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20 November 2025

Ne inventano una al giorno: multare chi non vota







Sono rimasta allibita nel leggere un pezzo dell'editoriale del direttore de "La Stampa" Andrea Malaguti. A dire il vero non leggo mai il gioiellino editoriale della famiglia Agnelli-Elkann. L'ho appreso per via indiretta su La Verità da un fondo di Belpietro del 17 u.s. E sono rimasta così sbalordita che mi sono sentita in dovere di verificare se la notizia fosse stata gonfiata ad arte o se fosse vera. Ebbene sì, è vera. Sentite cosa dice Malaguti:


"Penso che dovremmo votare tutti. Obbligatoriamente. Per legge. C’è un’elezione? Si va. Per forza. Chi sta a casa paga (provocazione). Chi non va alle urne fa un danno alla collettività. Dunque, bisogna impegnarsi assieme prima che il sistema ci sfugga definitivamente di mano. In attesa che si riformi la cultura della partecipazione, agiamo su una forzatura. Non vediamo più gli elefanti nella stanza delle nostre vite. Due su tutti: il calo demografico e il tumultuoso e sregolato trionfo dell’intelligenza artificiale. Temi scomparsi dall’agenda politica, tra una discussione sui centri in Albania e un’altra sulla patrimoniale. [...] " L'editoriale del direttore Andrea Malaguti di 4 gg fa.


Ebbene dopo aver tentato di estorcerci forzosamente il consenso alle vaccinazioni con una multa illegale, illegittima e pertanto non dovuta, ora ci riprovano col voto e lo scrivono pure senza inibizioni: "agiamo su una forzatura". I miei nonni mi raccontavano da bambina che durante il ventennio fascista, chi non votava veniva prelevato a domicilio e trascinato alle urne, non prima di venire "purgato". Si riempiono ogni due per tre, la bocca sulla sacra parabola dell'"Antifascismo", ma poi sarebbero pronti a usare gli stessi metodi squadristi delle camicie nere. Lo sa o no, tutto questo Malaguti? Ma si che lo sa! E magari sarebbe pure pronto a dichiarare che in questo caso,  è per il "bene della democrazia", dell'Italia,  che è per non fare un "danno alla collettività",  proprio come dicevano questi signori ai tempi del virus. Basta ricordare il sepolcrale motto di Draghi: "Chi non si vaccina si ammala, muore". E fa morire. E vengo alle ragioni che il direttore della Stampa non è capace di vedere, nel sempre crescente fenomeno dell' astensionismo, fenomeno che non riguarda solo il nostro Paese. 
Chi non vota non è un terrorista né un attentatore della democrazia né un anarchico alla Bresci, ma manifesta una posizione di protesta nei confronti di chi non rispetta gli Italiani, a partire dal mandato elettorale. Troppe volte il voto è stato scippato e portato su un binario morto. Lo fu nel 1994 allorché gli Italiani votarono per Berlusconi, ma l'allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro usò Bossi per far cadere un governo legittimamente eletto, per far largo al banchiere Lamberto Dini. Lo fu nel 2011 quando per mano delle manovre del presidente Napolitano in accordo coi circoli bancari europei (la letterina di Trichet e di Draghi della Bce) si inventarono il pretesto dello spread per far sloggiare il Cavaliere, mettendo Mario Monti e altri androidi di Bruxelles, al posto suo. Lo fu quando alla caduta di Conte che ci aveva torchiato ben bene con i confinamenti e i Dpcm, è venuta meno la fiducia. 
Sergio Mattarella invece di restituire la parola agli elettori, ha creduto opportuno di imporci Mario Draghi in veste di Grande Vaccinatore. Perciò chi se ne sta a casetta propria e non mette la scheda nell'urna, lo fa per protesta, e ha tutto il diritto di farlo. E se la Costituzione dichiara che il popolo è sovrano, ci spieghino perché di volta in volta, il voto viene impedito, vanificato e dirottato altrove. Perché, di volta in volta, c'è lo zampino di qualche presidente della repubblica, del "vincolo esterno" della Ue, dei parametri di Maastricht, dei banchieri centrali, dello spread, delle varie "emergenze" create per l'uopo. Ovvero, per la sospensione della democrazia elettorale. 
 
Non vi è bastata la figuraccia di palta che avete fatto cercando di multare chi non si vaccina? 
La Madre di tutti i problemi non è multare chi non va a votare, ma saper rispettare gli elettori che in passato avranno pure votato, ma che constatano che il loro voto disattende le loro aspettative, a causa di "vincoli esterni",  di cessioni di sovranità, e di camarille e intrighi interni, di magistrati che impediscono l'attuazioni di  quelle leggi che i cittadini ritengono giuste. In Usa, tra l'altro, quasi da sempre vota solo una minoranza. Anche alle ultime elezioni gli elettori sono stati appena più di 150 milioni su 325 milioni di cittadini residenti. E allora da quelle parti che hanno fatto? Multe per tutti i non votanti? 
Non è neanche costituzionale pensare a una simile forzosa soluzione. Infatti l'articolo 48 della Costituzione parla di "dovere civico" e di "diritto" che non può venir in alcun modo limitato. ( Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico). Ma non sancisce che è un obbligo.
 
I pennivendoli se lo leggano e rileggano, l'art 48,  prima di scrivere simili scempiaggini. Certo che devono essere proprio alla frutta i poteri marci e i loro megafoni per fare simili proposte di  coartare i reticenti e i renitenti al voto, per mezzo delle multe!
Una scommessa? Se dovessero adottare un simile provvedimento, sono quasi certa che l'astensione crescerebbe ancora di più.  

San Ottavio




22 comments:

BuFo said...

Io dico che "Chi non va alle urne fa un danno alla collettività", come dice il tizio, è, con palmare evidenza, una falsità figlia di quella sorta di (in)coscienza collettiva - o correttiva - in cui ci hanno immerso. Ma questo è un discorso un po' lungo. Il punto è che chi non va a votare, semmai, fa un danno a sé stesso in quanto: "testa che non parla si chiama cucuzza", che poi, se va a votare, mica è detto che voti *bene* e quindi apporti il suo contributo al miglioramento della società, qualsiasi cosa siano 'sto miglioramento e 'sta società. Che poi, in tempi in cui il danno a sé stessi è un'attività diffusa come il kessler sui maccheroni non è che ci si possa sorprendere più di tanto…

Jacopo Foscari said...

Mi obbligano a votare? E io annullo la scheda mandandoli a quel paese

Anonymous said...

Pazzesco davvero! Con tutte le votazioni del popolo sovrano di cui non hanno tenuto conto,( e tu Nessie ne hai fatto un inventario perfetto )ora si inventano che non si puo' non votare, e' contro la democrazia! Ci hanno obbligati al vaccino, ora vogliono obbligarci a votare, hanno una faccia di palta! E vogliono pure multare chi non vota.Il mondo si e' davvero capovolto: dovremmo essere noi cittadini a obbligare i politici a fare le cose per cui li abbiamo votati e che ci avevano promesso! Invece tutto va in una sola direzione, non certo quella voluta dal popolo ( se questa parola ha ancora cittadinanza nel nostro mondo). Rosaspina

Nessie said...

BuFo, oramai viviamo in piena tirannide. E la Pandetruffa (che molti hanno già dimenticato) ne è stata una dimostrazione palese. L'obbligo di voto è un po' come dire che ti devi abituare a votare per chi ti opprime. Certo, per ora mandano avanti qualche pennivendolo a minacciare. Ma dietro ci stanno sempre gli stessi.
20/11

Nessie said...

Ci sono vari sistemi per mandarli a quel paese, Jacopo. Una volta c'è stato un cittadino che in mezzo alla scheda ha messo una fetta di salame sottile con la scritta: "Mangiatevi anche questa". Ma io credo che questa stronzata della multa (non ho altri termini per definirla) non oseranno farla, per non cadere nel ridicolo.
20/11

Nessie said...

Rosaspina, dopo aver eroso la democrazia in mille modi fino a trasformarla in una ciofeca oligarchica, vorrebbero pure coartare i cittadini all'obbligo di voto.
Dall'obbligo di offrire il braccio alla Patria, all'obbligo di accettare i loro venefici intrugli. Basta così!
20/11

Anonymous said...

La verità è che sulla faccenda del voto, se la girano e se la rigirano in modo truffaldino a seconda della loro sporca convenienza. Vi ricordate quando c'era la proposta "sinistra" di far votare gli extra-comunitari anche se non erano residenti e magari non possedevano documenti di riconoscimento? Il tutto, pur di fare mucchio e di guadagnare consensi.
Raffaele

Cangrande said...

Il rifiutarsi di partecipare al voto (scheda bianca o nulla è invece esattamente come andare a votare) è un atto POLITICO.

Di rifiuto totale (almeno per me) di questo stato massonico nato negli anni 1861/1866/1870, con compimento nel 1918. Con una breve cesura col Fascismo, quello dal 1942 al 1945.

Questo sistema è il NEMICO e si è svelato con le vere decisioni imposte dalla "cupola" trans-nazionale: distruzione dell'economia, impoverimento programmato, invasione di colorati fannulloni, decremento imposto, coi fatti, della natalità dei veri italiani, falsa epidemia con campagna "vaccinale" per ammalare/ammazzare il popolo, guerre per procura, come in Iraq, Afghanistan, Ucraina, Jugoslavia.

Anche se animato inizialmente di buone intenzioni, chi entra nel meccanismo della "politica" italiana, ne viene fagocitato, cooptato, blandito, ammaliato e comprato.

L'anno scorso, esempio, ho visitato una mostra che si teneva a palazzo Ferro-Fini, Venezia, sede del consiglio regionale del Veneto, sul Canal grande.
Ho capito ancora di più di quello che avevo già capito... Una cosa difficilmente immaginabile per chi non vede, anche se per poche ore.
Chi entra "sano" (già improbabile...), si corrompe. Come accaduto per i pagliacci dei 5Stelle a Roma.

Se sempre più gente si rifiutera di partecipare alle elezioni (che, ricordo, spessissimo sono truccate/manipolate, tra l'altro), prima o poi il sistema imploderà di sicuro.
Molto probabilmente non lo vedrà questa generazione.
Ma, per me, fondamentale è non esserne complice.


Nessie said...

@Raffaele "a seconda della loro sporca convenienza".

E' certamente così. Sul voto si sono fatte le peggiori speculazioni, pur di barare. Basta pensare al "voto postale" in Usa. E al voto degli italiani all'estero. Pensiamo un po' quando useranno i metodi elettronici e digitali che brogli ci saranno!!
C'è stata la proposta di eliminare il "suffragio universale" perché secondo la gauche au caviar, non tutti sono "meritevoli" di poter votare.
Si cerca di bloccare il voto o di sospenderlo come è avvenuto durante il golpe tecno-finanziario del 2011-2012. Si è bloccato il voto dopo la sfiducia a Giuseppi nominando Mario Draghi, e così via. Ecco perché non dobbiamo farci condizionare e imparare a ragionare col nostro cervello. Prima ce lo tolgono, poi vogliono farci votare per mezzo del ricatto e della repressione.
20/11

Nessie said...

Cangrande, "ho visitato una mostra che si teneva a palazzo Ferro-Fini, Venezia, sede del consiglio regionale del Veneto, sul Canal grande". Che tipo di mostra era? PIttura? Mostra fotografica?
Sono d'accordo sul fatto che astenersi e starsene a casa è una presa di posizione POLITICA. E che pertanto merita rispetto. Se anche dovessero rifilarmi una multa (ipotesi peregrina) a votare non ci andrei. Non prima però di aver impugnato il provvedimento del tutto anticostituzionale, come del resto ho già fatto con la multa di 100 euro che non ho mai pagato.
Penso che se non ci sarà una vera rinascita spirituale ed etica, l'astensione crescerà e che forse ne godremo anche i frutti.
20/11

Cangrande said...

@ Nessie - 11.48 p.m.

Era una mostra fotografica, molto interessante, sul Grand Hotel Venezia, poi sede del consiglio regionale.

Link sulla mostra:

https://www.consiglioveneto.it/web/crv/dettaglio?id=69773792&type=comunicato&tab=0&pageTitle=Comunicati%20stampa

Nessie said...

Grazie, dev'essere stata interessantissima. Io a Venezia mi recavo spesso al Museo Correr a vedere le mostre di pittura. Ora è un pezzo che non ci metto piede, praticamente da quando hanno introdotto il numero chiuso e altre menate.
21/11

Anonymous said...

L' Europa è impazzita , in Italia vorrebbero multarti se non vai a votare, in Romania vanno votare ma non accettano il voto del candidato che ha vinto perchè non è gradito dall' establihsment , in Francia la Le Pen potrebbe essere impedita a candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027, la Slovacchia è stata presa di mira dall'intera U.E perchè ha vinto un partito filo "nazionalista".

Cangrande said...

Il numero chiuso lo eviti benissimo.
È una finestra di Overton, dettata da "loro".
Se non l'hai mai visto, vai al museo Fortuny.
E per vedere la città dall'alto, evitare assolutamente il campanile di San Marco, caro, pieno di gente e meno bello di quello di San Giorgio.
Inoltre, appena restaurate, la chiesa dei Gesuiti, con un Barocco stupefacente e san Sebastiano, il gioiello del mio compaesano di quartiere, Paolo Veronese, dove anche è sepolto.

Nessie said...

Grazie Cangrande, poi mi dirai come si evitano pass e numeri chiusi. Venezia è un gioiello che non si finisce mai di scoprire.
21/11

Nessie said...

Anonimo (è gradito un nick), lo abbiamo appena scritto che del voto e del suo uso ne stanno facendo carne di porco. E giustamente tu ci aggiungi anche gli esempi della Romania e della Slovacchia. Non ultimo, anche quello della stessa Le Pen che viene indagata al fine di non potersi più candidare.
Quando fa comodo a Lorsignori, sospendono le elezioni o addirittura le invalidano. Quando poi la gente si rifiuta di andare a votare, fanno proposte oscene come quelle di Malaguti sulle multe.
Comunque la si rigiri, oggi le elezioni rappresentano una truffa: te le concedono solo quando sanno già chi andrà su. Senza dimenticare gli esempi dell'Irlanda e dei referendum sempre invalidati quando il risultato non era loro gradito.
21/1

Anonymous said...

E non è ancora finita. Anche oggi c'è lo zampino del Quirinale col nuovo Garofani-gate. Sì perché mettere un responsabile alla difesa del presidente, come Francesco Saverio Garofani del Pd che parla apertamente di "scossone" per fare sloggiare l'inquilina di palazzo Chigi significa che la stagione delle congiure di palazzaccio non è ancora finita. Intendiamoci, io non ho votato non voto e non voterò la Meloni. Più semplicemente, non voto. Ma buttarla giù con sleali "scossoni" è roba da intrighi dei Borgia. Mattarella fa la mummia silente.
Fabio

Alessandra said...

Nessie, il tuo articolo è una risposta magistrale alla cag... pazzesca caldeggiata da Malaguti, il quale insinua che l'inettitudine dell'attuale classe politica sarebbe la conseguenza della sempre minore partecipazione al voto, mentre ne è in realtà la causa.
I programmi elettorali dei vari partiti sono pieni di promesse e progetti che si impegnano, sempre più a parole e sempre meno nei fatti, a realizzare anche per chi non li vota.
E dopo decenni di questa solfa, è logico che la gente si stufi di partecipare a una farsa.

​(21/11)

Nessie said...

Fabio, l'Uomo del Colle fa sempre la "mummia silente". Nemmeno io ho votato per la Meloni. Anche perché non voto più. Ma le regola di un minimo di lealtà ci vorrebbero anche tra clan rivali. Le regole, in una democrazia dell'alternanza, dovrebbero servire a tutti, e a 360 gradi. Qui invece la notizia della frasetta incriminata detta da Garofani durante una cena, la sapevano tutti, ma i giornaloni se la sono tenuta ben nascosta.
Linciaggio per chi l'ha pubblicata (il solito Belpietro). Ma a ben guardare il dovere di un cronista è quello di pubblicare anche le notizie più scomode. Vedremo come evolve la cosa. Io sono pronta a farci una scommessa.
Mattarella continuerà a fare il pesce in barile fino a che le acque non si sono completamente calmate. Poi provvederà all'avvicendamento dell'uomo, mettendo di nuovo un militare, come da protocollo precedente. Nel 2018 c'era un generale. E certamente un capo di stato maggiore, non si sarebbe fatto sfuggire una simile bischerata.
21/11

Nessie said...

Alessandra. "Malaguti, il quale insinua che l'inettitudine dell'attuale classe politica sarebbe la conseguenza della sempre minore partecipazione al voto, mentre ne è in realtà la causa". Certamente il più buono ci ha la rogna. Ed è vera la frasetta attribuita a Mark Twain "Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare". Ma secondo me, c'è dell'altro.
La maggioranza della gente che non vota più lo fa perché anche se non fanno le analisi che facciamo qui, ha perfettamente capito che anche i più ben intenzionati finiscono con l'essere marionette coi fili tirati e manovrati altrove.
Comunque la faccenda di come utilizzano il voto (o il non voto) per imbrogliare i cittadini è complessa e le prese di posizione che prendiamo, possono venire cambiate a seconda della circostanza. Ad esempio, se fossimo nati in Romania o in Slovacchia, in quel caso dovremmo pretendere che il nostro voto conti e che non venga invalidato.
21/11

Anonymous said...

Vedo che in molti avete posto l'accento sull'incoerenza delle misure europee circa il voto. Qualcuno ha parlato di impazzimento. Da una parte, si vorrebbero invalidare i risultati elettorali non conformi alle loro aspettative (gli esempi di Romania e Slovacchia). Dall'altra, si fa pressioni per mandare a votare chi fa dell'astensione, la sua battaglia politica.
Quando si arriva a questo cortocircuito significa solo che siamo alla tirannia della peggior specie. Siamo ai Caligola e ogni cosa è concessa pur di opprimere.
Marco

Nessie said...

Verissimo Marco. Tirannide o tirannia della peggior specie. E noi ce ne siamo presi un bell'assaggio durante la pandetruffa. Nel giro di qualche ora di uno stesso giorno, decretavano una misura, per poi smentirla con un'altra. Sembrava un impazzimento con scappati da un manicomio, ma doveva servire anche questo a disorientare la gente. Il metodo è sempre quello lì.
22/11