17 July 2011

Estate violenta

Rieccomi. Strani giorni, questi di un'estate che si è aperta con il fuoco di sbarramento greco e che ci fa temere il contagio (parola più adatta alle epidemie)  di questa deflagrazione. Subito dopo,  qui in Italia ci hanno rovesciato addosso una purga economico-finanziaria  "alla greca". Qui il testo di sintesi per chi vuol deliziarsi. Noterete che non c'è categoria sociale che la passi liscia, a parte la solita casta dei politici; non c'è settore della vita pubblica che non subisca macelleria sociale (dalla sanità, alle pensioni, ai trasporti, agli asili, alle scuole, al risparmio privato). E l'obiettivo da raggiungere è l'estinzione della classe media. Ordini di scuderia: i mammassantissima di Bruxelles comandano, picciotto Tremonti va e riscuote.
Ma soprattutto, è  il sistema euro a passarsela male. Napolitano per conto delle massonerie internazionali ha esortato  (anzi, intimato) alla coesione tra governo e opposizione, perché... presto... bisogna  far presto, dare segnali ai mercati sulla manovra di "pareggio di bilancio". Ma quel che non ci dicono questi ignobili sepolcri imbiancati  (con  in testa lui) è che neanche questi 80 miliardi di euro basteranno, poiché le fauci insaziabili  degli squali internazionali, non saranno mai paghi e chiederanno di più, sempre di più.
Berlusconi non ci vorrebbe  mettere la faccia e, come ha lasciato capire, se dovesse spifferare la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità, sarebbe costretto ad agire contro gli interessi dell'Italia. Sono personalmente convinta che è tacendo che agisce contro  il nostro Paese. Lui sa chi è che ci rema contro. Lui sa chi sono i padroni delle agenzie di rating che ci declassano buttandoci addosso fango e discredito per meglio scatenare la speculazione e divorarci fino al midollo osseo. Ma non può e non vuole dircelo. Forse spera, così facendo, di mettere al sicuro  il suo patrimonio. E invece no, lo faranno ugualmente a fettine. In fondo è l'asburgico gabelliere Tremonti a dirci con fredda flemma valtellinese che  se il Titanic affonda vanno a bagno anche i passeggeri di prima classe. Figurarsi quelli in seconda e in terza classe.

  • Ma ecco, dagli Esteri,  una notizia ancora più allarmante: dei 50 Stati Uniti, è gia fallito il Minnesota. Un fallimento pilota o pilotato? E' solo l'inizio dell'imminente  crollo del colosso americano previsto per agosto? Leggete qui,  cronaca minuto per minuto da uno stato fallito: parchi  pubblici chiusi, negozi chiusi, bloccati i lavori di strade e altre infrastrutture. In cassa non ci sono soldi per  il governatore, il democratico Mark Dayton. Potete sempre consolarvi chiamandolo default, fa più chic. Vuoi mettere che leggerezza rispetto al truculento termine "fallimento"!?...
  • Da ultimo, una notizia di cronaca nera nostrana. Solo sedici anni di carcere  per l'assassino 31enne Morris Ciavarella, uno degli aggressori che finirono a calci, pugni e sprangate il povero tassista milanese Luca Massari, rimasto in coma per un mese prima di morire. Massari era sceso dal suo taxi per scusarsi di aver innavertitamente investito un cane, ma per lui ad attenderlo ci fu una morte da cani. Il suo assassino invece se l'è cavata con 16 anni che chissà se poi li sconterà tutti. C'era una volta l'ergastolo; e c'erano una volta almeno i fatidici 30 anni per chi commetteva un  omicidio intenzionale.  Ora, evidentemente per i giudici, la vita di un cane, vale di più di quella di un uomo.
E' il caso di dire, una sentenza da cani in un'estate violenta, foriera di  un autunno ancora più violento.

57 comments:

johnny doe said...

Bentornata,ormai da qualunque parte ci si volti,ci troviamo di fronte a criminali finaziari,a politici degni della neuro,da ipocriti sbandieratori di diritti umani.....l'elenco di questi truffatori é interminabile.

Se questa é la democrazia malata,meglio un tiranno sano.

Nicoletta said...

Nessie, ben tornata! :)

Quanti anni si farà Ciavarella secondo te? La vita di un cane vale meno della vita di un uomo: hai proprio ragione.
Io proporrei il ritorno ai lavori forzati per certa gente, così magari si risolverebbero anche un bel po' di problemi: ai carcerati facciamo fare i "lavori che gli italiani non vogliono più fare", e di contro non saremo più costretti a importare mano d'opera dall'estero...

Nessie said...

Grazie Johnny. Vedo che col tuo blog non hai staccato mai, neanche per pochi giorni.
La vera mostruosità è la Debt Economy con la quale si mantengono tutti i paesi satelliti in schiavitù. Democrazia?! La dittatura esiste già e si chiama usurocrazia, il cui motto principale è "convertire il debito in guerre perpetue e le guerre in debito perpetuo" (caso Libia, Afghanistan, Iraq docent). Ma qualcuno non vuole accorgersene.

Nessie said...

Ciao Nicoletta.
Secondo me, festa grande se se ne farà 7 o 8. Poi c'è la buona condotta e altre panzane. LUi però, l'assassino, potrà rifarsi una vita; mentre il povero tassista LUca Massari la sua vita l'ha persa. Per i suoi familiari oltre il delitto anche la beffa atroce.

Eleonora said...

Heilà, bentrovata. E più passano i giorni e più è uno schifo.

notizie del futuro said...

Estate calda... si può fare un gruppo Facebook...

Cambiare l'Italia con i gruppi Facebook?
http://notiziedelfuturo.blogspot.com/2011/07/social-italian-change.html

Giovanni said...

La finanziaria di Tremonti è l'ennesimo palliativo per la moribonda euro-zona. Ritarda solo l'inevitabile. A questo punto, come sento dire in rete da un po' di tempo è meglio la bancarotta e la conseguente uscita dalla zona Euro per l'Italia e per gli altri "PIGS". All'inizio l'impatto sarebbe devastante, ma almeno vi sarebbe la speranza di una futura rinascita. Restando così invece si continua a far politiche "lacrime e sangue" ad libitum senza speranza di uscita.

Quanto al Minnesota mi preme di dire che la bancarotta dello stato non c'è. E' una cosa diversa che, a lungo andare può condurre verso la bancarotta. Sostanzialmente il governatore ha posto il veto sul bilancio approvato dal parlamento statale. Quello che è accaduto è più simile a quella che in Italia chiamiamo "amministrazione controllata", la differenza è che in Italia, qualora lo stato o gli enti locali non approvino il bilancio in tempo allora i soldi vengono comunque amministrati, negli Stati Uniti no e tutte le attività gestite e finanziate dall'ente (in questo caso lo stato del Minnesota) cessano fin quando non si trova un accordo. L'accordo è stato trovato alla fine e dopo 13 giorni le attività sono riprese. Di certo comunque la cosa non ha effetti positivi sull'immagine dello stato e potrebbe sfiduciare gli investitori che prestan soldi alle istituzioni statali conducendo ad una bancarotta.

Nessie said...

Ciao Eleonora, come dire? Il tempo non gioca a favore del miglioramento di quanto stiamo vivendo.

Giovanni, sono spiacente di smentirti ma ho altre informazioni che provengono dal sito di Debora Billi "Crisis what crisis?" dove si parla chiaramente di bancarotta nel Minnesota:

http://crisis.blogosfere.it/2011/07/il-minnesota-ha-chiuso-i-battenti-e-ora.html

Non ti fidare MAI degli economisti: non ci dicono la verità. L'altro giorno uno dei cosiddetti esperti docenti di cattedra a Radio 1 parlava di "default legislativo" e non economico, accennando al discorso di Obama al Congresso. Ovviamente il fallimento riguarda noi poveri PIIGS, ma non loro. Palle!

Nessie said...

PS: su TREMORTI e la sua manovra non so dirti cosa è meglio. Una cosa è certa: uscire dall'eurozona non sarà né facile né indolore. Comunque sia meglio una fine horror, che un horror senza fine.

Giovanni said...

Scusa Nessie, ma ribadisco. Non è una bancarotta. Alcuni siti o blog hanno scritto così e ti dico che stavo per scrivere la stessa cosa, ma non è andata così. Si sono fermate le attività statali per circa 13 giorni e poi sono ripartite una volta approvato il bilancio. Ripeto, quanto è accaduto è simile a quella che in Italia chiamiamo "amministrazione controllata", che avviene quando lo stato o gli enti pubblici non approvano il bilancio.
Si può discutere sul fatto che sia una bancarotta "de facto", ma una bancarotta non è, almeno non "de iure". Quella vera e propria per gli USA arriverà a tempo debito, non ti preoccupare, ma quella del Minnesota non è una bancarotta nel senso vero del termine. Attenzione a come vengon date le notizie.
Gli USA sono sull'orlo della bancarotta e difatti i loro hedge fund hanno scatenato attacchi speculativi a destra e a manca per distrarre dalla situazione economica disastrosa, ma è ben diverso da ciò che è aveenuto nel Minnesota dove le attività sono ripartite dopo circa 10 giorni di chiusura. Il ridicolo semmai sta nel fatto che le agenzie di rating hanno fatto a fette l'Italia (Fitch esclusa) ma hanno lasciato invariato il rating del Minnesota nonostante questo abbia lasciato senza servizi i propri cittadini per due settimane. Lì sta il ridicolo.

http://therebelekonomist.blogspot.com/2011/07/2-parole-sul-non-fallimento-del.html

http://minnesota.publicradio.org/display/web/2011/06/13/minnesota-government-shutdown-faq/

Nessie said...

Ho letto, grazie Giovanni. Curioso che buona parte dei giornali parlino di fallimento e pure molti siti web. Ho controllato e non c'è solo il Corriere.

"Si può discutere sul fatto che sia una bancarotta "de facto", ma una bancarotta non è, almeno non "de iure". Quella vera e propria per gli USA arriverà a tempo debito, non ti preoccupare, ma quella del Minnesota non è una bancarotta nel senso vero del termine.".

Questo è quanto cercava di dire anche il luminare di economia alla radio sugli Usa quando parlava di "default legislativo". Però, guarda caso, è stato poi Obama stesso a parlare di Armageddon, se i rep non avessero accettato la sua manovra. E mi pare un termine ben peggiore sia del "default" che del "fallimento".

Nessie said...

Il parallelismo tra il Minnesota e quanto invece avviene a livello nazionale in Usa (de iure e de facto) è stato fatto anche nel servizio di Antonio DI BELLA sul TG3. Puoi darci un'occhiata:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-030c6889-ff1b-438b-aff8-7e3fcf72289b-tg3.html

Yanez said...

Il Minnesota (bancarotta o no) non me lo dovevano toccare: stato settentrionale, pieno di laghi, lontre e pickup, me lo immaginavo come una terra sana e fresca abitata da americani floridi, tutti cappello con paraorecchi, salmi la domenica e bottiglie di Bud. Come può gente del genere avere debiti? Ora questa crisi è davvero cattiva.

Nessie said...

Ciao Yanez de Gomera :-). E' evidente che la vera mostruosità si chiama economia del Debito.
Perfino il tanto decantato dai liberisti presidente Ronald Reagan diceva:

"Il debito pubblico americano è così grande che può badare a se stesso".

Ma dopo il grande sogno americano viene sempre il momento del redde rationem. Non potranno esserci per sempre stati satelliti pronti a pagare per loro. O ad accettare guerre per finanziare il LORO debito.

Angelo D'Amore said...

il mio agriturismo, abitualmente frequentato dai militari americani di gricignano, in questi ultimi mesi ha registrato un calo vertiginoso di presenze usa.
un tempo, ricordo, gli organizzatori dei parties(quasi sempre "ricottari" napoletani che si facevano la cresta sui costi) venivano da me sentendosi gli artefici del mio destino, quasi come al tempo della seconda guerra mondiale, quando regalavano la cioccolata a noi, loro alleati dell'ultima ora.
i tempi ahime', sono cambiati anche per loro. le mance (altro loro segno inconfondibile di altezzosita' sprezzante) sono notevolmente diminuite. fanno mangiare i loro figli dai loro piatti, come qualsiasi disperato comune. parliamo spesso di ufficiali, i quali pero' non godono piu' dei benefits che prima passava il governo. inoltre nel loro caso,hanno anche una moneta che non vale piu' nulla. diciamo che sono messi davvero male, a me dispiace soprattutto perche' fino a 2 anni or sono, rappresentavano circa il 25% dei miei clienti.
gli usa pagano con gli interessi, anche la coraggiosa e forse folle sfida di obama, quella di rendere gratuita la sanita', proprio in questo difficile momento storico.
in quanto a noi, che dire. napolitano plaude a sua volta una manovra forse inutile,poiche' non accompagnata da un serio programma di crescita alternativa.
come ho detto nel mio blog, il titanic italia affonda.
il problema e' che noe', non ha costruito ancora l'arca...
saluti!

Nessie said...

Non son più gli Americani di una volta, evidentemente. Mi spiace per il tuo 25% in meno.
Ci vorrebbe un bel cambiamento di rotta e smetterla una volta per sempre con l'idea che mantenendo in piedi tutti questi conflitti per il mondo, si possa finanziare il loro debito.

Napolitano è stato il primo comunista filoamericano a essere stato ricevuto alla Casa Bianca fin dal lontano 1978. La massoneria inglese lo ha premiato con la laurea honoris causa, per il suo zelo. Esecrabile la sua posizione sulla Libia e il suo caldeggiare in fretta e furia una manovra da strozzini.

Anonymous said...

Fallimento del Minnesota? Amministrazione controllata? Se non è zuppa è pan bagnato…
È un fatto che lo Stato degli Usa si ritrova nelle peste grazie a una politica degna di Superciuk (rubare ai poveri per dare ai ricchi) che in venti anni ha prosciugato le sue casse e lo ha portato alla bancarotta. Lezione per i neocoglioni italioti che vorrebbero somministrare anche dalle nostre parti siffatte “medicine”.

Quanto al prossimo - auspicabile - crack dell’Unione, vorrei essere ottimista come Giovanni ma non ci riesco.
Il debito degli Usa è tre volte quello della “zona euro”. Dovrebbe far gola agli speculatori, che invece preferiscono rivolgere le loro “attenzioni” altrove. Perché? Per riconoscenza verso il loro Abbronzato benefattore.
Bush fece fallire Lehman Brothers senza batter ciglio perché i suoi danti causa (e colleghi) erano i petrolieri. Obama risponde direttamente alle banche e fa i loro interessi. Per questo le ha salvate dal tracollo con vagonate di dollari.

Consiglio di leggere attentamente quello che Maurizio Blondet scrisse sul sito Effedieffe nel febbraio 2010, molto prima che iniziasse l’attacco ai “Piigs”. Sono parole profetiche:
«…le banche d’affari, salvate dagli Stati che si sono indebitati in modo assurdo per questo, adesso scommettono sull’insolvenza di quegli Stati (e finiscono per provocarla).
Per scommettere al ribasso contro il debito di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda (e da domani Italia) gli speculatori usano quei trilioni ricevuti dai contribuenti. Anzi, peggio. Siccome usano i derivati, i futures, possono vendere miliardi di titoli che non possiedono, solo anticipando un «margine» insignificante: la vendita allo scoperto, che provocò il crack del 1929, viene moltiplicata dai derivati per cento e per mille. Le banche e i loro fondi non rischiano e non sborsano.
Questo perché ai trilioni regalati, Washington non ha aggiunto la condizione di una regolamentazione severa. Bastava un articolo di legge per vietare la vendita di futures allo scoperto. Non è stato fatto».

Non è stato fatto. Obama non l’ha fatto. E volete che adesso gli speculatori attacchino il loro munifico mecenate?
(no caste)

Huxley said...

Ben tornata, Nessie.

Ecco quello che potrebbe riservarci l'autunno:

http://www.camilloblog.it/archivio/2011/07/12/obama-contro-liran/

Dopotutto gli Usa hanno solo due possibilità: accettare il declino e la perdita di influenza oppure aumentare il grado di conflittualità fregandosene delle conseguenze.
Considerando CHI comanda veramente oltre oceano (e non solo) propendo decisamente per la seconda ipotesi.

Leghista... forse non più. said...

Bentornata Nessie... anche se le notizie che ci porti sono tutt'altro che liete...
A proposito del povero tassista, guarda invece che ne pensa costei:
http://elenaromanello.wordpress.com/2011/07/14/io-sto-con-i-padroni-del-cane/
Secondo me ha bisogno di uno psichiatra ma di quelli bravi...

Sareth said...

notare che dai tagli i parlamentari sono esclusi. GJ!

le illusioni europeiste sono crollate tutte, manca solo un bel conflitto interno e abbiamo finito l'elenco.

@johnny doe,

"Se questa é la democrazia malata,meglio un tiranno sano."

lo penso da almeno un decennio.
sempre più sono quelli che dicono "servirebbe un'altra buon'anima..."
tanto lo sappiamo benissimo, in italia non puoi fare riforme, nemmeno se hai una larga maggioranza parlamentare. di accordi destra-sinistra neanche a parlarne, per cui non restano molte opzioni.
andiamo in default controllato e chi sè visto sè visto...a riuscirci.

Nessie said...

Ciao No caste, mi hai fatto morir dal ridere con la tua battuta sulla "politica di Superciuk" :-)).
Leggevi anche tu Alan Ford?
Sono sospettosa per natura e nonostante la normativa del "default legiglativo" americano che blocca preventivamente i pagamenti, modello "amministrazione controllata", ero quasi persuasa che la formula nascondesse in realtà l'inghippo di cui parli.
Curiosa e sospetta poi la valutazione delle "loro" agenzie di rating sia sul Minnesota che sul resto degli States. Ma è come chiedere all'oste se il suo vino è buono. E loro ti dicono di sì anche se è avariato.

Nessie said...

Grazie Huxley. Anch'io propendo per l'ipotesi delle guerre allargate per tutto il pianeta, compresa la Corea. Possono sempre trincerarsi dietro la consueta formuletta dei "diritti umani".
Hai visto Obama col Dalai Lama? E' debitore della Cina, e allora si tiene delle "fiches" da giocare alla roulette col Tibet. Umano troppo umano, questo Abbronzato!

Nessie said...

Leghista, ora vado a leggere, anche se non ho voglia di rovinarmi la giornata fin già dal mattino. Se siamo ridotti così è perché c'è un animalismo talebano che pretende svalutare la vita degli uomini a favore delle bestie. Ed è evidentemente la valutazione che avranno fatto i giudici, applicando la teoria del "il tassista se l'è cercata". Un aiutino in più ai criminali, con un sentenza leggerissima per loro.

Nessie said...

Sì Sareth, ho visto e ne ha parlato nel dettaglio anche "Libero".
Niente tagli né abolizioni di privilegi alla solita casta.

Huxley said...

Ho visto Nessie e ho letto.

Guarda la foto presente nella notizia Ansa, un immagine vale più di mille parole.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/16/visualizza_new.html_785062702.html

Triste teatrino in prossimità delle elezioni, con i cinesi che fingono di indignarsi.

Nessie said...

Ho visto Huxley e l'unica cosa sensata da fare è farci 4 grasse risate. Obama sembra in quella foto, il Gesù Cristo degli abbronzati. Altro che teatrino, qui siamo alla teologia della politica. Ah, ah, ah!

Massimo said...

Manca un Leader che, come seppe fare Berlusconi nel 1994, dia corpo e sostanza alla rivolta contro i poteri forti che obbligano il Governo ad un inutile suicidio politico.
E anche l'indignazione scatenata contro la "casta" è parte di una strategia che punta a distogliere l'attenzione dai veri centri di comando di una offensiva che vede in Napolitano e nella sinistra obbedienti soldatini.

Nessie said...

Ah...allora finalmente ti sei reso conto anche tu Massimo, che Berlusconi è ormai disattivato e quasi completamente esautorato?!Allelujia! :-)
Altro che semplice "soldatino": Napolitano è diventato lui il monarca assoluto, il despota. Soldatino semmai è stato trasformato il Berlusca, mentre il contabile riscossore della Ue è Tremonti.
Il tutto, sotto la supervisione del re Giorgio o' Napuletano

Anonymous said...

Saranno le locuste della speculazione ad accompagnare Berlusconi ALL'USCITA DI PALAZZO CHIGI - l'Italia sta subendo uno degli attacchi speculativi più virulenti che siano mai stati sferrati negli ultimi anni E, Dopo la procura di Trani, anche quella di Roma ha aperto un'inchiesta sull'andamento della Borsa nelle ultime settimane. Per il momento il fascicolo è senza indagati...
QUI il link:



http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/saranno-le-locuste-della-speculazione-ad-accompagnare-berlusconi-all-uscita-di-palazzo-chigi-l-27881.htm#Scene_1

Zeta

Nessie said...

Grazie Zeta. Temo anch'io che siano proprio le "locuste della speculazione" ad accompagnare fuori dalla porta di Palazzo Chigi il nostro Premier. E del resto dopo questo odioso contentino alle "locuste" fatto dal governo in termini di manovra quadriennale sarà ben difficile che trovi dei supporters anche tra il suo stesso elettorato. Siamo tutti stanchi e sfiduciati.

Angelo D'Amore said...

obama paga anche il fatto di aver reso gratuita la sanita'. gesto nobile, politicamente programmato e promesso ma varato nel momento meno opportuno.
in quanto alla nostra italia, penso che gli 80 miliardi di manovra non basteranno.
non e' un problema di speculazione. e' che l'economia reale, e'
spietatamente ferma.
come ripartire? non saprei. certo vedo inutile spendere miliardi per la tav, cosi come li avrei visti inutili per costruire il ponte sullo stretto.
questa valanga di miliardi, potrebbe essere data ai piccoli imprenditori per dare ossigeno alle loro casse, in termini di detassazione e alle famiglie, quindi alle fasce piu' deboli, per permetter loro di avere piu' potere d'acquisto e quindi, per riaccendere una certa propensione al consumo.
eliminare province e privilegi della casta, mettere gli stipendi dei politici a livello della media europea. coinvolgere i privati nella gestione e nel mantenimento dei beni storico-artistici, un po' come ha fatto della valle.

Nessie said...

Su Obama non sono d'accordo. Obama è uno che pugnala alle spalle ed è molto peggio di Bush che almeno sulle guerre ci metteva la faccia. Lui invece, la fa fare agli altri (vedi Francia e GB in Libia).


Per ciò che concerne il nostro paese, è fermo perché l'industria piccola e media (che era la nostra vera ricchezza insieme all'artigianato) è saltata, soppiantata dalle grandi concentrazioni. MOlti industriali del Nord hanno delocalizzato altrove, per correre dietro a quella mostruosa chimera chiamata "mercato globale". E i risultati si sono visti: merci di qualità peggiore e posti di lavoro in meno.
Non abbiamo più risorse nostre, è questa l'amara verità; non abbiamo più moneta nostra (la lira almeno si poteva svalutarein casi di crisi, l'euro no), e la speculazione purtroppo c'entra, visto che gli attacchi speculativi che nel '92 sono stati fatti contro la lira, oggi si fanno contro il neonato euro.
Ti consiglio di leggere, se il tuo lavoro te ne lascia il tempo, "La dittatura europea" di Ida Magli (Rizzoli).
Lì scoprirai come ci vogliono trasformare nei nuovi schiavi.

Cabiria said...

Giorno per giorno i fatti di casa nostra, per restare a quelli, ci affliggono e non ci sono parole per esprimere la rabbia, l'indignazione e, soprattutto, la preoccupazione per i nostri giovani e non, disoccupati e disorientati. A quanto pare, siamo obbligati ad assistere inermi ed impotenti allo sfacelo della nostra economia, e cioè, della nostra sopravvivenza.
E' stato lungimirante Zucchero con il suo "vedo nero", e ci sarebbe da aggiungere anche nerissimo.
Ci sarà al mondo un posto dove poter mangiare un pezzo di pane in santa paxe? E mi chiedo: i potenti del mondo, artefici dei tanti misfatti, mangiando a quattro ganasce, riescono a gustarsii i bocconi rubati agli altri uomini onesti? Ne andrà mai qualcuno di traverso?
Esiste ancora il cianuro? Era un "condimento" che spesso circolava nei libri gialli.
Adesso sono passati di moda i libri gialli, perchè i personaggi di quei libri, non c'è più bisogno d'inventarle. Ora sono persone vive e vere.
Cabiria

Nessie said...

Cabiria, cerca notizie sul North Dakota e sull'Islanda. Sono rimasti gli unici due pezzetti di mondo dove si cerca di ripristinare un po' di onestà. In Islanda i banksters sono stato schiaffati in galera. Ma i giornali non ci informano. Temono il contagio positivo.

Nessie said...

Qui in Islanda i banchieri strozzini se ne stanno al fresco. C'è ancora un po'di giustizia nel pianeta:

http://www.net1news.org/islanda-dove-i-banchieri-della-crisi-vengono-arrestati.html

Anonymous said...

Geab 56 - estate 2011
http://informazionescorretta.blogspot.com/2011/06/geab-56-parte-pubblica-italiano.html#links

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/7/19/FINANZA-Ecco-la-bomba-dei-mercati-che-puo-colpire-l-Italia/194916/

http://icebergfinanza.splinder.com/post/25158978/peste-finanziaria

http://www.rischiocalcolato.it/2011/07/una-breve-storia-dei-default-degli-stati-uniti.html

http://www.ilgrandebluff.info/2011/07/la-grande-verita-from-usa.html

http://secure.wallstreetitalia.com/article/1171520/i-migliori-commenti-dei-lettori.aspx

http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/06/luragano.html

m

Anonymous said...

eurozone
http://vocidallestero.blogspot.com/2011/07/il-piano-d-sta-per-default-e-fine.html

Anonymous said...

default programmato?
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=8622

Anonymous said...

Nessie, secondo una regola del giornalismo britannico non si dovrebbe mai scrivere: «Lo avevo detto»… Io però non sono né giornalista, né – tantomeno – “british” e non la rispetto…

Diversi mesi or sono, quando i più ritenevano ormai l’Italia “fuori pericolo”, scrissi che a mio parere eravamo ancora nella lista dei PIIGS (e in effetti ne siamo il boccone più ghiotto), ma eravamo troppo forti per essere presi di petto e che il nostro turno sarebbe arrivato dopo che ci fossimo indeboliti, magari partecipando alle operazioni di soccorso dei “maiali” scannati prima di noi. Cosa che si è puntualmente avverata: la sola Grecia, per fare un esempio, ci costa 17 miliardi di euro.
A completare l’opera, i nostri baldi governanti hanno avuto la brillante idea di infognarci nella costosissima e autolesionistica guerra di Libia.

Sicché ora è arrivato anche per noi il tempo di suscitare le attenzioni dell’usura legalizzata. Naturalmente, nel momento ad essa più favorevole, quando alla nostra debolezza corrisponde il suo rafforzamento. Infatti il mostro acquista potenza man mano che miete vittime e la moltiplica nutrendosi del panico che riesce a spargere intorno a sé.
In aggiunta, dato il loro modus operandi, gli speculatori rischiano ben poco di tasca propria, agendo secondo regole che si sono confezionate su misura.
Buttano sul mercato i Titoli del debito di uno Stato per deprezzarli, ma li vendono “allo scoperto”, quindi senza averli: vendono ciò che NON possiedono, allo scopo di destabilizzare le finanze di una Nazione e ridurla in miseria per poi depredarla.
Qualche settimana fa, a commento della crisi in Grecia, l’organo ufficiale dell’usurocrazia, il Wall Street Journal ha scritto: «Bene, è ora che svendano il Partenone e le isole greche... ».
Il fine è questo: non si accontenteranno di rastrellare le aziende a quattro soldi, come già fecero nel 1992. Dopo averci privato delle nostre migliori industrie (manifattura: economia “reale”, non chiacchiere) ed averci – per questo – condannati all’impossibilità di creare ricchezza e migliorare i bilanci, ci bolleranno come insolventi e pretenderanno il “sequestro” di isole, monumenti, riserve d’acqua ecc.

Non si esce da questa situazione con le solite stangate che impoveriscono i cittadini e tolgono ossigeno all’economia, nel tentativo illusorio di raddrizzare i bilanci. L’or signori non si fermano neppure davanti ai rendiconti in ordine. La Spagna era in attivo prima di ricevere le loro amorevoli cure e l’Italia presenta un bilancio primario molto migliore di quelli, ad esempio, di Francia e Gran Bretagna.
Da questa situazione si esce con misure drastiche che probabilmente nessun governante occidentale oserà mai adottare finché non vedrà preso d’assalto il suo Palazzo.
Bisogna chiudere le Borse, luoghi di malaffare e per niente indispensabili all’economia; arrestare gli speculatori; recuperare la sovranità monetaria; introdurre norme, come si faceva un tempo (e come la Cina fa ancora oggi), per impedire che i titoli del Debito pubblico finiscano in mano a speculatori esteri.
Ma prima di tutto occorre che la classe politica la smetta di farsi venire la cacarella ogni volta che i biscazzieri della finanza (Moody’s & Co.) pronunciano le loro opinabili e interessatissime “sentenze”.
(no caste)

Nessie said...

Ciao Marco "lo sparalink". Ci mancava la tua presenza :-)
Grazie!

Nessie said...

No caste, sempre "icastico" (perdona il bisticcio fonetico)e puntuale. Sì, l'avevi detto e si può dire. E i motivi per cui ci siamo indeboliti li hai enumerati con chiarezza: le regalie ai maiali più scannati di noi e anche le numerose guerre che dobbiamo rifinanziare di continuo, l'ultima delle quali è quella della Libia.
Ora a cavallo smagrito vanno addosso i tafani. E puntualmente i tafani stanno arrivando, preceduti dalle prefiche di Moody's e di Standard & Poor e affini.

Su quello che dovrebbero fare i politici (cioè il muso duro, poiché questi sono ostili atti di guerra effettuati con altri mezzi dai cannoni e dalle bombe ma non meno letali), sono più che d'accordo. Ma fino a quando ce lo diciamo e scriviamo tra di noi...

Nessie said...

PS: il padrone del Wall Street Journal, l'organo principale degli usurocrati, è alla sbarra e oggi hanno tentato di buttargli una torta in faccia. Speriamo che la cortina dell'omertà intorno a questi squali, si diradi.

Josh said...

notare anche l'efficacia consueta della massima agostiniana 'nomina sunt consequentia rerum':

Standard & Poor's
pare stare a suggerire
"standard/modello-tipo di povertà"

non ci si nasconde neppure più dietro a un dito....un nome un programma

ciao

Huxley said...

"PS: il padrone del Wall Street Journal, l'organo principale degli usurocrati, è alla sbarra e oggi hanno tentato di buttargli una torta in faccia. Speriamo che la cortina dell'omertà intorno a questi squali, si diradi."

Io invece temo che si tratti di un semplice regolamento di conti tra due dei più grandi SOB conosciuti, infatti se si va a vedere quali organizzazioni guidano la rivolta contro Murdoch c'è questa Aavaz che guardacaso è finanziata da un certo filantropo di origine ungherese.
Dopotutto Murdoch negli Usa è schierato con i conservatori e finanzia campagne contro il burattino abbronzato.

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/07/limpero-di-merdock-impero-del-male.html

Anonymous said...

«Su quello che dovrebbero fare i politici (cioè il muso duro, poiché questi sono ostili atti di guerra effettuati con altri mezzi dai cannoni e dalle bombe ma non meno letali), sono più che d'accordo. Ma fino a quando ce lo diciamo e scriviamo tra di noi...».

Hai ragione, Nessie. Nello scrivere devo essermi lasciato prendere la mano, o forse sognavo ad occhi aperti…
Rileggendo, mi sono accorto che, mentre intendevo proporre ciò che a mio avviso bisognerebbe fare, in realtà descrivevo lo scenario di una classe dirigente nell’atto di compiere una rivoluzione, anzi… “la” rivoluzione.
Ma noi non abbiamo una classe politica all’altezza…
I “sinistri” hanno da tempo sostituito l’internazionalismo proletario con quello bancario, vendendosi anima e corpo ai pescecani, i quali sono ben contenti dell’affare, sapendo che – all’occorrenza – nessuno meglio di loro saprà tenere a bada le piazze.
Quanto ai “destri”, è meglio stendere un velo di pietoso silenzio…

Ti raccomando la lettura di questa interessantissima intervista di Stefania Limiti a Webster G. Tarpley in cui si parla della speculazione in atto, con riferimento alle “armi finanziarie di distruzione di massa” (financial weapons of mass destruction), all’Abbronzato fantoccio di Wall Street, agli anarco-idioti del tea-party, ed altro.

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=51646:webster-tarpley-attacco-usa-alleuropa&catid=35:worldwide&Itemid=152

Dal punto 9: «… il governo italiano deve agire quanto prima per dichiarare lo stato di emergenza; vietare in maniera permanente i titoli derivati di assicurazione, lo strumento preferito per l’assalto alle obbligazioni dello Stato italiano e disporre serie pene criminali per i trasgressori ». «Neutralizzare le agenzie di rating (…) esiste il fondato sospetto della partecipazione di queste agenzie ad una operazione congiunta di attacco all’Italia da parte di banche e hedge funds esteri nell’ambito di una speculazione al ribasso su vasta scala (…) far intervenire la magistratura e la Guardia di Finanza per eseguire perquisizioni nelle sedi di tali agenzie». «Eventuali attività criminali contro l’Italia da parte di queste agenzie di rating devono essere colpite attraverso proteste diplomatiche, mandati dell’Interpol e altri mezzi. Questi provvedimenti sono urgenti…».
Urgenti.
Ma il governo ha ben altro da fare: deve occuparsi del destino dell’on. (?) Papa…

Giorni fa, sul QN, Giuliano Cazzola (o Cazzaro?), economista e deputato del Pdl, ha tessuto l’elogio di Amato e della sua rapina lacrime e sangue del 1992 (130.000 miliardi di lire in due soluzioni): per lui, un esempio da seguire.
Oggi, sul Giornale, Vittorio Macioce, neocoglione e gazzosa-party italiota, auspica liberalizzazioni a tutto spiano, compresa quella della giustizia e partendo – ovviamente – dai gioielli ancora rimasti in famiglia: Enel ed Eni. Se avesse aggiunto Finmeccanica (ma forse è stata solo distrazione…) avrebbe fatto l’elenco esatto delle prime cose che “l’oro” vogliono da noi.
Dove si va con gente simile? Nel baratro, ecco dove.

Il popolo non è ancora sufficientemente impoverito e incazzato per dar di piglio alla violenza (cosa necessaria, per farsi ascoltare nelle aule sorde e grigie); o forse è già irrimediabilmente lobotomizzato.
Avremmo bisogno di un Robespierre, mentre abbiamo a disposizione solo ridicole caricature di Masaniello… Siamo messi male…
Agosto sarà caldissimo, e non per via del solleone.
(no caste)

Nessie said...

Scusate la moderazione lunga, ma fa caldo e ne approfitto per stare lontana dal pc per tutto il dì.

Sì Josh, per quell'agenzia di rating lì, vale proprio il nomen/omen. Come vanno le tue vacanze?

Nessie said...

Caro Huxley, sospettavo che Squalo 1 mangia Squalo2. C'est la vie. O meglio è nella natura degli squali. Nonostante ciò io spero che a forza di eliminarsi tra di loro azzannandosi con le loro fauci acuminate, ci liberino dalla loro nefasta presenza. Da qualche parte si deve pur iniziare no?
A detti squali la sottoscritta ha già dedicato qualche post. Basta fare la ricerca sul blog al titolo "Lo squalo 1, lo squalo 2 e la vendetta". Come dice No caste,non si dovrebbe mai dire di essere stati profetici, ma io non sono una giornalista e lo dico.
Comunque tornerò sull'argomento con altro specifico post e grazie per il link.

Nessie said...

Proprio così No caste, il popolo non è ancora così impoverito e incazzato. Inoltre non dimentichiamoci che questa gentaglia è capacissima di gestire anche il dissenso e il manlcontento, prevedendolo prima che compaia e canalizzandolo dove più fa comodo.
Comunque sia, Agosto, che è già alle porte, sarà caldissimo a prescindere dal meteo.

Nessie said...

PS x Huxley: ecco il mio vecchio post sugli squali. Risale a due estati fa:

http://sauraplesio.blogspot.com/2009/07/lo-squalo-1-lo-squalo-2-e-le-vendette.html

Cabiria said...

Secondo me questa nostra drammatica situazione ecnomica, nazionale e internazionale, è cominciata con lo "sposalizio" degli stati europei, cresciuta e sviluppatasi conl'introduzione del maledetto euro. Simbolicamente, è come se tante famiglie estranee, ricche e povere, si fossero messe assieme a formare un'unica enorme famiglia, dove, quelle più ricche, tenevano in mano la gestione economica di tutte le famiglie. Siccome i ricchi disonesti sono esperti su come sfruttare le situazioni per arricchirsi di più, con tanti bei giochini di prestigio, d'accordo con i borsaioli del mercato dei titoli e della moneta, non abbastanza soddisfati,si arricchivano sempre più, in barba a tutte le altre modeste e oneste famiglie. Ma non bastava loro. Volevano di più, sempre di più, perchè gli ingordi non si saziano mai e se ne fregano dell'indignazione e frustrazione delle altre famiglie inermi.
Io, in parole povere, la vedo così.
Intanto, in Grecia, le famiglie povere sono scese in piazza. E da noi, quando avverrà la rivolta degli onesti?.
Basterebbe che tutta la nazione scendesse nelle piazze delle città e dei comuni, silenziosa e senz'armi, con cortelloni scritti "BASTA U.E. - BASTA EURO - Ognuno torni a comandare a casa propria!".

Nessie, ne approfitto per augurarti buone e serene vacanze, borse e usurocrati permettendo.
Cabiria

Huxley said...

Grazie Nessie, decisamente profetico, direi.
L'unica speranza di liberarsi del filantropo sta nella sua età, sempre che non abbia fatto un patto con il diavolo (in questo caso, se fossi il diavolo, starei comunque molto attento)

Nessie said...

Grazie Cabiria, anche a te!
Purtroppo quando il popolo insorge vuol dire che è sempre già tardi, e arrivano situazioni modello Grecia O Argentina.

Anonymous said...

derive...
http://www.kelebekler.com/occ/copert00.htm
http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/10/07/nichilismo-della-finanza-di-luigi-copertino/

Sareth said...

letto quasi tutto il secondo link. un ottimo ripasso di storia economica e una risposta - già data in passato - alle domande che ponevo nel merito. come ho scritto in altri topic (nella mia ignoranza su questo argomento), forse conviene tornare alla moneta sonante (aurea).

Aldo said...

Nessie: «il popolo non è ancora così impoverito»

Mmm... questa settimana ho imboccato un'autostrada per la prima volta dopo mesi e mesi di "astensione" volontaria dagli spostamenti. Ebbene, ho notato una cosa che (ammesso che non sia frutto della mia percezione fallata) mi ha colpito: sono pressoché scomparse le utilitarie, particolarmente quelle attempate. Ora, dubito fortemente che davvero nessuno abbia più una Panda vecchio modello o una Twingo d'una decina d'anni o una anche nuovissima Matiz. Più probabilmente quelle auto non circolano più in autostrata perché i proprietari non possono più permettersi di pagare carburanti e pedaggi per spostamenti voluttuari, per cui in autostrada vedi solo più autocarri, automobili prestigiose e motociclette di grossa cilindrata. Gli altri, a casa o sul percorso di mungitura coatta del pendolarismo casa/lavoro.

Che dici? Ho visto qualcosa di reale o sto lavorando di fantasia?

Nessie said...

Mah... la classe media non è del tutto estinta, ma è sulla buona via per esserlo, caro Aldo. Tu hai fatto l'analisi delle auto, io quella dei ristoranti lungomare. Ora molti tavoli sono vuoti e non occorre prenotare là dove prima in alcuni ristoranti era quasi d'obbligo farlo. La crisi morde di brutto e non è che l'inizio.

Aldo said...

Nessie, grazie per lo spunto sui ristonanti, ci farò caso e verificherò (non sui lungomare, ma nelle assai più realistiche cittadine "di lavoro & produzione"). Ho la netta convinzione che valgano molto di più queste osservazioni di prima mano che le analisi dei grandi fenomeni, visto che per l'analisi dei grandi fenomeni bisogna basarsi su dati "mediati" che ritengo poco affidabili. Le grandi svolte del sapere e della scienza mi risulta che siano derivate da lavori originali e minuziosi di osservazione della realtà, non da rielaborazione di quanto già reperibile sui libri altrui.

Avrei altre osservazioni empiriche, ma sono fuori tema in questo contesto e le conservo per altre occasioni.