19 February 2011

I bigné sciropposi di Benigni



Dal sito Dagospia - Lettera 14
Ritengo Benigni un fenomeno da baraccone scaduto. Mai mi è piaciuto, perché si dà tanto da fare per piacere. Non lo guardo, non tanto per il sentimento di repulsione che mi suscita, con quella parlata toscana già di per sé urtante e da lui accentuata in un crescendo volgare e contraffatto, ma per il totale disinteresse per la sua arte, o così definita, da attore itinerante, quello per intenderci sempre pronto ad adattarsi a seconda del luogo. Enormemente sopravvalutato e ora icona del popolo anti-berlusconiano che allieta con le sue battutine sceme; anche lui sicuramente un mezzo disoccupato il giorno in cui il Cavaliere non ci sarà più. Ma sì, certo, non è immortale, non preoccupatevi.
Sarà dura poi con Rosy Bindi! Certo che la toscanità dei due è da delirio. Urla, strepiti, confusione. Ma Benigni pretende di passare per intellettuale. Gli si attribuisce una lettura di Dante insorpassata. Ma ascoltatevi Sermonti, quello sì che Dante lo conosce e non ne fa uno strumento da centinaia di migliaia di Euro a serata!
Wizardofoz
(da Libero) Questa volta si farà pagare. E, a quanto risulta dalle indiscrezioni, mica poco. Roberto Benigni, per salire domani sera sul palco dell'Ariston potrebbe incassare duecentomila euro, forse pure di più. Pensare che l'ultima apparizione in Rai l'aveva fatta a titolo gratuito, partecipando al programma di Roberto Saviano e Fabio Fazio Vieni via con me. In quell'occasione, però, il comico doveva difendere una buona causa: c'era da parlar male di  Berlusconi in diretta. Certe cose  non hanno prezzo. Per tutto il resto, invece, ci sono le casse di viale Mazzini. Forse stavolta il motivo della comparsata non basta a giustificare la trasferta senza rimborso spese. Benigni infatti dovrà parlare dei 150 anni dell'unità d'Italia, a cui la puntata è dedicata. «Farà l'esegesi dell'inno di Mameli», ha spiegato ieri Gianni Morandi, «sarà una cosa sobria e solenne sul canto degli italiani». Fateci capire: per Saviano contro Silvio anche a costo zero; per la Patria e il Tricolore fanno duecentomila euro?
 Ho riportato questi due pareri, e ci aggiungo anche il mio a proposito della iperglicemica Benigneide che si va estendendo su tutti i giornali, dopo l'ospitata a Sanremo del comico toscano : ovazioni della stampa di sinistra, di centro e di destra, su vari giornali on line come l'Occidentale che si è supinamente accodato, e anche su vari blog di sinistra e destra. Non può essere questo Giullarone saltimbanco da case del popolo a unire gli italiani per il compleanno della Patria. Ma il fatto che ce lo vogliano contrabbandare con questo ruolo salvifico è comunque preoccupante, perché vuol dire che attualmente in Italia manca una vera "analisi" del fenomeno storico del Risorgimento e del suo retaggio. E che perciò dovremmo accontentarci di una patacca.
Benigni proviene da un partito che il tricolore lo nascondeva sotto uno straccio rosso sangue falcemartellato, simbolo della lotta di classe e della "dittatura del proletariato", cioè qualcosa che divide, aizza all' odio e non unisce. Nelle sue tosche case del popolo s' intonava l'Internazionale, inno antipatriottico per antonomasia, poiché invitava  i proletari  di tutto il mondo a unirsi, a combattere e a distruggere i loro stati (ha da venì Baffone, si diceva, in riferimento a Stalin) . Benigni è l'utile, ma anche il futile  idiota  (peraltro astutissimo nel far soldi) di un raggruppamento politico che una volta eletto (parlo del trascorso governo Prodi) gli fece dire: "Ci siamo tanto occupati di Berlusconi quando era al governo, ora che siamo noi al governo dobbiamo preoccuparci perché è all'opposizione". Un invito esplicitamente "democratico" a fare sparire anche l'opposizione.   Durante la sue pallosa e compiaciuta lectio magistralis sanremese sull'Inno di Mameli e il Risorgimento si è  proferito contro il "nazionalismo" da lui considerato "male assoluto" e sul "razzismo" considerato aberrante. Poi non ha resistito a fare la lezioncina sintattica a Bossi "sulla vittoria ché  schiava di Roma" .  Peccato però che in accordo coi suoi burattinai, si sia scordato di porre l'accento su quel legame di sangue-suolo che è  un concetto portante del Risorgimento; e pure su quello "ius sanguinis" (diritto di sangue) che i neoesegeti del Risorgimento come lui e Napolitano, omettono di ricordare, perché non fa comodo al Nuovo Ordine Mondiale. E cioè, essere italiani significa esserlo per via di retaggio ereditario: perché i tuoi genitori lo sono, i tuoi nonni lo sono e così via,  in un territorio indipendente, libero e sovrano.
Nossignore, oggi invece si può  sbarcare all'arrembaggio del nostro Paese a qualunque ora del giorno e della notte, si può aprire un negozio di kebab o di altra paccottiglia, che secondo i "neoesegeti risorgimentali" puoi considerarti Italiano nel giro di 5 anni. Poi saranno 3. Poi subito. Fino alla perdita della nostra amata Patria morta di decomposizione sociale, perché non sarà più nostra, ma un'immensa esplosiva favela multietnica  le cui bellezze residue saranno deturpate e svendute all'incanto in men che non si dica.
In altre parole, senza  più tetto, né legge, né sovranità monetaria. Tanto valeva allora, tenerci gli Austriaci.
Massì... Viva l'Italia! Quella senza gli sciropposi  (ma avvelenati) bigné di Benigni.

94 comments:

Giovanni said...

Benigni? Un mesto giullare di corte che fece un film discreto 12 anni fa e che grazie a quello è servito e riverito dalla nostra stampa. Ogni tanto quando sento i salamelecchi di Benigni vado a rileggermi le recensioni della stampa estera sui suoi ultimi "capolavori" e ridacchio al pensiero del mitico "Razzie Award" da lui ricevuto per lo stupro di "Pinocchio".

Anonymous said...

Benigni non sarebbe male, almeno non è una tricoteuse odiatrice come se ne trovano di frequente nei programmi RAI. Purtroppo è cooptato dal Tribunale del Pensiero Unico. Quello che decide chi sono i buoni e chi i cattivi comminando poi pene capitali. Il fatto che sia abbinato alla retorica e conformismo nazionali (che temo dovremo sorbirci in dosi da cavallo) però fa scappare a gambe levate.
Viva il telecomando libero!!! (NB: finchè le varie Corti non ci obbligheranno in punta di sentenza e manette a guardare i programmi scelti dalle medesime naturalmente...)
Scarth

Massimiliano said...

Mai sopportato Benigni, nè mai sopportata la comicità toscana...e mal sopporto quest'orgia di retorica obsoleta circa i 150 della proclamazione del Regno d'Italia. Lo dico da appassionato di Storia (con una Laurea nell'ambito), da monarchico e da cattolico...insomma è giusto celebrare la data storica, ma non si può più ragionare in un'ottica da scuola regia del 1911!!!! Deve esserci il dirtto storico alla critica delle pagine negative del Risorgimento (e ve ne sono!)pur celebrando la ricorrenza (è Storia patria, piaccia o nò)..oppure le pietre (da parte di alcuni) sono lecite solo se tirate addosso ad altri (tipo a Santa Romana Chiesa etc..)? Certo che se un buffone come Benigni deve ergersi a simbolo dell'italianità...possibile che i suoi esegeti non si rendano conto che rappresenta il lato buffonesco di noi italiani?????? All'estero lo amano perchè amano immaginarci così..guitti!!!!

sdat said...

Vedo che hai mantenuto gli impegni :-)

per non fare gli ipocriti come quelli della sinistra è giusto dire che il nano toscano per le sue perle di giovedì ha incassato 250.000 euro interamente devoluti alla costruzione di un nuovo reparto di un ospedale Fiorentino, pare che da contratto i soldi siano stati bonificati direttamente da viale Mazzini. Benigni non vale niente come artista ma ha la furbizia contadina, vive in una villa da nababbo ed incassa milioni e milioni di euro l'anno grazie ad alcune aziende che fanno capo alla moglie, sempre nell'ambito delle produzioni

di lui ho già scritto, è l'unico premio oscar disoccupato che nessuna tv (oltre alla Rai) si fila, i produttori ben se ne guardano dal farsi dissanguare dalle sue paranoie autocelebrative, si, Benigni è uno dei personaggi più spocchiosi e vanitosi del mondo dello spettacolo

area gossip: anni fa la buonanima di Moana Pozzi scrisse un libro diario dove riportava dettagliatamente i suoi incontri sessuali con i personaggi famosi, una vera e propria classifica con tanto di pagelle, indovinate un pò chi è l'ultimo in classifica??? proprio lui, Roberto Benigni, Moana l'ha definito goffo, imbranato, minuto in tutti i sensi e veloce come un fulmine, magari il suo odio nei confronti dello "stallone" di Arcore nasce anche da certe sue... "caratteristiche".

La lezione sul Risorgimento tenuta da San Remo è stata imprecisa, ha pure sbagliato un paio di verbi e si è incartato più di una volta, tra l'altro fatta a beneficio degli extracomunitari visto che chiunque abbia uno straccio di diploma o di laurea conosce benissimo il significato dell'inno. Lo conosceva benissimo anche il Professor Miglio quando fece la battuta sull'esser schiavi di Roma, infatti si riferiva proprio alla Roma Imperialista, per alcuni è stato fin troppo facile distorcerne il significato e dare degli ignoranti ai leghisti

Il vero problema è che in questo Stato esiste una parte politica che ha bisogno di attaccarsi ai pagliacci ed una TV pubblica che deve fare lo stesso per dare un pò di viagra allo share. Benigni è un eterno bambino che con la cultura e gli intellettuali non c'entra proprio niente, un buffone al servizio dei comunisti. Il suo primo film si intitolava "Berlinguer ti voglio bene", una cacata pazzesca che nemmeno l'Enrico Ghezzi più in forma potrebbe giustificare o motivare con le sue assurde acrobazie dialettiche.

TADS

Huxley said...

Forse qualcuno lo ricorderà zompettare e scodinzolare tra Dalema e Clinton ai tempi della guerra dei balcani.
La sua fortuna è di vivere in tempi in cui la mediocrità è divenuta uno standard globale; con ogni probabilità ai tempi in cui i giullari sollazzavano le corti di re e signori sarebbe finito decapitato o in qualche buia segreta.

Nessie said...

Sì Giovanni, mediocre regista, mediocre guitto, mediocre comico (non ci vedo nulla di geniale).
Ma basta fare satira antiBerlusca, che diventa un genio perfino lo sgangherato Vergassola, e la "comicamente corretta" Dandini.
Del resto della fattoria degli animali, parlerò dopo.

Nessie said...

Mah...Scarth, in questo caso, più che meritate le uova marce di Giuliano Ferrara davanti al video.
"La vita è bella" è una favolaccia con vistosi errori storici allo scopo di beccarsi l'Oscar (l'americano liberatore dei campi di sterminio che furono come tutti ricordano, aperti dall'Armata rossa). La Tigre e la neve è stato una vera pena. Pinocchio ottenne il "premio Pernacchia".
In ogni caso andare gratis su Rai 3 da Saviano, ma chiedere 200 mila euro a Rai 1, nel nome dei 150 anni della Patria e del Risorgimento, la dice lunga sulla sua buona fede.

Nessie said...

Massimiliano, più che d'accordo su tutto, punti esclamativi compresi!
Se il bello e buon cinema che avevamo si è ridotto a Benigni, povero cinema italiano.
Se la comicità è quella lì, Totò, Fabrizi, Sordi sono dei geni d'eccezione. Sarò un'originale, ma Benigni non riesce a strapparmi un sorriso nemmeno a metà. Anche perché ride sempre lui eppoi si volta a guardare gli altri per vedere se ridono. Che tristezza!

Vengo alle celebrazioni, visto che sei uno storico.

1) non mi va bene che gli apolegeti del Risorgimento siano gli stessi che hanno sostenuto la bontà della guerra civile e della "volante rossa" nel '48

2) E' evidente che il Risorgimento è stato un fenomeno spinto, promosso e voluto dalla massoneria, in particolare Inglese che desidereva garantirsi un passaggio nel Mediterraneo. Esistono anche libri "revisionisti" come quello di Angela Pelliciari al riguardo.
Senza arrivare a sposare l'arditezza di queste tesi, mi accontento di tenermi l'assetto del mio Paese così come è scaturito dalla massoneria di primo tipo (cioè quella ottocentesca) e di fermarlo lì.

Il fatto è che Napolitano sa benissimo invece cosa vogliono fare le élites massoniche odierne: smantellare le entità statuali per costruire dei vasti mercati multietnicisti e multiculturalisti. E allora che cavolo festeggia e cerca di farci festeggiare? La fine dell'Italia?
Sonno dei gran falsoni ipocriti.

Nessie said...

Huxley, in braccio a quale politico di sinistra finì che non ricordo bene? Inquietante poi questo suo continuo "embrassons-nous".

"La sua fortuna è di vivere in tempi in cui la mediocrità è divenuta uno standard globale; ".

VERISSIMO. Nell'era globale, viene avanti lo scemo del VILLAGGIO GLOBALE. Con una buona azione promozionale di marketing poi si arriva pure a procurarsi un Oscar.

Giovanni said...

@Massimiliano
Veramente all'estero Benigni non lo amano poi tanto. Fuori da questo paese è conosciuto solo per "La Vita è Bella", ma tutti i film successivi, oltre i patri confini, sono stati sonoramente stroncati da critica e pubblico.

Josh said...

Nessie: "Con una buona azione promozionale di marketing poi si arriva pure a procurarsi un Oscar."

:-))
Senz'altro! L'importante è 'promuovere' l'elite giusta.
Successone garantito, étoile mondiale...

samuela said...

Sulla questione dei confini esterni, la sinistra che fa nazionalismo dovrebbe risultare sconcertante perfino per chi la vota in buona fede.
Dei tanti episodi assurdi che si possono riportare -e che mi hanno allontanato da quella parte politica- ne ricordo tre:

1. Il tifo sfegatato per Schulz&friends con lo sputtanamento allegro non solo di Berlusconi ma dell'intero Paese; affidare l'attività di opposizione a a manifestazioni di italofobia vecchie di secoli -il primo "Warning against Italy" è del 16mo secolo se non ricordo male- e mai una volta a chiedersi se dietro agli insulti degli stranieri ci fosse altro. Semplicemente, non ha importanza. Gli Italiani non hanno importanza.

2. L'uscita comica di Napoletano quando il NYT scrisse -guarda caso alla vigilia delle elezioni- che siamo un Paese depresso e in declino: "Ci salverà il nostro spirito animale", il nostro di chi, di grazia? Di marocchini, rumeni, ispanici? Beh, il loro spirito animale l'ho visto abbastanza spesso e ne avrei fatto a meno.

3. La genialata di Grillo all'indomani dell'ennesimo massacro nel Nord Est da parte di slavi: "bisogna difendere i confini nazionali"
Gli dissero di tutto e per un secondo smise di essere nel novero degli Eletti.

Un'altra questione mi preme, proprio perchè sono figlia di due metà d'Italia.
Benigni non lo dirà, ma Dante fu quello che di quel "bordello" disperatamente odiato e amato che lui aveva in mente come Italia raccolse per primo le lingue e i dialetti. TUTTI, da Nord a Sud. Non credo che pensasse all'Italia come ad un unico omologante e mortificante Meridione, e lo dico da mezza meridionale che non sopporta più la negazione all'esistenza del Nord. Per una questione di giustizia, non di danè. Perchè si è PERSA cultura, società, bellezza, natura, si è persa civiltà e si è perso paesaggio che aveva una storia. E non si è guadagnato nulla, se non aggressioni se non si vuole, con tutto diritto, diventare a forza meridionali.
Il malessere del Nord viene prima della Lega e non è solo economico.

Benigni ha fatto passare in secondo piano i perplimenti Luca e Paolo che per par condicio e scontentando tutti ieri sera hanno detto una cosa semplicissima, la più scomoda verità: gli Italiani esistono per quelli che sono da prima di Berlusconi, esisteranno dopo -beh, questo non è detto se continua così- e, implicitamente, che la corsa ad abbatterlo non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con la voglia di migliorare l'Italia.
Meno male che i bignè di Benigni hanno scacciato questo piccolo boccone indigesto in salsa genovese.

Massimiliano said...

Perfettamente d'accordo sui punti storici...eran cose che all'Univeristà venivan ormai insegnate, ai miei tempi (laurea 2002)...ma il popolo (o "popppolo", per dirla alla Guareschi!!) deve rimanere bue....

Nessie said...

Caro Josh, come già sai, se fai "buona promozione" di marketing puoi accedere pure a un Nobel. In fondo la storia del Nobel alla Letteratura dato a un Dario Fo, battendo Mario Luzi, non è dissimile.
Eppoi cosa è mai un Nobel che oggi viene dato in particolare agli economisti? Oscar, Nobel, altri Academy = stessa fuffa e truffa.

Nessie said...

Ciao Samuela e benvenuta da queste parti. Ottimo il tuo contributo.
Non sapevo che Grillo avesse cercato di smarcarsi dalla "sottile linea rossa" :-) e che mal gliene colse. Un tempo c'era il Komintern, ora evidentemente ci sono altri strumenti di pressione mediatica.

Su questo festival avrei altre cose da scrivere. Spero non facciano vincere un probabile Vecchioni alla carriera, perché sarebbe il trionfo dei vecchi aficionados del Festival dell'Unità.
Luca e Paolo, mi rendo conto che sono bravini, ma se vuoi stare sulla breccia devi attaccarti alla solita satira politica più o meno a senso unico, o con apparente par condicio.

Sul Napoletano "rosso antico", è un membro di riguardo del CFR (Council on Foreign Relations) un importante élite mondialista, dunque i suoi ragionamenti sono più che mai "in linea".

Nessie said...

Ciao Sdat, io mantengo sempre gli impegni presi :-)

" Benigni non vale niente come artista ma ha la furbizia contadina, vive in una villa da nababbo ed incassa milioni e milioni di euro l'anno grazie ad alcune aziende che fanno capo alla moglie, sempre nell'ambito delle produzioni".

Sì sapevo di questa sua furbizia contadina che una volta fece dire a Villaggio che lui è il classico tipo che se sbatte la tovaglia corre subito giù a raccogliere le briciole.

Ah, ah, non sapevo del "boccaccesco episodio" di Moana :-)

"Berlinguer ti voglio bene" me lo sono perso, ammesso che mi sia perso qualcosa. Ma mi sono bastati e avanzati gli altri. E pure quello con Matthau che è un'altra stracacata pazzesca.

marshall said...

D'accordo con l'autore della prima lettera (ma solo perchè non ho ancora letto le altre). Francamente, anche a me Benigni non è mai piaciuto così strepitosamente come vogliono inculcare i massmedia. Lo trovo anch'io abbastanza scialbo e baracconaio, anzi, rubando le parole del lettore "Mai mi è piaciuto, perché si dà tanto da fare per piacere."

Detto questo, io non l'ho nè guardato nè ascoltato al festival. E gli sponsor di Sanremo sono così avvisati per l'anno prossimo: non credo che la sua presenza abbia fatto impennare più di tanto gli ascolti, come invece lo hanno giurato tutti i telegiornali del giorno dopo.
Rivolgendomi agli sponsor, ciò in pratica vorrebbe dire che avete buttato inutilmente quel plus di soldi in pubblicità per permettere alla Rai di strapagare il divo. Da parte mia cercherò di far scartare i vostri prodotti, così soldi miei non andranno nelle sue tasche.

Anonymous said...

La patetica e menzognera retorica di Benigni
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=32569
Risorgimento" italiano
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=22
http://www.storialibera.it/
http://www.angelapellicciari.it/1/150_dell_unita_d_italia_1148103.html

Luka said...

Nessie, come al solito ci hai dato. Abbiamo avuto un festival presentato da un cantante nazional popolare comunista, con un comico comunista ospite strapagato. Chi doveva vincere se non uno del cantautorame comunista?
Vecchioni, il professore comunista stakanovista dei festival rossi. Che paaaaaaaaaaaLLLLLLLLLLLLLe!!!
E che brutta canzonaccia!

Nessie said...

E allora leggi anche le altre Marsh. Io i post li leggo per intero, sennò si gioca superficialmente a zapping.

Grazie per la gragnuola di link alcuni dei quali li conoscevo già, Marco.

Nessie said...

Luka ecco - se ce ne fosse ancora bisogno - dell'ennesima riprova che Berlusconi non controlla una beata mazza in fatto di media, spettacoli, rai ecc.
Questa è stata una schifosa occupazione anche dell'area del cosiddetto intrattenimento con un sindaco rosso sanremese, che regala un premio a il conduttore più gaffeur, sgangherato e più antiprofessionale che ci sia, purché comunista. Il quale non ha fatto fin dall'inizio che tirare la volata a un cantautore vecchio comunista bolso con una canzone mediocrissima. Il tutto condito da un mediocrissimo Benigni-

Morale: la Fiera della mediocrità.
Rossa. Sì che palle!

sdat said...

vorrei dire a Marshall che da decenni le tariffazioni pubblicitarie sono postume, questa è una delle TRE cause che hanno creato l'antiBerlusconismo, nella sostanza lui ha demolito il monopolio della Sipra prezzando il costo-contatto, è per questo che la Rai da anni ha preso a mandare in onda interruzioni pubblicitarie in ogni programma, si è dovuta adeguare ad una nuova regola di mercato, commercialmente più onesta.
Prima si stabilivano tariffe a priori, Berlusca, forse copiando dagli Americani, le ha vincolate agli ascolti. Ipotizziamo il costo contatto in (tot), io mando in onda il tuo spot, una o più volte, domani analizziamo i dati auditel e tu pagherai in base ai contatti, mi sembra una cosa molto onesta, i milioni di spettatori moltiplicati per i contatti.
Questa è sostanzialmente la colonna che tiene in piedi Santoro, lui conosce certi meccanismi e quindi si arrocca nei conteggi che portano introiti, lo ha dichiarato pubblicamente di portare alla Rai fatturati degni di nota. Ci sarebbe da discutere sull'opportunità di prostituirsi, da parte di un servizio pubblico, a certe logiche commerciali ma questo è un altro discorso.

TADS

marshall said...

Nessie, proseguendo nella lettura del post, il secondo passo si riferisce alle furbizie inventate del baracconaio per farsi strapagare i suoi interventi; e intanto i fessi (che è il popolo) pagano. Benigni, prima del suo intervento dell'altra sera
- che, ripeto, io non ho visto nè sentito - deve aver capito che parlare (a modo suo) dell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia gli avrebbe reso un bel pò di quattrini, e così ci ha provato, e gli è pure andata bene, molto bene, a quanto s'è visto e sentito. Il giorno dopo, Radio Padania, nell'ora di diretta con gli ascoltatori è stato un coro all'unisono di quanti si lamentavano dello stracompenso pagato al baracconaio per prlare dell'Unità d'Italia. Una telefonata dopo l'altra era una lamentela unica sul fatto che ogni mattina decine di migliaia d'insegnanti italiani si levano presto, si recano a scuola per insegnare nozioni di storia, percependo poco più dei mille euro al mese.
E, parafrasando un tuo pensiero (che poi è anche il mio) su questa faccenda Berlusconi non c'entra proprio una mazza.

Comunque, interrompo qui il commento perchè ho bello che capito nuovamente che ci devo scrivere un pezzo.
Ciao

marshall said...

Sdat,
è ora che s'inverta tale tendenza, che prima o poi succederà. E succederà - o si se succederà - quando il livello culturale della gente, della gran parte di tutta la gente, si eleverà. Forse sarà un processo lento, ma a questo ci penserà Internet, dove le idee corrono alla velocità della luce, fatte anche circolare da buoni e validissmi blogger, come è l'infaticabile Nessie, che meriterebbe un monumento.
Scusate la sviolinata, ma se lo meriterebbe. Ve lo immaginate?: Chi gli fa fare il lavoro che sta facendo, e per giunta gratis??? E' uno dei blog col maggior numero di commenti in assoluto; e trova il tempo per rispondere a tutti, tutti: io non ce la farei.

Anonymous said...

Come antidoto anti strombazzamento retorico alla Benigni & Co. consiglio i documentatissimi libri sul Risorgimento della professoressa Pellicciari.
Poi queste operazioni e personaggi come i vari Nobel ecc che avete citato avvengono in funzione dell'indottrinamento globale al pensieri unico che viene esteso a mezzo delle varie corazzate mediatiche altrettanto globali che si lodano, si citato e si cooptano l'una con l'altra emarginando chi non è del loro giro. Il resto poi lo fanno il ferreo conformismo e la truce, violenta, intolleranza militante di buona parte del mondo dello spettacolo e della cultura.
Ancora una volta Orwell all'opera.
Scarth

marshall said...

A proposito del compenso a Benigni, qualcuno mi saprebbe dire a quanto è ammontato effettivamente? Nel corso del programma delle 10 di Radio24, quello condotto da Nicoletti, è circolata più volte una certa cifra che è meglio non riferisca: sarebbe un insulto al buon senso.

Nessie said...

(da Libero) "Questa volta si farà pagare. E, a quanto risulta dalle indiscrezioni, mica poco. Roberto Benigni, per salire domani sera sul palco dell'Ariston potrebbe incassare duecentomila euro, forse pure di più".

Marsh, questa è la prova provata che tu commenti i post ma poi non li leggi :-)
Le maestre a scuola ci punivano quando perdevamo il segno :-)

Nessie said...

Scarth, la Pellicciari l'abbiamo citata due volte e marco ha messo pure un importante link.

marshall said...

Ringrazio TADS per avermi chiarito il meccanismo con cui vengono fatti pagare gli spazi (e stacchi) pubblicitari nel corso dei vari programmi. Esso è indubbiamente più onesto del precedente meccanismo: paghi solo in base ad un certo indice d'ascolto. Ecco quindi perchè si vada in cerca di personaggi che lo facciano alzare. Ieri sera, per esempio, mentre ero al computer, mia moglie, che era sintonizzata sul festival, durante uno stacco pubblicitario ha girato su Canale5 per vedere se c'era la Corrida. In quel momento ha iniziato a cantare quel concorrente con intonazione da tenore perfetto. Ha cantato
una celeberrima aria dalla Tosca. Io, appassionato di lirica, in quel momento ho lasciato il computer per andarlo ad ascoltare; gli avevan pure suonato le campane ancor prima che avesse finito. Ecco, credo che anche questo faccia parte di quel "raffinato" meccanismo di rubarsi i clienti (pubblico degli spettatori) gli un gli altri.

marshall said...

Nessie,
e qui ti sbagli.
Non sono come quell'altro blogger che veramente commenta senza aver letto (e tu sai a chi mi riferisco).
L'articolo di Libero è del giorno precedente all'intervento di Benigni, e poi parla di cifra ipotetica. Il programma di Nicoletti è della mattina dopo e quindi più aggiornato sul compenso pagato.
Comunque sia, non so ancora la cifra effettivamente pagata, che dovrebbe essere un dato pubblico, dato che anche ieri sera Mortandi ha invitato a pagare il canone Rai entro il 28 febbraio.

Nessie said...

Marsh, il tetto è quello stabilito da "Libero". Un po' più un po' meno che importanza ha? la verità è che noi paghiamo il canone per una tv militarizzata e okkupata dai soliti noti.
Poi ovviamente, c'è la scappatoia della "beneficienza": pare infatti che Benigni voglia devolvere in beneficienza a un Istituto pediatrico. Ma intanto le quotazioni delle sue comparsate in tv, restano elevate.

Leghista amareggiato said...

A me costui non è MAI piaciuto Nessie, hai fatto un post da manuale! Peccato che nessun giornale lo pubblicherà mai un articolo dal tono simile al tuo... E comunque, comincio già a leggere e sentire in giro che la gente auspica un dittatore per questa povera Italia invasa da cani e porci, un dittatore che faccia piazza pulita! Visto a che punto ci fanno arrivare?? Così mi ricollego al post precedente... e poi: 'E' uno dei blog col maggior numero di commenti in assoluto; e trova il tempo per rispondere a tutti, tutti: io non ce la farei.'
Quoto Marshall, ti dovrebbero fare un monumento, davvero!
P.s. torno a firmarmi Leghista amaraggiato, dopo le ca**te di Maroni... se continua così, anzi, mi firmerò 'ex-leghista' mi sa...

Nessie said...

Ciao Leghista, grazie dei complimenti. Mi sa che anch'io tra poco mi firmerò "ex elettrice Leghista", dopo le cacate di Maroni. Ogni tanto lancia qualche flebile allarme Al Qaeda, ma la vera Al Qaeda è negli ingressi indiscriminati che ci dobbiamo sopportare. E che sopporteremo. Ma davvero pensi che costoro non siano al corrente dei nuovi piani di destabilizzazione mondialista? Io sulla loro buona fede è da un pezzo che non ci metterei la mano sopra.

Mi spiace che anche la stampa moderata si sia accodata al Peana Benignesco. Si vede che pensano che ci meritiamo questo pagliaccio.

Anonymous said...

Ciao Nessie, avevo letto letto citazioni e link sulla Pellicciari. Rimarcavo il concetto perchè il silenziamento cui sono sottoposti quei libri è molto indicativo sul tipo di "verità" cui siamo indottrinati. I "carbonari" attuali hanno paura del libero dibattito sulle cose del passato. D'altra parte dare troppa pubblicità ai disegni di quel passato potrebbe gettare una luce sinistra sulle modalità, le medesime, ben poco genuine e molto sotterranee di quelli odierni.
Scarth

marshall said...

Tra una pausa e l'altra, ho letto finalmente il tutto.
La tua parte è la più bella e "veramente" a più "commovente": ti devo fare i più sentiti elogi.
Hai detto più che bene: anche alla luce dei fatti attuali è valsa veramente la pena esserci liberati dal giogo austriaco, e con tutto quello spargimento di sangue???

Nessie said...

Marsh, come al solito sei sempre troppo gentile. Certo però che la faccenda degli Austriaci mi sta qui sul gozzo. Mi domando proprio che diamine dobbiamo festeggiare. Via gli Austriaci dentro gli Africani?!? E sarebbe questa la nostra Indipendenza? Ma per favore...

Però devo ammettere che se in questo momento in tv Sgarbi ( a cui di solito il coraggio e la temerarietà non manca) avesse trovato il coraggio di dire papale papale le cose qui espresse, ne sarei stata contenta.
Invece si è limitato a sottolineare il compenso astronomico di Benigni. Il quale ha percepito la cifra di 250.000 Euro per sé, e altri 250.000 per la sua Agenzia. Il che vuole dire che ogni volta che trasmettono uno spezzone di quella pagliacciata, si becca pure fior di royalties.
T'è capi? E il popolo bue va in delirio.

Nessie said...

Scarth, la mia posizione sulla Massoneria è simile a quella di Ida Magli nel suo ultimo libro. Loro hanno fatto un'azione rivoluzionaria su cui la Pelliciari ha costruito il suo libro. Io però penso pragmaticamente che, indipendentemente dalle potenze straniere che l'hanno promossa, gli Italiani non avrebbero potuto tollerare a lungo una teocrazia. E nemmeno una suddivisione in ducati e granducati.
Perciò accetto gli assetti così come sono scaturiti da dopo il 1861.
I padri massonici di allora che hanno fatto sacrifici con spargimento di sangue fino alla morte di molti di loro, oggi forse si ribellerebbero di fronte alle massonerie attuali che invece vogliono smantellare quegli stati-nazione che hanno fondato, nel nome del mercato. Ma non lo sapremo mai.

marshall said...

Ti ringrazio per aver accennato alla presenza di Sgarbi su Rai1, che da quando è tornato a parlare liberamente e senza peli sulla lingua (forse non li ha mai avuti, ma spesso l'avevo sentito come innaturale), sta tornando ad essermi simpatico, e infatti mi sono precipitato davanti la tv per ascoltare i suoi interventi. Sono stati forti i suoi interventi su pietà, libertà, opportunità. E qui ha accennato alla Bindi che non potrà mai competere con la Fenech.

marshall said...

Tutti,
mi accorgo che nel commento delle 11.32 avrei scritto Mortandi anzichè Morandi. Avrei, perchè non è stato voluto. E' venuto, così per uno dei soliti refusi, ma a pensarci bene non ci starebbe poi così male.

Complimenti a Leghista amareggiato che ha sottoscritto una mia idea.

johnny doe said...

Che si debba prendere lezioni da gente che per decenni ha affossato il concetto di patria con un becero internazionalismo marxista è veramente il colmo!
Compreso Napolitano.
Un festival dell'ipocrisia che da sempre anima questa gentaglia,sempre pronta a cambiare la facciata, ma mai prima che la realtà abbia smentito tutte le loro peregrine idee, e pronta ad impossessarsi per i loro squallidi scopi di idee altrui e persone,anche cadaveri,che nulla hanno mai avuto a che fare con loro (Falcone...).
Una sinistra ridicola e imbelle che non trova di meglio che proporre una Bindi a leader.Ma ci pensate! Questa sì che farebbe ridere il mondo!
L'unica via per prendere il potere è una giustizia "ad personam",come la chiama Mary con una felice intuizione.

E questo Benigni,ormai imbolsito, come comico,è il simbolo perfetto di questa comica e ipocrita gente.

Anonymous said...

La storia comunque è diversa da quella studiata sui testi (marxisti)dei tempi del liceo, specialmente dalla rivoluzione francese in poi...
http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/rivoluzione_francese/
- Le fonti finanziarie del comunismo e del nazionalsocialismo
http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo/rivoluzione_russa/articolo.php?id=1183&titolo
- Le radici filosofico-politiche dell’ateismo contemporaneo
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2023

marshall said...

Ad un mio amico "importante" consiglio per intanto di concentrare interesse per la lettura del commento n.4, quello di SDAT, firmato TADS: contiene una strepitosa biografia "quasi inedita" del "baracconaio". L'amico comincerà così a farsi una cultura inedita su certi personaggi dello spettacolo.

CloseTheDoor said...

Gianni Morandi comunista? :-o

Josh said...

Molte cose di questo post continuano giustamente dagli aggiornamenti quasi in tempo reale anche ai commenti al post precedente...

Sulla parlata di Benigni: non si creda che il toscano illustre della nostra letteratura abbia a che fare con l'accento svociato e urlato da mercato di Benigni eh

Su Benigni riguardo a Dante: lettura/esegesi dantesca insorpassata??!!
Rileggiamoci piuttosto la critica dantesca seria di Auerbach, Contini, Corti, De Sanctis, Vasoli, Pasquini, Eliot, Wellek-Warren, e Benigni scompare per magia e non è mai esistito.

Josh said...

certo che ripensando a Sanremo, si apre con Morandi comunista, continua con i 2 comici che citano Gramsci, arriva Benigni comunista e vince Vecchioni comunista e prof barricadero sinistrato: peggio di così!

Come in molti avete già detto, io non sopporto che vengano a incensare il Risorgimento i sinistri, che per decenni hanno considerato la parola 'patria' un tabù. La incensano oggi la patria solo in apparenza perchè non c'è più: no moneta nazionale, no 'nazione', costituzione/direttive europee superiori alla costitusione nazionale, no esercito, così possono pure menarcela con la 'patria' dopo che prorpio loro l'hanno distrutta.

Dall'inno spiegato in modo 'ritorto': Oggi considerano stranieri solo austriaci e francesi, ma non gli extracomunitari, additati invece in trasmissione come 'nuovi italiani'.

Insomma questa strana 'patria' senza ius soli e ius sanguinis è una casbah: è per questo, c'insegna il saltimbanco strapagato, che sono morti i nostri avi: peer realizzare la casbah multiculti.
E pazienza se non l'avete trovato nell'inno d'Italia, si vede che non siete abbastanza colti.

Ma ci può essere più beceraggine di questa? E quel ritornello ossessivo poi 'uniti per unire'...tsè bonanotte, ho il voltastomaco...

Anonymous said...

La deriva neoconservatrice della destra cattolica
http://www.kelebekler.com/occ/copert01.htm

Anonymous said...

SIAMO IN GUERRA DI MOVIMENTO (di Giellegi 19 feb 11)
http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24164910#more-24164910

Josh said...

Come detto anche nel post, la vera follia obbrobriosa di sanremo-benigni è abbinare un'esegesi finta, furba e antistorica dell'Inno di Mameli e del Risorgimento,
all'odio contro il nazionalismo e la nazione, e l'esaltazione dell'intrenazionalismo.

Questi concetti non possono stare assieme. E' un adynaton.
O amiamo il Risorgiemtno e la nazione col suo concetto base di sangue-suolo, o amiamo la distruzione delle patrie e l'internazionalismo.

Nessun Marx nè Hegel stiracchiato (testi-antitesi-sintesi) possono conciliare i suddetti 2 atteggiamenti opposti.

Ah ecco già che ci sono, un altro testo su Dante, di valore, altro che benigni:
Michelangelo Picone "Vita Nuova e Tradizione Romanza" per Liviana ed.
e benigni scompare in un "puf!".

Nessie said...

D'accordissimo Josh, su tutto ma solo un'inesattezza in questo passaggio:

"Insomma questa strana 'patria' senza ius soli e ius sanguinis è una casbah: è per questo, c'insegna il saltimbanco strapagato, che sono morti i nostri avi: peer realizzare la casbah multiculti".

La realtà è che il diritto di suolo (ius soli) c'è eccome. E se lo arraffano di brutto anche se non è ancora divenuto legge esecutiva, a colpi di barconi. E' lo ius sanguinis che non c'è più.

La Close, si chiede ironica "Morandi comunista"?
Tu che sei di quelle parti appenniniche e che conosci il ragazzi di Monghidoro puoi dirle di più.
Per parte mia, posso solo dire che quelli di una certa generazione nati nel dopoguerra come lui e come Vecchioni, oggi si dicono "di sinistra" ma ieri sono stati regolarmente comunisti. Parola che non si usa più e che si vorrebbe sbianchettare. Ma fino a prima degli anni '90 esisteva sia la "parola" che la "cosa". C'è poco da ironizzare,cara, questa è storia e costume.
Morandi e Vecchioni lo sanno. E a differenza di qualcuno di mia conoscenza, in fondo non se ne vergognano. Il primo ha spesso raccontato che suo padre, un calzolaio di Monghidoro era uso tenere un bel quadrone del compagno Stalin in negozio.

Anonymous said...

Italia 2011. Identità cattolica e unità degli italiani
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4423

Josh said...

@Nessie:
diciamo che il diritto di suolo (ius soli) ceRRRto che c'è,
il punto è che non è per noi italiani in esclusiva, come nati nella nazione.

Ora lo ius soli in Italia è a disposizione di chiunque lo voglia!! :-)) Tutti possono dirsi italiani, ed è tutto loro, dei nuovi italiani, tutti hanno diritto al nostro suolo.

Non so se Closethedoor ci legga poi realmente, date le sue risposte anche nei post recenti, dopo che le era stato risposto.
Ma certo che Morandi era comunista. Oggi lo è, come parte della sua generazione, ancora, solo che adesso si dice 'di sinistra' che invece è uguale.

L'unica cosa cambiata, quando è cambiata, è che ora non adorano lenin e stalin, ma direttamente i diktat delle elites mondialiste;
per me non è cambiato nulla, dato che dietro il veterocomunismo pure c'era la stessa elite mondialista.
Ma di questo Closethedoor non avrà bisogno di ricevere una spiegazione storica-diacronica dato che mi pare di capire è ricercatrice o docente a sua volta.

Nessie said...

Josh, fine del comunismo 1989con la Caduta del Muro . Ma curiosamente due secoli dopo una data similare della Rivoluzione Francese, 1789.
I massoni sono attentissimi alle date-simbolo.

Sul fatto che oggi ci sia la sinistra ma non più il comunismo, o meglio, abbiamo i "comunisti" senza comunismo, sarà materia di approfondimento prossimo venturo

johnny doe said...

Quanto alle letture dantesche,mai visto un peggior dicitore di Benigni.
un carmelo Bene è ad anni luce di distanza.
Quelli che lo incensano sone degli ignoranti patentati,come la stragrande maggioranza del gregge che si crede superiore e più intelligente.

marshall said...

Nessie,
a proposito di biografia morandiana, che potrebbe interessare anche a Close, il cantante ha fatto più campi di addestramento durante il servizio militare sui monti intorno a Mareto, paesino di montagna dei pressi di Farini (Piacenza). In quella occasione (Morandi era già una celebrità) lo aveva conosciuto di persona un mio caro amico ora ultranovantenne. Per chi ne fosse interessato, troverà la storia di costui cercando nel mio blog.

Josh said...

Aggiungo anche una mininota: tra i brani più incensati e 'portati avanti' al festival
_vecchioni (e ne abbiamo già detto) prof barricadero veterocomunista che sostiene che non si può più nemmeno pensare (si sa, la dittatura del libero pensiero è solo la loro, come evidente perfin dal festival tutto marxista-mondialista)
_i modà con un brano alla little tony e la partecipazione di una tale emma che andrà da santoro, in abito rosso
_al bano con una canzone su una prostituta nigeriana
-tricarico con un brano orrendo su strani contorcimenti sul significato della bandiera, che canta anche 'l'italiano' di toto cutugno con 30 extracomunitari alle spalle, con esegesi che l'italia sono loro.

e poi dicono che non ci sono regie occulte e concetti imposti.

Zak said...

Datemi retta spegnete la tv e buttatela nel cesso!

Nessie said...

Johnny, mi riallaccio anche al tuo concetto precedente quando scrivi:

"Che si debba prendere lezioni da gente che per decenni ha affossato il concetto di patria con un becero internazionalismo marxista è veramente il colmo!
Compreso Napolitano".

Ma che razza di politici di destra abbiamo? Tutti sono "moderati e accondiscendenti". Larussa era in prima fila al Festival a ridere delle cazzate di Benigni.
E che razza di giornali di destra abbiamo? Perfino il Giornale e l'Occidentale a scrivere l'aggettivo "commovente" sulla lectio di Benigni. E allora tenetevelo!

Nessie said...

Saggia idea Zak :-) Ormai è tutta presidiata da costoro.
I quali finché la tieni accesa si arrogano il diritto di dire che parlano a nome di TUTTI gli Italiani-

Nessie said...

Infatti Josh, la mia canzone preferita è stata quella dei La Crus "IO confesso", peerché intimista. E anche quella del giovane jazzista Raphael Gualazzi tra le proposte nuove.

Josh said...

Mah Nessie, a me non piace sanremo nè la musica commerciale nè il pop...sono un audiofilo....per cui il tutto con sanremo c'entra poco, a mio avviso.

Detto questo, Gualazzi così giovane è già un buon jazzista e sa il fatto suo.
Per il resto non mi è piaciuto davvero nulla.
Una menzione va, per me, a Patty Pravo, elegante e strana, molto magnetica (almeno su di me ha sempre avuto quell'effetto)..certo la voce non è più il cristallo di una volta, l'intonazione così così negli ultimi anni, restano l'impostazione teatrale, la grazia e la comunicativa, alcuni suoi testi quasi letterari.
"E un giorno il cielo si aprirà/ E mi racconterà che tu/Tu sei un’altra illusione/Ma fino ad allora fammi vivere così/Nell’incoscienza ormai di chi/Confonde il vento con le rose..."

Eppure distante anni luce dalla maggior parte dei buzzurri e buzzurre senza charme che erano al festival, permettimi...:-)
-------
ah e belen bbbona sudamericana che ci faceva nel sanremo dei 150 anni d'Italia? bah.
la canalis a me è sempre sembrata un uomo, invece (guarda il suo collo taurino e la mascella volitiva:-)

inutili pure gli ospiti esteri e non, e morandi incapace di gestirli e pure un po' rintronato.

marshall said...

Benvenuta a Samuela, che con quel commento

...Perchè si è PERSA cultura, società, bellezza, natura, si è persa civiltà e SI E' PERSO PAESAGGIO CHE AVEVA UNA STORIA. E non si è guadagnato nulla, se non aggressioni se non si vuole, con tutto diritto, diventare a forza meridionali.

Farà piacere a quell'amico, responsabile di un certo partito locale, che sta dedicando anima e corpo alla salvaguardia del poco verde rimasto dalle mie parti. E per il 4 marzo ha organizzato un dibattito pubblico dall'emblematico titolo " ... (nome del paese), verde o cemento? ".

Nessie said...

Josh, sulla Patty non ti seguo. Dovrebbe ritirarsi: svociata, fuori tono, piglia svarioni e quel botulino gli tira gli occhi all'insù come un'androide. Quei gesti ieratici da diva sul viale del tramonto piacciano tanto alla gayezza. Conosco almeno un paio di amici gay che l'hanno messa come jingle sul loro cell. Ha fatto decisamente il suo tempo.

Neanche a me piacciono le sagre canore che concentrano troppa roba in troppe serate. Ma Gualazzi è un professionista coi fiocchi e farà strada, per quel po' di musica che ho studiato io.

Nessie said...

Marsh, stasera sul TG c'erano scene apocalittiche dalla Libia e Gheddafi ha detto che non frenerà più l'immigrazione verso le nostre coste. Bye bye Italy. Altro che festeggiamenti!

marshall said...

Josh,
in quale sua canzone si trova quel testo così poetico?

"E un giorno il cielo si aprirà/ E mi racconterà che tu/Tu sei un’altra illusione/Ma fino ad allora fammi vivere così/Nell’incoscienza ormai di chi/Confonde il vento con le rose..."

marshall said...

Nessie,
apprendo da te questo fatto, non ho seguito alcun telegiornale.
M'immagino già le telefonate di domattina a Radio Padania!
E che Dio ce ne scampi!
E stando così le cose, per domani prevedo il crollo di certi titoli in borsa. Titoli che non cito per non tirarmi addosso denunce di aggiotaggio.

marshall said...

A proposito di aggiotaggio, dalle mie parti sono già arrivati vistosi aumenti del gas (andiamo ancora a bomboloni): fino al 25% da subito. E quelli discutono, e fan perdere tempo a Berlusconi per la Ruby! che se anche gliel'ha data, sono affari loro. O i maschietti sono invidiosi?

Nessie said...

La canzone che cerchi è "Il vento e le rose", quella di Patty Pravo all'ultimo festival.

Facile capire che titoli citi, Marsh: quelli petrolilferi?
Sì sta arrivando il finimondo e la classe politica italiana ed europea discute di pasquinate.

Josh said...

@Nessie: svociata è svociata purtroppo. Non ho mai capito cosa interessasse di lei agli omosessuali visto che era certo una gran bella figliuola ma mica lesbica. Misteri. Saranno i gesti alla Gloria Swanson ahah :-)) Comunque molti anni fa comparve su le Ore, Playboy e similia, per uomini veri, e tutto era al posto giusto.

---------------

In realtà i problemi attuali sono ben seri...
Con la Libia che salta, ce lo sognamo il pattugliamento delle coste, qui ci verranno in casa da tutta l'Africa, nessuno potrà contenerli: saltato l'accordo con la Libia, noi non possiamo far altro...che accogliere tutto il continente, sotto gli occhi "commossi" e disinteressati dell'Eu e dell'Onu. E farli tutti italiani immediatamente con regalie a più non posso.

Nessie said...

Da Benigni e il Festival siamo andati necessariamente OT, perché quando hai uno tzunami valanga simile alle porte c'è poco da cantare e da cazzeggiare.
Stasera Gheddafi ha ricattato di brutto la Ue e gli Usa: o ritirate i vostri consulenti della rivoluzione in outsourcing o si scatenerà la valanga da voi.
Mica fesso, dal suo punto di vista!
Speriamo che i nostri governanti sappiano sbattere violentemente i pugni contro le élites, sennò son dolori!
La Lega è nell'impasse e ha dato forfait all'Annunziata perché ci sono vespai di elettori incazzati.

marshall said...

Josh,
a proposito di regalie ricordo che a fine anni '80/inizi '90 un mio collega ci rimise una casa che teneva vuota a sua disposizione. Gliela requisì il suo comune per metterci dentro degli albanesi. Allora avvenne così: furono individuate le case vuote in vari comuni e i sindaci obbligarono i legittimi proprietari a farle occupare da gruppi di albanesi (anche più nuclei familiari nella stessa casa). Non so come poi andò a finire.

marshall said...

Nessie,
no, secondo me non saranno i titoli petroliferi, che anzi dovrebbero guadagnare.
A perdere, e di brutto, saranno senzaltro un altro genere di titoli.
Stop, perchè questo, secondo la Consob, potrebbe già essere aggiotaggio!
Vedo anche che sei aggiornata sul fatto che la Lega ha dato forfait all'Annunziata.
A proposito, questo è proprio uno di quei momenti in cui tutte le forze di una nazione dovrebbero unirsi per contrastare il pericolo di un'invasione di massa, perchè a rimetterci saremmo tutti quanti. Anche quelli che dichiarano di non avere nulla da perdere, perchè i generi di prima necessità s'impenneranno (qui da noi sta già succedendo per il gas) e cercare soluzioni concrete per quelle popolazioni, da attuarsi là, a casa loro (vecchia ma sempre più attuale idea di Bossi).

Si, siamo andati letteralmente fuori tema, ma date le circostanze...!

Anonymous said...

L’Alleanza dei Movimenti della Gioventù: Rivoluzioni colorate 2.0
di Tony Cartalucci
dal sito Globalresearch

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=776:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47

m

Anonymous said...

Cosa gli abbiamo dato in cambio
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=32640

Nessie said...

Marco, ho salvato tutti i tuoi links ma mandami solo quelli strettamente in topic. Grazie.

Josh said...

@Marshall:
"(...) ci rimise una casa che teneva vuota a sua disposizione. Gliela requisì il suo comune per metterci dentro degli albanesi....furono individuate le case vuote in vari comuni e i sindaci obbligarono i legittimi proprietari a farle occupare da gruppi di albanesi (anche più nuclei familiari nella stessa casa)."

scandalosi metodi stalinisti di infrazione e annullamento della proprietà privata (tra l'altro da noi strapagata e ipertassata) con relativa presa in giro statale e lavaggio mani del problema invasione, di cui alla fine si fanno carico sempre gli autoctoni, da tasse esose a sottrazione vera e propria degli immobili.
Peggio di così.

Vanda S. said...

Benigni per me doveva fermarsi alle divertenti gags fatte insieme a Troisi. Dopo e' diventanto un servo della propaganda della sinistra; impostore, opportunista ed arrivista.Ogni suo film o apparizione e' stato un generale "arruffianamento" a qualche potente lobby.
Un individuo deprecabile.

Nessie said...

Sottoscrivo, ovviamente.
Ma soprattutto non mi riesce di capire perché mai, io conosca un mucchio di gente che non lo sopporta ma l'immagine mediatica che lo vuole accreditare, è quella del "più amato dagli Italiani".

ENZO said...

Dissento totalmente, ho letto attentamente il tuo post Nessie ma non ho ancora completato il giro di tutti i commentatori; il tenore però mi sembra ormai definito. Questa mia opinione appena posttaa qui diventerà un nuovo post su uno dei mie blog: mi permetterò di linkare questo tuo per una maggiore comprensione.

Che sull’intervento di Benigni a Sanremo ci sia stato un pressoché unanime plauso significa a mio parere che l’arte quella con l’A maiuscola arriva dove le ideologie e le analisi anche serie e dotte non arriveranno mai. E’stato detto in vari luoghi e con toni diversi degli errori presenti nel discorso del comico toscano; nessuno credo disconosce la matrice politica di Roberto e la storia della sinistra internazionalista italiana degli ultimi 100 anni. Io certamente la conosco e non mi sento di valutarla in modo positivo.

Tuttavia Benigni è entrato in uno spazio vuoto che ci sta inghiottendo tutti, quello che riguarda le scelte compiute 150 anni fa e le conseguenze che da esse discendono: siamo ufficialmente un paese unito, prima a guida monarchica poi repubblicana. Questo è un dato di fatto indiscutibile nel senso che giocarci sopra è delittuoso e intellettualmente disonesto.

ENZO said...

PARTE SECONDA-
La lectio magistralis è stata a mio parere perfetta per come ha centrato il sentimento di appartenenza ad una dimensione più ampia di quella locale, per la misura naturale che ha mantenuto fra bieco nazionalismo e ancora più esecrabile razzismo: Benigni ci ha ricordato una cosa cui nessuno ormai fa più caso, noi siamo una nazione in cui la cultura è nata prima ancora della nazione, e la cultura quella vera, avvicina e non disdegna, la cultura è un faro nella notte delle ideologie parziali, un patrimonio da difendere e da offrire a chi vuole conoscerlo. Non c’è cosa più lontana da noi italiani del razzismo nazionalistico a senso unico che ha già dimostrato di cosa può essere capace. Benigni non ha detto che dobbiamo “svenderci” al primo offerente, ha riaffermato invece la necessità di un risveglio dalla notte delle mediocrità spacciate per assiomi universali, il bisogno di vivere i sogni nella realtà se di essa si vuole essere partecipi. Mi domando cosa si può affermare di più nobile nell’anniversario di una difficile unità come quella italiana.

Parlavo prima di uno spazio vuoto: è quello delle nostre coscienze e dei nostri “comodi” diventati in questi ultimi 40 anni ingombranti. Dall’unità politica fra una miriade di stati con storie e costumi diversi nacque 150 anni fa una proposta o un sogno necessario per quella elite culturale che fece il Risorgimento: dire qui compiutamente dove e quando e quanto si sbagliò, come alcuni presupposti storici furono artatamente misconosciuti sull’altare di un’Italia di comodo a trazione sfacciatamente nordista non è possibile. Da quel 17 marzo però sono state fatte guerre e lavoro e società, e sangue e sudore e speranze, nessuna di queste emozioni vissute si è sviluppata in un ambito che non fosse unitario. L’altare era uno e la bandiera unica: coloro che vissero e morirono all’ombra di questa nazione non avevano una radice unica, non erano solo gente delle valli alpine o della grande pianura che si allarga lungo il Po, nemmeno venivano dalle terre collinari che riempiono questa buffa penisola a forma di stivale. Fra loro c’erano e ci sono tuttora gli italiani del sud, il mio sud, quello della più grande isola del Mediterraneo, quello di Lampedusa, quello di grandi artisti e pensatori italiani, quello di milioni di operai che presero un treno e scesi nelle nebbiose stazioni del nord spesso si trovarono davanti ai cartelli con la scritta “ NON SI AFFITTA AI MERIDIONALI” Per essi e per tutti gli altri ha parlato Benigni cantando con un filo di voce un inno grande e sommesso. Ma se non si ha anima, se non si vuole vedere al di là dei propri confini regionali, se si preferisce sempre e comunque affidare il proprio destino intellettuale ad ideologie che parlano un dialetto che rinuncia a diventare lingua, in questo caso non tanto Benigni o Sanremo diventano stucchevoli ma noi come insieme che fingiamo un abbraccio che diventerà mortale, e ci lascerà soli chi al di qua chi al di là di uno stretto. Fuori da questa prospettiva sentimentale non c’è, a mio parere, il federalismo, di cui molti parlano e pochi conoscono la vera identità, c’è la secessione, il ritorno a prima dei Mille. In quel contesto io torno ad essere un cittadino del Regno delle due sicilie e la maggior parte dei commentatori di questo post i nuovi abitanti di una nazione totalmente nuova; la Padania. Preferisco gridare “Viva l’Italia” signori. Se non lo diciamo noi gli Spielberg d’Europa sono pronti a rientrare in funzione.

Nessie said...

Avevo già letto il tuo post Enzo. Vedo che hai sentito il bisogno di riportarlo integralmente qui. Sei stato ospitato ma non modifico di una virgola il mio sentire. Anzi, lo rinforzo con questa lectio magistralis virtuale dal titolo "Il festival dell'Unità esposta dal Sauro qui:

http://pseudosauro.blogspot.com/2011/02/il-festival-dell-unita.html

Non ho altro da aggiungere.

CloseTheDoor said...

Ciao Nessie, scusa mi riaffaccio per una precisazione : non ero ironica, era una vera domanda.

Per quel (poco) che so di Gianni Morandi, mi risulta che sia stato molto criticato per le canzoni molto commerciali da parte della stessa gioventu' che criticava Baglioni perché faceva canzoni "d'amore" e non "di lotta" (pensa te). La notizia di una militanza o di una simpatia di Morandi per la sinistra mi giunge completamente nuova, perciò chiedevo.

Devo forse precisare che non guardo mai Sanremo e a volte - di rado - recupero le cose che mi segnalano con i clip da Youtube. Ho sentito gran parlare della lectio di Benigni ma non ho avuto desiderio di recuperarla, sarà anche questione di stato d'animo che si accorda più o meno con il registro del comico.

Posso capire e al limite condividere il fastidio di vedere la controparte che si appropria di valori che si è sempre sentiti come propri e caratterizzanti (quando non disprezzati appunto, dalla controparte).

Però mi sembra comunque un dato positivo che l'idea di patria e nazione abbia fatto breccia anche a sinistra; è un po' come quando AN cominciò a parlare di "solidarietà nazionale" - la solidarietà è un tipico valore della sinistra ma declinato dalla destra, fa bene uguale. Insomma sarebbe uno dei tanti step perché destra e sinistra si riconoscano come "avversarie", ma non "nemiche".
Un saluto

CloseTheDoor said...

@ Josh

sì vi leggo, almeno leggo i post e cerco di leggere i commenti ma non sempre riesco a leggere tutto, forse ho perso qualcosa riguardo a Morandi, chiedo venia.

però posso dire una cosa? il PCI si è convertito in quello che è oggi il PD perdendo i pezzi "comunisti" per strada, e dite "non è cambiato nulla, sono sempre i soliti comunisti". ma quando AN ha lasciato per strada la Mussolini ed altri, secondo voi è cambiato qualcosa, o restano sempre fascisti?

Nessie said...

Close, confesso che a volte con te mi pare di parlare in cinese. Qui non sono in gioco i contenuti delle canzoni di Morandi. Qui si era parlato di appartenenze politiche e basta. Morandi (che a me per inciso è sempre stato molto simpatico, ce ne fossero dei sinistri simpatici come lui) aveva la tessera del PCI ed era un aficionado alle feste dell'Unità. E' amico personale di D'Alema ecc. Idem Vecchioni. POi che facesse un repertorio commerciale, così come Baglioni lo facesse intimista O Venditti (altro comunista) facesse un repertorio sentimentale è altra cosa. Pure il vecchio Claudio Villa (quello che cantava "Binario triste e solitario, binario fredde parallele della vita & stronzate simili) era un comunistone. Ma andando in tournée in Urss lo sai cosa si sentì dire dai "compagni sovietici"? "UN volgare cantante da osteria". :-) Ovviamente ci rimase male e non se l'aspettava. E io sono d'accordo coi sovietici e col loro giudizio :-) .

Questo che significa? Che ovviamente esiste una dialettica interna anche all'interno di uno stesso schieramento. Tu mi parli di questa dialettica interna mentre il mio discorso e quello di Josh erano legati al concetto di "okkupazione dell'effimero" da parte di tre personaggi tutti e tre dello stesso schieramento.
Speriamo di essere capiti.

L'idea di patria e di nazione sarebbe stata apprezzatissima se fosse arrivata solo trent'anni fa. Non adesso che stiamo perdendo tutto: patria, suolo, made in Italy, fabbriche, lavoro, moneta e sovranità. E questo vale tanto per i partiti di sinistra quanto per quelli di destra. Perciò non festeggerò. E non perché mi sia convertita alla "ciofeca" federalista di Bossi, nella quale non credo. Nemmeno in quella.

CloseTheDoor said...

"Close, confesso che a volte con te mi pare di parlare in cinese. Qui non sono in gioco i contenuti delle canzoni di Morandi. Qui si era parlato di appartenenze politiche e basta. Morandi (che a me per inciso è sempre stato molto simpatico, ce ne fossero dei sinistri simpatici come lui) aveva la tessera del PCI ed era un aficionado alle feste dell'Unità. "

E non lo sapevo, GIURO che non lo sapevo che avesse la tessera!!! :-D Per quello ho scritto che la mia era una vera domanda. Da quel che sapevo di lui (poco, come si vede) me l'immaginavo piuttosto sullo stile Ombretta Colli.

Sull'idea di patria, come dicevo capisco il fastidio e che non ti vada di festeggiare...
Però non so, vengo da una famiglia che forse si potrebbe definire 'cattocomunista', dove c'era sia lo spirito internazionalista che il profondo rispetto per l'idea di patria e nazione, anche se questo forse era veicolato da altri canali.
E quando è la Lega ha iniziato a chiamare i primi grandi consensi, mi sembra che la risposta (forse anche discutibile per i modi e i tempi) sull'unità dello stato sia venuta anche da sinistra.

OT:
però Belen Rodriguez mi ha sorpresa in positivo. Chi l'avrebbe detto che avesse quella voce?

Nessie said...

Retorica a parte, se fossimo stati in condizioni normali, anch'io avrei festeggiato il compleanno della patria, anche se non sono "cattocomunista". In ogni caso, anche il disegno "leghista" della dissoluzione del paese nelle "macroregioni" è un disegno mondialista, in quanto fa parte del progetto della attuale Ue. Poi ne spiegherò meglio in apposito post, tirandomi addosso tutte le ire leghiste :-).

Per intanto, ti do un consiglio bipartisan (quanto mi scoccia 'sta parola) da amica: corri a farti il pieno di benzina per te e per tuo marito, perché la Libia è in forte destabilizzazione e gli squali delle multinazionali che stanno mettendo le loro fauci sull'oro nero, faranno saltare gli accordi Eni fatti da Prodi, da D'Alema e da Berlusconi in men che non si dica e ci ridurranno alla fame e al freddo. E anche questo è un altro post. Sempre che avremo l'energia per collegarci :-)

Anonymous said...

OT - Guerra in Iraq, una spiacevole eredità (Armi al fosforo, Falluja, Iraq, Malformazioni neonati)

http://neovitruvian.wordpress.com/2011/02/22/guerra-in-iraq-una-spiacevole-eredita/

di questa vergogna nessuno parla.
m

ENZO said...

Nessie, ci sono alcune cose che francamente non capisco.
Il mio post è stato pubblicato 4 min. e mezzo dopo il mio commento qui...sei più rapida di Flash!
Evidentemente non hai sentito il bisogno di commentare da me.
E' altrettanto evidente che ciò che ho scritto non aveva alcuna intenzione di modificare qualsivoglia opinione nè tua nè dei tuoi ospiti.
Non mi fai un favore se ospiti un parere espresso in modo civile: ciò vale a Milano come a Palermo. Anzi a Palermo o Catania di più perchè siamo più attenti alle forme (ognuno ha i suoi difetti).
Io non sento alcun bisogno se non quello di esprimere educatamente le mie opinioni nei luoghi che ritengo adeguati: non ho altre necessità nè altri fini.
Non mi fai un favore se alle parole mie rispondi con quelle di un altro signore che dice cose ancora più discutibili di quelle lette qui. E' un problema serio, se anche a destra o in Padania si dovesse cominciare ad usare una certa mentalità elitaria e sussiegosa,l'unica che io non riesco a digerire.
Anch'io non ho altro da aggiungere.

Josh said...

Per me, Close, ti ha risposto Nessie in fondo, ma 1 cosa breve te la dico. Quando dici:
"AN cominciò a parlare di "solidarietà nazionale" - la solidarietà è un tipico valore della sinistra ma declinato dalla destra, fa bene uguale..."

Mah..comunque non sono mai stato iscritto a nessun partito, e pure An non mi faceva impazzire, non ho mai sopportato Fini come molti dei politici che vengono da questa terra (Casini, PrOOdi & co, non li tollero).

Dico: ci fosse 'sta solidarietà! Verso chi? le persone comuni no di sicuro....

Per me hai sostenuto lì un luogo comune: cosa vuol dire che la "solidarietà nazionale" è di sinistra? Mai ricevuto nessuna solidarietà nè nazionale nè particulare dalla sinistra eh.
Nè prima quando da PCI prendeva i soldi dalla Russia, nè dopo la caduta del muro quando in mezza giornata è diventata Serva degli USA.
La trovo servile coi potentati più che solidale (se non a chiacchiere e temi ritriti) coi deboli.
In pratica una presa in giro della solidarietà. Del resto la nuova sinistra è prona ai voleri di banche estere (da cui vengono anche buona parte dei suoi pupilli, v GS) e enti mondiali poco raccomandabili, antinazionale per antonomasia.

Josh said...

parte 2 per Close:
dici "il PCI si è convertito in quello che è oggi il PD perdendo i pezzi "comunisti" per strada, e dite "non è cambiato nulla, sono sempre i soliti comunisti".

ed è vero: a parte che son sempre pronti a rifare l'Unione/l'asino e tutti i nomi successivi di quella coalizione che va dalle BR all'ex DC, riprendendo dentro i pezzi sparsi....

L'unico cambiamento è quello sopradetto: da Pci riceveva appoggio dalla Russia sognando il Soviet; caduto il muro nell'89, la mattina dopo era filoUSa, e se pur ragionando a naso si direbbe che gli USa non sono stati mai marxisti, di fatto uno dei passi successivi in agenda dopo l'esperimento del Soviet, era proprio la globalizzazione e il capitalismo mondiale tipo quello USA, verso un pensiero unico, economia unica, mercato unico, governo mondiale unico. La scomparsa dell'idea di nazione, di moneta e sovranità è solo una tappa in questo percorso.

Close "ma quando AN ha lasciato per strada la Mussolini ed altri, secondo voi è cambiato qualcosa, o restano sempre fascisti?"

La differenza è qui: la Mussolini a me pare un'ossessa più che altro:-)e anche una discreta banderuola, non si può dire rappresenti la destra.
Non erano fascisti nemmeno prima quando c'era l'MSI, la Destra sociale. La destra è un pensiero complesso e stratificato, e limitarlo alla figura di Mussolini è una riduzione ridicola, quando lo stesso Evola era in disaccordo con lui su praticamente tutto. Limitarlo poi alLA Mussolini è ridicolo.
La cosa incredibile è che il fascismo è durato 20 anni e basta. Dopo, nonostante la sinistra abbia sempre ululato al 'fasssista!' qui e là, non se n'è più visto uno in giro (a parte quelli che la sinistra stessa inglobò).

Invece il comunismo si dice sia finito. Certo, non è un Male Assoluto, anzi lo si guarda sempre con ripetto, anche dinanzi al Gulag e ai milioni di morti russi non si condanna e meno che mai si dice chi teneva le fila.
Fatto sta che sarà pur finito il comunismo, ma al festival abbiamo avuto conduttore comunista, vincitore comunista, altri classificati palesemente comunisti, comparsa del faccione di Gramsci:
e ci sta benissimo infatti Gramsci, insegnò ad occupare tutte le cariche (le casematte) dello stato, per infiltrarsi ovunque nei gangli della vita del paese (magistratura, scuole, università, media, redazioni, tv).
Mi pare sia riuscito, anche dopo 70 anni.
Così tutto è comunista di fatto e per ideologia imposta, ma ne è stata abolita la parola.
Il tutto mentre la sinistra continua a blaterare dopo 70 anni contro il fantasma di fascisti che vede solo lei.

Nessie said...

Enzo, o Press o Luca o come altro ti chiami, io non ho intenzione di fare dei favori a nessuno: esprimo opinioni e come tali opinabili. E allora? Ho ospitato i tuoi due lenzuoloni peraltro identici nei contenuti a uno precedente scritto in corsivo dove ti eri già espresso nel merito di Benigni.Non mi è piaciuto, così come non mi sono piaciuti altri tuoi scritti sul "Regno delle due Sicilie". E allora? perché avrei dovuto commentarlo da te, se non concordo un rigo? Sono tenuta a esprimere pareri anche controvoglia? Non è la prima volta che fai di questi strani numeri, sul "sussiego padano", l'"elitarimo" & panzane del genere. Benissimo, se tra Nord e Sud non ci si capisce, tanto vale dividersi. Si vede che parliamo due codici linguistici diversi. Io non ne faccio un dramma, tu a quanto pare sì. E ti dico la verità che tutto questo mi ha francamente tediato. Addio e buona fortuna.

Anonymous said...

si certo...non simpatizzo per quel regime come tutti (nessuno escluso) i regimi dell'area mediorientale. m

Anonymous said...

A Sanremo Benigni interpreta Pinocchio
Tutte le corbellerie del comico sul Risorgimento nel corso della sua esibizione

http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4431

Cabiria said...

Benigni a me non è mai piaciuto. Nè da serio nè da buffone. Non mi fa ridere e non mi suscita alcun interesse la sua "arte" che non mi dà alcuna emozione. Quando appare in TV lo scanso come scanso un cespuglio di ortica: mi irrita la sua baldanza, la sua presuntuosa superiorità, che può essere apprezzata solo dai suoi vacui sostenitori e promotori.
Constato con piacere che i miei punti di vista in merito al personaggio in discussione sono qui in gran parte condivisi.
Cabiria

Anonymous said...

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