05 February 2016

Denunciati!











Verrebbe da scrivere WANTED, come negli western. Ma essere stati denunciati è già qualcosa. Parlo di Renzi, Alfano e Orlando,  denunciati dal padre del David Raggi, il ragazzo ucciso da un marocchino con un vetro di bottiglia rotto, in quel di Terni.  Come ho spiegato in numerosi altri post, siamo all'immigrazione sostitutiva. E non solo all'invasione di transito fine a se stessa. Se poi un marocchino che ha accumulato numerosi capi di imputazione si trova a circolare libero a Terni ubriaco perso nonché "omicida per caso", è chiaro l'intento da parte di chi ci governa: sguinzagliarlo perché possa  appositamente delinquere. I piani di decimazione della popolazione italiana non si contano più: attraverso la delinquenza allogena, attraverso le tasse, attraverso Equitalia, attraverso la sottrazione del lavoro e quella che Monti compiacendosi chiama "la  distruzione della domanda interna" (artefice: lui), attraverso l'esproprio delle case, specialmente ai vecchi. Poi, intervengono le modificazioni climatiche: alluvioni, terremoti, catastrofi che vengono definite "naturali", ma che non lo sono. Da ultimo, virus, batteri ed epidemie opportunamente inoculate (l'ultima della serie si chiama Zika). Tutte trappole letali messe surrettiziamente nel nostro percorso, e guai a chi osa darmi  della "complottista". 

Ma torniamo alla vicenda di Terni. Il fratello del povero ragazzo è stato intervistato da due vere e proprie canaglie  della cosiddetta informazione: Cruciani e Parenzo. A mio avviso avrebbe dovuto rifiutarsi, tenuto conto dell'infimo quoziente intellettivo dei due di La Zanzara, di cui hanno dato già ampiamente prova. Leggete qui che razza di livello è l'intervista. Roba da mettere gli autori in galera.
Come è noto papà Raggi ha denunciato le tre cariche dello stato: il Capo del Governo, il Ministro di Grazia e Giustizia, il  Ministro dell'Interno. E ha chiesto un risarcimento di 2 milioni  di euro che andranno in beneficenza, consapevole che niente  e nessuno potrà restituirgli il figlio ucciso. 
 Forse è illusorio che questo povero padre e questa povera famiglia possa ottenere un po' di giustizia. Ed è illusorio denunciare e rivolgersi proprio a a quella magistratura che rappresenta il braccio armato di questo stato delle cose, e che certamente darà ragione al bel Trio istituzionale. Ma parla chiaro il pamphlet mostrato dall'avvocato di famiglia in tv: il marocchino a nome Amin Assoul ha venti pagine di capi di imputazione, era già stato espulso ma si trovava lì, dove non avrebbe dovuto essere, col collo di bottiglia rotto pronto ad avventarsi addosso e a  sgozzare quel povero ragazzo 27enne. Pertanto,  la mossa della famiglia Raggi ha  un alto valore morale ed etico.
In compenso Renzi (l'unico a credere ancora  nella bontà di Schengen e rimasto pertanto col cerino in mano) va ululando ai quattro venti:  "Noi salviamo vite".

Quali vite? Le vite degli altri, a discapito della nostra? Le vite lontane a discapito di quelle vicine?  Proprio in questi giorni si sono svolti i funerali dell'ennesima vittima di Equitalia dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da capogiro - un imprenditore 51enne   di Genova lasciato solo nell'angoscia e nella disperazione, e costretto a suicidarsi. Le vite dell'"universo-mondo" vanno salvate. Le vite di coloro i quali  stanno dietro casa sua, invece devono essere immolate. E per quale causa? 
 Il silenzio degli agnelli innocenti ed espiatori deve essere in qualche modo interrotto. Nessun Italiano deve più morire senza che si possa dire e denunciare perché, e per mano di chi,  è morto. 

    01 February 2016

    Il declino del coraggio nel pensiero politico

    Mi ha incuriosito  un post di Giampaolo Rossi (l'Anarca),  il quale quand'era nell'aggregatore Tocqueville scriveva cose insolite e non conformi al pensiero corrente, forse perché allora non era preoccupato di "stare sulla notizia". Parla di Camille Paglia, saggista, critica d'arte. Ecco il titolo "La lesbica antigay Camille Paglia e il coraggio della libertà"


    Seguono vari paragrafi qui sintetizzati:
    Femminismo - È femminista ma disprezza il femminismo contemporaneo che definisce “malato, indiscriminato e nevrotico” e lo rincorre con spietata ironia


    Sinistra - Camille Paglia è di sinistra ma riconosce che “i Democratici che pretendono di parlare ai poveri e ai diseredati, sono sempre più il partito di un’élite fatta d’intellettuali e accademici”.

    Atea - Camille Paglia è atea ma guai a chi le tocca il ruolo storico della religione e sopratutto del cristianesimo: “ho un rispetto enorme per la religione, che considero una fonte di valore psicologico, etico e culturale infinitamente più ricca dello sciocco e mortifero post-strutturalismo, che è diventato una religione secolarizzata”. (cliccare per leggere l'intervista concessa a Tempi)


    Lesbica - Camille Paglia è lesbica ed in molte interviste ricorda la sua attitudine giovanile transessuale, eppure ammette che “i codici morali sono la civiltà. Senza di essi saremmo sopraffatti dalla caotica barbarie del sesso, dalla tirannia della natura”. 


    Insomma, letta così sembrerebbe una versione conservatrice del "non solo ma anche" di veltroniana memoria. O del "qui lo dico e qui lo nego" di un tal Lucio Smentisco.


    Vengo al dunque. Camille Paglia della quale ho letto il suo saggio più importante dal titolo "Sexual Personae" del 1990 pubblicato dalla Einaudi, è una brillante critica e storica dell'arte, traccia parallelismi iconografici azzardati, crea volutamente sensazionalismo, secondo metodo e  stile  da lei stessa dichiarati in questo modo: "Il metodo a cui mi attengo è una forma di deliberato sensazionalismo: cerco di contemperare l'intelletto col sentimento stimolando nel lettore la più ampia gamma di risposte emotive", nella sua galleria di dramatis personae  assunte come "modelli sessuali", da Nefertiti a Emily Dickinson, 
    Allieva di Harold Bloom, crea paradossi, epigrammi, riflessioni, classificazioni di archetipi davanti all'immagine, estrapolando liberamente e in modo eterodosso,  dalla storia dell'Arte e della Letteratura. Si può leggere ed è piacevole, certamente. Ma da questo a prendere le sue opinioni politiche  quali modelli per esercitare il nostro legittimo diritto di critica su certi temi scottanti,  ce ne corre! 
    Consideriamo inoltre il fatto che qui in Europa siamo assai più viziati degli Americani in fatto di cervelli fini:  abbiamo illustri critici d'arte di livello anche superiore alla Paglia. Penso a Jean Clair in Francia, al nostro grande critico artistico e letterario Mario Praz, a Roberto Longhi, a Federico Zeri e a tanti altri studiosi che non hanno mai avuto bisogno di "far clamore" per venire apprezzati.

    Ma torniamo al su citato post. Vogliamo criticare le lesbiche e il loro concetto di femminilità, maternità e di coppia?Allora smettiamola di servirci delle lesbiche (magari dissidenti) e usciamo allo scoperto. Vogliamo criticare gli omosessuali? smettiamola di servirci dell'opinione di  omosessuali "divergenti" per legittimare la nostra critica (della serie, "io ho un amico gay che però la pensa come me"), nel timore di sentirci appiccicare l'etichetta di "omofobo" (ve lo diranno lo stesso). Vogliamo criticare l'ateismo laicista e la messa al bando dei simboli religiosi cristiani nel nostro paese?
    Finiamola di servirci dell' "ateo di turno" (magari devoto) per non passare per bigotti, nell'illusione di dare maggior forza e più peso al nostro pensiero.

    Vogliamo criticare il femminismo? Smettiamola di servirci della femminista del dissenso.
    Vogliamo criticare l'islam? Smettiamola di usare l'islamico illuminato e "moderato" che ha la fortuna di accedere ai media cosiddetti occidentali, facendocene paravento nell'illusione di evitare l'accusa di "islamofobia" (ve la rifileranno ugualmente).
     Non ci piacciono le politiche di Israele? Basta con la faccenda dell'amico ebreo antisionista. O del rabbino antisionista pronto per l'uso così, per paura di essere etichettati "antisemiti", (intanto lo diranno lo stesso e comunque). Come pure vi daranno dell'anti-americanista incallito nonché ostile alla "democrazia", se osate criticare le politiche aggressive della Casa Bianca.

    Così facendo, ci facciamo scudo umano di minoranze nel  timore di doverle criticare direttamente e senza orpelli retorici. Ci auto-censuriamo  nel nostro libero esercizio della critica, rinunciando all'avventura straordinaria di un pensiero umano non imbrigliato. Per la felicità  dei gonzi che vanno dietro con i  peana e le laudi sperticate all'indirizzo di quella "gran donna" nonché spirito illuminato e discernente di Camille Paglia solo perché, pur essendo "de sinistra" dice "qualcosa di destra", pur essendo gay ne dice peste e corna, e così via (leggere i commenti dal blog G.P.Rossi).

    G.P. Rossi nel suo post, usa un personaggio anomalo in tutto che però vorrebbe essere dannatamente normale e fa acrobazie dialettiche per farcelo sapere. Non gli è venuto in mente che anche questo potrebbe essere una forma di "sensazionalismo"  di ordine mediatico da parte dell'astuta scrittrice, allo scopo di far parlare di sé? Camille Paglia con il suo "prendo le distanze da me stessa in quanto minoranza nella minoranza", ci è riuscita benissimo:  nella stampa statunitense, così come nella nostra. 
    Il famoso Non solo, ma anche... comunque lo si rigiri, è una litania  retorica che deve finire. A sinistra come a destra. Come pure, nel caso della Paglia, fate quel che dico io, ma non fate quel che faccio io. 
    Per oltre dieci anni la Paglia ha convissuto con l'artista Alison Maddex e ha adottato pure suo figlio. Un'antesignana dunque di quello "stepchild adoption" che si vuole introdurre in Italia. 
    Mi aspetto -  visti i presupposti -  una "dissociazione" tardiva del tipo: ho adottato il figlio di un'altra donna, ma sono contro le adozioni gay. Qui lo dico, qui lo faccio e qui lo nego

    Che coraggio ci vuole nel fare qualcosa di non conforme alla natura per poi parlare male della sua stessa categoria e di quelli che, come lei,  fanno altrettanto? 

    C'è forse bisogno di ricordare che, come scrive Solženicyn,  il declino del coraggio è stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, il segno precorritore della fine?




    27 January 2016

    Cirinnà, il ddl della disgregazione

    Martedi 2 febbraio il ddl Cirinnà  (nella foto la senatrice del Pd) avrà il suo  passaggio al senato. Avrebbe dovuto avvenire domani ma poi  è slittato a martedi. Passerà, non passerà, si andrà al referendum? Difficile fare previsioni. La cosa che mi ha colpito è la latitanza e la freddezza delle autorità religiose in queste circostanze.  Già, prevale anche nella CEI il chi sono io per giudicare? e per intervenire? e per dire la mia? per oppormi? per contrappormi? per distinguermi dai luoghi comuni dei media?

     In primis, l'intervista di Galantino sul   Corriere della Sera  (il vescovo Nunzio Galantino, segretario della Cei, riconosce il dovere dello Stato di legiferare sulle «unioni di tipo diverso» che vengono crescendo nella società ma ...). Dunque la lobby gay è presente anche in Vaticano e Galantino gli tira una bella ciambella di salvataggio.
    Segue  a distanza di qualche giorno la tiepida dichiarazione di Bergoglio che fa letteralmente ridere. Perché ha aspettato tanto per dire "qualcosa di cattolico"?  Ecco la sua dichiarazione in extremis:  "Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione".

    Ma no! Ma davvero? e che scoperta sarebbe per un papa? Queste cose ormai le dicono anche i laici. Forse è troppo impegnato in  relativiste e "sincretiche" cerimonie "interreligiose" con altre religioni, in cerca del Dio Unico. 

    Arriva per terzo, il card. Bagnasco a scoprire delle ovvietà. Dapprima ha tentato qualunquisticamente di minimizzare dicendo che le priorità sono "ben altre" (lavoro, disoccupazione cc.). Poi, messo alle corde, è stato costretto ad aggiungere che i bambini "non sono mai un diritto poiché non sono cose "da produrre" ( "la famiglia ha una identità unica e propria riconosciuta dalla Costituzione e dal sentire della gente"). Che la famiglia è una questione di identità antropologica (madre-donna, padre-uomo).
    Siamo, con ogni evidenza,  alle considerazioni di Monsieur de Lapalisse. 
    Non sarà che è proprio la grande mobilitazione laica e civile che ha messo un po' di premura a chi finora ha praticato un morbido laissez-faire di ordine morale? 

    Ma veniamo al ddl Cirinnà e a cosa contempla nei suoi 19 articoli:

    Due persone dello stesso sesso possono costituire un’unione civile tramite dichiarazione di fronte all’Ufficiale di stato civile e in presenza di due testimoni. A tal fine, è istituito il Registro nazionale delle Unioni civili. Le persone che vogliono unirsi in unione civile devono dichiarare quale cognome vogliono scegliere oppure mantenere entrambi i cognomi della coppia.


    Diritti riconosciuti

    Le coppie avranno gli stessi diritti e doveri che sorgono dal matrimonio: hanno l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale e collaborazione nella vita comune; devono scegliere il regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni).

    Alle coppie sono estesi i diritti in materia previdenziale – compresa le reversibilità della pensione – e sanitaria previsti per le coppie sposate.

    In caso di morte del partner si applicano le stesse regole previste per la successione legittima delle coppie sposate. Si può succedere al defunto nel contratto di affitto dell’abitazione.

    E’ consentita solo l’adozione di un bambino che sia già riconosciuto figlio di uno dei membri della coppia (Stepchild Adoption).
    I matrimoni contratti all’estero e i matrimoni nei quali un coniuge ha cambiato sesso possono essere riconosciuti come unioni civili ed essere trascritte nel registro.
    L’Unione civile si scioglie per comune accordo o per decisione unilaterale. Lo scioglimento avviene entro tre mesi dalla comunicazione all’ufficio del registro.
    Al membro della coppia che non sia in grado di provvedere alle proprie necessità è corrisposto un assegno di mantenimento (in ogni caso, ecco  il PDF integrale)

    L'estensione alla coppia gay dell'adozione di un bambino (magari di precedente matrimonio), riconosciuto figlio di uno dei componenti della coppia omosex, viene chiamata col nome inglese di "Stepchild adoption". Ennesima turlupinatura e nefandezza all' inglese. Soprattutto la prova provata che non siamo più un paese sovrano, visto che le leggi d'Italia si dovrebbero scrivere in Lingua Italiana. Rigorosamente italiana. Con titolazione dei paragrafi in Italiano.

    Inoltre detto Disegno di Legge, contiene vistosi elementi di incostituzionalità e 100 giuristi ne stigmatizzano i contenuti. Per cominciare la nostra Costituzione configura un regime privilegiato per la famiglia (art. 29  “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.)
    Questo ddl vuole svilire questa preferenza, attribuendo lo stesso regime della famiglia ad altre diverse forme di convivenza. Un altro modo per mandare in rottamazione la Costituzione. 


    Sabato 30 ci sarà il Family Day a Roma (Circo Massimo) . Come di consueto, c'è già il balletto di chi ci va, di chi non ci va, di chi si defila all'ultimo momento, di chi ha uno scranno parlamentare ma va a "titolo personale". Di chi ha una carica istituzionale, non è d'accordo con la Cirinnà, ma non vuole perderlo (Alfano e alfanoidi)... e via con le prevedibili pagliacciate in technicolor. E comunque un calderone dove sono dentro tutti: neocatecumenali (non sarà presente Kiko Arguello), focolarini, ciellini, laici, credenti, non credenti, la Manif pour Tous, Movimenti per la Vita, forzitalici, leghisti, forzanovisti, fratelli d'Italia, casapound  e chi ci sta... 
    Vabbé, purché riesca a smuovere qualcosa. In ballo c'è davvero molto. Ci sono la salvaguardia dell'infanzia e i diritti dei fanciulli ad avere dei veri genitori e non genitore A e genitore B; c'è la mercificazione del corpo femminile mediante "gli uteri in affitto" che necessariamente avverrà, dato che due uomini non possono procreare (l'effetto Elton John, per intenderci), con uteri comprati nei paesi più poveri dove la donna "costa meno". C'è la famiglia naturale ormai priva di diritti sociali che verrà marginalizzata, ridotta a "quota Panda" e schernita.
    Insomma  per l'ennesima volta le solite élites sociopatiche della Ue vogliono sovvertire l'umanità.

    Quanto al Pd, il partito più perversamente corrotto ed euroservo che ci sia, ha già pronto per marzo prossimo, una legge sull'eutanasia, detta ipocritamente legge di fin di vita. L'Agenda mondialista deve andare avanti ad ogni costo.  Non c'è che dire, tutto il loro zelante impegno consiste nel togliere di mezzo gli Italiani.  Bisogna fermarli! 

    23 January 2016

    Come è triste Venezia!




    In  un tempo non molto lontano, Venezia era la meta di sposi e innamorati in viaggio sentimentale. Guardate un po' questa foto a Riva degli Schiavoni...Ambulanti, paccottiglia tarocca di provenienza cinese, abusi d'ogni genere come spaccio e furti la stanno sempre più degradando e deturpando. Non c'è sindaco, né polizia, né carabinieri disposti a sgombrare e presidiare definitivamente località per le quali siamo invidiati in tutto il mondo. La Bellezza delle città italiane, in quanto la più fragile, delicata e vulnerabile delle prerogative non salverà un bel niente e quell'enigmatica frase di Dostoevskij ("la Bellezza salverà il mondo") che la sinistra ha trasformato in un ignobile spot pro Franceschini e il suo ministero dei Beni Culturali, non è mai stata volutamente capita. Ma che volete farci? soprattutto, che volete aspettarvi da gentaglia superficiale, ignorante e  in malafede? Ecco dunque, per chi avesse voglia di approfondire,  il vero significato di quel concetto in un percorso filosofico piuttosto complesso, qui.

    Dunque, per la spiritualità russa,  la Bellezza, più che estetica, possiede una dimensione etica e religiosa.  Pertanto la famosa frase estrapolata da "L'Idiota" di Dostoevskij e pronunciata dal principe Myskin, protagonista del romanzo,  sta a significare che da sempre l'ordine del Bello viene posto come prova induttiva dell'esistenza di Dio. Non ha importanza se poi tutto ciò sia un'illusione o meno: è  questo a cui l'uomo dovrebbe tendere.

    Se lo ficchino in testa l'Unesco, l'Onu, Franceschini, Cacciari e tutta la farlocca intelligentsia de sinistra di lotta e di sgoverno: quell'universo che  vogliono di proposito capovolgere, tende umanamente all'ordine e non al caos.

    Scendo sul pratico. La Bellezza italica (nata pertanto nel segno di Venere) e non presidiata e difesa da Marte (dio della guerra) è destinata a soccombere e a diventare "bottino di guerra" per gli invasori e occupanti. A nulla servono gli spot rassicuranti che utilizzano la famosa frase dostoevskiana in chiave volutamente mistificante. In altre parole, chi vuole che le bellezze del nostro Paese non vengano sfregiate e deturpate,  deve individuare i mandanti di questo sfacelo e correre ai ripari chiudendo l'area di Schengen e cercando di uscire dall'Eurogabbia. Soprattutto, mettersi l'armatura di Marte e di Pallade-Atena e lottare!

    Ecco alcuni recenti rei confessi di questa distruzione.
    Banche e immigrazione, un binomio inscindibile che va sempre più a braccetto, e non ne fanno neanche più  un mistero. E' il caso dell'UBS, grande colosso bancario internazionale che in Svizzera, espone spesso e volentieri capolavori di maestri di pittura nelle vetrine delle sue filiali: che Mecenati! Pensate invece  a noi cosa propone: 


    Secondo la banca svizzera è indispensabile favorire l'aumento degli ingressi di migranti in età da lavoro in terra europea. E il modello da seguire sono le politiche migratorie degli Stati Uniti, che favoriscono la convergenza di giovani da tutto il mondo sui propri territori (il governo americano concede circa un milione di nuovi status di residenti permanenti all'anno). Per questo la Ubs invita in maniera diretta ed esplicita la Ue a raddoppiare il numero di stranieri in arrivo, puntando a fare entrare due milioni di nuove persone all'interno del mercato europeo nei prossimi 10 anni.


    E non è tutto. Avete ascoltato le dichiarazioni di Draghi ieri al Forum internazionale di Davos in Svizzera? tra "cigni neri" e bancarotte prossime venture opportunamente nascoste e  mimetizzate, ecco una funesta frase-chiave:

    L'emergenza dei profughi in Europa rappresenterà per i prossimi anni una sfida enorme ma anche un'opportunità, richiedendo "il più grande progetto di investimenti pubblici che ci sia stato in molti anni". Draghi ha sottolineato che ciò sta contribuendo a una posizione fiscale neutra, se non leggermente espansiva, dell'Eurozona. ( fonte: ansa)

    Sì che avete capito bene! quei soldi che ci negano, che per noi non ci sono  -  quel lavoro che a noi è stato strappato via, polverizzato,  portato altrove, per i nuovi arrivati, non solo c'è, ma si promettono "nuovi  e grandiosi investimenti pubblici". La verità è che noi non siamo più necessari e questa chiamasi, come ho scritto un'infinità di volte, immigrazione sostitutiva. 

    Come è triste Venezia! e come è triste l'Italia che non si ribella alla sua estinzione!

    19 January 2016

    Il Gulag europeo mostra le sue falle

    Queste che leggete sono le dichiarazioni effettuate da tre architetti della Ue: Jacques Attali, Padoa-Schioppa, Giuliano Amato. Tutti e tre si dichiarano rei confessi. Sapevano dell'impianto antidemocratico della UE. TPS lo chiama addirittura "dispotismo illuminato". Attali ammette di "aver dimenticato" di proposito  di scrivere un articolo per uscire dalla trappola di Maastricht. Amato fa dichiarazioni di  intenzionale illeggibilità del Trattato di Lisbona, di cui è stato uno dei redattori. Tanto peggio così: se non altro  i cittadini eviteranno "pericolosi referendum". 

    Capito in che mani  lorde siamo finiti?
    Tuttavia non è detto che le cose andranno secondo i piani criminali di questi loschi figuri. 
    Qualcosa bolle in pentola:..





    Polonia e Ungheria, assieme alla repubblica Ceca, all’Olanda e alla Slovenia, hanno impresso un diverso corso al pensiero unico tedesco e, più in generale, a quello europeo controllato dai poteri straforti. L’immigrazione, innanzitutto. Hanno tirato su fili spinati, alzato muri, deciso che prima entrano i profughi cristiani. 

    Bene lo ha espresso nel servizio che oggi riprendiamo di Maurizio Blondet, dedicato proprio con dovizia di dettagli al nuovo scacchiere geopolitico: “Tutti i poteri forti sono terrificati da quel che sta facendo PiS (Diritto e giustizia) : affermare la propria sovranità per esempio nella scelta dei giudici costituzionali, la prerogativa dello Stato nelle nomine di radio e tv di Stato, soprattutto l’aumento della tassazione sui profitti delle banche (l’aveva già fatto Orban) e preparando un progetto di legge per liberare i poveri debitori polacchi dal peso dei mutui in franchi svizzeri” Eccetera…. -


    Reazione? Le agenzie di rating hanno gridato che quell’economia non è più forte. Mentre “Juncker ha aperto l’infrazione” e Schulz (presidente dell’europarlamento), invitava la Polonia (accusata di perseguire una politica di “putinizzazione” dell’Europa) ad attenersi ai “valori democratici europei”.

    Insomma, un processo. Perché la Polonia ora sfugge al controllo della Germania e quindi della Nato. Eccetera…


    E aggiunge Blondet che “il 6 gennaio, in una località di villeggiatura invernale nel Sud della Polonia, Kaczyński e Orban si son parlati a quattr’occhi per 6 ore. Un lunghissimo colloquio in cui “hanno rinsaldato la storica amicizia polacco-ungherese e gettato le basi di una stretta collaborazione politica tra i due governi”, ossia riconosciuto il comune nemico e deciso di coordinare la reazione contro di esso nel quadro dei rispettivi, e convergenti interessi nazionali”.-



    E il resto? Il resto acconsente, perché gli episcopati polacco e ungherese, non sono usciti ad esternare scomuniche. Tutt’altro. Come più volte scritto da queste pagine, i vescovi polacchi e ungheresi stanno dalla parte giusta, dalla parte dei loro popoli. A differenza della Chiesa italiana che non sta con il popolo italiano bensì con le strutture e le organizzazioni di accoglienza dei migranti. Poi vengono gli sfigati egoisti senza lavoro di casa nostra.


    D’altra parte il fronte indipendentista è proprio nella linea Maginot di quegli stati che da soli si oppongono all’invasione dell’Europa. Sono loro gli stati che secedono dall’Europa. Non occorre sbandierare il no euro o fare alleanze con i post fascisti nazionalisti in Europa per stroncare la Merkel. Occorre fare quello che stanno facendo, con le proprie Chiese al seguito, Polonia e Ungheria e gli altri insieme.

    Paesi a maggioranza cattolica, tranne la repubblica Ceca, e che sono in rotta con El Papa. Ma questo non lo scrivono i giornali. Che invece osannano Bergoglio quando invoca i migranti a resistere. (da  Nuova Indipendenza) .


    Altre chiese, altri stati (cinque, per l'esattezza). Lontani dalla Roma della CEI e del Papa gesuita. Lontani da Bruxelles e da Berlino. Vedremo come e quando  si aprirà  qualche varco di libertà da questa gabbia.