07 September 2011

I Signori della Moneta

Ci si riempie di continuo la bocca di termini come debito sovrano, debito pubblico, con tutti quanti che si improvvisano economisti sull'arte dei tagli  drastici  da effettuare e dello sfoltimento di spesa (haircuts, lo chiama Draghi, a cui tanto piacciono gli anglicismi) .
Questo blog non ha mai sposato le tesi di Stella e Rizzo sulla spesa pubblica ad opera di  casta e castaroli vari, anche se è chiaro che la pletora dei funzionari e commis d'état grava non poco sui nostri bilanci. E nemmeno quella neoliberista secondo cui se affidiamo tutto ai privati, possiamo ripartire. I cosiddetti "privati" stranieri non sono la soluzione al problema, ma il problema stesso, appunto!
 Assurda è poi l'idea di poter essere "liberisti in economia e conservatori nei valori" tipico di certa destra all'americana, dal momento che è proprio il neoliberismo (che non è affatto "liberale", né "democratico") ad essere disgregatore di valori. Il mercato infatti non si autoregola da sé e  per sua indole è amorale oltre che apolide. Impossibile pertanto poter servire contemporaneamente Dio e Mammona. Non a caso la regola di non avere alcuna regola (ovvero la deregulation) fu l'asse portante della reaganomics, la politica economica di Reagan che inaugurò la stagione delle "bolle speculative". 

E dato che  l'Italia non è un'isola, quando parliamo di debito nostrano, non possiamo dissociarlo dalle politiche  monetarie dei paesi egemoni.    Prego innanzitutto di visionare questo filmato "The Money Masters", che spiega in modo semplice ed efficace come nasce l'usurocrazia di pari passo con il conio della moneta e  più tardi, con la circolazione del denaro cartaceo, un problema annoso che si trascina fin dalle notti dei tempi.  
Chi scrive non è esperta in economia né in finanza. La mia formazione è del tutto umanistica e sinceramente farei volentieri a meno di dovermi occupare di questa materia, se non fosse che - piaccia o meno -  ha preso il sopravvento nelle nostre sempre più povere vite.

Il problema della "liquidità"  disponibile del denaro fu apparentemente risolto con la nascita della carta-moneta, quale titolo di scambio coperto da riserva aurea. Ben presto però, come mostra il filmato, si comprese che consentendo una circolazione cartacea superiore all'oro depositato, sarebbe stato facile aumentare la liquidità disponibile.
Fu così che nel 1971, per sottrarsi alla richiesta francese di commutare in oro l'ingente quantità di dollari emessi dalla FED, Nixon dichiarò l'incontrovertibilità del dollaro col famoso "Fiat Money". E Dollaro fu, quale moneta di riferimento internazionale.
Con l'espandersi della globalizzazione e con essa, della successiva finanziarizzazione dell'economia, gli Stati hanno incominciato  a quotare i loro titoli di Debito Pubblico nelle borse mondiali. Dunque non più debito nostrano e nazionale, come quello di un tempo, con uno stato "esposto" nei confronti dei suoi cittadini, ma un debito "internazionalizzato", con stati non più sovrani in balia delle scosse sussultorie e ondulatorie provocate  in Borsa da speculatori senza scrupoli della peggior risma, tutti parte  integrante dei cosiddetti "mercati finanziari". Costoro, coadiuvati dalle loro agenzie di rating in sfregio ai conflitti di interessi,  pretendono interessi sempre più elevati dagli Stati,  anche a costo per quel Paese,  di non poter più pagare stipendi,  pensioni, scuola, sanità con strutture ospedaliere, forniture energetiche ecc. Detto in altri termini, pena il collasso e fallimento di quello stato stesso (default).
Non c'è nessuno in Parlamento (sia nel parlamento italiano che in quelli di altri paesi), né docenti di cattedra, giornalisti, opinionisti, intellettuali di destra o di sinistra, luminari, esperti o altro che abbia il coraggio di dire e  di scrivere che questo sistema di predazione mondiale è del tutto immorale e mortifero per l'umanità. Per lo strozzino  comune dedito al racket dei negozi di un rione urbano, può accadere che si  aprano le porte del carcere, ma non per un Soros che intentò,  riuscendovi, una lurida speculazione sulla sterlina e sulla lira nel 1992, con tutto quel che ne conseguì in materia di svendita dei nostri beni. Anzi, ottenne quale premio, la laurea honoris causa a Bologna da Romano Prodi.
Ci tocca rivalutare perfino uno stato "canaglia" come la Malaysia che almeno ebbe il coraggio di spiccare una condanna a morte in contumacia per un simile malfattore. Uno dei tanti, uno dei troppi. E la Bankster Story continua...

Ma ora siamo arrivati al punto di non ritorno. Pertanto occorre uscire al più presto dal sistema dell'Euro, poiché come ho già detto in altre circostanze, meglio una fine horror che un horror senza fine.

99 comments:

Fausto said...

Ciao Nessie Un fuori tema ma non troppo:
10 anni dopo l'11/9, l'America è un posto migliore?

The American Dream
http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/09/10-anni-dopo-l-l-e-un-posto-migliore.html
Un saluto

Anonymous said...

se non ricordo male il film ricordava una celebre citazione di Esopo il quale ricordava come il sistema impicca i piccoli ladri ed elegge ad alte cariche i grandi.
C'è purtroppo una cosa molto triste (vista dalla nostra limitata e miope angolazione) ed è che non ci sono alternative o soluzioni al regno "satanico" che abbiamo sottoscritto. Il capitalismo così come le sovranità nazionali sono estinte ed esistono solo nell'immaginario ologramma popolare alimentato dagli organi d'infornmazione dei padroni del vapore. Non è disfattismo ma credo una presa visione della realizzazione di quanto il barbuto Mordecai Levi (al secolo Marx) illuminato di Baviera a libro paga R#thschi1d con precisione millimetrica prevedette nei suoi scritti di economia-politica. Siamo già da diversi decenni in regime di dittatura del proletariato o la prima fase del socialismo che non necessariamente implica la governance dei poveri e miserabili plebei ma la socializzazione ovvero la consegna in poche mani di tutto il potere di controllo delle economie (già a suo tempo "il moro" vide le spa come pionieristici antenati del meccanismo di comunione delle forze produttive).
Spesso e volentieri siamo spostati come pecoroni dai grandi movimenti antiregime per poi trovarci (come nel caso del salame nazionale) intrappolati in una maglia nella quale più ci dimeniamo e più ci si stringe addosso senza nemmeno accorgercene. Oggi purtroppo rimane solo una repubblica ancora libera dal giogo dei moneymaster, il mondo gira anche senza di essa, basta lasciare il Congresso quando i loro rappresentanti prendono la parola o in casi estremi tirar giù qualche torre ed inventarsi un invasione.
c012an|
cordialità

Anonymous said...

..il Papa sulla crisi e le responsabilità
http://2.andreatornielli.it/?p=2425

Nessie said...

Grazie Fausto ho letto. Ma questo American Nightmare, è già qui.

Grazie marco ho letto.

Anonymous said...

Alla ricerca del Game-changer perduto....

http://www.ilgrandebluff.info/2011/09/alla-ricerca-del-game-changer-perduto.html#more

ps più modestamente vorrei sapere chi ha autorizzato lo strozzinaggio legalizzato dei "negozi" compro oro.. euro per oro.. il gratta e perdi e quelle macchinette del c. che rompono i c. on ogni bar...m

Josh said...

interessante post sui temi che sono diventati bollenti in queste giornate un po' dappertutto:-)

"haircuts" dà proprio l'idea della rapata a zero che vogliono fare sui nostri redditi. L'anglicismo è d'uopo quando si deve essere "internazionali"

Per carità l'ossessione della svendita ai privati!
Cosa fu il Britannia? svendita ai privati!
Cosa pontificava Prodi ma anche Bersani? svendita ai privati.

E si trovano alcuni di centrodx che pontificano ugualmente di svendita di beni dello stato ai privati come fatto auspicabile.
E' la deriva liberista e neoliberista,
comprende la finta sx ma anche il fintocdx all'americana, o amico dei finanzieri e massoni vari Usa ed Eu.

Cmq vedo che hai citato un punto su cui abbiamo discusso con Massimo/Blacknights:-)
"Liberisti in economia e Conservatori nei valori" è un po' un ossimoro.

Il liberismo comprende oggi globalizzazione, mercatismo selvaggio, quindi cura dell'interesse materiale e nessuna tutela della persona.
Allora non può essere "conservatore" nei valori.
Conservatore nei valori presuppone un'etica , una morale, filosofica, con al centro l'uomo, un ummanesimo, e per alcuni anche una prospettiva cristiana.
Il liberismo invece come è inteso da un pezzo ha per unica legge denaro e mercato (che di valori non ne hanno se non aureo, finanziario o simili).

E' un po' la differenza, in senso reale o anche solo simbolico, tra Dio e Mammona, proprio a partire dalla morale.
(magari è un po' schematico, ma per farsi capire)

Nessie said...

Colzani, intanto mi tolga la curiosità che è anche quella di Silvio: perché quello strano nick col numero? Tanto dallo stile la si riconosce benissimo che è lei.

Parla del filmato The Money Masters, che ho linkato, suppongo... Non ricordo la faccenda di Esopo, però può sempre verificare revisionandolo.

Temo che anche il salame nazionale, sia stato frutto di una di quelle rivoluzioni da Freedom House in outsourcing. E del resto se ci riflette un po' sopra non ricorda che all'inizio il PdL si chiama CdL? e cioè Casa della Libertà, come l'associazione bipartisan Freedom House? Se così fosse, tra i fresconi che si sono bevuti la fòla della novità tra la Prima repubblica e la seconda, c'ero anchio. Pensi un po' come siamo manipolati.

Josh said...

un esempio schematico e certo incompleto sul quotare in borsa e internazionalizzare il debito di uno Stato:

Nel 1981 in Italia il Debito era al 60% del PIL, nel 1992 era al 107,7; avviene la scissione tra Banca d’Italia e Tesoro.
Fino ad allora, la Banca d’Italia acquistava i Titoli di Stato invenduti, emettendo moneta a copertura dei costi.
Dopo la scissione dei 2 enti, la sorte dei Titoli fu lasciata al mercato.

Per un verso diminuì in parte l’inflazione per via del fatto che veniva emessa meno moneta, ma fece lievitare i tassi d’interesse e di conseguenza il Debito Pubblico.

Poi l'euro, la vendita delle Partecipazioni Statali, la rinuncia alla sovranità sulla moneta, e alla possibilità di svalutare e agire sui tassi, la trasformazione delle banche pubbliche in SpA, con partecipazione sempre crescente di privati esteri.

Il debito italiano oggi è 15% di banche italiane (che sono già miste a capitale straniero), il 14,6% di gruppi assicurativi esteri e fondi comuni europei, il 14% di investimenti privati, il 12,3% di banche estere, l’11,4% di compagnie assicurative italiane e miste, l’11,1% di altri investitori internazionali.

Sul computo del debito contano moltissimo gli interessi della finanza internazionale.

La quota dei detentori esteri di titoli di stato italiani è passata dal 5,59% del 1991 al 51,4% del 2009!
(e i detentori apparenetemente italiani dell'altro 50% consiste in finanziarie, istituti già a plurima partecipazione estera, quindi il debito italianop è quasi al 100% in mano a finanzieri esteri)

Se uno Stato è in debito coi suoi cittadini, tra il primo e i secondi c'è una relazione di reciprocità se non proprio di coincidenza, visto che i secondi non possono avere alcun interesse al collasso del primo.

MA tutto cambia quando i creditori di uno Stato sono invece esterni, se si tratta di grandi investitori che hanno tutto l’interesse a speculare vendendo e ricomprando titoli.

Più è consistente il debito estero di uno Stato, tanto minore è la sua effettiva sovranità nazionale.

Ecco perchè è rimasta ormai solo la finanza e i governi non contano un tubo. Noi prendiamo ordini costretti dai nostri creditori.

Nessie said...

Sì Josh, è evidente che le nostre discussioni da Massimo abbiano ispirato non poco questo post, di cui se non l'hai ancora fatto, ti raccomando la visione del filmato. Dovrebbero mostrarlo nelle scuole invece di spiegare frescacce storiche inesistenti.
E' evidente che essere liberisti in economia, intanto non significa affatto essere "liberali". E lo vediamo ogni giorno che passa. Eppoi la fiducia ottusa e miope nel mercato in grado di autoregolarsi ci ha portato disgregazione e disvalori (sul piano etico, socio-familiare, culturale, identitario ecc. ).

Quanto alla seconda parte del tuo intervento, più o meno le date che citi hanno a che fare con la Reaganomics e con la gitarella acquatica del Britannia, caso strano. Esatto, "debito estero". Altro che "debito sovrano"! Anche i termini vengono usati per ingannarci.

Huxley said...

Ottimo post, Nessie mi ha ricordato una frase celebre di Henry Ford:
"Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione."

Che non scoppierà, almeno sino a quando non sarà troppo tardi.

Josh said...

Aggiungerei con ironia che il "liberismo" non può essere di destra, anche se parlare per categorie sembra ormai sciocco.

Il sogno di Marx, che vedo avete citato in maniera molto appropriata, era la globalizzazione economica, quindi una forma di capitalismo mondiale.

E' che ci hanno costretto a ragionare a comparti stagni, e pare di dire cose strane.
Ma in fondo comunismo e capitalismo, idolatria del capitale-vitello d'oro comunque, hanno enormi affinità...il soviet era solo una tappa verso il capitalismo mondiale.
Che il capitalismo liberista e selvaggio oggi poi provenga dai paesi anglosassoni USa e Uk (ma anche Eu con l'Uk seminascosta) non deve stupire se si considerano un paio di loro processi anche storico-culturali.

Ricordiamo pure che il Pd, ma prima il Pds, Ds, da Prodi a D'Alema a Bersani sono pro-globalizzazione, da "internazionalisti" quindi senza nazione e senza patria...e il capitalismo e liberismo selvaggi sono finanza apolide, ci si sono trovati a nozze.

Può allora uno di destra sentirsi "liberista" in economia come costoro? ...io penso di no.

Perchè il liberismo come il capitalismo selvaggio che non guarda in faccia a nessuno, nega le nazioni, le patrie, le identità...come minimo...è un disvalore. Come culto del vitello d'oro butta a terra i veri valori con i suoi idoli, un altro tragico mondo alla rovescia.

Nessie said...

Grazie Huxley. Ma non è detto che alla fine una giusta sollevazione non ci sia. In fondo come dice A. Hitchcock il miglior modo per nascondere qualcosa è metterlo in evidenza. E alla fine questa faccenda del "signoraggio bancario" che è evidente, ma assai ben mimetizzato e soprattutto taciuto, salterà fuori in tutta la sua violenza.

Nessie said...

Oltre a quello che citi Josh, c'è dell'altro. Tutte le rivoluzioni comuniste e socialiste furono finanziate proprio dai Rothschild e affini (il Libro di Solgenitzin su Lenin a Zurigo a caccia di dané dai banchieri). Dunque il Vitello d'oro, ama le rivolte e le destabilizzaioni.

Nessie said...

Marco su "Compro Oro" e su quelle macchinette gratta e perdi, è evidente che abbiamo uno stato biscazziere. Piacerebbe anche a me sapere quale Camera di Commercio autorizza questi improvvisati "banchi dei pegni" di Compro Oro, che ormai proliferano per tutte le città. Con povera gente che corre perfino a vendersi i denti incapsulati di poche once. O gli anellini della Prima comunione.

johnny doe said...

Hai ragione,ci occupiamo ormai solo di questi temi (io anche della fasulla guerra libica,in qualche modo collegata anche a alla tematica esposta),perchè ormai si tratta di "vita o d morte" non solo per noi.
Come sembrano lontane ed ininfluenti le minchiatine dei giullari televisivi,le escort...che per anni hanno ammorbato l'etere!
Ancora oggi certi fessi di politici,Bersani in testa,pensano di risolvere questi problemi cambiando l'esecutivo.Un chiodo fisso che dimostra tutta l'insipienza e la dabbenaggine di questa gente,interessata solo ai loro piccoli giochi di potere e ad appecorarsi ai diktats di un'europa che non esiste più.

Costi quel che costi,dobbiamo uscire da questa trappola (la chiamano Eurotrap) e da questo sistema ultraliberista che ha fallito.
Certo che per riuscire,almeno la speranza,ci vorrebbe un movimento internazionale.

Quanto a noi,tu lo sai,sul piano strettamente politicoio sono per il NON VOTO,unico modo per sfiduciare completamente questa classe politica e rifare l'architettura dello Stato,modificando una costituzione preistorica.Solo questo temono,l'astensione di massa.Votare per chiunque ormai è solo perpetuare la loro egemonia.Infatti il loro mantra è:votate per chi volete,ma votate.
Questo é il trucco.Non cambierà mai nulla di quello che conta,ormai dovrebbe esser chiaro anche ai gatti.
Siamo in mano a dei mentecatti.

Nessie said...

Sì Johnny, alla fine un abbrutimento psicologico sono riusciti comunque a ottenerlo: far parlare ai sottoscritti (tutti di formazione umanistico-letteraria) di queste solenni porcherie, le loro.

"Siamo in mano ai mentecatti"? Mentecatti saranno i nostri politici nell'eseguire le loro tabelle di marcia da qui al 2012. Ma non chi la dirige, purtroppo.
Anche a non voler essere "complottisti", come spieghi questa furia demolitrice da qui al fatidico 2012? Cos'altro deve ancora accadere che non sia già accaduto?

johnny doe said...

Ho una vaga sensazione che l'Europa andrà in pezzi e che la speculazione affonderà l'Italia.
Ti basta come ottimistica previsione per il 2012,se non prima?
I mentecatti sono ovviamente i nostri....ma onestamente,dimmi,se si votasse domani,chi voteresti?

Nessie said...

Il voto? Come dicono i francesi "c'est le dernier des mes soucis". Nessuno in queste ore si azzarda a parlare di elezioni, perché potrebbero prendere d'assalto i seggi e farli a pezzi.

Le Barricate said...

Carissima mostro di Loch Ness :)
Commentare nel tuo blog per me è sempre un po' difficile..
Perchè scrivi sempre cose interessantissime, ma un po' al di fuori della mia portata.. E anche i tuoi commentatori non sono da meno di te..
Io, come sai, nel mio blog scrivo esclusivamente per rabbia, delusione, speranze (sempre meno, per la verità).
Non sono in grado di parlare di economia e finanza. Ti posso dire solo come la vedo e, come disse quella vecchia signora passando in desabillè davanti al suo specchio, me la vedo brutta ;) (Passamela, per favore).
La mia convinzione è, ma la conosci già, che l'economia mondiale è dettata dai finanzieri che si divertono a giocare con un grande gioco del Monopoli, e adesso i vari Paesi si stanno accorgendo che mentre i finanzieri giocavano con fiches, senza quindi rischiare niente, il debito è diventato reale e ce lo fanno pagare a noi con soldi veri.
Per questo non si sta più ai patti già concordati e si anticipano i tempi per allungare i tempi del pensionamento per risparmiare sulle pensioni di chi ha lavorato una vita a partire dagli anni sessanta, mentre nello stesso tempo si cerca di poterli licenziare più facilmente.. (dimmi tu.. la contraddizione che pare non scandalizzare nessuno).
Insomma, spero che ci si renda conto che stiamo andando verso il Caos totale. E qui ti tiro fuori il mio cavallo di battaglia degli ultimi tempi: si ritornerà ai tempi del brigantaggio e degli assalti alle diligenze.
L'organizzazione del mondo, nel terzo millennio è peggiorata anzichè eseer migliorata.
Ma c'è ancora chi si strafoga di soldi e fa finta che lavora per il nostro bene.
Per questo io sono uno di quelli che citi nel post, che vorrebbero iniziare una rivoluzione partendo col dimezzare i parlamentari, decimargli stipendi, a loro, ai manager di lusso, ai burocrati di lusso, e a tutti i mantenuti dello stato, mantenuti dalla forza lavoro operaia e impiegatizia..
Servirà a poco economicamente? Ma si deve iniziare da questo, solo cominciando da questo un governo può sperare ancora di avere un minimo di credibilità. Perchè ormai, politici di destra e di sinistra, la credibilità se la sono giocata tutta.
Ma sono in un periodo in cui non capisco più se sono di destra, come ho sempre creduto seriamente, o sono diventato un comunista, tanto da essere ormai contestato da un gruppo di trinariciuti di destra su un famoso social network.
Perchè ho scoperto da poco che i trinariciuti guareschiani non sono solo di sinistra.
Amen ;)

Nessie said...

Caro Gaetano, intanto grazie dell'intervento. La sottoscritta non vuole affatto sminuire il male che sta facendo questo governo (come pure altri precedenti) e sul quale ha già sparato a palle incatenate; ed è naturale per le masse imbufalite prendersela coi referenti diretti, senza andare troppo per il sottile. Se tu dici di appartenere alla "massa imbufalita" che si arrabbia perché si sente turlupinata e defraudata, è chiaro che hai le tue buone ragioni.

Ma il post vuole essere soprattutto la risposta a quelli che pensano che cedendo tutto ai privati si starà meglio. Privatizzazioni significa solo esproprio e cessione di sovranità. Non solo, ma spiega le reali ragioni dell'accumulo del DEBITO: come nasce, come cresce, come si sviluppa, come ci strozza col medesimo. Ma soprattuutto CHI se ne serve per indurre gli stati al fallimento.
Non sottovalutarti: non è difficile, guarda bene il filmato The Money Masters, peraltro assai semplice e perfino elementare, messo qui in link su you tube e chiunque può arrivarci. Lo capisce anche un bambino.

http://www.youtube.com/user/auroramarcoaurora#p/c/1/MqkKvk-Wqqk

Le Barricate said...

"Lo capisce anche un bambino".
Ok! Allora forse lo capirò anch'io ;)

Anonymous said...

acuta osservazione, cara Nessie, in effetti la Casa puzza...
c012an| perchè il mio cognome non è diffuso.
può essere che mi confonda con il documentario money as debt? comunque concordo, moneymaster dovrebbe essere proiettato nelle scuole (pensi che venne trasmesso addirittura su pressTV).
una domanda: dove trova il tempo di rispondere a tutti i suoi ospiti?
in risposta a Fausto: dopo 10 anni è l'Afghanistan un posto migliore? e l'Iraq? (:

Anonymous said...

Simon de Cyrène scrive:
"Le crisi economiche dal 2001, passando per quella del 2007 che è rilanciata adesso nel 2011 hanno tutte un punto in comune: il fallimento della visione friedmaniana dell’economia dove la valutazione della moralità dell’atto economico era ristretta alla sua sola profittabilità.
E’ il fallimento della visione semplicistica anglo-sassone/protestantoide calvinista/giudaizzante che vuole vedere nel puro successo economico la benedizione divina e il punto finale e l’apice della riflessione etica.
Come in ogni sistema complesso, il disfunzionamento comincia con l’essere impercettibile perchè ogni evoluzione esponenziale comincia sempre con l’essere esponenzialmente inosservabile per “lungo tempo” ma quando si incomincia a notarlo lo sfarsciarsi va incredibilmente presto: ricordiamoci della rapidità iperbolica dello sfacelo del sistema sovietico.
Il Santo Padre ripete punti che tutte le persone che riflettono sul divenire economico seriamente riconoscono: l’economia non è il sommo dell’attività umana ma solo uno strumento necessario che deve essere al servizio dell’uomo e la qualità di questo servizio si può misurare, appunto lungo le dimensioni ricordate, cioè il rispetto dell’altro, il bene comune locale, nazionale e mondiale, la salvaguardia del futuro.
Cioè essenzialmente ciò che non fa più l’economia finanziaria attuale e di cui non si preoccupano tanto i governi: PNL basato essenzialmente sul consumo, e quindi generatore di debito per gli individui alfine di finanziare il loro consumo, debiti da rimborsare e soprattutto interessi da pagare sottratti dal ricavo di ciascuno per arricchire un sistema che in realtà non ha finanziato un bel niente ma solo aperto linee di credito immediatamente rivendute, ma interessi pagati dagli individui col sudore del loro lavoro ma che non vanno più nello sviluppo del loro strumento di lavoro; PNL senza reale crescita possibile a medio termine visto il basso tasso di natalità, necessario un tempo alfine di obbligare (scusate: permettere…) le donne a produrre “utilmente” economicamente, alfin di poter aumentare qualche decennio fa la produzione ma ormai solo alfine di aumentare il livello di indebitamento familiare con effetti leva “magici” e soprattutto gli interessi che certuni si mettono in tasca senza lavorare; e intanto niente più lavoro per le giovani generazioni, visto che lo strumento di produzione si è spostato sotto cieli migliori, dove un tasso di natalità sufficiente garantisce un miglior mercato a medio e lungo termine almeno finchè questo sistema perverso non avrà influenzato anche loro.
E’ il fallimento di una concezione della società che vuole espellere il divino, cioè anche lo squisitamente umano, dalle sue attività e considerazioni, dove lo spazio è solo lasciato al relativismo, solo pensiero garante della logica del più forte in tutta la sua violenza nietzschiana.
Ancora una volta, giusto in un paio di righe, il Santo Padre ha messo il dito esattamente sulla piaga che duole e che sta putrefascendo le nostre società e ne ha indicato, al tempo stesso, il rimedio.
In Pace"
http://2.andreatornielli.it/?p=2425
...neo-liberismo globale, vero esito della filosofia (hegel)- marxiana.

Nessie said...

Colzani, alla sera, invece di guardare la solita tv, che peraltro è accesa e la guardano i miei, rispondo.

"acuta osservazione, cara Nessie, in effetti la Casa puzza...

Ricordo inoltre un altro "dettaglio" ai tempi della "discesa in campo" di Berlusconi nel lontano '94. Luttwak dagli occhi di ghiaccio, disse in tv che un Italiano che aveva a cuore il rinnovamento del suo paese, non poteva che votare FI o Lega. Poi sparò a palle quadre contro la DC. E difatti in quel periodo ci fu Tangentopoli, il massacro democristiano e socialista e varie altre bellurie, come quella di vederci in tv un processo al giorno contro la classe politica della Prima Rep. nell'ora di pranzo.

Poi come ben sa, gli Amerikani cambiano facilmente idea e quando il Cav fece trattative "separate" con Putin e Gheddafi, cercarono in mille modi di tirarlo giù dalle spese. Ora però è tornato all'ovile.

Nessie said...

Il commento sulla visione cattolica contro il profitto e il relativismo di chi è? Sareth ?

Marco?

Nessie said...

PS: scusa Andrea Tornielli, e benvenuto qui nel blog, se è la prima volta che vi transiti.

Anonymous said...

comunismo - capitalismo
http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo/articolo.php?id=3652&titolo=Capitalismo
http://www.movisol.org/wells.htm

Anonymous said...

..è un commento all'articolo del blog di Tornielli.. che, pur nella sua estrema sintesi, condivido in massima parte... ciao, nessie. marco

Anonymous said...

Hai ragione, Nessie, non è difficile… anzi, è tutto di una semplicità disarmante…
Del resto, quando Le Barricate scrive: «…mentre i finanzieri giocavano con fiches, senza quindi rischiare niente, il debito è diventato reale e ce lo fanno pagare a noi con soldi veri», mostra di aver capito tutto. Anche se – come tanti – si sente respinto dalla materia, o magari “non all’altezza” per via di un linguaggio volutamente astruso, usato da l’or signori proprio per impedire che la gente si interessi e capisca…

Ad esempio, giusto verso la fine del filmato è illustrato come i primi “banchieri”, gli orafi, prestassero a interesse da strozzino somme dieci volte superiori all’oro che avevano in deposito. È un “giochetto” che ogni sportello bancario ripete ancora oggi. Creazione di denaro “dal nulla”, truffa e usura legalizzate, di questo si tratta. Se fosse raccontato così e con queste parole lo capirebbe anche il mio cagnolino. Invece, “color che sanno” dicono: «espansione multipla dei depositi bancari», oppure: «moltiplicatore del sistema bancario», e ti chiudono la bocca…

Tra l’altro, quella proporzione di uno a dieci che viene generalmente accettata sarebbe largamente da rivedere, specie per l’Italia.
Da noi, fino al 1993 era il ministro del Tesoro a stabilire la quota di riserva obbligatoria, che negli anni precedenti era arrivata fino al 25% (per ogni milione in deposito la banca ne poteva prestare quattro). Poi il governo Ciampi (guarda un po’ tu…), in osservanza ai diktat di Maastricht sull’assoluta autonomia della Banche centrali, tolse quella prerogativa al ministro per affidarla alla Banca d’Italia. La percentuale scese immediatamente al 17,5%, poi al 15, al 9, al 6… infine intervenne Sua Maestà la BCE che disse: dall’1,5 al 2,5%.
Assumendo un valore intermedio del 2%, significa che per la BCE (così attenta al controllo dell’inflazione), per ogni milione in deposito la banca può prestarne non quattro e nemmeno dieci, ma cinquanta, creandone qurantanove dal nulla.
Il premio Nobel Samuelson scrisse che, se lasciate libere, le banche non terrebbero a riserva più dell’1% dei loro depositi. Purtroppo, oggi le banche “sono” libere e i risultati si vedono.
Ci sarà pure una ragione, se negli ultimi venti anni i comuni mortali si sono impoveriti del 50%, mentre i ricconi hanno moltiplicato per quattro o per cinque i loro guadagni…
(no caste)

Massimo said...

Privato è meglio perchè crea l'interesse dei protagonisti del rapporto. Chi a guadagnare, chi ad ottenere il servizio migliore tra più offerte. L'errore che commettono i socialisti, ma anche liberisti e fascisti è di dare troppo rilievo all'economia la cui libertà, invece, è solo una parte delle libertà che elevano la Persona. I Valori sono invece le fondamenta di una società sana e tra quei Valori c'è anche la libertà di mercato, di impresa, di concorrenza.

Fausto said...

Concordo Nessie ...aggiungo:
Borghesia, banche, partiti: ecco perché l’Italia è in declino
Ma ora? Ora anche le banche sono in crisi. La liquidità non c’è più.
L’Abi solleva alte grida contro Basilea e teme dell’applicazione di regole che dovrebbero impedire alla banche di far default. La verità è che oggi son piuttosto le imprese a dare il credito alle banche. Ma non è credito interbancario: è ricchezza sottratta alla produzione che annuncia che la crisi finale è vicina. La Bce, poi, non è la Fed e, invece di temere la deflazione che incombe, teme l’inflazione, che sola potrebbe salvare governi e imprese strette nella camicia di ferro dell’euro e di una Germania che nel Novecento ha perso tutte le guerre ma ha vinto tutte le paci: nel nuovo secolo rischia di perdere la guerra economica continuando a pensare che si possa crescere circondati dalle macerie.
http://www.linkiesta.it/blogs/note-di-belfagor/borghesia-banche-partiti-ecco-perche-l-italia-e-declino
Ciao..

Nessie said...

Ciao Marco allora eri tu :-) . Grazie.

Sì No caste, anch'io credo che in fondo l'amico Gaetano (è il nome delle Barricate), abbia capito assai di più di quel che voglia far sembrare. Se la finanza gioca con le fiches e pretende in cambio "soldi veri", è facile arguire che i governi si siano prestati a fare da maggiordomi e a porgere loro il nostro sangue su un vassoio d'argento.
Ed è un fatto che il mondo occidentale stia impoverendo a beneficio di pochi eletti.

Ti ricordi per caso l'anno in cui Ciampi ubbidì e tolse la prerogativa al ministro del Tesoro per affidarla alle Banche centrali?

Nessie said...

"Privato è meglio perchè crea l'interesse dei protagonisti del rapporto".

Le liberalizzazioni si possono fare, ma è auspicabile farle solo in ambito nazionale. In un contesto globale non ha senso, perché i cittadini non ne traggono alcun beneficio, Massimo. Chi se ne avvantaggia sono solo i grandi oligopoli stranieri, ma non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere la realtà che abbiamo sotto mano.
Tutto ciò crea solo pauperismo, miseria diffusa, svendita ed esproprio. Chi credi che veicoli le masse migratorie per l'Europa e l'Italia, in cerca di "forza lavoro" ai minori costi? Proprio quei "privati" che difendi tanto. Chiedi un po' agli industriali di Confindustria o anche solo a quelli piccoli e medi, se non ci credi...

I valori mi spiace, ma non possono di certo essere veicolati da quel mercato globale nel quale mostri di credere. Al contrario di quanto affermi, esso li distrugge.
L'economia è solo un mezzo e non un fine, ma i veri adoratori dell'economicismo sono soprattutto i socialisti marxisti e i liberisti, entrambe dottrine materialiste.

Nessie said...

Infatti Fausto, alla fine diventa il serpente che si morde la coda. Le banche combinano tutto questo macello e poi la gente non accede più ai mutui o a leasing per le auto o altro, perché non sa come pagarli. Per farsi una casa, ci vuole un lavoro fisso. Il lavoro fisso, è stato screditato dai "privati" e dai loro sostenitori, a favore della "mobilità". Ergo...senza lavoro non c'è acquisto della casa, e non ci sono mutui.

Ben gli sta a costoro, verrebbe da dire. Ma intanto nella palta ci siamo noi.

Sareth said...

"Il commento sulla visione cattolica contro il profitto e il relativismo di chi è? Sareth ? "

:fieno (emoticon che ora non trovo, immagina una balla di fieno che rotola per il ridere)

ormai sono inquadrato: l'articolo non ho avuto modo di leggerlo, ma se scritto da andrea tornielli (vaticanista) sarò certamente concorde.
quel che non mi è chiaro è se il suddetto giornalista partecipa al blog oppure è un utente che segnala i link in questione.

p.s. mi sono collegato da poco al blog, indi non ho avuto modo di fare nulla, in più sono registrato con un account e quando posto qualcosa trovate il mio nick.
abbiamo una donna che ci pensa costantemente, forse è il caso di scrivere poesie

Nessie said...

OK, chiarito l'equivoco. Era marco che ha copiaincollato e linkato un articolo di Tornielli. Non rotolare :-)

Anonymous said...

DEBITOCRAZIA, IL BUCO NERO CHE
INGHIOTTE INTERI PAESI
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/Debitocrazia_2011.htm

Anonymous said...

Nessie, la legge (che tra l’altro vietava alla Banca d’Italia di concedere “anticipazioni” di alcun tipo al Tesoro) venne approvata alla fine di novembre del 1993, un mese dopo la ratifica del Trattato di Maastricht da parte italiana.
Fu solo uno dei tanti “passaggi” imposti dagli artt. 105A , 107 e 108 di quell’infame Trattato che sancivano la totale perdita della nostra sovranità monetaria e l’assoluta indipendenza della Banca d’Italia. Il percorso, infatti, era iniziato il giorno stesso (7-2-1992) in cui Andreotti, De Michelis (Esteri) e Carli (Tesoro) firmarono il Trattato, quando Carli varò una legge che attribuiva alla sola Banca centrale la facoltà di decidere il Tasso ufficiale di sconto, senza doverlo più concordare col ministro del Tesoro. Va da sé che, in questo quadro, era anche un “atto dovuto” privatizzare la Banca d’Italia, la quale non sarebbe stata del tutto indipendente finché fosse rimasta statale.

Per la storia, e perché è bene ricordasi grazie a “chi” ci troviamo ad affogare nel guano, il Trattato di Maastricht fu ratificato con maggioranza bulgara.
Favorevoli: Dc, Psi, Pds, Psdi, Pli, Pri e Lega (sì, anche Bossi…); astenuti: Verdi e Rete; contrari: Msi e Rifondazione Comunista.
(no caste)

Anonymous said...

Sareth: c'è scritto all'inizio: "Simon de Cyrène scrive:..." è un commento lasciato all'articolo del blog di Tornielli (di cui ho inserito il link). Analisi certo non nuova (per esempio:
http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/10/07/nichilismo-della-finanza-di-luigi-copertino/ )
così come ritengo interessante il pensiero di Del Noce
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=93
ciao. marco

Josh said...

Massimo, ormai rimbalza da ogni parte sui nostri siti:-))

_dici "L'errore che commettono i socialisti, ma anche liberisti e fascisti è di dare troppo rilievo all'economia la cui libertà, invece, è solo una parte delle libertà che elevano la Persona."

se socialisti, post comunisti "internazionalisti" e liberisti -mondialisti-globalisti possono esser accostati nell'idolatria al Capitale, o al "libero mercato mondiale" delle ricchezze, che ci assomiglia,
BEH i fascisti erano proprio ben su tutt'altra linea:
Autarchici, nazionali, e non mossi da un'ideologia materialista "mondiale".

_aggiungi: "I Valori sono invece le fondamenta di una società sana e tra quei Valori c'è anche la libertà di mercato, di impresa, di concorrenza."

I "Valori" (ma qui ognuno interpreterà a sensibilità propria) saranno un quid filosofico-antropologico, per alcuni (me per es.) morale-anche moralista-se vuoi e religioso, che hanno al centro la dignità della persona.

Di fatto la libertà di mercato può diventare rapina selvaggia per cui il valore "dignità della persona" va a farsi friggere.
Un esempio reale: "libertà di mercato" è assumere in fabbriche italiane QUI operai del Bangladesh che fanno 14 ore al giorno, a nero e pagati una cicca, e poi come accade chiedere agli operai italiani la stessa condizione.
Lì c'è libertà di mercato e di impresa come dici, ma c'è anche una vita del caxxo....Visto che la libertà di mercato non sottintende etica nè preservazione del valore della persona?

L'economicismo, il mercato libero selvaggio, il mondo (mammona) che compra e vende vite, anime, corpi, depreda posti di lavoro, tramite rapina e usura, perdonami, ma di questi valori ne ha fatto da sempre strage.

E' per quello che nacque l'opposizione tra Vitello d'Oro/Mammona e valore morale-Dio-uomo.

Poi basta intendersi sui termini:
anche in Borsa si parla di "Borsa-Valori", ma non sono i Valori etici umani e spirituali minimi di cui intendevamo:-))

Josh said...

una nota umanistica-letteraria più vicina a me, sul perchè mercatismo libero (quindi ben presto> selvaggio, e valori umani, non stanno insieme.

Pensiamo in genere agli scritti di 2 umanisti, spesso citati e illustrati anche da Nessie, che hanno stigmatizzato il mercato che è divenuto adorazione dell'Utile senza scrupoli, l'economia divenuta economicismo e usura, e gioco con le fiches sui destini degli altri: Pound e Céline.

Perchè vi ci sono scagliati cosi violentemente contro?
Avevano il senso della storia, dell'autenticità della parola e dell'azione, e capivano in senso etico (e ci soffrivano in prima persona) quale gioco perverso
tentava di vendere tutto, inquinare tutto.
L'Assoluto (argomento della poesia, della letteratura, dell'arte, ma sostanza dello spirito dell'uomo, e la vita stessa delle persone) non è/dovrebbe essere vendibile, non se ne può fare mercato...

Ma per il mercato libero ogni essere ha un prezzo, anche molto basso.
Per le persone con valori invece la vita non ha prezzo (o per i cristiani, ha il prezzo, impagabile per noi, della stessa morte-sacrificio-resurrezione del Dio).
Ecco perchè certi valori umani, morali o anche cristiani non possono stare accanto ai "valori" del mercato.

non a caso sia comunisti-marxisti-post-tali sia i liberisti & co
invece mettevano/mettono il vitello d'oro-dio terreno sul piedistallo come un fine,
per loro è bestemmia l'idea di un uomo a immagine e somiglianza divina,
anzi loro sono per l'uomo-animale, così è più facile mercificare....
scompare una nazione, un ceto sociale, una possibilità di vita? eh beh è la "Legge di Mercato".

La legge del Mercato allora non è un "valore", ma altro non è se non la legge del più forte, legge della giungla, o una sorta di legge darwiniana (o legge del più bastardo, che è più tagliente).
Pensavamo però di chiamarci "civiltà"....

Sareth said...

marco, oggi ero parecchio preso al lavoro...:)

Josh said...

altro esempio:

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/09/07/576696-citta_violenta.shtml

è chiaro per es. in una città come Bologna, come tante altre, che alcuni di noi conoscono bene, il clima si fa sempre più incandescente.

Ma chi è che manda qui miriadi di persone da ogni dove che non siamo in grado nè di mantenere, nè di ospitare, nè di gestire, nè di difenderci da loro?
E' sempre il libero mercato, e la libera economia che li manda qui.

Libera economia che specula sui loro paesi e sulle loro monete mandando qui orde di poveracci, libero mercato che li illude sulle meraviglie d'occidente via tv commerciale,
libero mercato che ha deciso la guerra in Libia, libero mercato che ha mosso le cosiddette rivoluzioni colorate in Africa e MO, cui c'era sempre un manipolo di banche e chiari interessi dietro; libero mercato che usa l'Italia come ricettacolo d'ogni percorso incontrollato per annullarci meglio quindi spolparci, liberamente, perbenino. Libero mercato che spera di creare di queste orde di stranieri nuovi freschi consumatori, una volta "integrati" nel sistema mercificante.

Insomma questo libero mercato pare non avere mica tanto solidi valori etici. Che poi la spaccino per "libertà" di mercato, sono di quelle libertà in cui alcuni subiscono solo il colpo e vengono spogliati, e pochissimi altri, altrove, incassano dalla rovina degli Stati così conciati, o possono acquistare sottocosto mezze nazioni semidistrutte.

Anonymous said...

English Ideology, Newton & the Exploitation of Science
by E. Michael Jones
http://www.angelqueen.org/forum/viewtopic.php?p=390088&sid=571b95818e272dab9997001736d85db8

Anonymous said...

Bellissimo articolo cara Nessie, purtroppo negli ultimi 15 - 20 è stato soppresso qualsiasi pensiero economico alternativo a quello "liberista" all'anglosassone quasi fosse un crimine. Del resto in altri campi hanno fatto lo stesso con l'uso poliziesco del conformismo politicamente corretto. Marginalmente rimane il pensiero economico della dottrina sociale della Chiesa che però è del tutto ininfluente.
Tragicamente, nonstante i danni, disastri, ingiustizie causate da questo mercatismo da gangster alle esistenze delle persone comuni questo pensiero economico, oramai diventato divinità, non viene MAI messo in discussione. Neppure dalle vittime.
Ripeto : col suo 1984 Orwell era un principiante rispetto agli attuali reggitori del mondo.
Scarth

Nessie said...

1993? Ci siamo... Dalla caduta del Muro, passando per l'orribile '92 ne accaddero delle cose, caso No caste. Importante l'aver ricordato la famosa maggioranza "bulgara" che favorì la galera di Maastricht. Ce ne ricorderemo...

Josh, bello l'aver ricordato che anche la Borsa parla di valori: "la Borsa valori" :-)

Sul fascismo e la sua storia, qualcuno ha bisogno di andare alle "serali" :-) Di tutte le nefandezze può essere accusato tranne che di essere stato dedito all' "economicismo".

Nessie said...

Importanti le tue lunghe dissertazioni sulle "libertà di mercato", Josh. Francamente per la piega che ha preso, è un po' come invocare la "libertà di droga".

Spesso sono stati, come ricordi, poeti e scrittori ad occuparsi della materia ostica dell'usura, proprio perché avevano "il senso della storia, dell'autenticità della parola e dell'azione, e capivano in senso etico (e ci soffrivano in prima persona) quale gioco perverso".

Aggiungerei anche Shakespeare a cui Pound si rifece nel sul celebre canto sull'Usura.

Ecco la poesia shakespeariana che gli fece da apripista " Il timone di Atene" (tradotta da Montale) :

Terra dammi qualche radice.

(Scava)

E se qualcuno cerca cose migliori in te,
stuzzicagli il palato
coi tuoi veleni più potenti!

Che c'è qui? Oro?
Giallo, luccicante, prezioso oro?
No, dèi, non faccio voti insinceri:
voglio radici, o puri Iddii!

Basterà un po' di questo
per rendere nero il bianco, bello il brutto,
diritto il torto, nobile il basso,
giovane il vecchio, valoroso il codardo.

O dèi, perché questo? Che è mai, o dèi?
Questo vi toglierà dal fianco i vostri preti e i vostri servi
e strapperà l'origliere (1) di sotto la testa
ai malati ancora vigorosi.

Questo schiavo giallo
cucirà e romperà ogni fede,
benedirà il maledetto
e farà adorare la livida lebbra,
collocherà in alto il ladro e gli darà titoli,
genuflessioni ed encomio
sul banco dei senatori;

È lui che decide l'esausta vedova
a sposarsi ancora. Colei che un ospedale
di ulcerosi respingerebbe con nausea
l'oro la profuma e la imbalsama
come un dì d'aprile.

Orsù dunque, maledetta mota,
comune bagascia del genere umano
che metti a soqquadro la marmaglia dei popoli,
io voglio darti il tuo vero posto nel mondo.".

Nessie said...

Grazie Scarth, sinceramente pensavo che sarebbe risultato ostico e noioso, ma poi credo di essere riuscita ad essere abbastanza chiara. O almeno lo spero. Non è materia che mi piace trattare, come sai. Ma bisogna farlo, di tanto in tanto. O meglio, ne siamo quasi costretti.

OT: chiedo venia a No caste nel mio commento delle 7,10 per averlo chiamato "caso", invece di "caro", ma è stato un refuso. :-)

Anonymous said...

Da Bruxelles ad Atene, cronache di un’Europa al collasso - M. Bottarelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/9/9/FINANZA-Da-Bruxelles-ad-Atene-cronache-di-un-Europa-al-collasso/205718/

SILVIO said...

Due importanti precisazioni, NESSIE:
1) Rispondendoti nel blog di Foa ho pubblicato un refuso (dovuto al fatto di aver digitato velocissimamente in quella piattaforma e non scrivere su Word per poi effettuarne il copia-incolla).
Il refuso riguarda l’entità del tasso fisso euro/franco svizzero.
L’uguaglianza corretta è : euro 1 = franchi svizzeri 1,20
In futuro rimarcherò ciò anche da Foa ; oggi no, perché ho deciso di tacere.
2) Complimenti per l’attuale topic.
Ritengo sia pane per i miei denti, in quanto l’argomento mi appassiona.
Se non sono intervenuto è perché era necessario difendere Foa dagli ex colleghi-coltelli.
E ci siamo riusciti visto che il suo blog ha totalizzato (sinora) 176 commenti (valore superiore a quelli degli altri blog sommati assieme).
Mentre il serpente a sonagli Nicola Porro è fermo a 16 commneti.
Ciao e scusa per il refuso.

Nessie said...

Grazie Silvio. Volevo chiederti, però, come mai quello che sembrerebbe agli occhi del profano in materia (e io sono tra questi, dato che di tecniche bancarie non me ne intendo) una mossa per ridare sovranità alla Svizzera, da parte della Banca Nazionale Elvetica, tu l'hai viceversa considerato alla stregua di una mossa omologante per trascinare la Svizzera nell'Eurozona e quindi, toglierle sovranità.

Su Porro: è davvero un ambiguo "serpente a sonagli"? te lo chiedo perché io sul suo blog a leggere non ci sono mai passata. Che posizioni avrebbe? E' lui il Nicola che si firma ogni tanto?

SILVIO said...

Rispondo subito, Nessie.
La decisione della BNS è foriera di pessimi sviluppi circa l’indipendenza della Svizzera in quanto ha legato il supremo e concreto valore nazionale (= la moneta) alle sorti dell’euro.
In altre parole, la BNS non ha voluto (come ha detto) difendere l’export della Confederazione a fronte del franco svizzero divenuto sempre più forte (= moneta di rifugio) e quindi “ingombrante” per il commercio con l’estero, ma ha voluto dare una preziosa ciambella di salvataggio principalmente all’euro ed, in subordine, a dollaro e yen.
Con ciò penalizzando la Svizzera sia nel mercato dei lingotti d’oro (beni rifugio in cui gli svizzeri sono ineguagliabili) sia dal punto di vista della futura inflazione ( poiché la BNS ha dovuto “stampare” almeno altri 877 milioni di nuovi franchi svizzeri per ingessare il tasso di cambio 1: 1,2 ed altri ne “stamperà”).
Circa Nicola Porro, ti invito a leggere la replica pubblicata da Foa in risposta al suo post (serie N.55 del topic “Saluto il Giornale, non questo blog...”)
Vi troverai una forte dose di bonaria e signorile ironia.
Circa il “Nicola” commentatore del blog di Foa, non saprei dirti.
Sicuramente, “Nicola_Z” non è Porro ma un intelligente amico che posta anche in “Voci dall’Estero”, dialogando con Carmen the sister.
Cari saluti.

SILVIO said...

Nessie, ho dimenticato un chiarimento importante.
Provvedo subito.
Nicola Porro è un falco bocconiano ultraliberista che, se potesse, passerebbe sul cadavere di chiunque pur di imporre la propria visione predatoria del mondo.
Il metodo non cambia se consideriamo i rapporti avuti (e stanti) coi colleghi della Redazione del Giornale.
È divenuto Vice direttore, riducendosi a scendiletto di Paolo Berlusconi.
Ne è riprova il ritratto che Luciano Gulli (veterano del Giornale) ne ha fatto in questo link:
http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=15314
Cari saluti.

Aldo said...

Questa storia tirata fuori da Simon de Cyrène (chi era costui?) secondo la quale occorrerebbe una natalità più alta proprio non la mando giù. E' il classico non-ragionamento condotto da chi vede le cose a compartimenti stagni, senza preoccuparsi troppo delle interazioni tra i fenomeni. O magari con la mano guidata dall'ideologia, visto che se non ho capito male ha, guarda caso, una certa inclinazione religiosa.

Aldo said...

Nessie: «Le liberalizzazioni si possono fare, ma è auspicabile farle solo in ambito nazionale.»

E una volta che si è venduto il patrimonio dello Stato, cioè (almeno a parole) di tutti, quale legislazione dovrebbe impedire al privato di fare quel che gli pare di quanto acquistato? Compreso rivenderlo a qualche "ente" straniero?

Ricordo una frase che usasti qualche tempo fa: «Chi vende, non è più suo». O magari non era la tua, ma non importa: il senso è chiaro.

Anonymous said...

Nessun problema, Nessie… avevo capito che il responsabile era il… diavoletto nascosto nella tastiera. Comunque, non mi disturba essere definito un “caso”… purché, beninteso, non si aggiunga “clinico”…

Nemmeno io nutro simpatia per Porro. È uno di quelli che credono che la destra l’abbiano inventata Reagan e la Thatcher, quindi puoi immaginare…
Nell’ultimo post http://blog.ilgiornale.it/porro/2011/09/06/quanti-lunedi-neri-ci-aspettano/ racconta la speculazione del 1992 a modo suo, ignorando l’antefatto sul Britannia (farlo significa non capire nulla di quello che successe poi), e sostiene che gli odierni accadimenti sono colpa nostra e non dei “mercati” (ossia della speculazione).
Condivido solo il finale: è meglio “scegliere” di ripudiare il Debito.
Questo noi lo sosteniamo da tempo. Meglio ripudiare il Debito “ora”, come atto sovrano, piuttosto che come gesto della disperazione, essendoci costretti fra tre o quattro salassi e non avendo più una sola goccia di sangue da donare…
(no caste)

PS:
Cosa dire di un giornalista che scrive “speci”, per intendere “specie” al plurale? Che gli andrebbe ritirata la patente di scribacchino?
Sì, ma mi rendo conto che applicando una regola così severa il 99% dei pennivendoli dovrebbe cercarsi un lavoro…

Nessie said...

Grazie Silvio, sono delucidazioni importanti. A tutta prima credevo anch'io che la BNS avesse fatto ciò per favorire le esportazioi.

Su Nicola Porro, ti dico francamente che quando lo vedo in tv ha un'aria untuosa e ambigua che non mi piace. Avevo letto il commento che mi ricordi e avevo colto l'ironia bonaria di Foa.

Nessie said...

Caro Aldo, laciami dire che questa volta il tuo contributo alla discussione di questo post, la giudico piuttosto faziosetta e pretestuosa. Possibile che di tutto il materiale enucleato su finanza ed economia in questo post(un tema colossale che ci riguarda a tutti da vicino) ti soffermi a fare le tue pulcette a quell'unico intervento cattolico (è evidente che Tornielli lo è) che proprio non digerisci?

Resto in attesa che ti risponda l'interessato Marco e passo a sviscerare il pignolissimo commento che mi hai fatto "per prendermi in castagna". Sinceramente speravo in qualcosa di meglio da parte tua, ma non tutte le tue ciambelle ti riescono col buco: succede.
Le forme economiche non possono essere tutte stataliste con lo stato pervasivo e intrusivo pesantemente Moloch (altrimenti in questo caso, potevamo tenerci l'Urss, Cuba o la DDR). Così come non possono essere tutte liberiste, visti i disastri globali a cui stiamo assistendo. Mai sentito parlare di economie miste? O di "controllate" dallo stato, pur essendo private? Vedo che l'equilibrio e la giusta via di mezzo non è di questo mondo, purtroppo.

L'ho detto e lo ripeto: chi vende non è più suo. Ma abbiamo pure avuto capitani d'industria del calibro di Enrico Mattei, che erano di provata fede nazionale. E che proprio per questo venne ucciso dagli sciacalli stranieri, i quali non hanno gradito il suo darsi da fare.
Vedi di tornare a spogliarti dell'habitus ideologicus e di essere quella persona riflessiva di cui hai già dato ottime prove.

Nessie said...

No caste, quando si scrive tanto e in fretta, i refusi sono da mettere nel conto. Anche adesso ne ho appena fatto uno con Silvio "esportazioi" invece di "esportazioni".

Vengo a Porro. Non è nuova quella della destra thatcheriana o reaganiana, ma a quanto pare è l'unico modo per "sdoganare" lo stare a destra. Quanto a "speci" invece di specie, non credo che sia l'unico svarione che ho visto scritto da "penne illustri". Altro che il 99% dei pennivendoli!

Sì, meglio ripudiare il debito ora. Ma non credo che ci lasceranno uscire dall'Eurozona facilmente neanche se lo volessimo. La pecora dev'essere tosata e salassata fino all'ultimo respiro. Berlusconi stasera si è vantato in tv di aver fatto con questa manovra, il suo capolavoro. Sinceramente non ho voglia di aprire il dizionario delle parolacce, ma una scarpa contro la tv, sì, gliel'avrei tirata.

Nessie said...

@ Silvio, sulla faccenda dei giudici tedeschi ti ho risposto da Foa.

Anonymous said...

Nessie, io stavo cenando quando ho sentito Bunga raccontare il suo ennesimo miracolo… ho cambiato canale proprio per non… passare a vie di fatto. Perché (cacchio) il televisore l’ho pagato io, mica lui, e mi avrebbe disturbato sfasciarlo…

In verità, potremmo uscire dall’eurozona, se volessimo, buttando giù l’intera baracca. Ma proprio questo è il problema: manca la volontà del “Decisore”. Perché noi non abbiamo decisori: soltanto servi o complici.
È bensì vero che lo scopo è quello di tosare la pecora fino a levargli la pelle, lo abbiamo scritto fin dall’inizio della speculazione contro i “maiali”, un anno e mezzo fa.
Infatti, per l’Italia non sono alle viste “piani di salvataggio” come quelli che hanno interessato gli altri Piigs. No, l’Italia ha ancora molto da “offrire”: dopo le rapine del ’92 e il sequestro della Riserva, ci sono da “allocare” «Eni, Enel, Finmeccanica, Poste ecc.» (cito nell’ordine che accomuna “stranamente” Prodi e Crosetto). Di “piani” magari si parlerà dopo aver fatto bottino, dato che il crollo del terzo contributore netto di Eulandia (e il più fesso di tutti) manderebbe in malora anche gli altri.

Come ti scrissi in privato, se lo Stato dovesse fallire mi ritroverei con le pezze al culo…
Ciò nonostante, affogherei volentieri sapendo di tirarmi dietro lo Sciancato di Parigi, la Baldracca di Berlino e lo Gnorri di Londra…
(no caste)

Aldo said...

Macché habitus ideologicus! E' che ognuno di noi ha i suoi punti fermi ai quali è giunto dopo un lungo lavorìo e sui quali parla con cognizione di causa. Tutto sacrosanto quello che ho letto nel tuo post e in questi commenti (mi ci sta pure l'osservazione sulle economie miste, che accetto di buon grado anche perché riferita a un argomento sul quale sono piuttosto "deboluccio" e sul quale puoi sicuramente essermi maestra), ma il predicozzo sulla natalità è proprio fuori luogo, e dovevo rilevarlo. Non vedere maliziosità dove non ce n'è, è che so che i preconcetti su quel tema sono molto radicati, e bastano due parole due per rinverdire luoghi comuni alquanto fuorvianti. Il testo riportato è una bella "innaffiata" a quei luoghi comuni, e temo pure che sia piuttosto strumentale. Riconoscimi almeno l'onestà e sii meno "dura".

Anonymous said...

I danni del liberismo/mercatismo sembrano addirittura superiori a quelli dell'economia di stato di tipo socialista. Purtroppo qualsiasi idea alternativa (che secondo me dovrebbe essere una sintesi tra libera iniziativa e economia di stato ma non certo l'attuale rivoltante turboliberismo finanziario predatorio) è stata bandita dagli attuali padroni del vapore e si capisce perchè. Purtroppo possiamo solo discutere tra di noi ma i suddetti padroni hanno tutto il potere di imporre la loro strategia saccheggiatrice con i sistemi che sappiamo.
Su Panorama di questa settimana mi sono imbattuto nella recensione di un libro appena uscito: "Il golpe inglese - Da Matteotti a Moro la guerra segreta per il controllo del petrolio e dell'Italia". Visto l'argomento che stiamo trattando potrebbe essere interessante.
Scarth

Nessie said...

No caste, riesci sempre a farmi ridere con questa storia dello Sciancato di Parigi, e con la Baldracca di Krukkonia. Non vogliono che falliamo, perché come abbiamo detto e ripetuto infinite volte, la nostra agonia frutta. E luccica. Troppe banche straniere sono esposte qui da noi. A buon intenditor... :-)

Nessie said...

Aldo, è evidente che Tornielli, che è un "vaticanista" de "Il Giornale" (vedere link) abbia un pensiero che non ti piace, specie nell'ambito della demografia. Che scoperta! da che mondo e mondo i cattolici predicano il "crescete e moltiplicatevi" e tu che ti occupi da tempo di problemi demografici, è naturale che non possa proprio digerirlo. Democraticamente io ospito varie opinioni, ma non credere che della Chiesa io non veda le sue schizofrenie ed incoerenze. Da un lato lei critica aspramente la globalizzazione e il mercatismo reo di veicolare quei disvalori di cui abbiamo già ampiamente parlato; ma dall'altro è mondialista e universalista a sua volta, con la faccenda delle immigrazioni. Non le ho mai lesinato critiche, in proposito.
Se siamo tutti figli del buon Dio, non è una buona ragione per venirci a invadere a casa nostra. Questo è pacifico.

Quanto all'economia io sono "maestra" di un bel niente e ne so quanto te e quanto chiunque sappia malapema fare i 4 conti della serva. Se il modello statalista Moloch di tipo sovietico è fallito, e quello liberista, sta fallendo, è evidene che ci vuole una terza via basata sul buon senso e sul mettere l'essere umano (e non gli interessi monetari e la rapina del pianeta) al centro del prossimo futuro modello sociale. Che forse né io né te, faremo a tempo a vedere.

Nessie said...

Grazie della segnalazione sulle nuove letture, Scarth. Ma non dimentichiamo mai che i modelli socialcomunisti, furono finanziati dalle stesse dinastie finanziarie che oprima li misero in opera, poi li fecero fallire, per l'attuale porcheria. Come vedi, fruttano anche i fallimenti. E' complicato entrare nelle perversioni mentali di cost'ORO.

Anonymous said...

Come se non bastassero quelle del ’92 con il fior fiore dell’Iri ceduto a prezzi di saldoIn vista privatizzazioni rovinose con Prodi e Amato benedetti dalla City

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1733049&codiciTestate=1&sez=hgiornali

L’EURO, IL DILEMMA TEDESCO E IL RISCHIO DELLA “TEMPESTA IMPERFETTA

http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=print&sid=8956

m

PS non capisco a che si riferisce Aldo... comunque, a meno che non si ritenga il tutto (siamo davanti ad una crisi sistemica probabilmente terminale)frutto del caso, le dinamiche odierne (non solo economiche) sono il frutto dell'evoluzione storica e filosofica... su cui esiste anche il punto di vista cattolico. E liquidarle con due parole mi sembra quantomeno azzardato.

Anonymous said...

L’articolo del generale Laporta, segnalato da Marco, va letto e dovrebbe essere sbattuto sul grugno di certi sedicenti giornalisti (in realtà escrescenze cutanee di vario genere…). I quali credono di risolvere il problema dando agli speculatori proprio ciò che vogliono e che – per ottenerlo – hanno scatenato contro di noi il finimondo.
Quando ci saranno rimasti solo gli occhi per piangere; quando la famosa “seconda industria manifatturiera d’Europa” sarà uno sbiadito ricordo; quando non avremo più strumenti per creare ricchezza, cosa faremo, andremo tutti a mangiare porri e verruche a casa del vice direttore del Giornale?

Laporta scrive: «La svendita, fra il 1992 e il 1993, del fior fiore delle industrie dell'Iri a prezzi di saldo, recò almeno 60 miliardi di euro ai potentati francesi e anglo-olandesi, mentre i tedeschi si accontentarono di speculazioni usuraie nel cambio lira-marco». Dimentica di aggiungere che non furono briciole e che grazie a quelle speculazioni usuraie i tedeschi si pagarono (o meglio: pagammo noi…) parte della riunificazione.

Io la penso come Andreotti: mi piace così tanto la Germania, da avere nostalgia di quando ce n’erano due…
(no caste)

Anonymous said...

Stati Uniti d'Europa

La crisi sta funzionando come volano per accelerare la creazione di un'unione federale europea che sottragga sovranità economica ai governi nazionali per centralizzarla nelle mani di un apparato sovranazionale.
Di Enrico Piovesana
http://it.peacereporter.net/

http://www.vocidallastrada.com/2011/09/stati-uniti-deuropa.html#more

m

Giovanni said...

Troppe banche straniere sono esposte

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Hai voglia. Sui cinque porcellini la Francia ha un'esposizione di circa 800 miliardi di Euro, pari al 40% del PIL dell'Esagono. E pure la Crucconia, con tutta la sua boria, non se la passa poi bene dato che le sue banche hanno in cassa circa 500 miliardi di Euro di titoli italiani, spagnoli, portoghesi, irlandesi e greci quasi il 20% del PIL teutonico. Ora, finché a crollare sono Grecia, Portogallo e Irlanda non succede nulla, le cifre sono relativamente piccole in termini assoluti. Parliamo di paesi dal PIL minuscolo. Il "bello" arriva con Italia e Spagna, le quali sono rispettivamente 3° e 4° PIL dell'Eurozona e 7° e 11° PIL globale. Piani di salvataggio per Italia e Spagna sono impossibili per via delle cifre troppo alte, e troppo alte sono le cifre dell'esposizione franco-tedesca sui debiti di quei paesi. Allora vedremo veramente i mangiarane e i crucchi tremare come foglie.
Spero che da questa storia si impari a proibire la vendita dei titoli di stato a soggetti stranieri. Siamo qui a tenere attaccata al respiratore l'ormai defunta Grecia solo per "difendere" i banchieri francesi, tedeschi e belgi gonfi di spazzatura ellenica.
Il Giappone, per fare un esempio, ha il maggior debito mondiale (200% del PIL), però, sorpresa, il 95% di quel debito è in mano ai sudditi dell'imperatore, e questi sono evidentemente meno avezzi alla speculazione sul proprio paese della finanza apolide.

Nessie said...

No caste,
avevo già letto l'articolo di Laporta linkato da Marco anche sul blog di Foa. Importante sottolineare che con le speculazioni usuraie lira-marco, i tedeschi ci finanziarono la loro "riunificazione", della quale poi in privato si lamentano pure.
Hai sentito cosa dice lo stesso Ciampi di quel Jurgen Stark (quello che si è appena dimesso da Deutsche Bank) che ci ha riso in faccia quando ha appreso che saremmo entrati nella moneta comune? Gli è che Ciampi si sveglia un po' tardi e il suo spirito patriottico last minute, è alquanto sospetto.

L'intervista di Ciampi è sul Corsera.

Nessie said...

Grazie dei dati Giovanni. Volevo dirti che ultimamente Rischio Calcolato ha degli articoli che mi garbano sempre meno. Hai anche tu questa impressione?

Quanto ai titoli venduti a "soggetti stranieri", purtroppo c'è pure di peggio: abbiamo quasi l'intero Debito in mano agli stranieri.

Nessie said...

Grazie Marco, fallimenti pilotati dunque, in vista di qualche altra alchimia horror. Ora vado a leggere.

Anonymous said...

http://www.vocidallastrada.com/2011/09/stati-uniti-deuropa.html
...
"Giuliano Amato, in un'intervista a La Stampa di diversi anni fa.
"Sbriciolare a poco a poco pezzi di sovranità, evitare bruschi passaggi da poteri nazionali a poteri federali. Non credo a un dèmos europeo e al sovrano federale. (...) Perché non tornare all'epoca precedente Hobbes? (...) Il Medio Evo è bellissimo: sa avere suoi centri decisionali, senza affidarsi interamente a nessuno. E' al di là della parentesi dello Stato nazionale. (...) Anche oggi abbiamo poteri, senza territori su cui piantare bandiere. Senza sovranità non avremo il totalitarismo. La democrazia non ha bisogno di sovrani".

mah..a me sembra utopia...forse l'amato farebbe bene a leggere qualche libro sul medioevo (che so...Cardini ad esempio)prima di partire con le "analisi"...
La pluralità medievale era tenuta insieme dal cattolicesimo..qua il mega governo continental-mondialista da cosa sarebbe tenuto insieme? Forse dall'umanitarismo laico che scimmiotta i "valori dell'uomo" e che non a caso porta verso esiti opposti a quelli cristiani...è ideologia (e l'esito totalitario è probabile checché ne dica l'amato).
I supposti "anti sistema" (alla grillo e company in italy) consapevoli (credo) o no sono comunque funzionali al disegno complessivo.

Nessie said...

Letto, marco. Ma ti costa tanta fatica a firmarti come fai da Foa? Prima ti ho preso per Tornielli :-).

La frase di Amato è un linguaggio tipico del Topo Malefico menagramo e portatore di rovine : infatti quel suo "sbriciolare a poco a poco pezzi di sovranità" è quasi un verso da roditore quando rosicchia. Ci rosicchiò il 6 pe mille da tutti i conti correnti nel '92, e ancora non è soddisfatto questo omiciattolo viscido e untuoso. Potesse rimanere fulminato attaccato al formaggio!

Anonymous said...

Finalmente qualcosa si muove!

http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2011/09/scilipoti-lo-stato-si-riappropri-della.html

SCILIPOTI: LO STATO SI RIAPPROPRI DELLA SOVRANITA’ MONETARIA PER LA RIPRESA ECONOMICA DEL PAESE

ROMA, 08/09/2011 - “Le possibilità potenziali che possono emergere per l’economia Italia dalla interrogazione urgente che ho presentata oggi, possono stuzzicare le capacità di analisi a 360 gradi di ogni uomo e di ogni politico”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, in riferimento all’atto di sindacato ispettivo presentato oggi e relativo alla sovranità monetaria e all’attività di signoraggio primario e secondario, per molti miliardi di euro, della Banca d’Italia.
“Non so se sono un cavallo di razza della politica italiana e se la mia dimensione mediatica di uomo politico sicuramente più discusso dell’anno sia dovuta al mio costante lavoro parlamentare – dichiara il deputato MRN – ma so che dal 2004 si discute sulla opportunità di far riappropriare lo Stato della sovranità monetaria popolare che dal 1993 è divenuta di appannaggio esclusivo delle banche speculative private, azioniste della Banca d’Italia”.

“Anziché richiedere al Governo di reiterare il decreto legislativo del 2005 per la restituzione delle azioni di Bankitalia, abrogato dal successivo governo Prodi, operazione che avrebbe comportato l’esborso di ben 14.700 milioni di euro a fronte di un valore nominale di soli 185.000 euro, assolutamente insostenibile nell’attuale situazione di crisi, avvalendomi della collaborazione di esperti e collaboratori, tra i quali il Prof. Francesco Petrino, presidente dello SNARP, ho invece richiesto al Governo di assumere tempestive iniziative – continua l’On. Scilipoti (MRN) - finalizzate a far restituire allo Stato tutto il signoraggio primario di cui le banche azioniste della Banca d’Italia si sono indebitamente appropriate, che nel solo ultimo decennio è equivalente a circa 10.000 miliardi di euro.

Ho anche richiesto al Premier un apposito D.L. per imporre all’Istituto Centrale la modifica in bilancio della titolarità del circolante finanziario in capo allo Stato, poiché viene riportato come debito verso la BCE. “Spero che la mia interrogazione sia meritevole di lettura e di considerazioni – conclude l’On. Scilipoti (MRN) - giacchè potrebbe traghettare le sorti del nostro paese verso un futuro radioso completamente diverso”.

Anonymous said...

Non so a voi, ma a me il fatto che nell'intera scena nazionale ed internazionale non ci sia un solo soggetto politico che denunci chiaramente questo Terzo Totalitarismo, oramai non più in divenire ma già ben presente, piace pochissimo e fa temere moltissimo.
Scarth

Anonymous said...

Ciampi… solo a sentirlo nominare mi prudono le mani, Nessie. Il tragico buffone che nel 1992 bruciò 100 mila miliardi della nostra Riserva per eseguire gli ordini ricevuti a bordo del Britannia.

A una ventina di chilometri da me, sui monti, c’è un piccolo Comune con un bel lago a forma di cuore. Lì il presidente della Repubblica Ciampi si recò per ricevere la cittadinanza onoraria.
Il motivo? Vi aveva “soggiornato” per qualche mese dopo l’8 settembre 1943.
L’ufficiale del Regio Esercito Ciampi si era fatto a piedi mezza Italia, pur di fuggire dalla zona calda e mettere al sicuro le proprie nobili terga, lasciando senza ordini e allo sbando i suoi soldati. Come altri felloni par suo, a cominciare dal “re soldato” e dall’ “eroe” di Caporetto…

È grazie allo “spirito patriottico” di gentaglia simile se la merda ha ormai superato il livello di guardia…
(no caste)

Nessie said...

Mi spiace per la cittadinanza onoraria a inCiampi, proprio alle porte di casa tua, No caste. Ma ormai l'uomo veleggia verso la signora con la Falce, con tutti i suoi segreti che noi non sapremo mai. Compreso il fatto che trattarono con la mafia per evitare gli attentati.

Nessie said...

Mah... dover sperare in Scilipoti, mi pare proprio dover confidare in the last and the least, marco.

Ecco Scarth, al tuo dubbio ci pensa Scilipoti. Anche a me sembra incredibile che nessuno fiati. Ma i totalitarismi godono sempre di pusilla omertà.

Anonymous said...

@ nessie
...scilipoti non l'ho inserito io.
m

Nessie said...

Allora c'è qualcuno che ti imita :-)

Anonymous said...

Ecco, il grande Scilipoti presenta un’interrogazione urgente al governo sul signoraggio da parte della Banca d’Italia…
Chiede «di assumere tempestive iniziative finalizzate a far restituire allo Stato tutto il signoraggio primario di cui le banche azioniste della Banca d’Italia si sono indebitamente appropriate, che nel solo ultimo decennio è equivalente a circa 10.000 miliardi di euro».
Inoltre chiede al “Premier” in persona «un apposito D.L. per imporre all’Istituto Centrale la modifica in bilancio della titolarità del circolante finanziario in capo allo Stato, poiché viene riportato come debito verso la BCE».

«Non so se sono un cavallo di razza…».
Non lo sei, caro Scilipoti, altrimenti sapresti quello che è noto perfino a un signor nessuno come il sottoscritto.
Mediolanum + Fininvest possiedono il 10,38% di Mediobanca e Marina Berlusconi siede nel Consiglio di Amministrazione.
Mediobanca è la principale azionista di Unicredit e Assicurazioni Generali.
Assicurazioni Generali è azionista di Carige (Cassa di Risparmio di Genova).
Unicredit, Generali e Carige possiedono il 32,40% di Bankitalia.
Ergo: attraverso il solito sistema delle “scatole cinesi”, Berlusconi è uno dei padroni di quel 32,40% e dunque tra i maggiori beneficiari del signoraggio.

Come si può credere che chi ha dato così ampie dimostrazioni di essere attento ai propri interessi possa esaudire i desideri dell’illuso Scilipoti?
(no caste)

Giovanni said...

Ma Nessie, su Rischio Calcolato ci sono una dozzina di autori, dalle opinioni più disparate. Io mi trovo abbastanza in linea con ciò che scrivono, se non altro perché sono "del mestiere". Io mi sto un po' impratichendo per via dell'esame di storia economica che devo dare tra pochi giorni. Io mi fido abbastanza di loro perché non sono "pagati" da qualcuno e nella loro materia sono piuttosto competenti, credo molto più competenti di Scilipoti o Rabellino (quello delle listine patacca in Piemonte per chi nono lo conoscesse), per cui se scrivono ciò che scrivono, non lo fanno per partito preso (ricordo ad esempio come si espressero sul referendum dell'acqua, o il fatto che riportino pure articoli di Blondet), ma perché valutano i pro e i contro. Essendo come te di formazione umanistica tendo a parlar poco di economia e a consultare persone che ne capiscono più di me e sono del settore, per cui non mi sento di criticarli più di tanto anche se non sempre condivido ciò che scrivono ma, ripeto, loro la sanno molto più lunga di me sulla cosa e quindi credo che parlino non per partito preso, ma per coscienza.

Nessie said...

"Ergo: attraverso il solito sistema delle “scatole cinesi”, Berlusconi è uno dei padroni di quel 32,40% e dunque tra i maggiori beneficiari del signoraggio".

Eh! EH! No caste, difficilmente Berlusconi si metterà di traverso contro la sua stessa gallina dalle uova d'oro, allora.
Povero Scilipoti! più che un cavallo di razza, è un ronzino o un bardotto, direi.

Nessie said...

Ma sai Giovanni, se tu stesso mi dici che su Rischio Calcolato ci sono 12 autori dalle opinioni più disparate, come fai ad essere in linea con tutti e dodici? Mi sfugge qualcosa...

E del resto, è assai probabile che io abbia letto qualcuno di quei pezzi, tra i 12, che non sono nelle mie corde.

Nessie said...

PS: stasera su RC c'è un necrologio di Massimo sull'11 settembre 2001-11 (con cui ultimamente in fatto di idee, siamo come cane e micio) che mi ha fatto sobbalzare sulla sediA.

Non un'analisi su a che cosa ci hanno portato tutte queste guerre in Afghanistam, Iraq contro il "terrorismo internazionale", non una rettifica sulle MDA (armi di distruz. di massa) mai trovate in Iraq. Solo vuota retorica su Bush e Berlusconi considerati i più grandi statisti di tutti i tempi.
Mi spiace ma il fatto di scrivere senza essere pagati, non è di per sé garanzia di credibilità né un titolo di merito. E' il contenuto che fa la differenza.

Anonymous said...

http://www.vocidallastrada.com/2011/01/11-settembre-la-terza-verita.html

Anonymous said...

libia (e dintorni)
http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=868:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47#comments
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40093

Anonymous said...

Il Governo Mondiale Invisibile
(magari ci sarà qualche imprecisione ma rende l'idea)

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=38546

SILVIO said...

NESSIE,
ti ringrazio per quanto hai pubblicato nel blog di Foa.
Sei (come sempre) “bella dentro” (ma anche fuori, suppongo) nonché un’amica intelligente, grintosa e coraggiosa.
Ti saluto con affetto.

Giovanni said...

Diciamo che sono sotanzialmente abbastanza in linea coi padroni della baracca (Funnyking e Roberto67) e con la mia amica GPG imperatrice oscura, che conosco da un bel pezzo anche in ambiti differenti da quelli dei blog. Sono persone che se ne intendono parecchio e quando scrivono di certi temi scrivono non per partito preso, ma perché sanno di ciò che parlano, di certo ne sanno molto più di me o di Scilipoti, Grillo, Rabellino e compari.
Gli articoli del blog di Massimo, come quelli di altri blog, credo vengano selezionati in automatico.
Il debito pubblico italiano comunque è in maggioranza in mani italiane. Il 56% è detenuto da investitori italiani, mentre il 44% da investitori stranieri. Essendo l'ammontare altissimo (1.900 miliardi di euro, pari al 120% del PIL) le cifre sono però mostruose. La Francia, che è il nostro primo creditore, possiede circa 500 miliardi di Euro di debito italiano, mentre la Germania ne possiede circa 170 miliardi. Sono cifre enormi, soprattutto per l'Esagono. Se l'Italia o la Spagna decidesse la bancarotta la Francia sarebbe nella melma fino al collo. Il problema dell'indebitamento nei confronti di nazioni estere è proprio questo potenziale effetto domino devastante. Se un paese con un PIL consistente come Italia o Spagna va in bancarotta, si innesca una spirale potenzialmente mostruosa.
Comunque credo che questo articolo possa essere più "nelle tue corde"

http://www.rischiocalcolato.it/2011/09/le-banche-sono-terrorizzate.html#comment-18633

Nessie said...

Grazie Sivio, ma mi sono solo limitata ad aggiungere una nota di umorismo al blog che con tutti quei "tecnici bancari", alla fine rischia di diventare un po' troppo serioso.

E comunque la nota di quel truffatore per contoterzi di Verdiglione, su banchieri come nuovi "letterati", gli imprenditori "poeti" e gli assicuratori, "intellettuali", ti dà la misura dell'universo capovolto in cui siamo precipitati.

Nessie said...

Sì, Giovanni, lo avevo già letto l'articolo, e mi ha intrigato.

Dove hai trovato tutte queste percentuali del nostro debito in mani (anzi, manacce) altrui?

Anonymous said...

Grecia al default, addio banche francesi
http://informazionescorretta.blogspot.com/2011/09/grecia-al-default-addio-banche-francesi.html

Anonymous said...

euro: l'ultima battaglia
http://icebergfinanza.splinder.com/post/25539176/euro-lultima-battaglia

Anonymous said...

scopo finale?
http://www.vocidallastrada.com/2011/09/lunu-parla-di-una-moneta-unica-mondiale.html
http://santaruina.splinder.com/post/22341700/la-bancarotta-degli-stati-sovrani

Giovanni said...

Ecco qua. Direttamente da Drago Draghi in persona è la penultima colonnina quella con scritto "non residenti"

http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb23_11/suppl_23_11.pdf


Per i singoli paesi rimando un vecchio grafico del NYT pubblicato però ormai un anno fa, anche se le cifre mi pare non siano cambiate di molto

http://3.bp.blogspot.com/_ZB3YT4vo91A/TOXicM2X4fI/AAAAAAAAA9A/3AC0rOeCK2I/s1600/PIIGS%2Be%2Bdebito.jpg

Nessie said...

Grazie Giovanni e grazie a tutti per i numerosi links. Uno spera sempre che siano tutte bufale dell'etere, e invece poi scopre che alla fine, la realtà è anche peggio delle panzane cospirazioniste.