23 May 2017

Agnelli sacrificali a Manchester




Confesso che sono arcistufa del ripetersi di tragici copioni ai quali non si vuole porre rimedio in alcun modo. Quello che è avvenuto all'Arena di Manchester la notte scorsa alle 22, 30 lo abbiamo appena visto qualche mese fa a Londra-Londonistan il 22 marzo scorso (per i patiti di numerologia, ecco ripetersi la ricorrenza del numero 22)Eppoi in Francia, in Belgio, in Germania. Usque tandem?

Qui ci sono andati di mezzo almeno 22 ragazzini  (ecco ripetersi la cifra) di giovanissimi, tra i quali una bimba di 8 anni,  al concerto di una Teen Idol dal nome che è un programma: Ariana Grande. E le loro facce tenere sono già su tutti i quotidiani, i siti web ecc. Non vorrei sembrare cinica, ma sentire sempre le solite vuote parole di retorica dei leader europei, dei Mattarella, dei Gentiloni, coi Minniti che spergiurano di  voler potenziare al massimo le misure di sicurezza, ma poi continuano ottusi e  imperterriti a far sbarcare migliaia di disperati al giorno, perché  intanto "il mondo è di tutti",  è qualcosa che mi dà il voltastomaco.
Ora  anche da parte delle autorità britanniche si intensificheranno i buoni propositi di "non voler cambiare il proprio stile di vita", di continuare come se nulla fosse stato, di non farsi intimorire e bla, bla, bla... Si conosce già il nome dell'attentatore: un tal Salman Abedi nato a Manchester nel 1994, terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Gheddafi. Insomma, il solito "nuovo britannico", con connotati arabi. La polizia sapeva già vita, morte e miracoli di lui, tranne il fatto che avrebbe colpito all'Arena.  Quando si dice il caso...


False bandiere per vittime vere. Arriveranno gli altarini improvvisati in qualche angolo di Manchester con lumini, pelouche, candeline. fiori, bigliettini, gessetti (ci sono già). Poi le cerimonie multietniche e multikulti, perché, ovvio,  il dolore non ha colore, non ha credo religioso anche se poi, chissà perché, muoiono tutti bianchi e cristiani e ora,  in giovanissima età,... Ma chi pianifica questi attentati sa dove vuole arrivare, sa che l'8 giugno ci saranno le elezioni in GB, sa che c'è di mezzo la guerra in Siria e che Assad deve sloggiare per amore o per forza: Isis sconfitto o no.  E che la May deve essere tirata per la giacchetta, magari in qualche guerra "umanitaria" contro "il terrorismo internazionale".
La cantante per teen ager Ariana Grande


Un'altra cosa. Le rivendicazioni dell'Isis e i suoi proclami deliranti passano sempre dalla premiata agenzia SITE di Rita Katz. As usual. 
Chiedetelo alla signora come sono andate davvero le cose. Lei sa sempre tutto e pare abbia pure il dono della preveggenza.

Intanto  posto questo articolo dal titolo "Un attentato emotivo, mediatico, politica che spiana la strada alla pax mediorientale" di Mauro Bottarelli su Rischio Calcolato.   

Vero? Falso? Verosimile? Complottista? Dietrologo? Futurologo? Fate voi la vostra tara, ricordando che quando poi i fatti si palesano, di solito sono ancora più ingarbugliati delle più surreali ipotesi e fantasie.

Una coincidenza britannica. Oggi è morto anche l'attore Roger Moore che fu per sette volte inteprete della serie di James Bond, l'agente 007uscito dai romanzi di Fleming, prendendo il posto di Sean Connery. Titolo emblematico di uno dei suoi film: "Vivi e lascia morire".

20 May 2017

Boicottare la manifestazione pro immigrati!





Prelevo dalla pagina facebook di Salvini:

Centri sociali, Carla Fracci, Croce Rossa, Emma Bonino, Cgil, Roberto Vecchioni, Claudio Bisio, Sindaci del PD, centri islamici e Cooperative rosse.
Tutti allegramente in piazza domani a Milano, col portafoglio pieno, per chiedere più diritti e più accoglienza per gli immigrati.
A loro gli italiani interessano poco.
Scommettiamo che tivù e radio ne parleranno per ore?

Eccome!
E vedremo le solite facce ipocrite da sepolcri imbiancati dello spettacolo e delle istituzioni "rosse" (di vergogna) in prima fila. Domani i milanesi perbene se avessero un briciolo di orgoglio e di dignità dovrebbero affacciarsi alle loro finestre con una parola d'ordine: STOP INVASIONE. Basta qualche cartello, qualche simbolo di dissenso e di forte disapprovazione, un gesto  di opposizione mediaticamente rilevante. Qui sul Populista un altro appello di Salvini contro i protocolli di accoglienza immigrati imposto dal duo Sala-Minniti (un protocollo per portare quasi 5mila finti profughi nei comuni della Città metropolitana).

Quell'ipocrita di Sala non si arrende di fronte all'evidenza e con una frasetta lapidaria che è un programma, asserisce :"Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti". 
Come no? 
Si tratta di uno di quei "nuovi italiani" mai integrati perché l'integrazione è il vostro mito idiota e impossibile. 
La Marcia di Sala e delle solite variopinte maestranze rosse cade in un momento drammatico ed è stata fatta SOLO PER ALIMENTARE LA RABBIA DEGLI ITALIANI!
Ma i milanesi, dopo la padella unta e infettata dalle ideologie progressiste radical chic di Pisapia, non sono stati capaci di aprire gli occhi e dovevano proprio eleggere un altro "sinistro al caviale" già in odore di scandali come Beppe Sala?

Il sorriso giocondo di Sala detto Salah


Ricapitoliamo gli ultimi fattacci.  Giovedi 18 maggio, alla Stazione Centrale di Milano ci sono stati tre feriti gravi da parte delle forze dell'ordine. Ecco la dinamica prelevata dal Corsera:

"Una felpa nera. Il cappuccio calato sulla testa. «Attaccava briga con chi passava», hanno raccontato i poliziotti. E per questo dopo averlo seguito per un po’ la pattuglia mista — un soldato semplice e un caporalmaggiore dell’Esercito più un agente della Polfer di 20 anni — hanno deciso di fermarlo. «Teneva una mano nella tasca della felpa, come se nascondesse qualcosa».

I soldati e il poliziotto si avvicinano. «Scusa, documenti?». Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, 21 anni il prossimo 17 agosto, nato a Milano da padre tunisino e madre italiana, si volta, estrae la mano che stringe un coltello da cucina. Non dice una parola. Sferra un colpo al collo del soldato: la ferita è a pochi centimetri dalla giugulare. Poi si volta e colpisce l’agente della Polfer al braccio: la lama si ferma contro l’omero, «Mi sono salvato solo perché sono balzato indietro», racconta l’agente. Il secondo militare viene ferito solo di striscio. Hosni ha in tasca un altro coltello da cucina, ma non farà in tempo ad usarlo. In pochi secondi riescono a immobilizzarlo. Lo buttano sul pavimento e lo consegnano a un’altra pattuglia della Polfer arrivata in ausilio. Tutto avviene davanti a una telecamera di sorveglianza.

Prima domanda: E' mai possibile che i poliziotti (tre) si siano fatti cogliere di sorpresa da chi manovra un coltello, che è sì, un'arma adatta contro chi si avvicina, ma erano pure sempre in tre contro uno? E' evidente che sono stati resi imbelli e inoffensivi dalla propaganda buonista e immigrazionista ("nessuno tocchi il Migrante"). O anche dalle inchieste giudiziarie sempre dalla parte dei Caini di turno. Per non parlare della pessima attrezzatura in dotazione.

Ma ecco nel giro di un giorno, saltare fuori la "pista Islamica" e pro ISIS: l'aggressore Hosni "nuovo italiano" è indagato per terrorismo internazionale . Sì, spunta la pista libica per il giovane che giovedì sera nella stazione di Milano ha accoltellato un agente della Polfer e due militari durante un normale controllo. Sul suo profilo Facebook i video dello Stato Islamico. Avrà uno sconto di pena per adesione all'ISIS? Non sto scherzando, è Sala che promette sconti a tutti gli immigrati in quanto questo Ismail Hosni sarebbe - a detta sua -  è un italiano di origine tunisina. E difatti asserisce che la questione migratoria non c'entra nulla con quanto è appena avvenuto e che lui non molla.


Seconda domanda: ma i milanesi, dopo la padella unta e infettata dalle ideologie sinistre e radical chic di Pisapia (sotto la cui amministrazione è avvenuto il caso Kabobo), non sono stati più  capaci di aprire gli occhi e dovevano proprio eleggere un altro  sinistro al caviale come Beppe Sala?

Intanto la polizia nel suo piccolo si incazza. Ed ecco cosa afferma Pirola del SAP il sindacato meneghino di polizia, a proposito dei fatti di sangue avvenuti in Centrale:


"Ci sentiamo abbandonati, derisi, umiliati", dice con la voce colma di dispiacere Massimiliano Pirola, segretario provinciale del Sap-Milano e per anni sulle volanti alla caccia di banditi. "Ci hanno tolto la dignità di fare i poliziotti. Non c'è più rispetto. Siamo costretti a lavorare con i caschi marci, senza leggi chiare né mezzi adeguati".



"Per fare un esempio, ieri sera i due agenti della Polfer non avevano sotto la camicia alcuna protezione. Il coltello di Ismail Hosni ha sfiorato il torace di uno dei due, andandosi poi a conficcare nel braccio. Pochi centimetri e avremmo raccontato un'altra storia. La fortuna, appunto. "I giubbotti non sono in dotazione, se non a poche squadre - spiega Pirola - Un guanto anti-taglio costa 3 euro dai cinesi, ma non ci danno neppure quello". Per non parlare delle armi. Al momento la polizia italiana non ha uno strumento di offesa che sia una via di mezzo tra le mani e la pistola. Gli spray al peperoncino sono stati introdotti da poco, ma ce ne sono pochi e hanno controindicazioni importanti. "Non possiamo usarli al chiuso - dice Pirola - e c'è il rischio di auto-contaminazione. Senza contare che in questo momento in parecchi uffici sono assenti". Basterebbe introdurre reti contenitive oppure i Taser, ma lo Stato continua a tagliare sulla sicurezza. E così si verificano incidenti, caserme in condizioni "pietose" e uffici con sole quattro persone a lavorarci."

Stante così le cose, ecco la Terza domanda:  perché cari poliziotti, non vi ammutinate in massa? siate patriottici, unitevi agli Italiani che vogliono riprendersi in mano il proprio destino, e avrete solo dignità da guadagnare

Domani i milanesi seri, dignitosi  e perbene si attivino con ogni mezzo per  boicottare questa indegna manifestazione antitaliana.
Ormai siamo alla sedizione aperta e alla provocazione antinazionale.

E' contro tutti noi, è contro gli stessi poliziotti feriti che marcia Sala: lui  e i suoi marci sodali .


16 May 2017

No Way?





Ogni tanto mi guardo e mi riguardo questo vecchio video del generale Campbell che parla dell'immigrazione illegale in Australia. Perché lo faccio? Come premio di consolazione nei confronti di quelli che dicono "il fenomeno migratorio è ineluttabile" "Eravamo immigrati anche noi Italiani", "Il mondo è di tutti", "L'immigrazione è un arricchimento", "L'immigrazione è un capoosaldo dell'Unione Europea", "Senza la libera circolazione degli uomini non c'è più Europa", "Chi non pratica l'accoglienza non è un buon cristiano". Devo continuare con altre frescacce di questo tipo? Non rattristiamoci.

La politica del governo australiano è molto semplice: chi arriva via nave in modo illegale non avrà mai garantito il diritto di stabilirsi in Australia. Le regole si applicano  per famiglie, donne, bambini, bambini non accompagnati, senza eccezioni. In pratica, questo significa che il governo australiano ha schierato un grosso numero di unità per sorvegliare le sue acque in modo da poter intercettare le imbarcazioni che si avvicinano alle sue coste. Chi arriva può andare incontro a due diverse situazioni.
La sua imbarcazione potrebbe essere trainata nuovamente verso i porti di partenza, oppure gli occupanti potrebbero essere inviati nei centri di identificazione stabiliti in Papua Nuova Guinea e nell’isola di Nauru, dove le loro eventuali domande di asilo vengono esaminate e dove si riceve un permesso di residenza nel caso venga riconosciuto il diritto di asilo.


I respingimenti possono avvenire in due modi. In un caso le navi della marina militare o della guardia costiera intercettano l’imbarcazione, un gruppo di abbordaggio sale a bordo e collega con un cavo la barca dei migranti con la nave australiana. A quel punto i migranti vengono rimorchiati fino alle acque territoriali da dove sono partiti, principalmente quelle indonesiane, e quindi abbandonati. Il secondo metodo di respingimento invece avviene in un secondo momento. I migranti vengono prelevati dalle imbarcazioni e inviati nei centri di detenzione temporanea nelle isole di Horn, Christmas, oppure nella città di Darwin, sulla terraferma australiana. Da lì, dopo alcuni giorni, vengono deportati nei paesi di partenza. In alcuni casi, i migranti sono stati sistemati su imbarcazioni di salvataggio, quindi trainati fino alle acque costiere dell’Indonesia e lì abbandonati. Il governo australiano ha dichiarato che nessun "migrante" ha perso la vita in seguito a questo tipo di operazioni.





La notizia-bomba di questi giorni riportata su molti quotidiani è che in occasione del G7 in Sicilia gli sbarchi saranno sospesi.


Obiettivo:
proteggere i capi di Stato e di governo che parteciperanno al summit. In tutto, circa 8 mila uomini vigileranno sulla loro sicurezza e lavoreranno per far funzionare un sistema che deve tenere conto di possibili attacchi informatici da parte degli hacker, delle proteste dell’area antagonista e della minaccia terroristica.


E per evitare che dei "malintenzionati" attentino alla vita dei potenti della Terra, già a partire da ieri fino al 26 maggio non ci saranno sbarchi. Ancor più nel dettaglio la direttiva firmata dal capo della polizia Franco Gabrielli prevede che si debba evitare di “impegnare i porti dell’isola nei seguenti periodi: porto di Messina, dalla mezzanotte del 18 maggio 2017 fino alle 24 del 28 maggio successivo; tutti gli altri porti della Sicilia, dalla mezzanotte del 22 maggio 2017, fino alle 24 del 28 maggio successivo”. (Fonte: Il primato nazionale)


Ah, ma allora si può fare, cari miei! E non è vero che l'immigrazione è un fenomeno ineluttabile che si muove da sé! Non è vero che tra gli "arrivi" non si possa nascondere anche qualche terrorista. Ma non dovevano venire qui per lavorare e svolgere quei lavori che gli Italiani non vogliono più fare? per integrarsi? e i soccorsi delle Ong e onlus e MM, non dovevano "salvare vite"?


STOP al salvataggio delle vite africane, dunque. Prima c'è la loro, quella dei potenti del pianeta.

Resta una domanda, anzi, un domandone. Con tutti i luoghi "sicuri" del Pianeta perché hanno scelto un teatro di incontro mondiale come la Sicilia, porta spalancata sul Mediterraneo per fare il loro G7? Potevano rifugiarsi - che so - tra i boschi di sequoie del Canada. Ma ecco affacciarsi una tesi "dietrologica" pescata per forum dei quotidiani:

Forse vogliono determinare una ribellione che, nonostante infinite altre provocazioni, non c'è mai stata.Vogliono vedere fino a che punto siamo disposti a sopportare.
E sicuramente hanno già pronte le contromisure.

Vero? Falso? Complottista? La verità di queste ipotesi o suggestioni, arriva sempre troppo tardi. E quando i fatti si palesano nella loro cruda realtà, è facile dire "io l'avevo già pensato".

Frattanto, chi è in pericolo di vita può attendere. Almeno fino al 30 maggio. E anche il trattato di Schengen è stato sospeso No Way?

No, si fa a modo loro.

11 May 2017

Santificazione dei rom e altri casi di xenofilia




Premetto che c'è ancora un'indagine in corso. Che la  brutta faccenda  di Centocelle (Roma), del camper bruciato con dentro tre sorelle di una famiglia rom, sta escludendo la pista "razzista". Eppure quando accade qualcosa a questa etnia superprotetta, si sentono circolare le peggiori scempiaggini: in primis quelle di Mattarella dall'Argentina. Era avvenuto anche in passato che dei poveri piccoli in un campo nomadi nei pressi di Livorno fossero morti  bruciati vivi,  a causa dell'incuria dei loro "genitori" (si fa per dire) in tutt'altre faccende affaccendati. Ecco che ai loro funerali accorsero il fior fiore delle autorità dell'allora governo Prodi (Rosi Bindi in testa), manco si sentissero in colpa per il crimine effettuato dai loro genitori: aver trascurato i figlioletti minori abbandonandoli in un campo senza luce elettrica con le candele che presero fuoco e bruciarono le tende.

Non si fecero vedere  né versarono una lacrima, invece quando fu uno zingaro a nome
Marco Ahmetovic a investire quattro ragazzini marchigiani, il quale venne affidato a un mecenate che provvide a metterlo pure in una villetta al mare, tanto per scontare una pena mai veramente inflittagli.

Ora a Roma che è già sprofondata di suo, in un degrado senza fine con cumuli di pattume che sovrasta le bellezze architettoniche e artistiche, con ratti, corvi e perfino cinghiali che grufolano tra l'immondizia si è aggiunta anche questa tragedia delle tre sorelle che dormivano in un camper dato al rogo, con campi nomadi che spostano di continuo il loro quartier generale da una parte all'altra, con bande rivali che si contendono le zone di razzia.
Si esclude già la pista "razzista", perché la polizia sa che tra clan rivali, sono usi farsi di queste nefandezze l'un l'altro: gran brava gente! 

Ma intanto Mattarella all'Argentina esterna il suo cordoglio e non perde tempo a rifilarci il pistolotto secondo cui i "migranti" e le "diversità etniche" sarebbero un "arricchimento". In altre parole, senza i risultati dell'inchiesta, l'ex magistrato ha già promulgato il suo verdetto!

Quale arricchimento? Io vedo  Roma precipitata nel degrado, sporcizia, malcostume,  come quei due vagabondi che in questi giorni copulavano tra i rifiuti d'ogni genere come bestie (sozzura nella sozzura!), criminalità diffusa e italiani spaventati. Io vedo la capitale occupare le pagine dei giornali stranieri come il NY Times, esportare l'immagine di italiani rassegnati alla fatiscenza dovuta alla sovrapopolazione indotta da pesanti migrazioni. A questo hanno ridotto la "città aperta"!  Mattarella è di questo che dovrebbe preoccuparsi: della pessima immagine che esportiamo a tutti i livelli e dell'insicurezza diffusa dei cittadini. 
Alla santificazione del popolo gitano provvede in prima linea la solita  Comunità di Sant'Egidio, 




Ma eccone un'altra e questa volta in due frazioni del cuneese. Gli abitanti hanno esposto un cartello che non gradiscono immigrati. Lo hanno esposto in un linguaggio poco politically correct: "Noi i negri non li vogliamo", ma con ogni evidenza, l'esasperazione è tanta!
Tanto è bastato per scatenare la reazione di un medico condotto a nome Corrado Lauro che ha risposto: " Agli abitanti che hanno esposto il cartello di cui sotto - ha scritto, pubblicando l’immagine del foglio comparso nelle frazioni di Roata Canale e Spinetta- comunico che non intendo prestare loro alcun intervento sanitario». Se non, sottolinea, «in caso di immediato rischio vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso». (qui la notizia).


Anni e anni di sudditanza, di vassallaggio e di soggezione, di lavaggio al cervello di politiche mondialiste ed esterofile, ci costringono di continuo a pensare agli affari  altrui, incapaci come siamo di porre rimedio ai nostri. Le cure ai "migranti" vengono prima di quella dei suoi connazionali. Perché caro dott, Lauro?  Presso chi si deve mettere in luce? Perchè alienarsi la benevolenza dei suoi concittadini?
L'incapacità di saper stabilire delle priorità, lo stato mentale confusionale di molti italiani xenofili,la loro megalomania ed esibizione di falsa bontà, ci impediscono per davvero di essere liberi, indipendenti e sovrani,

Xenofilia, nuova malattia di italiani privi di coscienza e di sensibilità identitaria. Xenofilia, ovvero l'amore smisurato per lo straniero con conseguente disprezzo verso l'autoctono, sono degli acceleratori del genocidio in atto. Xenofilia, una perversa sottile forma di compiaciuto autorazzismo.

08 May 2017

Sottomissione: siate coglioni fino in fondo!



Già si sapeva che i poteri finanziari optavano e spingevano ad ogni costo per Macron, oggi investito nel ruolo inconsueto di Lolito for President. Dovremo abituarci ad avere sua moglie come prémière maman di Francia. Una "famiglia rivoluzionaria", si scrive  già da più parti, una famiglia "allargata" coi tre figli di lei alcuni dei quali maggiori di lui, il più giovane presidente di Francia. L'ennesimo esempio che ormai le rivoluzioni le fanno solo le élites e il popolaccio è pubblico pagante che applaude.  
Marine Le Pen ha perso molto onorevolmente (il 35, 22%), ma intanto il Front è avanzato e da solo è il secondo partito dell'Esagono. Per certi altri aspetti, è bene che la situazione di un'Europa a brandelli che  tende a sfilacciare tutti i suoi stati membri (non esclusa la Francia), la erediti Micron e non la Le Pen. Ma l'idea che i francesi si siano fatti così meschinamente infinocchiare da questo sbarbatello proveniente dalla banca Rothschild e allievo del demonio Attali, beh... mi delude molto. Era già tutto previsto, tutto ben preconfezionato. 


Attali e il suo pupillo Macron a una riunione del Bilderberg di Copenhagen


E infatti in un famoso video  Jacques Attali nell’aprile del 2016 pronosticava che uno sconosciuto avrebbe vinto le presidenziali del 2017 e indicava due possibili nomi: Emmanuel Macron e Bruno Le Maire. Questo sconosciuto non aveva ancora un programma, ma ci avrebbe pensato lui, il suo Mentore a dettarglielo, in fieri.

 L'euro ha impoverito anche i francesi, le aziende hanno delocalizzato anche Oltralpe, hanno perso la manifattura e  il "made in France" è in crisi (basta pensare solo a un brand come la Lacoste fatta fare altrove), l'immigrazione raggiunge livelli anche peggiori del nostro paese, a causa del processo di decolonizzazione  che ha portato nel loro territorio africani, asiatici e immigrati provenienti dai loro dipartimenti e territori d'Oltre Mare (i cosiddetti DOM-TOM) . Senza contare il fenomeno delle banlieues e del comunitarismo delle varie etnie: altro che integrazione ai valori della République!Non a caso si parla di Grand Remplacement (Grande Sostituzione), per ciò che concerne la demografia.

Sono d'accordo con Blondet quando scrive: Si tenga presente che, dietro l’ingannevole faccino insignificante, Micron (ndr: lo chiama anche lui così) è un estremista sui generis: ha espresso precise intenzioni punitive contro il Regno Unito per il Brexit, ha caldeggiato un referendum per la secessione di Gibilterra (i cui abitanti vogliono restar nella UE), insomma (come Juncker ) ha minacciato di soffiare sulla sovversione e i secessionismi interni perché il Brexit è “un crimine”.

Peggio: ha promesso che se eletto, “entro tre mesi” imporrà punizioni contro la Polonia “che infrange tutti i principi dell’Unione Europea”, o tenere nella UE “paesi come l’Ungheria che, su temi come l’università e il sapere [leggi: l’università di George Soros a Budapest], sui rifugiati, sui valori fondamentali [nozze gay, diritti LGBT]”, non obbedisce alla linea.

E quando asserisce che con Macron avremo un superstato franco-tedesco con oligarchie transnazionali, i (loro) grandi media, i banchieri, le lobbies. In altre parole l'amara medicina del "ci vuole più Europa".
Alla faccia di quei "moderati" (termine che detesto) che pensano di aver votato per un "centrista". Quale centro? Tu prendi un candidato di sinistra hollandiana che ha servito Manuel Valls, ritiralo al momento buono, mettilo in naftalina per un annetto, fagli il restyling con un movimento "liquido" (i partiti non si usano più) alle spalle con il nome delle sue iniziali "En Marche"... Poi buttalo nel marketing elettoralista come "giovincello di belle speranze", ed ecco pronta l'operazione di lancio, per la felicità dei gonzi.
Come direbbe Céline: "Ils ont endoré l'étron" (hanno indorato lo stronzo). 

Ovviamente l'immigrazione non si fermerà, il razzismo all'incontrario (razzismo anti-bianco) dei neri nelle banlieues, nemmeno. I francesi non diventeranno né più ricchi né più sicuri, perché il terrorismo e il jihadismo andrà avanti e deflagrerà. Ma stasera sotto la Piramide massonica i francesi avranno la loro festa, il loro Toy Boy rampante, la famiglia allargata, la moglie-maman, danze tarantolate sul palco, marea di tricolori bianco, rosso, blu. Allez les bleus! Siamo allo stadio, dopotutto. 



Non sembra, ma anche la sottomissione offre pretesti per  fare una festa. Siate coglioni fino in fondo! Soyez cons jusqu'au bout!
Dato che siamo un paese di spregevoli pappagalli, da domani, tanto per non farci mancare niente in fatto di idiozia, aspettiamoci  dopo questa vittoria presidenziale la nascita di macrosinistri, macropiddioti e macrocoglioni  vari  di casa nostra.
La Boldrini ha già ragliato che con la vittoria di Macron, i populismi sono stati fermati.