02 October 2009

Neri e non per caso



Manichini neri laccati e senza volto. Se è per questo anche senza capelli.  Li ho incontrati durante un mio shopping ai grandi magazzini e francamente mi hanno fatto una certa  impressione. Lì per lì ho pensato a un trucco legato alla praticità. Poi ho notato che stannno malissimo sui capi scuri (nero, grigio, marron). E allora a che pro?
Avendo notato che anche alla cassa c'erano cassiere di colore ecco che ho pensato: è il solito mercato (e non aggiungo Bellezza, perché mi suona davvero antipatico) che deve sfondare anche nei paesi cosiddetti emergenti (si chiamano così ormai , e guai a dire Terzo mondo). Insomma un modo per accattivarsi le popolazioni provenienti da Africa, Asia, America Latina.
Intanto ormai noi non contiamo più un piffero, nemmeno più come consumatori. Poi c'è la crisi.
Per noi,  tuttalpiù c'è la pillola, l'aborto, la RU486, per decimarci meglio e l'eutanasia col kit fai-da-te per estinguerci prima. I soli che hanno il diritto di filiare senza limiti come conigli (alla faccia della demografia) sono loro. Loro possono. Anzi, loro devono. L'uomo nero che produce, si riproduce senza limiti e consumerà senza altrettanti limiti. Perciò black is beautiful anche se finto.
Niente faccine pallide ed esangui con occhi azzurri in vetro come bamboline, capelli biondi e lisci, bruni rossi, castani. Macchè! Solo manichini  neri.
E' un caso? Niente è per caso. Nemmeno i manichini senza volto.
Servono per comprare meglio, bimba mia - direbbe la nonna tarocca di Cappuccetto Rosso, che poi è il lupo. E del resto non si dice forse "acquistare ad occhi chiusi"? Dunque, via occhi, naso bocca.
Neri sì e non per caso.
Del resto, basta guardare l'andamento (non dico trend, perché è un altro dei vocaboli commerciali abusati in modo disgustoso) nei confronti dell'Ikea, dove in Svezia hanno praticamente vietato fare la campagna pubblicitaria con facce vichinghe nei dépliants e brochure. Occorrono le "quote nere", un po' come nei film americani dove c'è sempre il negro che fa il poliziotto, il detective o il carceriere o il tassista.
Benetton e Oliviero Toscani l'hanno già capito prima d'ogni  altro con lo slogan United Colors.
Ma intanto per centri commerciali, grandi magazzini e outlet avanzano manichini neri neri, lustri lustri e senza volto. Quasi dei Terminator decorticati della loro pelle e metallizzati come Schwarzy l'androide, pronti per lo scontro finale. Per futuri  neri consumatori che diverranno a loro volta,  senza più volto né identità e dall'anima strappata.



65 comments:

sarcastycon said...

Nessie
l'uso della parola "nero" è corretto parlando del colore dei manichini, ma è "politicamente corretto" se parli di uomini.La giusta parola,per indicare la razza, è negro, anche se oggi, causa demenza senile europea, risulta "politicamente scorretta".
Ciao
Sarc.

Massimo said...

I manichini neri ancora non li avevo visti. Scendiamo sempre più in basso. Comincio ad essere curioso per vedere fino a quando si dovrà scendere prima che scoppi (il termine non è scelto a caso) la reazione ...

Vanda Sanzogni-Holik said...

Bellissimo pezzo, Nessie. Complimenti! La tua voce si e' sentita "forte e chiara"! Purtroppo non ho nulla da aggiungere e commentare perché mi trovo impotente ed incapace di qualsiasi reazione perché i primi che mi attaccherebbe sarebbero proprio quelli della MIA STESSA etnia! E allora mi rispecchio in questa poesia del GRANDE Ungaretti:


GIROVAGO
Campo di Mailly maggio 1918

In nessuna
Parte
Di terra
Mi posso
Accasare

A ogni
Nuovo
Clima
Che incontro
Mi trovo
Languente
Che
Una volta
Già gli ero stato
Assuefatto

E me ne stacco sempre
Straniero

Nascendo
Tornato da epoche troppo
Vissute

Godere un solo
Minuto di vita
Iniziale
Cerco un paese
Innocente

Nessie said...

Sarc, la tua obiezione è giusta Ma il termine non viene dall?Urss ma dagli Usa. Sono loro che fanno il distinguo tra "black" e "nigger", e conseguetemente a ciò, ce l'hanno linguisticamene "esportato".
Noi non avevamo, prima di questa cura, lo stesso handicap linguistico.

Massimo, se vai ai magazzini Coin ti prendi questa bella visuale panoramica del mondo che ci attende: Welcome in West World!

Nessie said...

Vanda, gli ultimi versi di Ungaretti che riporti sono emblematici. Il "paese innocente" lo cerchiamo tutti.
Ma dove? Grazie :-)

Anonymous said...

Temo che l'unica cosa che ci possa salvare da questo futuro da incubo sia il picco del petrolio di cui nessuno parla se non su blog e forum specializzati. Tutti i pricipali pozzi del mondo sono in caduta libera, quanto a produzione (vedi Cantarell in Messico, i pozzi del mar del nord, quelli del Kuwait e anche l'Arabia non sta messa bene) e senza petrolio a basso o a medio costo la prima cosa che salterà saranno gli spostamenti a lungo raggio che hanno permesso la globalizzazione. Ovviamente sarà l'inizio anche di una tremenda crisi economica e sociale, visti i molteplici usi del petrolio anche in agricoltura, farmaceutica, chimica, materie plastiche, ecc... Guarda tu se ci hanno ridotti a scegliere se morire di terremoto o di colera, come disse una volta Pio IX:-((( Paola.

Vanda Sanzogni-Holik said...

I miei amici della Mitteleuropa (ma perche' questo nome non si usa piu'?) mi dicono sempre: "The problem is that THEY killed the wrong swine!"
Ti assicuro che il loro punto di vista e' molto diverso dal nostro ed io spero che le loro voci si facciano sempre piu' forti e potenti! Dopo l'inferno che hanno vissuto, non sono disposti a rinunciare alla loro liberta' ed il loro benessere a favore di popolazioni alloctone!

Anonymous said...

Cara Nessie, la tua risposta a Sarc mi ha fatto riflettere e ho ripensato alla poesia di Carducci "Pianto antico", laddove dice :"Sei nella terra fredda, sei nella terra negra" ove negra, ovviamente, sta per nera,come è nella nostra lingua italiana. Purtroppo però i colonizzatori yankee, tramite i loro Quisling politici e culturali, ci impongono la loro cultura(?), il loro modo di vivere e anche di parlare. Ce ne libereremo mai? Paola.

Nessie said...

Paola, hai fatto una previsione pessimista, ma spesso è il caso di dire che da un male nasce un bene.
Quanto alla nuova neolingua orwelliana, serve innanzitutto a confondere, disorientare, intimidire e creare pregiudizi contro chi non la pensa in modo uniforme. Ti consiglio, in proposito, di leggere questo ottimo post del blog Fatti d'Europa.

http://fattideuropa.splinder.com/post/21324911/Li+chiamano+%C2%ABmigranti%C2%BB%3A+i+da

Quando un popolo viene spossessato anche dell'uso della sua lingua, vuole dire è definitivamente schiacciato.
Cmq sulla neolingua orwelliana occorrerà tornarci sopra.

Nessie said...

Cara Vanda, il termine Mitteleuropa è caduto in disuso, perché è una nozione culturale, e perché si punta all'Europa tout court (cioè l'Ue economica dell'euro) sempre più allargata, secondo lo schema "maxima extensio minima comprehensio".
Purtroppo stasera è arrivata dall'Irlanda piegata dalla crisi economica la pessima notizia del SI al trattato di Lisbona. C'era da aspettarselo: non potendo ottenere il consenso, lo si compra.

"Dopo l'inferno che hanno vissuto, non sono disposti a rinunciare alla loro liberta' ed il loro benessere a favore di popolazioni alloctone!".
Mi auguro allora che la repubblica ceca dica NO e la Polonia pure (sulla seconda ripongo meno speranze che sulla prima).

Anonymous said...

Sono molto rattristata per l'esito del referendum in Irlanda, ma me lo aspettavo, purtroppo: le pressioni e i ricatti sugli irlandesi, piegati dalla crisi economica, sono stati terribili. Ora confidiamo in cechi (che stimo molto) e polacchi (che stimo meno).Se poi le cose dovessero volgere al peggio,mi auguro che questa ingorda, mostruosa ed elefantica ue (rigorosamente minuscolo) scompaia come i dinosauri che, secondo alcuni scienziati, sparirono dalla faccia del pianeta perchè divenuti semplicemente troppo grandi per sopravvivere. Paola.

Nessie said...

Il Trattato europeo è il primo anello di quell'ordine mondiale che si vuole instaurare. A spaventarmi a morte c'è proprio l'articolo sulla pena di morte per popoli e persone che si vogliono ribellare.

"La condanna a morte in caso di guerra o di pericolo di guerra, e l’uccisione di cittadini per impedire l’insorgenza di ribellioni o tumulti». Si tratta di clausole che fanno ben capire una cosa: l’Unione europea ha preso le misure per governare un impero in cui ci si aspetta, dalla somma di tanti popoli diversi unificati a tavolino, l’inevitabile ribellione e lo scoppio di gravissimi conflitti interni. Ha inizio, dunque, così l’ennesimo impero tirannico in Europa" (dall'articolo di Ida Magli qui:
http://www.ilgiornale.it/interni/ma_chi_sfila_si_censura_tirannide_delleuropa/02-10-2009/articolo-id=387377-page=0

Che il Giornale sia l'unico quotidiano ad aver ospitato un'opinione dissenziente sul Trattato di Lisbona, la dice lunga sulla dittatura del consenso che già viviamo. Ma a Roma i coglioni sfilano per la "libertà di stampa", tacendo questo obbrobrio.

CarloMartello said...

Una sola nota: la parola inglese "nigger" è effettivamente offensiva perché traducibile in "negraccio" che è un peggiorativo, negro invece è l'espressione corretta derivante dal latino "niger" (molto scuro, nero).
In Italiano e in Spagnolo è assolutamente corretto dire "negro" parola sempre usata. Cerchiamo di non smarrire il nostro lessico tradizionale! ;-)
Ottimo pezzo Nessie.

CarloMartello

Nessie said...

Giusta puntualizzazione Carlo Martello, che però già sapevo. Per questo diventa ancora più idiota e becero questo correttismo politico di importazione statunitense che ci obbliga a dire "neri" in luogo di "negri". Perchè noi non diamo a questa parola una valenza dispregativa.
Dunque è un correttismo volutamente malintenzionato e di matrice imperial-linguistico.
Con tutto il resto che ne consegue.
Ovvio che anch'io sono per il non smarrimento della lingua italiana e contro l'eccesso di contaminazione dell'inglese nella nostra.

nicoletta said...

Cara Nessie, torno a leggerti dopo un bel po' (causa vacanze), ed è sempre un piacere infinito.
Nicoletta

PRESS said...

Post malinconicamente provocatorio Nessie, un paese "innocente" non esiste più, signori. Forse è relmente trascorso il tempo, su questo pianeta, in cui era possibile assaporarne il gusto. Restano solo pochi Eden nascosti, residui Shangrilà perduti perchè fuori dalle rotte battute dai nuovi padroni del mondo. Anche le citazioni di Ungaretti o di Carducci, così come quella della Mitteleuropa, quella vera, nobile di cultura e di spirito,quella di Svevo, Mann, Pirandello,Freud, Joyce...tutto questo mi riempe di una malinconia profonda. Forse stiamo sbagliando, noi non esistiamo più da tempo; scriviamo su dei blog ma i branchi immensi dei migratori culturali e politici fanno troppo rumore, postano insulti non idee e questo è il tempo delle escort come opinioniste! Come possono sentirci? Vorrei entrare nel blog di Wanda, leggere altro di ciò che scrive: come fare signora Sanzogni? Perchè alcuni di voi hanno siti solo ad inviti oppure con "profili non diponibili"? E' una cosa che non riesco a capire; comprendo in certi casi la necessità della moderazione ai commenti, ma un blog sigillato? Io credo che l'esclusività o, se si vuole l'elitarietà di un salotto virtuale si autodefinisce da sola per chi ci scrive, per quello che scrive e per chi commenta. Posso sbagliarmi ma vorrei essere illuminato. Un paese "innocente" oggi si può solo costruire con amore e consapevolezza di chi siamo e chi siamo stati. Un saluto per tutti.

Nessie said...

Grazie Nicoletta, mi fa piacere il tuo passaggio :-)

Press, ti ringrazio per aver colto nel segno. Credo che il profilo non disponibile sia quando l'utente (altra pessima parola) si limita a farsi un account (ecco un altro termine preso a prestito dalla lingua egemone)senza possedere un blog. Comunque sarà Vanda a risponderti nel merito.
Perciò che concerne la moderazione ho già risposte numerose altre volte a questa domanda, ma lo rifarò per l'ennesima. Per due anni questo blog è stato aperto, con il risultato di ricevere insulti, malegrazie e provocazioni. La stessa cosa è accaduta a Mary, Massimo e ad altri amici. Dopodichè l'esperienza è maestra e nessuno è così masochista da perdere il proprio tempo nel raccogliere pattume.

CloseTheDoor said...

Nota linguistica (molto) a margine:
a dire il vero le parole inglesi erano originariamente 'negro/nigro' e 'nigger' (questo sentito come inequivocabile insulto), ma prima le battaglie per i diritti civili hanno fatto passare a 'black', poi a 'coloured', adesso si e' arrivati al punto che qualunque riferimento al colore della pelle viene sentito come potenzialmente razzista (anche contro i bianchi), e si e' arrivati ad 'African-American'...


Amarcord === In "Guess Who's Coming to Dinner", Sidney Poitier viene detto "nigro" dalla fidanzata e doppiato come "negro". Credo sia stato con il doppiaggio di "Roots" che "negro" e' stato usato come equivalente di "nigger". D'altronde ho trovato interessante una frase di Kossi Komla-Ebri sull'_intenzione_ con cui e' usata una parola: "Mia moglie da sempre mi chiama 'negraccio', mi sono sentito offeso piuttosto per Rula Jebreal, quando Calderoli l'ha chiamata 'quella abbronzata'"

Lo PseudoSauro said...

Le popolazioni anglosassoni emigrate in USA sono state feroci con i negri. Siccome ora se ne vergognano, ci tocca di condividere pure questa roba. Il "razzismo", di cui bisogna pagare lo scotto, e' il loro e non il nostro.

La spiegazione piu' complicata di questa idiozia globalizzata, interpella l'antropologia (soprattutto quella di matrice boasiana). Ovvero, la teoria in base alla quale tutti gli uomini nascono uguali ed e' l'ambiente a renderli diversi. Il che si sposa a meraviglia con la teoria evoluzionistica e con tutte le ideologie/religioni universaliste. Cambia l'ambiente e' tutti saranno uguali. La biologia e' stata rimossa, cosi' come qualsiasi scienza che protesti l'esistenza di una differenza all'origine. Nondimeno, basta assistere alla farsa delle attuali Olimpiadi per capire che e' sempre la razza a vincere. Cosi' ci si ritrova ad assistere alla vittoria di una nazione o dell'altra, nelle piu' diverse discipline, e a vedere sempre le stesse fisionomie che con la storia di tale nazione non c'entrano nulla. Quelli che sostengono la totale non-specializzazione dell'uomo, rispetto agli animali, dovrebbero spiegarci come mai, nella corsa, non c'e' piu' un bianco che si piazzi entro i primi tre posti. cosi' come nel nuoto avviene per i neri... La realta' si ribella all'ideologia? Cambiamo la realta'...

Ma cio' non e' ne' innocente ne' utopistico. Le grandi costruzioni culturali che ci hanno fatto entrare nella "modernita'" non sono state mai casuali. Il nuovo mondo nel quale siamo ora -- e che necessita di un nuovo ordine per essere governato -- e' il frutto di un paziente e secolare lavoro. Ed e' sintomatico il fatto che questo venga negato fino a screditare chi lo affermi. Tutto puo' essere messo in discussione, tranne quelle due o tre cose che sorreggono l'impianto dell'unica ideologia ormai rimasta e, cio' che piu' conta, la sua buona fede. Ci hanno confezionata una "felicita'" come quella che aveva ben descritto G. Orwell.

Questo, che ci costringe al disprezzo di noi stessi, e' indubbiamente un mondo pensato da individui non-umani.

Vanda Sanzogni-Holik said...

@PRESS: "Vorrei entrare nel blog di Wanda, leggere altro di ciò che scrive: come fare signora Sanzogni?"
Io ho solo un blog dove pubblico le mie peosie:
http://vandainusa.spaces.live.com/default.aspx?wa=wsignin1.0&sa=804532941
Uno (in inglese, per gli stranieri che vivono in Provenza) dove aiuto il rifiugio di animali locale:
http://aspamanosque.blogspot.com/
Ed un'altra pagina che dove ho creato un blog per il ristorante di mio cugino che si trova a Cagliari:
http://fradiavolocagliari.blogspot.com/
Avevo un blog di discussione molto tempo fa, ma mi sono stancata di tenerlo perche' non aveva molti seguaci ed ho scelto di partecipare ai blog dove trovo affinita' politiche e sociali.

CloseTheDoor said...

@ Psedosauro

"La biologia e' stata rimossa" mi sembra in pesante contraddizione col resto, dato che 'L'origine delle specie' e' FONDAMENTALMENTE un trattato di biologia.
Metti una colonia di Islandesi in Africa: saranno avvantaggiati quelli un po' piu' scuretti degli altri. Osserva i loro discendenti fra 800 milioni di anni, e avrai degli Islandesi "abbronzati".

Nessie said...

Close, onestamente questo correttismo politico è diventato in malafede e forcaiolo. Tra poco verrà querelato chi invia un mazzo di rose a una donna, perché potrebbe essere ritenuta una molestia inferiorizzante. Come al solito ci vuole buon senso e bisogna smetterla pure con l'uso e abuso di querele facili. "De minimis non curat praetor" - era un detto latino all'insegna dello smarrito buonsenso.
La faccenda dell'abbronzato come insulto, mi rifiuto di prenderla perfino in considerazione.

Nessie said...

Sauro, oltre che l'esportazione della "democrazia globalista" chet altro non è che un totalitarismo e mascherato, ci tocca pure recitare l'eterno mea culpa per le colpe altrui. Fino a prova contraria i negrieri e gli aguzzini erano loro. Noi cosa c'entriamo con questa insensata ipocrisia basata sulla ricerca di eufemismi buonisti che servono solo a ricoprire il loro endemico razzismo?
La correctness è l'altra faccia melliflua di chi in realtà si sente superiore e vuole mascherarlo.

CloseTheDoor said...

Nessie tu ci scherzi, ma in Canada *veramente* le donne si offendono se un uomo fa il gesto di aprire loro la porta o si offre di aiutarle per un lavoro fisicamente pesante! Forse non era chiaro dal mio post, ma concordo ovviamente che si tratta di paranoia - in tutto simile a quella sul colore della pelle, o altre "visible minorities" - che poi e' una corsa infinita perche' qualunque eufemismo puo' essere usato come insulto, basti pensare alla sequenza minorato-handicappato-portatore di handicap-disabile-diversamente abile

Lo PseudoSauro said...

Closethedoor: sono stato approssimativo. Avrei dovuto scrivere che l'ipotesi ambientale ha sostituito quella biologica. Comunque anche Darwin parte dallo stesso presupposto, nelle sue prime osservazioni alle isole Galapagos. Ovvero, la separazione ambientale protratta di comunita' originariamente della stessa specie, da per esito due specie diverse. Per cio' che concerne l'uomo -- ma non solo -- e' evidente che questa separazione viene annullata attraverso tutti i mezzi di locomozione; e questa e' anche una delle roccaforti della globalizzazione. Resta pero' il fatto che, nonostante si conosca appena il 5% del DNA, anche la biologia registra differenze apprezzabilissime tra una razza e l'altra. Questo e' tanto vero che sono allo studio (se non sono state gia' realizzate), armi biologiche selettive. che il materiale biologico differisca dello 0, o ancora meno, resta il fatto che e' differente, ma quanto questo parametro sia gia' ideologicamnte manipolato, lo dice l'osservazione che in alcuni tipi di vermi il patrimonio genetico e' identico a quello dell'uomo. :-)

Nessie said...

Close, sì, ti credo è proprio così: questa è paranoia. E per di più, ci viene esportata in concomitanza con tante altre esportazioni paranoiche di cui faremmo volentieri a meno. Non ultima, la mania di assicurare tutto l'assicurabile che c'è in casa, che si porta addosso, che ti metti sulle unghie, e per tutte le evenienze che ti possono capitare nella vita fino alla morte.

Lo PseudoSauro said...

Un bell'esempio della menzogna globalista lo si puo' trovare nelle memorie di J. Owens, il grande atleta nero delle olimpiadi di Berlino. Ovviamente, non e' facile trovare il testo, come per tutto cio' che e' in contrasto con i dogmi correnti. Altrimenti, vi si potrebbe leggere che il razzistissimo Hitler gli strinse davvero la mano; che a Berlino poteva girare tra i bar e farsi servire da camerieri bianchi -- cosa che nella non-razzista NY gli sarebbe costato il linciaggio. Ma ancor piu' che l'anti-razzista Roosvelt non lo ricevette nemmeno alla cerimonia preparata per accogliere i campioni statunitensi dopo le olimpiadi. Oppure, che gli anti-razzisti USA, lo fecero salire con il montacarichi di servizio, invece che con il normale ascensore... Owens si chiede spesso perche' Hitler fosse presentato in USA come a lui non parve che fosse. Ora si direbbe che O. era un cripto-nazista. Negro e nazista e' davvero difficile da digerire... diciamo che qualcuno non ce l'ha mai contata giusta.

Ora siamo all'apoteosi della menzogna, prima che alla condivisione obbligata delle magagne altrui.

Nessie said...

OT: Sauro, stavo vedendo da Massimo che ha messo il sindaco-sceriffo Gentilini tra i suoi blog consigliati. E ho visto che il buon Gentilini ti ha pure linkato. Si vede che sei nelle sue corde :-)

Aldo said...

Test per verificare il vostro grado di reale razzismo: osservate con cura un esemplare superbo di razza altra rispetto alla vostra e appartenente al sesso che solitamente attira i vostri interessi. Sfioratene la pelle. Annusatelo. Immaginate quello che il vostro erotismo vi suggerisce. Se da questa esperienza, anche solo immaginaria, ricavate la sensazione d'una seppur minima attrazione nei suoi confronti sicuramente non siete razzisti, in caso contrario occorrono ulteriori verifiche.

Il razzista vero disprezza talmente chi appartiene ad altra razza da non esserne minimamente attratto fino a ricavarne anzi un senso di profonda repulsione.

Per quanto sopra, io so di non essere razzista. E posso conseguentemente ridere in faccia a chiunque mi rivolga quell'accusa senza senso.

Aldo said...

A proposito d'Europa unita...

http://www.wolfstep.cc/1838/europpa/

Lo PseudoSauro said...

Grazie per la comunicazione, o Saura: sono onorato. Di questi tempi chi ragiona come Gentilini e' un autentico eroe.

CloseTheDoor said...

@ Aldo

Effettivamente ricordo una compagna di università che fece l'Erasmus con me, che mi confidava che le faceva un ben strano effetto dare la mano a un nero, vedere una coppia mista ecc. Siccome era di Treviso, e in Veneto, almeno, i trevigiani hanno la nomea di essere pesantemente classisti e razzisti (conosco solo trevigiani che si lamentano del clima che si respira nella loro citta', dove saranno gli altri? mah) verrebbe facile liquidare la cosa in questo senso.
Poi però leggo che negli Stati americani schiavisti, era normalissimo che le giovani schiave nere venissero tenute per lo "svezzamento" sessuale dei giovani padroni bianchi. Non so quanto sia facile andare a letto con un essere che ti fa schifo. Allora vedi che la cosa si fa un tantino piu' ambigua.

CloseTheDoor said...

Una bella scheda su Kara Walker

http://www.undo.net/cgi-bin/openframe.pl?x=/cgi-bin/undo/magazines/magazines.pl%3Fid%3D1253200275%26riv%3Dart-o%26home%3D

Nessie said...

Aldo, mi pare un buon parametro di verifica del tasso di cosiddetto razzismo, il tuo.
Ma qui la faccenda è un tantino più complessa, dell'attrazione erotica.
Non è un fatto di repulsione individuale in gioco. Sul piano umano è evidente che tutti gli esseri meritino rispetto e amicizia, quale che sia il colore della pelle.
Qui è in gioco la perdita progressiva e sistematica del controllo territoriale, la perdita di identità, di connotazione e di sovranità di intere città, rioni, quartieri; l'importazione coatta di abitudini, tradizioni, riti e rituali incompatibili coi nostrie , che possono dare addito a episodi di intolleranza reciproca.
La perdita stessa della nozione di autoctonia (ius sanguinis) per chi nasce in Italia e risiede da generazioni nel paese in cui è nato e non può accedere e far valere il diritto di precedenza nemmeno per quei servizi sociali che ha pagato nel tempo e da generazioni.
C'è un mio amico che si è chiesto molto semplicemente: "Per chi le avremmo fatte le tre guerre di Indipendenza, dunque? Per scacciare gli austriaci asburgici e importare al loro posto i marocchini e altri africani?".
Mi pare che l'argomento non faccia una grinza.

CloseTheDoor said...

Sul diritto di "prelazione" dei residenti sono d'accordo, ma i toni sono sempre così alti che di fronte a certe sparate ci si riduce a ribadire il rispetto dei diritti umani, invece di discutere pacatamente di come tutelare gli Italiani e prevenire la xenofobia.

Gentilini ha fatto diverse cose encomiabili, ma nell'insieme il personaggio e' al limite della parodia.
E' facile far passare certe uscite inequivocabilmente razziste su omosessuali e neri da vestire da leprotti come simpatico folklore che non vanno prese nel senso letterale: intanto le si dice, il messaggio passa, e qualcun altro le ripete.
E poi magari le fa, come testimoniano le sempre piu' frequenti aggressioni di queste settimane.

(Fra parentesi, faccio notare ad Aldo proprio la dichiarazione di Gentilini parla della sua nostalgia delle prostitute mulatte.
http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Gentilini#Polemiche)

CloseTheDoor said...

LINK "pandemiometro"

Quello che avete davanti è un sito che segue giorno dopo giorno l’andamento in borsa e quindi il valore delle azioni delle maggiori industrie coinvolte in qualche maniera nella pandemia. Ci sono Glaxo, Baxter e Roche, insieme a produttori di siringhe, maschere e quant’altro. ...

http://www.attentiallebufale.it/qualita/pandemia_2.html

Aldo said...

Nessie, hai senz'altro ragione. Infatti io ritengo che non ci sia alcun problema di razzismo (fatte salve le inevitabili eccezioni individuali), qui da noi. Piuttosto, esiste un serio e ben motivabile problema di territorialità, tant'è che l'intolleranza si rivolge anche verso chi proviene da Paesi abitati da genti della stessa identica razza nostra.

CloseTheDoor, evidentemente coloro che indulgevano in quei "giochetti" (ammesso che sia vero, ché nessuno di noi era là per testimoniare) non erano razzisti ma qualcos'altro. Per intendersi, tu faresti sesso, provando piacere, con una tartaruga? Ecco, ritengo che per il vero razzista approcciare una persona d'altra razza sia la stessa cosa.

Volendo aggiungere altro, credo proprio che anche quando lo schiavismo era pratica comune qui in Italia, tra persone della stessa razza, fosse pratica quotidiana una promiscuità sessuale tipo quella che ci ricordi. Il disprezzo può esistere tra le persone a prescindere dalla razza, per cui non mischierei i concetti di schiavismo e razzismo, che non sono per niente la stessa cosa (anche se talora hanno finito per coincidere).

Nessie said...

Grazie per i links Close, in particolare per quello antibufale sulla pandemia.
E' evidente che le eccessive forzature di Gentilini non possono favorire la causa identitaria.
Tieni presente però, che la Lega si rivolge anche alla pancia del suo elettorato.

Aldo, suppongo che tu voglia accennare all'annosa questione del Nord e del Sud, ad esempio.
Quoto il tuo discorso sull'intolleranza che spesso è reciproca, anche se i media ne fanno vedere solo un lato: quello che fa comodo per alzare il ditino contro il solito "razzsimo". Mai che rinunciassero al daltonismo di vedere che esiste anche un razzismo antibianco (vedi Francia, Belgio e Olanda, ad esempio).

Chiariamo ulteriormente un concetto. Tu hai una casa graziosa, confortevole che hai messo in piedi con molti sacrifici, investendoci dei quattrini e molta carica di affettività.
L'indomani un editto municipale ti obbliga a ospitare gente a te aliena, con abitudini diverse dalle tue, con diversi orari, che magari fa pure baccano a tutte le ore, che lascia disordine e sporcizia.
In questo caso chi sarebbe il vero razzista? io la risposta ce l'ho:
quel comune che ti obbliga a ospitare controvoglia e che agisce nel più totale disprezzo delle persone in gioco e dei loro sentimenti, in particolare del tuo.
Analogamente la globalizzazione impostaci dalla Ue e da altri apparati mondialisti sono i veri provocatori di discordie, di disordini, di intolleranze nel nome dell'"antirazzismo" , una mistica che serve a coprire i più sudici e loschi affari loro.

Josh said...

sulla cultura nobile di cui parlano Press e Vanda:
spot jingle mode on/
Se ancora letto non l'hai,
sul nostro blog cliccare dovrai:
Il Giardino delle Esperidi si chiama,
riunisce le menti di chi
la nostra cultura ama
spot jingle mode off/
:D
http://esperidi.blogspot.com/

Josh said...

Post geniale come sempre, Nessie.
Il manichino un tempo doveva essere il 'typos' generico, come dire, 'senza inflessioni individuali'.
Anche adesso.
E' cioè cambiato il typos medio imposto: il typos dell'uomo medio della nostra parte di mondo ci dicono che adesso è nero. Un modo forse di suggerirci anche che gli autoctoni sono di troppo.

Anonymous said...

Cara Nessie, mi rifaccio al tuo ultimo commento. Tra le centrali mondialiste che vogliono a tutti i costi farci ingoiare il multicuturalismo e annessi e connessi io aggiungo anche la chiesa cattolica. Una volta tu hai scritto che nell'ambito della suddetta c'è uno scontro in atto tra identitari e mondialisti. Potresti, gentilmente, approfondire questo tema? Mi sembra molto interessante. Grazie in anticipo.Paola.

Nessie said...

Grazie Josh, la pubblicità è l'anima del commercio ed è giusto pubblicizzare anche il nostro Giardino.

Puntuale il tuo commento sui typos e su quali altri modelli ci stanno imponendo, attraverso i manichini.

Paola, il Vaticano è un ambiente dove purtroppo gli equilibri e gli equilibrismi non sono mai del tutto chiari. E cmq sono d'accordo con te sul mondialismo della Chiesa.
Posso solo farti dei nomi di prelati che appartengono al novero degli identitari:
Giacomo Biffi, il cardinale di BO e le sue note pastorali contro l'immigrazione islamica, e MOns. Maggiolini, vescovo di Como, deceduto da non molto tempo.

Nessie said...

@ Paola:

http://sauraplesio.blogspot.com/2005/11/biffi-il-cardinale-veggente-e.html

http://sauraplesio.blogspot.com/2005/12/maggiolini-lo-stato-non-deve-costruire.html

Sono i due links di post dove trattai la questione di prelati vicini al popolo.

Anonymous said...

Pochi, purtroppo, Nessie, e non credo poi così infuenti.Io non capisco a che gioco giochino le gerarchie ecclesiastiche. Pensano che in una Italia e in una Europa a maggioranza islamica (quos Zeus avertat, mi vien da dire) manterrebbero il loro potere e le loro laute prebende? A me, di questa loro situazione "nun me ne potrebbe fregà de meno", come diciamo a Roma, il guaio è che ci trascinerebbero nell'abisso con loro. Paola.

Nessie said...

Sì, pochi Paola. E pure osteggiati al loro interno.

Orpheus said...

Ciao Nessie, finalmente a casa e con la connessione funzionante:-)

Questa dei manichini neri, non la sapevo, in effetti, io non ne ho ancora visti. E spero che non prenderanno piede.
Ormai siamo alla frutta, ci vogliono fare "neri" imponendoci la "vie en noir", "nero é bello" e via dicendo.
Un doppio razzismo, in primis contro di noi, e in secondo contro gli stessi negri, che vengono trattati come "fenomeni" da coccolare.
L'idiozia del politically correct é senza fine.
Sempre per rimanere nel campo della moda, non so se hai visto nelle sfilate, alcune modelle di colore, talmente brutte, che immagino, l''unica attrattiva,consista proprio nel colore della pelle e basta.
Detto questo le foto che hai messo sono angoscianti, ma ancor più angosciante é quello che ci aspetta, se non iniziamo a ribellarci con tutte le nostre forze.
Ciao Mary

Vanda Sanzogni-Holik said...

@Aldo: io non provo alcuna attrazione sessuale per maschi di razza diversa dalla mia tuttavia, siccome ho un forte senso estetico, posso apprezzarne la bellezza. Questo, secondo il tuo discorso, mi etichetta "razzista". Scusa, ma francamente mi sembra molto riduttivo.

Lo PseudoSauro said...

Ancora sul razzismo, cosi' spero che la chiudiamo. Possiamo lambiccarci il cervello come vogliamo, ma i fatti sono i seguenti:

1)le societa' multietniche sono TUTTE estremamente violente.
2)il razzismo esiste SOLO nelle societa' multietniche.
3) l'unico rimedio conosciuto (fin'ora) per arginare la violenza interetnica e' l'apartheid.

Comunque, anche se una societa' monoetnica (che in realta' e' sempre il frutto di una lentissima assimilazione) fosse ideologicamente razzista, il conflitto non deflagrerebbe mai per ovvii motivi.

Anche se il singolo fosse irrimediabilmente razzista, in un mondo normale non verrebbe criminalizzato. Altra cosa e' se questi esercitasse violenza, al che, tutti i codici penali del mondo hanno gia' provveduto senza bisogno di inventare nuovi psico-reati.

Io odio le racchie. Sono razzista?
Forse si'.
Ho bisogno di essere rieducato?
Questo e' esattamente il problema: si vuole che il "diverso2 piaccia per forza.

In definitiva: se in una nazione si infilano -- non si sa bene come -- quasi 6 milioni di stranieri in meno di 20 anni, diventano "razzisti" anche i sassi.
Peggio ancora se la nazione e' piccola come la nostra.
Peggio ancora se una crisi economica acuisce i problemi sociali. E' evidente che il razzismo attuale e' stato deliberatamente provocato e, se si e' onesti, si deve convenire sul fatto che e' una reazione di rigetto che ha direttamente a che vedere con l'istinto di autoconservazione; essendo, istinti come questi, racchiusi nell'amigdala che e' la parte piu' antica e animale del nostro cervello.

Se l'uomo e' fatto cosi', bisogna prenderne atto, invece di fare esperimenti che finiscono sempre allo stesso modo. Il non tenere conto dell'umanita' vera dell'uomo e' semplicemente disumano.

CloseTheDoor said...

@ Aldo

mi scuserai ma una distinzione fra schiavismo e razzismo mi sembra capziosa.

A parte che una tartaruga fa parte di una diversa SPECIE, e lo stesso concetto di razza in riferimento alla specie umana e' controverso (ha un senso fra i cani, che hanno zampe di lunghezza diversa, ecc., ma la varieta' genetica umana e' molto bassa).
Il razzismo è sì basato su disprezzo e disgusto che fanno considerare un gruppo di persone come "inferiori", ma disprezzo e disgusto si possono coniugare, perversamente se vuoi, con l'attrazione sessuale, perche' c'e' di mezzo un rapporto di potere, altrimenti non avresti gli stupri nelle guerre interetniche. Forse hai presente la scena di "Schindler's List", in cui il nazista aggredisce la segretaria ebrea: la scena è romanzata ma basata sul racconto della giovane.
Cfr un brano dell'autobiografia
di B.B.King: "Il Blues intorno a me" (Feltrinelli)

"La mia bisnonna, anche lei nata schiava, mi raccontava spesso dei
vecchi tempi e di come era nato il Blues. Diceva che sì, certo cantare
aiutava a sopportare la fatica del lavoro dei campi. Cantare la
propria tristezza serve ad alleggerire il fardello che ti grava sull'anima, ma coloro che cantavano il Blues avevano anche altre cose delle quali parlare, a parte la tristezza; si scambiavano infatti anche dei messaggi in codice, un codice musicale. Se stava arrivando il padrone si poteva inviare un avvertimento cantato a coloro che
preferivano non farsi vedere o trovare da lui, in special modo le
donne, perchè il padrone poteva avere tutto quello che voleva, a quei tempi, e se gli piaceva una donna se la prendeva, e tutto quello che lei poteva fare era obbedire alle sue richieste sessuali o ammazzarsi: niente vie di mezzo. Insomma il Blues poteva avvertirti di quello che stava per arrivare, per cui avete capito che era un metodo di sopravvivenza".


http://books.google.com/books?id=7EfcHCLe-NIC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_v2_summary_r&cad=0#v=snippet&q=in%20special%20modo%20le%20donne&f=false

CloseTheDoor said...

Ultimo link (e chiudo perche' e' un tema pesante e pure un po' OT) sugli stupri nazisti nei campi di concentramento

http://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10005176

(l'originale è qui https://secure.ushmm.org/wlc/article.php?lang=es&ModuleId=10005176&print=y)

Nessie said...

Giustissimo Mary: in effetti è come dici sul doppio razzismo.
Loro vengono esibiiti come i nuovi fenomeni per "far vendere" e noi veniamo svalutati.

Sauro, quoto buona parte del tuo discorso tranne che per l'apartheid o i muri. Che sono una dichiarazione esplicita di fallimento e di impossibilità di coesistenza.
La verità è che a certi punti di destabilizzazione non si dovrebbe mai arrivare. Quando arrivi a quelli, vuol dire che hai bell 'e perso.

Nessie said...

Lascio il resto del dibattito ai tre interlocutori interessati Vanda, Close e Aldo e vi ringrazio a tutti per la partecipazione.
Davvero non credevo in questo interesse così desto.

Lo PseudoSauro said...

Siamo un po' fuori dal seminato, ma serve a capire un po' meglio il problema.

Closethedoor: francamente l'identificare lo schiavismo con il raazzismo e' sbagliato, prima che antistorico. Gli imperi avevano necessita' di manodopera in ragione della grande estensione dei loro territori; e gli schiavi erano sempre i vinti, secondo l'antica concezione. A nessuno fregava nulla della razza dei vinti. Ad esempio, milioni di europei sono stati deportati come schiavi nell'impero ottomano. L'Italia ha fornito nei secoli piu' schiavi di tutta l'Africa messa insieme, alle potenze che scorrazzavano sul suo territorio. Pero', quando si dice schiavo si pensa all'africano... e i boeri schiavizzati dagli inglesi in Sudafrica? E in Cina? La deportazione in grande stile dei neri inizia solo dopo la scoperta del nuovo mondo e la rivoluzione industriale. Il nero e' "economico", perche' e' forte, costa poco e non puo' essere impiegato altro che in lavori di fatica. Il "razzismo" dello schiavismo e', al contrario, un valore, non un handicap. Lo schiavo forte vale piu' di quello debole. Non dimenticare che nei campi della Virginia lavoravano anche schiavi bianchi, a riprova del fatto che lo schiavismo non ha nulla a che vedere con il razzismo. All'epoca uno schiavo nero e forte valeva piu' di uno schiavo bianco e debole. Come vedi e' esattamente l'opposto di cio' che si pensa oggi.

E poi, il razzismo inteso come disvalore e' roba che risale alla fine dell'ultima guerra. Prima, il culto della razza era quasi obbligatorio per tutte le nazioni, comprese quelle del Nuovo mondo. L'orgoglio di razza dei "rednecks", ad esempio, ma anche quello dei bantu. Ognuno era orgoglioso di appartenere alla propria famiglia e al proprio ceppo. Come in un mondo non ancora democratico, vigeva l'orgoglio di schiatta dei nobili.

Il "razzismo", per come viene inteso oggi, non puo' nemmeno essere paragonato ad un passato nel quale vigevano valori diversi e, spesso, del tutto contrari agli attuali.

galerius said...

Ecco, vedi ? Io questa storia - la vera storia - di Jesse Owens a Berlino citata da Sauro non la conoscevo. E oso pensare che non la conoscano in molti...
Se hanno "romanzato" su quell'episodio, senza nemmeno stare a sentire il diretto interessato, Owens, come si fa a non avere dubbi su qualunque altra cosa ci venga raccontata ?

Su attrazione fisica e razzismo non son molto d'accordo con Aldo...ci saranno pure persone che per razzismo "indotto" non ne vogliono sapere di accompagnarsi a persone di etnìa differente, ma che sia vero l'opposto è semplicemente indimostrabile. A me ad esempio non garba la 'plica mongolica' delle Orientali, eppure non ho nulla contro le Orientali.

Aldo said...

CloseTheDoor: "Gentilini parla della sua nostalgia delle prostitute mulatte."

Dunque, questo Gentilini (chiunque sia) non è un vero razzista ma è giocoforza qualcos'altro.

Aldo said...

Galerius, Vanda, mi state attribuendo concetti che non ho espresso. Non ho assolutamente scritto che chi non prova attrazione sessuale è automaticamente razzista (me ne son ben guardato!). In effetti ho scritto che: 1. se sentite attrazione non siete razzisti; 2. se non sentite attrazione potete essere o non essere razzisti e occorrono ulteriori verifiche. Dunque la "prova" che ho indicato vale solo per escludere il razzismo, non per affermarlo.

P.S. Un plauso a Pseudosauro che, ancora una volta, dimostra una linearità di ragionamento davvero encomiabile. I maligni potrebbero dire che apprezzo le sue parole solo perché sotto sotto mi dà ragione... :)

galerius said...

Hai ragione, Aldo ; l'avevi precisato...distrazione mia, chiedo venia.

CloseTheDoor said...

Intanto grazie a Nessie dell'ospitalità :-)


@ Psedosauro

ok, credo anche io che dobbiamo metterci d'accordo sul periodo storico di cui parliamo.

Se andiamo nell'antica Roma, certo che il discrimine e' fra uomo libero e schiavo, per cui Settimio Severo o Sant'Agostino erano ritenuti romani a tutti gli effetti, e se andiamo nel Medioevo, un frate copto, anche se "arabo" poteva essere accettato in modo piu' pacifico in quanto l'appartenenza religiosa aveva la meglio.
Io mi riferisco all'idea di una superiorita' di un gruppo su un altro sulla base di tratti somatici, quale è compiutamente teorizzata nell'800 da Arthur de Gobineau e che è stata applicata in vario modo. Posso concordare sul fatto che il KKK e' stato l'effetto e non la causa dello schiavismo, ma in conclusione, per il KKK il sistema di apartheid e schiavismo viene/veniva difeso PROPRIO sulla base di una superiorità razziale, giustificata qui in senso religioso sulla base di una progenie “peccatrice” senza redenzione (Genesi 9, 25-27). In questo senso, separare lo schiavismo dall'ideologica che lo giustifica mi sembra capzioso.

@ Aldo

Riformulo il tuo pensiero con altre parole, vediamo se ho capito:
1- un uomo che non prova attrazione verso donne di altre razze, potrebbe forse essere razzista, come anche no
2- un uomo che prova repulsione all'idea di toccare la donna di un'altra razza, è un vero razzista
3- un uomo che può sentirsi attratto da una donna di un'altra razza, sicuramente non e' razzista.

Quindi l’ufficiale delle SS che per toccare una donna ebrea prenderebbe una pinza, è razzista, mentre il semplice iscritto al Partito Nazista che si invaghisce della vicina di casa ebrea, la violenta e la uccide perché non si deve sapere che è stato con un'ebrea, non è razzista ma e' qualcos'altro. Analogamente uno statunitense o un sudafricano che va con prostitute nere o mulatte, e contemporaneamente trova normale che queste donne e le loro famiglie *in quanto neri o mulatti* non possano votare, non possano cucinare il suo cibo perche' gli fa schifo che glielo tocchino, non possano sedersi negli stessi posti in autobus, non possano comunque aspirare agli stessi lavori e mestieri suoi, e anzi e' meglio se vivono in settori diversi della città perche' puzzano, e magari quando c'e' un furto o un omicidio partecipa al linciaggio collettivo di un nero pescato a caso, perché in quanto nero è peccatore, quest'uomo sicuramente non e' razzista, ma è qualcos’altro. Con tutto il rispetto, mi sembra che stiamo un po' a prenderci in giro.

Nessie said...

Close, ringrazio te per il link del mio blog che ho contraccambiato :-)

Vanda Sanzogni-Holik said...

@CloseTheDoor
Hai interpretato molto bene il mio pensiero.

@Aldo
Non mi sento ne' superiore, ne' inferiore a qualsiasi altra razza ma non potrei mai copulare con nessun altro uomo che non sia della mia.
Io credo che razzista e' colui/lei afferma la propria superiorita' attraverso la distinzione di razza (cosa assurda perche' i difetti grandi o piccoli non hanno etnia!).
E' un mio sacrosanto diritto scegliere chi mi piace e solo perche' rifiuto un rapporto intimo con una persona di razza diversa, non mi rende razzista! I miei due figli si comportano allo stesso modo: amici di qualsiasi razza e provenienza, "morose" del loro ceppo etnico. Dunque siamo una famiglia di razzisti?

Aldo said...

CloseTheDoor, nei tuoi tre punti hai riassunto piuttosto efficacemente quel che volevo dire.

Scrivi poi: "uno statunitense o un sudafricano che va con prostitute nere o mulatte, e contemporaneamente trova normale che queste donne e le loro famiglie *in quanto neri o mulatti* non possano votare, non possano cucinare il suo cibo perche' gli fa schifo che glielo tocchino (ecc.)"

Costui è un dissociato mentale poco propenso al ragionamento. Uno che ha le idee tanto confuse da render difficile perfino chiamarle "idee". Semplicemente esistono "persone" che non fanno onore al proprio cervello e vivono nella incoerenza più totale, a volte senza neppure rendersene conto.

Vanda, non hai ancora colto quel che intendevo dire, ma non importa: questo è solo lo spazio commenti d'un bel blog, e in questo contesto noi siamo solo, l'uno per l'altra, stringhe di caratteri su uno schermo.

Lo PseudoSauro said...

Aldo, Close, Vanda: credo che parlare di razzismo su base individuale non serva a niente. Individualmente ognuno fa come gli pare, come prima di questo sconquasso mondiale. E vorrei proprio vedere che ci venisse imposto di accoppiarci col tale o con la tal'altra...

Il punto e' invece come identificare un popolo e come definire la sua legittimita' a risiedere su di un territorio piuttosto che su di un altro.

Lo si definisce in base alla razza, alla lingua, alla religione? o non lo si definisce affatto, come vuole l'ideologia vigente?

E, nell'ultimo caso, come si puo' garantire la continuita' storica di popoli come il nostro?

Semplicemente, la continuita' verrebbe interrotta per sempre.

Se, poniamo, la razza non fosse considerata sufficientemente "pura" si dovrebbe passare alla lingua e cosi' via.

Nondimeno, in un Italia utopica (non accade nemmeno adesso), nella quale tutti parlassero perfettamente italiano, ma la maggior parte della popolazione fosse nera, si potrebbe ancora parlare di Italia?

E allora che si fa, se non si vuole accettare il principio mondialista per cui chiunque "risieda" in uno Stato ne diviene cittadino?

E' necessario "storicizzare" qualche elemento razziale, come accade in Africa. Riconoscere che le etnie tali e tal'altre determinano il popolo, chesso', della Guinea.

Ma il punto e' che se ai neri viene concessa l'indipendenza dai bianchi, oltre che la loro supremazia razziale, altrettanto non viene concesso ai bianchi, e con cio' si intendono anche tutte le altre razze che hanno differenti caratteristiche etniche e una storicizzazione su territori che con l'Europa non c'entrano niente.

Cosi' si capisce che l'Europa e' stata ideologicamente condannata e razzialmente e culturalmente.

Il razzismo funziona dunque al contrario: si favorisce la ricolonizzazione dell'Europa.

E piantiamola con "il negro poverino"... che e', questo si', un assunto razzista. Se le popolazioni africane non sono in grado di creare una societa' simile ad una di quelle occidentali, significa quello che significa, ovvero, che non sono in grado di farlo. Poco importa se biologicamente o culturalmente.

Putin ha detto recentemente che le popolazioni africane non sono assimilabili a quelle europee. E direi che l'URSS ha avuto tutto il tempo di fare esperimenti.

Si puo' etichettare come "razzista" l'opinione del leader russo, e passare oltre, oppure si puo' valutare se la sua dichiarazione corrisponda al vero oppure no.

Il fatto e' che la seconda opzione e' ideologicamente -- ed ora anche legalmente -- vietata nel "mondo libero".

Questo e' il nostro problema: non ci e' data alcuna scelta.

CloseTheDoor said...

Ciao Nessie, grazie a te :-)

Aldo:
credo che tu parta dall'idea che per sentirti attratto da una persona, di fondo e' perche' la rispetti. Questo ti fa onore, secondo me, pero' credo anche che tu abbia torto. Senno' non esisterebbero gli stupri e il sesso a pagamento.
Il cavaliere che si prende la pastorella, il soldato che rapisce la donna del nemico, l'uomo che va a prostitute, credo che prendano una che trovano carina, non la cozza neffa del paese. La trovano attraente eppure non la rispettano, perche', per usare le parole di Psedosauro, non appartengono alla loro "schiatta". Poi puo' pure capitare che si innamorino, ma allora entra in gioco tutt'altro.


Psedosauro:
vogliamo storicizzare ancora di piu'? Qualunque elemento uno prenda per dare forma al sentimento di nazione puo' essere contestato, perche' la nostra idea di nazione come identità di lingua ed etnia e` recente, soprattutto ottocentesca (cioe' romantica e di matrice tedesca). La Svizzera e' un bel caso di nazione ''medievale'' dove non valgono ne' l'uno ne' l'altro principio, e anche in Francia fino alla fine del 700 l'idea che fosse la lingua a cementificare la nazione era lontanissima dai pensieri di tutti.
Spero di non fraintendere il tuo pensiero, ma ti diro' che a parlare con te, mi sento tanto Tocqueville ;-))))

Buona giornata a tutt*

crevalcorepadana said...

Nessi questo pezzo è geniale. Posso aggiungerti tra i miei link?

Nessie said...

Certo che puoi. Anch'io ti aggiungo tra i miei links. Grazie!