01 May 2016

Primo maggio, su coraggio!




Chi  deteneva  il trust, il monopolio delle piazze, chi sapeva mobilitare "le masse", come si dice nel vecchio slang marxista, ora è al Potere. Inutile pertanto invocare ribellioni a questo stato di cose. Prima sostenevano una potenza nemica l'URSS, poi dopo il crollo del Muro hanno fatto armi e bagagli e senza un minimo di disamina (la famosa "autocritica") si sono trasferiti a sostenere la finanza apolide, l'attuale costruzione liberticida della Ue di Maastricht nonché l'unica superpotenza rimasta sulla piazza, gli USA. Da bruciatori professionisti di bandiere a stelle e strisce ne sono diventati gli adoratori. Curiosamente, da ex adoratori dell'URSS e dell'Est, sono diventati oggi,  i peggiori detrattori della Russia di Putin.
 Poi c'è stato e c'è Obama che è di colore e allora non si può nemmeno più bruciare il manichino di un presidente del genere, come fecero con altri suoi predecessori bianchi nei loro cortei: sarebbe "razzista" e richiamerebbe subito alla mente i crimini del  KKK. Certo che l'hanno pensata bella, i globalisti: evitano perfino il cosiddetto "dissenso" di piazza, brandendo lo scudo pretestuoso del "colore". 

Chi ha memoria per ricordare i vecchi cortei del PCI "Yankee go home" era uno dei loro slogan favoriti. Ora siamo al "Welcome Yankees! ", anche se ci trascinano in guerra, anche se ci riempiono di immigrati fino agli occhi (il discorso di Obama alla Merkel contro i Muri), e la nostra patria (homeland) è la loro. Dopotutto siamo in tempi di "condivisione", come si dice nel linguaggio informatico. Il lavoro è sparito, l'industria è smantellata e desertificata. Chi passa nelle aree industriali un tempo floride della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, vede solo capanni dismessi dai vetri rotti e infestati dalle liane e sterpaglie, regno di bisce e topi.
La classe operaia non va né in Paradiso né all'Inferno: semplicemente non esiste più. Desaparicida. Come non esistono più i commerci, le botteghe storiche, l'artigianato.



Verissimo che è la pletora dei dipendenti pubblici, degli alti burocrati, degli alti papaveri di stato, rimasti i soli a fare casino e a parlare di "diritti acquisiti". Mentre il resto delle cosiddette "masse" è spaventato, annichilito, fiaccato da una crisi che sembra non aver mai fine. Senza contare i numerosi suicidi ad opera di quella testa d'ariete dell'Usura bancaria detta Equitalia. 

Ma il perché sull'esistenza degli ampi strati del settore pubblico è semplice: sono rimasti l'unico zoccolo duro che sostiene elettoralmente il PD. E se il PD perde loro, perde la sua "attuale base elettorale" di consenso. 
Quanto alla scelta delle oligarchie nei confronti dei partiti di sinistra (un tempo PCI, poi  "la Cosa" di Occhetto, poi Pds, poi Ds e oggi Pd) vale quel che ebbe a dichiarare il fu avv. Agnelli, che, non a caso,  si buttò a sinistra e fu senatore per l'Ulivo: poiché a detta sua "la sinistra ha più radici nel sistema". Con questa frase, sapeva bene di cosa parlava.

Quel che trovo stupefacente, invece, è che quando la Fornero fece la "controrifoma" delle pensioni e i sindacati risposero con uno scioperetto-burla di malapena 4 orette, nessun lavoratore prese d'assalto la CGIL che li ha svenduti così miseramente. Ricordo a chi se ne fosse dimenticato che la "tecnica" Elsa Fornero proviene dal PCI e fu consigliere comunale per una lista civica a sostegno del  Pd a Torino. Alla faccia dell'imparzialità "tecnica"!
Tutta la Trimurti è responsabile, ma in particolare la CGIL che nel settembre 2011 ebbe la faccia tosta di fare un corteo per invocare Monti e far destituire il Berlusca. In tv si notavano nel corteo alcuni cartelli con le scritte che invocavano Monti il Salvatore, lo ricordo benissimo. "Noi vogliam Monti" stava quasi per "Noi vogliam Dio che è nostro padre". Si portavano avanti  i trimurtini, molto avanti rispetto a quanto è poi accaduto. 



E accadde poi l'eliminazione dell'art.18, col  loro pieno omertoso consenso. Accadde la controriforma della pensioni Fornero e gli esodati . Accadde la stipula del Job's Act imposto da Renzi verso cui i rappresentanti sindacali fecero finta di pigolare il loro dissenso. Accaddero le truffe sui risparmiatori che depositavano i loro soldi alle "banchette rosse" e si ritrovarono con un pugno di mosche. Una buona mano alla chiusura degli impianti industriali la diede anche la Magistratura: inquinamento, corruzioni... tutto quanto fa buon brodo pur di smantellare, delocalizzare, dismettere ed eliminare fisicamente le fonti del lavoro. 


Domani (che è già oggi)  è il 1 maggio e ci sarà il consueto concertone pop in diretta tv per tenere buone le "masse", organizzato dalla Trimurti. Altro che panem et circenses! C'è la crisi, ma la Trimurti i soldi per pagare i cantanti li trova. E' per il Bene delle "masse"! 

Quella messa in alto. è una foto che nessun lavoratore e nessun italiano dovrebbe MAI dimenticare: la Camusso a Cernobbio al Forum Ambrosetti che se la ride a crepa panza con Monti mentre si abbuffa di cibo al suo stesso desco. Poi ci sono le risate di gioia di Bersani, sempre con Monti. Le sganasciate pacchiane di Renzi con Marchionne. Quindi la vignetta (mitica) di Krancic che mostra una massa all'ammasso implorante un governo di golpisti, quello del 2011-2013 affinché li sfruttino e li tartassino ancora di più. Da allora la situazione è solo peggiorata. E a gestire la società italiana ci sono ancora loro al comando.




26 April 2016

Rassegna stampa(glia) contro i partiti identitari


Norbert Hofer leader del  FPÖ

Questi titolacci si commentano da soli. Guardate e osservate voi cosa si permette di scrivere la nostra stampa sulla vittoria del  FPÖ in Austria. Se poi leggete il contenuto (che vi risparmio), non crediate di trovarci un'analisi corretta sull'invasione, sulla pressione che i paesi confinanti con l'Est hanno dovuto subire in questi anni. Sul fatto che l'Austria è piccolissima (come del resto l'Italia) e, a differenza dei nostri governanti, cerca ancora di mantenere il suo giardino intatto e pulito.Quale reato!

Presidenziali in Austria, al primo turno vince il partito di estrema destra Fpo. Avvertimento xenofobo al super-vertice di Hannover (Huffington post)


Austria: al primo turno delle presidenziali trionfa il partito di estrema destra.  (Corriere della Sera)

LO TSUNAMI HOFER SULLE PRESIDENZIALI IN AUSTRIA: VINCE L'ESTREMA DESTRA, FUORI PARTITI TRADIZIONALI - (rai News)


Austria, l'estrema destra vince il primo turno delle presidenziali (sky TG 24)


Austria, presidenziali: trionfa al primo turno il candidato dell'estrema destra anti-migranti (la Repubblica)


Austria, presidenziali: estrema destra in testa al primo turno (Il Messaggero).


Elezioni Austria, l’ultradestra anti-migranti di Hofer avanti al primo turno. Al ballottaggio sfiderà il leaeder dei Verdi  (Il Fatto quotidiano).

Va un po' meglio con "Libero", che almeno li chiama "nazionalisti" e si augura la fine di questa Europa:

Austria, trionfano i nazionalisti: l'Unione Europa sempre più lontana, a fine mese la petizione contro Bruxelles  (Libero quotidiano).

Meno bene, invece,  Il Giornale che per accontentate il suo padrone di riferimento e il suo pallino per i "moderati" (leggi: il PPE, ovvero uno dei più forti schieramenti eurocratici) , si appiattisce sulla vulgata mainstream: 

Austria, svolta anti immigrati: è il trionfo dell'estrema destra  (il Giornale).

Potrei andare avanti ma mi fermo qui. Non posso fare a meno di fare una constatazione paradossale. Abbiamo fatto ben Tre Guerre di Indipendenza contro l'Austria per cacciare "l'invasore". E anche una Guerra Mondiale, quella del '15- '18,  per rivendicare "le terre irredente" ("non passa lo straniero" della Canzone del Piave).  E ora siamo conciati a dover subire invasioni barbariche dall'Africa, dall'Asia, dall'Est, dall'America Latina. 

Oh Austria felice! Era meglio, a questo punto, chiedere l'annessione a voi, che essere ridotti così. In nome di quale "Progresso" ci tocca subire tutto ciò?

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Qui la Marcia di Radetzky della Filarmonica di Vienna: 

https://www.youtube.com/watch?v=azFmhFvoYbI

E qui il valzer di Johann Strauss (padre) "Voci di Primavera": 

https://www.youtube.com/watch?v=jD3LcGEGn5M

Auguri al  FPÖ , per il secondo turno! Che sia una primavera...austriaca. 

23 April 2016

Obama non vuole la Brexit




E' ufficiale: la Ue è una creatura americana. Macché Unione Sovietica europea! macché EURSS come scriveva Bukovskij nel suo saggio. Sarà "sovietico" l'impianto burocratico, ma poi, come è evidente, quello europeo è un assetto che  piace tanto Oltre Atlantico. Chiedetevi perché. Obama non è nemmeno venuto a presiedere alla conferenza sul clima, da tanto è preoccupato per il referendum inglese del  giugno  prossimo, e  gli rode non  poco l'idea di una Gran Bretagna che si distacca dalla Ue. Non gli piace che si crei un effetto domino.  Non gli garba affatto che l'Alleato di ferro, non faccia più la sua stampella in Europa. Con la scusa di venire a fare gli auguri a Oetzi, la mummia regale  che compie 91 anni, in realtà  viene a cercare rassicurazioni da Cameron. Galeotta fu l'intervista che il presidente americano rilasciò l’11 marzo scorso all'Atlantic Magazine, allorché accusò Cameron e Sarkozy di essere  i responsabili della destabilizzazione della Libia. “Il Paese oggi è nel caos per l’incapacità di Londra e di Parigi di gestire il dopo Gheddafi”. Pare che Cameron non abbia gradito e che tra i due ci siano stati degli attriti. Curioso che con la Clinton al suo servizio, la quale alzò trionfante le dita in segno di vittoria dopo che  Gheddafi venne trucidato barbaramente e sodomizzato coi pali, parafrasando  la frase di Giulio Cesare " We came, we saw, he died" , ora Obama abbia pure l'ardire di scaricare chi lavorava per lui  (i due alleati Nato) attribuendo loro l'intera responsabilità del disastro libico.
Forse lui non c'era; o se c'era, dormiva. 

E' inoltre un caso se tre settimane dopo scoppiò lo scandalo del Panama Papers, tra gli implicati compare proprio Cameron con grave danno per la sua immagine? Forse un avvertimento per tenerlo sotto tiro? In politica tutto è possibile e niente è mai come  appare.  

Intanto qui su Zero Hedge, ecco i "consigli fraterni" di Obama ai Britannici. Consigli o minacce? Poi la sviolinata sulla "fratellanza" e alleanza di ferro che sconfisse il nazi-fascismo. Seguita dall'avvertimento di rischiare contare di meno, in caso di uscita, in particolare negli scambi commerciali con gli Usa.
Sì,  ma nessuna amicizia è mai eterna nella vita, e Barack se ne deve fare una ragione. Che Cameron preferisca fare gli interessi della GB piuttosto che degli USA, mi pare più che legittimo: ciascuno in politica  persegue i propri tornaconti. Con l'eccezione dei nostri politici,  sempre servi e lecchini alle dipendenze altrui, fino a farsi harakiri e a svendere in modo ignobile gli interessi dei loro cittadini.   


Che gli interessi della tanto magnificata "governance mondiale", confliggano non poco con quelli degli stati-nazione, è sempre più evidente. Vedremo in concreto, se quello di Cameron sarà qualche giro di valzer solitario o se andrà a compromettere quella che nei secoli si è consolidata come un'alleanza di ferro. Per il momento si definisce contrario al referendum, e dichiara di volersi spendere per il NO all'uscita della GB dalla Ue.  Tuttavia,  ciò non è sufficiente a tenere tranquillo Obama che è venuto a strigliare gli "alleati di ferro" al punto da aver irritato gli euroscettici, gli eurocontrari come  il sindaco  di Londra Boris Johnson, (nella foto), il quale gli ha dato del "mezzo keniota" ipocrita. Che poi è la verità, dati i natali paterni. Perciò non si capisce nemmeno lo zelo dei laburisti che accusano Johnson  di essere "razzista". Da quando in qua citare la nazionalità  di provenienza è "razzista"?  
Forse mi sbaglierò, ma l'ultima parte del mandato  presidenziale Obama è da patetico "Sunset Boulevard".  


18 April 2016

Greci alle armi e papi scafisti




Strano destino quello della Grecia. Molte delle sue pittoresche isolette (non solo Lesbo), contano ormai più torme di "profughi" che nativi. Eppoi dicono che questa non è invasione. L' Osservatore Romano riferisce che  il presidente della conferenza episcopale cattolica ellenica mons. Fragkiskos Papamanolis rivela che la situazione da quelle parti «ormai non è pacifica. E non sa come si svilupperà,  perché «cresce l' esasperazione della gente». gli abitanti hanno cominciato a comprare armi».

Papamanolis dà ragione ai profughi perché «non resistono nelle situazioni disumane nei centri di accoglienza», ma anche alla popolazione locale «perché temono vedendo reazioni violente dei profughi, saccheggi di negozi, specialmente di generi alimentari. Il male è che gli abitanti hanno cominciato a comprare armi. In televisione un venditore di articoli per la caccia diceva che in un mese ha venduto più fucili che in un anno». E infine  «anche il governo ha ragione, perché non ha la possibilità economica di fare quello che sarebbe necessario, perché le casse dello Stato sono vuote». (fonte Libero quotidiano tramite Dagospia) . La solita ipocrita  langue de bois vaticana: un colpo al cerchio, l'altro alla botte.

Mi pare che ci sia una sostanziale differenza fra chi invade e chi invece viene invaso e non può difendersi. Ma Oltretevere fanno i pesci in barile e tutto è permesso.
Uno scenario da guerre civili di questo tipo è altamente pericoloso, perché trasforma gli stati della Ue in scenari da libanizzazione e da balcanizzazione. Perché gli abitanti della Grecia hanno diritto di sentirsi sicuri a casa propria senza trasformare la loro vita in un Far West dove vince il pistolero più lesto e dal tiro più  preciso. Significa inoltre che il governo Tsipras è peggiore perfino dei peggiori che lo hanno preceduto, in quanto non sa garantire incolumità e sicurezza dei suoi cittadini e non tiene conto della demografia e della densità abitativa di un paese piccolissimo, in buona compagnia col nostro Coniglio Alfano.

Ma a far precipitare la situazione, ecco spuntare Francesco giullare, pardon, scafista di Dio.
Non gli bastava la "pagliacciata di Lampedusa" del 2013:  aveva bisogno di un replay mediatico. Così ha lanciato il suo spottone già  a partire dal nome della scelta dell'isola: Lesbo, l'isola di Saffo e quindi del culto "saffico". In questo modo acchiappa i due classici piccioni con una fava: da una parte fa la Consolatrix afflictorum  dei "profughi". Dall'altra strizza l'occhiolino alle politiche LGBT.


I latini dicevano che i nomi sono presagi (nomina sunt omina)? Bene, anche i luoghi sono presagi: Lesbo. Avrebbe potuto andare -  chessò - a Kos, a Samo, o in ognuna delle tante isolette di fronte alla Turchia,  e invece è andato proprio lì, sotto i network di tutto il mondo.  Marketing anche questo?

Se ne è accorto perfino Crozza nelle sue mattane serali in tv. Del resto l'Uomo venuto dalla fine del mondo è uso consolare trans, accelerare le pratiche per la comunione ai divorziati,  attivarsi per annullamenti brevi di matrimoni in modo da competere con Las Vegas... E adesso,  perfino a portarsi a casa sua una buona dozzina di mussulmani (si vede che non gli bastano tutti quelli che ci sono già).  Dopotutto sono tutti figli di Dio, in particolare ora che c'è l'Architetto Unico uguale per tutti. A breve in tv, un bel talent show tipo X Factor sui mussulmani ospiti del papa che cantano e si dimenano come Sister Act, magari con hijab, burqa e djellaba. E' per la loro "integrazione"...Li si metta a loro agio affinché condividano "i nostri valori".

                                    I will follow Him,
                                   Follow Him where ever he may go...

Si scherza, ma la realtà supera di gran lunga queste innocenti burle. Sentite un po' questa: pare che per lui si stiano mobilitando gli spin doctor e gli influencer hollywoodiani, per curarne l'immagine.e l'impatto mediatico La chiesa è in ribasso di fedeli e quella sinistrucola che lo sostiene a man bassa e va in deliquio per i suoi discorsi, poi a Messa non ci va e diserta le funzioni ecclesiali.
Lo sa perfino Bergoglio anche se poi infarcisce i suoi discorsi di un po' di"sinistrina" (lui la chiama così) per ingraziarseli. E allora...good morning Babilonia, il vero nome di Hollywood. Coi suoi impareggiabili maghi, la Mecca del cinema, può fare più miracoli di Gesù Cristo. 
Scusate, ma Papa Imbroglio è da rispedire in toto "alla fine del mondo" da dove è venuto. Lui, i suoi rozzi scarponi da Scarpantibus e la sua borsa nera da doganiere. 


Nel mentre, i Greci corrono ad allenarsi ai poligoni di tiro per salvare quel che resta della loro pelle: un vero reato! In Europa non si può fare: si deve crepare per il drappo blu con le 12 stelle.  Però, che cattivacci questi Greci! Non si rassegnano a voler morire. Non si rassegnano a vedere estinguere la loro civiltà.

13 April 2016

Due o tre cose sul referendum di domenica 17



Proprio nei giorni in cui escono gli imbarazzanti collegamenti tra il governo e gli aiuti alle lobby dei petrolieri, Renzi dichiara in modo sprezzante che è meglio non andare a votare.
Il voto del referendum abrogativo di  domenica prossima è, con ogni evidenza,  un voto meramente simbolico. I quesiti iniziali erano sei, ma di questi, cinque sono stati cancellati, grazie a sgambetti occulti da parte del governo. Come al solito, mostrano di avere una gran paura del voto. Oltre a cancellare cinque quesiti su sei, hanno pure deciso di non voler accorpare il voto con le prossime amministrative di giugno, sperando nell’astensionismo di massa. Sarebbe stato un bel risparmio di quattrini, poter accorpare il tutto. Ma non è andata così, e il perché è più che evidente.

Andrò a votare perché non ho mai visto né sentito uno zittificio mediatico come questo. E' la prima volta che voterò attorniata da una simile cappa di silenzio, senza le solite tribune politiche per il referendum, senza i soliti battibecchi tv sul pro e sul contro. Senz'altro noiosi, certo,  ma in grado di fornire un minimo di informazione ai cittadini.
Andrò a votare  per il SI perché Renzi tifa per l'astensione e perché Prodi invece  ha detto che voterà NO. Napolitano  dichiara di astenersi. Politicamente mi sembrano ragioni  valide per contrapporsi.
Inoltre amo così tanto il mare che non mi piace vederlo ingabbiato con le trivelle all'orizzonte: un orrore! E le zone interessate sono tra i paesaggi più  suggestivi e apprezzati dal punto di vista naturalistico. 
Per la prima volta nella storia della Repubblica, il prossimo 17 aprile gli elettori italiani saranno chiamati a votare a un referendum richiesto dalle regioni, invece che – come di solito avviene – tramite una raccolta di firme. Si tratta del cosiddetto referendum “No-Triv”: una consultazione per decidere se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Secondo gli stessi promotori, il referendum del 17 aprile è soprattutto un atto politico che serve a dare un segnale contrario all’utilizzo delle fonti di energia fossile, come il gas e il petrolio estratti dalle piattaforme offshore. In tutto, le assemblee di nove regioni hanno chiesto il referendum: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. L’esito del referendum sarà valido solo se andranno a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto.
Nel referendum si chiede agli Italiani se vogliono abrogare la parte di una legge che permette a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa,  di rinnovare la concessione fino all’esaurimento del giacimento. (fonte. IL POST) .


Il comma 17 del decreto legislativo 152 stabilisce che sono vietate le nuove «attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi» entro le 12 miglia marine delle acque nazionali italiane, ma stabilisce anche che gli impianti che esistono già entro questa fascia possono continuare la loro attività fino alla data di scadenza della concessione. Questa concessione può essere prorogata fino all’esaurimento del giacimento. Il referendum, quindi, non riguarda nuove trivellazioni, ma la possibilità per gli impianti già esistenti di continuare a operare fino a che i giacimenti sottostanti non saranno esauriti.


I due "astenuti" Renzi e Napolitano: quando le disgrazie non vengono mai sole

Non voglio influenzare nessuno e parlo per me stessa,  ma un premier (per di più, abusivo) che molto improvvidamente consiglia l'astensione e concede una giornata soltanto per il voto, merita, per partito preso, la disubbidienza di massa. Inoltre in qualsiasi Paese civile dove vige uno Stato di diritto e una democrazia parlamentare, per una vicenda come lo scandalo di questi giorni, che ha portato alle dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi con riferimento alle sconcertanti intercettazioni telefoniche con il fidanzato Gianluca Gemelli e di questi con terzi soggetti petrolieri, non sarebbe stata ridicolmente “scaricata” la singola ministra, ma tutto l’intero Governo, con tanto di Premier in testa!

Occhio al prossimo passaggio, però! Ieri si è consumato alla Camera l'ennesimo grande abuso: il via libera alla "riforma costituzionale"  della Boschi (meglio dire "controriforma") con la fine del bicameralismo e i senatori "nominati".  Tutte le opposizioni sono uscite dal'aula e i piddioti se le sono cantate e ballate tra di loro con un'arroganza senza pari. Nessun governo è mai arrivato a ridisegnare (leggi: resettare) la Costituzione da solo, senza sedersi intorno ad un tavolo con altre componenti. 
In ottobre ci sarà un referendum (per la prima volta confermativo), per  chiamare gli Italiani alla consultazione su detta porcheria e forse potrebbe essere la volta buona della spallata a questo riprovevole governo. Forse...