03 June 2014

Antilepenismo, oppio delle élites sinistrate

A che punto è l'analisi dopo il terremoto  Marine Le Pen? Che è subito scattata la campagna delle scomuniche, delle lettere scarlatte, delle fatwe da parte di quell'intelligentsia sinistrata carica di sicumera e di livore che esiste, pesa e condiziona anche in Francia. Prelevo dal blog Dalla parte del Torto, questa analisi del dopo il successo del Front National da parte di Pierre-André  Taguieff. Ho dato il titolo "Antilepenismo oppio delle élites sinistrate", ma dovrei aggiungerci anche  "delle élites maldestre", tenuto conto che in queste ore fanno "boccuccia schifata" contro la Le Pen anche taluni maltodestrini beceroni  e farlocchi di casa nostra , come la Gelmini di Farsa Italia, gli Alfanoidi, e altra pessima compagnia. Ma come si permettono questi zero virgola del Piffero? Sono proprio  delle invidiose mosche cocchiere delle politiche pro Troika, che rosicano. Meno se li fila l'elettorato, più si ergono a giudici  in casa d'altri. Mi conforta notare come Taguieff veda nel loro vuoto politico e nella loro ipocrita miopia ideologizzante, quel che più modestamente ha visto anche la sottoscritta in questo precedente post: la  loro paura inveterata di abbandonare il comodo dogma dell'Antifascismo, il loro ruolo di gendarmeria della Memoria quale ultimo vuoto sostitutivo di quella salvaguardia del lavoro e dell'economia reale che non hanno saputo mettere in atto, facendo strame delle nostre vite, delle nostre libertà,  della nostra sovranità ,  tutti temi ai quali i sinistrati in primis, (ma anche  alcuni impotenti maldestri) non sanno più dare risposte.  Unico neo dell'articolo: inutile chiamarlo "neo-antifascismo" come fa l'autore, dato che è pur sempre la solita ammuffita retorica sul Passato che non passa e che non deve passare, poiché serve a incatenarci. In Francia dura da 30 anni, in Italia, da oltre 60.

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Ci sono in effetti tre France estranee e ostili le une rispetto alle altre: la Francia urbana delle élite mondializzate, la Francia periferica delle classi popolari (comprendente una parte importante delle cosiddette classi medie), la Francia delle banlieue dove si concentra la popolazione proveniente dall'immigrazione.
Il sentimento di alienazione affligge particolarmente i cittadini che abitano la Francia periferica e che si percepiscono prima di tutto come francesi. Costoro si sentono odiati dalle élite nomadi che vivono in un mondo post nazionale, abbandonati o negletti da una classe politica rivolta verso l'Europa e in situazione di concorrenza con gli immigrati venuti dal Maghreb o dall'Africa sub-sahariana. Questo sentimento di alienazione può prendere la forma del doppio sentimento di essere spossessati e colonizzati.
Ciò costituisce certamente una delle più forti motivazioni per votare FN.

La sinistra non comprende la situazione e rifiuta di prenderla in considerazione, perché per far questo dovrebbe togliere i suoi occhiali ideologici.

Essa ha perso le classi popolari, ma non si chiede mai perché. Pone i suoi dogmi sopra a tutto il resto, presentendo oscuramente di essere impotente di fronte al proprio declino. Per loro è certamente più comodo stigmatizzare i cittadini ‘lepenizzati' o ‘destroidi' che si sono allontanati dalla sinistra".

Il neo-antifascismo è stato uno strumento di creazione continua del consenso di base nelle democrazie pluraliste. Istituiva un assoluto nello spazio del relativo. Insufflava un surrogato di trascendenza nella prosa di un mondo strettamente pragmatico. Legittimava la formazione implicita, non dichiarata, dei ‘fronti repubblicani'. Ma, soprattutto in Francia, l'operazione è stata fatta a beneficio della sola sinistra.

E' lei che, di fronte a ogni figura del diavolo, aveva il ‘consenso in pugno' (Philippe Muray) quando si trattava di vincere le elezioni. Sottomessa a un perverso ricatto della virtù e ansiosa di non mostrarsi mentre ‘perde la propria anima', la destra ha per molto tempo seguito a ruota. In futuro potrebbe non essere più così.
Il neo-antifascismo ha per molto tempo costituito il più frequente modo di demonizzazione (diabolisation) dell'avversario, in Francia come nella maggior parte dei paesi occidentali. Denunciare l'avversario come ‘fascista' o ‘nazista' significava delegittimarlo in maniera massimale. Ma ormai il re è nudo.
E' sempre più evidente che il neo-antifascismo è ciò che resta del comunismo sovietico negli spiriti.
La sua sconfitta, in quanto strategia anti-Fn, è totale. Il suo principale effetto perverso è eloquente: la demonizzazione ha permesso al Fn, utilizzando la stigmate del suo statuto di escluso demonizzato, di affermarsi contro tutti gli altri partiti, per presentarsi come una alternativa seducente.

Al cuore della demonizzazione classica del Fn si trova un sillogismo, tematizzato o meno, così formulabile:
‘Il Fn è di estrema destra; l'estrema destra è razzista (e/o antisemita); il Fn è razzista (e/o antisemita)'. Nella seconda proposizione, ‘razzista' può essere rimpiazzato da ‘fascista' o ‘nazista', il che permette di concludere che il Fn è un partito ‘fascista' o ‘nazista'. ‘F come fascista, N come nazista', recita uno slogan emblematico (e derisorio) dell'antilepenismo gauchiste. Ma si tratta di un anatema, non di una dimostrazione".

Chiamo ‘neo-antifascismo' l'appello a lottare contro ‘il fascismo', ritenuto la minaccia principale che pesa sulla democrazia, nell'assenza di ogni fascismo osservabile. Il neo-antifascismo, macchina da denuncia dei ‘fascismi' immaginari, sopravvive nell'antilepenismo redentore, eretto a metodo di salvezza, che non ha niente a che vedere con una lotta intellettuale e politica contro il Fn condotta in buona fede, consapevole delle cause e preoccupata della propria efficacia.
 
Dopo il 1945, la trasmissione della cultura antifascista ha generato un sistema di rappresentazioni e di credenze centrato sulla paura fantasmatica della ‘rinascita' o della ‘risorgenza' del fascismo.
Il neo-antifascismo ordinario postula che ‘il fascismo' non cessa di rinascere o di minacciare di rinascere. Esso continua a immaginare nuovi fascismi minacciosi di fronte ai quali chiama alla ‘resistenza'.
Questi fascismi inventati gli permettono di costruire l'odioso nemico contro il quale pretende di lottare e che dà un senso al suo impegno.
Il neo-antifascismo tende dunque a ridurre l'impegno politico in democrazia a una vigilanza permanente contro una minaccia fascista immaginaria. Questa politica fantasmatica è una impolitica.



C'è un altro stereotipo che è di moda a sinistra: la denuncia della ‘deriva a destra' (droitisation) della società francese, della quale ‘l'ascesa' del Fn sarebbe la prova. Ma l'argomento della deriva a destra, supponendo l'esistenza di una egemonia delle ‘idee di destra' (che restano da definire), permette anche agli eredi residuali del comunismo e del gauchismo di mettere sotto accusa la politica della sinistra al potere, ovvero di negarle la sua identità ‘di sinistra'.
Così, Manuel Valls rappresenterebbe la ‘deriva a destra' del Partito socialista. Gli ambienti neogoscisti, in particolare, il cui antirazzismo settario si traduce in uno strano partito preso immigrazionista (ovvero l'elevazione della causa degli immigrati a causa universale), accusano la sinistra di governo di fare una politica ‘neoliberale' (uno dei nuovi volti del diavolo), di abbandonare ‘il popolo' (o le ‘classi popolari') in vantaggio dei ricchi e di scivolare verso la xenofobia o il razzismo anti immigrati, allineandosi alle presunte posizioni del Fn. Da qui i nuovi cliché argomentativi: la sinistra imita la destra, che a sua volta imita l'estrema destra. Detto altrimenti: le ‘idee del Fn' (per parlare come i sondaggisti) avrebbero ‘contaminato' l'insieme del campo politico.

La Francia sarebbe in stato di lepenizzazione avanzata. Un tale discorso è cieco rispetto alla realtà ideologico-politica: non solo il Fn è ostile tanto al ‘neo liberalismo' che al Partito di sinistra di Jean-Luc Mélenchon o al Npa, ma pretende di incarnare la causa del popolo, anzi di monopolizzarla. Si denuncia con una continua litania la ‘deriva a destra' senza sapere di che si sta parlando. Di quale ‘destra' si parla? Del liberalismo, del tradizionalismo reazionario o del conservatorismo? E, nel dettaglio, di quale liberalismo e di quale conservatorismo?.

La sinistra francese utilizza sempre la retorica della demonizzazione, anche se essa ha fallito.
Si continua a lanciare imprecazioni e a sgranare cliché: ‘Il Fn non è cambiato', ‘Il Fn avanza camuffato' etc. La maggior parte degli attori politici, degli editorialisti e degli intellettuali di sinistra persevera, senza dar mostra della minima immaginazione, nel discorso della denuncia e dello smascheramento, pretendendo di svelare ‘il vero volto del Fn', lasciando intendere che esso sarebbe ‘fascista' e ‘razzista'. 
Lo stesso ritornello è ripetuto da trent'anni (mia nota: in Italia, da oltre 60). Questi riflessi condizionati ideologici sono pietosi.

In Francia, dalla metà degli anni Ottanta, l'antilepenismo è l'oppio delle élite.
Costituisce la bevanda ideologica che le solleva e le addormenta, confortandole nell'idea che appartengano al campo del Bene.
L'antilepenismo, inoltre, gioca il ruolo di surrogato di un programma politico.

Esso maschera l'impotenza intellettuale della sinistra, privata delle illusioni mobilitanti del comunismo.
‘Socialismo' non è che una parola vuota, una etichetta a malapena identificante, una bandiera scolorita. L'ossessione antilepenista, inoltre, conduce a porre le proposizioni lepeniste al centro del dibattito politico, il che equivale a una sconfitta intellettuale dei partiti "di destra" e "di sinistra".

 
Il Fn è una formazione politica divenuta inclassificabile nei termini di destra o sinistra.
Si tratta di un movimento nazionalista  la cui specificità risiede nello stile populista del suo leader e fondatore, Jean-Marie Le Pen, di cui la figlia Marine ha preso il testimone spostando nettamente a sinistra il programma economico e sociale del partito.

Non è una novità nella storia delle dottrine politiche: dalla fine del XIX secolo, la maggior parte dei movimenti nazionalisti combinano nei loro programmi motivi e argomenti ideologici improntati a tutte le tradizioni politiche, dal tradizionalismo controrivoluzionario all'anticapitalismo rivoluzionario, passando per il conservatorismo e il socialismo.

Ogni nazionalismo si situa per principio al di là dell'opposizione tra destra e sinistra.

E' un tratto che il nazionalismo alla francese ha ereditato dal bonapartismo, il cui appello al popolo va di pari passo con l'obbiettivo di un raggruppamento interclassista, trasfigurato dalla comunità nazionale, incarnazione del nuovo sacro politico.

Pierre-André Taguieff

Uno dei maggiori politologi europei, direttore di ricerca al Centro nazionale francese per la Ricerca scientifica e docente all'Istituto parigino di Studi politici. Il 15 maggio è uscito in Francia "Du diable en politique. Réflexions sur l'anti-lepénisme ordinaire" (Cnrs, 400 pp., 22 euro)

85 comments:

Aldo said...

Da che la storia è tale, le classificazioni teoriche nascondono un'unica situazione molto concreta: oligarchi associati per mantenere chi è fuori della cerchia in uno stato di perenne e il più possibile radicata soggezione. Nell'ottica dell'ottenimento del risultato tutte le pratiche sono ritenute "lecite" dagli oligarchi, anche le più odiose, ovviamente ammantandole volta per volta dei più nobili paramenti ideali. In realtà, si tratta di parole e nulla più, specchietti per abbindolare "chi è fuori della cerchia".

Creare categorie reiette da usare come etichette infamanti per indicare alla folla il "nemico" da contrastare (di volta in volta comunisti, ebrei, fascisti, sessisti, nazisti, atei, razzisti, fancazzisti, omofobi...) è uno dei mezzi per ottenere lo scopo: la manipolazione della massa dei sottoposti (noi).

Ah, tra l'altro, non ho ancora trovato alcuno in grado di spiegarmi per quale strana contorsione dei significati essere contrari all'immigrazione nella sua totalità (è il mio caso) dovrebbe coincidere con l'essere razzisti. Nel quotidiano, una bella domanda diretta, con lo sguardo piantato sulla faccia, è sempre più che sufficiente per spingere l'interlocutore alle solite risposte inconsistenti fatte di slogan ripetuti a pappagallo, sensa sostanza. Dire "bravo, ora usa parole tue" è quanto basta per zittirlo.

Capisco che una linea tanto semplice è improponibile in un contesto pubblico (ad esempio un'intervista in un qualsiasi canale tv, o su un qualsiasi giornale), perché in genere tra chi fa le domande e chi risponde c'è un accordo preventivo in assenza del quale il "contesto pubblico" non è neppure preso in considerazione. Questo perché nella cerchia degli oligarchi dobbiamo includere anche chi ha in mano le dirigenze del mondo della (in)formazione.

Non se ne esce se non riportando molto in basso il livello delle discussioni. Alzarlo fa il gioco di chi dirige i giochi in grande e porta ad escludere "la massa", a indurla sempre più a ritenersi poca cosa. C'è chi chiama questo modo di procedere "populismo". Tò, un'altra "etichetta infamante" da aggiungere all'elenco!

Anonymous said...

Dietro i dogmi ideologici (o "fossili del pensiero") di una sinistra ormai interamente neoliberista, che pur resta aggrappata ai tabù pregressi, ci sono sempre più scopertamente gli interessi degli agenti strategici neocapitalistici e del grande capitale finanziario.

Non è, quindi, l'antifascimo che provoca la "diabolisation" della Le Pen e del Front, ma, subdolamente, la Creazione del valore azionario, finanziario e borsistico a spese della nuova pauper class (operai+precari+ceti medi declassati e lavoro intellettuale umiliato) e a spese del patrimonio pubblico (privatizzazioni in linea con gli appettiti di Mercati&Investitori).

Ciò vale sia per la Francia sia per l'Italia, dove purtroppo manca una formazione politica simile al Front National.

Saluti

Eugenio Orso
http://pauperclass.myblog.it/

Nessie said...

Ottima puntualizzazione Eugenio Orso, fa sempre piacere quando passi da queste parti con guizzi di ragionevolezza, quella che purtroppo raramente ottiene applausi.

Nessie said...

Aldo, noi ne sappiamo qualcosa con la faccenda dell'immigrazionismo ormai da un pezzo fuori controllo. Eppure con più siamo sopraffatti, con più aumentano le etichettature di "xenofobo", "razzista", "fascista" ecc. sempre buone per tutti gli usi.
A breve anche essere contro la grande ciofeca di Ue e i suoi usurai che ci rapinano per conto dei loro burattini intercambiabili (Monti, Letta, Renzi), verrà considerato "antisemita".

Nessie said...

Un'ultima precisazione per Aldo.

L'insulto "comunista" esiste sì, ma da poco tempo rispetto alla damnatio memoriae di "fascista".

Perfino Wojtyla disse che è stato un male "necessario", rispetto all'altro definito "assoluto". Questo, tanto per fare un po' di storia sui fenomeni ideologici.
In ogni caso l'accusa di essere "comunista", non riguarda la Le Pen.

Anonymous said...

@Silvio
Per non essere fuori tema e non rimediare il solito/meritato mmmmmmm!!!! di Nessie....ti ho indicato alcune mie considerazioni ai tuoi sensati e giusti commenti sul concetto dell'esistenza di Dio che hai espresso,nelprecedente articolo, e la presunzione....di alcuni intermediari.. di contare qualche cosa a forzare le decisioni dell'Eterno....
Forse ...la cosa può interessare altri...ma volutamente l'ho fatto sull'articolo precedente...a supporto e chiusura di quanto detto discusso sull'argomento...Saluti Mar

Nessie said...

PS: Eugenio Orso, sono stata or ora sul tuo blog. Interessanti le noti di Costanzo Preve, un intellettuale che stimo (stimavo, visto che non c'è più) e del quale la stampaglia non si è mai volutamente occuputa. E ho letto anche il tuo post, che condivido.

Mar, per favore, nun t'allargà... :-)
Silvio non è cieco e avrà ben visto le tue note nel post precedente.

Anonymous said...

Ma perché i nostri ignoranti giornalisti(forse volutamente)confondono il termine "Fascismo" con "Nazismo"...forse perché erano due sistemi ugualmente totalitari????...ma allora il peggiore di tutti il "Comunismo Staliniano"....(massacratore,addirittura, di intere popolazioni della sua Unione di suoi Stati)....dovrebbe essere l'offesa più efficace ...per i neosistemi oppressori di popoli....e invece,con l'eccezione del Berlusca,nessuno osa offendere... nessun oppressore con la più giusta offesa... "comunista"(cento milioni di morti)....
forse di excomunisti(pentiti) ne vivono ancora troppi e in posti importanti....meglio sorvolare.
Dare Poi di neo fascisti ai Francesi è ridicolo.....Loro che hanno avuto il Governo collaborazionista di Vichy.....ed alcune formazioni di Waffen-SS....al servizio di Baffetto"....ma se volete offendere(giusto per offendere)pescate nella loro storia ricca di filo"nazismo" più che di fascismo....anzi di"collaborazionismo"
Dei Belgi(col loro Degrelle),Fiamminghi ed Olandesi...è meglio sorvolare con i loro 75.000 volontari nelle formazioni delle Waffen-SS(i più numerosi nazisti stranieri).
La "Nazionalista" Le Pen ha vinto perché il popolo si è,alla fine, ribellato a chi vuol deliberatamente distruggere la propria casa.....calpestando i sentimenti più nobili di chi è affezionato e attaccato alla propria "Madre"(perché gli ha dato i natali)"Patria"(perché è la terra dei suoi padri)....Ma se amare la propria Patria....diventa offensivo...che dovremmo dire del fanatismo(per esempio di alcuni statarelli medioorientali)che addirittura sacralizzano l'esistenza e l'intoccabilità degli stessi.
Nazionalista non è sinonimo del termine fascista....anche perché di"così detti" fascismi ce ne sono stati talmente tanti(vedi i peracottari governi dell'America dl Sud)...che è difficile capire di ché.... e perché(spesso faziosamente) se ne parla.
Ormai il termine Fascista è cosi superusato a sproposito...che non ci si fa più caso...è diventato come..."Ce lo chiede l'Europa"....o come l'insulto tipico all'incrocio tra automobilisti....o lo stesso che il popolo stanco riserva a molti dei suoi amministratori chiacchierati....."ma andate a fan..lo"......termine depenalizzato(attenzione...la Le PEN non c'entra niente)....per invitarlo ad andarsene da "torno".
saluti Mar

Nessie said...

Il perché è semplice Mar,e l'autore dell'articolo lo spiega bene: l'antifascismo (che sia "neo" o "vetero") è rimasto l'unica raison d'être nelle mani di queste élites che praticano:
1) L'esproprio sistematico dei nostri beni
2) l'ideologia neoliberista, mercatista e globalista
3)la deindustrializzazione e perciò,la negazione del lavoro.
4) la perdita dei diritti dei cittadini

5) la perdita del territorio mediante i flussi migratori massicci

6) la perdita della sicurezza con importazione di delinquenza allogena.

A questo punto l'insulto, l'etichettatura, il lancio della calunnia mediatica sono rimasti gli espedienti di questi mascalzoni. Prevedo che alla Le Pen faranno fare una vita infernale. E questo è solo un assaggio:

http://www.eunews.it/2014/05/28/no-a-xenofobia-e-fascismo-in-centinaia-protestano-contro-le-pen-a-bruxelles-video/16659

Ma lei mi pare ben corazzata.

Nessie said...

Durante il copiaincolla ho riportato alcuni periodi due volte, adesso provvedo a cancellare i doppioni.

Vanda S. said...

Sacrosante parole, quelle di Pierre-André Taguieff! Purtroppo la situazione in Italia sta capillarmente precipitando ogni giorno e te ne rendi conto quando certi episodi te li raccontano amici vicini ed affidabili! Oggi una mia carissima amica, che ha un maschietto di 8 anni con problemi di deficit dell'attenzione e una femmina di 5, mi ha chiamata disperata per chiedermi un consiglio.
Il bambino va a una scuola pubblica romana dove una volta al mese cambiano il posto al banco agli studenti per farli socializzare con tutti (mah!) A questo bimbo da una settimana e' capitato come compagno di banco un bambino pachistano che emana un forte e disgustoso odore corporeo ed e' ovvio che se n'e' lamentato con i genitori. Non riesce a mangiare e ha spesso conati di vomito. La mia amica ha spiegato le ragioni alla maestra e le ha chiesto di cambiargli posto ed e' venuto giu' il putiferio! Razzista, intollerante eccetera. Anche la preside si e' unita allo scandalo! Cosi' i genitori sono andati da un loro amico avvocato perche' volevano fare un esposto contro la scuola, ma l'avvocato li ha scoraggiati dicendogli che i dirigenti scolastici potrebbero affermare che il bambino si comporta in modo intollerante perche' cresciuto in una famiglia razzista, far intervenire gli assistenti sociali e procedere per affidarlo ad una casa famiglia! Il consiglio che ho dato alla mia amica? ANDATEVENE ALL'ESTERO FINCHE' SIETE IN TEMPO!!!!

Nessie said...

Sì Vanda, in Italia abbiamo troppi falsi pretacci del politicamente corretto che ci affliggono e ci martirizzano in tutti i modi! Non si contano...
1) la sinistra e i sindacati
2) la chiesa e il Vaticano
3) la pseudodestra immigrazionista
4) le ong e le onlus e il cosiddetto no profit
5) la Caritas
6) la Confindustria a cui fa comodo nuove braccia a salari di sottocosto
se dimentico qualcosa integrate voi, ma c'è davvero da dar di matto!

Anonymous said...

Naturalmente i padroni del mondo, prevedibili come sempre, si muovono stereofonicamente su ogni fronte rispettando il solito collaudato copione manipolatore:

http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/2014/notizia/madonna-contro-marine-le-pen-no-al-fascismo-combattiamo-l-odio-_2048827.shtml

Scarth

Nessie said...

Chi?!? Madonna la Massona Apprendista stregona di Cabala?

Leggo dal tuo link:
"Russia, Ucraina, Venezuela... ora Francia?!!!!!", scrive Madonna.

Tra la popstar e la Le Pen riemergono quindi antiche ruggini.

Nel 2012 infatti Luisa Veronica Ciccone aveva trasmesso durante la tappa parigina del suo tour un video in cui appariva un'immagine della leader del FN con una svastica sulla fronte, per accompagnare la canzone "Nobody Knows Me" ("Nessuno mi conosce"). Allora Marine la denunciò per ingiuria. La guerra è ancora aperta".

Che fantasia...madonnara eh? una bella svastichetta e...oplà!

Anonymous said...

Tutta roba di regime Nessie, roba da "1984". Sono degli odiatori di professione che usano la neolingua dove tutto è il contrario di quello che dicono.
Scarth

Nessie said...

Guarda Madonna e Lady Gaga (quella che si veste con le bistecche di carne) mi fanno un gran schifo entrambe. Capirai che gran modelli di morigeratezza!

Johnny88 said...

Un articolo veramente interessante, grazie per avermi introdotto a questo autore, sembra avere idee interessanti.

PS

Vabbè, poveretta lady Ciccone, cercate di capirla, ormai è bollita e deve far sapere al mondo che è ancora viva dato che i suoi ultimi dischi son stati dei clamorosi fiaschi. Direi che le provocazioni di gente del genere van semplicemente ignorate onde non dar loro ciò che desiderano, ovvero pubblicità.

Anonymous said...

Vedi il fatto già di parlare di Luisa Veronica Ciccone...nota,solo, tra una cerchia ristretta di ragazzi,amanti di musica(?) di basso livello e forse,visti i gusti, con scarso Q.I....per lei è un gran successo.....
Ma a Noi che ce ne "frega" cosa pensa la Ciccone...ammesso che ciò che dice è un suo pensiero(?)...e non un ritornello che deve canticchiare pappagallescamente....perchè richiesto dai suoi datori di lavoro.
A noi a Roma una "madonna" de più o una de meno non ce risolve il problema....de "madonne"(tipico detto dialettale romanesco.... non offensivo) ce n'avemo così tante....con le tasse locali(che ce stanno arrivando) più alte d'Italia(e forse del mondo)che se ce resta un pò de tempo de riposo....non lo spennemo certo pe sentì i cocodé de tante de ste illustri creature.
Saluti Mar

Nessie said...

A che punto è l'analisi in Italia? Siamo ancora all'età delle spelonche.
C'è quel gran maitre à penser d'un Travaglio che ha perfino paura di un Farage da lui ritenuto "troppo xenofobo".

La Ciccone sostiene tutte le minchiate mondialiste possibili: si è tatuata le Pussy Riot nella schiena e altre cavolate.

Nessie said...

Qui qualcosa di interessante su uno dei suoi recenti tour:

http://www.quieuropa.it/madonna-e-linfernale-tour-2012/

Johnny88 said...

Oddio Nessie che foto agghiaccianti, tra il grottesco e il patetico. Chiamate la neuro o il 118 e ricoverate la Ciccone, l'insuccesso le sta dando alla testa! :D

Nessie said...

Magari "insuccesso"! Purtroppo più fanno minchiate più le strapagano. E si permettono di fare pure le opinion maker della politica. Facessero solo le baldraccone!

Aldo said...

Ma sì, ma poi, davvero, ormai Madonna... Ha detto bene Johnny -- "bollita". Ora abbiamo la barbuta, che è molto meglio, no?

Almeno questi fantocci da palcoscenico facessero qualcosa di testa propria, si potrebbe dire che la loro eccentricità ha qualcosa a che fare con l'arte! Ma, no, quel che fanno è il più delle volte (sempre?) il frutto di qualche pianificazione commerciale. Va be'...

Nessie said...

Vabbè, com'era quel proverbio? Donna barbuta, sempre piaciuta :-)

Nessie said...

Io me la piglio anche con categorie demenziali come i giornalisti, la categoria più indecorosa e prezzolata che ci sia. Sulle follie eurobabbee di Conchita Wurst un cronista ha scritto: "Oltre la barba c'è di più". Intanto osservate questa mise rosa
shocking con analoga parrucca:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/barba-baffi-conchita-wurst-regnano-sull-eurosong-drag-queen-76940.htm

Massimo said...

Ma anche la Le Pen pone delle pregiudiziali "anti" quando si rifiuta di fare gruppo con Jobbik, Npd e Alba Dorata. E in questo la Le Pen sbaglia allo stesso modo in cui la Gelmini sbaglia nel fare la schizzinosa sulla Le Pen. La risposta a quelli che pongono pregiudiziali, invece, deve essere un bel "me ne frego". Omofobo ? Razzista ? Sessita ? Xenofobo ? Fascista ? Me ne frego. Quelle sono le mie idee e potete definirle come vi pare, restano le mie idee che hanno piena legittimità di essere sostenute e diffuse. Poi vediamo chi vota cosa.

Nessie said...

Massimo, realisticamente così è la politica: fatta di distinguo, di alleanze, di eventuali paletti. Di nemici dei miei nemici che sono miei amici. Di percorsi comuni brevi, medi, lunghi ecc. ecc.

Quel che conta è che Marine si sia accaparrata quell'elettorato francese un tempo fra i più devoti alla "gauche": gli operai e i lavoratori delle grandi officine francesi.

E alla CGT (la CGIL francese) je rode! Oh se je rode!

Vanda S. said...

Ah, be'....se lo dice lei allora! Un vero modello di vita!!!!!

http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/2014/notizia/madonna-contro-marine-le-pen-no-al-fascismo-combattiamo-l-odio-_2048827.shtml

Vanda S. said...

Cancellalo Nessie, ho visto che e' stato gia' pubblicato!

Nessie said...

A vabbè Vanda, non è grave e repetita iuvant. Prevedibili e inetti come al solito questi burattini dei mondialisti.

johnny doe said...

Il successo di Marine é il simbolo della differenza culturale profonda tra Francia e Italia,tra un popolo libero e un popolo di sudditi.Inutile sottolinearne le regioni profonde.
Basta poi vedere i giornali,certamente più letti,sganciati dalla TV e sopratutto alieni da quel noioso fenomeno di omologazione tutto italiano, di vedere le stesse pagine con le stesse notizie su vari quotidiani. In Francia c’è varietà e quindi possibilità di leggere notizie diverse....non comunicati dei vari minculpop

Nessie said...

Johnny, se vuoi dire che in Francia c'è più fermento e dissenso intellettuale che da noi, sono d'accordo. Del resto ci vuole poco. Intendiamoci, anche loro hanno gli organismi dello zittificio globale (Licra, Adl, legge Fabius-Gayssot ecc.) .

Ma è anche vero che hanno anche forze intellettuali che reagiscono.

Johnny88 said...

Già, Marine ha fatto il pieno in una regione storicamente rossa come il Nord Pas de Calais, storica roccaforte operaia social-comunista, dove Marine ha preso il 35% contro il 12% dei socialisti. E ai sindacati francesi, che sono esattamente come i nostri, la cosa da tanto, tanto fastidio. Proprio non si capacitano di come sia potuto accadere.

Nessie said...

Ed è proprio per questo straordinario patrimonio di voti tradizionalmente "rossi" che lei non si può permettere di dissipare, che poi è costretta a mantenere dei paletti nei confronti di Alba Dorata e Jobbik al Parlamento Ue. Sottolineo ciò per rispondere ulteriormente a Massimo.

E intendiamoci, fa benone a fare il suo gioco e a mantenere la posizione conquistata.

SILVIO said...

----NOTAZIONE N° 1----

Questo è un “thread” (= proposta di discussione promossa dal gestore del sito web) che mi spaventa per i tranelli che potrebbe occultare e per le “baruffe chiozzotte” che potrebbe indurre, in misura tale da rendere impossibile “il quagliare”-

Non ce l'ho con Nessie, sia ben chiaro.
Anzi, lei - nel suo cappello introduttivo – ha segnalato l'improvviso esplodere di un problema reale.
Cioè, l'avvio della campagna di criminalizzazione di Marine Le Pen con ossimori mediatici privi di valenza reale (anatemi), scagliati per eccitare l'emisfero destro del cervello (sede dell'emotività e dell'irrazionalità) onde anestetizzare e sopire quello sinistro (sede della razionalità e della lucida consapevolezza).

E questi due links stanno a confermarlo:
1)Moshe Kantor - presidente del “Congresso Ebraico Europeo”- tuona contro il risorgere delle forze xenofobe, razziste ed antisemite :
http://www.project-syndicate.org/commentary/moshe-kantor-urges-european-leaders-to-accept-responsibility-for-voters--embrace-of-populist-parties
2)Riccardo Pacifici - presidente della comunità ebraica di Roma, - tuona contro il risorgere delle forze xenofobe, razziste ed antisemite :
http://www.imolaoggi.it/2014/06/03/comunita-ebraica-arginare-le-forze-xenofobe-antisemite-fasciste-e-naziste/

SILVIO said...

----NOTAZIONE N° 2----

Non ce l'ho nemmeno con quello che ha detto Pierre-André Taguieff, anzi concordo con lui in linea di massima.

Ce l'ho invece con quello che Taguieff ha sottaciuto.
Ossia il fatto il linguaggio orwelliano dei depositari e cultori delle dottrine politiche ha sollevato cortine fumogene tali da rendere confuso ed incomprensibile il panorama politico del nostro continente.
Per cui, bye bye a “libero pensiero e libera scelta individuali”.

SILVIO said...

----NOTAZIONE N° 3----

Esemplifico, prendendo in esame qualche neologismo orwelliano.

1) ”Pro-UE”
a- Essere “pro-UE” non significa essere a favore dell'Europa ma contro l'Europa e le Nazioni europee, sempre e comunque.
Perché ?
Perché le si vuol distruggere sostituendole con un costrutto artificiale e tirannico imposto dall'alto (l'UE, appunto), che cancella l'identità e le specificità socio- culturali di ogni Nazione, imponendo ovunque un folle modello uniforme pianificato dagli oligarchi su input dei loro burattinai.

b- Tuttavia, essere “pro-UE” non significa sempre essere a favore dell'UE.
Grosso modo, vi sono due schieramenti:
-(b1)- quelli che la vogliono ampliare in “Eurabia” (esempio: Manuel Barroso”) argomentando che l'UE è già di fatto “un impero non imperiale” in quanto la sua sfera d'influenza supera di gran lunga i suoi confini.
- (b2)- quelli che la vogliono dissolvere in un vasto blocco - dominato dalle 75 mila multinazionali occidentali e dai loro squali finanziari - a mezzo del varo di TISA e TTIP .
Capofila di tale schieramento è la Germania (anche se la Merckel ha detto che “del pollo americano al cloro” non vuol sentirne parlare).
Ironia della sorte:- “Criminalizzano il fascista Mussolini in pubblico e poi lo copiano nei trattati internazionali affidando a “fascistissime” mega-Corporazioni il controllo assoluto delle risorse e del destino dei Popoli. Canagliume oligarchico all'ennesima potenza!”

Nessie said...

Silvio. ai due poliziotti del pensiero aggiungo anche questo terzo:

http://www.gadlerner.it/2014/05/29/la-marcia-dei-francesi-contro-il-front-national-di-marine-le-pen

La povera Le Pen non è ancora partita che già i sabotatori sono in campo. In Francia una manifestazione di neanche 500 persone viene subito accolta con giubilo e rimpallata dai media "debenedettini" , manco fosse stata oceanica.

SILVIO said...

----NOTAZIONE N° 4----

2) Anti-UE
Qua vengono le dolenti note perché vi regna una frammentazione esecranda.
Segno che è un terreno in cui imperversano i pifferai (squali finanziari, teste coronate, gesuiti, massoneria di livello inferiore, ecc. ecc.) impiegando la loro “falsa dialettica hegeliana dei poli opposti”.

-2a- Essere “anti-UE” non significa automaticamente essere a favore dell'Europa e della sovranità delle Nazioni europee.
Infatti, potrebbe solo significare essere contro l'UE semplicemente perché si vuol sostituire quel modello col progetto degli Stati Uniti d'Europa (= piano B dei soliti burattinai: il piano A è l'UE).

Ergo: il trattato di Westfalia non ha più ragion di essere, le sovranità nazionali abolite, evviva il “sol multicolorato dell'avvenir”
Manco a dirlo, il grosso di queste truppe è costituito da sinistrati a cui è mancato finora il bottino.

-2b- Oppure, evviva “la ricostituzione del Sacro Romano Impero col Re/Principe ed il Papa/Re” (Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, “nobiltà nera” e consorteria gesuitica sodale).

-2c- Essere “anti-UE” significa invece essere contro l'UE ma non essere contro l'Europa che coopera nel rispetto della sovranità delle singole Nazioni europee qualora si analizzino i programmi politici del raggruppamento europeo EAF (= “Alleanza Europea per la Libertà” = “Front National” di Marine Le Pen + il Partito della Libertà” olandese + il fiammingo “Vlaams Belang” + il “Partito della Libertà” austriaco + l'italiana “Lega Nord”) e di altri partiti nazionali che non hanno aderito all'EAF.

SILVIO said...

----NOTAZIONE N° 5----


-2d- Essere “anti-UE” significa invece essere contro l'UE e contro l'Europa che coopera nonché essere esclusivamente a favore del ripristino delle sovranità nazionali qualora si considerino le strategie politiche di un nugolo di movimenti e partiti minori ultranazionalisti.

Naturalmente, il quadro che ho composto non pretende di essere esaustivo.
Ma definisce almeno alcuni punti fermi dell'agitato e caotico scenario politico europeo.

Nessie said...

Quanto al TTIP mi auguro che La Le Pen sappia costituire una buona diga di sbarramento e che utilizzi i suoi voti e seggi per arginarne i malefici. Tutto il resto, rischia di diventare un fasciarsi la testa, ancora prima dei fatti. Io mi aspetto dei fatti concreti nei confronti di questa prigione planetaria. Staremo a vedere...

Nessie said...

Un'ultima domanda, dopo queste ottime classificazioni. Tu, fra quali euroscettici delle classificazioni messe, intendi collocarti?

SILVIO said...

Nessie, nulla in contrario a svelare per chi ho votato, essendo consapevole che l'astensione sarebbe stata. questa volta, nefasta e non essendo iscritto alle liste elettorali della Francia.

Ho votato per la “Alleanza Europea per la Libertà” (EAF) e, quindi, per la “Lega Nord”, augurandomi che questo partito si proponga di difendere l'intera identità nazionale e non più solo una porzione (seppur significativa) di essa.

A Salvini dico: fai in modo che si scriva “Salvini” e non si legga “Maroni”-

Nessie said...

Ho votato così anch'io per l'Alleanza Europea (e quindi per la Lega), con gli stessi tuoi auspici. E del resto commerci, agricoltura, immigrazione e pure la faccenda dell'euro, SONO volenti o nolenti.
problemi NAZIONALI.
D'altro canto mettersi a "colzaneggiare" coi dubbi amletici e con gli eterni sospetti alla fin fine non arreca nulla di buono. Chi aspira alla perfezione, non è mai pronto per partire.

Nessie said...

L'opzione 2d

"Essere “anti-UE” significa invece essere contro l'UE e contro l'Europa che coopera nonché essere esclusivamente a favore del ripristino delle sovranità nazionali qualora si considerino le strategie politiche di un nugolo di movimenti e partiti minori ultranazionalisti", la ritieni percorribile e fattibile?

johnny doe said...

Io la vedo un po' più semplice di Silvio....essere anti ue e antieuro,per me significa abbandonare ogni costruzione europea,e riprendersi tutta la sovranità...politica,monetaria,economica.Nessuna riedizione di Sacri Romani imperi...liberi Stati,in libera Europa..
Fatto questo possiamo fare tutti gli accordi commerciali che vogliamo,a patto che non ledano questi principi.

Ci sarebbe poi un'altra cosa,che non riguarda l'Europa,ma gli USA.
Il mutuo del 1945,é ora che scada.
Voglio un paese non allineato pregiudizialmente con nessuno,libero di far accordi con tutti,secondo i propri interessi e senza basi straniere.

Naturalmente tutto questo,con la classe politica di burattini servi,senza orgoglio e senza palle,non si può fare.

SILVIO said...

No, Nessie, innalzare i ponti levatoi e rinchiuderci in tante piccole fortezze autarchiche (verosimilmente l''una contro l'altra armate) ci riporterebbe indietro nei secoli più bui della storia dell'umanità, esponendoci alla legge delle fortezze dotate di maggiori risorse.

E ci farebbe cadere in balìa degli speculatori internazionali, a prescindere dalla tipologia della moneta sovrana prescelta.

L'autarchia è un ossimoro. Se ne è reso conto anche Mussolini.

Meglio è invece tenere i ponti levatoi abbassati verso chi ha condiviso (nel bene e nel male) il comune percorso storico del nostro continente, cooperando con lui per creare la fortezza Europa.
Senza rinunciare – beninteso - nemmeno ad un briciolo della nostra sovranità nazionale.

L'Europa (quella reale e non l'UE) è una potenza economica e socio-culturale di prim'ordine nel mondo.

E le cosiddette “super-potenze” lo sanno.
Per questo hanno tutto l'interesse acciocché degradi e venga destabilizzata.

SILVIO said...

No, Nessie, innalzare i ponti levatoi e rinchiuderci in tante piccole fortezze autarchiche (verosimilmente l''una contro l'altra armate) ci riporterebbe indietro nei secoli più bui della storia dell'umanità, esponendoci alla legge delle fortezze dotate di maggiori risorse.

E ci farebbe cadere in balìa degli speculatori internazionali, a prescindere dalla tipologia della moneta sovrana prescelta.

L'autarchia è un ossimoro. Se ne è reso conto anche Mussolini.

Meglio è invece tenere i ponti levatoi abbassati verso chi ha condiviso (nel bene e nel male) il comune percorso storico del nostro continente, cooperando con lui per creare la fortezza Europa.
Senza rinunciare – beninteso - nemmeno ad un briciolo della nostra sovranità nazionale.

L'Europa (quella reale e non l'UE) è una potenza economica e socio-culturale di prim'ordine nel mondo.

E le cosiddette “super-potenze” lo sanno.
Per questo hanno tutto l'interesse acciocché degradi e venga destabilizzata.

SILVIO said...

Johnny, ho letto il tuo ultimo commento.
Credo che il mio precedente post inviato a Nessie si possa benissimo adattare come risposta alla tua visione dello scenario futuribile ed auspicabile.

Aldo said...

Sono l'unico che viene preso da un senso di repulsione quando sente espressioni nelle quali si parla sibillinamente di essere contro/pro QUESTA UE? Un po' come quel candidato leghista che nel suo spottone preelettorale tuovava d'essere contro l'immigrazione clandestina eccessiva? Cioè, ho ormai un'età e conosco la lingua e il modo in cui si può piegarla per dire una cosa mentre se ne sta dicendo un'altra. Quando questi mascalzoni la finiranno con 'sti giochetti? Perché, diciamocelo, non tutti hanno quaranta o più anni, e non tutti quelli che li hanno sono sufficientemente attenti (non dico intelligenti, dico attenti) da cogliere questi particolari.

A scuola mi do un da fare pazzesco per insegnare ai ragazzini a leggere attentamente quel che hanno davanti agli occhi, andando oltre quel che appare in superficie, non dando mai niente per scontato. Dalla tabula rasa che incontro, mi rendo conto d'essere una mosca bianca. In alcune discussioni intercorse coi colleghi, mi son sentito più volte dire che quel che faccio sarebbe negativo perché instilla nei ragazzini il dubbio e la malfidenza... sarà... poi si partecipa alle varie "navi della legalità", "giornate della memoria" e via discorrendo... assurdo.

Nessie said...

Silvio, sono d'accordo, nemmeno a me sembra una pista percorribile.

Johnny, è evidente che si possono fare trattati commerciali senza dover necessariamente ledere i principi di sovranità.

Aldo, non esageriamo: contro QUESTA Ue (significa contro questa Unione Europea). E su questo mi trovi concorde. Mentre è giusto dire: contro questo QUESTA Europa. Perché non è detto che non ne possa sorgere un'altra più giusta.

Al di là dei sofismi terminologici, poi è sui fatti che si deve sparare ad alzo zero.

Nessie said...

A proposito, per la serie, ce lo chiede l'Europa ecco cosa ci aspetta a breve:

http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11627708/La-Commissione-Ue-boccia-l-Italia.html

una bella manovra aggiuntiva. Renzi si metterà sull'attenti.

Nessie said...

Non è OT, visto che si parla di immigrazione clandestina. Ma anche questo è un termine che può venirci in soccorso: nell'attimo stesso in cui si sbarca qui senza fissa dimora, senza un lavoro e senza permesso di soggiorno SONO TUTTI CLANDESTINI da rispedire a casa. Anche i cosiddetti profughi.

Sentite la faccenda di Kabobo lo stragista clandestino, vagabondo nonché invasore non autorizzato come è andata a finire:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/04/milano-uccise-passanti-a-picconate-il-giudice-kabobo-malato-ed-emarginato/1012757/

Il giudice (una donna di nome Manuela Scudieri) ha detto che era "malato" ed "emarginato".

Come dire, massacrare tre persone e ferirne altre due, ha avuto le sue "attenuanti".

SILVIO said...

Nessie, la sentenza da te segnalata è assimilabile a tante altre sentenze “politicamente corrette” che han fatto strame della sete di giustizia delle vittime, dei loro familiari e di quella parte dell'opinione pubblica non tarata, che abbia conservato almeno un minimo di buon senso.

Mi chiedo: se è giusto che i piloti vengano sottoposti ad esami psico-fisico-attitudinali per le gravi responsabilità che hanno in merito alla tutela dell'integrità fisica e psichica di tante vite umane, perché ciò non è previsto per i giudici le cui responsabilità sono ben maggiori?

Amara riflessione sulle donne.
Io le amo, ci mancherebbe altro!
Ma vedo che si stanno moltiplicando i casi in cui esse si sono rivelate pari o peggiori degli uomini più censurabili.

Nessie said...

Sottoscrivo, Silvio. I giudici dovrebbero essere sottoposti a continui test attitudinali anche più rigidi di quelli dei piloti. E' vero, tanto dolore provocano queste sentenze che gridano vendetta nelle famiglie delle vittime.

Per ciò che concerne il mercato delle donne, le quote rosa e il concetto di "discriminazione positiva", proveniente dagli Usa, ho parlato nel dettaglio in questo post, che senz'altro non ti sarà sfuggito:

http://sauraplesio.blogspot.it/2014/03/isterismi-bianchi-e-quote-rosa.html

occorre però, fare una disamina impietosa senza cadere negli isterismi e nei paradossi truculenti di Barnard (purtroppo oltre non saperli fare, gli si ritorcono contro).
E' facile scoprire perché l'ebete di Firenze si circonda di ben otto donne...
Neofita del potere, la donna si mostra più zelante, più secchiona, più fanatica e accanita degli uomini stessi. Insomma applica il "letteralismo" del proprio mandato che è una sorta di fondamentalismo del Potere. Gli uomini che il potere l'hanno sempre esercitato nei secoli, conoscono anche l'arte della "trattativa", del "negoziato". Nelle sentenze e nelle decisioni drastiche contemplano pure la clemenza, l'arte della diplomazia. La donna NO. E questo bisogna avere il coraggio di dirlo senza il timore di essere poco allineati.

Aldo said...

A me colpiscono i sottintesi di questa frase: "la ”condizione di emarginazione sociale e culturale” è stata “valutata quale concausa della patologia mentale riscontrata”"

Sotto sotto, c'è scritto: "se Tizio ha fatto quel che ha fatto è anche colpa vostra". Guarda un po', ora scopriamo che se quegli stronzoni di milanesi non avessero emarginato il picconatore, non si sarebbero fatti ammazzare! Per la serie "ve la siete cercata". Cosa dicevate della necessità di verificare l'equilibrio di chi ha un ruolo giudicante?

Nessie said...

Sì è pazzesco e allucinante Aldo!

Ma come si è spesso detto e stradetto la magistratura (minuscolo voluto) è dagli anni '90 all'interno di quella vasta associazione fondata dalla Banca Mondiale che chiamasi Transparency International. E tutto ciò che è mondialista NEGA PERVICACEMENTE i diritti nazionali dei cittadini Italiani in funzione di un Bene (per loro) ritenuto supremo a carattere internazionalista. Ergo, la xenofilia è parte integrante di queste sentenze. In pratica Kabobo è più importante dei tre poveracci barbaramente massacrati e i milanesi sono dei poveri "stronzoni", come dici, perché non l'hanno "integrato".

Anonymous said...

L'articolo di Taguieff e' ben strutturato. Nel mio piccolo, e' da tanto che dico che il problema vero e' l'Anfifascismo senza nessun prefisso. Qualcuno comincia ad accorgersi che nella narrazione storica del Novecento ci sono molti buchi. Lo diceva fino il comunistissimo Bordiga che era la peggiore eredita' del Fascismo; dimenticando, utilmente, di sottolineare come il Fronte antifascista nacque a Mosca per volonta' di Stalin. Ora che l'URSS non c'e' piu' il guardiano dell' A e' a Washington. Le sinistre europee si attardano a rivendicare la propria legittimita' antifascista, ma hanno perso molto peso. Quando la gente e' preoccupata per i problemi veri, non sa piu' che farsene dei veti ideologici.

Detto questo, l' A e' piu' vivo che mai, ma si e' trasformato in Antinazionalismo. Nello sconfortante panorama politico attuale la "destra" vede il F nello "statalismo", mentre la sinistra continua con la menzogna storica del Capitale travestito col manto d'agnello del proletariato. L'una e l'altra demoliscono sistematicamente cio' che rimane dello Stato nazionale; l'una col pretesto del libero commercio, l'altra con quello dei Diritti umani. A volte con l'uno e l'altro contemporaneamente. In questa situazione la virata a "destra" dell'elettorato francese e' un po' come quella dei russi dopo Putin: una difesa di cio' che resta della sovranita' nazionale. Il che implica la rinuncia all'Internazionalismo che fu alla base di ogni visione ideologica di sinistra. Va da se' che chi vuole conciliare la sua antica visione con un recuperato interesse nazionale, diventa fascista de facto. Anche se il partito a cui da la preferenza ha smesso da tempo di dichiararsi tale. E' una vittoria ideologica postuma di quella sinistra nazionale che fu sconfitta nella IIa GM.

Pero' c'e' un altro problema che sfugge all'autore del pezzo. Lo strumento principe dell'intaurando NWO sono le parole. Quando si vuole fare qualcosa la cui definizione e' universalmente sgradita: si cambia la definizione. Non ti piace il termine Comunismo ? Io lo chiamo Europeismo. Non ti piace la bandiera rossa ? Io te ne metto una blu. Parimenti, si continua ad usare certe definizioni cambiandone la semantica, come ho scritto sopra. Cosi' il Fascismo per alcuni vale come il Comunismo per altri. Il nemico comune e' lo Stato; e giu' a demolirlo da destra come da sinistra. Contemporaneamente, i partiti (come quelli in odore di F) sono cambiati al loro interno: si sono "modernizzati" un po' come ha fatto la Chiesa cattolica. Modernizzandosi hanno perso proprio quelle caratteristiche che il nuovo elettorato cerca quando da loro il voto.

Per concludere: speriamo che la Lepen non si sia modernizzata troppo e che, in caso vincesse, il suo partito corrisponda alle aspettative di chi lo ha votato.

Il sauro

Anonymous said...

Sull'Autarchia non concordo con Silvio. In linea con tutto il resto, anche questo termine subisce una specie di damnatio memoriae. D'altronde, quando si dice "chilometro zero" tutti pensano a qualcosa di positivo. Eppure, e' quasi la stessa cosa. Come ci insegna Aldo (che e' il vero esperto in questo settore), il livello di A concretamente realizzabile e' funzione del numero degli abitanti nonche' del territorio concretamente utilizzabile per produrre cibo ed altre risorse. In altri termini: non e' compatibile con la "crescita" che e' invece basata su criteri economico-finanziari ormai globalizzati. Detto in soldoni: deve decrescere la popolazione (e questo avviene gia' in modo assolutamente naturale), deve cessare l'afflusso di popolazioni straniere. Il tutto deve essere accompagnato da una grande ristrutturazione del territorio e da una cultura atta a sfruttarne le risorse senza distruggerlo. Autarchia totale ? No, a meno che l'Italia non sia oggetto di sanzioni come avvenne negli anni Trenta. L'Italia ha sempre avuto una spiccata tendenza all'export, il che la rendeva il principale concorrente della Germania. Si tratta solo di fare cio' che si faceva negli anni del primo dopoguerra (e che facevano quasi tutte le nazioni del mondo), ovvero: si esporta il surplus e si importa con maggiore moderazione. Ove la crisi rendesse impossibile il pagare in valuta le importazioni, si farebbe cio' che fecero (con grande successo) i regimi fascisti all'epoca: si baratta un bene con l'altro; il che era stata la norma per secoli anche prima dell'avvento dei regimi fascisti.

Il sauro

SILVIO said...

MAR, c'è posta per te.
Potrai trovarla in questo blog, nell'argomento immediatamente precedente a questo.

SILVIO said...

Sauro, la tua obiezione mi ha convinto, anche perché l'hai espressa in veste speculativa acuta ed elegante.

Tuttavia, codesto dubbio mi assale :
Ammesso che la nostra (ipotetica) fortezza (autarchica) sia autosufficiente in tutto (sistemi militari di difesa e di eventuale offesa / impianto economico-monetario / acqua e cibo / prevenzione e cura della salute / altre risorse strategiche / conoscenze scientifiche e tecnologiche/...), non credi che la definizione di autarchia verrebbe meno quando a me (cittadino della comune fortezza) verrebbe voglia di abbassare il ponte levatoio per andare a confrontarmi coi miei simili, che PERÒ abitano nelle fortezze viciniori?

D'altronde, è risaputo che l'uomo – oltre ad essere intelligente – tende istintivamente a “socializzare” cogli individui della propria specie, in quanto ha sempre sete di nuove conoscenze.
O no?

Nessie said...

Dissertazioni molto interessanti. Scusate se intervengo poco, ma sono in viaggio e mi collego quando posso. Inoltre chiavette e modem wifi non sono il massimo per potersi collegare e sono in una zona il cui segnale va e viene.

E' anche vero quel che obbietta il Sauro: a volte nessuno vorrebbe essere "autarchico", ma magari lo impongono le condizioni storico-oggettive.

Speriamo che gli attuali oligarchi non ci sospingano a fare altrettanto,dato che gli esseri umani non sono nati per erigere fortezze e crogiolarsi nello "splendido isolamento". La GB vittoriana lo fece. Ma lei gode di una formidabile posizione geostrategica: è un'isola in mezzo all'Oceano.

Anonymous said...

@ Silvio

Io penso che l'autarchia sia un mezzo, non un fine. Anzi, credo che tutti l'abbiano concepita in tal modo. La tendenza a volerla far passare per ideologia serve proprio a scoraggiarne l'uso. A mangiare le proprie patate non si stermina nessuno, eppure se solo ne parli ti danno di nazista. Non e' normale.

Qui vale come per l'immigrazione: il numero degli immigrati e' semplicemente spropositato e non c'e' niente di nazista a denunciarlo. Cosi', per creare un sistema economico fortemente interdipendente, si incoraggia (ma sarebbe meglio dire "si obbliga") ad importare.

Il fatto e' che molto spesso, i prodotti importati costano piu' di quelli prodotti in loco, o/e sono qualitativamente peggiori. Nel frattempo si inibisce la produzione locale e si perdono definitivamente competenze.

Non ultimo (anzi, io direi che e' la vera ragione per cui sono nati i sistemi autarchici), il fatto che quello che produci in casa non devi pagarlo con una valuta di cui potresti non avere disponibilita'.
Che e' poi la storia nostra, ma soprattutto della Germania dopo Weimar.

Credo di essere stato convincente :-)

Il sauro

Anonymous said...

@ Nessie

La GB era comunque padrona di 3/4 del mondo... sai che autarchia...

Il sauro

Nessie said...

Sauro, infatti è per questo che solo il loro "isolamento" è potuto essere "splendido" :-)

Anonymous said...

@Grazie dell'indicazione della nota di Silvio
Per l'autarchia..anche Io ho qualche convinzione... sto in pensione!....ma qualche ricordo di "pianificazione energetica/industriale...purtroppo mi perseguita ancora.
La Storia ci sta ricordando(vedi i fatti ucraini)...che i trattati sono pezzi di carta...che da un giorno all'altro potrbbero non valere...E allora?
E' imperativo che per ciò che comprende la sopravvivenza della Nazione si debba cercare di essere(e se non lo si è... diventare) e rimanere più autarchici possibili.....una Autarchia parziale di sicurezza..
Per esigenze primarie...Energia....Alimentazione...non possiamo e non dovremmo dipendere da accordi commerciali..
Alcuni esempli esplicativi....di banalità gestionale.
-Noi importiamo una grande quantità di energia elettrica dall'estero(p.e.)dalla Francia..e se sorgeranno problemi con altre fonti energetiche(olio,gas,carbone)usate per fare elettricità è pensabile che i nostri fornitori ci taglieranno le forniture)..Eppure si fà poco o niente per diventare più "autarchici"...solo chiacchiere..
-Abbiamo scoperto un po' di petrolio in Val D'Acri(meno di un decimo di produzione sui consumi nazionali)e un po' di gas nella coste joniche e adriatiche(per ora si ipotizzano modesti giacimenti)....Ma anche il più fesso degli statisti si lascerebbe questo gruzzoletto,come riserva "strategica"in caso di crisi internazionali...
e visto che oggi (malgrado il tracollo della fornitura Libica...che prima ci inondava a basso costo di gas e olio pregiato)il grezzo,si compra ancora bene, in giro per il mondo....finché te lo danno continua a comprarlo....e quel po' che hai tienilo in cassaforte.
-L'agricoltura...che dà la fonte primaria di sussistenza,insieme all'allevamento...dovrebbe essere trattata con sacralità e incentivata con tutte le detassazioni possibili...
in caso di conflitti(e purtroppo tira una brutt'aria)non possiamo illuderci di mangiare con i prodotti del Nord Africa,Spagna,Grecia...se li mangeranno loro....e Noi?
Concludo....Il termine "Autarchia"è da molti trafficanti di denaro(banchieri,importatori,commercianti) odiato...per questo lo colorano di significato Fascista....si lucra,infatti, poco su prodotti non commercializzati fra Stati...invece..rimanendo nel giusto mezzo il massimo di autarchia sostenibile è un benessere per la Nazione che riesce ad ottenerla.
Si sfruttano tutte le risorse disponibili in loco...si impiega una grande quantità di manodopera locale(azzerando la disoccupazione)si importa di meno materiale non pregiato,riservando l'esport ai manufatti che solo un popolo industrializzato e culturalmente avanzato riesce a fare meglio degli altri.
Consiglio tutti i lettori,di andare a caccia dei films LUCE sull'Autarchia,alla quale ci costrinsero gli Stati Colonianisti dell'epoca...perché non vedevano di buon occhio che altri membri entrassero nel loro "Club di sfruttamento privato" dei paesi del terzo mondo.
L'inventiva e la fantasia Italiana...portarono,allora, a scoperte...che solo oggi vengono resuscitate e spacciate per invenzioni moderne...da altri...Vedi il Biofuel,l'utilizzo di bitumi,carbone.etc per produrre gas destinato alla produzione di energa elettrica(addirittura le automobili stesse erano convertite a gasogeno...un microimpianto sistemato nel bagagliaio.
Il mio convincimento è che tutto quello che si può produrre in casa nosta....va prodotto in casa nostra...anche con incentivi che arrivano alla detassazione completa...per chi lo fà.Si compra solo quello che non possiamo fare,le materie prime che non abbiamo....e si esporta una produzione pregiata che non teme concorrenza con le chincaglierie indiane o cinesi.

Saluti Mar

Anonymous said...

Perdonami l' OT Nessie, ma a quanto pare i padroncini del vapore hanno ordinato ai loro tirapiedi coniglietto mannaro e pittibimbo un' sccelerata:

http://voxnews.info/2014/06/04/governo-vuole-dare-la-cittadinanza-a-chi-sbarca-in-italia-con-una-circolare/

Fedele Lettore

Anonymous said...

Chiedo scusa a Nessie se intervengo con un argomento almeno parzialmente OT per richiamare l'attenzione su un fronte che, temo, per l'estrema gravità e pericoli immensi sovrasterà tutti gli altri: l'attacco frontale alla Russia portato dall'Occidente attraverso per mezzo della crisi Ucraina. Gli avvenimenti manipolati e silenziati col solito sistema purtroppo tra un massacro e l'altro di popolazioni russe inermi si stanno sviluppando velocemente.
Anche la Le Pen ieri ha preso netta posizione contro queste trame, così come la lega in Italia.
Scarth

Nessie said...

Mar, quella che citi sull'energia è una banalissima quanto utile forma di autosufficienza a cui dovremmo ricorrere. Poi comunque storicamente gli Usa hanno sempre imposto il liberoscambismo come ideologia mercatista, ma anche durante la crisi del'29 e durante tutta la Grande Depressione, praticarono stringenti forma di "protezionismo" (altra parola proibita). Proibita per gli altri, ma mai per loro.

Nessie said...

Ho sentito Fedele, grazie. E non solo, hanno dato disco verde a non so quante altre privatizzazioni. E del resto tutto questo marasma della Tasi che arriva addirittura ad aumenti del 60% con comuni che diventano pazzi, cos'altro è se non una brusca accelerata sempre insufflata da L'Or Signori che hanno fretta di rastrellare più quattrini possibili dalle nostre tasche?

Anonymous said...

Scarth, ammiro la Le Pen anche per come si batte contro le sanzioni che Obamba & servi vogliono prendere contro PUtin:

https://ostpolitik.wordpress.com/2014/06/02/marine-le-pen-ammiro-putin-perche-e-un-politico-che-difende-la-sua-gente/

che effettaccio mi ha fatto vedere il Bimbominkia fiorentino presenziare servilmente al G7, un G7 senza la rappresentativa presenza di Putin! Velleitario e utopico volerlo emarginare! Stasera è tornato il segnale e posso navigare :-)

Nessie said...

Scarth, c'è anche questo che forse conoscerai già:

http://italian.ruvr.ru/news/2014_06_01/Marine-Le-Pen-accusa-lEuropa-del-conflitto-in-Ucraina-8770/

Anonymous said...

Grazie per i link. Significativo poi che per avere qualche notizia non orwelliana si debba ricorrere alle fonti russe. Non a caso in questa fase sono stati piazzati in un Paese strategico come l'Italia Monti, Letta ed ora il può zelante esecutore degli ordini e desideri imperiali con tanto di consigliori dietro alle spalle. E ho il sospetto che visto lo scenario da incubo che ci stanno somministrando anche il ribaltone vaticano con una chiesa ora perfettamente allineata con i padroni globali non sia avvenuto per caso. Sulla Le Pen e altri politici sulla stessa linea c'è da giurarci che se arriveranno davvero alle soglie del Potere saranno come sempre sottoposti al "Trattamento Berlusconi" come già si sta notando.
Scarth

Aldo said...

Ma quanto condivido l'intervento di Mar sull'autarchia! A me pare semplice buon senso. Ad altri paiono bestemmie.

Aldo said...

Ovviamente anche il Sauro non scherza. Ma è noto che su certi temi tra noi c'è una certa assonanza, quindi lo davo per scontato.

Anonymous said...

Ovviamente, quoto anch'io il MAR nostrum e l'ottimo Aldo. Silvio, mi pare gia' sulla buona strada, visto che e' dotato di mezzi non comuni.

Per finirla con l'autarchia. Insisto sul fatto che la politica attuale persegue un modello di interdipendenza globale. Come per tutto il resto, non e' possibile alcuna politica autonoma se non si riconquista piena sovranita'. Per la quale, temo, sarebbe necessaria una guerra di vastissime proporzioni. Anche le piccole liberta' che noi "consumatori" ci prendiamo nello scegliere prodotti del nostro territorio, sono destinate a diminuire, fino a cessare del tutto, in tempi brevi.
Meglio non farsi illusioni: a stracciare certi pezzi di carta si rischia come, e piu', che negli anni Trenta. Basta vedere cosa accade proprio ora ai confini russi.

Il sauro

Nessie said...

Scarth, nonostante tutto il peggio che stanno già praticando, io sono ottimista: ormai il trucco che denunci è troppo logoro e frusto e l'insofferenza verso le politiche Nato (vecchie e nuove come i l TTIP e i vari "trattamenti Berlusconi" sono giocattoli troppo logori, per poter essere riutilizzato con le stesse modalità.

SILVIO said...

Aldo, non ho mai scritto che l'autarchia sia - in sé e per sé - una “bestemmia” (comprendo benissimo perché hai usato questo sostantivo ma faccio finta di niente e vado avanti) né di essere - per principio - contrario ad essa.

Ho solo sostenuto che l'autarchia è un ossimoro, realisticamente intendendo.
E la triste condizione delle micro/mini etnie (senza vasi comunicanti col resto del mondo ed a rischio di estinzione o già estinte) sta a dimostrarlo.

Né vale a darle valenza l'esempio dell'autarchia vittoriana proclamata in un tempo in cui sul mondo vigeva inesorabile la “pax britannica”.
Quella chiamasi autarchia? Suvvia, onestà intellettuale s'impone.

L'ultimo recentissimo esempio (sul perché essa si riveli un ossimoro) proviene dal fiero anti-globalista Rafael Correa, Presidente dell'Ecuador.
Davanti ad un deficit di bilancio tale da mettere persino in pericolo il pagamento degli stipendi ai dipendenti pubblici, ha dovuto piegare la testa davanti a Goldman Sachs, cedendo metà delle riserve auree della Nazione a garanzia della liquidità richiesta.
Così funziona il mondo oggi.

Sarebbe bello forgiare la realtà secondo le nostre opinioni ma non si può.
Meglio è sperare ed auspicare che un nuovo mondo – totalmente diverso da quello attuale – sia possibile.
E contribuire attivamente ad edificarlo.

Nessie said...

Beh, nessuno è così ingenuo da non sapere che l'"autarchia" britannica dell'età vittoriana era legata al fatto che l' UK era padrone di tre quarti del mondo, e la mia battuta sullo "splendido isolamento", era per l'appunto...una battuta. Poi con la flotta navale più potente del mondo e i pirati alla Francis Drake che lo proteggevano, non erano poi così "isolati".
Quanto agli USA e alle loro manovre protezionistiche durante la Grande Depressione, vale lo stesso discorso: chi ha eserciti e armamenti, in economia può fare purtroppo quel che vuole: il bello come il brutto tempo.

Nessie said...

Una potenza che ha una monarca (l'allora Regina Elisabetta I ) che conferì il titolo di nobile cavaliere a un pirata, saccheggiatore e corsaro, la dice lunga sul suo spirito predatore. Correva l'anno 1581. Gli Imperi non nascono per niente.

Aldo said...

Silvio: "Aldo, non ho mai scritto che l'autarchia sia - in sé e per sé - una “bestemmia” (comprendo benissimo perché hai usato questo sostantivo ma faccio finta di niente e vado avanti) [...]"

Silvio, no! Il termine "bestemmia" l'ho usato senza minimamente pensare a te, nel senso di "enormità che non si può affermare e non si deve neppure pensare". E non intendevo minimamente criticare le tue parole in modo particolare. Magari mi sono espresso male, ma la mia critica andava oltre i confini di questo blog.

Io sono per un'autarchia potenziale, secondo una mentalità che ricorda quella per la quale si montano le scialuppe su ogni nave. La nave non è fatta per affondare, ma non si sa mai... Ecco, commerciare con l'intero orbe terracque entro certi limiti va bene, ma persone sagge farebbero in modo da assicurarsi comunque di poter fare marcia indietro in quattro e quattr'otto e, qualora necessario, poter fare da sè con quel che hanno sottomano. Per noi, ciò significa prima di tutto ridurre la popolazione dimorante sul nostro territorio per ricondurla entro limiti in equilibrio con le possibilità d'ogni localissima area (diciamo a livello provinciale), cosa che al momento richiede con forza di interrompere i flussi migratori in ingresso e incentivare quelli in uscita, oltre che di mettere ciascuno in stretta relazione con la propria area di residenza e sempre meno con le altre (diversamente la presa di coscienza dei limiti non ha luogo). Ma questo è uno dei ritornelli che canto più spesso, per cui pianto lì subito.

Nessie said...

Scarth, h.7, 31. A proposito di Vaticano, hai letto questa di Bergoglio e la comunità di S. Egidio in relazione agli zingari? Tutta colpa dei conducenti dei bus che mettono in guardia i passeggeri di possibili furti di portafogli:

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bergoglio-vescovo-rom-papa-che-improvvisa-difensore-78481.htm


Domanda: quanti zingari ospita il Vaticano? E' proprio vero che chi è furbo non insegna mai ai gonzi (cioè noi) , l'arte di farsi furbi. Al contrario, li rimprovera per non essere stati ancora più fessi!

Anonymous said...

Ciao Nessie, sì ho letto...
La nuova chiesa di Bergoglio è ora ligiamente conforme ai poteri del mondo e le omelie del Papa coincidono perfettamente con gli editoriali dei potenti giornalazzi dei salotti finanziari progressisti nostrani e globali.
Non per nulla il Papa ha scelto come interlocutori privilegiati Scalfari, Repubblica e il Corriere.
Scarth

Anonymous said...

Sull'autarchia continuiamo a non capirci, ma spero di poter chiudere qui. L'esempio che porta Silvio, a proposito dell'Ecuador, e' illuminante. Sintetizzo: un governo vorrebbe rendersi indipendente, ma non puo'. Non puo' perche' viene strangolato da tutte le parti. Se anche potesse, avrebbe serie difficolta' in quanto il territorio non offre la concreta possibilita' di sfamare tutti i suoi cittadini. Se anche fosse in grado di farlo, l'assedio sarebbe piu' lungo, ma alla fine dovrebbe comunque capitolare. Se ho ben capito, mi pare fossero questi gli argomenti esposti da Silvio. Non si tratta di paragonare la ricchezza di un sistema interdipendente con la poverta' di un sistema autarchico. Si tratta semplicemente di farsi piacere un ricatto. Che poi si viva meglio in un sistema piuttosto che in un altro e' un'opinione. Noi viviamo meglio oggi, o quando vigeva ancora un mercato nazionale ? Se anche vivessimo meglio (e mi pare proprio di no), il nostro futuro sarebbe comunque in balia della volonta' di "mewrcati" che sono solo lo strumento di dominio di una ristretta elite. Accettare uno status del genere equivale ad una capitolazione senza condizioni. Non si tratta di scegliere un modello o un altro: non si puo' semplicemente scegliere. In passato, i buoni rapporti tra nazioni supplivano alle rispettive carenze di materie prime, manufatti e manodopera. Cosa c'era di spaventoso in tutto cio' ? In ogni caso, come dice Aldo, si manteneva un certo livello di autosufficienza. Perche' ? Per prudenza. Per lo stesso motivo per cui si mettono da parte i risparmi: perche' del doman non v'e' certezza. Ora sembrerebbe che del domani non ci si debba piu' preoccupare. E' giunta in terra la Gerusalemme celeste. Ma abbiamo sempre piu' le pezze ar culo. A nessuno punge vaghezza che nel passato sia accaduto qualcosa di simile e che i regimi allora al governo dovessero fronteggiare un assedio internazionale ? E se e' cosi', non si tratta forse di un'autarchia imposta dalla necessita' ? Allora, semplicemente, prima che accada un malaugurato evento, mi poreparo ad affrontarlo. Non c'e' nessuna ideologia in questo. Si vis pacem para bellum, sintetizza come sia necessario difendersi. E' sgradevole ? Certo, anche la sardina sa che per difendersi dai predatori deve riunirsi in branchi. Noi invece pensiamo che sia roba del passato. Ora siamo in paradiso. Perdonatemi, ma a me sembra una grossa sciocchezza.

Il sauro

Nessie said...

"Ora siamo in paradiso. Perdonatemi, ma a me sembra una grossa sciocchezza".

Certo che è una grande sciocchezza, Sauro. Gli è che qua dentro nessuno di noi sostiene né ha mai sostenuto il contrario, tanto meno di essere in Paradiso.
La faccenda dell'autarchia ha permesso a tutti di sviscerare ottimi argomenti, e alla fin fine, nessuno ha la vera ricetta né la verità in tasca. Fosse facile!...