18 March 2008

Tremonti, la paura e la speranza

Se la politica è l'arte del possibile, l'economia è l'arte del conveniente. In questo senso, è la scienza più relativista che ci sia, sempre esposta com'è a scossoni e a oscillazioni di mercato. Ora, il voler fare di una scienza intrinsecamente relativista, un'ideologia, e per di più, un'ideologia che si picca di comandare e dirigere la politica (nazionale e internazionale), è a dir poco inquietante. E' questo quel lato oscuro della globalizzazione e della tecnofinanza che la comanda, su cui pone l'accento Giulio Tremonti nel suo ultimo libro "La paura e la speranza" dove il mito della cornucopia dell'abbondanza universale sembra essere deflagrato. Esistono liberisti di vecchia data e neoliberisti e mercatisti dell'ultima ora. Tra quelli di vecchia data, Renato Brunetta, Antonio Martino, Benedetto Della Vedova (nel centrodestra). Fra quelli dell'ultima ora, nel centrosinistra, Bersani, Fassino, Veltroni, lo stesso Prodi fino a ieri statalisti incalliti e oggi adoratori del nuovo vitello d'oro: il dio Mercato. Il nuovo libro di Giulio Tremonti è stato accolto con scetticismo e perfino con sarcasmo, da una parte e dall'altra. Chissà se hanno avuto il tempo di leggerlo... Succede, nel nostro paese, che si spari a palle incatenate senza leggere e senza capire.
Ma a scagliargliele addosso in modo virulento, non è un caso che siano stati per i primi, gli stati generali del Corriere della Sera. E non c'è da stupirsi visto che questo giornale è sostenuto da banchieri (Bazoli e Profumo) e da una cordata di industriali indebitati con le banche. Così arrivano le giavazzate di Giavazzi, Dario di Vico e da ultimo anche Ostellino, fedele (in astratto non costa niente) ai principi di Locke e di Montesquieu, il quale taccia Tremonti, prima di oscurantismo alla Paolo VI e alla sua enciclica Populorum Progressio. Poi di grandeur autarchicha colbertista. Infine di neo-keynesianesimo.
Si sfila e si distingue Panebianco, il quale pur non essendo su tutto d'accordo con Tremonti, gli riconosce con onestà diversi meriti. Tra i quali l'aver pragmaticamente capito che ciò ch'egli propone è una protezione del capitalismo dal "dumping" sociale. Ossia da quell'aggressione economica portata dai paesi nei quali le condizioni politiche garantiscono bassi salari e sfuttamento minorile. Risultato di ciò, sono vantaggi economici con cui l'Occidente industrializzato e sindacalizzato non può più competere.
Ma cosa dice Tremonti da destare tanto scalpore? Ascoltatelo qui ad Anno Zero e qui a
Porta a Porta.
Lo avessero in Francia un cervello sopraffino come lui gli avrebbero già fatto ponti d'oro. Del resto è lì in Oltralpe che ha ottenuto la Legion d'Onore. Invece da noi cosa ci tocca di sentire?
Che nel paese dei sessantottini cronici e prossimi alla rottamazione, i quali hanno occupato i mainstreams, l'editoria, la carta stampata e non permettono un sano ricambio generazionale, si chiami il prof. Giulio Tremonti "un sessantottino che avrebbe sentito il richiamo della foresta". Tutto ciò fa semplicemente ridere i passeri.
Tremonti insieme a Siniscalco furono i due Reviglio boys del governo craxiano (ndr: Franco Reviglio, ministro del Tesoro e delle Finanze). Per chi ha buona memoria, a quel tempo la sinistra comunista tacciava la politica di Craxi "rampantista" e "yuppie" (Young Urban Professional) . E cioè il contrario degli hippies, degli eskimi con sciarpa e col pugno chiuso. Fine della smentita su certe idiote forzature che non aiutano a capire.




"Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. In un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. Vai a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette; stiamo consumando le risorse del pianeta; e dal mondo non vengono segnali di pace. Giulio Tremonti ha compreso ciò che sta emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l'Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. Tremonti racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo singoli episodi. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento e vincere la paura. La pianta della speranza non può nascere solo sul terreno dell'economia, ma su quello della morale e dei principi. Si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d'ordine: valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo. E in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell'identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al '68 e ai suoi errori" (postfazione del libro " La paura e la speranza" (Hoepli-Mondadori).


Di questo libro ho letto stralci comparsi sul Corsera, ho seguito le numerose interviste rilasciate da Tremonti in materia. Tuttavia permane una mia grande curiosità. Quando il Professore parla con insistenza di sette di "illuminati fanatici", di "pazzi illuminati" che hanno dato una brusca accelerata al mercato globale immettendovi ipso facto ed ex abrupto il formicaio asiatico mi piacerebbe chiedergli: "Professore, fuori i nomi! E fuori anche i nomi degli agenti italiani di questo processo che ci sta portando al tracollo". E' certo che lui li sa.

32 comments:

Anonymous said...

complimenti per le tue riflessioni. fv

Anonymous said...

Non so se è una mia impressione ma temo che Tremonti con queste esternazioni controccorrente stia rischiando molto. L'ultima volta che si mise di traverso contro i poteri bancari (Bankitalia e caso Fazio) lo fecero fuori politicamente proprio i suoi. Ciao
Luca

Nessie said...

Grazie fv.:-)
Sicuramente, Luca, anche tra i suoi Tremonti non avrà vita facile. Quel che colpisce in queste ore, è che nessuno di quei soloni liberisti che circolano sulla blogosfera abbia il coraggio di ammettere che con il crack bancario che circola anche i governi stranieri più liberisti sono costretti a fare "iniezioni di liquidità" da parte dello stato.Lo ha fatto Gordon Brown con la Northern Bank, lo sta facendo la Banca centrale americana per salvare la Bear Sterns.

marshall said...

Nessie,
complimenti per questo articolo che è scritto molto bene. Fai una recensione talmente "scientifica" di questo libro di Tremonti, che mi hai ingenerato il desiderio di leggerlo.
In questo momento sono molto impegnato con la STORIA DI MILANO, che trovo straordinaria e perciò mi sta incuriosendo e appassionando oltre ogni pur minima aspettativa iniziale. Ma troverò il tempo, mi concederò una pausa per andare a leggere questo libro. Contiene, da quanto ci anticipi, spunti straordinari che dovrebbero indurre ad una profonda riflessione quanti abbiano a cuore la sopravvivenza del genere umano sulla Terra!
Ciao.

paoletto said...

Nessie, presumo che il nuovo libro segua grosso modo cio' che Tremonti scrisse in "Rischi Fatali", o forse ne e' il seguito aggiornato. Questo mercatismo sfrenato che si nasconde e opera all'ombra del progressismo. Credo che cio' che avviene con Malpensa e l'atteggiamento del governo di sinistra sia un esempio cristallino di questo sodalizio.

Nessie said...

Caro Marsh, detto da te che sei un esperto del ramo, è un doppio complimento. In realtà io mastico assai poco di economia. Ma mentre Tremonti è talmente cristallino che può essere capito perfino da una profana in materia come me, altri suoi colleghi si mostrano astrusi ed elucubrati, quando affrontano certi temi.
Poi per il resto mi comporto come di solito: quando la sinistra attacca a testa bassa (come in effetti fa) allora vuole dire che superGiulio è nel giusto. Per completezza di informazione, però, occorre dire che anche a destra non vedono di buon occhio le sue teorie. E che anche a destra esiste un'ottusità ideologica.
Sì, li leggo i tuoi pezzi su Milano. Ogni tanto affacciati anche al Giardino delle Esperidi :-)

Nessie said...

Bentornato Paoletto. Quel che accade a Malpensa (ma anche nell'affaire Alitalia) è semplicemente una sconcezza. E ancora più sconcio è sentire Fassino e il Ministro diessino Damiano (min. del Lavoro) che ora fanno i duri e puri e non concedono nemmeno due anni di moratoria a questi poveri disgraziati, per permettersi di mettersi a posto. Lo hai visto da Santoro settimana scorsa? Continuava a dire che KLM ha ottenuto la moratoria, durante l'acquisizione con Air France perché aveva i conti in ordine. Pareva un ragioniere mezzemaniche e laccapiedi del padrone. Prima riducono a colabrodo il paese col loro assistenzailismo, poi scoprono il liberismo dell'ultima ora. Fanno proprio schifo.

Filippo - Fatti d'Europa said...

Non ho letto il libro, non conosco le tesi di Tremonti, ma quest'uomo ha capito che c'è qualcosa che non va: il lato oscuro della globalizzazione. Parla anche di identità (cosa intenda lui per "identità" non lo so, ma niente non è). Credo sia molto più avanti di tanti sedicenti anti-capitalisti, no-global o "arcobalenati" vari (= alter-globalisti = mondialisti).

Nessie said...

Sono d'accordo Filippo. Per caso hai visto ierisera Otto e mezzo (La7)dove Tremonti presentava il suo libro?
C'era Lanfranco Pace e Ritanna Armeni che hanno fatto una figuraccia barbina, parlando di ciò che non sapevano. Cercasi video di You Tube.

Massimo said...

Vedremo se il pdl vincerà, quali risposte darà Tremonti nel concreto. E se il problema fosse quello di recuperare una sovranità nazionale anche nei confronti dell'europa ? ;-)

Filippo - Fatti d'Europa said...

No Nessie, non l'ho visto.

Nessie said...

Massimo, questo problema Tremonti l'ha trattato proprio nel corso della trasmissione Otto e mezzo, la quale, da quando non c'è più Ferrara è decisamente decaduta.
E siccome il Giulio sostiene che la pazzia che ci porta al collasso è di tipo globale (con agenti mandatari dalla Cina con furore), allora non può esserci altra soluzione che un intergoverno di stati volonterosi che pongano freno a questo delirio universale. Nel frattempo, è chiaro che bisogna recuperare anche una dignità nazionale.

Lo PseudoSauro said...

Tremonti le dice da parecchio queste cose. Se ora ha piu' spazio e' semplicemente perche' stiamo arivando alla canna del gas. Quindi non e' il cavaliere solitario che combatte contro un mainstream incapace di adattarsi al fatto che l'economia globale sta saltando per aria. Anzi, a leggere alcuni, sembrerebbe fino che la crisi sia responsailita' di chi la denuncia. Quasi come quando in guerra uno denunciasse che la si sta perdendo. Alto Tradimento. Ma, mischiata tra le denunce, ce n'e' una molto ricorrente che capisce solo chi ne conosce la storia. Il termine "Illuminati", equivalente a "Saggi" e derivati, evoca le tesi dei complotti gnostici e massonici che attualmente sono considerati emerite idiozie. La cosiddetta "Nobilta' Nera" che per i complottisti ha per obbiettivo il governo mondiale e' quella finanziaria, da A. Rotschild in poi. E se si va a vedere quali sono i soci della FED (banca centrale privata e non pubblica come tutti credono), si trovano tutti in fila i nomi dei magnati della finanza mondiale: americani, inglesi, tedeschi, italiani... gli stessi che, a dire dei sospettosi, hanno influenzati gli eventi storici mondiali da prima della rivoluzione francese. Secondo questi, gli Illuminati, sarebbero responsabili dello scoppio delle due guerre mondiali e si dirigerebbero verso una terza di cui la crisi economica attuale non sarebbe altro che un pretesto creato artificiosamente. Tremonti naturalmente, non ne parla, ma quando dice piu' volte "pazzi", puo' darsi che intenda qualcosa del genere. Quindi la denuncia assume un carattere molto piu' radicale che non l'auspicio di rinegoziare gli accordi di Bretton Woods. E poi Maynard Keynes era anch'egli un liberista pentito. Evidentemente anche l'abiura della fede liberista comporta la sua bella scomunica, come per ogni Fede che si rispetti.

Nessie said...

Non so se ti ricordi le nostre conversazioni con Arm, ma normalmente John Maynard Keynes non piace ai cosiddetti liberisti puri, perchè lo trovano troppo "socialisteggiante". Non so se hai già letto il pezzo che ho messo in link, ma non c'è da stupirsi che Ostellino quando parla di New Deal americano dica "Ahi! Ahi". Come dicevo, in astratto, il purismo non costa niente e possiamo permetterci di fare i duri e puri.
Se l'economicismo diventa un dogma siamo tutti belli e fritti!Come in effetti lo siamo...

Lo PseudoSauro said...

Ricordo benissimo, ma ormai stiamo andando alla velocita' della luce contro un muro e nessuno pare accorgersene.

Keynes e' ormai quasi una specie di bestemmia, tant'e' che piace fino a Bertinotti. :-) Ormai ti danno dello "statalista" come del fascista, manco lo Stato fosse un handicap. Certo lo e' per il NWO e ormai e' sempre piu' chiaro chi
sta da una parte e chi dall'altra.

Sembra che in USA avranno una specie di UE anche loro. Al solito, senza che la gente ne sia minimamente informata.

http://www.youtube.com/watch?v=pt68HHu4IL0&eurl=http://vitabeffarda.splinder.com/?from=7www.youtube.com/watch?v=o-BqnsHdF_c&feature=related

Aldo said...

Postfazione del libro: "cadono [...] i numeri della popolazione"

Fosse vero! Purtroppo a causa dei movimenti migratori, mai sufficientemente stigmatizzati, quei numeri salgono, salgono, salgono vertiginosamente. Procurando problemi su problemi coi quali stiamo già facendo i conti da tempo, subendo un graduale peggioramento della qualità della vita (che non è fatta solo di soldi).

Pochi è meglio.

Nessie said...

Vabbé Sauro, è una polemica stravecchia. Il film di Sidney Lumet "Quinto potere" con Peter Finch nella parte del contestatore mediatico, l'ho visto anch'io. Eccoti questo link completo:http://www.youtube.com/watch?v=lwoGAS6YXZA
"SONO INCAZZATO NERO e tutto questo non mi va" era lo slogan da ripetere :-)
Aldo vedo che la tua fissazione demografica resta sempre invariata. Di tutto il discorso di Tremonti (che è vasto) cosa sei andato a tirar fuori? La faccenda che non si fanno bambini. Noi non ne facciamo più, per dare spazio a loro. Questa è la verità. Ma ce ne sono tante altre. Non si entra in una foresta per vedere un solo albero.

Nessie said...

Quel che preoccupa di più invece (a porposito del filmato) è la Costituzione di una moneta comune: l'Amero.Ovvero l'omologo americano dell'Euro. Chissà perchè si devono copiare le nefandezze che abbiamo noi. Tanto per cedere un po' di sovranità in nome del dio denaro.

Lo PseudoSauro said...

Nessie: nel filmato c'erano diversi spezzoni, tra cui quello che hai citato. L'ultimo e' quello importante. Comunque, che il comportamento delle "masse" sia un automatismo determinato dai media e' la pura verita', e una vecchia denuncia dello stesso non ne esorcizza l'effetto.

Pero', credo che quando gli americani saranno ben consci del fatto che la fusione con Canada e Messico e' stata decisa sulle loro teste, senza consultarli, non credo che bastera' la televisione ad ammansirli

Infatti, l'allarme demografico, determinato dalla grande affluenza di stranieri e' sentito come da noi, nonostante l'enorme sproporzione demografica che esiste tra USA e Europa.

L'unificazione del mondo passa necessariamente attraverso quella dei continenti e non c'e' "democrazia" che tenga: questa e' una concezione totalitaria di un genere mai visto prima.

Le reazioni popolari sono gia' state previste e saranno proprio le leggi "antiterrorismo", a cui io stesso ero favorevole, ad essere usate per reprimerle.

Continua a sfuggirmi a che pro dovremmo rivaleggiare demograficamente con moltitudini che non cessano di aumentare proprio a causa del progetto in via d'attuazione. Non me l'auguro certo, ma se dovesse saltare tutto il carrozzone non avremmo da mangiare nemmeno per noi.

Probabilmente Aldo ha letto le dettagliate raccomandazioni sulla demografia che gli "Illuminati" hanno passato ai nostri governanti. Il suo intervento mi pare pertinente al tema, anche se Tremonti non ne parla che di sfuggita.

Aldo said...

Si noti come l'impennata delle migrazioniha avuto inizio nel 2001 e da allora ha mantenuto una tendenza uniforme in modo sospetto...

http://tinyurl.com/29y9qx

Cause ed effetti, il chiodo fisso di ogni analisi storica. Il grafico mostra gli effetti - dove cercare le cause vere?

Un ricordo tra i tanti: l'impennata ha avuto inizio quando la sanatoria del governo Berlusconi (al tempo, Tremonti era Ministro dell'Economia) ha regolarizzato più di 1.100.000 immigrati nel giro di due anni. A seguire, un flusso costante di 250.000/350.000 immigrati regolari l'anno, ai quali si aggiungono tutti i clandestini (credo non siano pochi) che arrivano confidando, a ragion veduta, nella prossima sanatoria. Sono numeri impressionanti che mi preoccupano seriamente.

Sarò anche un monomaniaco, ma ritengo che la questione demografica, che si intreccia in modo inestricabile con quella migratoria, sia un cardine primario del presente e del futuro prossimo. Se non si agisce su quel cardine (o se si agisce in modo sbagliato, come si sta facendo) ci becchiamo la porta dritta dritta sul naso (come sta accadendo).

Alessandro Giorgiutti said...

Un saluto a Nessie e a tutti i naviganti...

Nel post ci si chiede: di chi sono le responsabilità? Nel terzo capitolo del suo saggio Tremonti offre una cronologia molto stimolante: 9 novembre 1989, crollo del muro di Berlino e crisi del comunismo; 15 aprile 1994, accordo di Marrakech sul WTO, il libero commercio mondiale, e trionfo del mercatismo.

Che cosa è successo? Dall'89 al 94 è nato un mostro globale, dall'accoppiamento tra comunismo (sconfitto) e liberalismo (vincitore, ma solo all'apparenza). Il mercatismo è l'idea di sviluppo lineare applicata al mercato, destinato a governare con le sue leggi il nuovo universo pacificato. Né mercato irregimentato né mercato libero: il mercatismo teorizza il mercato sovrano.

Questa ideologia provoca due reazioni: una negativa: l'11 settembre 2001 il mondo arabo esprime il suo rifiuto; e una positiva: l'11 dicembre 2001 il mondo asiatico lancia la sua sfida (adesione della Cina al WTO).

L'idea di Tremonti è quella di combattere il mercatismo salvando il liberalismo. E per questa battaglia, dice, non servono economisti ma umanisti.

Brutalmente sintetico, ma spero di aver dato l'idea. Un saluto a tutti, questo blog è proprio un bello spazio...

Nessie said...

Sauro, credo anch'io che non bastino né TV né entertainement per accettare la fusione di Canada e Messico. E anche se hanno maggior spazi di noi, atti ad assorbire l'affluenza di stranieri è chiaro che tutto ciò è pur sempre visto come una minaccia alla propria identità. A cominciare dai latinos che ora vorrebbero tradurre in spagnolo l'inno "Stars spangled banner".
Dico un'ultima cosa sulle nascite di bambini che non nascono . Io la penso diversamente da te. Dovremmo sgomberare il territorio da tutti questi stranieri e far nascere bambini nostri per dare una continuità alla nostra cultura e civiltà. La Russia di Putin lo fa già. Io non sono un dinosauro (né pseudo :-)) e non aspiro affatto all'estinzione.Non so se dopo i figli vedrò nipoti, ma è quel che auspico di cuore. Altrimenti perché difenderei tanto i valori della civiltà nella quale sono immersa e sono stata educata? Per chi? e a che pro?

Nessie said...

Aldo, so che appartieni al movimento per il decremento demografico e quel che dici sull'immigrazionismo lo approvo in toto. E pure quel che dici sulla politica del centro destra in materia e sul poco che ha fatto. Ma mi pare alquanto OT rispetto al discorso che oggi è più necessario di prima una visione non dogmatica dell'economia e del mercato. Purtroppo non possiamo sottometterci all'arbitrio della deregulation: questo è il Topic della discussione.
Il mondo sta andando in tutt'altra direzione e c'è ancora gente (come ho sentito stasera a POrta a Porta) che invoca la bontà di quel mercato che sta sconquassando le nostre vite.

Nessie said...

Che bella sorpresa: Alessandro l'Apota :-). Erano proprio queste le spiegazioni che mi aspettavo. E da come ne scrivi, ne deduco che tu abbia già letto il libro di Tremonti. Sull'adesione della Cina al WTO, non so fino a che punto sarà positiva.Vedremo gli effetti...
Pienamente d'accordo sul fatto che servono umanisti più che economisti. Sei stato sintetico , ma chiaro. Grazie per il contributo e per la visita.Passa a trovarci ancora.

Aldo said...

Nessie: "Purtroppo non possiamo sottometterci all'arbitrio della deregulation"

Concordo. Purtroppo tanto a sinistra quanto a destra la nostra dirigenza, al di là delle parole, quella deregulation la pratica quotidianamente con gli effetti che percepiamo sulla nostra pelle. Il "mercatismo", giustamente definito da Alessandro come l'ideologia del mercato sovrano, sta calpestando tutto e tutti.

Superando la "deregulation" che citi e riappropriandoci del nostro territorio, potremmo tranquillamente usufruire dei benefici della bassa natalità interna (che non sarebbero pochi) senza il timore di perdere alcunché dal punto di vista dell'identità. Un popolo rimane tale anche se costituito da poche centinaia di migliaia di persone, e credo che chi è più esperto di storia di me potrebbe citare decine di casi in cui ciò si è dimostrato vero. Ma un popolo non può avere una vera identità se defraudato del proprio territorio, a meno che si tratti di un'identità radicata su costumi nomadi come, ad esempio, quelli degli Zingari. E i costumi nomadi, solitamente, sono costumi basati su un aggressivo opportunismo parente stretto del proverbiale mordi e fuggi. Come persona dall'identità fortemente stanziale non mi ci riconosco per nulla.

Se dovessi trovare questo mio intervento ancora OT, non farti scrupoli a cestinarlo dopo averlo letto. Non mi offenderei.

Nessie said...

E perchè mai dovrei cestinarti? Oltretutto sono più che d'accordo con quello che dici. Ma quello che volevo dire io è che se faccio le lotte contro i Pacs (o Dico o come altro vogliamo chiamarle) e favore della famiglia naturale,contro le adozioni dei figli ai gay in stile Zapatero, ecc. per chi la faccio? E' ovvio che la faccio per i miei. E non certo per le transumanze di importazione. Oltretutto se estendiamo welfare e altri benefits agli ultimi arrivati dai battelli, rischiamo per davvero di andare a gambe all'aria. D'accordo anche sul fatto che dx e sx (fatte salve le debite eccezioni) non impediscono la deregulation.Ciao e Buona Pasqua!

Anonymous said...

"Dovremmo sgomberare il territorio da tutti questi stranieri e far nascere bambini nostri per dare una continuità alla nostra cultura e civiltà."

Piu' che d'accordo!

E intanto, auguri di una buona, santa, tradizionale Pasqua a tutti.

Stella

Nessie said...

Grazie Stella, Buona e Santa Pasqua tradizionale anche a te. E in proposito, ti ho risposto nel post appena sopra. A te e a tutti gli amici :-)

Anonymous said...

Sono d'accordo con Tremonti e anche Paoletto sullo stretto sodalizio tra i mercatisti oligarchici e i nostri vari governi di sinistra sotto cui i vari LucaCorderi ingrassano e i di loro operai deperiscono sistematicamente. Condividono con l'alta borghesia confidustriale il concetto che il popolaccio deve essere asservito agli interessi di quella che secondo loro è l'oligarchia illuminata. Ah naturalmente hanno anche in comune l'idea che i nemici dei suddetti interessi debbano venire sistematicamente sbaragliati a suon di legge ed avvisi di garanzia. Quindi per loro pur da mercatisti fanatici il mercato non è uguale per tutti ma solo fumo negli occhi come si è visto nel caso delle privatizzazioni bancarie o nel reiterato caso TELECOM e come si sta vedendo in quello Alitalia. Interessante anche il richiamo fatto da Pseudosauro. A dispetto di tutti i proclami sulla democrazia e sulla partecipazione e bla bla bla c'è più di un sospetto che le vere decisioni vengano prese non certo pubblicamente e non certo nei luoghi deputati. Questo è anche il motivo per cui quando si affaccia sulla scena qualcuno che non fa parte del giro sistematicamente se la vede brutta alla faccia della democrazia. D'altra parte non avveniva così anche nei secoli scorsi quando al chiuso di qualche salotto si decidedeva che il popolastro venisse usato qua e la senza lesinare come carne da macello ? E' cambiata la forma di certo, ma la sostanza?
Scarthorse

Nessie said...

Scart, non è un caso che in queste ore sia Veltroni che padoa schioppa hanno dato degli ultimatum a Berlusconi per la sua cordata di Alitali: 48 ore. Nemmeno Gesù Cristo farebbe miracoli del genere... E Di Pietro è già pronto con l'accusa di insider trading. CVD. Ciao e grazie.

aphorist said...

Nessie,

vorrei contribuire un commento in disaccordo con il consensus di questa pagina. (I tuoi lettori sembrano essere tutti d'accordo con te!)

Ci sono talmente tante cose a cui vorrei ribattere che non so da dove iniziare. Sono un liberale convinto. Per me merci e persone dovrebbero essere liberi di muoversi tra un paese e l'altro. (Prevedo risposte esagerate come "giocattoli al piombo", e pertanto aggiungo che uno stato sovrano potrebbe certamente garantire trasparenza su provenienza e caratteristiche delle merci senza ostacolarne il flusso; sarebbe come dire che non vogliamo immigrati perche' qualcuno di loro potrebbe avere l'influenza).

Non sono d'accordo con il Sig. Tremonti ne' sulla diagnosi ne' sul trattamento proposto. Tremonti non mi ha mai stupito per l'acume economico (sara' bravo in materie legali/fiscali, magari). Un esempio tra mille: non ha semplicemente senso dire che la spesa costa piu' del trasporto aereo perche' l'Asia ci fa concorrenza sul cibo ma e' ancora troppo povera per il trasporto aereo. L'Asia usa molto cherosene e acciaio e il trasporto aereo si basa su cherosene e acciaio. Il 70% dei prezzi delle cose, tuttavia, e' determinato dal costo del lavoro. Suppongo che questo apparente paradosso sia dovuto al fatto che in Irlanda - penso a RyanAir - vi siano tasse sul lavoro dipendente e IVA molto piu' basse, per cui un'impresa italiana mai potrebbe permettersi di offrire dei prezzi come RyanAir.

E' mai possibile chiamare i prezzi cinesi e irlandesi "dumping"? Com'e' allora che entrambi i popoli hanno meno disoccupazione di noi, crescono piu' velocemente di noi, e sembrano tutto sommato piu' soddisfatti
della vita di noi, nonostante - secondo la teoria del dumping - stiano svendendo i loro corpi e le loro menti e i loro diritti al demone della globalizzazione? Forse i cinesi sono intelligenti quanto gli italiani e hanno deciso che stringere i denti conviene loro.

Per finire, non capisco tutti questi strilli sulla competizione nel consumo. Come fanno gli asiatici ad avere tutti questi soldi per competere con noi nell'acquisto di cibo e materie prime? La risposta e' semplice, anche alla luce di quanto sopra. Glie li abbiamo dati noi perche' ci hanno portato dei beni di consumo a un prezzo che abbiamo trovato irresistibile. E allora delle due e' l'una: o il nostro potere d'acquisto e' aumentato complessivamente grazie allo sviluppo di altri Paesi, o nessuno ce lo fa fare di acquistare liberamente i loro prodotti.

Come disse Ayn Rand, "le contraddizioni non esistono. Di fronte a una contraddizione, controlla le tue premesse". Ti invito dunque a spiegarmi perche' la tesi di Tremonti non e' contradditoria.

Grazie dell'attenzione,

Mattia

Anonymous said...

Che Tremonti sia un cervellone, credo che onestamente pochi lo mettano in dubbio. Ho quasi finito di leggere il libro. Lo trovo interessante e ho bisogno di riflettere. Ma, cercherò di non pensare all'uomo Tremonti (ma come farò non lo so ancora), al suo modo di essere spocchioso, antipatico, spesso pronto all'umiliazione del proprio interlocutore. Tremonti, da ministro ha saputo raccontare balle poi è stato costretto alle dimissioni dai suoi compagni di cordata (fini). Ma perchè, infine, non ha tentato di influire nell'ambito della sinistra liberale, con le sue ricche idee, non necessariamente condivisibili, ma meritevoli di riflessione, invece di allearsi e assecondare berlusconi?