18 July 2018

Quella strada per l'inferno che non deve essere imboccata




Una volta era d'obbligo stare all'opposizione dai governi mondialisti della sinistra e dei "tecnici Troika" che tanto piacciono a sinistra. Ora all'opposizione chi c'è rimasto? Chi invece vorrebbe che quella sinarchia finanziaria che ci ha portato a questo disastro riprendesse il potere in modo indisturbato. Pertanto è indispensabile dare supporto a questo governo, che non è il migliore dei governi possibili, ma intanto ha infranto qualche tabù.
Molto resta ancora da fare, ma è fuori dubbio che gli sbarchi siano calati e che Salvini abbia ragione quando scrive la sua lettera al Corriere dei Soloni alla Polito e alla Massimo Franco (che mestizia!) per ricordarlo. E le cifre parlano chiaro. Certamente non basta e c'è il Trattato di Sofia voluto da Renzi da far saltare per aria. Si può e si deve fare di più. Intanto è utile sottolineare che i padroni delle ONG in molti casi, sono gli stessi che dirigono media e stampa (caso De Benedetti con "Save the children", e caso Open Society e varie altre affiliate di Soros facente capo ai Rothschild e alle sue corazzate mediatiche).
Dicevo fin nel titolo del post, che sarà un'estate d'assalto. Non passa giorno senza che  le ONG non inviino qualche nave-siluro carica di "umanità dolente", di "prima le donne e i bambini", di minori non accompagnati, eccetera, tutti  usati come "scudi umani" contro Salvini, sperando che ci scappi pure il morto o i morti, tanto per poter dare la colpa all'Italia quando tutti gli altri paesi Ue respingono bellamente al mittente, poiché risulta chiaro come il sole che gli invasori non li vuole nessuno. Ma a loro, nessuno li incolpa. Viceversa, rosicano se il Ministro dell'Interno dell'Italia fa chiudere i porti, cercando di fare altrettanto. 

La nave della Ong OPEN ARMS

Qui da noi, invece c'è Boeri dell'INPS che afferma che  gli immigrati devono entrare perché ci pagano le pensioni. Ecco la clamorosa smentita di Paolo Savona nella famosa lettera al diretto interessato uomo di Soros. Da gustare per chi se la fosse persa: LETTERA APERTA A TITO BOERI. Paolo Savona è un economista coi fiocchi, ma non ci vuole un esperto per capire che le "risorse" costano soldi e non ci pagheranno proprio nessun welfare. Comunque leggetela, dato che  è ben documentata.
L'altro assalto è dato dalle procure che chiedono di poter rimuovere Salvini per via giudiziaria. Prima hanno tentato con la via finanziaria (i debiti della vecchia gestione della Lega di Bossi). Ora ci riprovano col discorso del  "vilipendio". Insomma, in un modo o nell'altro Salvini se ne deve andare in barba alla sua strepitosa rimonta elettorale e vittoria. 
ll procuratore capo, Armando Spataro, ha infatti inviato oggi il terzo sollecito - i primi due vennero mandati all'ex Guardasigilli Andrea Orlando, ma non avevano ottenuto risposta - ad Alfonso Bonafede, dal momento che il fascicolo di indagine è stato aperto per vilipendio all'organo giudiziario e per questo deve essere vagliato dal ministro competente, che può autorizzare o meno i pm a procedere.
Il caso risale al 2016, quando il leader della Lega, oggi vicepremier e ministro dell'Interno, parlò di "magistratura schifezza" durante un comizio. (fonte:  il Giornale). Perciò è giusto dare una mano a Salvini magari con manifestazioni di supporto, contro quanto sta avvenendo a suo danno.

Sul fronte europeo Giuseppe Conte chiede agli altri paesi membri di poter redistribuire quote. Se Conte sta facendo tutto ciò per far esplodere prima possibile le contraddizioni all'interno della Ue, allora è un tentativo che va fatto. Ma se si illude che distribuire quote migratorie un tanto al chilo, sia la soluzione ideale, allora è un po' come cercare di smaltire i rifiuti gettandoli nell'orto del vicino di casa. Nossignore, distribuire i clandestini o meglio, gli invasori, non è una soluzione in quanto si incoraggia l'invasione-sostituzione del continente europeo e quindi la paneuropizzazione (da pan = tutto) della Ue. Ma, come ho già scritto dall'amico Massimo,  per bloccare il Progetto KALERGIANO occorre portarlo alla luce; occorre far sapere che esiste da tempo e che proviene da lontano, che è su questo che è stata fondata e  si è conformata l'attuale Ue. Non si possono battere i nemici se nemmeno si osa nominarli. E questo né Salvini né Conte possono ancora farlo, senza il timore di sentirsi dare dei "complottisti". Quelli di Visegrad invece sì, dato che loro, la dittatura la riconoscono lontano un miglio, avendola subita a lungo.  E il premier della Repubblica Ceca lo ha già fatto capire con parole chiare. Come pure Orban. Tempo al tempo, tutti i tabù cadranno. Ma io spero che ci siano tempi assai più rapidi nei quali i popoli possano dare una brusca accelerata a tutto ciò che li opprime. 


Tutti pronti allora, ad accogliere 50 dei 450 migranti a bordo di una nave della Guardia di Finanza e una di Frontex ormeggiate in rada a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno". (fonte ANSA).
Sì, il premier ceco ha ragione: una strada per l'inferno. Loro, quelli dell'Est, lo hanno capito che se si apre a poche quote poi ne arriveranno altre sempre più numerose, poi innumerevoli, poi così tante che non si potranno nemmeno più contare, come le stelle nel cielo. E allora addio Continente Europeo. Addio antiche civiltà, tradizioni, antichi saperi, usi e costumi. Tutto è pronto per la sostituzione, ecco la parola che non si vuole pronunciare ma che sta nella mente di quelli che hanno capito che non può esserci salvezza nell'arrendevolezza.




10 July 2018

Toga, toga, toga!



Parlare di "malagiustizia" è fare un buffetto a un organismo ideologizzato a sinistra come la magistratura. Sbagliato: la magistratura non fa "malagiustizia". Semmai fa palese controgiustizia e perfino ingiustizia conclamata senza nessun pudore e senza nessun riguardo verso i cittadini. Anche il nostro lessico, pertanto,  va adeguato alla gravità delle situazione. Gli Italiani si sono espressi con un certo tipo di voto il 4 marzo scorso, ma le procure, sempre solerti a volersi sostituire alla classe politica, non se ne sono accorte. O meglio, sì che se ne sono accorte. Si sono accorti benissimo che il loro partito-referente (il PD) sta perdendo, non se lo fila più nessuno e provvedono, pertanto,  a sostituirlo con le loro sentenze.
E' di questi giorni la sentenza della Cassazione che pretende la confisca di tutti i beni della Lega per un totale di 49 milioni di euro. Se gli Italiani volessero rifondere la Lega per i danni subiti offrendo collette e  donazioni, è quasi certo che la piovra in toga risucchierebbe il denaro donato. Una sentenza inaudita ed esplicitamente politica e perfino "partitica": il Partito Mondialista delle Toghe. La  cassazione ha inflitto la pena,  dopo che in un caso simile come quello del tesoriere Lusi dell'ex Margherita di Rutelli, era invece stato prosciolto. Ma in quel caso, il partito fu riconosciuto come parte danneggiata (la Margherita si è oggi incorporata nel PD, tanto per chiarire), mentre  adesso considera il partito della Lega  "complice". Un caso di doppiopesismo giudiziario inequivocabile.

Quando leggo casi come questo che porta il titolo
"SENTENZA EVERSIVA, MAGISTRATO: “MAMMA BIOLOGICA NON CONTA”  che senso ha limitarsi a parlare di "malagiustizia"? Questa purtroppo è  un atto eversivo, dettato dall'Agenda mondialista  e la magistratura funge da "testa d'ariete" per far passare norme  non contemplate dall'attuale legislazione.

Quando leggo di una bestiaccia (l'ennesimo Kakobo) che ha ucciso con le sue mani un pensionato di 77 anni finendolo a cazzotti in un ospedale , dopo una catena di altri misfatti tutti impuniti, (tra i quali un bar sfasciato) senza che nessuno abbia mai chiesto di rimpatriarlo, come dobbiamo chiamarlo? Malagiustizia? No, c'è la reiterazione a tollerare nel nostro territorio energumeni che andrebbero rinchiusi, messi in condizione di non nuocere ed espulsi. Insomma esiste una sorta di omertà nel NON  voler punire. 
DOVEVA ESSERE ESPULSO NEL 2013 IL PROFUGO CHE HA UCCISO PENSIONATO IN OSPEDALE

Quando sono i magistrati che decidono  quale partito deve essere assolto e mandato avanti e quale deve essere distrutto, come ci limitiamo a  chiamarla? Ancora "malagiustizia"? Ma no, è un altro atto proditorio di eversione.
Sono almeno 40 anni che esiste il partito trasversale della Toga il quale ha avuto il suo acme  20 anni fa, in Tangentopoli, distruggendo un'intera classe politica con la solita scusa della "corruzione" per mandare avanti una "gioiosa macchina da guerra" le cui mani sporche di rubli sovietici, ci venivano raccontate come le sole uniche "mani pulite". Guarda caso, anche il movimento eversivo delle procure si chiamava Mani pulite. 
Cadde Craxi sotto i colpi di una magistratura che lo accusò di avere in serbo il "tesoro di Alì Babà". Si venne a sapere dopo che Craxi parlò dell'Europa di Maastricht come di un "vero inferno" e che sarebbe stato il caso di rinegoziare quel trattato (c'è il video su You Tube). Cadde Andreotti accusato di essere un mafioso (zu' Giulio, il bacio, il santino, il rito col sangue e altre frescacce), ma l'ipotesi più plausibile nel volerlo disattivare ad ogni costo è perché rimpatriò con estremo zelo i primi esodi di albanesi da Durazzo, facendo capire senza mezzi termini che l'Italia appartiene agli Italiani. Cadde Berlusconi tuttora posto sotto ricatto dalla magistratura, del quale abbiamo già discusso in numerosi post pregressi. In questo caso, la Magistratura si rivestì da grande Inquisitore valutandone la condotta morale personale.
Altri casi esemplari: il caso Cota in Piemonte e lo scandalo "mutande verdi".
E se poi quel galantuomo di Roberto Cota, venne prosciolto da ogni accusa sullo scandalo "mutande verdi", è il caso di dire che sono riusciti  comunque nell'intento di  tenerlo impegnato nei meandri  kafkiani della burocrazia giudiziaria esautorandolo di fatto e togliendogli la carica di Presidente della regione Piemonte per darla al piddino Chiamparino. Questo è uno dei tanti esempi da manuale. Più che processati, vengono "giustiziati" e giubilati.
Gli esempi  di eversione in toga, sono troppi per riassumerli tutti in questo spazio, ma mi limito a dire che ora siamo arrivati all'esasperazione e che il "toga Party" deve finire. Dopo il "ventennio togato" da Tangentopoli ad oggi, è bene far qualcosa per impedire che le libere consultazioni elettorali  vengano tradite nel loro spirito e stoppate, poiché è giusto e sacrosanto mandare avanti e far legittimamente lavorare i candidati prescelti. E'  in gioco da un pezzo la democrazia e  lo affermano senza tanti giri di parole altri settori della stessa Magistratura che non godono dell'appoggio dei media come Carlo Nordio. 
Chiaro che non possiamo fare di tutta l'erba un fascio e che esistono altri coraggiosi magistrati come Carmelo Zuccaro che ha smontato le scatole cinesi delle ong, o la piccola procura di Trani che ha indagato sulla vendita dei derivati,  i quali rappresentano gocce in un mare di ingiustizia.
Ma a riportarci a tempi oscuri e bui di Inquisizione Togata sono di queste ore le dichiarazioni del procuratore Spataro sull'inasprimento delle pene per "reati d'opinione" (il "razzismo" anche verbale) ed eventuali fascicoli  da ripescare in caso di espulsione di migranti. Una dichiarazione di guerra!
 (fonte La Stampa articolo "Nuove direttive contro l'odio razziale").


E' questo che  intende dire Mattarella, quando si ostina a parlare di "indipendenza della magistratura", un ente che non ha più alcuna credibilità agli occhi dei cittadini? Meno degli stessi politici, meno della Sanità alla quale affidiamo i  nostri corpi malati. Del resto quello giudiziario, è esso stesso un "corpo malato".

03 July 2018

Battaglia navale per tutta l'estate



Chi non ha mai giocato a "battaglia navale" a scuola  durante l'intervallo disegnando su un foglietto di carta le portaerei,  gli incrociatori, i cacciatorpediniere? Bei tempi! Ora invece con  l'estate in arrivo c'è poco da scherzare. Per Salvini sarà un'estate durissima e anche per noi che lo sosteniamo. Ogni giorno la sua pena e le ONG hanno deciso di dichiarare una spietatissima guerra a basi di varie "battaglie navali" di navi pirata. Aspettiamoci di tutto in materia di ricatti. Abbiamo nemici temibilissimi che si augurerebbero una tragedia  del mare al giorno, pur di gettare l'intera colpa sul nostro Ministro dell'Interno e sul neonato governo. Del resto un tal Edoardo Albinati (premio Strega, per quel che valgono oggi i premi), un intellò de sinistra che scrive anche per Corsera e Repubblica è quel che si è augurato ad alta voce:  "Ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede per il nostro governo». Frase indegna e disumana potenzialmente e  bassamente razzista sia contro chi si imbarca sulla nave, sia contro gli italiani che hanno votato questo governo, sia con chi lo rappresenta. Difficile essere così infimi. Dunque questi becchini tanatofili cercano la tragedia per poter dire: "Te l'avevo detto che andava a finire così, adesso è colpa tua". Certo, perché no?  è  tutta colpa dell'Italia cattiva che chiude i porti anche quando la tragedia avviene a pochi metri delle coste libiche, cioè in Africa. 

Ma sentiamo cosa dice il prof. Augusto Sinagra,  esperto di di diritto internazionale sulle navi delle ONG.

1.Le navi che solcano i mari battono una Bandiera. La Bandiera non è una cosa meramente folkloristica o di colore. La Bandiera della nave rende riconoscibile lo Stato di riferimento della nave nei cui Registri navali essa è iscritta (nei registri è indicata anche la proprietà pubblica o privata).
2. La nave è giuridicamente una “comunità viaggiante” o, in altri termini, una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. In base al diritto internazionale la nave, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata “territorio” dello Stato della Bandiera.
Dunque, sulla nave in mare alto si applicano le leggi, tutte le leggi, anche quelle penali, dello Stato della Bandiera.
3. Il famoso
Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” (in realtà, deportati) debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono in contatto. A cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico.
4. Non si vede allora quale sia la ragione per la quale una nave battente Bandiera, per esempio, tedesca, spagnola o francese, debba – d’intesa con gli scafisti – raccogliere i cosiddetti profughi appena fuori le acque territoriali libiche e poi scaricarli in Italia quando la competenza e l’obbligo è, come detto, dello Stato della Bandiera.
5. Da ultimo è emerso che due navi battenti Bandiera olandese e con il solito carico di merce umana, non si connettano giuridicamente al Regno di Olanda e né figurino su quei registri navali, come dichiarato dalle Autorità olandesi.
Allora, giuridicamente, si tratta di “
navi pirata” le quali non sono solo quelle che battono la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate. (fonte Imola Oggi). 





Ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ma c'è dell'altro. Da quando le Ong operano nel Mediterraneo, gli scafisti fanno affari, la marina non riesce più ad arrestare i criminali e i morti in mare aumentano.Le ONG apolidi sono il braccio armato dell' ONU, dell'UNCHR e dell' OMS: attraverso le ONG, i paesi costieri, fra cui l' Italia, sono controllate, infiltrate, indottrinate su tutti quei disvalori anti-cristiani che oggi si considerano il non plus ultra dell' etica dei "diritti umani", benché siano proprio il loro opposto: favorendo le politiche Gender, le teorie Abortive e di spopolamento demografico per avere poi il pretesto per "ripopolare" (vero Emma Bonino? ). Le ONG sono lo strumento in mano ai poteri forti per regolare i flussi di nascita-morte su scala mondiale, per destabilizzare le economie attraverso i processi migratori sostitutivi, e iniquità analoghe. Sappiamo pure che le ONG hanno fomentato colpi di stato preceduti da "rivoluzioni colorate". Insomma le Ong sono dei "privati" impegnati su più fronti aventi lo scopo di  destabilizzare stati sovrani.



La battaglia navale delle ONG che ci scateneranno addosso per tutta l'estate (e non sarà di certo "l'estate italiana"  edonistica e bighellona promessa dalle canzonette estive, ma una stagione con veri e propri "atti ostili" contro i nostri confini) è direttamente collegata alle porcherie finanziarie che hanno in preparazione entro il gennaio prossimo. La decisione del maestro venerabile  Mario Draghi in relazione alla fine del Quantitative Easing (QE) nel mese di Gennaio è indicativa delle intenzioni dell'élite massonica europea nei nostri confronti.
Piano Kalergi e direttive ONU per la "Replacement Migration" (ovvero piani genocidi), più espropri finanziari ad opera della Troika, fanno parte di una strategia complessiva che si potrebbe sintetizzare con le voci "Depauperare, Desertificare e Sostituire".
Del resto non è un caso che i padroni delle ONG siano direttamente collegati alla Finanza apolide (Soros con "Open Society", De Benedetti con "Save the Children", Kouchner con "Médecins sans Frontières", solo per citare tre dei numerosi esempi).
Fece bene il procuratore Carmelo Zuccaro  il quale nel corso del 2017 ha "smontato" il sistema delle Ong che nell'anno precedente (2016) avevano contribuito a portare in Italia il numero record di 181.436 migranti. La galassia delle ONG è variegata, truffaldina, costruita a scatole cinesi, dei rompicapo degni di Poirot e di Sherlock Holmes e ne darò conto nel dettaglio in prossimi post. Ma ricordiamoci che il problema non è solo giuridico ma anche e soprattutto politico: Salvini all'Interno  e Toninelli alle Infrastrutture procedano con determinazione come sinora hanno fatto e se è il caso, requisiscano le navi-pirata nei nostri cantieri. Non si facciano intimidire dai ricatti finto-pietisti dei media di regime.

Si mettano in mente che è in corso una cinica Industria della Carità ad opera dei Pirati, dei nuovi Francis Drake moderni per conto di potentati finanziari e che la partita in corso è molto forte: la nostra incolumità, libertà, identità e sovranità. Vero quel che scrive Gian Micalessin per il Giornale:  

Ma per ottenere tutto questo è necessario incrinare l'autorità dei vari stati convinti di dover ancora difendere le proprie frontiere e di poter assoggettare la navigazione e il salvataggio in mare alle regole del diritto internazionale. Per questo entrano in gioco le Ong, nuova forma di pirateria marittima. I corsari operavano originariamente per conto dei nascenti stati nazionali. Le navi delle Ong altro non sono se non i nuovi corsari. Al posto della bandiera con il teschio e la tibia inalberano quella dei buoni sentimenti,...


28 June 2018

Il Pesce puzza sempre dalla testa



Tra poche ore si terrà il Consiglio europeo che riunisce ben 28 paesi. "Non c'è ragione di credere che si possa raggiungere rapidamente a un accordo" per la riforma del regolamento di Dublino sull'asilo: questa, l'indicazione giunta da fonti di corridoio europeo alla vigilia del summit dei leader Ue che si occuperà del tema migranti. A quanto si è appreso, il vertice dovrebbe chiedere alla prossima presidenza di turno dell'Ue, cioè all'Austria, di proseguire il lavoro avviato, ma senza fissare una scadenza precisa perché non ci sono le condizioni. Inoltre come è prevedibile, la parte del leone la farà il tema immigrazione, tema fortemente divisivo e suscettibile di creare ben poca coesione tra gli stati-membri, sebbene saranno costretti a parlare anche di temi economici, chiedendo all’Europa una maggiore equità fiscale e di mandare un segnale sul fronte economico.

Ma analizziamo un po' nel concreto la piattaforma di Conte che la "Nuova Bussola" ha intitolato in modo tra l'ironico e il pessimistico Decalogo per (non) governare i migranti  .
Sarà in grado di respingere le varie insidie? Debole e ingenua a mio avviso, poiché nella sintesi non vuole l'indipendenza e l'autonomia dell'Italia, ma pensa di trovare una soluzione proprio nella fonte  principale dei nostri guai: l'Europa, quel grosso pesce che puzza sempre dalla testa. Vediamoli uno ad uno, questi punti.



1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell'80% le partenze nel 2018.
Si tratta di una strada certo da percorrere ma nella consapevolezza che l’Africa non assomiglierà tra pochi anni alla Svizzera e che investire milioni o miliardi in quel continente non significa creare necessariamente sviluppo considerando i regimi e la corruzione endemica che caratterizzano quei Paesi. Semmai la leva degli aiuti finanziari andrebbe considerata come “bastone”, non come “carota”, per condizionare la concessione di aiuti allo stop ai flussi e ad accettare il rimpatrio dei propri connazionali giunti illegalmente in Italia e in Europa.

2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l'Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.
I Paesi di transito dei migranti, e in particolare Libia, Tunisia e Algeria, hanno detto chiaramente di non voler accettare la presenza di hot spot o campi di accoglienza sui loro territori per non incentivare i traffici di esseri umani che arricchiscono una criminalità che costituisce un serio problema di sicurezza per quegli Stati che considerano tutti i migranti “illegali da espellere”. Sarà quindi possibile incentivare solo il rimpatrio dei migranti da questi Paesi a cura delle agenzie dell’ONU come già accade in Libia.

3. Rafforzare le frontiere esterne. L'Italia sta già sostenendo missioni Ue (Eunavfor Med Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica: occorre rafforzare queste iniziative.
Un’ottima idea, ma per fare cosa? Solo se queste forze coopereranno con la Guardia Costiera di Tripoli per riportare in Libia i migranti soccorsi in mare avrà un senso potenziarne le flotte che finora hanno solo contribuito a portare in Italia 750mila clandestini dal 2013.

4. Superare Dublino. Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d'Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l'Europa, poco importa a che prezzo.
Dublino è in realtà un falso problema poiché se anche tutti i Paesi Ue accettassero le quote di ripartizione esse riguarderebbero solo i migranti a cui l’Unione riconosce l’asilo. Cioè iracheni, siriani (ancora per poco, la guerra all’Isis sta terminando) ed eritrei, cioè nazionalità che rappresentano una porzione infinitesimale dei clandestini giunti in Italia per lo più dall’Africa Occidentale, dal Bangladesh e dal Pakistan. Occorre invece tornare alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 che consente a chi fugge da guerre e persecuzioni di chiedere asilo dai campi dell’Onu posti al di là dei confini delle zone di guerra, ma non consente di rivolgersi a criminali per attraversare illegalmente frontiere e raggiungere l’Europa.

5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.
Un principio che al lato pratico vale ben poco poiché, come ha ribadito la cancelliera Angela Merkel, non si può consentire al migrante illegale di scegliere lo Stato dove venire accolto perché da un lato tutti punterebbero ai Paesi del Nord Europa che offrono un welfare più ricco e dall’altro questa iniziativa alimenterebbe ulteriori flussi migratori illegali.

6. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di 'attraversamento illegale' per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L'obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.
La misura, per essere efficace, dovrebbe prevedere che i migranti illegali soccorsi in mare da imbarcazioni civili o militari di ogni nazionalità debbano essere riportati negli Stati da cui sono salpati: Libia, Tunisia, in misura minore Marocco e Algeria. Solo i respingimenti assistiti e successivi rimpatri consentiranno di chiudere le rotte dell’immigrazione illegale.

7. L'Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la 'tratta di esseri umani' e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.
Per raggiungere questo obiettivo occorre però rifarsi al "modello australiano" con campagne d’informazione nei Paesi di partenza tese a scoraggiare i flussi migratori illegali abbinate allo stop di ogni forma di accoglienza per chi giunge clandestinamente in Europa e al supporto alle forze locali per sbaragliare le gang di trafficanti.

8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.
Aumentare i centri d’accoglienza e distribuirli in tutta Europa è impossibile per l’opposizione di molti Stati membri Ue e costituirebbe comunque una forma di
accoglienza che incentiverebbe nuovi flussi invece di scoraggiarli.

 9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando i principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.
L’accoglienza diversificata in Europa non impedirebbe a chi è stato destinato a Italia, Grecia, Spagna o Portogallo di cercare di raggiungere con ogni mezzo il Nord Europa in cerca di migliori prospettive e di un welfare più generoso.

10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati".
E dove la mettiamo la sovranità nazionale? Il diritto ad esempio dell’Ungheria e degli altri stati del Gruppo di Visegrad (tutti democratici e con governi votati dagli elettori) di non accogliere immigrati illegali e soprattutto islamici? Nessuno Stato Ue dovrebbe accogliere migranti economici giunti illegalmente mentre le quote d’ingresso vanno riservate a migranti legali (se necessari) selezionati in base al diritto di sceglierne la provenienza privilegiando persone di cultura, etnia e religione meglio integrabili nel tessuto nazionale invece di subire i diktat dei trafficanti o di Bruxelles. (fonte: La Nuova Bussola).



Il Summit della Discordia

Tra poche ore andrà in onda il solito teatrino del tutti contro tutti, modello la Cantatrice Calva, la pièce di Jonesco autore del teatro dell'Assurdo. Perché in verità gli immigrati nessuno li vuole, ma ciascuno tira l'acqua al proprio mulino e vorrebbe scaricarli al vicino di casa più prossimo, come si fa con lo smaltimento rifiuti.
Occhio Italia! abbiamo una Triplice asse dalla quale dobbiamo difenderci: Francia, Spagna, Germania. E ora l'ultima furbata ci arriva anche dall'Austria, paese detto "euroscettico".  Dove li buttiamo quelli che provengono dalla Germania?
Ma sì, buttiamoli al di là del Brennero. Cioè da noi. No, non può funzionare. Occorre tagliare la testa al ...Pesce. Meglio, buttarlo via tutto quanto. Se è vero che le dittature durano un ventennio, ebbene dovremmo essere quasi alla fine, anche di questa dittatura europea.

Sullo stesso tema: "L'Italia farà da sola, il vertice segna la fine dell'Europa".  (La Nuova Bussola).

23 June 2018

UE, la vera grande Lebbra



E' curioso in questi giorni vedere tutti questi meeting e summit in agitazione: prima il nostro premier Conte a Parigi, poi a Berlino con la Merkel.  Domani il prevertice a Bruxelles al quale però non parteciperanno "quelli di Visegrad". 
Una prima piccola vittoria il premier Conte l'ha già incassata: la Merkel ha ritrattato le sue  posizioni già "prestabilite", quando il primo ministro gli ha fatto capire che non avrebbe partecipato al "banchetto" a menù già precotto, il loro: "Le ho confermato (a Merkel, ndr) che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato. La Cancelliera ha chiarito che c'è stato un "misunderstanding": la bozza di testo diffusa ieri verrà accantonata".  Il "misunderstanding" in realtà non è affatto un "malinteso", ma una ben calcolata "macchina indietro". E' già qualcosa.
I tre punti centrali della proposta italiana si possono riassumere così: 
1) condividere gli oneri finanziari e garantire che gli Stati membri coprano i circa 500 milioni di euro necessari a coprire 1,2 miliardi di euro necessari a far decollare il Trust Fund Africa per creare occasioni alternative al business dei trafficanti. Il linguaggio contenuto nella bozza finale del vertice del 28 è troppo debole al riguardo e il nostro ambasciatore a Bruxelles ha mantenuto ieri una "riserva" chiedendo impegni più forti
2) Il regolamento di Dublino non va riformato ma superato. Il testo della presidenza bulgara è inadeguato. Nel frattempo Dublino, creato nel '90 per regolare i flussi dalle frontiere terrestri da Est, si dovrà applicare solo alle nostre frontiere di terra e non a quelle marittime Schengen.
3) Creare centri di assistenza ai migranti nei Paesi di transito da dove organizzare rimpatri assistiti volontari come i 28mila già realizzati in Libia in accordo con l'Oim e come quelli dal centro italiano di Agadez in Niger.  (fonte: Huffingtonpost).

Bozza di piattaforma certamente giusta ma  la cui realizzazione esige del tempo (in particolare nel punto 3).

Com'era prevedibile Macron reagisce in modo stizzito, svelando ancora una volta il lato sprezzante  e isterico del suo carattere. A detta sua,  in Europa “i populisti si diffondono come la lebbra”. Non nomina direttamente l’Italia, ma il suo riferimento è esplicito.  I "buoni samaritani" d'Oltralpe, invece,  se la prendono vigliaccamente coi nostri transfrontalieri, mandandoli in ritardo al lavoro, a causa di lunghi snervanti controlli indiscriminati pur avendo regolare permesso di lavoro. Inoltre la Gendarmeria sconfina  prepotentemente anche nei nostri comuni del Ponente Ligure. Perciò Conte dovrà farsi sentire nelle sedi appropriate, poiché questi si chiamano "atti ostili", come quelli già verificatisi alla frontiera di Bardonecchia.  Ne parla il quotidiano ligure Il Secolo XIX aggiungendo anche che nei fatti la Francia ha  già  fatto saltare gli accordi di Schengen:
http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2018/06/22/ADSbfoC-ventimiglia_documento_gendarmi.shtml


Ma è inutile infiocchettare una costruzione già nata male come l'Unione Europea (quella sì, una vera e propria Lebbra), basata su una coercizione valutaria come l'Euro, nell'illusione di trovarvi una soluzione al proprio interno. Inutile nutrirsi di aspettative, dato che è proprio la Ue il vero problema e non la soluzione! 
Tuttalpiù, si dovrà giocare abilmente  sulle sue contraddizioni interne, per favorirne l'implosione.
Per cominciare questa UE è nata per istigare rivalità e ostilità tra gli stati, proprio in forza della diarchia franco-tedesca, messa in piedi a fare da plancia di comando.  Germania e Francia, hanno approfittato del progetto unitario solo per soddisfare i loro egoistici interessi nazionali. L'unica cosa che conta per loro è favorire le proprie multinazionali, le proprie banche, il proprio business,  i propri specifici interessi nazionali. Guai però se si cerca di fare altrettanto tentando di proteggere i nostri! Sono stati troppo ben abituati dai maggiordomi lacché dei governi precedenti, alla Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.
Questa Ue, doveva favorire l'uguaglianza, ma  ha creato surrettiziamente disuguaglianze, umiliazioni e profonde ingiustizie e lacerazioni. Doveva creare la pax mercantile, ma ci ha portato la guerra in casa (terrorismo e micro e macro-criminalità, mafie straniere, merci contraffatte, degrado ambientale e urbanistico). E oltre alla guerra "in casa" ci costringe a partecipare a guerre d'aggressione esterne chiamandole "ipocritamente" "missioni di pace" (peace-keeping e peace-enforcing).
Doveva renderci più sicuri, ma non si parla mai abbastanza di insicurezza e di  scarsa protezione dei cittadini come da quando ci ha portato in casa, torme di clandestini. Doveva renderci più ricchi e invece ha praticato tasse, disoccupazione, espropri e smantellamenti di importanti assetti industriali, su larga scala.
Una delle vulgate più devianti da parte dei media-mainstream è che Salvini facendosi amico  i paesi del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia), non badi agli interessi italiani, giacché questi si rifiutano di accettare "quote" di immigrati da redistribuire anche nel loro territorio.
C'è tuttavia una gran bella differenza fra loro e Macron! Essi rifiutano, ma non ti impongono l'accettazione dell'invasione, usandoti come il paese-discarica. In un certo senso ci fanno da "apripista" col loro coraggio e sfidando l'impopolarità di tutti gli altri eurocrati di ferro.
Non  a caso Orban ha dichiarato: "L'Europa deve essere in grado di proteggere le sue frontiere e deve poter garantire sicurezza ai suoi cittadini. Speriamo che dopo il semestre di presidenza austriaca, l'Europa sia più forte, una comunità più equa di quello che è oggi. E che la Ue sia più sicura, queste sono le speranze che abbiamo in comune".
Vicerversa Macron si comporta come quelli che non vorrebbero rifiuti a casa propria, ma  poi li scaricano nel giardino del vicino di casa.  E questo sarebbe un comportamento intelligente? Bugiardo, falso, arrogante, ipocrita e doppiopesista.

La "lebbra populista" secondo Micron

Marine Le Pen non si è fatta attendere criticando aspramente le sue posizioni e scrivendo su un tweet: "Mi chiedo come il presidente della Repubblica francese possa trattare i governi di nazioni europee come la 'lebbra'?! Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Italia, gruppo di Visegrad...Vuole farci litigare con il mondo intero".
La diplomazia, con ogni evidenza,  non è il suo forte e l'abbiamo già visto col suo portavoce Gabriel Attal (quel ragazzotto idiota che ci ha dato dei "vomitevoli").
Dunque, come ho già detto e scritto diverse altre volte, non è nostro interesse cedere alla politica delle "quote redistributive", poiché questo favorirebbe lo svuotamento del continente africano e asiatico, a rischio estinzione dell'Europa stessa, con la probabilità concreta che tutti costoro circolerebbero indisturbati da uno stato all'altro. Ovvero estinzione del glorioso Continente Antico. La PanEuropa  (pan, prefisso greco che significa "tutto") è un progetto caotico basato sul meticciato liquidatore dell'Europa stessa, della sua civiltà, tradizioni e identità.
Domani, dunque, il prevertice di Bruxelles, e a fine del mese il Consiglio europeo del 28-29 giugno.
La mia previsione è simile alla definizione di Putin sui paesi della Ue riunitisi di recente al G7 senza la Russia: non ci saranno che dei "balbettii creativi".

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Aggiornamento: Ecco i 10 punti della piattaforma Conte al prevertice di Bruxelles, che verrà poi ridiscussa in sede più ampia al Consiglio d'Europa previsto per il 28-29 di questo mese.  Personalmente non mi soddisfa, ma se serve a rimanere ciascuno col cerino in mano e ad accelerare la fine di questa soffocante Ue, allora avrebbe una sua funzione.