23 March 2017

Londonistan ha colpito ancora




L'attentato  islamico a Londra cade in un momento critico. Theresa May sta mettendo a punto la Brexit e finalmente ci sarà il famoso art. 50 (Trattato di Lisbona) da superare. La Scozia non ha trovato niente di meglio che pretendere un nuovo referendum per la sua secessione dall'UK che arriva fuori dai tempi massimi. Voler secedere dal Regno Unito per poi aggregarsi al carro dell'Europa significa passare dalla padella alla brace. E che brace ardente, nel caso della Ue!
Non se ne farà niente, per fortuna perché un referendum c'è già stato e la Scozia l'ha perso. In questo quadro confuso è arrivato il solito terrorismo di matrice islamica. Pagato e voluto da chi? Quella (la manovalanza islamica) è gente che si può comprare con quattro peperoni.

"Utilizzate i camion come armi per colpire gli infedeli. Un camion di medie dimensioni non desterà sospetti, ma infliggerà più danni di un caccia militare. Un veicolo lanciato ad alta velocità durante un evento di richiamo per i non credenti, farà una carneficina”.
I veicoli sono come i coltelli in quanto estremamente facili da acquisire. Ma a differenza dei coltelli, che se trovati in possesso possono destare sospetti, un veicolo non suscita assolutamente alcun dubbio a causa del loro uso diffuso nel mondo.."

Erano già proclami lanciati dai "combattenti" (in realtà vigliacchi) dell'Isis  e messi in pratica a Nizza e Berlino.  Poco probabile è il concetto di "lupo solitario" di cui si blatera sui media ufficiali, il quale anche se attacca da solo, è sempre telecomandato da una rete.  Il "solitario", caso mai viene infiltrato  tra la folla, per non destare sospetti. 

Si  è parlato all'inizio  di un uomo dai tratti asiatici che ha attraversato con un Suv lanciato a tutta velocità il Westminster Bridge intorno alle 15.40, ora italiana, travolgendo alcuni passanti, uccidendone quattro, ferendone una quarantina, per poi andare a schiantarsi contro la cancellata del parlamento, dove ha cercato di entrare accoltellando almeno un agente, prima di essere abbattuto proprio dagli uomini delle forze dell'ordine. Poi adagio adagio lo hanno identificato come giamaicano (?) aderente all'islam. Insomma la solita confusione e guerra dell'informazione, modificata e cambiata di volta in volta, con l'ultima versione qui

"L'uomo aveva qualcosa in mano, come una sorta di bastone, è stato affrontato da una coppia di poliziotti con le giacche gialle e uno di loro è caduto a terra", racconta alla Bbc Quentin Letts, il vignettista del Daily Mail.


L'attentatore prima ha travolto con l'auto diverse persone sul ponte di Westminster poi ha accoltellato un agente.
Armate i  vostri agenti, o Inglesi, sennò la vostra Brexit non vi servirà proprio a nulla. 
Uscire dalla Ue per avere al vostro interno questa gentaglia, non basterà a  garantirvi giorni felici.


È un momento molto  particolare. A Washington la grande coalizione anti-Califfato si riunisce per fare il punto. Gli Usa inaspriscono i controlli nei confronti delle compagnie aeree provenienti dal Medio Oriente. Misure nel timore di attacchi sofisticati, con le batterie dei portatili trasformate in bombe. Ma è un terrorismo «low cost» a paralizzare Londra, colpendo uno dei suoi simboli più nobili,  Westminster  con il Parlamento. Ormai auto con effetto bomba e vetture ariete sono modalità collaudate anche altrove (Nizza, Berlino ecc)http://www.dailymail.co.uk/news/article-4338998/Police-open-fire-outside-House-Commons.html




Le ipotesi sono tante: le schegge dell'Isis contro la coalizione e il cercare un territorio in Occidente chiamato dār al-ḥarb ("Casa della guerra"), la voglia di impedire la Brexit e di "farla pagare" all'Inghilterra usando questa bassa manovalanza. Nel mentre, hanno deragliato un Intercity Milano-Basilea: nessun morto, ma alcuni feriti (sette). La Ue sta per saltare e ci presenta il suo conto di sangue? Lo scopriremo assai presto.

Una cosa è certa: la società multietnica e multikulti lascia le sue vittime sul campo, ad un anno esatto dalla strage di Bruxelles (stesso giorno) e dodici anni dopo il vile attentato alla metropolitana di Londra nel luglio 2005.Ma è anche vero che il tessuto sociale della Gran Bretagna è  da molti anni, dalla sua decolonizzazione in poi, fortemente decomposto e sfilacciato dal multiculturalismo, multietnicismo e comunitarismo.
Come si fa a chiamare "britannici" , ad esempio, gente come  Omar Bakri detto Capitan Uncino,  solo perché giocava in Borsa nella City Londinese?

Nella seconda versione diramata dai media dopo quella dell'"asiatico" salta fuori la presunta identità dell'attentatore nella figura dell'elettricista  Abu Izzadin nato Trevor Brooks. Già condannato a 4 anni e mezzo con l’accusa di incitamento al terrorismo e raccolta di fondi finalizzati al terrorismo, Izzadeen (o Brooks che dir si voglia) era stato poi rilasciato nel 2009. Come al solito si sa già tutto  a misfatto compiuto.


Ma ecco che salta fuori una terza versione e un altro nome: si chiama Khalid Masood, anni 52, nato nel Kent ma come si arguisce dal nome, non certo un britannico di sangue.  Pare fosse già conosciuto dai servizi inglesi e che avesse cambiato più volte nome e generalità. Ma allora l'Abu precedente? Versione superata... Qui tutto sulla terza versione, sperando che sia  l'ultima, quella vera e quella definitiva. Intanto l'Isis ha rivendicato l'attentato.

Khalid Masood, anni 52, il terrorista di Westminster, britannico per "ius soli"

"Non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire", ha detto il mattino seguente Theresa May alla Camera dei Comuni. Fareste bene ad averla, invece, e a comportarvi di conseguenza, armando i vostri Bobby.

Cari Brits,
siete ridicoli con questa storia della polizia disarmata. Lo vada a dire ai parenti dell'agente Keith Palmer, fatto fuori con una semplice arma bianca, cara signora May, che lei non ha paura. Aver paura, attrezzarsi e armarsi di conseguenza, è un'intelligente forma di sopravvivenza.



"La democrazia e i valori che rappresenta prevarranno sempre".
Io ci metterei un bel punto interrogativo.

Qualche volta, invece, vale la pena di interrogarsi se non è proprio grazie alla democrazia che l'Europa si è ridotta in questo modo.
Quale democrazia Mrs. May? La democrazia del far entrare oves et boves nella vostra piccola isoletta? La democrazia dello ius soli, quale cittadinanza premio? la democrazia del laissez-faire nei confronti di un culto alieno al Cristianesimo? Il permissivismo nei confronti della sharia e poligamia?

Ricordo che nella patria della Magna Carta, è da tempo in uso la sharia coi tribunali islamici per non disturbare - presumo - "le loro tradizioni". E pure la poligamia, quella che praticano i beduini del deserto, trattando le donne peggio delle capre.
Londonistan non ha imparato nulla dai tempi dell'attentato alla metropolitana. 

18 March 2017

Mutti Kaputt!




Non ho mai sopportato Angela Merkel con  quella faccia finto paciosa di chi prepara strudel per i nipotini. Questa Ue a trazione tedesca ha già fatto sfracelli incalcolabili. Basta guardare la Grecia massacrata sotto gli occhi del mondo,  della quale inspiegabilmente non si parla più. In realtà, quello della Germania,  è un caporalato eurocratico nel quale lei si è assunta il ruolo ingrato e arcigno di capo-bastone. Più che madre (Mutti), una matrigna.  Perciò è con gioia che ho accolto le parole di Trump sull'immigrazione. "L'immigrazione non è un diritto" è quasi diventato uno slogan. Non so se la politica di Trump ci deluderà o meno, ma una cosa è certa: finora il suo linguaggio verbale esprime concetti che per tutti i politici del mondo sono stati  un tabù. "Emigrare è un privilegio"? Ma certamente, se non altro perché occorre avere molto denaro per pagare viaggi lunghissimi e magari corrompere la sorveglianza. 

Prima di tutto viene la sicurezza dei popoli autoctoni? 
Naturalmente sì, e la parola latina "limes" stava a significare limiti e confini da rispettare. Ma i tedeschi, pur essendo eccellenti in molte discipline (tecnico-scientifiche, musicali, filosofiche e letterarie) hanno un grave difetto:  la fissità e l'ostinazione che è tipica degli ottusi. 
Inoltre ad una kalergiana di ferro come lei, non devono essere piaciute le parole di Trump. Non dimentichiamoci mai quel Premio Coudenhove-Kalergi acciuffato dalla Merkel nel 2010, mentre sorride sotto il simbolo dei Rosacroce (la croce rossa sul fondo di un sole, circondato da 12 stelle) mostrando orgogliosamente l'effige del conte austriaco: vorrà ben dire qualcosa!

Come vuol dire qualcosa l'aver  ordinato la diffusione di un opuscoletto con i disegnini https://www.zanzu.de/en/kinds-sex nel quale si invita esplicitamente le cittadine tedesche...all'accoglienza .... di tipo sessuale; intendo, agli accoppiamenti e alla promiscuità meticcia (vedere Sesso Meticcio). Ricordo che il premio Kalergi fu assegnato anche a  Schäubleun altro fanatico di ingegneria sociale e di sostituzione etnica considerata la panacea ai mali del Vecchio Continente.
Come vuol dire qualcosa l'aver negato ai media la colpevolezza dei "profughi" nei vari casi di cronaca nera. 



Ora nel suo zelo di Mutti che persegue costantemente il Bene Comune pare che il suo ministro della Giustizia proponga di sanzionare con una multa di 50 milioni di euro i social media che non rimuovono entro 24 ore dalla segnalazione contenuti illegali come parole d’odio o fake news diffamatorie. Se i tedeschi vogliono riscattare la loro damnatio memoriae del passato, con simili crociate del Common Good,  è il caso di dire che si va di male in peggio. 

Oh Germania pallida madre!
come insozzata siedi fra i popoli!


Dio ci liberi da questi emissari del Bene! I dolcetti di Mutti non possono che essere avvelenati come quelli delle streghe nelle fiabe dei fratelli Grimm.
Succede pure che la stampa tedesca ometta e cancelli le generalità di chi commette stupri etnici o crimini di sorta, se immigrato.

Del resto la Merkel, in questo anno elettorale, vorrebbe scongiurare qualunque polemica sul tema immigrazione che possa costarle molti voti. Ecco perché l’uomo che qualche settimana fa ad Heidelberg ha falciato alcuni pedoni in quello che sembrava un attentato simile a quello dei mercatini di Natale, è rimasto senza precisi dati identificativi. Si trattava di “un tedesco senza origini migratorie”, mentre sui social media e sui siti alternativi si affermava che si trattava di un islamico. Lo stesso è avvenuto per l’orribile attentato a colpi d’ascia a Düsseldorf nel quale l'attentatore passò per avere degli squilibri psichici. Lo vedemmo già un quel famoso Capodanno del 2016 che gli immigrati non potevano essere "stupratori" e che i media ufficiali applicarono vergognose veline per proteggerli e adattarsi al suo teorema. 

Più di recente c'è la storia della "combine" a tre (Lei, Mark Rutte ed Erdogan).
La clausola segreta fra la Merkel, Mark Rutte risultato vincitore delle elezioni olandesi, sulle migrazioni-invasioni, che comprendeva una clausola segreta: “Ciò che s’è concordato con la Turchia a Bruxelles…c’è qualcosa che non risulta nell’accordo”, disse Orban: “Un giorno ci sveglieremo – e penso che ciò sarà annunciato a Berlino già la settimana prossima – e ci diranno che dovremo prendere 400 mila o 500 mila rifugiati direttamente dalla Turchia”. Il quale Orban fu tacciato e ridicolizzato come complottista.

Più  di un anno dopo, la stampa tedesca  (Die Welt) ci rivela che Orban aveva ragione: il 6 marzo 2016, la Merkel aveva concordato con Erdogan di prendere ogni anno 150-250 mila rifugiati dalla Turchia. L’aveva concordato senza la minima consultazione degli altri stati membri. Il solo al corrente dell’accordo era il premier olandese Mark Rutte, presente ai colloqui come presidente semestrale della UE.

L’accordo fu poi approvato nel panico dai 28 paesi, perché fu presentato come l’unico modo di arrestare il flusso – pagare i 3 miliardi annui a Erdogan, altrimenti ci mandava altri profughi. C’era “l’emergenza-migranti”, perbacco! Non volete pagare quei miliardi per frenare il flusso?Pagammo, la Merkel fece pagare tutti noi per il suo tragicomico errore (“Venite tutti in Germania!”), o quello che pareva un tragico errore. (Orban diceva il vero - Blondet).

Ora le fotografie di repertorio di Trump insieme a Frau Angela, parlano chiaro e i media strombazzano già sulla sgarberia e cafonaggine del presidente americano che non ha stretto la mano alla signora. Lei si protende verso di lui che non la guarda nemmeno mostrando un atteggiamento di netta chiusura. Ricordo però che l'indomani della scelta dei cittadini americani per il nuovo presidente lei fece dichiarazioni allarmate e si ingerì pesantemente riguardo la vittoria del nuovo presidente. A che titolo?
E' evidente che Trump non poteva che ricordare l'unica affinità elettiva tra lui e la Cancelliera: quella di  essere stati entrambi spiati da Obama.
Lui, Trump, se l'è legata al dito. La Merkel che in fatto di spie, spioni e spiati la sa lunga (vedi quanto avveniva nella DDR), ha lasciato correre e ha finto di non raccogliere la battuta.
Non so come andranno le elezioni in Germania. C'è il rischio che i tedeschi passino dalla Capa Merkel, al Kapò Schulz del SPD. Cioè dalla padella alla brace. Personalmente non mi faccio illusioni. I partiti identitari come Alternative für Deutschland sono di continuo ignorati dai media. Inoltre alla Germania non si vuol  concedere facilmente  di avere uno spirito nazionale  e identitario, in forza del suo tragico passato. 

Tuttavia, per ora dal match di the Donald con Mutti, che anche con noi Italiani non è mai stata tenera al punto da suggerire a Napolitano chi doveva essere il premier,  ne è uscita kaputt.

14 March 2017

L'Olandese volante




Sono d'accordo con Geert Wilders: "La fine è già cominciata" . Ovviamente il leader sovranista olandese intende parlare della fine della Ue.  E che debba finire è già nell'aria come la primavera che si respira a pieni polmoni in questi giorni.
 “Io voglio essere responsabile del mio destino, non posso accettare che altri decidano per me, che si tratti di politiche dell’immigrazione, di chi deve o non deve entrare in casa mia, di economia, di tutto. Possiamo lavorare insieme tra Paesi europei, senz’altro, come fa la Svizzera. Un rapporto di cooperazione che funzionera’ benissimo”.
Parole sante!

“L’Europa non è riformabile” e “invece di riformare, o di discutere, o di trovare un accordo, è molto più semplice ed efficace riprenderci il potere che ci appartiene”.
Parole strasante!

“Come l'Ue, l’euro, sono alla fine dell’Impero romano. La fine è già cominciata. Tra pochi anni non esisteranno più. Non so quanto tempo ci vorrà perché crollino, due anni, forse dieci, ma questo avverrà. L’Europa, come insieme di stati, è la mia casa, il mio continente, il posto dove vivo. Ma non l’Unione Europea in quanto organizzazione politica e burocratica. Di questa ci possiamo e ci dobbiamo liberare”. (fonte: Imola Oggi)
Doveroso, direi. 

Dunque Wilders  è strenuo sostenitore della  cosiddetta "Nexit", cioè dell'uscita dell'Olanda dall'Ue - e pare goda di  ottimi risultati nei sondaggi, sebbene questi vadano presi con cautela. Pertanto, vedremo l'esito mercoledi 15,  nelle urne. 
In questi giorni i disordini dei cittadini turchi nei confronti del governo olandese servono a sollevare un astuto polverone e a deviare l'attenzione dal vero problema. 

Il primo ministro olandese Mark Rutte  che attualmente guida un governo di coalizione insieme ai laburisti del PvdA,  apre il suo contenzioso contro Erdogan che in questi ultimi tempi dà prova di squilibri mentali, arrivando a dare dei nazisti agli olandesi, i quali, come è noto, dai nazisti furono pesantemente invasi durante la II Guerra Mondiale. 
"Niente negoziati sotto minacce Ankara" dichiara Rutte  "Non ci saranno negoziati sotto le minacce" per risolvere la crisi diplomatica con la Turchia, ha poi affermato ricordando che i turchi dei Paesi Bassi sono "cittadini olandesi". "Fino a che le minacce del governo turco non finiranno non ci saranno negoziati per risolvere questo conflitto", si legge in una nota nella quale si intuisce anche che, in realtà,  il vero "rischio reale"  per Rutte è Wilders  (e non Erdogan) nel caso dovesse vincere le elezioni. 
Mark Rutte attuale primo ministro olandese

Dunque dietro all"islamofobia" tutta apparente di Rutte esiste in realtà la paura di non riuscire a calamitare i voti olandesi. Pertanto è Wilders il vero problema per Rutte.
E qual è il trucco impiegato? Rubare il vento alle vele degli avversari. 
Fa il muso duro, Rutte contro il Sultano di Ankara. Ma intanto, ecco le vere voci dal sen sfuggite...

"Voglio che l'Olanda sia il primo paese a fermare questa tendenza di populismo". Così il primo ministro olandese a due giorni dal voto ha preso posizione nel braccio di ferro contro Geert Wilders per vincere le elezioni. "Ricordate la Brexit? Tutti pensavamo che non sarebbe successo. E ricordate le elezioni americane. Non commettiamo altri errori. Queste elezioni sono cruciali".  (fonte: rainews.it).
Queste sono le VERE preoccupazioni di Rutte, non qualche corteo con le bandiere turche con tanto di mezza luna, in giro per Amsterdam.  

Lo stesso mezzuccio di dozzina lo stanno impiegando in Francia  i Macron, i Fillon che si improvvisano anti-immigrazionisti dell'ultima ora, tanto  per rubare il vento alle vele di Marine Le Pen, sottraendole consensi.  Curiosi questi eurocratini-cretini:  dopo aver tuonato a tutto decibel il loro sdegno contro gli odiati "populisti",  ora cercano pure di imitarli grottescamente.  Fanno quasi pena. 

Si è appena concluso poche ore fa, lo scontro in tv fra Wilders e Rutte. 

 "Si può dire che queste elezioni siano i quarti di finale per impedire al cattivo populismo di vincere. Le semifinali sono in Francia ad aprile e, in seguito, la finale in Germania a settembre", ha dichiarato il secondo fra i due duellanti. 

Brillanti le risposte pepate del  biondo leader identitario alle affermazioni del suo rivale: "Io non gioco quarti di finale. Io gioco una finale, una finale contro i mentitori e i legislatori".

E' tempo che gli impostori della Ue, si tolgano dalla scena. Non avremo pace finché non li cacceremo. 
Mercoledi è già qui alle porte. E sarà un mercoledi da leoni.


10 March 2017

Like a Rolling Stone





Bergoglio non poteva posare per la copertina di un giornale dal nome più profetico: la pietra rotolante. Tutti sanno che   è un magazine del mondo pop e rock recante il titolo di una delle più famose canzoni di Bob Dylan. Un giornaletto che potremmo definire "profano". La prossima volta su quale copertina si affaccerà? Su Play Boy magari attorniato da conigliette scollacciate?

La Chiesa con Bergoglio sta toccando tra i punti più bassi della storia, mentre qualcuno addentro alla materia teologica  parla già del terzo segreto di Fatima: la disgregazione all'interno della Chiesa.
Da S. Pietro alle pietre rotolanti, sembra quasi una discesa all'Inferno. E non c'è nemmeno bisogno di leggere le sue interviste e dichiarazioni alla stampa estera come nel caso di Die Zeit, dove esterna il suo cogito carico di dubbi sistematici sull'esistenza di Dio e nega ogni trascendenza ("Non dobbiamo dimenticare che ogni forma di idealizzazione di un  essere umano porta sempre un marchio subliminale di aggressione"). Dulcis in fundo, ha paragonato il "populismo" al nazionalsocialismo hitleriano, e via con le eresie. Basta e avanza il suo discorso  "a braccio", o meglio da bar Sport, che ha fatto alla Sapienza, ateneo universitario vietato a Ratzinger, il quale dopo la lectio magistralis a Ratisbona,  non poté tenervi alcun discorso, (per chi non ha la memoria corta) a causa delle solite "zecche rosse" inviperite, nonché del boicottaggio ad opera della casta dei baroni rossi addetti alla cosiddetta docenza. Qui tutto il florilegio  bergoglione a base di banalità e piacionerie, esibito in Ateneo.  Finalmente Habemus Papam ad uso "zecche" e "baronie rosse". Quelli che in chiesa non ci vanno mai, manco a Natale, pertanto guardano di buon occhio  e plaudono a chi la vuole distruggere dal suo interno.

Intanto Rino Cammilleri sul Giornale e prima di lui altri cronisti in questi giorni, stanno ritornando sulle dimissioni alquanto sospette di papa Ratzinger del 2013.
Certo non sarà un complotto, però gli somiglia un sacco. Stiamo parlando delle dimissioni di Benedetto XVI l'11 febbraio (giorno di Lourdes) di quattro anni fa. (...)

L'ex vescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, si leva un macigno dalla scarpa e dice che «un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano». Si dichiara certo del fatto che Benedetto XVI abbia subito «pressioni enormi». Da parte di chi? Obama?

Montanelli era solito affermare che un giornalista non dovrebbe mai dire "Io l'avevo detto...". 
Per mia fortuna non faccio il "mestieraccio" per campare e allora posso esordire con un mio post del 2015  nel quale la sottoscritta, invece,  l'aveva già detto in tempi non ancora sospetti :

Temo che sentiremo parlare ancora a lungo di come avvenne la destituzione di papa Ratzinger e della successiva nomina di Bergoglio. E' ormai chiaro che il pretesto della vecchiaia con i suoi affaticamenti fisici (ingravesciente aetate) nascondesse dell'altro. Qualche storico dovrà spiegarci perché un papa viene prelevato con un elicottero dell'Aeronautica Militare Italiana, trasportato a Castelgandolfo e insignito del titolo assai poco "canonico" di papa Emerito.  (Giallo Vaticano).

La domanda però questa volta la faccio io a voi della stampa: perché solo ora, cari cronisti del Mainstream?
Non potevate scriverlo prima, a botta calda,  che queste dimissioni erano altamente sospette? Non potevate intervistare al momento  giusto qualche prelato scomodo e scontento come mons. Negri (e suppongo altri)  di questo golpe? 
No, cari miei,  voi avete aspettato che cambiasse l'aria che tira, che Obama fosse deposto, che ci fosse Trump in carica, e allora ecco sparare titoloni cubitali. LA MANO DI OBAMA DIETRO ALLE DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI.  

Nuovi ordini di nuova scuderia? O piuttosto, contrordini? Okay, meglio tardi che mai. Vedremo se con Trump si dipaneranno finalmente le nebbie. 
Ora però, vi chiedo un favore: aiutate noi poveri blogger a buttare fuori questo usurpatore, quinta colonna di Soros. In altre parole, sparate uno di quei titoloni al giorno. E' bene che Bergoglio se ne torni quanto prima in Argentina. Alla fine del mondo, per dirla in termini metafisici.

I cattolici statunitensi a differenza di quelli italiani non dormono. E nella discarica di dati di wikileaks sanno che si nascondono pistole fumanti che destano inquietudini. L'Open Society Foundation di George Soros (sempre lui!) finanzia gli sforzi per promuovere la sua agenda radicale utilizzando proprio il pulpito di questo sedicente "Vescovo di Roma". ( Wikileaks: Pope and Soros: an unholy Alliance)

Torniamo alla copertina del periodico musicale. L'immagine della pietra rotolante è un'immagine-chiave, uno dei topic fissi del Blues, musica afro-americana che canta la malinconia (blues deriva dall'espressione elisabettiana "to have blue devils" = averci i diavoli blu, cioè le paturnie). In questo senso Dylan nella sua celebre "Like a rolling stone" (1965) che dura 6 minuti a dispetto di  tutte le leggi di mercato, non ha inventato nulla rifacendosi  ampiamente alla tradizione folk afro-americana. Già prima di lui, il vecchio bluesman Muddy Waters incise un disco che titolava appunto "Rollin' Stone",  blues che ispirò anche il nome  alla popolare band inglese con a capo Mick Jagger.
Stupisce però la corrispondenza tra Bergoglio che regge (o dovrebbe reggere) il Ministero Petrino e la "pietra rotolante"  che parla di caduta, di fallimenti e rovina. Lui se la ride compiaciuto di fare la star, nella copertina di un magazine destinato ad un pubblico giovane. Anzi, quasi quasi la rockstar da concerto, è  proprio lui. Ma intanto rotola, rotola e rotola irreversibilmente giù per una china. E ogni volta che compare o che apre bocca per concedere interviste, peggiora la sua situazione.

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn't you?
People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"


C'era un tempo in cui ti vestivi così bene
nel fiore dei tuoi anni buttavi una moneta ai barboni, non è vero?
La gente avrebbe parlato, detto: "Sta' in guardia bambola, sei destinata alla caduta ".

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Canzoni a parte,  vale anche per un Pontefice, (specie se fasullo) il motto evangelico, chi vuol  salvare la propria vita, la perderà.

07 March 2017

Ridono mentre ci distruggono




Che volete che aggiunga alle immagini di per sé eloquenti di un villaggio delle Puglie che va al rogo? Di odori acri di lamiere putride, di coppertoni che fumano, di cumuli di rifiuti che rendono il cielo, il bel cielo del Sud, irrespirabile.... Che un villaggio garganico è stato trasformato in una schifosa bidonville, modello Nairobi fatta di lamiere, cumuli di detriti, pattume e altro? E stiamo ancora qui a chiederci se il rogo del cosiddetto "Grande Ghetto" di Rignano Garganico è vero o no? Se l'hanno provocato i negri o no? Intanto ci sono dei video dove loro se la ridono. Non so cosa ci sia da ridere, ma se la ridono. Forse della nostra impotenza, della nostra inconcludenza, forse del fatto che siamo incapaci  di cacciarli indietro; ma intanto bruciano e ridono, ridono e bruciano. E se poi nel rogo restano uccisi due di loro, si può sempre dare la colpa ai bianchi "razzisti". O farli comunque sentire in colpa.  Si attendono i risultati delle inchieste...
Chissà che paura avranno della nostra "giustizia"! Brrrrr! E pure della nostra polizia sulle cui gazzelle in questi giorni sono piovuti spari a San Severo.  Doppio Brrrrr!

Qui il video delle loro risate di gioa mentre distruggono il villaggio:

http://www.ilgiornale.it/video/cronache/risate-mentre-ghetto-rignano-va-fuoco-indagini-polizia-1372032.html


Ho girato in lungo e in largo la nostra bella Penisola quando era fatta di soli Italiani, e cioè nativi. C'erano anche villaggi modesti, frazioncine non servite da trasporti, quartieri poveri di grandi città, paesini con case umili. Ma mai eravamo arrivati al degrado e alla lurida fatiscenza di quanto è arrivato dal mare coi gommoni. Ormai non c'è più una regione d'Italia che la passi liscia in fatto di immigrazione clandestina e conseguente degrado. Qualcuno la pensa come me, come noi, ma non è più  tempo di scrivere e descrivere. E' tempo di agire...Intanto i notiziari danno notizie sulla popolazione che invecchia, sui bambini mai nati che non rimpiazzano i decessi, sul fatto che siamo a nascite zero, sui giovani che se ne sono andati. Sì, ma guardate un po' con chi siamo rimasti e chi sarebbero gli utili rimpiazzi:

Il degrado, arrivato coi canotti, è sotto gli occhi di tutti. Dal Friuli al Piemonte, dalla Lombardia alla Sicilia. Gigantesche baraccopoli costruite con la merda delle città: vecchie lamiere, cartoni, teli di plastica arrangiati qui e là, cartelloni stradali, paletti di legno marcio, ferro arrugginito, plastica. Bombole di gas allacciate a tubi putridi e cucinotti da campo usati in maniera bestiale. Fuochi accesi con radici di alberi ancora vivi. Il puzzo vomitevole di tonnellate di spazzatura abbandonata fin davanti “la porta” della baracca. Nessun cesso. Latrine ricavate alla bell’e meglio un po’ ovunque.

Droga, prostituzione, malaffare, stupri e incesti. Maltrattamenti alle donne, ai bambini, ai deboli, ai Cristiani. (blog di Spirlì)

E in mezzo a tanto sfacelo che si legge? Che George Soros investirà altri 500 milioni nelle sue ong per creare una flotta di navi per salvare i "migranti". Quanto sfoggio di  bontà universale!


Solo ieri in Sicilia ne sono sbarcati 1.500 recuperati grazie al solerte impegno delle navi soccorso gestite da organizzazioni umanitarie (Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat) che annoverano tra i propri finanziatori la Open Society e altri gruppi legati al milionario «filantropo» George Soros. Bruxelles, a questo punto, farebbe bene a spiegare che per fermare il traffico di uomini bisogna combattere non solo le organizzazioni criminali, ma anche la carità pelosa, e politicamente motivata, di Soros e della sua galassia buonista.

Una galassia a cui l'ottuagenario "filantropo" ha promesso il 20 settembre scorso investimenti da 500 milioni di dollari per favorire «l'arrivo dei migranti». Investimenti destinati a contrastare le politiche europee sull'immigrazione e a mettere a rischio la sovranità dell'Italia e di altre nazioni.



L'aspetto più inquietante di questa vicenda è però come questa flotta di navi fantasma, battenti bandiera panamense, (Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e Dignity 1, di Msf) del Belize (il Phoenix, di Moas) o delle isole Marshall (il Topaz 1, di Moas) punti a realizzare politiche dissonanti rispetto a quelle europee e italiane. Per capirlo basta spulciare i siti delle organizzazioni che gestiscono la flotta buonista. La tedesca Sea Watch armatrice di due navi soccorso battezzate con il proprio nome spiega di battersi per il «diritto alla libertà di movimento» e di non accettare «arbitrarie distinzioni tra profughi e migranti». Come dire che il rispetto di confini e sovranità nazionale non ha alcun senso. (da "Soros, l'uomo che paga l'invasione dell'Europa" di Gian Micalessin)


Intanto in Sud Africa si vuole modificare la costituzione per favorire l'esproprio e la confisca delle terre dei coloni bianchi. (fonte: Zero Hedge)  . Quanto ci vorrà prima che arriveremo alla stessa  resa dei conti anche da noi? dieci anni? forse di più? forse di meno?
La Fedeli, ministro della Pubblica Istruzione del governo abusivo Gentiloni che solo per  tutte le menzogne che ha raccontato  sui suoi titoli di studio farlocchi e lauree mancate, non dovrebbe nemmeno essere lì in carica,  ha promesso la cittadinanza breve a quei bambini stranieri che frequentano le scuole italiane. E ha sollecitato il Parlamento affinché approvi quanto prima una legge nel merito. Siamo incapaci perfino di disfarci di chi favorisce e agevola la nostra devastazione.

Domani saremo invasi dalla solita  melassa retorica  sul 8 marzo, con mimose in Quirinale e alla Camera,  e i TG che faranno la conta dei "femminicidi" domestici: nove in pochi mesi. 
Degli ormai incalcolabili stupri etnici, delle molestie, degli abusi ad opera di immigrati, dei furti, dei borseggi, degli omicidi su donne, uomini, ragazzi, invece avremo il solito zittificio di stato.
Il maschio stupratore e omicida (oggi si deve dire "femminicida")  è sempre e solo bianco, italiano, possibilmente domestico.

Coraggio o Donne, sventolate i ramoscelli di mimose: dai mari del Sud arriva in massa la Liberazione!