02 December 2010

Caro Presidente, un suicidio non è uno scatto di volontà


Il suicidio non è uno scatto di volontà e lei ha fatto una gaffe disastrosa perdendo l'ennesima occasione per essere parco di dichiarazioni fuori luogo, caro Presidente Napolitano.
"Monicelli se n'è andato con un'ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare". Questa è solo una delle molteplici dichiarazioni udite in queste ore in questo paese dove la dissenteria oratoria sta diventando un'epidemia nazionale contagiosa. Un Capo dello Stato dovrebbe unire gli Italiani nelle sue dichiarazioni, non dividerli glorificando il suicidio che in questo caso è stato drammaticamente violento. Sgangherato, è stato anche il commento del giornalista "di destra" Stenio Solinas, che rimando a questo pertinente commento di Paolo Deotto di Riscossa cristiana, tanto per applicare la par condicio delle baggianate fuori luogo. Come stolto è stato Paolo Villaggio nel magnificare la "morte bellissima e coraggiosissima" di Monicelli.
Non potevano mancare gli sciacalli Radicali alla Camera che ne hanno subito approfittato per uno spot pro-eutanasia. C'è una crisi nera, parlano di smantellare il welfare e che ti fa la radicale Rita Bernardini? una bella orazione funebre a favore del beverone fai-da-te, chiamato "la dolce morte". Sotto l'egida del superstato etico europeo che benedice, applicando l'eutanasia obtorto collo. E questi sarebbero i liberali? Lasciate la morte al suo mistero trascendente. Un'eutanasia di stato è roba da dittature. Saranno ben contenti gli eurocrati di Bruxelles, così risparmiano pure sulla vecchiaia, tanto per far quadrare i parametri di Maastricht. Sei vecchio? solo? malato? depresso? Abbiamo per te la "soluzione definitiva". 

Grottesco anche Paolo Villaggio che ha parlato di ultimo sberleffo e ultima burla del regista. Va bene, che la morte ci spaventa, ma cari i miei bravi attori, ma la "buffa morte" fino a prova contraria, non esiste ancora. Nemmeno il sublime Shakespeare è riuscito a evitare la commozione e le lacrime  di Romeo in presenza dell'amico Mercuzio che nascondeva le sue mortali ferite con motteggi, frizzi e celie d'ogni tipo per ritardare la morte, che ineluttabile, lo raggiunse togliendogli il sorriso dell'adolescenza. La morte non fa ridere, non è dolce, non ci rende belli, e un suicidio non è uno "scatto di volontà", ma pur sempre un gesto di disperazione. Questa è stata la peggiore gaffe presidenziale del secolo. Ma i giornali, la ignorano e glissano.

Mario Monicelli è stato, insieme a Dino Risi e a Luigi Comencini,  un grande artefice  della commedia all'italiana, quella che ridendo castigat mores. Quando ci ha divertito non si curava di sapere se il  pubblico pagante fosse di destra o di sinistra. Ci ha divertito coi "Soliti ignoti", con "L'armata Brancaleone", con la trilogia di  "Amici miei", con "Totò guardie e ladri", "Risate di gioia" e molti altri film, senza chiedere una tessera d'appartenza ai suoi spettatori. Cosa è stata quell'altra banalità circense di festeggiare il "non funerale" con la banda che suona "Oh Bella Ciao?".
Non credo che ad onta della sua appartenenza politica, fossero queste le sue ultime volontà, tenuto conto che non ha avuto nemmeno il tempo di scriverle. Risponde il parroco di Madonna dei Monti con le note di Branca-Branca-Branca, leon-leon-leon suonate dalle campane della chiesa. E L'Italietta non riesce a uscire dal dualismo trombe-campane,  Peppone-Camillo di Guareschi. Manco fossimo fermi al '48.

58 comments:

Huxley said...

Il bello è che non si tratta di eutanasia, ma di suicidio.
Neppure filosofie come il Buddismo ammettono tale pratica.

Quanto al nostro PdR posto il link a questo video:

www.youtube.com/watch?v=7OkotyVBhRU

Dei nostri cosidetti 'intellettuali' manco voglio parlarne.

Anonymous said...

La politica italiana fa più schifo dei rifiuti di Napoli. Usano anche un povero suicida ultranovantenne. Lucio

Nessie said...

Ho visto il filmato su Napolitano, Huxley, che conoscevo già, ma che è utile diffondere di nuovo per chi già se ne fosse dimenticato.
E' evidente che con premesse da "illuminato" come quelle che abbiamo sentito circa il NWO, l'eutanasia faccia parte del suo pacchetto-regalo. Ma come sottolinei, questo è un suicidio ed inutile volerlo politicizzare.

Nessie said...

95enne. Dunque, quasi centenario.

Daniz said...

sul mio poero blog lo dico da sempre di stare attenti alle opere, non alle persone. Le persone fanno ribrezzo, tutte, ed è biologia non fatalità. Se non fosse biologia sarebbe etica, morale.
Sulle opere nessuno dice nisba di che. Sulle persone è facile invece perché tutti hanno qualche macchia sulla giacca. Io, Nessie, disprezzo tutti, cristo. Qui non è possibile che muore un grande artista italiano e sta gentaglia, sti bucanieri dell'immondezza, facciano strumento per accaparrarselo al coretto parrocchiale delle fisarmoniche...
In un post ho parlato di quel video sulla Rivoluzione motteggiata da Monicelli a raiperunanotte. Una scemenza, la stanno facendo girare al posto dei film. Come se fosse uno dei santor-boys...

Sul suicidio non mi esprimo (come non si sarebbe dovuto pronunciare Napolitano, forse più stretto dalle impellenze di dir qualcosa... probabilmente non sa manco che cosa ha detto...)
un saluto

Nessie said...

Ho letto al riguardo il tuo pezzo sul tuo blog.
La cosa più mesta è la vedova che sorridendo alle telecamere si è prestata al gioco che 'a' rivoluzione se po' fa'" e che perciò Mario, sarebbe stato contento di sentire gli studenti che inneggiavano Branca-branca-branca...
E' proprio vero che quando si crepa il cadavere non ti appartiene più e chiunque ne fa scempio.

Anonymous said...

Mi piacevano molto i film di Monicelli, l'altra sera hanno dato l'ultimo forse, "Le rose del deserto", sui nostri soldati nella guerra d'Africa.
Era uno degli ultimi rappresentati di quella sinistra di popolo che non c'è più, indegnamente soppiantata da quella da salotto multinazionale che nulla a che fare con la vecchia.
La stessa sinistra da salotto che si è affrettata, sgomitando come al solito, a mettere il cappello su questa tragedia cercando di strumentalizzarla per bene.
Gli eutanasici poi mi danno i brividi da film dell'orrore immaginando dove con i loro falsi legalismi vogliano andare a parare.
Scarth

Nessie said...

Soprattutto Napolitano che più invecchia, più parla. Già negatore della firma al Decreto Legge che avrebbe salvato la vita di Eluana Englaro, e che ogni mese stipendiamo con le nostre tasse perché faccia il Presidente della Repubblica. Ciao Scarth

Giovanni said...

Povero Monicelli. Uno non può nemmeno suicidarsi che subito gli sciacalli del politicamente corretto fanno scempio del suo cadavere. Che poi, dico, ma nessuno ha pensato che alla veneranda età di 95 anni il povero Monicelli non fosse più capace di ragionare lucidamente e che per questo abbia compiuto l'insano gesto?

Josh said...

Sta storia napolitana dello 'scatto di volontà' è grottesca.

Siamo alla glorificazione dle suicidio violento.
Sì perchè poi, a chi obbietta, si può propinare la ricetta del suicidio dolce, quello col prefisso greco eu-, che è uguale ma c'è una sostanza aromatizzata al lampone che fa lo stesso effetto.

Strano che questi glorificatori mortuari questo remedium lo propongano a noi come libertà, ma per ora non ho visto nessuno di loro servirsene per se stessi, magari al mercato nero.

Hai scritto un post praticamente perfetto, con i vocaboli ben azzeccati, proprio dissenteria oratoria. Ne ho sentite talmente tante in questi giorni sul suicidio di Monicelli da farmi domandare: ma in che razza di paese vivo?

Pensa che dalle mie parti si afferma che Monicelli è stato 'costretto' a buttarsi di sotto per via dei medici che ti vogliono curare con 'l'accanimento terapeutico'.
Insomma ha trovato la sua libertà sfuggendo a qualche sadico medico serial-therapist.
Sì perchè i medici che dovrebbero fare? curarti no? e invece no.
Mi chiedo se è il paese alla rovescia, alla deriva, o solo le teste di una parte di questa nazione malmessa.

Josh said...

p.s. sì beh l'orchestrina che intona poi O bella Ciao e le campane che rispondono Branca Leon ha un che di grottesco-lugubre.

Grazie Huxley del filmato che conoscevo ma sempre meglio ricordarlo e diffonderlo.

L'espressione di Daniz "bucanieri dell'immondezza" è un capolavoro.

Nessie said...

Appunto: si vuole strappare la morte a chi le appartiene per trasformarla in un'occasione di spot, caro Giovanni. Ma c'è qualcuno che fa finta di non capire.
Giusto anche il fatto che perfino una persona giovane può non essere lucida 365 gg all'anno, a seconda delle traversie della vita. Figurarsi un 95enne.

Nessie said...

Già, in che razza di paese viviamo Josh? e chi è il nostro presidente emerito?
Guarda caso, un fautore di quel che dichiara nel video.
Come dicevo, siamo ancora al 1948 con don Camillo e Peppone. Qualcuno vorrebbe che ci fermassimo lì.

baron litron said...

e se per caso si fosse inciampato?

mi chiedo poi perché, nel caso contrario, gli entusiasti del suicidio non seguano subito i loro campioni.

ne avremmo noi tutti sopravvissuti un notabile giovamento. e un po' di quiete nelle orecchie e nello scroto già troppo martoriato.

Nessie said...

Baron mi hai tolto le parole dalla tastiera. Con tutti questi VIP sui tetti, basterebbe che si lasciassero andar giù. Poi potrebbero sempre essere glorificati come campioni di "una morte bellissima".

Daniz said...

Bello come certe ali progressiste nel paese abbiano fatto spiccare una discussione assurda attorno ad una morte così dolorosa per l'arte(non per noi, umanamente... che non c'è cambiato niente, siamo qui coi nostri problemi).
Della serie che è proprio vero che dopo morti tutti possono cibarsi alla mensa del tuo corpo, spolmonarti, sotterrarti due-tre-quattro volte, citarti 'a memoria' ehehe, farti uscire dai vivi quando ancora eri vivo... i vivi, si sa, possono tutto.
I morti meritano di essere lasciati in pace, invece. E gli artisti meritano di essere ricordati per quello che producono, e per quello ci mancano. Il resto va via assieme ai vermi. ed è volgare e disgustoso al pari loro. In questa italia lo schifo è completo, incolore, e sputtanato. E' quando si ha il cervello per far volume che succedono ste cose... e troppe tasche da doverci metter soldi

Josh said...

Giusto per aggiungere un elemento, qui una notizia che rimbalzò tra giornali, tg locali e varie, convegni:
Bologna (ma va) è la città col più alto numero di suicidi in Italia.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/08/suicidi-bologna-il-record-piu-triste.html

Si mettono in conto, tra le cause, anche i pesanti condizionamenti culturali; certo le maggiori difficoltà del presente, ma anche un certo atteggiamento nell'affrontarle (o meno).

Nessie said...

Daniz un esempio clamoroso di quanto dici a proposito di scempi di cadaveri, è Giorgio Gaber. La sinistra in vita lo tacciò di "qualunquista" specie dopo quella canzone su che cos'è la destra e che cos'è la sinistra. Quando poi dichiarò di voler votare per la moglie perchè la considerava "una brava persona" apriti cielo! Tanto più che era nelle liste dell'odiato Berlusconi. Ora invece quasi quasi vorrebbe mettere il cappello sopra a Gaber per una "rivisitazione postuma". Anche i cadaveri fruttano e l'industria dei ricordi, pure.

Nessie said...

Interessante Josh. Mi piacerebbe sapere se nei motivi che spingono al suicidio, c'è anche quel pensiero unico con giunte uso capione, che domina la città. Una città bella, ma purtroppo ci vorrebbe un po' di ricambio.

Umberto Bosco said...

Cara Nessie, ho provato a rispondere al tuo post ma 4096 caratteri non mi sono bastati. Se ti interessa leggere il reply, lo trovi qua.

http://umbertobosco.blogspot.com/2010/12/lultima-scena.html

Grazie.

Nessie said...

Umberto, ho letto con attenzione il tuo post di replica al mio. Forse non hai interpretato bene il mio pensiero. Non sono in disaccordo con la libertà di scelta amletica basata sull'"essere o non essere". E' ovvio che ogni individuo si trovi a volte nella vita a doverci riflettere sopra e a voler che le luci si spengano sul sipario. Sono in totale disaccordo invece, sull'uso politico che se ne fa.
In altre parole, opto per una morale individuale e rifiuto decisamente quella "collettiva". Non mi va che la tragedia oltre a essere strumentalizzata a livello di parlamento, preveda l'ipotesi di un suicidio della mutua e mi ritrovo perfettamente nelle idee di Marcello Veneziani, in questo splendido articolo:

http://www.ilgiornale.it/interni/monicelli_e_avvoltoi_suicidio/02-12-2010/articolo-id=490816-page=0-comments=1

Josh said...

Mi ispira comunque il 1mo commento di Huxley con il riferimento al buddhismo, e al pensiero che anche filosofie varie.... E penso idem anche nei Veda e in alcuni aspetti dell'induismo, in cui ci sono per me aspetti di pregio e profondità spirituale. E poi ci sono tanti gradi di agnosticismo anche 'aperto'...

Quello delle 'sedi' comunist-ateist di Bologna per es. è un pensiero unico (appropriata la tua espressione, Nessie, di usucapione permanente delle strutture pubbliche e pensiero unico) che nega ogni trascendente a forza, è un'impostazione quasi obbligata.
Anche la maggior parte dei docenti segue un'ottica non lontana da questo tono.

Lì si tratta proprio di tabula rasa di ogni ricerca spirituale, con conseguente appiattimento su un solo aspetto dell'esistenza.

Fermo restando la libertà di tutti, nel dibattito di questi mesi sui suicidi bolognesi che c'è stato non può mancare questa constatazione diciamo così di gelo dell'anima, preparato fin da piccoli, una certa idea che ..'valga la pena solo finchè vige il principio del piacere', una prospettiva unicamente materialista e un po' angusta.

Idea rinforzata anche dal fatto che i suicidi mostrati dalla statistica o erano giovanissimi (si tratta quindi di una delle forme di disagio giovanile, non c'è da stupirsi nel vuotismo contemporaneo, o nella poca prospettiva futura), ma anche di una marea di anziani.

Quando ho sentito di Monicelli non nego che a me sono venuti in mente altri illustri, Gilles Deleuze, Bruno Bettelheim, il loro suicidio avvenne all'incirca nel periodo in cui li stavo approfondendo. Poi chiaramente ognuno fa caso a sé. Ma c'è talvolta una forma mentis che rende più possibilisti all'idea.

Aggiungo anche sulle malattie terminali, può sembrare banale e non lo è: proprio nei casi di tumore e malattie estreme(tra amici stretti e familiari ho esperienza diretta ormai di una decina di persone), quando non c'è più niente da fare è vero che non c'è l'eutanasia di stato,
ma la cosa che non viene mai detta è che di fatto con cocktail antidolorifici, terapia del dolore e morfina....uno se ne va prima, con sofferenze molto attenuate, comunque.
Non è che è lasciato a rantolare in un letto con sadismo dai 'medici accaniti terapeuti pro vita', nemmeno allo stato attuale delle cose.

Massimo said...

Napolitano e gli altri apologeti del suicidio sono solo la punta dell'iceberg di una società sempre più deviante e meritevole di scomparire. Purtroppo noi siamo in mezzo a loro (o loro in mezzo a noi) e se scomparisse la loro società ne saremmo gravemente danneggiati anche noi. Ma se si potesse scindere le nostre sorti dalle loro, non esiterei un attimo a voltare loro le spalle e diventare indifferente alla loro sorte.

Nessie said...

Massimo, il fatto è che quel NWO che sottolinea Napolitano nel filmatino e in ogni suo intervento, e che purtroppo è già qui, farà sparire noi. Quindi la partita si gioca sulla nostra sopravvivenza.

Nessie said...

Importantissima oltre che veritiera la tua testimonianza personale sulle terapie antidolorifiche Josh.

"Quando ho sentito di Monicelli non nego che a me sono venuti in mente altri illustri, Gilles Deleuze, Bruno Bettelheim, il loro suicidio avvenne all'incirca nel periodo in cui li stavo approfondendo. Poi chiaramente ognuno fa caso a sé. Ma c'è talvolta una forma mentis che rende più possibilisti all'idea."

A me invece è venuto in mente il povero Franco Lucentini morto il 5 agosto del 2002 buttandosi dalla tromba delle scale. Era malato di tumore ai polmoni. Lucentini, sodale e coautore insieme a Fruttero di molti romanzi gialli. E' solo che questo poveretto, ha scelto un periodo più discreto per andarsene: tutti erano in vacanza.

Anonymous said...

Il punto è che, come avviene anche per la politica, minoranze ristrettissime e addirittura senza voti riescono a contare e a condizionare ben più della maggioranza democratica ottenendo poi quello che vogliono. Non è democrazia nè tanto meno democrazia parlamentare. Alla faccia della loro costituzione a intermittenza.
Scarth

Anonymous said...

Ho letto questo post in ritardo, Nessie, e vedo che l’argomento è già stato abbastanza sviscerato.
Considero il suicidio una cosa talmente intima e personale da avere una certa ritrosia a commentare. Lo faccio quando, come in questo caso, viene preso a pretesto dalla solita canaglia per portare avanti disegni disgregativi.
Sette mesi fa ho perso una simpatica nonnina che aveva quasi 96 anni. Anche lei era “terminale” (lo sono tutti a quella età) ed anche lei soffriva molto. Ma se ne è andata con coraggio e dignità, in casa sua, accompagnata dall’affetto e dalle cure dei suoi parenti.
Di fronte ai milioni di casi come il suo, che fortunatamente costituiscono ancora la regola, ci sono le dovute eccezioni. Ci sono Jan Palach e Yukio Mishima, con i loro suicidi eroici che volevano essere di esempio e di ammonimento. E c’è Monicelli, col suo codazzo di sciacalli.
Come dire: le vette e gli abissi…
(no caste)

Nessie said...

Ma per l'amor di Dio, no caste. Nella storia ci sono stati fulgidi esempi di "suicidi eroici". Il problema della politicizzazione della morte è proprio questo: voler togliere quella discrezione e quel pudore che accompagna quella zona grigia di cui hai parlato a proposito della tua nonna. Proprio oggi sul Corsera leggo un articolo di Pigì Battista titolato "La politica lasci in pace chi soffre" a proposito del caso Englaro e della giornata della memoria a lei dedicata. La verità è che vogliono impossessarsi di tutto e di ogni brandello della società pubblica e privata che sia. E questo ha un nome: totalitarismo.
Per il resto ci vuole molto stoicismo anche a vivere e a sopravvivere. Forse di più che a morire.

Nessie said...

Scarth, siamo sempre al solito eterno problema delle maggioranze silenziose, e delle minoranze facinorose. Se metti una ventina di persone a sedersi sui binari, i treni con tranquilli viaggiatori, arrivano in ritardo e subiscono pesanti disagi. E' accaduto in questi giorni.

paolo said...

Anche questo post di Giacalone critica Napolitano:

http://www.tocqueville.it/usercontrols/LinkEsterno.aspx?id=2904805

Aldo said...

Lasciamo perdere il caso particolare del regista e generalizziamo.

Dici che il suicidio è la conseguenza di un momento di disperazione, ed hai ragione. "Disperazione" nel senso letterale del termine, ovvero "mancanza di speranza". Ebbene, la mancanza di speranza è una condizione che può dipendere da uno stato emotivo o razionale, a seconda di una miriade di variabili. In ogni caso rimane una condizione che talora ha motivazioni più che valide. In quei casi, la possibilità di togliersi la vita è una delle soluzioni, talora quella che costituisce il "meno peggio". Ebbene...

...ritengo che negare la possibilità di accedere al suicidio con metodi che siano il meno sanguinari possibile è un atto di prevaricazione: non abbiamo possibilità di scelta sul momento della nascita, determinato dai desideri altrui, almeno non ci venga negata la possibilità di scelta sul momento (e soprattutto sulle modalità) della morte.

La vita è, più che di chiunque altro, di colui che la vive. Avere la possibilità (non l'obbligo, ben inteso) di porre fine alla propria vita senza ricorrere a metodi sanguinari e dall'esito incerto arricchisce la libertà di un individuo, non la impoverisce affatto. Per converso, essere costretti a vivere una vita non desiderata è una imposizione che non può avere alcuna giustificazione etica né morale, a maggiore ragione se a "mettere il naso" nella questione non sono le persone vicine all'aspirante suicida ma il sistema statale. Sì, quello Stato che proprio il liberismo di destra vorrebbe il più possibile distante dagli ambiti di libertà individuali. Ai miei occhi appare evidente un'insanabile contraddizione.

Anonymous said...

Nel frattempo Napolitano è osannato dagli americani su scala planetaria( ma che dico: galattica ) a mezzo WikiRepubblica ovvero la nuova Bibbia dei buoni e dei cattivi.
Scarth

Nessie said...

Sfondi la classica porta aperta Aldo. Con una sostanziale tendenza che però, ti sfugge.
Non è lo stato che ti obbliga a vivere. Sarà il superstato Ue che ti obbligherà a morire. Informati meglio sui progetti di Rockefeller e delle massonerie al potere.

Nessie said...

Scarth, non è per caso, che quella Napolitano della casa bianca, sia parente del Nostro?

galerius said...

Già, e se fosse stato un fatto accidentale, se "si fosse inciampato", come dice Baron, o avesse avuto un capogiro o qualcosa del genere ?
Gli elegiaci del suicidio si sarebbero esercitati sul nulla.
Nessie ha ricordato Lucentini. Il primo caso di questo genere fu però, lo ricorderete, quello di Primo Levi. E' ancora incerto se si sia trattato di suicidio o di incidente. Rita Levi Montalcini fu categorica nell'escludere "l'insano gesto", ma la sua fu una voce abbastanza isolata. Quel suicidio così flamboyant piaceva agli intellettuali, dava a Levi una grandezza tragica "aggiunta".
Allora, però, nessuno fece l'elogio del suicida - se suicidio fu - in quanto tale ; c'era ancora un po' di residuo pudore.
Che ne dobbiao concludere ? Che da allora l'aria è peggiorata, e di brutto.

Lo PseudoSauro said...

Ecchepalle con "lo stato mi impedisce di morire". Lo Stato non impedisce un bel nulla, tantomeno e' in grado di sospendere la legge di gravita'. Monicelli si e' voluto suicidare e nessuno glie l'ha impedito. Ma il problema e' proprio questo: che comunita' e' quella alla quale e' indifferente la vita o la morte dei suoi componenti? Semplicemente, non e' una societa'.

Tanto per precisare: il cristiano che si suicida va dritto in braccio a Belzebu'. L'ateo che si suicida per porre fine alle sue sofferenze non fa niente di eroico. Altra cosa e' il suicidio per salvare qualcun altro.

Che io sappia, a nessuno che abbia intenzione di suicidarsi, viene impedito di farlo. ne' dello Stato ne' dalla Chiesa. Va da se', che chi non e' in grado di disporre del proprio corpo, non puo' suicidarsi nemmeno se lo vuole. Ma statisticamente si tratta di casi del tutto eccezionali.

Il fatto e' che si vuole sfruttare un caso eccezionale per creare una norma che riguardi tutti. E questo e' molto pericoloso.

Da un punto di vista etico, come fisico, la liberta' individuale finisce con la vita: fine della vita, fine della liberta'. Ma questo riguarda solo gli atei che non credono ad una vita oltre la vita; per gli altri si tratta della certezza di una condanna eterna.

Non per altro, ma sembra che alla vita eterna non credano nemmeno piu' i religiosi... resta il fatto che il suicidio, in una societa' individualistica, e' un atto egoistico che provoca comunque dolore in chi resta. Anzi, nelle societa' liberali (leggi "individualistiche"), la percentuale di suicidi e' enormemente superiore rispetto a quelle collettivistiche: atee o religiose.

Credo che il vero problema sia la paura del dolore. Si cerca un modo per evitare il dolore che, a sua volta, sia il meno doloroso possibile. Ma il rifiuto del dolore equivale al rifiuto della vita. Perche' la vita e' sempre fatta di gioie e dolori.

Certo e' che se quella dei napolitani e' l'etica del NWO, allora c'e' poco da stare allegri... repetita juvant: se io mi voglio tirare un colpo di rivoltella non me lo puo' impedire nessuno e il caso in questione lo dimostra perfettamente.

Nessie said...

Ciao Galerius, altri tempi, altra riservatezza, altro pudore.

Nessie said...

"Credo che il vero problema sia la paura del dolore. Si cerca un modo per evitare il dolore che, a sua volta, sia il meno doloroso possibile. Ma il rifiuto del dolore equivale al rifiuto della vita. Perche' la vita e' sempre fatta di gioie e dolori".

Più che vero Sauro, ormai il cosiddetto occidente vuole vite artificiali e sempre allegre, gravidanze in provetta, matrimoni tra uomini o tra donne e autodeterminazione della propria morte. Tu chiamala se vuoi "libertà".
Ma a parte i filosofastri della libertà di suicidio (che peraltro c'è già, è sempre esistita e sempre esisterà), la "libertà" (parola semanticamente controversa) è un'aspirazione che si esercita vivendo, non crepando.
La morte infatti è la fine della coscienza e della consapevolezza.

Anonymous said...

«…la "libertà" (parola semanticamente controversa) è un'aspirazione che si esercita vivendo, non crepando».

Quando si dice il dono della sintesi… In una breve frase hai espresso tre chiare verità, Nessie.
- Che la “libertà” è controversa.
- Che è un’aspirazione.
- Che può esercitarla solo chi vive.
Mentre i casi come quello di cui si discute riguardano, in realtà, persone già morte ancor prima di mettere in pratica il loro proponimento.
Siamo ben lontani da quelli che ho definito “suicidi eroici” e dei quali, come hai ricordato, la storia ci offre grandi esempi. Lì siamo, più propriamente, nel campo del “scrificium” nel senso letterale del termine.

Non posso fare a meno di quotare ogni parola dell’intervento del Sauro, tanto più dopo aver visitato la sua pagina dove campeggia una frase a me cara: «Col negare il mondo economico come quello che determina la vita, cioè come un destino, se ne vuol contestare il rango, non l’esistenza».
È di Julius Evola, il “Maestro che non voleva discepoli” e che, suo malgrado, ne ebbe a decine di migliaia. Tra i quali – forse indegnamente – ho la presunzione di essere anche io.
(no caste)

Nessie said...

Il Sauro ha spesso buone intuizioni e anche su questo controverso e spinoso tema, mostra di avere lo sguardo lungo.
Non scherzo affatto quando dico che sulla parola "libertà" sono stati effettuati i più vari studi semantici. Che cos'è la libertà? Un fantasma che noi inseguiamo, una tensione morale, un'aspirazione. E non appena ne conseguiamo dei brandelli, non è mai per sempre né definitivamente. Per questo vedere con quale faciloneria si parla di "libertà di scelta", viene da sorridere.

In ogni caso sull'ultimo libro appena edito di Ida Magli "La dittatura europea" (di cui, caro No caste, ti raccomando la lettura) lei attesta con documenti alla mano che tra i punti dolenti che il Parlamento europeo ha appena ratificato ci sono:
- l'eutanasia
- il matrimonio omosessuale
- la parità fra tutte le religioni
- l'immigrazione.

Con buona pace per gli eutanasisti di vocazione, che possono dormire sogni tranquilli. Certo che rivendicare con veemenza, quanto ci obbligheranno ad accettare, significa non aver capito un bel nulla.

Anonymous said...

Certo Nessie, significa non aver capito un bel niente o essere “servi” per vocazione, poiché solo chi ha natura servile può arrivare a rivendicare come un diritto quello che in realtà è un obbligo...

Ho già richiesto “La dittatura europea” e lo leggerò sicuramente.
Ma sono abituato a leggere un libro alla volta, e dunque dovrà rispettare la “coda”…
Proprio nel pomeriggio, ad esempio, ho iniziato “Ero massone” di Maurice Caillet, libro che avevi consigliato qualche mese fa.

A te rinnovo l’esortazione a visitare questa pagina

http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf

dove potrai leggere o scaricare in Pdf “Il paese dell’utopia” di Giacinto Auriti.
E consiglio

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=33407:la-storia-taciuta&catid=83:free&Itemid=100021

Ri-riedizione ampliata e aggiornata di “Complotti”, già pubblicato in tre volumi da “Il Minotauro” (1996/’97). C’è tutto, compresi i temi che hai citato e le cose di cui ci siamo occupati in questi giorni.
Pensa che il primo capitolo (nella prima edizione, almeno) è intitolato “Rule Britannia”…
(no caste)

Nessie said...

Grazie No caste. Del prof. Auriti ho ascoltato alcune sue conferenze su you tube.

Quanto al punto della Magli dove parla di "parità tra le religioni", quale caposaldo del Parlamento Ue, è evidente che se tutte sono poste TUTTE sullo stesso piano senza distinzioni, è perché devono fare entrare più masse musulmane immigrate possibili. Ma quel che è peggio, devono far accettare ad autoctoni tradizionalmente cristiani, riti, usanze e culti a noi alieni e perfino ostili.
Alla faccia di quel "relativismo" di cui parla Ratzinger, ma contro il quale poi, le gerarchie cattoliche non combattono affatto.

Non per nulla il massone Giscard d'Estaing non volle far mettere le "radici cristiane" nella costituzione europea e chi la vuol capire, la capisca. Si preparava già alla grande mescolanza universale, evidentemente.

Anonymous said...

Ciao, grazie a tutti per le segnalazioni molto interessanti e da seguire.
Magari l'avevate già letto ma sul "nostro" pres. rep. vi segnalo questo bellissimo articolo di Socci :

http://www.antoniosocci.com/2010/09/mio-padre-minatore-e-napolitano/

Anonymous said...

Dimenticata la firma!
Scarth

Nessie said...

Sì, grazie Scarth. Era un articolo che già conoscevo. Ecco la mia lista dei presidenti NON graditi:

1) Oscar Luigi Scalfaro
2) Ciampi
3) Napolitano

Anonymous said...

Sottoscrivo la lista Nessie. Non dimentichiamo che anche se è difficilissimo raggiungere Scalfaro al primo posto c'è chi può recuperare alla grande per esempio standosene ben zitto mentre il super partes per Costituzione presidente della Camera, contemporanemante presidente di un partito mai eletto, disfa un Governo democraticamente.
Scarth

Aldo said...

Pseudo: «Lo Stato non impedisce un bel nulla, tantomeno e' in grado di sospendere la legge di gravita'»

Lo Stato inibisce l'accesso ai mezzi per interrompere la propria vita in modo inutilmente tormentoso. Non è una bella cosa.

Nessie said...

L'ho già detto: dormi pure sogni tranquilli Aldo. Lo stato a breve non esisterà più e così avrai la tua eutanasia. Anche del pensiero.

Aldo said...

Nessie, perché questo sarcasmo?

Nessie said...

Non faccio sarcasmo, temo che tu non ti renda conto dell'Apocalisse che ci aspetta. Anche l'eutanasia verrà orwellianamente usata come mezzo per sostituirci.

Lo PseudoSauro said...

Aldo: qui non ci si vuole capire. Si contesta allo Stato di impedire il suicidio perche' si vuole giungere al suicidio di Stato (meglio "Superstato"). E tutto cio', mentre si discute di un suicidio avvenuto, per il quale lo Stato non e' minimamente coinvolto; anzi, si plaude al suicidio inteso come estremo gesto liberatorio. Non e' chiaro che si tratta di apologia di reato? Si concepisce l'uomo come se non avesse alcun tipo di relazione sociale: solo nell'universo... ma per fortuna non e' cosi': almeno, non ancora. E' ovvio che l'opposizione pregiudiziale all'eutanasia nasce prevalentemente nel contesto cristiano cattolico. D'altronde, la maggior parte degli Stati europei ha un'antica matrice cristiana: vogliamo far finta che non sia vero? Nonostante la secolarizzazione, prevale nell'Europa meridionale un sentire di tipo cattolico. Ebbene, per il cristianesimo, l'uccidere e' peccato mortale: si va all'inferno per l'eternita', altro che l'ergastolo... E che ne e' delle leggi "laiche" di tutti gli Stati del mondo? Uccidere e' reato per tutte, senza alcuna eccezione. Ebbene: tu comincia a creare un'eccezione e, presto o tardi, ti ritroverai con la depenalizzazione, non solo del suicidio (che non e' perseguibile de facto), ma pure dell'omicidio. Credi sia un'esagerazione? Ma se e' cosi' evidente... hanno preso casi statisticamente irrilevanti e li hanno trasformati in una urgenza improcrastinabile. Perche'? Eppure nei rarissimi casi in fattispecie, il medico non sempre decide per l' "accanimento teraputico" (altro neologismo orwelliano che pretende essere la cura una specie di tortura); sono piu' le volte che "stacca la spina" (idem con patate). E allora, quanti sono effettivamente i casi? Tanto pochi da permettere di essere affrontati singolarmente. Pero' si vuole una legge che riguardi tutti... e per "tutti" si intende tutti gli individui che popolano la crosta terrestre. Essendo l'ONU il motore della campagna, mi pare non ci siano dubbi sull'aspirazione all'universalita' del proprio magistero; e pare evidente come cio' lo veda in competizione con quello che resta dell'egemonia cattolica. Questa e' una delle vertebre della spina dorsale del NWO: non c'e' dubbio alcuno. "Nel nuovo mondo ognuno e' libero di morire come gli pare." Perche', prima no? Non mi dire che i Carabinieri ti impediscono con la forza di buttarti dalla finestra... ma veniamo al dettaglio: tu vuoi suicidarti, ma sei fisicamente impossibilitato a farlo. Il tuo "diritto" ne sarebbe quindi conculcato. Ma non vedi com'e' idiota questo modo di ragionare? Se io fossi storpio, il mio "diritto" a correre la maratona di NY ne verrebbe un tantino compromesso... Colpa dello Stato (cristiano)? Una volta si diceva "destino", oppure "e' la volonta' di Dio". E che sarebbe avvenuto una volta? Che un amico o un familiare (se non un medico) avrebbero provveduto a fare cio' che il sofferente non poteva fare. Questa era una "societa'", non quella di oggi. E, come da legge, l'omicida, sarebbe stato condannato: con le attenuanti o senza. Questa si chiama assunzione di responsabilita' personale: qualcuno assume su di se' la responsabilita' di porre fine all'umana sofferenza di una persona incapace di agire; e "responsabilita'" significa anche pagare di persona: commettere un peccato/reato, in altre parole, sacrificarsi per qualcun altro.

Lo PseudoSauro said...

segue

Cosa che una volta era considerata segno di nobilta' d'animo. Chi impediva, chesso', al sig. Englaro di porre fine alla vita miserevole di sua figlia? Nessuno. Certo, nel vecchio mondo sarebbe stato incriminato, ma presumibilmente avrebbe fatta pochissima galera. Avrebbe commesso un gesto di umana pieta' che nemmeno la Chiesa avrebbe condannato totalmente. Nondimeno, l'omicidio, non avrebbe cessato di essere un peccato e, per la legge, un reato: due ave Maria e qualche anno di galera: questo e' tutto il rischio che avrebbe corso nel mondo vecchio. Invece, nel "nuovo", lascia sua figlia a mummificarsi per anni attaccata ad una macchina perche' "lo Stato capisca". Ma ti pare umano? Come vogliamo chiamare l'inazione di un padre: "battaglia per i diritti civili"? Per me si tratta di vigliaccheria pura e semplice, peggio, di cinismo disumano. La responsabilita' dei medici, che hanno fatto solo il loro lavoro: salvare vite umane, non e' paragonabile a quella di un padre che non ha fatto l'unica cosa che l'umana pieta' suggerisce sempre. Fino alcuni animali hanno una tale sensibilita'... ma l' "uomo nuovo" no: lui e' totalmente irresponsabile: vuole che un'entita' astratta e lontana faccia il lavoro sporco al suo posto. Bel progresso... Dimenticavo che cio' presuppone la "proprieta' dell'uomo sull'uomo" che per liberali e marxisti non e' "democratica" (termine dal significato inafferrabile)... e di chi dovrebbe essere la proprieta' dell'uomo? Del fantastico, incomparabile Governo mondiale? Perche' e' oltremodo evidente che la proprieta' di un corpo inerte non e' nella disponibilita' della persona, in quanto impossibilitata ad agire. Cio' che Nietzsche chiama "il senso del tragico" - attingendo alla filosofia classica - accompagna l'uomo da che nasce, e non c'e' "diritto universale" in grado di attenuarlo. Nessuno puo' garantire ad un bambino appena nato di non finire sotto ad un treno o di non morire di cancro da adulto. Ad ognuno di noi viene, prima o poi, richiesto di adempiere al proprio destino. Perche', al momento, il destino e' ancora parzialmente in nostra mano, e chi lo vuole mettere nelle mani di un potere senza volto, s'accorgera' prestissimo di cio' che ha perduto ma, peggio, di cio' che ha acquistato. Scusa la tirata, ma pensaci un po'.

Aldo said...

Boh? Non so che dirti. Probabilmente vediamo la stessa cosa da due angolazioni diverse. Io da un punto di vista personale, tu da quello collettivo. Sulle questioni legate alle "miscele" e agli spostamenti di masse di persone sai benissimo che le nostre opinioni coincidono in grandissima parte, e quello è un aspetto che riguarda la comunità. Suicidio assistito ed eutanasia su richiesta dell'interessato invece ritengo riguardino la libertà e l'autodeterminazione personali.

Piuttosto, sai qual è la cosa triste? Che sull'uno come sull'altro aspetto ci sia stata tolta la possibilità di decidere, alla faccia di tutti i vuoti proclami della retorica che blatera di democrazia. Ad esempio, pare esista uno studio di Eurispes per il quale il 68% degli Italiani sarebbe a favore dell'eutanasia e del suicidio assistito, ma non mi risulta siano stati fatti sondaggi per verificare quale percentuale delle rispettive popolazioni locali sia a favore dell'arrivo in massa di persone provenienti da fuori, di forestieri. Eppure, sarebbe un dato ben interessante da conoscere, ed utile per sondare il grado di democraticità reale delle nostre "rappresentanze".

Aldo said...

Pseudo, è ovvio che uno se vuole può ammazzarsi anche andando contro la legge. Il problema non è quello. Il problema è che per farlo devi ricorrere a metodi sanguinari e potenzialmente causa di un peggioramento della situazione di sofferenza, tipo lanciarti dalla finestra. E' importante distinguere in modo netto il senso dell'espressione "suicidio assistito" da quello dell'espressione "eutanasia". Troppo spesso si mischiano le due cose, e non è il caso visto che nel primo caso c'è l'espressione di una scelta del diretto interessato (anche se antecedente al momento della "somministrazione", in forma di dichiarazione d'intenti), nel secondo no.

Comunque sia, pare che non sia troppo difficile procurarsi una overdose di eroina, alla bisogna. Purtroppo per farlo occorre poter disporre in pieno della propria mobilità, e non è detto che quando il desiderio di "farla finita" dovesse insorgere quella mobilità sia disponibile. Ragionare su queste cose quando si è in piena salute può portare a clamorosi errori di valutazione delle proprie possibilità. Quando avevo vent'anni, la possibilità di non riuscire un giorno a saltare come una capra da un masso all'altro lungo i torrenti mi sembrava quasi inconcepibile, a quarantasei mi rendo conto che è una realtà fisiologica -- come sarà la mia autonomia, nel futuro più o meno prossimo?

Comunque sia la pianto lì, perché evidentemente non è la sede adatta per discorsi di questo genere.

Nessie said...

Ecco, questo dato che riporti mi pare importante. Perché favoriscono sondaggi sull'eutanasia e non sull'immigrazione? E siamo sicuri che in presenza di religioni diverse e ben più fondamentaliste della nostra il Superstato europeo di cui parla anche il Sauro, si comporterebbe allo stesso modo?
Voglio fare un esempio relativo all'organizzazione sanitaria che si è già adeguata ai dettami dell'islam. Noi donne italiane veniamo regolarmente visitate sia da medici uomini che donne. Le donne islamiche invece vengono visitate SOLO da personale esclusivamente femminile. E se quella struttura ospedialiera ne è sprovvista, la chiamano da fuori. E' solo un esempio come un altro per ipotizzare che gli europei autoctoni potrebbero venir "suicidati", per favorire il rimpiazzo e la sostituzione di new entry, magari considerati più forti e resistenti alle fatiche. Ho fatto un po' di cinema di "fantascienza", ma visti i tempi che corrono, neanche tanto.

Facendo un parallelo anche con la giustizia, ad esempio, alle belve albanesi e romene di Gorgo di Treviso, quelli che seviziarono e presero a sprangate due poveri coniugi, la magistratura si è rifiutata di rifilare l'ergastolo e di riconoscere gli aggravanti giusto perché "stranieri".
Ti ricordi il fatto? eccotelo:

http://www.ilgiornale.it/interni/fu_morte_lenta_e_orribile_e_abusarono_lei_spranga/06-12-2010/articolo-id=491710-page=0-comments=1

E questi sono gli ultimi sviluppi di una giustizia del Menga, che costringerà i cittadini al fai-da-te:

http://www.ilgiornale.it/interni/cassazione_choc_non_basta_massacro_dare_lergastolo/06-12-2010/articolo-id=491672-page=0-comments=1

Ovvio, che tematiche così delicate come l'eutanasia in mano a certi cattivi soggetti, mi lasci quantomeno sgomenta, circa l'applicazione delle cosiddette "ultime volontà".

Anonymous said...

Grazie molto per scrivere questo, è stato unbelieveably informativo e mi ha detto una tonnellata

Anonymous said...

Questa è la mia prima visita ho tempo qui. Ho trovato tante cose interessanti nel tuo blog in particolare la sua discussione. Dal tonnellate di commenti sui vostri articoli, credo di non essere l'unico ad avere tutto il divertimento qui! mantenere il buon lavoro.

Anonymous said...

Quello che trovo difficile è trovare un weblog che mi può catturare per un minuto , ma il tuo blog è diverso. Bravo.