23 April 2017

Il voto francese sotto ricatto




In questo momento i francesi stanno votando per le presidenziali  con seggi aperti dalle 8 di mattina, tra minacce terroristiche, un precedente attacco ai Champs Elysées e allarmi per la sicurezza delle stesse urne. Non riporto le percentuali dei sondaggi dei favoriti perché non servono a nulla. Le urne chiuderanno alle 20. Sappiamo già che i candidati delle presidenziali sono Marine Le Pen per il Front National, François Fillon per l'UMP, il candidato di  extrême gauche chic in stile Bertinotti Jean-Luc Mélenchon e il centrista (ex hollandiano e vicino a Valls) Emanuel Macron.

Di solito gli attentati "false flag" a orologeria del solito islamico di cui poi si sa tutto a cose fatte e a misfatti compiuti, ma sul quale non viene esercitata alcuna prevenzione, ottengono il risultato di rilanciare i governi di "solidarietà nazionale" contro "la minaccia terrorista", in una sorta di retorico "embrassons-nous".
Scenario banalmente e tristemente déjà vu e déjà vécu. Avremo in ogni caso, un crescendo di attacchi da qui al ballottaggio in una strategia che oltre essere "della tensione" è anche  quella dell'"intimidazione" al diritto dei cittadini di scegliere il proprio candidato. Perciò aspettiamoci un calo delle presenze alle urne.
Personalmente non ho pensato neanche per un attimo che di questo clima potesse avvantaggiarsene la Le Pen, come qualcuno scrive. Semmai serve a disattivarne la carica innovativa e la sua capacità di distinguersi da altri schieramenti.  In ogni caso, se i francesi metteranno il solito "moderato" eurocratico o eurosuccube, color can-che-scappa alla guida dell'Eliseo, si meriteranno quel che già hanno: l'incremento e la prosecuzione di una stagione di ricatti.
Sappiamo già che i francesi non sono determinati quanto gli inglesi. Anche lì ci fu l'uccisione della povera Jo Cox nei giorni del referendum per la Brexit, ma gli Inglesi sono dei duri e andarono avanti con il Leave. Ma soprattutto non si fecero RICATTARE né distogliere dai loro propositi, ben consapevoli che il "morto" buttato lì a cavallo del referendum, era utile alla "guerra dei nervi"!

Sono molto d'accordo con questo pezzo di Federico Dezzani dal titolo "Un crescendo di tensione fino al ballottaggio e oltre..." circa la ricostruzione degli attentati "false flag" delle quali la Francia è stata vittima tra lo scorso anno e questo nuovo.

"Sulla sua auto abbandonata, sono però rinvenuti “un Corano e fogli scritti inneggianti all’ISIS, così come messaggi di sostegno allo Stato islamico sarebbero stati ritrovati accanto al cadavere”: elementi, uniti alla quasi immediata rivendicazione del Califfato attraverso il consueto Site Intelligence Group, che consentono di “archiviare” il caso quando i due cadaveri sono ancora caldi".

Insomma, gira e rigira il copione è sempre quello con l'ineffabile SITE di Rita Katz, colei che ha il trust di tutti i filmati dell'Isis. Senza contare che nessuno di questi terroristi viene mai acchiappato vivo, in modo da farlo "cantare" come si deve e saperne di più sulla dinamica dei fatti. Poi ci sarebbero pure i suoi correligionari radicalizzati da "torchiare", per mezzo dei quali smantellare la cupola jihadista. Ma qui, a quanto pare, i giochi sono "altri". Ben altri. E la "police française", non capisce, ma si adegua. Ordini superiori di scuderia?

Ormai  chi imbastisce queste scenografie del terrore e della morte, ci piglia per deficienti e non lo nasconde nemmeno più. E' mai possibile che si recuperino nell'auto dell'assassino il solito Corano con il segnalibro nei versetti già pronto nel punto giusto? O magari  si ritrovino gli stessi documenti di identità dell'assassino stragista nel veicolo, come è avvenuto in passato? Sono sempre più evidenti le matrici "false flag" con tanto di  falsi depistaggi di questi attacchi. False bandiere con morti  veri, naturalmente. 

Dove sono un po' meno ottimista è nelle aspettative di Dezzani, che pur in cuor mio sono anche le mie:

Che conclusioni si possono trarre da quest’ennesimo atto di guerra psicologica?
  • Marine Le Pen è saldamente in testa nei sondaggi “segreti” e vincerà con ampio margine il primo turno;
  • la strategia della tensione si intensificherà in vista del ballottaggio;
  • ampi spezzoni dello Stato, in primis i servizi segreti, lavoreranno contro la presidenza di Marine Le Pen;

Il 2017 entrerà nel vivo tra poco meno di 48 ore e l’attentato agli Champs-Elysées è solo il chicco di grandine che anticipa la tempesta.


Qui la prudenza è d'obbligo, dato che ormai ne abbiamo già viste di cotte e di crude.


C'è già chi si premura di  parlare di rimonta del bamboccione Macron, creatura uscita dalla Banca Rothschild. Io non penso che ci sia un'infatuazione dei francesi per Macron, ma dei media mainstream d'Oltralpe e del loro gusto per il "feuilleton" (la relazione con la sua professoressa di vent'anni più vecchia, ad uso rotocalchi illustrati). Ho parlato in questi giorni con amici francesi, e  posso assicurare che di Macron ne pensano tutto il peggio. Sono perfettamente consapevoli che proviene dal mondo delle banche e della finanza e che è stato compromesso col governo Valls-Hollande. Se  per caso dovesse vincere, possiamo pure affermare che oramai siamo alla più bieca "mediocrazia". Sia nel senso della mediocrità che dei media  che sempre ci preparano il futile teatrino depistante dei gossip, che del loro strapotere manipolativo.

I miei più sentiti auguri a Marine Le Pen per un successo e avanzata del Front National. Ma il mio augurio più fervido è quello che, una volta eletta presidente (semmai riuscisse al secondo turno), mantenga  tutto quanto ha promesso nella campagna elettorale in materia di sovranità nazionale, monetaria, di stop all'immigrazione e di difesa dell'identità della sua Patria in vista di una nuova Europa dei popoli e non delle élites bancarie. Soprattutto, le auguro di non farsi condizionare da quei poteri occulti e consorterie finanziarie capaci di infiltrarsi nei gangli più segreti degli apparati statali e delle istituzioni. Li stiamo già vedendo all'opera con Trump, purtroppo.




ça ira! ça ira!

Stanotte ne sapremo di più...

19 April 2017

Trump l'oeil?






Rieccomi. Ammutoliti, stiamo assistendo tutti quanti alla grande capriola di Trump rispetto al suo stesso programma elettorale. Dallo Zenith al Nadir. Ma è probabile che un gruppo di potere debole e isolato, come quello che si è raccolto intorno a lui, abbia tentato la scalata e sia stato “castrato” una volta raggiunto l’obbiettivo. I due casi macroscopici di Michael Flynn e Steve Bannon (il conservatore vicino al pensiero di Guénon) silurati nel breve, stanno a dimostrare che quella parte di Trump che era piaciuta ai partiti sovranisti europei, ha mollato (o è  stata costretta a mollare) la presa. La simpatia (spontanea?) mostrata da Trump nei confronti di Israele, con Gerusalemme capitale, potrebbe essere un'altra prova. Ma è  soprattutto il bombardamento in Siria, quale punizione dopo l'attacco chimico ad Idlib attribuito (senza prove) ad Assad,  l’indizio più concreto, assieme alle provocazioni nei confronti della Corea del Nord, incurante della possibilità di un conflitto nucleare che coinvolgerà, con i suoi effetti, gli stati dell’Estremo Oriente e la stessa Cina alla quale poi la Casa Bianca  chiede un ruolo di mediazione.

Qualcuno obbietterà: "Che ti importa di un Cicciobello e per giunta comunista, come Kim Jong-u?  ".  Figuriamoci: niente! E sul comunismo non ho  affatto cambiato idea. Dove però resto della mia idea è contro l'esportazione della democrazia, che tanto mi puzza di comunismo su scala planetaria. E allora se Kim-Jong si tiene il suo comunismo pezzente e pauperista a casa sua, lo trovo senza'altro meno deprecabile che esportare una "democrazia" a colpi di bombe e di conflitti nucleari a casa d'altri allo scopo di impiantare banche, finanziarie, e multinazionali, quale forma di "ricostruzione" sulle macerie.
Tutti noi ci siamo bevuti la fòla di un Trump chiuso nel suo "splendido isolamento" e incurante di sembrare un parruccone "protezionista", così come emergeva dalla campagna elettorale dello scorso anno (il suo motto "America first"). Personalmente ho voluto credere in una sua avversione nei confronti del TPP e del Nafta e quando parlava di un drastico ridimensionamento della Nato giudicata obsoleta, ho voluto dargli un'apertura di credito (mio post "Dare a Trump una chance").

La Carl Vinson è stata fotografata nell'Oceano indiano al largo delle isole Sunda, distante da quel mar del Giappone dove avrebbe dovuto posizionarsi: è giallo sull'errore di rotta!

Non sono stata la sola, tenuto conto che perfino alla Duma russa hanno brindato per la sua vittoria elettorale, auspicando un cambiamento rispetto alla precedente amministrazione e a rapporti pacifici e amichevoli tra Russia e Usa. E ora?
Ora assistiamo addirittura al suo doppiopesismo nei confronti del massacro consumato l'altra notte ad al-Rashideen, sobborgo vicino ad Aleppo in Siria, nel quale hanno perso la vita circa 120 persone. Qui il video.
Di queste, 13 sono le donne e 68 i minorenni. Una strage di giovani vite, tra i quali molti bambini. La crudeltà è stata pari, se non peggiore a quella del precedente "attacco chimico". Perché secondo quanto emerge dalle testimonianze, i terroristi avrebbero messo in atto una vera e propria trappola per uccidere quanti più innocenti possibili. Subito dopo l'esplosione, i presenti hanno raccontato un episodio finora passato in sordina: "Hanno iniziato a distribuire delle patatine e i bambini sono corsi verso il veicolo", ha urlato un testimone ai media locali come riportato dal Corriere.
Lo sdegno di Trump sui bambini eterne vittime di questo attentato ad opera dei "ribelli moderati" finanziati dall'Occidente?
In questo caso, non pervenuto, dato che è palese  che qui  Assad non c'entra niente.

Altre forme di inspiegabile opportunismo politico sono il non colpire i sauditi e i quatarioti,  anzi tenerli come i soliti "fedeli" amiconi,  sintomo più grave di tutta la faccenda, tenuto conto che la loro "amicizia" è uno dei pilastri di McCain, Bush, Clinton Obama..(soprattutto se poi si dichiara ai 4 venti  che  si deve distruggere l'ISIS alla radice );  poi l'attacco in Siria, mi ha fatto cadere, sinceramente le braccia..(anche se ho in cuor mio, vorrei che fosse stata una finta).

Non mancano gli eterni illusi che qua e là pullulano per forum, accreditando l'immagine di un Trump machiavellico con strategie  che consentano al tycoon di recuperare potere, mediante una mossa che possa ottenere una pluralità di sbocchi.


Ne prendo uno a caso:
"Fin qui ha pacificato gli animi in casa e continua a muoversi in tal senso, così facendo mette in serio pericolo, al momento, i rapporti con i Russi tirando la corda fino a non spezzarla rischiando comunque di romperla. Alla fine concluderà un accordo, magari sperando così pure al meglio, giustificando al suo interno di non poter andare oltre, pena la guerra. In tal modo si svincola dall'impeachment che sarebbe difficilmente compreso in US dopo tutto un can can da western e poliziotto del mondo in perfetto stile neocon. Gli elettori che al momento si è bruciato? conta di riprenderseli in un 2° momento comunque in tempo per cercare di correre per il 2°mandato.
Il gioco pericoloso è quello di spuntare le armi dei suoi nemici interni, più pericolosi per lui di quelli esterni che ritiene di poter così utilizzare, scimmiottando le loro tesi. E' comunque un gioco d'azzardo, anche per il mondo intero, di un uomo che altrimenti sarebbe solo, condizione che lo espone ad essere facile preda".

Ma ecco come i sogni svaniscano all'alba: Trump potrebbe chiedere all'Italia e al  suo governo (abusivo) Gentiloni di partecipare in prima linea in Iraq, dove al momento forniamo solo opera di assistenza logistica (fonte il Giornale). Non solo, ma "ridimensionamento della Nato" potrebbe voler dire che gli "alleati" siano costretti a sborsare più quattrini per guerre che in realtà interessano solo gli USA.

Siamo dunque al Trump-l’oeil?  Per poter vincere la campagna elettorale i suoi Stregoni della Notizia, gli spin doctor del suo staff, hanno diffuso tutti i topics del sovranismo, dello spirito identitario, per poi farglieli rimangiare una volta eletto. Un magistrale colpo basso contro i suoi stessi elettori !

Racconta Plinio il Vecchio che due pittori greci Zeusi e Parrasio intrapresero una gara.  Il pittore Zeusi dipinse un grappolo d'uva così veritiero che intorno gli svolazzarono tutti gli uccellini, tentando di beccarla. Inorgoglito dal successo, chiese al suo collega  Parrasio di aprire una tenda per esaminare il suo dipinto: ma era una tenda dipinta da Parrasio e a cadere nella trappola  stavolta fu lui, l'amico-rivale. Ecco tutti noi, siamo forse un po' come quegli uccellini intorno all'uva falsa, e  come l'ingenuo orgoglioso Zeusi che apre la tenda dipinta dell'amico Parrasio, perdendo la gara.

Una lezione che ci serve a riflettere e  a constatare sempre più che la libertà è merce rarissima e che occorre concentrarci sulle nostre forze, trovando in noi stessi le nostre risorse,  senza aspettare che arrivino i nostri d'Oltreatlantico con la giubba blu.



14 April 2017

Tregua Pasquale





I fiori non sono mai stati così belli come in questo crudele aprile; forse a causa del pericolo e dei rischi che corrono. Sono stati giorni difficili e forse non ci lasceranno ancora  in pace, poiché come ho già avuto modo di scrivere,  ormai non ci sono più Natali, né Pasque né feste comandate in grado di toglierci di torno questi satanassi che vogliono sconquassare il mondo e funestarci in mille modi l'esistenza. Posso solo dire che l'ordine è  più forte del caos, che il desiderio di giustizia ha sempre la meglio su chi pesca nel torbido, che  la Vita è più forte della Morte e che per quanto facciano, non riusciranno  fino in fondo nei loro nefandi intenti.  E' questa la nostra sola speranza che non deve abbandonarci. 
Per qualche giorno questo blog sarà chiuso e tolgo anche lo spazio  dei commenti, in cerca di un po' di libertà. Per cercare di capire se la vita ha ancora un qualche soffio di dolcezza da offrirci o se viceversa dovremo rassegnarci al Male e alla sopraffazione. Se ha ancora un senso, o se viceversa per dirla in modo scespiriano, è un lungo monologo detto da un idiota fatto di Urlo e di Furore, il cui significato è Nulla. Ovviamente mentre infuriano vere tragedie alle porte di casa nostra e ogni giorno in Patria le cronache ci parlano di poveri vecchi sgozzati per poche centinaia  di euro, impazza la stolta campagna per salvare i teneri agnellini dall’arrosto pasquale. Guardatevi dai sentimentalismi melassosi e mangiate pure quel che volete. Ma soprattutto...



trascorrete una Buona Pasqua! A presto...

10 April 2017

Settimana di passione e di sangue





Palme di sangue in Egitto. Confesso che non so più da che parte volgere lo sguardo e che non credo che quanto accada nel globo sia disgiunto. Proviamo a unire i punti delle varie località come si fa nei giochi enigmistici. L'ultimo sanguinoso attentato multiplo (più attacchi in due chiese) è avvenuto  in Egitto: 45 morti e centinaia di feriti, con il solito Isis (sconfitto in Siria, ma che spunta da quelle parti) che rivendica gli attacchi.  Per l'esattezza, il primo nella chiesa di San Giorgio a Tanta, a nord del Cairo. La seconda esplosione fuori dalla chiesa di San Marco ad Alessandria. Una centinaio i feriti nelle due esplosioni, bilancio disastroso destinato a crescere.  Al Sisi impone al paese tre mesi di stato di emergenza. Pare che l'obbiettivo fosse il papa cristiano copto Tawadros II che aveva officiato messa nella chiesa di San Marco ad Alessandria e tratto in salvo. I feriti si contano a centinaia nell'esasperazione della gente. Occorre ricordare che qualche giorno prima, Trump si era incontrato con Al Sisi  mentre San Pietroburgo era dilaniata da un altro attacco di matrice islamica alla metropolitana. E' chiaro che gli attacchi di Alessandria e Tanta hanno una matrice religiosa ben precisa, dato che l'esplosione dei kamikaze è avvenuta quando i sacerdoti intonavano canti religiosi. Cristiani. Tant'è  vero che c'è chi parla di pulizia etnica dei Cristiani d'Oriente la cui presenza deve essere cancellata. 


Suscita impressione e una profonda pena vedere un povero copto mostrare alle telecamere la sua palma insanguinata, mentre piange disperato in una ricorrenza tanto cara alla cristianità.


Nel nord Europa, Stoccolma piange i  suoi morti di venerdi (pochi giorni prima). Il giorno dopo la corsa folle di un camion nel centro della città, e la morte di quattro persone - tra queste una bambina di 11 anni che tornava da scuola.
Il sospettato numero uno è un uzbeko di 39 anni, è stato preso ieri a nord di Stoccolma incappucciato con felpa. Siamo tutti un po' stanchi di sentire cronache farlocche che parlano di immigrati con una fedina sporca che più sporca non si può, che avrebbero dovuto essere espulsi, ma che invece mettono pesantemente in crisi il concetto di sicurezza e incolumità dei cittadini. Siamo arcistufi di vedere immagini di quelle che un tempo erano le città più linde, civili, sicure del mondo e che ora vediamo sconquassate da immagini di rovina, di desolazione, di dolore, di degrado dovuto all'immigrazione. Evacuata la stazione centrale, fermati i treni regionali e i convogli della metropolitana, chiusi i due più grandi centri commerciali della capitale, con la polizia ha circondato e isolato praticamente tutto il centro città, invitando la gente a non cercare di andarci, né a piedi né in auto. E così via con il panico, il caos e il trambusto, simile  a quello recente di  Londra,  in un copione che si ripete...



Queste sciagure, questi lutti, non finiranno mai finché si teorizza la società multietnica e multikulti, come il migliore dei mondi possibili. Finché si parla di "società aperta", di accoglienza senza limiti. E chi ha organizzato questo sconquasso per disinnescare l'omogenità della grande civiltà europea lo sa benissimo, poiché è proprio questo obbiettivo che si prefigge. 
Scene da Libano, scene da Balcani, scene da Iraq e da fronti caldi un tempo lontani che avvengono oggi nel cuore di un' Europa imbelle, masochista e indifesa nei confronti di  personaggi brutali e fuorilegge, ma matrigna e cattiva coi suoi più onesti cittadini.

Oggi al tg la nostra Rai in collegamento dalla Svezia, la prima cosa che ha fatto è ricevere la testimonianza di una "nuova svedese" africana sull'attentato. Ti colleghi con Stoccolma e presumi di vedere apparire in video una vichinga bionda con gli occhi azzurri che ti spiega i fatti. E invece no.
Ogni occasione è buona per fare propaganda, per farci un sistematico lavaggio al cervello e costringerci a pensare che il modello americano "melting pot" (quello che non funziona nemmeno da loro, sebbene ci siano nati dentro da sempre), sia quello giusto. E che perfino tra i fiordi della Norvegia si possano trovare tanti Mohammed "ben integrati" che parlano norvegese e si danno alla pacifica pesca del merluzzo. Palle disastrose e catastrofiche mentre anche la Norvegia è aggredita da pacchi bomba !

E' un caso se mentre l'Europa dell'Est e del Nord viene aggredita da attentati, se in Egitto si scatena il panico tra i fedeli cristiani dilaniati e maciullati di bombe,  ci si mette pure un attacco chimico in Siria il cui mandante non è ancora stato identificato che già scatena una rappresaglia americana nella base aerea di Shayrat? E' un altro caso se l'America allerta 150.000 riservisti per colpire, a sorpresa,  forse altre aree del mondo? 
C'era una volta la classica dichiarazione di guerra, un atto di lealtà. Oggi le guerre non si dichiarano, si fanno: asimmetriche, terroristiche, demografiche, per mezzo di immigrazioni apocalittiche, per mezzo della finanza predatoria, con l'esproprio e le confische... E non si vincono mai, perché  devono servire a non venirne mai a capo, destabilizzando e scoperchiando all'infinito aree cruciali, immiserendo le popolazioni  per poi sprofondarle in un terrore e orrore senza fine.
Intanto assistiamo impotenti e increduli ad una settimana cruciale di passione e di sangue. Non ci sono più Natali né Pasque, né primavere, né estati, né inverni, senza camion bomba, senza qualche catastrofica notizia.  E' come se il NWO innescasse mine devastanti dappertutto, pronte a farle deflagrare a seconda  delle necessità. E il tributo pagato è sempre più greve e intollerabile. E' questo il fil rouge che unisce tutte queste realtà!
Siano maledetti quelli del shock and awe e che possano provare analoga pena di contrappasso!

E da noi? L'Italia è già il corridoio disumanizzante di questi personaggi che si arruolano, si armano fino ai denti e corrono a provocare stragi in giro. Per questo ci risparmiano, per ora. Tuttavia si muore giornalmente per mano di sbandati, balordi, feccia criminale lasciata libera e impunita di fare rapine, torture e vessazioni d'ogni tipo. Oggi portano il nome di Igor, il killer di Budrio nel bolognese che ha ucciso un povero barista e una guardia giurata. Budrio,  un tempo il paese delle ocarine dell'orchestra Casadei. Domani sarà un altro nome di  immigrato senza documenti in regola, ma con licenza di uccidere un povero pensionato o un tabaccante a riempire le cronache nere; l'ennesimo sbandato con un dossier delinquenziale lungo un chilometro che non avrebbe mai dovuto circolare, ma che circola impunito, indisturbato e non lo fermano nemmeno i carabinieri del Tuscania. E' guerra anche questa. 

06 April 2017

Il sangue di San Pietroburgo




Avrete notato tutti come il fascio di luce dei riflettori mediatici si sia soffermato poco sull'attentato di San Pietroburgo, rispetto a quello di  Londra e di come sia subito stato sopraffatto dall'attacco di Idlib  con gas Sarin in Siria. Perciò innanzitutto sono costretta a tornare a San Pietroburgo, la città dalle molteplici chiese lungo il fiume Neva. Abbiamo radici italiane in questa magica città nella quale gli zar commissionarono  l'opera all'architetto ticinese Domenico Trezzini, e ad altri architetti di scuola italiana. Sono d'accordo con Gian Micalessin quando scrive: "Aver arrestato lo scivolamento dell’Ucraina verso Nato e Unione Europea, aver rimesso piede in un Medio Oriente dove l’influenza degli Usa di Obama era al lumicino, aver gettato le basi per la rinascita della potenza russa e aver ipotizzato un’intesa con Donald Trump ha sicuramente un costo."
Putin come nuovo attore nello scacchiere mondiale viene considerato un leader "pericoloso" per le mire egemoniche ed espansioniste dei mondialisti. Sa mantenere una stabilità al proprio paese, è un leader amato e stimato, è stato riconfermato alle elezioni presidenziali del 2012, ha saputo essere determinante nella lotta contro il terrorismo e si è mostrato determinato nel voler sconfiggere l'Isis. Insomma si è mostrato protagonista, e non comparsa e non si è piegato.
Per lo "zar Putin" cercasi tanti piccoli Lenin in grado di recargli il danno di nuove "rivoluzioni colorate". E' un po' questo lo schema detto in soldoni. Si dà il caso che i russi siano consapevoli  della loro storia e  cultura. Ne parlò in proposito l'ambasciatore Komov a Rovereto qualche anno fa, ricordando che le "radici" di quel marxismo-leninismo che tanto li afflisse con la sua dittatura durata quasi un secolo, sono made in Europe e che la Russia è un paese cristiano geloso custode dei suoi valori. Volendo un po' forzare, la prima "rivoluzione colorata" finanziata dai Rothschild per il tramite di Lenin e Trotzky avvenne proprio nel 1917. Pertanto quell'Alexey Navalny che si è distinto in questi giorni quale agitatore di sommosse,  è un dissidente anti-Putin che fonda in Russia movimenti politici finanziati dagli Usa e venne formato nei  premiati laboratori universitari americani collegati all’élite mondialista in connessione con la Cia. Insomma un vero oppositore e agitatore "spontaneo" di popolo.
Tutto ciò è quanto basta per capire la natura delle recenti proteste in Russia: prove tecniche di "rivoluzione colorata" sospinta dalle oligarchie sorosiane simile a quelle già ampiamente sperimentate in Ucraina e in altri paesi eurasiatici ed estese anche all'area mediterranea.

Non si è fatta attendere la risposta violenta a San Pietroburgo dopo l'arresto di Navalny: l'attentato alla metropolitana che ha causato 11 morti e 51 feriti (bilancio destinato a crescere) subito provvidenzialmente tolto dall'attenzione mediatica occidentale. Gli esecutori materiali sono secondo i il comitato investigativo russo, membri di Al Nusra e dell'Isis, ma poco importa. Sappiamo bene che il terrorismo è la testa d'ariete idonea a  creare instabilità e a scatenare "la guerra dei nervi" oltre a quella contro le vittime.  Nessuno però in Europa ha acceso palazzi di rappresentanza diplomatica con il tricolore della bandiera russa, nessuno slogan in stile "Je suis Charlie", "Je suis Bataclan" e  in un battibaleno ecco voltare subito pagina. Anzi, alcuni media particolarmente russofobi in questi giorni hanno sposato la tesi "complottista" dell'auto-attentato. E pure Luttwak e l'editorialista del Corriere Franco Venturini, hanno sposato questa tesi. Per non dire del solito Mieli.

A pochissimi giorni, ecco la nuova tragedia siriana di IDLIB, attacco chimico che ha procurato 72 morti.  E' chiaro che mediaticamente questo attacco chimico serve anche a coprire l'attentato precedente e a far passare  Putin, da vittima che era, a collaborazionista del carnefice Assad. Ben lo spiega Mauro Bottarelli nel suo articolo pubblicato anche su Rischio Calcolato. Molte cose non tornano in queste ore convulse e la narrazione mainstream è tutt'altro che credibile.




Perché Assad avrebbe deciso di effettuare un bombardamento chimico nella fase finale di una guerra ormai vinta e nel giorno in cui a Bruxelles si apriva la Conferenza Internazionale sul futuro della Siria (e su quello suo)?

E perché l’avrebbe fatto pochi giorni dopo aver incassato dall’Amministrazione Trump (per bocca di Nikki Haley, ambasciatrice all’Onu), la conferma che rimuoverlo “non è più una priorità degli Stati Uniti”?
Perché il regime siriano, in maniera così goffa e intempestiva, avrebbe optato per un attacco con armi chimiche violando l’accordo siglato nel 2013 a Ginevra sotto l’egida di Usa e Russia, che portò all’effettivo smantellamento del suo arsenale (come è stato riconosciuto dall’Onu), accordo mai violato in questi anni neppure nei momenti di maggiore indecisione sull’esito della guerra?

Perché farlo, ben sapendo che questo avrebbe scatenato la comunità internazionale, messo in drammatica difficoltà l’alleato russo, riacutizzato le divisioni nel mondo arabo, provocato una legittima reazione tra gli stessi siriani che oggi, a stragrande maggioranza, vedono Assad come il salvatore della Siria contro l’occupazione terrorista dei mercenari islamisti? Sono questi,  gli interrogativi posti da Giampaolo Rossi nel suo blog, che attendono risposte. Ma anche da parte di tutti quelli che non si bevono la versione del mainstream sulla Siria, scatenatasi in queste ore. 

Intanto però senza uno straccio di prova, la cosiddetta ossimorica "comunità internazionale" ha già lanciato la sua condanna: Assad se ne deve andare e guerra su tutti i fronti a chi lo sostiene. Se lo dicono pure la Mogherini e Alfano l'Africano, allora siamo a posto. Se Corriere, Repubblica, Stampa, il Fatto e altra stampaglia pretoriana lo ripetono, allora sappiamo che i giornalisti si confermano sempre di più vil razza dannata. Fatte salve le debite eccezioni.

Nel merito delle armi chimiche ecco una buona intervista ad Andrea Purgatori (foto in basso) su Intelligo news su tutto ciò che non torna. E Purgatori è un cronista che ai bombardamenti chimici e ai suoi effetti nefasti generalizzati a tutti (e non solo ai bambini)  ha assistito quando Saddam Hussein li scaricò sulla popolazione curda provocando 5000 morti e un numero incalcolabile di feriti. Pertanto le armi chimiche non sono "selettive" né "intelligenti".


Assad non avrebbe alcun interesse ad autorizzare un attacco chimico del quale a suo tempo lo avevano già accusato falsamente senza uno straccio di prova, tant'è che dovettero desistere. Questa a mio modesto avviso, è una bella canagliata buttata lì per accelerare eventi nefasti e reazioni belliche incontrollabili che  personalmente mi fanno una certa paura.  Non mi sono piaciute in queste ore, nemmeno le dichiarazioni di un Trump stranamente "obamizzato", del  tutto incoerenti col Trump oppositore di Obama. 
Dio ci salvi dalla miopia e dall'ottusità criminale della classe politica cosiddetta internazionale che ritrova i suoi galoppini ripetitori in ambito nazionale. 
Il sangue di San Pietroburgo potrebbe essere solo prodromico di  tanto altro sangue innocente che verrà. Una cosa è certa: nessuno di quelli che hanno interesse alla pace (quella vera) e alla verità, vuole vivere una simile avventura senza ritorno.

AGGIORNAMENTO DEL 7 aprile  Sono stata fin troppo facile profeta. E' scattata la rappresaglia americana contro la base aerea siriana di Shayrat. In una nota il Pentagono ha definito la risposta americana "proporzionata" rispetto all’odiosa azione di Assad contro la propria gente. Il raid è scattato quando in Siria erano le 4.40 del mattino. Era già tutto previsto ancor prima dell'attacco chimico a Idlib - dichiara  i ministro russo degli Esteri Sergheij Lavrov. 
“Un’aggressione contro uno Stato sovrano in violazione delle norme di diritto internazionale, su pretesti inventati”, ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. “Quest’azione di Washington arreca un danno considerevole alle relazioni russo-americane, che erano già compromesse”.

01 April 2017

Legge sui minori stranieri, ovvero ius soli mascherato




Troppe emergenze quotidiane, troppe cattive notizie, per poter scegliere in tale marasma, quella peggiore. Pochi hanno fatto osservare che è passato lo ius soli mascherato qualche giorno fa alla Camera. Ed è passato sotto il  pretesto di legge  "umanitaria" di protezione dei minori stranieri.

Approvata alla Camera con 375 la norma che protegge i ragazzi che arrivano senza famiglia nel nostro paese scappando da fame, guerra e violenze. Avranno gli stessi diritti dei loro coetanei. "Italia apripista in Europa" dice la relatrice Barbara Pollastrini. 


Così annunciava qualche giorno fa - esultante - il quotidiano debenedettino Banana Republic 

Via libera definitivo dell'Aula della Camera alle norme volte a proteggere i minori stranieri non accompagnati. Il testo, in base al quale i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei Ue, è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari (la Lega) e 41 astenuti. allo stesso tempo il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul decreto di contrasto all'immigrazione clandestina. A favore del provvedimento, che ora va quindi alla Camera, si sono espressi 145 senatori, 107 i contrari e un astenuto. Tra chi ha approvato detto testo a  Montecitorio oltre  al della maggioranza, i soliti 5 stelle che non perdono mai l'occasione di accodarsi, il NO della Lega e Fratelli d'Italia e l'"astensione critica" di Forza Italia (e te pareva!) , garantisce ai minori stranieri non accompagnati un permesso di soggiorno per minore età o per motivi familiari.

Ma chi stabilisce chi sono i "minori"? Inoltre sappiamo benissimo il rispetto che hanno le popolazioni africane per l'infanzia e come usino cinicamente donne e bambini quali "scudi umani" per ottenere salvacondotti. I "minori" sono dunque l'esca ghiotta per poter ottenere ricongiunzioni familiari e cittadinanze accelerate. 

Andiamo avanti e guardiamo le  cosiddette "garanzie" delle quali usufruiranno i cosiddetti "minori": 

I permessi: Il minore potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di "tutori volontari" disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare a ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata. La legge promuove poi lo sviluppo dell'affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture.

Istruzione e salute. Sono previste maggiori tutele per il diritto all'istruzione e alla salute, con misure che superano gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all'iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l'attivazione di specifiche convenzioni per l'apprendistato, nonché la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno.

L'acceleratore del testo è stato l'intervento di Save the Children. Qui l'intervista importante di Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia per detta associazione, la quale  è dal 2013 che faceva pressione per ottenere questo testo di legge.  
Ecco cosa sostiene la Milano: "La legge è la prima in Europa, potrebbe essere un modello, c’è un grandissimo interesse. Da domani ci muoveremo non solo per far sì che la legge sia conosciuta e praticata – anche questa legge sarà da attuare, come sempre – anche per fare in modo che sia riproposta nei sui contenuti più generali in altri Paesi e davanti al Parlamento europeo".

Raffaella Milano direttrice di Save the Children in Italia


Come al solito, il pesce-pilota delle calamità eurocratiche è sempre l'Italia. "Pesce" nel senso di fesso. 

Sì, ma chi salverà i bambini da "Save the children"? Aborto, pianificazione familiare ed ora eutanasia infantile: questo è il programma d'azione di Save the Children, la famosa ong che - quantomeno nel nome - a ben altre battaglie dovrebbe rifarsi. Altre notiziette non propriamente edificanti su questa associazione internazionale  potete trovarle su questo sito Bastabugie

Intanto giubila tronfio il Pd: "Un testo che rende giustizia al ruolo di Paese fondatore dell'Italia e potrà essere spesa sui tavoli di trattativa in materia di immigrazione".  E la piddina Barbara Pollastrini, (moglie di Pietro Modiano, Presidente di Sea, la società degli aeroporti milanesi nonché ex direttore generale di Intesa Sanpaolo), aggiunge: 

"Lo dico con emozione, l'Italia è apripista in Europa con un provvedimento umano e di civiltà". Ci risiamo con "l'apripista".

Non c'è che dire: l'Italia non è più un paese per Italiani, con una classe politica traditrice dei nostri interessi, supina e prona ai diktat delle oligarchie.

29 March 2017

La terza Donna



La notizia non  è recentissima ma vale comunque la pena di riprenderla e rifletterci sopra. E l'ho fatto lontano dalla data comunista internazionalista dell'8 marzo, perché questo è un personaggio femminile buono per tutti i giorni dell'anno, e non solo per una data diventata fasulla che più fasulla non si può.  E' da molto tempo che volevo parlare della dott.ssa Silvana De Mari, la quale è stata al centro di velenosissime polemiche per certe sue posizioni coraggiose contro la lobby LGBT.  Chi è e cosa fa nella vita,  potete vederlo sulla sua biografia reperibile on line. Come si può ben vedere è anche autrice di romanzi fantasy che ha pubblicato con grande successo. Suo autore favorito è - manco a dirlo - John R.R. Tolkien. 


Silvana De Mari, chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta, sembra proprio non aver paura di comportarsi in modo politicamente non allineato, a proposito di omosessualità, politiche gender e leggi pro gay. Famosa è stata la sua intervista su La Verità (che non dispone di un suo sito on line), nella quale illustra la sua esperienza di endoscopista a proposito del sesso anale praticato dai gay e di tutte le malattie ad esso connesso. La sessantatreenne autrice di numerosi best seller fantasy, è infatti un medico specializzato in chirurgia generale e psicologia cognitiva, salita alle ribalta delle cronache per i suoi dettagliati avvertimenti riguardo ai rischi dell' attività omoerotica. Sulle pagine dei siti della comunità gay viene descritta come un ultra-tradizionalista "omofoba" e alcune associazioni hanno chiesto la sua radiazione dall' Ordine dei medici. Prelevo alcune domande con sue risposte-chiave dal quotidiano di Belpietro che hanno suscitato un inferocito vespaio di maldicenze da parte di chi sappiamo:

Ma chi gliel' ha fatto fare di lanciarsi in questa crociata?
«Un gay dovrebbe conoscere le conseguenze di una sistematica attività omoerotica. Mi limito a mettere a fuoco i riscontri medico clinici, della colonproctologia e di epidemiologia. Dati alla mano dell' Organizzazione mondiale della sanità, perché non dovrei dire che un omosessuale ha un rischio di contrarre l' Hiv 19 volte più elevato di un eterosessuale? Sono patologie segnalate anche sui siti gay, cose note a tutta la comunità medico -scientifica».


Perché cominciare a parlarne tutto d' un tratto?

«Sono indignata che attivisti Lgbt entrino nelle scuole, pagati con denaro pubblico, a dire il falso, ovvero che essere gay è una cosa bellissima. L' adolescenza è un periodo molto fragile e i giovani cercano disperatamente un' identità. Se proprio bisogna parlarne, vadano nelle scuole con le statistiche e dicano che la promiscuità sessuale è una catastrofe fisica e psicologica.Il preservativo è un mito, "perché la gran parte degli omosessuali non lo mette, e si rompe spesso perché l' ano non è stato concepito per la penetrazione. Nei titoli di coda del film Milk, che racconta la storia di un noto attivista gay americano, appare la lista dei personaggi: una buona parte sono morti di Aids».

Parla così perché è stata endoscopista?
«Qualsiasi endoscopista può confermare la maggiore morbilità proctologica di uomini e donne che subiscono in maniera sistematica la penetrazione anale». 

Poi continua con la lista delle malattie, dei disturbi e delle gravi patologie più diffuse inerenti a tali pratiche: un quadro clinico da far rabbrividire.

Affermazioni, studi e punti di vista che hanno sguinzagliato le reazioni astiose delle organizzazioni omosessuali, provocato l'apertura di un provvedimento presso l'Ordine dei medici e - ora - anche l'apertura di un' indagine da parte della procura di Torino.

L'accusa è dura: diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione e dell’istigazione all’odio razziale (?) .
Eppure la De Mari aveva detto di averne curati molti e dunque di capirli. E' solo che non si schiera al fianco di quella che lei definisce la schiera dei "nuovi ariani" di cui è "vietato parlar male", dato che ormai è diventato un tabù non condividere le loro idee.

A denunciare la psicoterapeuta sono stati gli attivisti di "Torino Pride" e il procuratore Antonio Spataro (a' rieccolo!) lo ha consegnato nella mani di un pool di pm esperto di legge Mancino, la controversa legge liberticida  definita da esperti in giurisprudenza "un obbrobrio giuridico", che ha trasformato il libero pensiero in reati d'opinione.  Ovvero quella norma che "condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali".
Come in tutte le dittature, si vuole togliere la libertà di esprimere pensieri non allineati al Pensiero Unico vigente e accelerare, perciò,  il processo di schiavizzazione e di sudditanza dei popoli. 

Oltre al movimento Lgbt torinese, però, la De Mari dovrà vedersela anche col fuoco incrociato dell'avvocatura del Comune di Torino (visto che il Consiglio per volere del consigliere Pd Maria Grazia Grippo ha deciso di denunciare a sua volta la psicoterapeuta) e quello della Regione (che ha già schierato i suoi avvocati). Tutti contro una, tutti contro di lei e  che bruci la strega! 

Ma la dott.ssa Silvana, sembra non aver paura, nonostante sappia che trattasi di una lobby molto ricca e potente in grado di procurarle un ostracismo violento e  un boicottaggio editoriale.

"Avevo deciso di essere tollerante, tutto sommato, in effetti, perché attaccare c’è il rischio di destabilizzare qualcuno già fragile" dichiara al quotidiano "La Croce". 

"Non ho mai creduta vera l’affermazione sulla normalità dell’omosessualità, ma ho creduta vera l’affermazione sulla inevitabilità per alcuni di questi comportamenti, e mi sembrava corretto lasciare che ognuno vivesse come vuole senza critiche" - prosegue. 

"Perché ho cambiato idea? La persecuzione religiosa del movimento LGBT contro il Cristianesimo. La persecuzione del movimento LGBT contro la libertà di parola. Le scuole cattoliche inglesi costrette a parlare a favore dei matrimoni omosessuali. La parola matrimonio nasce da madre, il matrimonio serve perché un uomo protegga la donna che porta la maternità dei suoi figli così che lei possa diventare madre. Il matrimonio omosessuale non ha questa funzione, quindi è senza funzione, ed apre al matrimonio islamico poligamo. Se va bene tra due uomini, perché non tra tre uomini? E perché non tra un uomo e quattro donne? Love is love. Le multe di centinaia di migliaia di dollari ai pasticcieri che rifiutano di fare ridicole torte con sopra due ometti o due donnine, i sindaci francesi condannati per essersi rifiutati di celebrare cerimonie che trovano insensate. Le mostruose trasmissioni fatte da Rai 3. La legge Cirinnà, la pensione di reversibilità garantita a omosessuali e a chi finge di esserlo, in una nazione dove non c’è più denaro per nulla, una nazione alla fame..." (continua qui sul quotidiano "La Croce").

Ida Magli aiutò con le sue idee a dare una spallata contro l'Europa, contro le sue politiche economiche predatrici che hanno desertificato l'industria e indebitato i popoli, le sue alluvioni migratorie imposte con violenza apocalittica. Oriana Fallaci, ha lanciato le sue invettive contro l'Islam radicale, usato come grimaldello per distruggere la nostra cultura e religione. Silvana De Mari, contro quella lobby LGBT che vorrebbe impadronirsi dell'identità sessuale, manipolandola a suo arbitrio e capriccio. Contro la deriva che ne consegue, contro la disgregazione della famiglia naturale, per la salvaguardia delle giovani generazioni. 
Un grande abbraccio e tanta solidarietà alla dott.ssa De Mari, la terza donna italiana di cui si parlerà a lungo, presumo. 

23 March 2017

Londonistan ha colpito ancora




L'attentato  islamico a Londra cade in un momento critico. Theresa May sta mettendo a punto la Brexit e finalmente ci sarà il famoso art. 50 (Trattato di Lisbona) da superare. La Scozia non ha trovato niente di meglio che pretendere un nuovo referendum per la sua secessione dall'UK che arriva fuori dai tempi massimi. Voler secedere dal Regno Unito per poi aggregarsi al carro dell'Europa significa passare dalla padella alla brace. E che brace ardente, nel caso della Ue!
Non se ne farà niente, per fortuna perché un referendum c'è già stato e la Scozia l'ha perso. In questo quadro confuso è arrivato il solito terrorismo di matrice islamica. Pagato e voluto da chi? Quella (la manovalanza islamica) è gente che si può comprare con quattro peperoni.

"Utilizzate i camion come armi per colpire gli infedeli. Un camion di medie dimensioni non desterà sospetti, ma infliggerà più danni di un caccia militare. Un veicolo lanciato ad alta velocità durante un evento di richiamo per i non credenti, farà una carneficina”.
I veicoli sono come i coltelli in quanto estremamente facili da acquisire. Ma a differenza dei coltelli, che se trovati in possesso possono destare sospetti, un veicolo non suscita assolutamente alcun dubbio a causa del loro uso diffuso nel mondo.."

Erano già proclami lanciati dai "combattenti" (in realtà vigliacchi) dell'Isis  e messi in pratica a Nizza e Berlino.  Poco probabile è il concetto di "lupo solitario" di cui si blatera sui media ufficiali, il quale anche se attacca da solo, è sempre telecomandato da una rete.  Il "solitario", caso mai viene infiltrato  tra la folla, per non destare sospetti. 

Si  è parlato all'inizio  di un uomo dai tratti asiatici che ha attraversato con un Suv lanciato a tutta velocità il Westminster Bridge intorno alle 15.40, ora italiana, travolgendo alcuni passanti, uccidendone quattro, ferendone una quarantina, per poi andare a schiantarsi contro la cancellata del parlamento, dove ha cercato di entrare accoltellando almeno un agente, prima di essere abbattuto proprio dagli uomini delle forze dell'ordine. Poi adagio adagio lo hanno identificato come giamaicano (?) aderente all'islam. Insomma la solita confusione e guerra dell'informazione, modificata e cambiata di volta in volta, con l'ultima versione qui

"L'uomo aveva qualcosa in mano, come una sorta di bastone, è stato affrontato da una coppia di poliziotti con le giacche gialle e uno di loro è caduto a terra", racconta alla Bbc Quentin Letts, il vignettista del Daily Mail.


L'attentatore prima ha travolto con l'auto diverse persone sul ponte di Westminster poi ha accoltellato un agente.
Armate i  vostri agenti, o Inglesi, sennò la vostra Brexit non vi servirà proprio a nulla. 
Uscire dalla Ue per avere al vostro interno questa gentaglia, non basterà a  garantirvi giorni felici.


È un momento molto  particolare. A Washington la grande coalizione anti-Califfato si riunisce per fare il punto. Gli Usa inaspriscono i controlli nei confronti delle compagnie aeree provenienti dal Medio Oriente. Misure nel timore di attacchi sofisticati, con le batterie dei portatili trasformate in bombe. Ma è un terrorismo «low cost» a paralizzare Londra, colpendo uno dei suoi simboli più nobili,  Westminster  con il Parlamento. Ormai auto con effetto bomba e vetture ariete sono modalità collaudate anche altrove (Nizza, Berlino ecc)http://www.dailymail.co.uk/news/article-4338998/Police-open-fire-outside-House-Commons.html




Le ipotesi sono tante: le schegge dell'Isis contro la coalizione e il cercare un territorio in Occidente chiamato dār al-ḥarb ("Casa della guerra"), la voglia di impedire la Brexit e di "farla pagare" all'Inghilterra usando questa bassa manovalanza. Nel mentre, hanno deragliato un Intercity Milano-Basilea: nessun morto, ma alcuni feriti (sette). La Ue sta per saltare e ci presenta il suo conto di sangue? Lo scopriremo assai presto.

Una cosa è certa: la società multietnica e multikulti lascia le sue vittime sul campo, ad un anno esatto dalla strage di Bruxelles (stesso giorno) e dodici anni dopo il vile attentato alla metropolitana di Londra nel luglio 2005.Ma è anche vero che il tessuto sociale della Gran Bretagna è  da molti anni, dalla sua decolonizzazione in poi, fortemente decomposto e sfilacciato dal multiculturalismo, multietnicismo e comunitarismo.
Come si fa a chiamare "britannici" , ad esempio, gente come  Omar Bakri detto Capitan Uncino,  solo perché giocava in Borsa nella City Londinese?

Nella seconda versione diramata dai media dopo quella dell'"asiatico" salta fuori la presunta identità dell'attentatore nella figura dell'elettricista  Abu Izzadin nato Trevor Brooks. Già condannato a 4 anni e mezzo con l’accusa di incitamento al terrorismo e raccolta di fondi finalizzati al terrorismo, Izzadeen (o Brooks che dir si voglia) era stato poi rilasciato nel 2009. Come al solito si sa già tutto  a misfatto compiuto.


Ma ecco che salta fuori una terza versione e un altro nome: si chiama Khalid Masood, anni 52, nato nel Kent ma come si arguisce dal nome, non certo un britannico di sangue.  Pare fosse già conosciuto dai servizi inglesi e che avesse cambiato più volte nome e generalità. Ma allora l'Abu precedente? Versione superata... Qui tutto sulla terza versione, sperando che sia  l'ultima, quella vera e quella definitiva. Intanto l'Isis ha rivendicato l'attentato.

Khalid Masood, anni 52, il terrorista di Westminster, britannico per "ius soli"

"Non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire", ha detto il mattino seguente Theresa May alla Camera dei Comuni. Fareste bene ad averla, invece, e a comportarvi di conseguenza, armando i vostri Bobby.

Cari Brits,
siete ridicoli con questa storia della polizia disarmata. Lo vada a dire ai parenti dell'agente Keith Palmer, fatto fuori con una semplice arma bianca, cara signora May, che lei non ha paura. Aver paura, attrezzarsi e armarsi di conseguenza, è un'intelligente forma di sopravvivenza.



"La democrazia e i valori che rappresenta prevarranno sempre".
Io ci metterei un bel punto interrogativo.

Qualche volta, invece, vale la pena di interrogarsi se non è proprio grazie alla democrazia che l'Europa si è ridotta in questo modo.
Quale democrazia Mrs. May? La democrazia del far entrare oves et boves nella vostra piccola isoletta? La democrazia dello ius soli, quale cittadinanza premio? la democrazia del laissez-faire nei confronti di un culto alieno al Cristianesimo? Il permissivismo nei confronti della sharia e poligamia?

Ricordo che nella patria della Magna Carta, è da tempo in uso la sharia coi tribunali islamici per non disturbare - presumo - "le loro tradizioni". E pure la poligamia, quella che praticano i beduini del deserto, trattando le donne peggio delle capre.
Londonistan non ha imparato nulla dai tempi dell'attentato alla metropolitana. 

18 March 2017

Mutti Kaputt!




Non ho mai sopportato Angela Merkel con  quella faccia finto paciosa di chi prepara strudel per i nipotini. Questa Ue a trazione tedesca ha già fatto sfracelli incalcolabili. Basta guardare la Grecia massacrata sotto gli occhi del mondo,  della quale inspiegabilmente non si parla più. In realtà, quello della Germania,  è un caporalato eurocratico nel quale lei si è assunta il ruolo ingrato e arcigno di capo-bastone. Più che madre (Mutti), una matrigna.  Perciò è con gioia che ho accolto le parole di Trump sull'immigrazione. "L'immigrazione non è un diritto" è quasi diventato uno slogan. Non so se la politica di Trump ci deluderà o meno, ma una cosa è certa: finora il suo linguaggio verbale esprime concetti che per tutti i politici del mondo sono stati  un tabù. "Emigrare è un privilegio"? Ma certamente, se non altro perché occorre avere molto denaro per pagare viaggi lunghissimi e magari corrompere la sorveglianza. 

Prima di tutto viene la sicurezza dei popoli autoctoni? 
Naturalmente sì, e la parola latina "limes" stava a significare limiti e confini da rispettare. Ma i tedeschi, pur essendo eccellenti in molte discipline (tecnico-scientifiche, musicali, filosofiche e letterarie) hanno un grave difetto:  la fissità e l'ostinazione che è tipica degli ottusi. 
Inoltre ad una kalergiana di ferro come lei, non devono essere piaciute le parole di Trump. Non dimentichiamoci mai quel Premio Coudenhove-Kalergi acciuffato dalla Merkel nel 2010, mentre sorride sotto il simbolo dei Rosacroce (la croce rossa sul fondo di un sole, circondato da 12 stelle) mostrando orgogliosamente l'effige del conte austriaco: vorrà ben dire qualcosa!

Come vuol dire qualcosa l'aver  ordinato la diffusione di un opuscoletto con i disegnini https://www.zanzu.de/en/kinds-sex nel quale si invita esplicitamente le cittadine tedesche...all'accoglienza .... di tipo sessuale; intendo, agli accoppiamenti e alla promiscuità meticcia (vedere Sesso Meticcio). Ricordo che il premio Kalergi fu assegnato anche a  Schäubleun altro fanatico di ingegneria sociale e di sostituzione etnica considerata la panacea ai mali del Vecchio Continente.
Come vuol dire qualcosa l'aver negato ai media la colpevolezza dei "profughi" nei vari casi di cronaca nera. 



Ora nel suo zelo di Mutti che persegue costantemente il Bene Comune pare che il suo ministro della Giustizia proponga di sanzionare con una multa di 50 milioni di euro i social media che non rimuovono entro 24 ore dalla segnalazione contenuti illegali come parole d’odio o fake news diffamatorie. Se i tedeschi vogliono riscattare la loro damnatio memoriae del passato, con simili crociate del Common Good,  è il caso di dire che si va di male in peggio. 

Oh Germania pallida madre!
come insozzata siedi fra i popoli!


Dio ci liberi da questi emissari del Bene! I dolcetti di Mutti non possono che essere avvelenati come quelli delle streghe nelle fiabe dei fratelli Grimm.
Succede pure che la stampa tedesca ometta e cancelli le generalità di chi commette stupri etnici o crimini di sorta, se immigrato.

Del resto la Merkel, in questo anno elettorale, vorrebbe scongiurare qualunque polemica sul tema immigrazione che possa costarle molti voti. Ecco perché l’uomo che qualche settimana fa ad Heidelberg ha falciato alcuni pedoni in quello che sembrava un attentato simile a quello dei mercatini di Natale, è rimasto senza precisi dati identificativi. Si trattava di “un tedesco senza origini migratorie”, mentre sui social media e sui siti alternativi si affermava che si trattava di un islamico. Lo stesso è avvenuto per l’orribile attentato a colpi d’ascia a Düsseldorf nel quale l'attentatore passò per avere degli squilibri psichici. Lo vedemmo già un quel famoso Capodanno del 2016 che gli immigrati non potevano essere "stupratori" e che i media ufficiali applicarono vergognose veline per proteggerli e adattarsi al suo teorema. 

Più di recente c'è la storia della "combine" a tre (Lei, Mark Rutte ed Erdogan).
La clausola segreta fra la Merkel, Mark Rutte risultato vincitore delle elezioni olandesi, sulle migrazioni-invasioni, che comprendeva una clausola segreta: “Ciò che s’è concordato con la Turchia a Bruxelles…c’è qualcosa che non risulta nell’accordo”, disse Orban: “Un giorno ci sveglieremo – e penso che ciò sarà annunciato a Berlino già la settimana prossima – e ci diranno che dovremo prendere 400 mila o 500 mila rifugiati direttamente dalla Turchia”. Il quale Orban fu tacciato e ridicolizzato come complottista.

Più  di un anno dopo, la stampa tedesca  (Die Welt) ci rivela che Orban aveva ragione: il 6 marzo 2016, la Merkel aveva concordato con Erdogan di prendere ogni anno 150-250 mila rifugiati dalla Turchia. L’aveva concordato senza la minima consultazione degli altri stati membri. Il solo al corrente dell’accordo era il premier olandese Mark Rutte, presente ai colloqui come presidente semestrale della UE.

L’accordo fu poi approvato nel panico dai 28 paesi, perché fu presentato come l’unico modo di arrestare il flusso – pagare i 3 miliardi annui a Erdogan, altrimenti ci mandava altri profughi. C’era “l’emergenza-migranti”, perbacco! Non volete pagare quei miliardi per frenare il flusso?Pagammo, la Merkel fece pagare tutti noi per il suo tragicomico errore (“Venite tutti in Germania!”), o quello che pareva un tragico errore. (Orban diceva il vero - Blondet).

Ora le fotografie di repertorio di Trump insieme a Frau Angela, parlano chiaro e i media strombazzano già sulla sgarberia e cafonaggine del presidente americano che non ha stretto la mano alla signora. Lei si protende verso di lui che non la guarda nemmeno mostrando un atteggiamento di netta chiusura. Ricordo però che l'indomani della scelta dei cittadini americani per il nuovo presidente lei fece dichiarazioni allarmate e si ingerì pesantemente riguardo la vittoria del nuovo presidente. A che titolo?
E' evidente che Trump non poteva che ricordare l'unica affinità elettiva tra lui e la Cancelliera: quella di  essere stati entrambi spiati da Obama.
Lui, Trump, se l'è legata al dito. La Merkel che in fatto di spie, spioni e spiati la sa lunga (vedi quanto avveniva nella DDR), ha lasciato correre e ha finto di non raccogliere la battuta.
Non so come andranno le elezioni in Germania. C'è il rischio che i tedeschi passino dalla Capa Merkel, al Kapò Schulz del SPD. Cioè dalla padella alla brace. Personalmente non mi faccio illusioni. I partiti identitari come Alternative für Deutschland sono di continuo ignorati dai media. Inoltre alla Germania non si vuol  concedere facilmente  di avere uno spirito nazionale  e identitario, in forza del suo tragico passato. 

Tuttavia, per ora dal match di the Donald con Mutti, che anche con noi Italiani non è mai stata tenera al punto da suggerire a Napolitano chi doveva essere il premier,  ne è uscita kaputt.

14 March 2017

L'Olandese volante




Sono d'accordo con Geert Wilders: "La fine è già cominciata" . Ovviamente il leader sovranista olandese intende parlare della fine della Ue.  E che debba finire è già nell'aria come la primavera che si respira a pieni polmoni in questi giorni.
 “Io voglio essere responsabile del mio destino, non posso accettare che altri decidano per me, che si tratti di politiche dell’immigrazione, di chi deve o non deve entrare in casa mia, di economia, di tutto. Possiamo lavorare insieme tra Paesi europei, senz’altro, come fa la Svizzera. Un rapporto di cooperazione che funzionera’ benissimo”.
Parole sante!

“L’Europa non è riformabile” e “invece di riformare, o di discutere, o di trovare un accordo, è molto più semplice ed efficace riprenderci il potere che ci appartiene”.
Parole strasante!

“Come l'Ue, l’euro, sono alla fine dell’Impero romano. La fine è già cominciata. Tra pochi anni non esisteranno più. Non so quanto tempo ci vorrà perché crollino, due anni, forse dieci, ma questo avverrà. L’Europa, come insieme di stati, è la mia casa, il mio continente, il posto dove vivo. Ma non l’Unione Europea in quanto organizzazione politica e burocratica. Di questa ci possiamo e ci dobbiamo liberare”. (fonte: Imola Oggi)
Doveroso, direi. 

Dunque Wilders  è strenuo sostenitore della  cosiddetta "Nexit", cioè dell'uscita dell'Olanda dall'Ue - e pare goda di  ottimi risultati nei sondaggi, sebbene questi vadano presi con cautela. Pertanto, vedremo l'esito mercoledi 15,  nelle urne. 
In questi giorni i disordini dei cittadini turchi nei confronti del governo olandese servono a sollevare un astuto polverone e a deviare l'attenzione dal vero problema. 

Il primo ministro olandese Mark Rutte  che attualmente guida un governo di coalizione insieme ai laburisti del PvdA,  apre il suo contenzioso contro Erdogan che in questi ultimi tempi dà prova di squilibri mentali, arrivando a dare dei nazisti agli olandesi, i quali, come è noto, dai nazisti furono pesantemente invasi durante la II Guerra Mondiale. 
"Niente negoziati sotto minacce Ankara" dichiara Rutte  "Non ci saranno negoziati sotto le minacce" per risolvere la crisi diplomatica con la Turchia, ha poi affermato ricordando che i turchi dei Paesi Bassi sono "cittadini olandesi". "Fino a che le minacce del governo turco non finiranno non ci saranno negoziati per risolvere questo conflitto", si legge in una nota nella quale si intuisce anche che, in realtà,  il vero "rischio reale"  per Rutte è Wilders  (e non Erdogan) nel caso dovesse vincere le elezioni. 
Mark Rutte attuale primo ministro olandese

Dunque dietro all"islamofobia" tutta apparente di Rutte esiste in realtà la paura di non riuscire a calamitare i voti olandesi. Pertanto è Wilders il vero problema per Rutte.
E qual è il trucco impiegato? Rubare il vento alle vele degli avversari. 
Fa il muso duro, Rutte contro il Sultano di Ankara. Ma intanto, ecco le vere voci dal sen sfuggite...

"Voglio che l'Olanda sia il primo paese a fermare questa tendenza di populismo". Così il primo ministro olandese a due giorni dal voto ha preso posizione nel braccio di ferro contro Geert Wilders per vincere le elezioni. "Ricordate la Brexit? Tutti pensavamo che non sarebbe successo. E ricordate le elezioni americane. Non commettiamo altri errori. Queste elezioni sono cruciali".  (fonte: rainews.it).
Queste sono le VERE preoccupazioni di Rutte, non qualche corteo con le bandiere turche con tanto di mezza luna, in giro per Amsterdam.  

Lo stesso mezzuccio di dozzina lo stanno impiegando in Francia  i Macron, i Fillon che si improvvisano anti-immigrazionisti dell'ultima ora, tanto  per rubare il vento alle vele di Marine Le Pen, sottraendole consensi.  Curiosi questi eurocratini-cretini:  dopo aver tuonato a tutto decibel il loro sdegno contro gli odiati "populisti",  ora cercano pure di imitarli grottescamente.  Fanno quasi pena. 

Si è appena concluso poche ore fa, lo scontro in tv fra Wilders e Rutte. 

 "Si può dire che queste elezioni siano i quarti di finale per impedire al cattivo populismo di vincere. Le semifinali sono in Francia ad aprile e, in seguito, la finale in Germania a settembre", ha dichiarato il secondo fra i due duellanti. 

Brillanti le risposte pepate del  biondo leader identitario alle affermazioni del suo rivale: "Io non gioco quarti di finale. Io gioco una finale, una finale contro i mentitori e i legislatori".

E' tempo che gli impostori della Ue, si tolgano dalla scena. Non avremo pace finché non li cacceremo. 
Mercoledi è già qui alle porte. E sarà un mercoledi da leoni.


10 March 2017

Like a Rolling Stone





Bergoglio non poteva posare per la copertina di un giornale dal nome più profetico: la pietra rotolante. Tutti sanno che   è un magazine del mondo pop e rock recante il titolo di una delle più famose canzoni di Bob Dylan. Un giornaletto che potremmo definire "profano". La prossima volta su quale copertina si affaccerà? Su Play Boy magari attorniato da conigliette scollacciate?

La Chiesa con Bergoglio sta toccando tra i punti più bassi della storia, mentre qualcuno addentro alla materia teologica  parla già del terzo segreto di Fatima: la disgregazione all'interno della Chiesa.
Da S. Pietro alle pietre rotolanti, sembra quasi una discesa all'Inferno. E non c'è nemmeno bisogno di leggere le sue interviste e dichiarazioni alla stampa estera come nel caso di Die Zeit, dove esterna il suo cogito carico di dubbi sistematici sull'esistenza di Dio e nega ogni trascendenza ("Non dobbiamo dimenticare che ogni forma di idealizzazione di un  essere umano porta sempre un marchio subliminale di aggressione"). Dulcis in fundo, ha paragonato il "populismo" al nazionalsocialismo hitleriano, e via con le eresie. Basta e avanza il suo discorso  "a braccio", o meglio da bar Sport, che ha fatto alla Sapienza, ateneo universitario vietato a Ratzinger, il quale dopo la lectio magistralis a Ratisbona,  non poté tenervi alcun discorso, (per chi non ha la memoria corta) a causa delle solite "zecche rosse" inviperite, nonché del boicottaggio ad opera della casta dei baroni rossi addetti alla cosiddetta docenza. Qui tutto il florilegio  bergoglione a base di banalità e piacionerie, esibito in Ateneo.  Finalmente Habemus Papam ad uso "zecche" e "baronie rosse". Quelli che in chiesa non ci vanno mai, manco a Natale, pertanto guardano di buon occhio  e plaudono a chi la vuole distruggere dal suo interno.

Intanto Rino Cammilleri sul Giornale e prima di lui altri cronisti in questi giorni, stanno ritornando sulle dimissioni alquanto sospette di papa Ratzinger del 2013.
Certo non sarà un complotto, però gli somiglia un sacco. Stiamo parlando delle dimissioni di Benedetto XVI l'11 febbraio (giorno di Lourdes) di quattro anni fa. (...)

L'ex vescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, si leva un macigno dalla scarpa e dice che «un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano». Si dichiara certo del fatto che Benedetto XVI abbia subito «pressioni enormi». Da parte di chi? Obama?

Montanelli era solito affermare che un giornalista non dovrebbe mai dire "Io l'avevo detto...". 
Per mia fortuna non faccio il "mestieraccio" per campare e allora posso esordire con un mio post del 2015  nel quale la sottoscritta, invece,  l'aveva già detto in tempi non ancora sospetti :

Temo che sentiremo parlare ancora a lungo di come avvenne la destituzione di papa Ratzinger e della successiva nomina di Bergoglio. E' ormai chiaro che il pretesto della vecchiaia con i suoi affaticamenti fisici (ingravesciente aetate) nascondesse dell'altro. Qualche storico dovrà spiegarci perché un papa viene prelevato con un elicottero dell'Aeronautica Militare Italiana, trasportato a Castelgandolfo e insignito del titolo assai poco "canonico" di papa Emerito.  (Giallo Vaticano).

La domanda però questa volta la faccio io a voi della stampa: perché solo ora, cari cronisti del Mainstream?
Non potevate scriverlo prima, a botta calda,  che queste dimissioni erano altamente sospette? Non potevate intervistare al momento  giusto qualche prelato scomodo e scontento come mons. Negri (e suppongo altri)  di questo golpe? 
No, cari miei,  voi avete aspettato che cambiasse l'aria che tira, che Obama fosse deposto, che ci fosse Trump in carica, e allora ecco sparare titoloni cubitali. LA MANO DI OBAMA DIETRO ALLE DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI.  

Nuovi ordini di nuova scuderia? O piuttosto, contrordini? Okay, meglio tardi che mai. Vedremo se con Trump si dipaneranno finalmente le nebbie. 
Ora però, vi chiedo un favore: aiutate noi poveri blogger a buttare fuori questo usurpatore, quinta colonna di Soros. In altre parole, sparate uno di quei titoloni al giorno. E' bene che Bergoglio se ne torni quanto prima in Argentina. Alla fine del mondo, per dirla in termini metafisici.

I cattolici statunitensi a differenza di quelli italiani non dormono. E nella discarica di dati di wikileaks sanno che si nascondono pistole fumanti che destano inquietudini. L'Open Society Foundation di George Soros (sempre lui!) finanzia gli sforzi per promuovere la sua agenda radicale utilizzando proprio il pulpito di questo sedicente "Vescovo di Roma". ( Wikileaks: Pope and Soros: an unholy Alliance)

Torniamo alla copertina del periodico musicale. L'immagine della pietra rotolante è un'immagine-chiave, uno dei topic fissi del Blues, musica afro-americana che canta la malinconia (blues deriva dall'espressione elisabettiana "to have blue devils" = averci i diavoli blu, cioè le paturnie). In questo senso Dylan nella sua celebre "Like a rolling stone" (1965) che dura 6 minuti a dispetto di  tutte le leggi di mercato, non ha inventato nulla rifacendosi  ampiamente alla tradizione folk afro-americana. Già prima di lui, il vecchio bluesman Muddy Waters incise un disco che titolava appunto "Rollin' Stone",  blues che ispirò anche il nome  alla popolare band inglese con a capo Mick Jagger.
Stupisce però la corrispondenza tra Bergoglio che regge (o dovrebbe reggere) il Ministero Petrino e la "pietra rotolante"  che parla di caduta, di fallimenti e rovina. Lui se la ride compiaciuto di fare la star, nella copertina di un magazine destinato ad un pubblico giovane. Anzi, quasi quasi la rockstar da concerto, è  proprio lui. Ma intanto rotola, rotola e rotola irreversibilmente giù per una china. E ogni volta che compare o che apre bocca per concedere interviste, peggiora la sua situazione.

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn't you?
People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"


C'era un tempo in cui ti vestivi così bene
nel fiore dei tuoi anni buttavi una moneta ai barboni, non è vero?
La gente avrebbe parlato, detto: "Sta' in guardia bambola, sei destinata alla caduta ".

---------------------------------------------------------------------

Canzoni a parte,  vale anche per un Pontefice, (specie se fasullo) il motto evangelico, chi vuol  salvare la propria vita, la perderà.