07 September 2006

AMERICA primo amore





L'anniversario di quel tragico 11/9/2001 al quale ci siamo già assuefatti come ad un effetto speciale di fanta-horror hollywoodiano (del resto in questi giorni sta per uscire il nuovo film di Oliver Stone sulla tragedia), cade nel cruciale momento in cui un Impero portatore di valori democratici sfida da solo la minaccia iraniana con la sua consueta chiarezza a fronte di un'Europa, al solito, timorosa e balbettante. E non dimentichiamo che i servizi britannici ci hanno di recente risparmiato un nuovo 11 (in questo caso agosto) dove una sporca dozzina di aerei avrebbe dovuto esplodere tra Londra e gli USA, permettendoci di tornare al consueto clima vacanziero. E' dura da ammettere, ma il nostro pacifico ed edonistico modo di vivere è capace di rimuovere tutto ciò che lo turba in modo non visibile e la verità è che noi non ci sentiamo in guerra con nessuno, mentre c'è qualcuno che invece si sente in guerra con noi. Noi non odiamo nessuno, ma laggiù qualcuno ci odia. Anche se per gli americani di quel maledetto giorno da cani (scusate il mio slang cinematografico), il "laggiù" è diventato "lassù". Sopra i suoi grattacieli. Un ronzìo, lo sguardo attonito di un firefighter che lavorava intorno a un tombino. Che giorno è? che ora è? che succede? Succede che il giorno 11 settembre del 1683 ci fu l'assedio di Vienna e un certo condottiero polacco Giovanni Sobieski in sanguinosa e aspra battaglia dove la cristianità (finalmente unita in un solo esercito, cattolici e protestanti), difese strenuamente il proprio territorio, dai predoni del Califfato maomettano. Una vittoria che noi occidentali abbiamo rimosso. Loro, i vinti, invece, se ne ricordano.Non perdonano. E vogliono la rivincita. Cosicché ogni 11 d'ogni mese è sempre quello buono per cercare una feroce rivalsa sui civili, colpevoli di essere "crociati" ed "ebrei". Ma come poteva saperlo quel povero pompiere col capello d'ordinanza a larga falda? E come potevamo ricordarcene tutti noi?
Dov'ero quel giorno?! In procinto di uscire di casa per recarmi in banca. Mentre mi preparo, guardo, con futile frivolezza, l'oroscopo del giorno su televideo di Mediaset. E che ti sento? La voce di Fede. Sì , il prode Emilio. Che ci fa questo a quest'ora 'sto scocciatore? - mi chiedo - Mi legge lui l'oroscopo del giorno?
Poi le immagini in sequenza, divenute oramai di repertorio. E la scritta "America under attack". Siccome due sere prima vidi il film di Tim Burton "Mars attacks" pensai, lì per lì a uno scherzo mediatico in stile Orson Welles. Subito dopo l'atroce verità: il ronzio, gli arei puntuti come siluri, lo schianto, i roghi, le Twin Towers che si scioglievano come una torta di crema al burro, i fazzoletti bianchi che sventolavano fuori dalle finestre dei grattacieli in segno di resa. E uomini che si lasciavano rotolare giù dall' 80esimo o 50esimo piano come pupazzi scaraventati da una sorte bizzarra e cattiva. E mentre le Torri si disfacevano sotto i miei occhi sbalorditi, mi scioglievo in lacrime anch'io: un inarrestabile pianto convulso. Non capivo, ma piangevo. Piangevo, ma non capivo. Quei dannati aerei m'erano già entrati nel cuore e pure sul tetto di casa mia per sventrarla. Altro che oroscopi!
Cosa c'è di più diverso e lontano da noi di gente disposta a morire per ucciderci? Piloti pronti a schiantarsi pur di fare del male a cittadini inermi, la cui colpa è solo quella di abitare in un'altra parte del mondo, di abbracciare un'altra fede e di trovarsi al lavoro nel luogo sbagliato dell'ora sbagliata?
America che fu il lost paradise di Pavese con le sue memorabili traduzioni di Moby Dick. America che fu tra le mie prime letture infantili in "The call of the wild" (Il richiamo della foresta di Jack London) . America che fu una valigia piena di pazze e colorate americanate di mio padre, il quale mi portava dai suoi viaggi, una bambola con il vestito di Scarlett O'Hara (verde col capellino trattenuto da un nastro di velluto) - bambola con gli occhi verdi di vetro che camminava e faceva no con la testa. Poi, chiassose casacche hawaiiane a fiori che forse nessuno in Italia aveva mai indossato prima di me (o così mi piaceva credere), un impermeabilino di ciré giallo come quello di Debbie Reynolds in "Singin' in the rain", mocassini bianchi e neri alla Gene Kelly per emulare un improbabile tip-tap nelle pozzanghere, con le braccia verso il cielo in cerca di una pioggia benefica sul viso. Una di quelle piogge così ottimiste che non ti fanno venire il raffreddore. Di quelle che vorresti incontrare sempre nella vita.
Una valigia piena di novità discografiche di 45 e 33 giri in vinile di R & R e di R&B. Ma anche i classics indimenticabili di Cole Porter e Irving Berlin, con Sinatra e Nat King Cole. America che fu il primo amore di Mario Soldati, da me incontrato il 4 luglio (data americana) del '93 a Tellaro di Lerici e che mi raccontò le sue antimemorie un po' sfocate di vegliardo ottuagenario in fuga dall'oppressione di una madre possessiva nonché dall'oppressione fascista che attanagliava il paese, grazie all'opportunità di una borsa di studio.
L'America di quel suo felice libro (dal quale ho tratto il titolo per questo mio posting) dove già allora individuò al Columbia University, nicchie parassite di docenti-burocrati italiani che si fingevano "lettori". Di loro, lo scrittore-regista piemontese ebbe a scrivere che in realtà c'era più "letteratura" e "romanticismo " in un broker americano di Wall Street il quale mette a rischio tutto se stesso per buscarsi la vita, che in uno di questi funzionari posachiappe in attesa del 27 d'ogni mese. Posachiappe i quali in realtà non si erano mai staccati dal regime mussoliniano, neanche lì, oltreatlantico. Così il giovane Mario, abbandonò, deluso, il Columbia; buttò alle ortiche la borsa di studio e se ne andò a fare lo sguattero lavapiatti in un fast food ,
inseguendo il fantasma della libertà. Quanto al Columbia University, beh... tutto è stato predisposto per il passaggio dai posachiappe di allora agli attuali posachiappe radical chic della sinistra salottifera.
America come il simpaticissimo leone della MGM che ruggendo prometteva sogni e infiniti intrattenimenti. America come le pin up e le vamp bionde, brune o rosse, lucky stars hollywoodiane con splendidi abiti e gioelli. E scale, scintillanti scale all'infinito. Da salire e da scendere. L'America degli eroi rough and tough (ruvidi e tosti) alla John Wayne e alla Bogart. L'America degli antieroi scontrosi e solitari alla Brando e alla Jimmy Dean. Insomma, tutto questo mondo amato (forse mitizzato e reinventato, ma fa niente), mi si liquefava sotto gli occhi in un blob incomprensibile. Poi a distanza di qualche giorno, lei, l'Oriana e il suo urlo. E la tristezza cupa e greve divenne rabbia. E questa, orgoglio. E l'orgoglio, trovò le sue buone ragioni per andare avanti.
Concludo con la superba metafora del tycoon che ben sintetizza l'American dream. Il grande magnate celebrato nel suo Splendore/Caduta da F.Scott Fitzgerald, in uno dei più bei finali della storia della letteratura americana.
...e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino. Da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle spalle, in quella vasta oscurità dietro la città...Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C' è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia e una bella mattina...
Così continuamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato." (da The Great Gatsby).
America, così pragmatica...così sognatrice. Sento che puoi farcela ancora, nonostante i pavidi eurobabbei. Dopotutto sei tu, il laboratorio del mondo intero.

57 comments:

siro said...

Che bellissimo post, Nessie. Quando si ha un'idea è relativamente facile esporla, ma quando si ha un sentimento è difficilissimo. Secondo me tu ci sei riuscita: in questo post si legge tutto il tuo amore per una grande nazione che, come dici anche tu, è tutt'altro che moribonda. Io sono convinto che, se l'Occidente ce la farà contro i nostri nemici, sarà grazie all'America, non certo alla vecchia Europa, ormai al collasso (e lo dico con infinita tristezza). E' per questo che, come te, amo gli Stati Uniti e quello che rappresentano.

Lo PseudoSauro said...

Sono state le muse, le erinni, o le menadi? Sei sempre il solito mostro. :-)

Nessie said...

Siro, Sauro, mi fate arrossire come una timida liceale!
Né erinni né menadi né muse. Qualche angelo buono da lassù...Chissà, di questi tempi ne abbiamo bisogno tutti.
Sauro, se trovi un loghetto o immagine che non siano le solite aquile o stars and stripes...chessò qualcosa qualcosa di ingenuamente e benificamente yankee, conterei sulla tua creativa collaborazione grafica.

Bisquì said...

Capperi Nessie,
ma questo è vero amore!
Post insuperabile, superbo, veramente!

andrea said...

io amo l'italia

ArmatexOn said...

PER ANDREA ANCHE IO AAMO L'ITALIA MA LA ODIO nche piu intrnsamente e allora?

B2stealth said...

il tuo post, Saura, è bello come la mia bandiera americana, ossia una toppa che viene direttamente dalla divisa di un soldato, e che ho lasciato com'è, senza lavarla, per non toglierle quel colore di vita vissuta chissà dove, magari in zone terribili.
per non rovinarla, l'ho attaccata sulla libreria, davanti ai miei occhi.
nel portafoglio ne tengo da anni un'altra, più piccola, col bordo oro, intonsa.
è il mio grazie imperituro a tutti coloro che sbarcando in italia mi hanno permesso di nascere libero.
è anche un grazie per la festa meravigliosa di quando avevo sei anni e andavo a scuola proprio di fianco alla mitica caserma Passalacqua di VR: le vasche di aranciata e i dolci mi sembrano ancora enormi. e buonissimi.
e il colore delle divise con la bandierina a stelle e striscie mi rassicura ancora adesso.
grazie, Saura

pseudosauro said...

Hi Tex. Dovro' venire a scrivere sul tuo blog se no finisce che non ci parliamo piu'.

Nessie: m'e' rimasto solo un broccolino, vedi di accontentarti. Lo so che volevi qualcosa tipo Bing Crosby, ma al momento non ho il tempo di cercarlo.

Nat King Cole lo sentiva anche il mio vecchio e dovrei avere un sacco di dischi da qualche parte.

andreaxarmatex said...

e che è,"ti odio e poi ti amo,poi ti amo e poi ti odio...."

Lo PseudoSauro said...

Andrea: Armatexon e' un italiano che vive in USA da molti anni, quindi non credo sia stata la propaganda berlusconiana a convincerlo, ma l'amore per il suo paese e il disastro culturale che da lontano si nota molto meglio di quanto lo possiamo vedere noi da qui.

Monsoreau said...

Atmosfera magica, che interpreta il sentimento di gran parte di noi.
Con la speranza che, a cominciare dall'Iran, non aspettino l'ennesima Pearl harbur per prevenire il male ... ;-)

Nessie said...

Comincio dagli ultimi e cioè da Mons. Speriamo bene che gli USA non aspettino che quel pecoraro di Ahmadinejad, faccia qualche porcata nucleare, prima di reagire.
Un ringraziamento speciale al Sauro che ha messo il ponte di Brooklyn, speriamo sia di buon auspicio. No, Bing Crosby non mi piace. Meglio allora la locandina di "Singin' in the rain". Ma va bene così.
Hi, Arm, what about you? chi ama l'Italia oggi è costretto ad andarsene. A cominciare dalla fuga dei cervelli nell'ambito della ricerca scientifica, isn't it? E Arm ne sa qualcosa.

Nessie said...

Stealth, se è per questo io conservo ancora l'half-dollar celebrativo (in argento) del '64 con l'effigie di JFK, datomi da mio padre. I numismatici mi dicono che vale molto. Ovvio che non lo vendo.
Chi tiene dischi, chi divise: mamma mia quanto siamo sentimentali fra tutti! :-) chi l'avrebbe detto da tutti questi rough guys!

Nessie said...

Bisquì, toglimi una curiosità sul tuo logo serenissimo. Sei di origini veneziane?
Vi propongo una domanda: dove eravate e che facevate in quel maledetto giorno che ha sconvolto il pianeta? Ciascuno di noi ha il suo 11/9.
A proposito, lo sapete che farà RAI3 alias telekabul nell'anniversario? Provate a immaginare: manderà in onda quella boiata di Michael Moore "Fahrenheit 11/9.Conduce Floris.
E' chiaro che devono rilanciare anche sul tragico avvenimento la loro politica pro "talebani".
Pare che al festival di Venezia, Oliver Stone non sia piaciuto, perché i sinistri de noantri si aspettavano un film ideologico e antiBush sulla scia del bugiardo Michael Moore. Beh, gli è andata male.

B2stealth said...

cara Nessie, per stemperare un po' la vena di sentimentalismo da te riscontrata, ti dico questo: conserverei volentieri qualche dozzina di cruise e di minuteman con testata nucleare. il problema è che non ho abbastanza posto. ma forse li avrei già usati tutti e dovrei comprarne molti altri, adesso.

floris, floris.....?
ah, quello con il sorriso che ti viene voglia di spaccargli la faccia?
mumble mumble.
M16?

Nessie said...

Ah, adesso ritorniamo alla roughness, in stile John Wayne?
Beh, allora tieni i pugni in tasca per l'imminente ritorno di Santoro in tv.:-) Ciao!

sarcastycon said...

x stealth
purtroppo dio ha creato anche floris e santoro. Mi consola il fatto che dovrà pur mandarci qualcuno all'inferno...dalle parti di giuda

Lontana said...

Cara Nessie, é un post magnifico e mi ha fatto venire in mente un sacco di cose della mia infanzia e adolescenza.
Mia madre era appassionata di cinema e ci portava tutte le settimane. Genere "Cinema Paradiso" anche se in una città come Torino.
Siamo cresciuti coi film americani e io giocavo al Far West col mio amichetto del piano di sopra. Soldatini e fortini assediati. Ma in seguito Gone on the wind, e tutti i film con i nostri idoli che tu hai ricordato: James Dean, Brando, Montgomery Cliff ecc..
Dopo ancora la letteratura americana da Hemingway a Fiztgerald a...come si chiama...Uomini e Topi, La Santa Rossa,...Steimbeck...mi si affollano in testa le cose e non voglio fare un post.
Ci hanno dato tanto. Qualcuno dirà che ci hanno colonizzato, ma chi se ne frega? Meglio essere colonizzati dai sogni che dagli incubi della miseria comunista.

andrea said...

sauro,ma che obiezione è?gli ho detto che non deve amare gli stati uniti?anche io quando trscorro lunghi periodi all'estero vedo meglio l'italia.ma vedo meglio anche il posto dove mi trovo,senza idealismo.e io dubito sempre delle dichiarazioni d'amore.quella di nessie,è appunto una dichiarazione di una innamorata,non una analisi completa di cio' che gli stati uniti sono.è soltanto una dichiarazione d'amore,accecata d'amore.liberissima di provare amore per cio' che vuole,basta che non passi per verità rivelata.

tilt64 said...

Cara Nessie, raccolgo il suo invito. 11 settembre 2001: ero al lavoro ed ho ricevuto una telefonata di un' amica che mi ha raccontato sconvolta quello che aveva appena visto in tv. Diceva: lo hanno fatto! Ma se hanno fatto questo cos'altro possono fare? Ho acceso la radio ed ho ascoltato. L'America è cambiata? Noi siamo cambiati? L' America si. Ha fatto due guerre. Una sacrosanta ed una sbagliata ed inutile. L' America è sempre lei. Musica, letteratura, cinema, tv. Anche io ammiro gli USA, ci sono stato in vacanza due volte e mi è piaciuto molto. Ho apprezzato la modernità ed ho colto le contraddizioni di una società complessa. Non ci andrei a vivere, ma vorrei importare alcune cose.
Noi europei dobbiamo essere grati a loro per la nostra libertà. Sono nostri amici. Agli amici è consentito dire anche cosa sbagliano. E l'Iraq è un colossale sbaglio politico. E' la dimostrazione che non sempre le armi sono utili. Sia il NewYorkTimes che USA Today hanno pubblicato articoli estremamente critici sulla politica estera di Bush. Si può dire che dopo 5 anni non è cambiato molto? Che sono morti 3000 soldati americani e Bin Laden è ancora lì che passeggia tra le caprette himalayane?
Una bella bomba nucleare su Teheran? E poi? Morti, morti e ancora morti. E poi? Se si tratta di vendicare i morti di New York, in Iraq i civili morti sono almeno 10 volte tanto.
Nessie lei scrive davvero bene. Ma non si sente triste di fronte a tutta questa morte? Siamo davvero una civiltà superiore se usiamo gli stessi mezzi per rispondere alle "loro" offensive?
Alcuni dei suoi ospiti dimostrano chiaramente di non avere alcuna voglia di mettersi in discussione: questo vuol dire che hanno certezze incrollabili sulle loro opinioni. Beati loro. Sarebbe bello discutere anzichè prendersi a male parole.
Buon 11 settembre

Lo PseudoSauro said...

Finalmente si torna ai cazzotti...

Nessie: il leone di S.Marco di Bisqui' sta per Marina Militare. Troppo sentimento... Sorry, ma con le immagini ero un po' a secco.

Andrea: non era un rimprovero, ma solo una puntualizzazione, anche se non richiesta. Spero che Arm non me ne voglia.

Lontana: come si chiamava quel cinema in c.so Re Umberto vicino a Porta Nuova?

Orpheus said...

Nessie bellissimo post...questa volta hai superato te stessa:-)
Si percepisce l'amore che hai per l'America. Amore che io condivido.
Anch'io ho pianto mentre le immagini alla tele trasmettevano la fine di una certezza: l'America non era invulnerabile.
Ho pianto per tutte le vite umane distrutte: padri, fratelli, figli, sorelle, madri che a sera non sarebbero più rientrate a casa dopo il lavoro, ho pianto per il dolore dei parenti costretti dalla spettacolarità dell'evento, a vedere in diretta la morte dei loro cari. Ho pianto per l'abisso di odio che ha ottenebrato le menti di coloro che si sono ammazzati per ammazzare migliaia d'innocenti.
Inutile voler cercare una spiegazione logica, nulla al mondo può giustificare un'odio così profondo, radicato e micidiale.
Il fanatismo religiose da cui sgorga NON ha spiegazioni in nessuna politica di nessun paese. Ancora NON si vuol capire che non é la disperazione a muovere i kamikaze, ma l'odio per il nemico.
ciao mary

Lontana said...

Sauro:
penso che tu ti riferisca al Reposi, oppure,in Corso Vittorio, vicino a Porta Nuova c'era il bellissimo cinema in stile Liberty che é diventato, ahimé, una banca....:-)

tilt64 said...

In corso Vittorio vicino a PN c'è anche una multisala che si chiama Ambrosio. Ma proprio in C.so Re Umberto..non me ne vengono

Nessie said...

Sauro, non sono così orba: la MM ne ha quattro di repubbliche marinare (Amalfi, Pisa, Genova e Venezia) e non solo il Leone di S.Marco.Don't mind, per le immagini. OK così.

Andrea, chi professa stupidità e malafede non ha le carte in regola per essermi amico. Ti ho già detto e lo ripeto: il blog è MIO e mi esprimo come cavolo voglio. Se voglio fare analisi, faccio analisi. Se voglio fare commenti, faccio commenti. Se voglio parlare di sentimenti e di emozioni, descrivo pure questi. Capito? Di quelli che la pensano come te, che avete costretto ad adorare uno straccio rosso (come la macelleria sociale)con tanto di arnesi inservibili (falce e martello, e inservibili, in quanto oggi c'è l'automazione, non so proprio che farmene. Avete ingannato intere turbe di poveracci con la menata della lotta di classe e del socialismo-futura-umanità! LE VERITA' RIVELATE E I DOGMI CE LI AVETE PROPINATI VOI per secula et seculorum. E invece di arrossire di vergogna per i crimini pregressi, ancora insistete a scassare le palle! Eccoti accontentato: fine del linguaggio sentimentale!

Nessie said...

Tllt, la ringrazio per la sua testimonianza. L'America di guerre ne avrebbe fatte due? Una giusta e una sbagliata? Suppongo che per prima, lei intenda la II guerra mondiale sotto la presidenza di Frnklin Delano Roosevelt. In realtà gli USA erano già presenti (sebbene con tendenze isolazionistiche) nella I Guerra mondiale, sul piano diplomatico, con i 14 punti di Wilson e della Società delle Nazioni (futura ONU). Poi ci fu la guerra in Corea. Giusta o ingiusta secondo lei?
Infine, che ne dice degli "interventi umanitari" nel Kosovo voluti da Bill Clinton a cui partecipò anche il nostro D'Alema sotto l'egida della NATO, ma senza la copertura ONU?
Lei mi deve spiegare perché quando le guerre le fa la sinistra diventano "ingerenze umanitarie". Quando le fa la destra, invece, sono aggressioni. Perchè proprio non lo capisco.

Nessie said...

Lont, in una frase hai sintetizzato tutto: "ci hanno dato tanto ed è meglio essere colonizzati dai sogni che dagli incubi e dalla miseria". Perfino il "socialista" Gaetano Salvemini ebbe a rimarcare che se la Russia getta un osso sotto il tavolo, non c'è attaccato un bel niente. Nemmeno un po' di polpa. Bisogna essere dei pazzi, per aver cercato di riconoscere in passato lo stato-guida prorio nell'Urss, come ha fatto per decenni il PCI.

Nessie said...

Mary,
a proposito del mio "lassù qualcuno ci odia". Mi offri lo spunto per ricordare che quando, nel lontano 11 settembre 1683 le legioni cristiane capeggiate dal polacco Sobieski, respinsero i musulmani, i quali cinsero Vienna d'assedio, noi eravamo a casa nostra, nella nostra terra d'Europa. E LORO furono gli invasori. Dunque, odiare l'Occidente "crociato", pretendere una rivincita, dimenticando che gli USA a quel tempo non esistevano nemmeno come stato, è pura demenza e pazzia criminale.

siro said...

Per ragioni anagrafiche, io non possiedo niente di "storico" riguardo agli Stati Uniti. Ma subito dopo la maturità, la prima cosa che mi comprai fu una bandiera dell'America (di enormi dimensioni) che esposi fuori dalla finestra della mia camera, ai tempi in cui tutti esponevano lo straccetto arcobaleno...
E' stata la mia personale manifestazione di libertà :-)

Nessie said...

Siro, a proposito di "straccetto arcobaleno", hai letto quel colorito articolo di Marcello Veneziani dove scrive che è diventato lercio come le mutande di uno scafista albanese in fuga?
Una similitudine che mi ha fatto rotolare in terra dalle risate :-D).
I colori della bandiera americana stars and stripes, sono gli stessi di quella francese e come saprai, la statua della Libertà fu data loro dal marchese di Lafayette durante la Rivoluzione Americana. Pochi lo sottolineano, ma avvenne ben prima di quella francese.

andrea said...

..e ricorda che essere amici degli stati uniti non significa condividere qualunque cosa essi facciano.la risposta del signor tilt è veramente merce rara,ovvero,buonsenso.a giudicare dalla tua risposta ne sei carente..come una "timida liceale" davanti ad una obiezione inteligente.sei piena di nozioni ma non sei capce di elaborarle.sei capace di fare qualcosa oltre dare del comunista al prossimo?tutta qui la tua capacità di polemizzare?

Orpheus said...

Nessie vedo che ricevi commenti sprizzanti signorilità e buone maniere al pari di coloro che GENTILMENTE "invitati a pranzo" in casa altrui usano il "piatto" offerto dalla padrona di casa come pitale...capisco che a furia di credere in stronzate, ormai dalla bocca di certa gente escono solo liquami neri.
L'insulto é proprio l'ultima spiaggia di chi non ha altro modo per ribattere, di chi non ha argomenti e tenta la via della deligittimazione del proprio interlocutore a botte di ingiurie.
E' veramente indice di un animo meschino, invidioso e stupido, mortalmente stupido...ma perchè vengono sempre a leggere le nostre "banalità"? mamma quanto sono noiosi, delle vere zecche:-))))
Ciao mary

tilt64 said...

No Nessie. Il mio riferimento è agli interventi armati in Afghanistan ed in Iraq. E' mia modesta opinione che, mentre il primo era era giustificato dalla presenza di Binladen vicino a Kandahar, non altrettanto si può dire per l'Iraq. Sarebbe stato più accettabile spiegarne le ragioni geopolitiche (la rimando ad un numero di Limes del periodo immediatamente precedente l'invasione) senza inventarsi la bufala delle armi di distruzione di massa e dei legami tra Saddam ed Alqaeda (a cui nessuno sano di mente avrebbe potuto credere a causa della laicità ostentata del dittatore iraqueno).
A posteriori (e quindi con relativo valore) si può ben dire che la guerra in Iraq con la lotta al terrorismo internazionale.non c'entra nulla. Saddam era certo un odioso dittatore, ma gli USA non si sono mai fatti scrupoli a sostenere odiosi dittatori per questioni di "realpolitik", come ad esempio Pinochet.
A meno che non si desideri far la guerra a tutti i paesi arabi in quanto tali.
Ma spero che anche i più accaniti tra i suoi ospiti non si augurino questo.

Nessie said...

Tilt64, sull'Iraq ho molti dubbi anch'io. Ma le guerre sono fatte così : se si vincono si ha ragione. Se si perdono o se non si guadagna consenso, allora si ha torto. Questa è la realtà più pragmaticamente tangibile.

Lo PseudoSauro said...

Andrea: evidentemente ti riesce poco naturale mantenere un minimo di comprtamento civile. Ognuno si commuove come gli pare, come gente che conosco che si commuove ancora quando vede filmati in cui sfila l'Armata Rossa. Si chiama democrazia, questa roba qui, non sara' il massimo, ma al momento non c'e' di meglio sulla piazza.

andrea said...

carissimo sauro ci vuole una buona dose di immaginazione per sostenere che io non ho mantenuto un comportamento civile.leggiti la sequenza degli interventi e non sarà difficile darmi ragione.a meno che per comportamento civile non si sottintenda condivisione assoluta del pensiero dell'autore del blog...ma non sarebbe democratico obbligarmi a tanto.ho la commozione difficile,che vuoi farci!o meglio,piango tutti i morti fino a quando qualcuno non usa la commozione come una clava per impedirmi di pensare ed esprimere una opinione.mi dirai che stalin non era democratico.saluti

Anonymous said...

Grandissima Nessie, grazie del ricordo.

E peccato che si sia (ancora per poco) in democrazia e che tutti,ma proprio tutti, possano parlare.

God bless America.

Stella

Nessie said...

Ciao Stella,
e grazie per il grandissima. Bello il tuo paradosso sulla democrazia. Bene prezioso e importante per salvaguardare le nostre libertà, ma - ahimé - che filtra attraverso le sue maglie allentate, i violenti kamikaze e i fondamentalismi.
E nella nostra quotidianità virtuale...anche i cretini.
Un caro saluto,

Pervinca said...

Sempre bravissima.
Ciao Pervinca

Nessie said...

Ciao Arm,
ho appena visitato sul Corriere il sito sulla cerimonia di ieri a Ground Zero. Oramai luoghi sicuri nel mondo non ce ne sono più. Ma una cosa è certa, gli USA nonostante la tragedia, sono un bel po' più sicuri di noi. Eppoi non si piegano. Ieri, perfino quel povero pirlaccione di Casini è andato a stringere la mano ad Ahmadinejad.
Tutti a letto coi carnefici.

Nessie said...

A proposito di filosofi di chi parli, Arm? Di Vattimo, per caso?
Quello dal pensiero debole, praticamente terminale?

Monica said...

Sono lieta di conoscere un fenomeno come te, Nessie...Un pezzo bellissimo, davvero bello.
Introspettivo al punta tale da farmi chiedere se il mio rispetto per gli Stati Uniti sia nella testa o nello stomaco e se siamo aperti al punto di comprendere la loro libertà...Forse no, non siamo pronti. L'Occidente, il caro vecchio mondo, è rattrappito sulle sue gambe e girovaga dove meglio conviene...E' solo un anniversario Nessie, solo un anniversario. Poi, domani sarà un'altro giorno. Per molti ma non per tutti.
Un caro saluto.

Nessie said...

Grazie di cuore, Monica, e benvenuta nel blog! :-)

Nessie said...

Arm, con te c'è un idillio transatlantico (e non certo quello di Montecitorio), perciò non ho bisogno di ringraziarti, viste le nostre molteplici affinità. Riesci a vedere bene la scrittura ora? Se sì, sono contenta.

tilt64 said...

Cara Nessie, cerco di non dar troppo retta a chi, tra i suoi ospiti, dà dei minorati a chi la pensa diversamente da loro. E tra questi includo anche qualcuno che la pensa come me.
Sempre in memoria dell' 11 settembre le linko un bell'articolo (secondo me) uscito su "El Pais" alcuni giorni dopo gli attentati.
Lo condividevo allora e forse ancora di più oggi.
http://digilander.iol.it/pps/ateismo.htm
Un saluto

Nessie said...

Grazie Tilt, stasera vado sul link e lo leggerò. Non so lo spagnolo, ma mi arrangerò ugualmente.

tilt64 said...

Stia tranquilla Nessie. E' in Italiano. :-)

Lo PseudoSauro said...

Il partito mi ha ordinato di fucilare gli oppositori ed io sono un tipo rispettoso dell'autorita', pertanto i post OT verranno rimossi senza alcuna eccezione.

Mi dispiace, ma gli addetti alla bisogna sono in vacanza ed io non ho attualmente i dati per farlo ora, dunque lo faro' domani.

Nessie said...

Grazie Mary e questa sarebbe la "futura umanità" e il sol dell'avvenire: vilipendere una persona che ha avuto un ictus e che, perciò, non legge bene ed ha avuto a seguito di ciò una, disgrafia. Tranquillo, Arm. Noi ti capiamo.

Nessie said...

Grazie Sarc, l'avevo già letto il tuo post. Da Siro, se non erro.

andrea said...

signore e signori,quando ho parlato di "prosa sconclusionata",non intendevo chiaramente riferirmi alla "disgrafia",che comunque non è necessariamente imputabile a un problema di salute ma potrebbe essere il risultato di una scrittura frettolosa o a problemi sulla tastiera del computer.mi riferivo chiaramente a cio' che ha scritto armatexon e non a come lo ha scritto.se poi,in assoluta e consueta malafede avete bisogno di questi mezzucci per portare avanti una discussione,siete proprio messi male.

andrea said...

signora nessie,in lei convivono beatamente sia comunismo che anticomunismo.lei è l'unica a nominare amenità quali sol dell'avvenire e nel contempo si arrabbia.si rassegni,c'è piu' comunismo nella sua testa che nelle nostre discussioni.lo capisco che è molto piu' semplice etichettare che ragionare,ma non è molto rispettoso degli interlocutori

Nessie said...

Ecco bravo, mi dia del lei.

Textman said...

Nessie, è mai possibile che non riesca mai a far un commento diverso da "ottimo post anche questa volta". Se vai avanti così smetterò di commentarti :-).

Andrea: per fare le maiuscole bisogna premere i tasti con le freccette verso l'alto ai lati della tastiera. La barra spaziatrice è invece quella in basso al centro della tastiera.

pseudosauro said...

L'epurazione e' finita e "Giustizia e' fatta". Ora vado di la a piangere.

Nessie said...

Grazie Text!
Sauro, non piangere. Può capitare alle aquile di scendere al livello delle galline, ma non potrà mai capitare alle galline di librarsi al livello delle aquile.

pseudosauro said...

Capperi: da Vladimir Iliic Ulianov Lenin... e poi dicono che i destri non sono multiculturali. Sei il solito mostro.