19 February 2010

Ghetti d'Italia e prigionieri in casa propria

Mercoledi 17 il Corriere della sera ha fatto un'inchiesta molto ben dettagliata sull'origine immobiliare dei ghetti d'Italia  di Rita Querzé e sulle mutazioni accelerate in modo esponenziale che subiscono negozi, androni, condomini a Milano. Ma il discorso è un campionario indicativo anche di quanto avviene in altre città. "Tutto parte con un palazzo degradato. Facciata da rifare, tetto che fa acqua da tutte le parti, impianto di riscaldamento in panne. Gli inquilini non riescono a mettersi d'accordo sulla ristrutturazione e così si rimanda di anno in anno. La mancata manutenzione rende impossibile affittare gli appartamenti agli italiani. Così entra la prima famiglia extracomunitaria. Da questo punto in poi il copione è scritto: screzi per il baccano notturno, sugli odori di cucina che invadono gli androni, sull'affollamento degli appartamenti. Perché è chiaro che per pagare l'affitto molti stranieri sono disposti a vivere in dieci in 40 metri quadrati".
Così i proprietari italiani cominciano a vendere e al loro posto arrivano altri extracomunitari che con un'accelerazione esponenziale diventano la maggorianza e cominciano a impadronirsi anche dei negozi. In breve tempo (nel giro di 4 o 5 anni) i vecchi abitanti che non hanno venduto in tempo si trovano "prigionieri a casa propria" e il rione circostante diventa un mondo  in cui veri  stranieri sono i nativi. Armando Borghi, direttore del master sul mercato immobiliare della SDA  Bocconi afferma che quanto è accaduto a Milano è un paradigma per altre città italiane. Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia fa rilevare che affittare in Italia non conviene giacchè rende solo il 3% del capitale investito. Ciò che non giustifica l'affitto "in nero" di appartamenti diroccati al doppio del loro valore, ma che la situazione del mercato incentiva certe situazioni. Morale della favola: affittare appartamenti degradati agli stranieri, a lungo andare fa sprofondare i valori immobiliari dei quartieri. Lo scenario lo abbiamo visto in questi giorni di disordini: citofoni strappati, scritte sui muri diroccati e perfino sulle targhe delle vie, sporcizia  e odori spessi di orina e,  e fuori, presenze immancabili,  sentinelle di stranieri in pianta stabile per lo spaccio di droga.
In alcuni rioni milanesi i cinesi, ad esempio, occupano interi quartieri pagando in contanti e diventando proprietari. All'inizio la domanda fa aumentare i prezzi, ma poi le quotazioni sprofondano. Si crea un circolo vizioso: il degrado degli stabili richiama gli immigrati e gli immigrati una volta installati, aumentano il degrado.  
Ma la creazione dei quartieri-ghetto si può interrompere? E i rioni ormai alla deriva possono tornare a essere luoghi vivibili?  
Sarò sincera: in detto articolo si conclude coi i soliti sociologi e urbanisti che parlano di "reinserimento" di "creazione di quartieri in cui tutti i ceti sociali possono convivere", ma alla lettura di questo sembra di essere nei classici  desiderata " ottimisti e di sinistra" . Una lezione da  tutto ciò però si deve trarre: chi affitta o vende agli stranieri si rende responsabile di perdere del territorio italiano nelle nostre città e di autocondannarsi alla riserva indiana.  E intanto la notte scorsa si è replicato con un'altra rissa tra nordafricani con altro scasso di tre auto in Via Carlo Imbonati.
Usque tandem? I milanesi imparino a contare sulle proprie forze e si organizzino in comitati di quartiere lottando  per il ripristino della legalità ormai fuori controllo. Se apettano i partiti, non otterranno che promesse elettorali. Poi, passata la festa, gabbato il santo.  (Foto piccola:  un momento dei disordini cinesi a Milano nei rioni di Chinatown dell'aprile 2007).

30 comments:

Aldo said...

Nessie, sono cose ovvie quelle che scrivi. Per chi ha gli occhi e un minimo di cervello, ovviamente. Gli altri vedono attraverso gli slogan di regime e non possono capire (finché non si bruciano il prima persona, ma a quel punto è troppo tardi). Secondo me abbiamo superato il punto di non-ritorno: tanti si sono ormai bruciati ed hanno capito, ma non c'è più la possibilità di un "rientro" che non passi per misure draconiane. La cosa paradossale, è che se la situazione che è stata creata non conviene ai nativi, sul lungo periodo sicuramente non conviene neppure alla maggior parte dei forestieri.

P.S. Il copione che stiamo vivendo è giusto un "revival" su più larga scala di quel che è già accaduto tempo fa con le migrazioni di massa interne. Sta finendo allo stesso modo: con la colonizzazione culturale delle zone invase. Grandioso. Non vedevo l'ora.

Aldo said...

Dimenticavo quest'altra ovvietà: le misure draconiane necessarie per sanare il macello che è stato (volutamente) combinato non sono in programma e non verranno mai attuate.

marshall said...

Ottimo post, Nessie, che rispecchia la realtà che sto vivendo.
Arrivò qui da noi un primo inquilino extracomunitario 18 anni fa. Prima non ce n'erano, erano tutti italiani. Oggi sono almeno 30, in un condominio di 200 appartamenti, le famiglie di extracomunitari che vi abitano. Io stesso ho dovuto sottostare alla regola da te denunciata. Quando mancò mia suocera e si liberò il suo appartamento, due anni fa non trovai nessuno/nessuno inquilino italiano disposto a venirvi ad abitare. Fortunatamente trovai una buona famiglia della Romania (che nel frattempo era entrata in Europa), come finora si sta rivelando; questo lo devo anche all'amico Starsbands/Valdea che mi fornì ottime referenze sulla zona/regione della Romania (a nord, confinante con i Carpazi, dove sono tutti boscaioli eccellenti lavoratori) da cui provenivano i miei attuali inquilini.
Fra queste trenta famiglie, che vivono qui da noi, devo fare un preciso distinguo. Alcune si stanno rivelando meglio di alcuni italiani preesistenti nel condominio: partecipano attivamente alla vita condominiale (assemblee, riunioni con i consiglieri, si informano, condividono con gli italiani le scelte in tema di manutenzione ordinaria e straordinaria, ecc; e sono anche trascinatori di altri loro connazionali in tali scelte - uno di costoro è quell'Omar di cui ho parlato nel mio blog).
La mia è solo la testimonianza di un'isola relativamente "felice", che sa mantenersi tale anche per iniziativa degli stessi extracomunitari che, altrimenti, in caso di degrado, vedrebbero crollare il valore del loro investimento.
A prescindere dal mio caso, la situazione generale da te denunciata non fa una grinza. E' quella.
Ciao.

Anonymous said...

Hi SAura.
La tecnica descritta nell'articolo è ben nota e si chiama "disease and buy". ossia: con un'azione mirata e consapevole io straniero affitto un appartamento di un condominio. Una volta entrato comincio a comportarmi male: rumori, odori, bollette non pagate, spese condominiali ignorate, rifiuti ovunque. Gli altri inquilini, impossibilitati ad intrervenire, cominciano ad andarsene: il primo vende ancora bene, poi comincia la fuga. L'ultimo che scappa praticamente regala la casa. Così nascono i fortini. Colpe? Non di chi vende o affitta. Di chi si comporta in modo incivile /criminale certamante. Sarebbe sufficiente dare la possibilità di intervenire in tempi rapidi.
Amigabest

Nessie said...

Aldo, se perfino il Corriere della Sera che è il giornale dei "poteri forti" (ovvero di quelli che ci sospingono qua tutti questi flussi migratori) è costretto a occuparsi dell'imdecenza delle abitazioni e dei rioni, è chiaro che questi sono fatti oggettivi. Quel che non è "oggettivo" dell'articolo citato di cui al link, sono le sue conclusioni utopiche. Questi signori ignorano (o fingono di ignorare) che ormai, come dici anche te, siamo al punto di "non ritorno". E che questa situazione oltre a non convenire ai nativi (di cui si pianifica cinicamente l'estinzione) non conviene nemmeno agli stranieri. E mi riferisco anche a casi (rari, ma ci sono) come quelli citati dall'amico Marshall.

E visto che parli di paradossi, te ne segnalo uno grottesco e a suo modo divertente su un post che feci durante gli scontri cinesi dell'aprile 2007 a Milano. Sembra ieri, ma già tre annifa ci furono prove tecniche di invasione.
Clicca sulla parola dell'ultima riga "Chinatown". Allora c'era il governo Prodi e "alleati" comunisti al governo.
Dunque un governo postcomunista e cattocomunista attaccato da uno stato comunista (la Cina) che lo accusa d'essere addirittura "fascista" (la famosa vignetta cinese). Se non ci fosse da piangere c'è da rotolarsi per terra dalle risate. E per quale ragione lo si attaccava? Perché reo di interdire a casa nostra quello che loro non permetterebbero mai sul suolo cinese: la violazione delle regole.

Nessie said...

Marshall, sono contenta per te che riesci almeno a vivere in un clima condominiale vivibile.
Ma quello che mi racconti dell'appartamento vuoto dopo la morte di tua suocera è una situazione tipica: quella di chi rischia di rimanere col cerino in mano. Le nostre città (e non solo Milano, che ne è un paradigma) rischiano di diventare delle trappole in cui a sentirsi alieni e stranieri saranno gli Italiani.

Nessie said...

Ciao Amigabest, e se non sei mai transitata qui prima, benvenuta nel blog. Grazie per avermi fornito il termine specifico del
"disease and buy".
Segnalo a tale proposito, l'iniziativa scellerata di un sindaco olandese della città di Gouda dove paga dei marocchini affinchè non sfascino la città durante una loro festa:

http://fattideuropa.splinder.com/post/22269041/Ai+marocchini+hanno+fatto+la+f

A questo punto ci siamo ridotti! A finanziare i nostri devastatori! Questo è racket.

Maria Luisa said...

http://www.ilgiornale.it/interni/celle_troppo_fredde_liberati_vandali/19-02-2010/articolo-id=423198-page=0-comments=1

Ormai non ho più parole...
Maria Luisa

Nessie said...

Grazie M.Luisa. Non ho parole nemmeno io. Bisogna che la stampa si organizzi a sbattere in prima pagina nomi e cognomi di chi firma simile ordinanze che sono un vero e proprio insulto. La magistratura attuale si occupa solo di puttanopoli e di spiate varie, ma poi quando deve rimediare ai VERI guasti della società, ecco i risultati.

Anonymous said...

A pensare male ci si azzecca quasi sempre. Quanto ci scommettiamo che stasera faranno vincere a Sanremo quella cantante col padre marocchino e la madre italiana come esempio di "integrazione riuscita"? parlo di quella Malika Ayane che sul Corriere dichiara di aver abitato in Via Padova.
Questa va in finale, vince eppoi dovremo sciropparci pure tutte le sviolinate sulla retorica di "uno su mille ce la fa". Tutto calcolato, perfino nel settore intrattenimento.
Rosalinda

baron litron said...

a Torino (eh, il vantaggio di convivere con una mafiat ancora seria....) ci si è mossi in maniera più organica e efficace, spostando a seconda del bisogno, le bande di spacciatori di ero e coca. s'individua il gruppo di isolati, vi si fanno convergere due-tre gruppi di spaccio rapido, li si lascia lavorare tranquilli per qualche mese (di solito bastano due-tre anni), quando iniziano a comparire i cartelli "vendesi", si aumenta l'attività degli spacciatori (bastonando quelli delle altre zone) e si comprano gli alloggi a poco per saturarli di immigrati. quando poi la vendita s'è conclusa, si manda la madama a far pulizia e si parte con i piani di "riqualificazione", tanto le case sono già state comprate dagli amici giusti, e i progetti degli altri amici giusti approvati in tempi rapidissimi dal comune.....

Angelo D'Amore said...

a napoli succede il contrario. gli immobili sono venduti a prezzi nettamente superiori al mercato. i cinesi stanno comprando tutto il quartiere a ridosso della stazione, cash.
al nord, continuo a pensare che la lega e' diventato un partito piu' grande, grazie ai voti della classe operaia delusa, ma non e' piu' battagliera come prima.

Nessie said...

Rosalinda, la serata conclusiva del festival è domani sera. Ma la tua previsione con ogni probabilità è azzeccata. La tipa che citi ha tutte le carte in regola per questo tipo di operazione.

Nessie said...

Baron litron, caspita che strategia torinese! Chi la porta avanti? Gabetti?


Angelo ne abbiamo già parlato e purtroppo è come dici. Se continua in questo modo dovremo dire: "C'era una volta la Lega".
Stasera ho sentito Salvini che ha fatto interventi duri, ma a questo punto sono sospettosa e non vorrei che fosse il gioco del "poliziotto buono" (Maroni) e di quello "cattivo" (Salvini).

Aldo said...

Nessie, vorrei segnalarti un articolo che reputo davvero interessante, anche se non è strettamente in tema col tuo post: http://tinyurl.com/y9zuwrw

baron litron said...

"Baron litron, caspita che strategia torinese! Chi la porta avanti? Gabetti?"


eh, fosse solo lui.... ci sono dentro un po' tutti, autorità comprese.... e ci sono da fare i quartieri dormitorio per quelli che faranno i pendolari con Milano (aspettiamoci grossi movimenti di spaccio e successiva pulizia intorno a Porta Susa nei prossimi anni, a Porta Nuova ci stanno già pensando).

fortunatamente (?) i viscidi al potere hanno fatto i conti senza l'oste, che in questo caso ha la pelle giauna e scrive con scarabocchi. i cinesi pagano cash, guardano in faccia a nessuno e non sopportano negri e musulmani, specialmente se facendo casino fastidiano i loro (dei cinesi) traffici più e meno legali.
di conseguenza, il giochetto rischia di non riuscire: i quartieri resi apposta disagiati verranno comprati E ripuliti dai cinesi, ovviamente con i loro metodi...

ci sarà da divertirsi

Nessie said...

Aldo, inchiesta interessante. E' comunque in tema col post. Estraggo questo passaggio significativo:

"In Italia invece la CGIL propone di estendere i permessi agli immigrati "perchè c'è la crisi", e i politici del centro sinistra piuttosto che ascoltare e cercare di comprendere le ragioni delle preferenze dei cittadini accusano l'Italia di essere «il Paese più xenofobo d’Europa». I politici del centro-destra italiano dal canto loro sfruttano le preoccupazioni degli elettori per guadagnare voti senza poi essere capaci di controllare i flussi di immigrazione in misura paragonabile a quanto avviene negli altri Stati europei, inclusi quelli governati da maggioranze di sinistra come Spagna e Inghilterra".

Fotografa esattamente quello che ripeto da parecchio: è cioè che la sinistra mostra tabù ideologici sul tema e vorrebbe portarceli financo in casa, magari graditi opsiti a pranzo e a cena; la destra si limita a farceli trovare fuori dal quartiere. Siamo al solito paese dei ciechi beato a chi ha un occhio. Ma il problema, come vedi, aumenta in maniera esponenziale e nessuno vuole risolverlo. C'è Maroni che preferisce la caccia ai boss mafiosi, piuttosto che chiudere le frontiere ed espellere gli "esuberi". E che esuberi!

Nessie said...

Baron Litron, abbi pazienza ma trovo disperante quanto scrivi, nonostante sono certa che hai fotografato la realtà: "i quartieri resi apposta disagiati verranno comprati E ripuliti dai cinesi, ovviamente con i loro metodi". Sarebbe a dire che dobbiamo sperare nei cinesi per regolare quei conti che non riusciamo a sistemare noi autoctoni? Beh, c'è da spararsi.

Anonymous said...

Il meccanismo illustrato da Baron è esemplare: formalmente ed ipocritiamente le regole sono rispettate; nella sostanza sono taroccate e manipolate. E' uno schema che si ripete; un'autentica fabbrica di sepolcri imbiancati.
E il punto di questa pseudodemocrazia i cui siamo immersi è proprio questo: non siamo qui a indignarci, a lamentarci, a ragionare in termini di valori mentre le regole ed il loro uso è già falsato in partenza da centri di potere che con la democrazia, il rispetto dei diritti civili, umani e politici non hanno proprio nulla a che fare.
Scarth

brac said...

Nessie, temo (e faccio schifo a me stesso dicendolo) che una soluzione sia davvero affidarsi ai cinesi. Qui in Paolo Sarpi e dintorni (mi rifiuto di usare il termine Chinatown perché a livello di abitanti siamo rimasti italiani nella stragrande maggioranza) la microcriminalità è indubbiamente inferiore a molti altri quartieri di Milano. In fondo, della giustizia parallela dei cinesi hanno paura un po' tutti.
Che poi ci sia da spararsi per questa situazione è un altro paio di maniche.

Nessie said...

Certo che c'è da spararsi, Brac: è la dichiarazione di fallimento della nostra dignità e sovranità nazionale. E da qui in avanti, quando Maroni (non è stato affatto intenzionale da parte mia, l'averlo collocato nella foto in basso del post precedente vicino alla bandiera azzurra della UE-BCE), quando Maroni avrà sgominato la nostra mafia, ci dovremo tenere la Triade cinese. Ovvero una mafia extracomunitaria. E magari sarà considerato "razzista" cacciare quella. Scusa i paradossi, ma sono pessimista.

Anonymous said...

Già Nessie e la questione della finta democrazia dovrebbe essere al primo posto dell'agenda politica perchè da lì discendono tutti gli altri problemi.
Temo invece che la maggior parte degli esponenti politici di PDL e Lega siano inconsistenti o connotati da stramberie varie e impreparazione.
Singolarmente sulle "fortezze" al riparo di abbazie agresti ho avuto lo stesso pensiero ma temo sia una sindrome di fuga dalla realtà.
Scarth

Massimo said...

Non sono mai essistiti, nè in Italia nè altrove, quartieri in cui convivessero tutti i ceti sociali. L'unica proposta sensata per controllare il territorio l'ha fatta Salvini con le ispezioni casa per casa. Servono da censimento e per catturate i clandestini che non hanno alcun diritto a restare in Italia. Naturalmente devono essere ripetute - e non una tantum - e a sorpresa. Purtroppo Bossi e Maroni hanno detto "niet" ... in perfetto stile "buova unione sovietica europea". Sarà per questo che la loro opposizione al trattato di Lisbona si è dissolta come neve al sole ?

Nessie said...

Bravo Massimo! Questa volta concordiamo in toto.

Nessie said...

Esatto Scarth, la sintesi è tutta qua: noi crediamo di essere ancora un una democrazia, ma in realtà siamo già immersi in un totalitarismo mondiale, in una sorta di prigione-pianeta. Oggi perfino il Papa ci dice che i "body scanner" negli aeroporti sono lesivi della dignità della persona, tanto per fare un esempio. Ma abbiamo proprio bisogno di sentircelo ricordare dal Pontefice?
E ti dice niente anche il fatto che con la scusa del clima e dell'inquinamento i sindaci e i "governatori" (altro termine americano di importazione) delle regioni ci impongano a livello regionale per tutta la Lombardia, la domenica a piedi per il 28 febbraio? Ma con quale autorità? Semplice: il passo successivo sarà imporre a tutti la green economy planetaria obamiana (auto verde, pullman verde, metro verde, ecc.) . All'inquinamento del nostro portafoglio e delle nostre finanze ovviamente, nessuno ci pensa.
Ma torno alle abitazioni e temo che i "fortini multietnici" cresceranno. Sarà il caso di rifarci i nostri in aperta campagna al riparo di qualche abbazia come ai tempi del Monachesimo dopo le invasioni barbariche.

Nessie said...

Scarth: a proposito di abbazie, benedettini e amanuensi, in tutte le epoche di invasioni barbariche (e non c'è dubbio che questa la è) c'è chi si piglia la briga di conservare con infinita pazienza la cultura che viene orrendamente saccheggiata.
Io non credo che quella di cui parliamo sia un'utopia. No, non credo sia una 'fuga dalla realtà', ma semplicemente una fuga dalla barbarie.
E' chiaro che le città italiane saranno sempre più "trappole" e che dovremo con pazienza ricostruire fuggendo da queste.

Anonymous said...

Cara Nessie ho l'impressione che i "nuovi barbari" non siano quelli che sbarcano ignari di quello che si sta compiendo. Quelli sono solo una conseguenza di ciò che hanno deciso gli insospettabili autentici nuovi barbari al chiuso dei loro salott, dello loro redazioni e dei loro consigli di amministrazione o i loro esecutori maestri del pensiero corrente, dogmatico e unificato.
Scarth

Nessie said...

Eh! Eh! Ma certo che è così, Scarth.
Forse mi sono espressa male: vandali sono quelli che sbarcano e devastano i nostri quartieri o paesi(si veda gli ultimi fatti di Rosarno e di via Padova). Barbari invece (ma forse sarebbe meglio chiamarli "alieni"), sono quelli di cui parli tu: " gli insospettabili autentici nuovi barbari al chiuso dei loro salotti, dello loro redazioni e dei loro consigli di amministrazione o i loro esecutori maestri del pensiero corrente, dogmatico e unificato".

Dunque gli intoccabili ci regalano le invasioni vandaliche per poi papparsi poi lo spezzatino-Italia. A buon intenditor...

Lo PseudoSauro said...

Fin qui ci siamo cullati nell'illusione di essere "maggioranza".
In pratica, siamo ostaggio di qualunque minoranza organizzata.
Nel disinteresse/connivenza dei nostri governi "nazionali".
Eppure, la storia di tutti i movimenti rivoluzionari dall'unita' d'Italia ad oggi, chiarisce bene come siano sempre le minoranze organizzate a vincere le guerre.
Perche' e' ormai evidente che dopo l'invasione allogena, siamo gia' allo stadio successivo: la lotta tra i gruppi per il controllo del territorio: il loro radicamento.

Infatti, tutte le minoranze lottano tra loro nell'indifferenza della maggioranza (Stato compreso). O e' meglio chiamarla "paura"?
E cosi' e' chiaro anche cosa dobbiamo fare. Se non e' troppo tardi. O si fa come loro, o si subisce.

Una puntualizzazione sull'origine di questo sconquasso mondiale.
La direttiva ONU che e' poi stata "recepita" nella maggior parte degli Stati europei (ma non solo), e che si ' concretizzata nella famigerata Legge Martelli (10 aprile 1981), si intitolava cosi':

«Sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti»
(convenzione nr. 143 - 1975 Organizzazione Internazionale del Lavoro - ONU)

Pare ovvio che l'aggettivo "abusive" sottintenda che per le rispettive giurisdizioni nazionali si sarebbe trattato di una forzatura. Eppure, dopo oltre 30 anni ci si interroga ancora sul fatto se la "clandestinita'" sia, o meno, "reato"... lo era allora come lo e' adesso, evidentemente. Lo dice l'ONU, non il fesso qui presente.

E' ovvio che tutti i governi nazionali, succedutisi da allora, sono responsabili: nessuno escluso.
Pertanto, e' il governo che dve provvedere con urgenza onde evitare il pericolo di una guerra civile che coinvolga anche la popolazione autoctona. E' il primo compito dello Stato, il provvedere alla sicurezza dei suoi cittadini. Altrimenti non serve a niente e il patto fondativo viene revocato.

E se, caso mai, lo Stato perseguisse proprio quei cittadini che si volessero organizzare per fare cio' che esso non fa... sarebbe tutto molto piu' chiaro.

Nessie said...

Buondì Sauro, mattiniero eh?
Hai fatto bene a riportare la Legge Martelli, perché è da lì che è arrivato tutto lo sconquasso successivo. Da allora i governi succedutisi, hanno fatto a gara a chi più ha ridotto il nostro paese a un colabrodo.