14 March 2009

Il Somario dell' Italiota volonteroso


"Scusate, ho il paté d'animo" diceva non ricordo più quale ministro della Prima Repubblica. "Mi sono proprio commozionato" disse Nicola Mancino con la sua faccia da venditore di provole affumicate avellinesi, quand'era ministro dell'Interno ai tempi della cattura di Totò Riina. Roba da commozione cerebrale!

E quanti, quanti altri errori e strafalcioni da parte di personaggi noti e meno noti per chi dice spessissimo , buonissimo, assolutamente SI e assolutamente No, che c'azzecca invece di che cosa c'entra (il Dipietrese). O per chi dice "il giallo piuttosto che il bianco piuttosto che il rosso piuttosto che il blu", usando quel dannato "piuttosto" al posto di "oppure". "Gabina" (copyright Bossi) invece di cabina e viceversa. "...E quant'altro invece di eccetera.

Poi ci sono gli anglicismi per i pigri di spirito come approcciare, relazionare, target, (invece che obbiettivo), trend (in luogo di andamento), cheap per dire banale e mediocre, splafonare (dal francese plafond=soffitto) invece di "sforare". E transeat sull'Informatichese del faxare, linkare, cliccare, copiaincollare che ormai adoperiamo un po' tutti.

Esiste dunque il politichese ("la non sfiducia", "gli accordi di desistenza", "i pacchetti"), il sindacalese ("il reintegro"), lo psicanalese ("gratificazioni", "esorcizzare", "demonizzare", "rimozioni" usato al posto di amnesia ecc.), l'economichese (bail out, iniezioni di fiducia, iniezioni di liquidità, stretta creditizia).

Giuseppe Pontiggia ne "Le Sabbie immobili" ha approntato un inventario di luoghi comuni, di parole ed espressioni gergali usurate dall'impiego massiccio che se ne fa ad ogni pié sospinto. Si tratta di un libro-gioiello da comodino davvero imperdibile sui tic, gli intercalare, le frasi fatte, i concetti pronti per l'uso ad opera degli italiani, sempre più impatanati nelle secche di un linguaggio prefabbbricato. Eccone qualcuno:


Vincenti. Basta guardarli.


Rileggere. Si usa per i classici che si leggono la prima volta.


Epocale. Mutamento epocale. Ce n'è ogni giorno.


Dialogo. Ricercato da tutti, purché non sia reciproco.


Carisma. Parola che lo sta perdendo, per averlo distribuito a troppi.


Cultura. Facile da definire. Tutto quello che non pensiamo sia cultura è cultura.


Giovane ragazza. Per distinguerla da vecchia ragazza.


Snob. Questi innamorati (delusi) della massa.


Consumatori. Ha sostituito acquirenti, lettori, spettatori, eccetera. Evoca l'ingestione. I consumatori di musica girano con l'auricolare. Forse il termine ulteriore sarà evacuatori.


Soldati. Operatori di pace.


Il terrore della pagina bianca.
E di quella scritta?


A questo elenco, la sottoscritta aggiunge la pessima parola "fruitori", che ha il suono del fruscio della carta igienica. Chi guarda un'opera d'arte non è più un semplice spettatore o estimatore: NO, è un fruitore. Senza contare il termine "operatore culturale" (al posto di artisti che non esistono più); "evento" per indicare anche la più banale delle rappresentazioni, che sovente vengono chiamate anche performance. Ma quello che mi fa veramente irritare è "onestà intellettuale", due termini nati nelle case del popolo comuniste e ancor oggi in circolazione. Chi dissente con buoni argomenti non è solo un onesto individuo tout court... No, dev' essere pure "onesto intellettualmente". E pazienza se poi è disonesto in tutte le altre funzioni della vita. C'è poi "trasgressivo", un altro termine abusato e logoro in un'epoca in cui non c'è proprio più nulla da trasgredire. Semmai il problema che si pone è esattamente il contrario: essere capaci di attenersi alla norma. Se ne ho dimenticato qualcun altro, ne aggiungano gli eventuali lettori. Non avranno che l'imbarazzo della scelta.


59 comments:

Massimo said...

Beh, in un certo senso è come il linguaggio "politicamente corretto", quello che vuole si dica "nero" anzichè il nostro "negro" che conosciamo sin da bambini. "Gay" anzichè omosessuale (o i più coloriti ed efficaci termini di derivazione dialettale). "Diversamente abile" anzichè handicappato (o con la specifica della sua limitazione). E via discorrendo in un abisso di termini proibiti dalle vestali del "politicamente corretto".

Nessie said...

Sì, ma non è solo questo, Massimo. A parte gli strafalcioni dei nostri eruditissimi politici ("il paté d'animo"), c'è proprio anche la retorica prefabbricata di quella che i francesi chiamano "les idées reçues". Cioè parole, iperbole, superlativi assoluti che molto spesso nascondono il vuoto e che ripetiamo macchinalmente senza rifletterci troppo sopra.
Pensa ad esempio, a quante volte facciamo (e uso il plurale perché in questo discorso ci siamo dentro tutti, senza distinzioni di schieramento) utilizzo e abuso di termini come "un cambiamento epocale". Eppoi non succede proprio niente :-).

Anonymous said...

Tra le parole che mi danno francamente fastidio metto "criminalizzare" e anche "visualizzare". Improvvisamente non siamo più capaci di "vedere", ma, chissà perché, dobbiamo visualizzare :-)
Luca

Anna C said...

Io invece non sopporto sentir dire "L'ho vissuto bene, l'ho vissuto male, i miei vissuti, i tuoi vissuti". O anche "è una bella persona". Uno non è più un bell'uomo, un brav'uomo o una bella e brava donna, ma una "bella persona".

sarcastycon said...

Ognuno ha le sue idiosincrosie,io non posso sopportare la parola "ottimizzare", presa dal gergo industriale.Ottimizzare una produzione e ancor peggio ottimizzare un budget.
Aggiungi,l'uso illegale dell'indicativo al posto del congiuntivo,oltre a consecutio temporum a di poco fantasiose ed è questo l'"italiano" propinatoci da giornalisti,politici e TV,alla faccia dei puristi della lingua.
ciao
sarc.

Nessie said...

Proprio così Sarc, e se può farti piacere "ottimizzare e ottimizzazione" le detesto anch'io. Come pure "mixare". E che dire di "contaminazione"?
Contaminazione delle arti, contaminazione della poesia, contaminazione tra le scienze e le lettere. Ma che cavolata è? Improvvisamente le discipline a contatto diventano tutte quante "contaminazioni"? Sì, questo è l'Italiano che ci aspetta. Quando poi prevarranno i "migranti" sarà ancora peggio...

Angelo D'Amore said...

neologismo socio-intellettual-filocomunista: GIROTONDO

neologismo socio-anarchico-pseudo indipendentista: VAFFA-DAY

preferisco le tesi sul logorio di chi non ha il potere, di andreottiana memoria

saluti,
angelo

Nessie said...

Anna e Luca: ciascuno ha parole ed espressioni simpatiche e parole che le stanno antipatiche.
L'abuso del "visualizzare" sta sulle scatole anche a me.
La fissa di parlare genericamente di "persona" (bella persona, invece di specificare se uomo o donna) non vorrei sbagliarmi ma mi puzza tanto di femminismo. Se i due generi diventano "neutri" ci avviciniamo alle cosiddette "pari opportunità" (anche questo un termine da scartare).

Nessie said...

Angelo, in politica i neologismi e gli ossimori imbarazzanti si sprecano. Pensa solo a "partito di lotta e di governo" (copyright dalemiano). O alle vecchie "convergenze parallele".

ProEuropa said...

Si usa "fruitore" perché si attribuisce al patrimonio culturale (arte, musei, mostre, ecc.) un primario valore d'uso pubblico, per il quale si rende necessario predisporre un servizio (es.: visita guidata, audioguida, pannelli esplicativi, laboratori). Infatti spesso si utilizza anche la parola "utente".

Nessie said...

Grazie ProEuropa, "utente" era la perlina che mancava al mio Bestiario. O meglio, "Somario":-) Dopotutto arrivano a chiamare "utenti" perfino gli alunni delle scuole.

sarcatycon said...

di questo passo
si potrà dire
che i morti sono gli utenti del cimitero......
ciao

Nessie said...

Sarc, nel cimiterino dove sono sepolti i miei genitori, si tratta di semplici "fruitori". Dopo una trentina di anni, bisogna rinnovare la "licenza di sepoltura" al Comune. Sennò questo ti espropria e getta le spoglie alla cremazione. Magari essere degli "utenti"! :-). Anche sul burocratese c'è da versare fiumi di inchiostro.Da qui all'eternità.

Lo PseudoSauro said...

Il somario in foto ha uno sguardo troppo intelligente per essere tirato dentro alle querelles di una civilta' al capolinea.

Gli "utenti" veri, che una volta si chiamavano solo "viaggiatori", ora si chiamano "clienti"...
ogni tanto in stazione si sente una vocina che dice "ringraziamo i nostri clienti per aver scelto Trenitalia". Mai una volta che alla signorina scappi da ridere; evidentemente ci crede pure lei che i "clienti" abbiano "scelto"... sai com'e': con la concorrenza che c'e' potrebbero "scegliere" di andare a piedi sulle rotaie; rincoglioniti come sono.

Ci vogliono tutti deficienti e noi li accontentiamo volentieri, ma queste idiozie altro non sono che la neolingua. Ora si ride, ma poi si piangera'.

PS
invito chi vuole a leggere su "Il Giornale online" una chicca degna del virtuoso animale di cui al post della consaura. Il titolo dell'articolo e':

Il dibattito C’è la crisi, bisogna assumere solamente gli italiani?

Voi che dite, la priorita' la diamo ai nigeriani o agli albanesi?

Nessie said...

Non offendiamo il buon animale da "soma" che oggi assurge anche ad insulto passibile di denuncia, o Sauro :-).
E' accaduto a un povero professore che per aver dato del "somaro" ( e non somario) a un suo studente si è ritrovato denunciato e pure sul banco degli imputati. A questi punti siamo arrivati...
Sai com'è: il ragazzo in questione avrebbe potuto essere affetto "turbe psichiche", dopo un cotale insulto. Cosa avrebbe dovuto dire il povero prof? Diversamente apprendente?

Quanto all'articolo che segnali, ormai è d'obbligo ad ogni pezzo e pezzullo farci sopra l'inchiestina con le statistiche doxa & affini e i risultati: SI, NO; NON SO. Sai che solfa...asinina.

Anonymous said...

buongiorno Nessie, buongiorno compagni "bloggari" [che, se permettete, mi piace perchè suona (all'inglese "sounds") come internettani ma di borgata] :-)

Vogliamo parlare di tutto il vocabolario partorito dal sessantotto- Che poi si è riversato su tutto sul corpo docente delle università?

Oppure, come non citare l'invalso uso di pronunciare termini di provenienza dal latino come SUMMIT nel modo inglese SAMMIT? Questo accade sempre più di frequente specialmente ai giovani giornalisti televisivi cresciuti con l'inglese "de noantri". Di questo passo andremo in bagno a fare la "PAPAIA".

In compenso come certi termini sono di nuovo conio altri tendono a scomparire dal linguaggio comune - e in questo , ancora una volta, la televisione è somma maestra. Ecco allora che l'espressione: (sua) VERSIONE (dei fatti), viene sempre più spesso sostituita da: (sua) VERITA' (sui fatti). Siamo ormai al trionfo del relativismo in tutte le sue forme.

Infine non dimentichiamoci della cosidetta "PERSONA UMANA" di oscarluigiscalfariana memoria - almeno per quanto ne so - termine oggi largamente usato un po da tutti. Termine che in qualche modo trovo decisamente ambiguo se non inquietante (oltre che assurdo naturalmente) e che può aprire nuove strade come , di riflesso, la disumanizzazione della persona, se questa non corrisponde ai criteri selettivi dei sacerdoti del tempio.

Non dovrebbero però mancare sviluppi buffi oltre che grotteschi se penso che faccia farebbe il mio amico di infanzia - che di cognome fa GAY - se un giorno cominciassero a pronunciarlo GHEI :-)

Fabio

Nessie said...

Persona umana direi che è "somaresca" quanto "giustizia giusta" e "democrazia rappresentativa". E pensiamo un po' all'abuso del termine "a misura d'uomo": edilizia a misura d'uomo, scienza a misura d'uomo, tecnologia a misura d'uomo, ecc. Ciao Fabio

Josh said...

Esilarante e tristissimo questo somario. Comunque l'espressione 'bella persona', almeno a voce e non per iscritto, lo trovo di solito riferito a un m o f brutti fuori ma belli dentro, e così si dice, con faccia contrita ma dall'aria assorta e impegnata, tutti atteggiati: "è una bella persona", in pratica implica che esteticamente sia una ciofeca, ma le/gli si riconosce un animo di valore.

La cosa che mi da più fastidio da un punto di vista linguistico,Nessie, è la moda del 'piuttosto ch'e e il 'quant'altro', peggio ancora se abbinati, in frasi tipo queste per es. al ristorante:
"Oggi abbiamo gamberi piuttosto che gamberoni piuttosto che scampi piuttosto che mazzancolle piuttosto che astice, e quant'altro".
Con la costruzione ad elenco, troncata da un 'e quant'altro' tra capo e collo alla fine, sono capace di alzarmi di botto e cambiare ristorante.

La vexata quaestio su chi assumere in tempi di crisi, che ci mostra Pseudosauro al link, la dice lunga a che livello di somaraggine sia arrivata la nostra civiltà al capolinea.

Nessie said...

Ahhh! Bravo Josh, che ci ricordi la menata del "bello dentro" che viene ripreso anche da una famosa marca di acque minerali per lo slogan "belli fuori perché belli dentro" :-).
Non parlarmi poi del "quantaltro" di dipietresca memoria e del "piuttosto" nell'accezione che hai indicato tu e che dicevano le ragazzine di "Non è la Rai" (Ambra Angiolini in testa). Da allora si è diffuso. Pensa te che Gran Larousse che abbiamo!

Anonymous said...

"Materiale umano".
Quanto detesto queste parole per indicare delle persone, tipo "L'allenatore deve valutare con attenzione il materiale umano che ha a disposizione".


Domenicotis

Nessie said...

Materiale umano...Uhm, è vero, Domenicotis, questa mancava al somario :-).
E le "eccellenze" dove le mettiamo? Improvvisamente i migliori nell'ambito professionale diventano delle "eccellenze". Ci sono delle eccellenze di qua, delle eccellenze di là...

Marshall said...

Nessie,
appena vista la foto di un asino, pensavo volessi parlare dell'omonimo romanzo del Guerrazzi.:-)
Ciao.

Angelo D'Amore said...

a proposito, dimenticavo il neologismo "gomorra", termine ormai inserito a livello quasi antropologico, nel tessuto della devianza comportamentale.

grazie per il tuo commento.

Marshall said...

E che ne dite di Loft ?

Andreste ad abitare in una sorta di scatolone arredato che si richiama al termine di "loffa"? Una parola con cui i meridionali del napoletano chiamano le scorreggie fatte con poca, o senza emissione di rumore, ma che sono molto puzzolenti? Le "loffe", appunto.

Eppure, negli anni del boom immobiliare (fino a due anni fa), tali mini pezzature avevano raggiunto, e anche superato, i 10.000 euro al mq. (con rivalutazioni annue a due cifre), nel centro di Milano.

Nessie said...

Marsh, il "loft" è un po' come la "mise" per indicare l'abbigliamento o l'hair stylist per indicare il più banale "parrucchiere". Fa parte di quella pigrizia mentale di cui dicevo nel post. Improvvisamente non sappiamo più trovare i vocaboli della nostra lingua. Tu chiamala se vuoi "contaminazione" universale :-)

Nessie said...

Angelo, oltre che la "gomorra" instesa come neologismo, c'è anche la "cultura della camorra", "la cultura della mafia", la "cultura della 'ndrangheta" ecc. Come se queste fossero associazioni benefiche portatrici di cultura invece che di crimine.

Josh said...

C'è da aggiungere che il 'loft' ha fatto il boom (...) da quando era pure il nomignolo della nuova sede del Pd.
Come dire, Marsh, agostinianamente, nomina sunt consequentia rerum :DD

Anche dalle mie parti andava di moda a cifre altissime: in realtà si tratta di una specie di bassi napoletani, spesso a piano terra, o seminterrati o ex cantina, quindi umidi, a rischio topi e blatte e non ben esposti alla luce, poche finestre, stanza unica, venduti inspiegabilmente a peso d'oro come residuo di "cultura postindustriale". Ben pochi tra i loft però erano davvero ex fabbriche dei primi 900 recuperati magari con metrature sopra i 150-200 mq.

Marshall said...

Josh,
giuro che non ne sapevo niente, del collegamento con il PD, ma la faccenda, collegata alle "loffe" m'ha fatto sorridere (ridere), e non poco. E poi, non conosco quel tuo latino profondo, ma ne ho immaginato il senso, per cui m'è uscita spontaneamente un'altra risata (un sorriso). Non ti facevo lo spirito di emulazione per Sarcastycon :-))

Il tuo commento mi porta ai Bassi di Napoli. Ne parla Matilde Serao in tutte le sue opere, con profonda umanità e molta nostalgia. Di lei ho letto: Il paese di Cuccagna, e L'Oro di Napoli. E' stato proprio con Il Paese di Cuccagna che circa 15 anni fa ho iniziato ad apppassionarmi di letteratura. E' stato un piacere, avermi ricordato dei Bassi.

Anonymous said...

Ciao Nessie, spero di non andare troppo fuori tema ma sono passato dopo mesi da Tocqueville e ho trovato sorprendenti e poco rassicuranti richiami con l'argomento da te trattato. Ma è ancora di "centrodestra"? Da qualche post che ho letto mi sembra un salotto del PD con lessico d'ordinanza annesso. Se è così altrochè "convergenze parallele" ...
Scarthorse

Nessie said...

Scart, visto che parli di "convergenze parallele" col PD, aggiungiamo pure un'altra parolaccia ormai logora: bipartisan. Ormai c'è l'ossessione dello "spirito bipartisan" ad ogni costo, una variante del cosiddetto "dialogo". TCQV ha dentro troppe anime per andare d'accordo con se stesso. Ultimamente poi pare che il suo sport preferito sia sparare su Giulio Tremonti. Si vede che hanno piani economici... migliori. Magari amerikani. O di Bernie Madoff. Eh eh! Non aggiungo altro.

Marshall said...

Josh,
devo fare una modifica al mio commento precedente.
"L'Oro di Napoli" è di Giuseppe Marotta, nel quale descrive, anche lui, con struggente nostalgia la vita nei "bassi"; il titolo della Serao è, invece, "Il Ventre di Napoli".
Anche Luciano De Crescenzo, nel celeberrimo "Così parlò Bellavista", ambienta alcuni episodi nei "bassi", nella maniera "pittoresca" del suo stile distinguibile.

Marshall said...

Nessie,
Un titolone di CorMilano del 17 luglio 2007 diceva:
IN CIMA AL PIRELLONE UNA BUVETTE E WEBCAM IN DIRETTA SULLA CITTA.
In quanti l'avran capito sul momento?

Nessie said...

Dopo un "briefing" hanno offerto un "brunch" a tutti , caro Marsh :-).
Ora poi anche per un invito a pranzo si dice un invito a "colazione".

Josh said...

Mi viene in mente un anglicismo, usato e stra-abusato almeno dalle mie parti. Si trova spessissimo tra le richieste delle aziende che assumono, e ormai non significa assolutamente nulla:

"attitudine al problem solving".

Il contesto iniziale era la logistica, ma in senso lato implicava che uno non fosse al 100% imbranato e impedito, un minimo creativo e veloce, e sapesse districarsi nei problemi d'ufficio e relazioni con i clienti che si presentavano durante la giornata di lavoro, ma è anche vero che proviene da quel "lessico aziendale" tutto esortazioni e ...brainwashing che fa tanto anglosassone.
Oggi non c'è un'inserzione dove questa criptica frase manchi.

Josh said...

Nessie, ma te l'immagini se uno avesse l'attitudine al 'problem creating'? :DD

Sempre in ambito aziendale, i neologismi sbagliati sono a scoppio continuo.
“Impattare” in frasi come ‘impatta sul cliente’, sostantivo trasformato forzatamente in verbo, di solito, significa che ‘i costi gravano su’.
‘Risorse umane’ al posto di persone, personale.
‘Customizzare’ derivato da custom, cliente, significherebbe modificare un prodotto per rispondere alle esigenze di un singolo cliente.
Dal campo informatico: ‘Runnare’ (si legge rannare) che sarebbe ‘run’ inteso come "far girare un software"
Brand…. da cui "S-brandizzare"... (togliere da un'immagine tutti i marchi pubblicitari...)

E poi con i nuovi linguaggi oggi si può dire “Ho investito parte del tempo a fare team building” ma vuol dire “Ho perso tutto il giorno a cianciare con i colleghi”
:)

Nessie said...

Caro Josh, abbiamo già il politichese, l'economichese, il sindacalese, lo psicanalese, perciò è pure ovvio che ci sia l'AZIENDALESE. E il "brainstorming" dove lo mettiamo? E il flash report? O il monthly report, invece della relazione mensile?
Nell'ambito del politichese le assemblee plenarie e i raduni si chiamano "convention". E le coalizioni di partito diventano il "rassemblement".
C'è pure il pedagogese come ben saprai, e lì ti puoi divertire ad libitum col somario, con termini come:
- Griglie di valutazione
- mappe di ricognizione
- debito o credito
- lezione frontale
- compresenza
- buon inserimento, cattivo inserimento
obbiettivi a lungo, a medio o a breve termine.
- docimologia
e immagino che di panzane da aggiungere al somario ne avrai tante altre.

Marshall said...

Nessie,
ma tu vuoi mettere? Chiamare "convention" un semplice raduno, o un'assemblea plenaria?
Com'è molto più roboante la parola Convention!
Ieri sono stato alla convention...tal dei tali; e subito acquisisci un prestigio superiore, che se fossi stato ad un semplice raduno :-)

Orpheus said...

Ciao Nessie molto esilarante il tuo "somario"...a dire il vero, un po' mi ci sono riconosciuta, ormai molti termini, sono di uso comune a chi tiene un blog...a proposito, "bloggare" é stato citato?
Penso che la lingua cambi e si evolva (o involva) a seconda dei punti di vista, per adattarsi ai tempi.
Purtroppo, nelle nuove generazioni, c'è uno scempio dell'ortografia veramente grave.
Faccio riferimento a chi usa al posto del "ch" la K, del "per" una x
A posto di verbi come "sei" il numero 6 e via dicendo.
Questo modo di scrivere mi urta veramente tanto.
Ciao mary

Lo PseudoSauro said...

Dopotutto la civilta' europea nasce in Mesopotamia dai "Sumeri"... molto filologico :-)

Nessie said...

Caro Marsh, la "convention" proviene dagli Usa la cui campagna elettorale dura due anni (Dio ci liberi!). E pure il termine "governo ombra" (shadow government) è anglossassone. Ma queste aquile (anzi, polli) di nostri politici che "copiano i compiti" almeno lo sapranno o fanno i finti tonti? Vedo che abbiamo molta autonomia...linguistica.

Nessie said...

Cara Mary, nel "somario", chi tanto o chi poco, purtroppo ci siamo dentro un po' tutti. Senza distinzioni di segno politico. Per questo è bene di tanto in tanto, fermarsi a riflettere. Anche perché la fretta nello scrivere, ci rende pigri e con un linguaggio prefabbricato a portata di mano, di cui finiamo tutti quanti col servircene. No, "bloggare" non l'ho ancora inventariato e grazie per il suggerimento :-).
Ho notato anch'io la mania (specie tra i più giovani) di scrivere i digrammi "che" con la K. Ma te lo immagini scrivere: "Getta la Kiave?"
Gli sms sconvolgono purtroppo perfino l'ortografia.

Sauro, dai Sumeri ai Somari, è una pessima evoluzione della specie :-)

Alessandro Giorgiutti said...

Bellissimo post. Io vorrei aggiungere alcune espressioni che detesto, tratte dal linguaggio parlato. L'ingiunzione: "divertiti!" e la domanda: "che c'è di male?", per esempio. E poi l'insoffribile "amare la vita".

Certo, leggendo i gustosi commenti mi sono accorto che in alcune banalità ci cado spesso anch'io. Ora ci starò più attento. Concordo sulle cattive abitudini indotte dall'uso degli sms. Io odio le abbreviazioni, i xché o peggio i xké... Una volta mi tenevo lontano anche dalle cosiddette "faccine" ma poi mi sono convertito. E anche tu, Nessie, vedo che ne fai largo uso...

;-)

Aldo said...

La somaraggine avrà anche un certo peso, ma a me pare che molte delle storture linguistiche di maggior presa siano tendenziose in modo sospetto. In altra parole, secondo me sono un mezzo di formazione del comune sentire, di indirizzamento del pensiero. Giusto per farvi un'idea, pensate a come si è allargato il concetto abbinato al lemma "razzista", che oggidì include a sproposito un sacco di significati che con il razzismo, quello vero, non hanno proprio nulla a che spartire.

Tra i termini citati nel post, invece, quello che mi risulta più odioso è "consumatore" che (ovviamente) ha il suo complementare nell'altrettanto odioso ed abusato "produttore". Con tutte le implicazioni ideologiche intrinseche nella loro contrapposizione sistematica.

Aldo said...

P.S. Con quel che leggo e sento a scuola non nutro alcuna speranza per il futuro della nostra un tempo ricchissima lingua.

Nessie said...

Grazie Alessandro. Purtroppo le faccine le facciamo un po' tutti, dato che la comunicazione virtuale è asettica e priva di quell'espressività legata alle vere conversazioni. Xché e altre bellurie da sms evito di scriverle anch'io. E che dire di espressioni come "pensa positivo"? Lo scrivono in inglese pure sulle magliette quel dannato THINK POSITIVE. Ed è diventato quasi un dogma.

Nessie said...

Aldo, il termine "razzismo, razzista e xenofobo" sono la Madre di tutto il Somario. Specie per l'abuso, la mistificazione e l'uso intimidatorio e ricattatorio che se ne fa.
Quanto alla scuola e al linguaggio in Burocratese che sentirai quotidianamente nei cosiddetti "organi collegiali" (già il termine in sé mi fa ridere) penso che non avrai che l'imbarazzo della scelta.
A proposito, te l'hanno dato qualche volta il "fondo incentivante"? Ovvero quell'obolo caritativo che si dà a chi promuove un progetto didattico particolare? Mammamia: che incentivazione!

Aldo said...

No, Nessie, non ricevo nessun "fondo incentivante", perché ritengo che il mio mestiere sia già impegnativo più che a sufficienza nella sua versione "base". Uno dei miei modi di essere richiede che, piuttosto che lavorare come degli alienati per aumentare le entrate, è più saggio ridurre le uscite per poter vivere il proprio tempo libero. Che soddisfazione rispondere al dirigente che mi proponeva di fare corsi su corsi ("sai, c'è da guadagnare un cifretta, ed oggigiorno...") "no grazie, non ne ho proprio bisogno"!

E comunque, quando parlavo dello scadimento del linguaggio non mi riferivo al burocratese, per quanto anche quello faccia schifo assai. Parlavo invece di quel gergo che così tanti studenti si ostinano a chiamare del tutto inappropriatamente "italiano". Tra i ragazzini, coloro che parlano il vero italiano sono rimasti davvero pochini.

P.S. Se ti fanno ridere gli "organi collegiali", pensa all'abbinamento tra "carta dei servizi" e "prove di evacuazione"...

Nessie said...

Non ci avevo pensato Aldo: davvero un bell'abbinamento!
Ma anche il "debito formativo" che sostituisce i vecchi esami di riparazione, non scherza. Se è debito, non può essere formativo. Così suggerirebbe la logica.

galerius said...

Forse fra tutti quello che detesto di più è il "piuttosto che" usato con valore disgiuntivo. Ma ci vuol tanto a dire semplicemente "o", "oppure"...?!

Fabio, Gay è un cognome valdese tipico della mia zona ( abito in val Pellice ) ; posso dirti che l'ho già sentito pronunciare "ghèi" da persone non di qui.

Nessie said...

Sì Galerius, questo "piuttosto che" usato al posto di "oppure" sta sulle scatole anche a me e a molti degli amici che hanno già posto commento.

NB: Starò via per qualche giorno e non potrò aggiornare questo blog. Se i commenti staranno un po' in moderazione, non preoccupatevi.

Vanda said...

Illuminante e divertente: grazie Saura!

Anonymous said...

Ho notato che i politici dicono spesso." Le donne e gli uomini che...ecc.; Una volta si diceva:"Gli uomini e le donne che...ecc.". Ecco, ormai si antepone il femminile al maschile solo per posa. Questo mi da estremamente fastidio.

Anonymous said...

OPS...Scusa ma ho dimenticato di firmarmi prima, Kaminito...

Nessie said...

Grazie Vanda!

Kaminito, non mi è sfuggita la sviolinata ipocrita alle donnne, specie durante la campagna elettorale, dove iniziano sempre con "gentile elettrici" prima di elettori.
A proposito, mentre scrivo con questo baracco lentissimo (sono fuori per weekend) mi viene in mente "trasversale": un altro termine che odio. Ormai gli schieramenti politici sono diventati tutti "trasversali", di modo che uno si trova a votare per una forza politica, ma se ne trova un'altra. In forza della "trasversalità".

Anonymous said...

Vedo che si è già citato l'aziendalese con le sue trovate linguistiche totalmente idiote. D'altro canto, non ci si può attendere poi molto da un ambiente che pone al vertice sostanziale chi maneggia vapori ed ectoplasmi finanziari e chi tiene i contatti con i clienti - spesso irretendoli a suon di panzane e fanfaluche irrealizzabili - anziché chi realmente partorisce idee, sforna invenzioni e soluzioni, risolve problemi, fa insomma funzionare l'intera baracca...
Vorrei qui stigmatizzare l'abuso ed il saccheggio, a dir poco osceno, di termini altamente specialistici, che ne stravolge del tutto il significato. E' il caso, ad esempio, di "teorema" che indica in logica e matematica la più solida, eterna, rigorosa e conseguente delle verità alla quale in assoluto mente umana possa sperare di giungere, entro un sistema assiomatico dato. Ebbene, gli imbrattacarte delle cronache giudiziarie, i politicanti e anche qualche azzeccagarbugli hanno da tempo preso abominevolmente ad usare il termine per indicare - in modo raccapricciante -l'esatto contrario, ossia un cumulo di ipotesi accusatorie aprioristiche, spesso del tutto indimostrabili !!!
Chiudo aggiungendo solo che personalmente non sono del tutto avverso al "quant'altro" in chiusura d'elenchi: nell'ambito di discorsi e scritti lunghi ed articolati si tratta sovente dell'unica locuzione impiegabile per evitare ripetizioni di quell'et cetera (minutalia) che di sinonimi immediati in italiano, semplicemente, non ne ha...

Francesco said...

Cosa c'è che non va nel dire "buonissimo"?

Nessie said...

C'è che nel corretto italiano si dovrebbe dire "ottimo".

Francesco said...

Lungi da me qualunque intento polemico, però "buonissimo" (anzi, se applicassimo ancora la vecchia regola del dittongo mobile dovremmo dire "bonissimo") può essere correttamente utilizzato come superlativo di "buono".

Ciao

Polìscor said...

Ragazzi, non dimentichiamo le basi: "EMERGENZA" ;-)