova spetta al malcapitato, mica all'accusatrice. In quelle lande alla prima baruffa con moglie o fidanzata un uomo deve cercarsi un avvocato e ad ogni incontro intimo è bene che assista una telecamera perché basta una parola detta male e si ritrova rovinato

Detto questo l'educazione sessuale e sentimentale esiste da che esiste la scuola rispettivamente nei programmi di biologia e letteratura. Quel che vuol fare il PD è indottrinamento arcobaleno. Detto questo le mammine isteriche che strepitano, giustamente, contro le idiozie arcobaleno piddine sono però le stesse che poi le vedi regalare lo smartphone al pargoletto in prima elementare, smartphone con cui il pargoletto vedrà quel che possiamo facilmente immaginare. Insomma qui il più pulito c'ha la rogna tra insegnanti che si dividono tra imbelli e ideologizzati e genitori negligenti, sinistra che riduce le scuole a diplomificio in nome dell'inclusione e destra che fa lo stesso in nome della "competitività" (la scuola azienda di Berlusconi, Moratti e Gelmini ha fatto forse anche peggio dei piddini)

Nessie said...

C'è una terza ragione oltre alle due che hai elencato, sui cosiddetti "femminicidi" (io preferisco chiamarle uccisione di donne, dato che è un neologismo imposto dall'ONU):
3) il tasso di alcolismo. Da quelle parti, si beve e si beve forte. E c'è pure la liberalizzazione delle droghe. Ovvio che poi ci scappi la rissa fuori controllo, la violenza gratuita che sovente può sfociare nel fattaccio di cronaca nera.
Se bastassero i pannicelli caldi di un po' di educazione sessuale, per evitare tutto ciò...

15/11

Alessandra said...

Guarda caso, l'educazione sessuale in Svezia è obbligatoria dal 1955, seguita a cinque anni di distanza dalla Norvegia, mentre negli altri due Paesi scandinavi, la Danimarca e la Finlandia, è stata introdotta nel 1970. Nel 2020 è arrivata in Spagna.
Detto questo, il "consenso informato" per i genitori suona come una truffa visto che nel frattempo sono stati organizzati corsi di "educazione all'affettività" rivolti a dirigenti scolastici, educatori e insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado. Uno di questi si terrà alla Milano Bicocca, ma non è che uno di numerosi esempi.
Già immagino la gogna riservata a quei genitori che non vorranno far frequentare ai loro figli lezioni che promettono di fornire strumenti teorici e operativi per contrastare stereotipi di genere, prevenire la violenza e sostenere la crescita affettiva e relazionale di bambini, bambine e adolescenti.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/10/educazione-sessuoaffettiva-scuole-italia-inadempiente-ricerca-notizie/8191109/

Nessie: Ne sa qualcosa chi, come la sottoscritta, ha lavorato nella scuola, sempre più ridotta a fare da vetrina e da collettore di tutto quanto di peggio già imperversa nella società. C'è la droga? Parliamone a scuola. C'è la guerra? Parliamone a scuola. C'è la violenza sulle donne, le baby gang, gli stupri? Parliamone a scuola…

Quanto è vero. Alle medie e alle superiori, si usava l'ora di religione per parlare di temi sociali e di attualità, e a volte anche quella di italiano o storia. Ci facevano portare a scuola articoli e scrivere dei temi a riguardo. E persino le lezioni di catechismo, se non venivano tenute dal prete, diventavano ore di "discussione di fatti di attualità" con le "educatrici", con tanto di cartelloni. Per forza non avevo mai voglia di andarci!

(15/11)

Nessie said...

" Per forza non avevo mai voglia di andarci!" In fin dei conti, da quanto racconti della tua esperienza, la scuola è diventata sempre più SQUOLA, proprio a causa di quell'ansia di rincorrere la cosiddetta attualità sociale. Quest'ultimo, l'aggettivo preferito della sinistra che rivendicava fin da tempi memorabili (il '68 e anche prima) la "calata nel sociale". Con ciò, non voglio dire che deve diventare un'abbazia da Hora et labora, ma neanche una rassegna-stampa di tutto quel che c'è nei notiziari. A parte il fatto che si può benissimo svecchiare e attualizzare le lezioni facendo raffronti fra situazioni passate e quelle presenti della Storia, ad esempio.
Senza citare le lotte sessantottine inveterate per abolire i libri di testo e la cosiddetta "cultura borghese" in favore di ricerche fai-da-te. Purtroppo mi accorgo che quando intervistano studenti, questi non fanno che rimacinare i fondi del caffè del '68, convinti di dire cose molto innovative e originali.
Quel '68 che è stravecchio di quasi 50 anni, ma che sembra non passare mai di moda. Susanna Tamaro nella sua intervista di ieri alla Verità, lo chiama "percolato tossico".
Ho letto l'articolo de Il fatto che mi hai linkato. Come al solito, la sinistra commette l'errore di fondo del "così fan tutti" ( in questo caso,l'educazione sessuale) pertanto è una vergogna nazionale se non facciamo altrettanto anche noi. Che palle!
Valditara, senza rendersene conto, con la faccenda del "consenso informato" ha dato loro un contentino.
Ma loro se la sono presa a morte linciandolo (lo hanno accusato addirittura di favorire il "femminicidio"), perché avrebbero voluto il tutto e subito. Come è nel loro immutato DNA.
16/11

Nessie said...

PS: Ho messo una H in più nel motto benedettino di "Ora et labora". Me ne scuso.

Anonymous said...

Con tutto quello che non funzione nelle scuole (edifici pericolanti e non messi a norma, mancanza di attrezzature e sussidi, alunni che si portano da casa la carta igienica) i nostri stupidi politici non hanno niente di meglio da inventare che l'educazione affettiva, un cavallo di Troia di quella sessuale?
Senza contare che la scuola non è l'unico settore disfunzionante. Penso a ospedali e sanità, trasporti, alla giustizia, e chi più ne ha più ne metta.
Fabio

Jacopo Foscari said...

L'uso di alcol da quelle parti è una piaga da sempre, per ovvie ragioni. La vendita di alcolici è estremamente regolamentata nei paesi scandinavi, solo che i "nuovi scandinavi" sbevazzano alla grande, in barba al Corano, e gli effetti si vedono. Sulla droga credo tu ti confonda con i Paesi Bassi, che hanno legalizzato la cannabis. Gli scandinavi invece sono proibizionisti anche su quello, solo che il proibizionismo funziona con gli autoctoni, per nulla con i "nuovi svedesi" che infatti ne controllano produzione e distribuzione. Il governo svedese anni fa tentava in tutti i modi di nascondere la realtà sulle statistiche sulla criminalità, alla fine si sono dovuti arrendere e mi pare che circa l'80-90% dei denunciati per stupro sono diversamente pigmentati. Insomma, gratta gratta sempre lì si finisce.

Nessie said...

Jacopo, ne ho visti anche qui da noi di arabi che sbevazzano in barba al Corano. E certamente per la sicurezza delle donne, la nuove risorse di Svezia hanno il testosterone che viaggia a mille. Il problema è che la stampaglia ragiona sempre con la faccenda della residenza-cittadinanza: svedesi e norvegesi di nome Mohamed.
16/11

Nessie said...

Sono d'accordo Fabio. Edifici malsani e non sicuri che alle prime frane e scosse telluriche vengono giù come birilli. Carta igienica portata da casa, tanto per fare esempi tra i più eclatanti. Ma in compenso, educazione affettiva cavallo di Troia di quella sessuale, e quest'ultima, cavallo di Troia del gender. Di cavallo, in cavallo :-)

16/11

Alessandra said...

Figurati Nessie, può capitare. :-)
Per fortuna al triennio alle superiori ho avuto un professore che, quando c'era l'opportunità, faceva raffronti tra avvenimenti del passato e quelli dei nostri giorni, e questo ci dava l'idea di come sia vero che la storia è maestra di vita, ahimè spesso, per non dire sempre, inascoltata.
Gli studenti di oggi sono allievi di insegnanti che hanno avuto a loro volta insegnanti cresciuti a pane e Sessantotto, e che sono andati in pensione da pochi anni. Non mi stupisce che ripetano gli stessi concetti, senza spirito critico.
La definizione di Susanna Tamaro è azzeccata: e proprio come il percolato, anche il Sessantotto va raccolto, trattato - ovvero, passato al vaglio critico - e poi smaltito. Credo sia l'unico modo per estirparne l'ideologia, ma non vedo intenzione di affrontare questa impresa, anzi.
Quando crolla un edificio o accade qualche tragedia, le varie amministrazioni si rimpallano le responsabilità in un eterno, inconcludente scaricabarile per cui alla fine si adottano al massimo provvedimenti deboli e inefficaci che non risolvono il problema, ma intanto permettono loro di dire "abbiamo fatto qualcosa".

(16/11)

Nessie said...

Senza contare, Ale, che alla prima avvisaglia di maltempo (e ora siamo nella stagione delle piogge e degli eventi atmosferici critici) fioccano le allerte col codice giallo, arancione, rosso, e con queste, il vizio di tenere gli alunni a casa da scuola. Il problema è per l'appunto la fragilità dell'edilizia scolastica. Coi codici si mettono al riparo la coscienza in caso di disastri.
Avevo una parente veneta (cugina di mio marito) che insegnava in un paesino di montagna del Bellunese, la quale d'inverno, arrivava a scuola con la legna per la stufa, insieme agli alunni. E allora c'erano inverni rigidi con tanto di neve, di quelli che oggi sono solo un ricordo. Non dico che bisogna ridursi a fare simili sacrifici, pur di andare a scuola, ma se ben ricordi il periodaccio pandemico, questi alunni li hanno tenuti a lungo, lontani dalle lezioni, con le aule virtuali e le famigerate lezioni "da remoto".

Insomma, tutto questo per dire che di cose di sostanza ce n'è da fare un mucchio, ma preferiscono soffermarsi sulle pinzillacchere dell'educazione sessuo-affettiva e di "nuove figure professionali" (le chiamano così) da inserire nell'organico. Cioè, sessuologi e psicologi ciarlatani.
16/11

Anonymous said...

Se proprio c'è da inserire materie nuove, io sarei per l'educazione alimentare. I giovani sono degli inghiottitori di cibo spazzatura e di porcherie di ogni tipo e pare che questa sia la causa principale dei tumori al pancreas che si contraggano fin dalla giovane età. Ma in quel caso, se ne guardano bene di parlare di questo nelle scuole, perché andrebbe a interferire con gli interessi delle grande multinazionali. Ho visto in proposito un bel video del prof. Mariano Bizzarri.
Fabio
Fabio

Anonymous said...

https://www.radioradio.it/2025/11/appello-di-bizzarri-educazione-alimentare/

Fabio

Nessie said...

Bizzarri ha ragioni da vendere. Le malattie della nostra epoca sono quasi tutte legate alla pessima alimentazione. E non ci sarebbe nemmeno bisogno di inventarsi una materia nuova, perché questa della corretta alimentazione rientrerebbe nelle Scienze. Ma qui, lotta dura senza paura contro le multinazionali dell'agro-alimentare, che sono tante. E dispongono di apparati pubblicitari su larga scala. Distribuire pessimo cibo frutta e fare pubblicità a cibi spazzatura, pure. Frutta all'industria chimico. farmaceutica, innanzitutto. Pensiamo solo a quanti farmaci ci sono sul mercato per disturbi allo stomaco, al fegato, all'intestino, ai reni ecc.
17/11