03 January 2014

Amami Alfredo (anche se nero)

 

 Sì lo so, c'è di peggio di quanto sto per raccontare. L'obiezione me la faccio da me. Ci sarebbe da parlare dei pedaggi autostradali rincarati del 8% dal miserabile Lupi,  ministro ciellino delle Infrastrutture, vendutosi alle "larghe intese". Ci sarebbe da far rilevare quei mille e 400 euro in più rispetto allo scorso anno che ci rastrelleranno dalle nostre tasche. Ce ne sarebbero delle cose... 
Però intendo soffermarmi sul concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia, col quale la tv di stato ha aperto l'anno nuovo.
Nel guardarlo ho pensato che non si può  più dare per scontato un bel nulla, nemmeno il fatto che il ruolo di Alfredo Germont ne La Traviata di Giuseppe Verdi, sia interpretato da  un tenore italiano e bianco. E difatti lo hanno fatto interpretare da un tenore statunitense nero. Vi risulta che il libretto di Francesco Maria Piave  scritto per la musica del nostro esimio italianissimo Verdi e  ispirato al romanzo francese "La dame aux camélias", fosse stato ideato per la società multikulti? A me proprio no.
Ormai che la lirica e i suoi teatri italiani siano completamente in mano agli stranieri è cosa arcinota (impresari, registi, direttori d'orchestra e pure cantanti).  Tanto per fare un esempio recente, il direttore d'orchestra del teatro della Fenice  del concerto di Capodanno è un 29enne venezuelano a nome Diego Matheuz.
Mi è capitato di vedere un compare Turiddu de La cavalleria rusticana interpretato da un  tozzo coreano che faceva smorfie facciali impossibili per interpretare il nostro bel canto italiano.

Intendiamoci, nulla da ridire sulla preparazione lirica del tenore afroamericano Lawrence Brownlee, ormai conteso dai teatri  di tutto il mondo, che interpretava, per l'appunto, il ruolo di Alfredo in alcune note romanze durante il concerto alla Fenice. Ma che effetto farebbe se tenori e baritoni bianchi e italiani si mettessero a interpretare "Porgy and Bess", l'opera che George Gershwin ha scritto specificamente per i neri d'America e che descrive la vita negli slum degli afroamericani  a  Charleston (Carolina del Sud) all'inizio degli anni trenta?
Ci vuole tanto ad applicare un minimo di rigore storico, filologico e musicale, rispettando quell'eredità   artistica che noti  musicisti e librettisti ci hanno tramandato?

Presto ne vedremo delle belle: un'opera italiana intera e non solo qualche romanza, con opportuni "inserimenti" (si dice così) di melting pot nel cast artistico. A quel punto se Alfredo è negro (o nero come impone la correctness), lo dovrà essere anche suo padre Giorgio Germont, che fa il baritono. E se non lo si trova, lo si dovrà tingere di nero per coerenza.
Ed ecco allora l'aria: "Dov'è mio figlio? / più non lo vedo/ In te più Alfredo - trovar non so ",  suonare derisoria. Quasi una barzelletta! Eppure il colore del figlio dovrebbe essere più che evidente. A meno di non essere daltonici.
Gli inglesi fecero molto più rumore di quanto non facciamo noi,  per la banale faccenda degli "idraulici polacchi". Perché noi Italiani ci facciamo portare via anche quelle carriere e quelle professioni in cui siamo forti e famosi nel mondo? 

Nulla è mai per caso.  E' un modo, anche questo,  per farci digerire fin già in apertura d'anno,  la purga dello "ius soli", dei "nuovi italiani" (chiunque lo può e deve diventare), del meticciamento  universale e del "mercato globale" anche di quelle prestigiose carriere artistiche tradizionalmente made in Italy. Frattanto...


 

Libiamo, libiamo
 ne' lieti calici,
che la bellezza infiora;
e la fuggevol'ora
s'inebrii a voluttà...

...sì, purché non sia un amaro calice.

72 comments:

Anonymous said...

Nessie, lighten up a little!!
A hug and Happy New Year!
Mytwocents

Nessie said...

Happy New Year too, Mytwocents.

Ma ci hanno già alleggerito...di soldi.
E ora ci rubano anche arte, cultura e identità. Enough is enough!

Vanda S. said...

Cara Nessie, onore al gran talento di Brownlee ma anch'io ho fatto la stessa obiezione. Come la feci gia' parecchi anni fa per Leontyne Price, grandissimo soprano, ma che non poteva assolutamente interpretare la "pallida Violetta"!!!!
Perfetta invece per l'Aida, come lo e' Brownlee per l'Otello. Questi episodi mi ricordano quando il cinema americano faceva interpretare ruoli di neri ai bianchi truccati. Lo faceva anche con i ruoli dei nativi-americani!!!! Una cosa ridicola!!!!
Questi meravigliosi cantanti possono sicuramente cantare delle arie (come fa anche il nostro Bocelli), incidere un opera multimediale, ma il mio purismo artistico mi crea delle difficoltà a vederli in ruoli che non gli appartengono. E' come dire che ora per interpretare la biografia di Nelson Mandela ci mettessero Brad Pitt truccato da nero africano: ma per favore!

Vanda S. said...

Mytwocent, let me reply to your objection. It is not a question of "lightening up", but to be realistic. As I already told Nessie, it would be ridiculous having Brad Pitt wearing make up to look like Nelson Mandela to shoot his biography!
The same for Brownlee to be Alfredo. He could record the complete opera or he can sing any "aria", but as Alfredo or any other Caucasian characters on stage, it is a different story...

Nessie said...

Vanda, grazie per la precisazione all'amica Mytwocents. Purtroppo il modello melting pot funziona (ma poi è vero che funziona per davvero?) là dove è stato inventato, ma non si può esportarlo a vanvera nel Continente Antico, come invece si intende fare.

Aggiungo per ciò che concerne il genere cinematografico western, che benché con gli indiani truccati, erano artisticamente migliori i western di John Ford sul mito della frontiera, di quelli "revisionisti" successivi, visti dalla parte dell'indiano. Prova a guardare e riguardare "Sentieri selvaggi" (the Searchers) con John Wayne e metterlo a confronto di "Soldato blu" o di "Un uomo chiamato cavallo".

I secondi, sono intrisi di buonismo e di preoccupazioni ideologiche che i primi, perfettamente calati nella bellezza del paesaggio, non hanno.
Spiace dirlo , ma con le preoccupazioni morali, si fa solo cattiva letteratura - diceva Flaubert.
E nella "letteratura" ci metto anche quella cinematografica.

Nessie said...

Con ciò, per tornare al topic non saprei vedere un "Porgy and Bess" che non venisse fatto da afroamericani, le cui vite nei sobborghi negli anni 30 ispirarono Gershwin. Ma Alfredo nella Traviata,
Rodolfo nella Bohème, Pinkerton nella Butterfly, se mi è consentito li vorrei vedere per come sono stati ideati, scritti e musicati.

Faccio eccezione per l'Otello che è il Moro di Venezia, pensato per l'appunto di colore, già nella struttura dell'opera.

Anonymous said...

Sugli intelligenti ed acuti argomenti ricevuti da ambedue, in accordo ma...
Il modello melting pot non lo credo importato, e` un fenomeno
spontaneo ed inevitabile.
Non e` buonismo cercare la miglior maniera per affrontare
questa realta`. You can kick and scream, they are there to stay!
Mi astengo dal partecipare interamente nelle vostre discussioni
per diversi motivi. Amo l`Italia profondamente e questo mio paese
di adozione. Le mille sfaccettature di ognuno di essi sono immense. Nel frattempo rinnovo a voi tutti un Buon Anno.
Mytwocents

Vanda S. said...

Hi, Mytwocents. Abbiamo qualcosa in comune: io sono italiana di nascita e cittadina statunitense d'adozione. Ho passato oltre vent'anni negli States ed ho vissuto in diverse parti del paese, con diverse culture ed etnie, tuttavia li per me non e' stato mai un problema perché si e' solo AMERICANI, punto e basta! Come l'Australia, il Nord America e' una terra d'immigrazioni, dove la cultura degli autoctoni e' stata convenientemente distrutta e rimpiazzata dalla melting pot. L'Europa non ha ne' la stessa storia, ne' la stessa cultura. Credo che purtroppo tu hai ragione quando dici che quelli che oramai sono in Europa, resteranno ed eventualmente la minoranza etnica diventeremo noi. Spero di dis-incarnami prima che succeda! Buon anno anche a te.

Nessie said...

Mytwo, potrei farti decine e decine di esempi per mostrarti e dimostrarti che la globalizzazione non è un fenomeno "spontaneo". Che la libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali (da non importa quale paese) non è un fenomeno "spontaneo", ma socialmente, economicamente e politicamente indotto. Che le legioni di africani che sbarcano qui, non è un fenomeno "spontaneo". Mi limiterò ad un esempio concreto e banalissimo: la Confindustria (ovvero l'Associazione degli Imprenditori) stila elenchi di quanti lavoratori stranieri abbisogna ogni anno presso i consolati stranieri, scartando quelli Italiani. E non è neanche l'esempio più rilevante. Ciao, stammi bene!

Vanda S. said...

Da sottolineare che invece al Concerto di Capodanno di Vienna erano TUTTI belli, maggiormente biondi e bianchi.
L'Austria e' una nazione dove si respira ancora la cultura, la storia e la tradizione della Vecchia Europa!
Invece in Italia c'e' solo tanta tristezza e rimpianto.......questo paese non tornerà mai più agli splendori del passato!
Il crollo totale della cultura, della consapevolezza della bellezza artistica, della ricchezza storica e del patrimonio delle nostre tradizioni ne rende impossibile qualsiasi recupero.....
Resteranno solo i ricordi....

Lo PseudoSauro said...

Prescindiamo dal colore della pelle: la voce e' piccola e la timbrica e' strana per i nostri standard. Una voce cosi' non andrebbe bene nemmeno per un coro lirico. Ha delle qualita': fiati lunghi e discreto fraseggio, ma il materiale rimane scarso.

E' evidente che e' stato scelto proprio per il colore della pelle.

Quanto al ruolo... Alfredo Germont e' il rampollo di una famiglia alto borghese della Provenza. Che ci possiamo fare se li', allora, erano tutti bianchi ?

Anche volendo scegliere un ruolo piu' consono, come il Moro di Venezia (che poi era un saraceno convertito), manca proprio il quid: la voce. Alfredo e' un lirico, Otello un lirico spinto (o un drammatico), ma questo ragazzo non e' nemmeno un lirico leggero.

Anche se gli avessero fatto cantare Nemorino i problemi vocali rimarrebbero tutti. E transeat sul pastorello negro...

Purtroppo, la Lirica si presta poco alla propaganda del melting-pot. Anche quando il soggetto fosse compatibile, bisogna ricordare che cio' che viene rappresentato e' cio' che vedono gli europei: del Giappone, della Cina, etc. Nessun autore avrebbe mai pensato ad una cosa simile, nemmeno il piu' spregiudicato. L'Opera nasce in Italia in un tempo in cui l'Italia era abitata solo dagli italiani. E gli italiani, ci spiace ricordarlo, ma erano tutti bianchi, anche se piu' o meno abbronzati. Inoltre, la voce umana e' molto piu' razzista che non il colore della pelle: si sente immediatamente la pasta. Il caso degli asiatici e' diverso: sono dei tali perfezionisti che riescono ad appropriarsi anche di una natura non loro; ma si devono sforzare parecchio. Io ho idea che questo non si sia sforzato un granche'. E ci sono negri con voci migliori della sua.

Massi', modernizziamoci. La prossima Traviata la facciamo fare ad un marziano bello verde e con le labbra a trombetta. E guai al razzista che osa criticare. Ma non e' un mondo di deficienti questo ?

D'altronde, per come e' messa la Lirica oggi: un cane in piu' o in meno... che importa il colore ?

Vanda S. said...

Chapeau all'esperta opinione del nostro PseudoSauro! Come avrai capito, pur amandola non sono un esperta della lirica.
Sono un istintiva, intuitiva e confesso che la voce della lirica che amo di piu' e' quella di Tito Schipa. Grazie per la dettagliata analisi!

Nessie said...

Sauro, so che sei un fine intenditore. Anch'io come Vanda amo la lirica, da bambina i miei mi portavano all'opera e mia madre ha studiato canto lirico, ma sul fraseggio e sulle tecniche che citi non saprei dare giudizi altrettanto dettagliati.

Alla tua questione: "Ma non e' un mondo di deficienti questo ?" rispondo laconicamente: sì lo è. Perché sacrificare cultura, storia, buon gusto, buon senso e ovvietà e proprio da "deficienti".

Nessie said...

A proposito, di mancanza di senno e di senso, ci puoi dare il link del tuo vecchio post "Esultate?". Ho provato a fare la ricerca ma non mi salta fuori. Era quello sull'Otello con Mario Del Monaco (altro grandissimo artista!).

Si teme tanto il "revisionismo" storico, ma poi quando questo serve agli oligarchi per buttar per aria la cultura delle nazioni, non si esita e servirsene.

Pare che quell'aria dell'Otello "Esultate, l'orgoglio musulmano sepolto è in mar" non si possa più rappresentare perché irriterebbe gli islamici. Tzé! (copyright Josh che non so dove sia finito)!

Vanda S. said...

Italia, potenza scomoda: dovevamo morire. Ecco come:

http://www.libreidee.org/2013/05/italia-potenza-scomoda-dovevamo-morire-ecco-come/

Nessie said...

Trovato il link del post (preistorico e giurassico) di Pseudosauro sull'Otello e Del Monaco:


http://pseudosauro.blogspot.it/2006/11/uno-xenofobo-daltri-tempi.html

Anonymous said...

A te cara Vanda. Avevo gia` intuito della tua esperienza negli Stati Uniti.
Sarai a conoscenza delle sfaccettature bellissime ed orribili.
Ho sorriso quando hai fatto referenza al grande splendido spettacolo
progettato da Vienna negli Stati Uniti per il nuovo anno. Le facce tutte bianche per lo piu` maschili ci han molto impressionato negativamente.
Con mio marito ebreo liberale, pianista appassionato di musica classica partecipiamo a quanti piu` concerti possibili.
Per lo piu`Boston Symphony a Tanglewood ogni estate. Aspen Colorado tutto l`inverno.
Le facce dei musicisti cosi` varie di ogni colore, dei due sessi e` la norma.
Capisco molto bene il vostro desiderio di mantenere lo status quo.
Non sara` possibile, non vi nego la speranza e la lotta. Tanti auguri!
Dal Massachusets sepolta di neve e temperatura zero Fahrenheit vi mando un caldo abbraccio.
Mytwocents

Vanda S. said...

Eh,si...dal 2006 sono cambiate molte cose...
Accidenti che bello era Mario Del Monaco!

Nessie said...

Sì, bellissimo. E' strano anche come questi decenni dal 2000 in poi scorrano e scivolino via all'impazzata senza recare nulla di buono per noi. E' come se fosse una rincorsa furiosa alla scorribanda, all'invasione, al saccheggio e alla depredazione, le uniche cose che importano veramente a chi le provoca. E leggendo il tuo link Vanda, se ne hanno tutte le conferme.

Vanda S. said...

Hai ragione Nessie. Io poi sono in una situazione anche peggiore perché ho vissuto fuori dall'Italia dal 1984 e ritornare 3 anni fa e' stato davvero un trauma!
La cosa pazzesca e' che non si riesce a vedere alcuna possibilità d'inversione della rotta, perciò un futuro anche molto vicino. La Lettonia festeggia l'entrata in Eurolandia? Poveri scemi!
Aggiungo che a volte mi sento come se avessi 100 anni, perché i miei punti di vista sono cosi lontani dalla gente comune! Poi leggo il tuo blog e mi accorgo che, per fortuna, c'e' chi riesce a vedere le stesse cose che vedo io.
Faccio una proposta: andiamo a vivere tutti nella stessa zona, almeno possiamo anche socializzare!!! Fra l'altro aiuterebbe molto alcuni di noi che vivono abbastanza reclusi (per scelta!) e che si troverebbero finalmente degli amici con i quali condividere qualche piacevole ora intrattenendosi in conversazioni intelligenti. (wow! che cambiamento!!!)
Forse potrebbe essere addirittura un buon investimento immobiliare: "Il villaggio intelligente". Scusate ma oggi e' una giornata dove, per noia, sto mandando a briglie sciolte la mia follia!

Lo PseudoSauro said...

Dimenticavo: auguri a te e a tutti gli amici del blog.

Altre considerazioni:

Il cantante lirico e' un altro di quei lavori che gli italiani non vogliono piu' fare; come l'oculista etc. Ma che lazzaroni che siamo...

Melting-pot: vaglielo a dire ai cinesi che devono accogliere 60 milioni di africani... quello che e' inevitabile per i bianchi e' evitabilissimo per tutti gli altri.

Poi: quelli che c'avevano il KKK danno a noi lezioni di integrazione. C'hanno messo dugent'anni a fare un presidente nero con milioni di africani in casa e noi (nella citta' dove sto io ce n'era uno solo trent'anni fa) saremmo i razzisti... scommetto che se vedono tre o quattro tedeschi alti e biondi che battono le mani al Musikverein si mettono a vomitare. Che dire ? Quando uno arriva a sputare nello specchio ad ogni volta che si fa la barba deve cominciare a preoccuparsi della sua salute mentale, prima che di quella altrui.

Musica: la musica non punta all'eguaglianza, punta all'eccellenza. Se uno non sa riconoscere una brutta voce sara' anche un illuminato umanista, ma come musicista vale poco. Il progresso musicale si e' tutto svolto secondo questi canoni, che sono poi gli stessi di qualunque civilta'.

Poi: quello che vale per la musica vale per la natura in genere; e' una continua specializzazione per tutti gli esseri viventi. Non e' che uno deve essere nazista per riconoscerlo, basta che abbia una passabile istruzione. Se uno scienziato ragionasse cosi', temo che potremmo definitivamente chiudere bottega.

Lasciami dire:
Ma che vadano a cagare.

Nessie said...

Sì Vanda, la Lettonia festeggia il suo prossimo saccheggio VENTURO e l'Ucraina manifesta contro Putin per entrare a far parte del popolo dei "trombati" e dei neoderubati. Altra stella che si aggiunge alla bandiera Ue, altre turlupinature in vista. Ma peggio per loro, che accettano di farsi manipolare dai finanzieri-filantropi mondialisti! Oggi, rimanere disinformati nella società dell'informazione, significa andarsela un po' a cercare. Avranno ben visto che succede in Grecia, in Spagna, in Italia e in Portogallo. Insomma in quella che essi chiamano con disprezzo razzista (ma guai poi a chi non si adatta a sentire le proprie opere cantate da tenori neri!) la zona PIGS.

Il "villaggio intelligente" potrebbe essere, un buon investimento, se non fosse che come ben sai, oggigiorno anche il mercato immobiliare è fermo e stagnante. Ho conoscenti che cercano di vendersi la casa per trasferirsi altrove, ma le case stanno ferme lì, coi cartelli VENDESI.

Vanda S. said...

Cara Mytwocents, l'Austria e' un paese europeo popolato da secoli di gente di razza caucasica e anche molti ebrei Ashkenazi: il mio ex marito, fisico nucleare, era uno di loro.
Soprattutto nel campo della musica classica, ci sono molti austriaci Ashkenazi e persino il direttore d'orchestra della Filarmonica di Vienna Daniel Barenboim e' ebreo! So bene che la multietnicita' e' una norma negli States ed e' giusto e legittimo che sia così. L'Europa, the Old Continent, e' un altra cosa e sono sicura che capisci la differenza. Se non sarà' possibile mantenere le nostre identità' sopravvissute per millenni, sarà' una grande perdita per la cultura di tutto il mondo. Non escludo che succederà, soprattutto se paragoniamo questo periodo al Basso Impero il che vuol dire che avanti ci aspetta un era di oscurantismo.
Take care.

Vanda S. said...

Quoto Pseudo-Sauro: "Melting-pot: vaglielo a dire ai cinesi che devono accogliere 60 milioni di africani... quello che e' inevitabile per i bianchi e' evitabilissimo per tutti gli altri." Verissimo! Aggiungerei che anche le PULIZIE ETNICHE cinesi non disturbano nessuno, vedi i poveri tibetani!!!
Mi dispiace per gli Stati Uniti (che considero la mia seconda patria e che amo molto) che con il loro esasperato estremismo e unilateralismo non si sono ancora accorti che stanno diventando una colonia cinese! Se poi vogliamo parlare di persecuzioni razziali del KKK, pochi sanno che anche gli italiani d'America furono soggetti alla loro persecuzione: http://en.wikipedia.org/wiki/Anti-Italianism
Confesso che anch'io detesto il fatto che, solo perché si difende la propria nazione e la propria identita' di viene additati come nazisti: lo trovo davvero riduttivo e meschino. Qualsiasi ISMO che mira all'eliminazione di un popolo o un identità nazionale e' un ABOMINIO, punto e basta!

Nessie said...

Sauro in Pseudo, prepara le tue cartucce per Matteo Renzi. Leggi un po' qua:

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1254501/Renzi-chiede-al-Parlamento-lo-jus-soli--e-da-la-cittadinanza-a-tre-senegalesi.html

Con tutti i problemi che abbiamo il Putto ciarlatano di Firenze corre a procurarsene qualcuno di più.

Vorrei aggiungere che sapevo già a priori che il mio post sarebbe risultato "urticante" per qualcuno, anche se apparentemente tratta un argomento d'élite come la musica lirica.

Sono d'accordo con te quando dice che la musica DEVE puntare all'eccellenza. E che pertanto non vi è spazio per gli egualitarismi tirati giù con l'accetta.
Il concerto di Vienna fa un'impressione negativa per l'omogeneità bianca dei suoi orchestrali? Mi spiace, ma la musica non è fatta di "quote rosa", di "quote gialle" o di "quote nere", ...insomma di quote Panda, ma per l'appunto di eccellenze.

Vanda S. said...

MATTEO RENZI non durera' molto: e' un idiota!

Nessie said...

Sì però dimentichi che ha dietro di sé De Benedetti, che lo spinge in avanti per far fuori i vecchi rottami sovietici che albergano nel PD.

Vanda S. said...

Un altro assaggio di renzismo:

http://voxnews.info/2014/01/03/serracchiani-toglie-cure-a-bimbi-malati-di-tumore-soldi-a-nomadi-maneggio-personale-e-registi-di-partito/

Nessie said...

Ho trovato un vecchio post opportunamente spolverato per la bisogna di un oligarca già uomo di punta della Goldman Sachs , poi presidente del gigante petrolifero della BP (quello dell'inquinamento nell'oceano), quindi uomo del Bilderberg club e già ministro delle giustizia irlandese nonché rappresentante di punta della Ue per le politiche migratorie. Sentite un po' cosa dice:

http://sauraplesio.blogspot.it/2012/06/disinnescare-lomogeneita-delle-nazioni.html

per costui l'obbiettivo di punta per la Ue è DISINNESCARE L'OMOGENEITA' delle nazioni europee. Vi dice niente?
Il tutto è molto molto "spontaneo".

Anonymous said...

Ciao Nessie, condivido le riserve del Sauro sulla voce di Lawrence Brownlee. A scorno del colore della pelle davvero troppo “chiara” per certe parti. È un (mediocre) tenore “belcantista”. Per intenderci: Rossini, Bellini, Donizetti e così via. Scrivo “è”, poiché disgraziatamente massacra proprio quel grande repertorio nei teatri di mezzo mondo, compresa La Scala, ex tempio della Lirica.
Con Verdi è decisamente fuori ruolo e per fortuna è stato Alfredo solo per qualche minuto. Ma non facciamoci illusioni: visti i tempi ce lo faranno ammirare ancora…

Del resto, la Rai ha già saputo offrirci anche di peggio, compresa una Traviata “melting pot” trasmessa per intero qualche anno fa dal teatro di Busseto. Diretta da Placido Domingo, per la regia di Franco Zeffirelli e dove un povero Renato Bruson (l’alto borghese provenzale cui alludeva il Sauro) si ritrovava, non si sa come, ad avere per figlio la “tamurriata nera” che possiamo apprezzare qui

http://www.youtube.com/watch?v=_vJC3u2wth4


A proposito del doppiopesismo che alligna anche nel mondo della lirica, Shirley Verrett interpretò “al naturale” i ruoli di Adalgisa (“Norma”), Lady Macbeth, Leonore (“Fidelio”) ecc., personaggi che tutti ci figuriamo con sembianze ben diverse dalle sue. Mentre a Leontyne Price nessuno osava chiedere di mettere il solito chilo di talco sul viso quando impersonava Cio-Cio-San, cosa che viene sistematicamente imposta alle cantanti bianche.
E se già allora – negli anni ’60 – una tale richiesta sarebbe stata considerata discriminatoria, figuriamoci adesso.
L’ipocrisia fa sì che certe regole valgano a senso unico e un tenore o un soprano bianchi che vogliano interpretare Otello o Aida, debbono – per “essere nella parte” – continuare a passarsi un bel po’ di lucido nero sul grugno…
(no caste)

Vanda S. said...

Pazzesco! Non l'avevo letto! L'ho segnalato (articolo originale) agli amici del UKIP, nel caso gli fosse sfuggito!

Vanda S. said...

Tuttavia della serie "il ridicolo nell'intrattenimento" i maestri restano sempre gli americani che sfoderarono un africano persino nella banda di Robin Hood, interpretato da Kevin Costner. Io l'ho visto in tv ed ero a casa di amici inglesi: ci siamo sbellicati dalle risate !

Nessie said...

Ciao No caste, da appassionato della lirica quale sei, vedo che hai raccolto un bel po' di dettagli scenici e scenografici che a me, in tutta sincerità, sono sfuggiti. Certo che alla cattiva coscienza e al doppiopesismo non c'è limite.

Nessie said...

Vanda ricordo bene quella versione di Robin Hood principe dei ladri con Morgan Freeman :-). Gli americani hanno il pallino fisso delle "quote panda" da sistemare in giro nei loro spettacoli.

Non era bello vedere che nei vecchi film che in caso di imprese perigliose, chi ci lasciava la pelle era sempre e solo il "povero negro" o il "povero giallo", ma ora si esagera dall'altra parte.

Anonymous said...

Sono cresciuta a pane e lirica,non so dire quante serate ho ascoltato papà,nonno e amici loro che discutevano di opere e cantanto, mettendo sul giradischi i pesanti 78 giri(eh sì, non credo che ve li ricordiate ed a quesi tempi la televisione era di pochi e si aveva l'abitudine di coltivare amicizie per passare e serate insieme) e quando ho visto il tenore mi si sono rizzati i capelli in testa:nemorino non era negro, ho gridato mentre affettavo lo zampone.Quando ha iniziato a cantare ho storto il naso, non mi piaceva e concordo col giudizio di Pseudo.L'Alfredo nero abbracciato a Violetta non mi è piaciuto , in tutti i sensi, e soprattutto il tenore non è un cantante "verdiano".Che cosa non si fa per abituare la gente alla bellezza del meticciato.
Credo anch'io che fra poco svanirà "l'esultate" ed anche il "si risvegli il leon di Castiglia" corre seri rischi.
A quando una cetica Norma colorata?

Maria Luisa

Nessie said...

Ciao Maria Luisa. Ah già dimenticavo: la buona tradizione melomane emiliana :-). In ogni emiliano (specie se parmigiano) sonnecchia un critico della lirica.
Leggi cosa ha scritto il critico (l'unico rimasto in pista) Paolo Isotta sulla Traviata alla Scala a cui partecipò anche Napolitano nel dicembre dell'anno appena lasciato alle nostre spalle:

http://www.dagospia.com/rubrica-5/cafonal/1-lultima-prima-alla-scala-di-lissner-stato-un-gran-pernacchio-alla-traviata2-savanza-67984.htm

L'articolo di Isotta (persona non gradita alla Scala)è il terzo.

Aldo said...

Pseudo: "Poi: quelli che c'avevano il KKK danno a noi lezioni di integrazione. C'hanno messo dugent'anni a fare un presidente nero con milioni di africani in casa e noi (nella citta' dove sto io ce n'era uno solo trent'anni fa) saremmo i razzisti..."

Poi: non dimentichiamo il genocidio deliberato e scientificamente implementato dai governi USA nel corso dell'intero '800. Quale amore per la multietnicità, quale desiderio di spontanea integrazione! E, ne sono certo, a volersi soffermare oltre a pensarci non mancherebbero ulteriori luminosi esempi da rinfacciare a chi pretende di venire, da oltre oceano, a farci una morale che contraddice nei fatti. Che 'sti Statunitensi se ne stiano negli USA, ché se "l'America agli Americani" (come sarebbe giusto che fosse stato, laddove gli "Americani" magari erano i pellerossa, decimati dalle "nuove risorse" di allora), allora "l'Italia agli Italiani"!

P.S. Se è così scontato che al globalizzazione "apra gli spazi", cosa ci fanno tutte quelle personcine a pattugliare il confine messicano? E ancora, domattina mi va di partire per gli USA e stabilirmi abusivamente colà pretendendo qualche bel sussidio... come dite che andrà a finire?

Aldo said...

Sauro, a proposito della specializzazione in campo musicale...

C'è una forma di specializzazione che si acquisisce con l'istruzione, ed è una specializzazione di carattere tecnico. Per quella contano le attitudini e la tenace costanza nell'applicazione allo studio.

C'è un'altra forma di specializzazione che si acquisisce con la "formazione culturale" in senso più ampio, vivendo dalla nascita in un certo ambiente e assorbendone le abitudini, nel bene e nel male. Non c'è istruzione che possa sostituire questo tipo di formazione. Non ci sono scorciatoie, non ci sono surrogati.

C'è poi un'ultima forma di specializzazione che è dovuta al corredo genetico di ciascuno. E quel tipo di specializzazione ha una certa connotazione razziale. L'organo fonatorio è un organo come gli altri, come ci sono razze umane con le gambe più lunghe di altre ci saranno ben razze con un diverso "assetto" vocale? Ad esempio, quando si parla di "voce nera", cosa si intende veramente? Un cantante cambogiano potrebbe replicare in modo accurato quel tipo di impostazione vocale? E ce lo vedete Pavarotti a intonare una bella melodia popolare irachena a suon di abbellimenti per quarti di tono e consonanti aspirate? Ora immaginate il cantante con la sua pur splendida "voce nera" a cimentarsi con un ruolo operistico tipico del barocco italiano... ridicolo nella sua incongruenza!

Ma no, l'ideologia fornisce materiale più che sufficiente per rendere ciechi (sordi) verso queste ovvietà. Bisogna sostenere l'insostenibile per non correre il rischio di sentirsi opporre delle obiezioni. Quanto è degradante, tutto ciò?

Nessie said...

Volevo sottoporre agli amici quest'aria di Donizetti (Una furtiva lagrima) nella versione di Lawrence Brownlee:

http://www.youtube.com/watch?v=AWXpmyqEbBk&list=TLFaDhxTrPekFIZfArX220K-fNwjwyj-TM

e compararla a questa di Lucianone Pavarotti :

http://www.youtube.com/watch?v=Fh2Vh8jwyQA

Non so voi, ma io ci sento un bel po' di colore diverso. E la voce assai più limpida e squillante nella seconda esecuzione.

Nessie said...

Aldo, se ti riferisci al genocidio dei pellerossa, io credo che si tratti di una civiltà più sviluppata che prevale su una nomade che viveva di caccia. A parte la propaganda (simpaticamente efficace) della Lega sui pellerossa che finirono nelle riserve perché vennero invasi, non si trattava propriamente di "risorse" (e cioè di comuni immigrati), ma di coloni. La cosa è ben diversa. Gli Usa sono per ammissione di alcuni loro teorici (Samuel Hungtinton nel saggio "Who are we?") un paese di coloni. Solo in una seconda fase a nazione compiuta ci fu l'assalto degli emigranti.
E dato che ogni nazione si dà delle regole di ingresso (come è giusto che sia) allora molti di questi vengono respinti.
Niente di scandaloso, se non fosse che poi vengono a pontificare e a predicare accoglienza a casa nostra.

But winner takes all. E noi dimentichiamo che abbiamo perso una guerra. E pertanto siamo a sovranità limitata.

Vanda S. said...

Nessie, quest'articolo di oggi di sicuro ha scatenato una bella agitazione! Interessanti le cose che sto imparando sulla lirica, canto che amo ma tecnicamente sono una sprovveduta, perciò grazie!
Parere degli esperti: come ho gia' detto, adoro la voce di Tito Schipa, ma anche quella di Caruso ma non so dirvi perche' mi provocano tale commozione.
Qual'e' l'analisi tecnica di queste due voci?
In quanto alla pressione della propaganda poltitica, apro una piccola parentesi. Io ho fatto l'accademia di arte drammatica ed ero giudicata dai miei maestri come un "talento naturale". Purtroppo nel periodo dei miei esordi il teatro era monopolizzato dalla sinistra e dai loro autori, che io detestavo. Vladimir Vladimirovich Mayakovsky era il piu' gettonato, insieme con Artaud e a me non piacevano nessuno dei due! Io amavo il teatro classico. Insomma, sono finita a fare la commedia dell'arte nella versione di "Rugantino" con Fiorenzo Fiorentini e poi ho abbandonato! E' tanto, troppo tempo che la sinistra prima e i globalisti dopo stanno compiendo questo scempio a discapito dell'Arte!!!!

Nessie said...

Oh, quante belle sorprese, Vanda! E' una vecchia storia quella della tradizione. Una storia che non riguarda solo la musica e il teatro.

Pensa che all'ultimo dell'anno sono venuti da me degli amici per il cenone di rito, uno dei quali è un bravo pittore figurativo che ha dovuto dedicarsi soprattutto all'incisione e all'acquaforte e acquatinta, perché le gallerie d'arte, dominate dalla solita gauche au caviar, preferivano l'astrattismo e altri guazzabugli della cosiddetta "avanguardia". E per i suoi dipinti figurativi, non c'era mercato.

Purtroppo sono loro che dettano legge in questi come in altri settori citati. E' una sorta di occupazione militarizzata.

Vanda S. said...

Non tocchiamo il tasto dell'arte figurativa! Io sono assolutamente innamorata del Caravaggio ed i pittori classici, ma ultimamente sto collaborando (gratuitamente, ma ci provo per trovare un lavoro!) nel settore marketing per una casa editrice d'arte. Percio' ho dovuto recarmi a qualche mostra dell'arte in voga, cioè quella "Concettuale" tipo Joseph Beuys, Fontana (quello dei tagli alle tele!) e altri come loro. Le loro "opere" (come direbbe Fantozzi, delle cagate pazzesche!!!!) sono quotate con cifre da capogiro!!!! Mi guardavo attorno e c'erano tutti quest'imbecilli vestiti da clown che emettevano gridolini di piacere davanti a cosa???!!! Poveri noi!!!!!

Nessie said...

Tra i baritoni amavo Tito Gobbi, l'indimenticabile Scarpia della Tosca. Tra i tenori, Di Stefano e il citato Del Monaco. Tra i soprano la Tebaldi e la Callas. Ma sulla Traviata, più la Tebaldi.

Noi ci dimentichiamo spesso che col Melodramma, la nostra lingua italiana viaggia per il mondo ed è il miglior passaporto e veicolo.

Nessie said...

Sì, ma i critici d'arte li hai sentiti? Tutti bluffisti di loro, a cominciare da quel venduto di Achille Bonito Oliva, proseguendo con Argan, De Michelis (perfino in uso nelle scuole) e altra genìa del genere.

Vanda S. said...

I critici d'arte sono degli artisti falliti! Comunque oggi i nostri dialoghi sul potere, i loro camerieri, e la nostra ribellione alle loro macchinazioni, mi ha fatto ricordare un aforisma di George Bernard Shaw che dice:
"Ho imparato tanto tempo fa a non fare lotta con i maiali. Ti sporchi tutto e, soprattutto, ai maiali piace."

Lo PseudoSauro said...

Grazie per aver citato il mio su Del Monaco, o Saura. Solita polemica aggiornata al "progresso" che abbiamo vissuto dal 2006 ad oggi. Sempre peggio, tanto per cambiare...

Vanda: grazie. In effetti, la voce umana e' proprio uno di quei caratteri - come i fenotipi - che piu' differiscono tra le diverse razze. Ad esempio, la "r" moscia, che noi italiani siamo stati abituati a considerare una disfunzione, e' un vero e proprio carattere razziale; tant'e' vero che in certe nazioni e' la norma e non l'eccezione. Perfino i registri vocali nascono in un contesto etnico, il che prova quanto gia' siamo stati rimescolati. A furia di negare l'evidenza, bisogna inventarsi astrusi ragionamenti per far coincidere ideologia e realta'. Questo sistema di valori e' fatto per sempliciotti come, purtroppo, sono la maggior parte dei cittadini USA. E questo indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza. E' perfettamente legittimo che ogni nazione abbia la sua cultura ed i suoi miti fondatori, ma questo vale per loro quanto per noi. Chi ha una storia di appena trecento anni non ha alcun titolo per giudicare nazioni che ne hanno una di oltre quattromila. Il successo di qualunque modello di societa' deve essere valutato in termini e tempi piu' complessi e lunghi: questo dovrebbero fare gli scienziati, non prediche e sermoni: la loro funzione e' infatti quella di applicare il metodo scientifico. Vedremo tra tremilaesettecento anni quale modello avra' resistito meglio; se saremo sopravvissuti a questo disastro, naturalmente.

Lo PseudoSauro said...

Nocaste: siamo d'accordo, come al solito, pero' bisogna dire che artisti come V. Price, J. Norman etc. avevano ben altro calibro che questo qui. Resta il fatto che, in campo maschile, la razza viene assai poco rappresentata. Ci sara' ben un motivo se italiani e spagnoli sono stati considerati per secoli i piu' adatti. Sempre da un punto di vista scientifico, gli italiani sono sempre stati ritenuti i detentori della migliore fisiologia mondiale in campo fonatorio. Cio' e' dovuto alla lingua, ma anche la lingua non e' un fatto eminentemente educativo: e' il frutto di una diversa evoluzione ma, soprattutto, di un diverso punto di partenza genetico. Sono ben conscio del fatto che il "mondo libero" non apprezza considerazioni come queste; nondimeno, basta assistere ad una qualunque autopsia per rendersi conto di dove sta la verita'. La verita' che siamo obbligati a riconoscere serve alle elites per dominarci meglio, non a creare presupposti migliori di civile convivenza. So che mi capisci.

Aldo: certo, ma il talento dove lo mettiamo ? W.A. Mozart comincia a studiare a due anni sulle ginocchia di suo padre, si esibisce a sei come una scimmia ammaestrata, ma il suo dominio sul linguaggio musicale non puo' essere spiegato semplicemente con l'educazione. Tutti (o quasi) abbiamo due mani e due piedi e, almeno in teoria, se sottoposti ad una efficace educazione dovremmo giungere allo stesso punto di arrivo. Sappiamo bene che sono tutte balle: c'e' chi e' piu' adatto e chi meno. A sua volta chi e' piu' adatto lo e' in quanto individuo e in quanto appartenente a gruppi umani, o razze, o chiamiamoli come vogliamo. L'assunto egualitarista prevede che tutti nascano uguali; me se nemmeno tutti nascono con due braccia e due gambe... ne' tutti hanno lo stesso cervello, ne' il fatto di essere figlio di un musicista, piuttosto che di un maniscalco e' senza conseguenze: con tutte le eccezioni del caso. Tempo fa lessi un libro sulla famiglia Bach che in sintesi sosteneva che la famiglia suddetta aveva prodotto il genio per selezione. L'autore (mi pare R. Geiringer, ma non vorrei sbagliare) sosteneva che l'apparizione del genio accade piu' di frequente quando la societa' e' organizzata sui principi ereditari. Cosa che e' stata la norma da che la terra gira, del resto. Allora: puo' darsi che cio' non sia vero, ma questo va dimostrato con i fatti non con le prediche. E' un fatto incontestabile che la cultura dell'individuo produce greggi, non personalita', altrettanto come la cultura delle masse; la via di mezzo e' quella cosiddetta "razzista" e per cio' vietata.

Nessie said...

Sauro @ Non ho capito l'ultima riga (come cantava Lucio Dalla).
Perché mai "la cultura dell'individuo produce greggi e non personalità"?

Forse non ci siamo capiti, ma non mi pare proprio che quella che sta emergendo sia una "cultura dell'individuo", semmai è una cultura di massa e di massificazione. Una cultura dell'omologazione globale.
Siamo alla realizzazione, su scala mondiale e mondialista, di un Egualitarismo da ghigliottina dove tutte le differenze (eccezion fatta per quelle lobby trasversali come la gayezza), vengono sistematicamente bandite.
L'Italia dà fastidio, proprio perché si differenzia in tutto per tutto:
- nella lingua e nella cultura
-nelle eccellenze che avevamo
-nella piccola e media industria che era (e potrebbe essere ancora) la nostra ricchezza
- nella famiglia
- nel culto per la casa di proprietà (è un paese all''80% di abitazioni di proprietà, a volte costruite con veri e propri sacrifici fisici a cazzuola e malta alla domenica) ...

E potrei fare l'elenco di ciò che ci ha fatto grandi, ma che proprio per questo si vuole annientare.

Questo non è un semplice "status quo" (come dice Mytwocents), questa è una cultura, una storia e una specifica e particolarissima peculiarità.

Anonymous said...

OT ma importantissimo Nessie.

50 correntisti denunciano la Troika per il prelievo forzoso cipriota:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/cipro-causa-contro-leuropa-prelievo-forzoso-nei-conti-979880.html

Z

Nessie said...

Toc! Toc! c'è qualche onesto giudice di qualche sparuta incontaminata parte del mondo che OSI fare giustizia di questa mafia monetaria internazionale? O dobbiamo rassegnarci a pensare che esista l'OMERTA' globale? Nel qual caso, arridatece Totò Riina.

Johnny88 said...

Visti i tempi che corrono, possiam dire che poteva andare peggio. Potevano trasformare Violetta in Violetto per rendere l'opera "gaiamente corretta" :D

Nessie said...

Carina questa, Johnny! Cos'è? la gag di apertura d'anno? :-)

Anonymous said...

LYRICAL BALLAD (IL Vate)
Ragazzi miei!! che gran meraviglia!!
di lirica parlate a ben sciolta briglia
avete baritoni e tenori nel vs.cuore
lo si evince leggendovi con stupore!!

Io di lirica non ve n’è una che intoppo,
anche se ho”La Fenice” a tiro di schioppo.
Ma sentirVi citar Del Monaco, o l’Otello
si capisce che avete la cultura del bello!

Non così m’è sembrato il falso-re napoletano
che alla Traviata apostrofò il noto soprano,
adducendo sol una parola di ammirazione,
la disse sol per salvarsi, il demente Babbione.
In effetti,si vede, di lirica non ne capisce na’ mazza
per lui il soprano e sol oca giuliva che starnazza!

Nota a parte merita il brillante Pseudo Sauro…
al qual ,d’encomio, poggio ai piè corona di lauro,
perché da sue parole traspare immenso amor
per la lirica oltre a fine ed esperto intenditor.

Da Pseudo Sauro a Vanda, da Nessie ad Aldo…
con entusiasmo avete sfornato cultura a caldo,
da Mitwo,Luisa e Nocaste avete dato un saggio
regalando alla lirica il suo giusto e dovuto omaggio!!!

Vanda S. said...

Caro Vate, se non ci fossi tu con le tue rime a rallegrare le mie giornate! Siamo un bel gruppo di menti fine ma soprattutto LIBERE e credo che, almeno in questo, siamo dei veri privilegiati! Buona domenica (qui uggiosa) a tutti!

Nessie said...

Grande Vate! Ma perché non fai un libriccino delle tue operette morali?
Potremmo studiare il titolo, una bella copertina con una simpatica grafica, et voilà...

Nessie said...

Tra poche ore sarò ancora in viaggio, tempo permettendo. Dicono che dopo l'Epifania si sistemerà. Perciò come al solito, pazientate in moderazione, perché fino a stasera non potrò aprire.

Anonymous said...

A te cara Vanda i mie complimenti
per la foto, sei molto bella…accidenti!!
mi ricorda un po’ la Biagini Isabella
che di bellezza a me parea una stella.
A Nessie grazie per il libriccino
Vedrò di farci un pensierino!!
Cordialità e buona domenica simpaticone!!!…IL Vate

Anonymous said...

Permetti anche a me un fuori tema, Nessie, a commento della notizia che da ieri sera rimbalza su tutti gli organi di informazione. Quella dell’apertura di papa Francesco alle unioni omosessuali:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/14_gennaio_03/monito-papa-francesco-attenzione-tratta-novizie-85a858fe-7485-11e3-90f3-f58f41d83fbf.shtml

Proprio nel momento in cui il “cattolico” Renzi colloca la questione (assieme allo jus soli) tra le riforme da realizzare subito (manco fossero questi i nostri problemi), ecco che la rivista dei gesuiti pubblica dichiarazioni che saranno prese e sfruttate come una specie di imprimatur papale…

Così è servito chi crede che in Italia certe leggi non si faranno mai «perché c’è il Vaticano» (non so quante volte l’ho sentito dire).
Sembra piuttosto che il Vaticano intenda mettersi alla testa della sovversione mondiale e i sospetti immediatamente successivi all’elezione di Bergoglio prendono maggiore consistenza: è davvero un papa venuto “dalla” fine del mondo “per” la Fine del Mondo? Il “Papa Nero” perché gesuita, non perché negro?
Non saprei, ma è certo che in pochi mesi ha mostrato la forza distruttiva di un satanasso.

Resta solo da sperare che il Padreterno, così come ce lo ha dato, se lo riprenda al più presto. Senza però farsi troppe illusioni: certa gente campa cent’anni. E non si dimette.
(no caste)

Vanda S. said...

Vate, adulatore...grazie!

Fuori tema.
La Kyenge e' venuta ha vivere in Italia perche' temeva di diventare una voce sul menu dei suoi connazionali!

http://www.repubblica.it/online/esteri/cannibali/cannibali/cannibali.html

Nessie said...

No caste, è in tema, è in tema, purtroppo. A quanto pare le uniche differenze che contano per i mondialisti sono le minoranze transnazionali.Con la benedizione di Bergoglio.
Anche questo è un modo per mandare a catafascio l'omogeneità delle nazioni.


Qui da Barnard un ulteriore curriculum vitae di quel Peter Sutherland che disse "Dobbiamo disinnescare ("undermine") l'omogeneità delle nazioni" di cui mi sono già occupata in altro post del 2012 segnalato a Vanda:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=761

Nessie said...

Vanda, ponti d'oro per i congolesi e inferno per gli Italiani. E' questo il programmino di Letta.

Massimo said...

Non mi intendo di opera e neppure di musica in genere (da quando a 8 anni mi dissero di stare zitto perchè cantando nel coro facevo stonare anche gli altri bambini :-) ma questa storia di colorare i personaggi è un autentico lavaggio per i cervelli più deboli che, così, vengono indotti a credere che "questo o quello per me pari son". Sono convinto che, prima o poi, scoppiera una bella rivolta contro il politicamente corretto e più tarderà più sarà violenta. Ma è quello che i cattivi maestri della presunta uguaglianza stanno seminando.

Anonymous said...

Nessie disse

Toc! Toc! c'è qualche onesto giudice di qualche sparuta incontaminata parte del mondo che OSI fare giustizia di questa mafia monetaria internazionale?


essendo la magistratura un ambiente eminentemente massonico, se cio' avvenisse significherebbe che la " mafia monetaria" starebbe perdendo il suo potere nei rapporti di forza tra dominanti .
Perche' se , al solo livello individuale qualche giudice " prendesse coscienza" e non si lasciasse intimidire , ci sarebbe sempre pronto per lui un bel TSO, in quanto tra i poteri della magistratura c'e anche quello di definire la "malattia mentale"
ws

Nessie said...

Massimo, forse non ti intenderai di musica operistica, ma mi pare tu abbia chiaro il concetto (che dovrebbe essere chiaro a chiunque) che dev'essere interpretata da cantanti lirici nati laddove l'opera è stata ideata e composta.
E' evidente che certe forzature fatte ad hoc, generino per forza di cose delle crisi di rigetto.

Nessie said...

E' vero ws, che la Magistratura è un ambiente eminentemente massonico e pertanto facilmente corruttibile e infiltrabile. Tuttavia io spero che quando questi fottuti predoni non avranno più nulla da divorare incomincino a farlo tra di loro come gli squali famelici descritti nel film di culto di Orson Welles "La signora di Shangai". Ecco la scena recitata dal marinaio Michael O'Hara (Orson Welles) :

"Sentite: un giorno, lungo le coste del Brasile, vidi l'oceano così pieno di sangue da sembrare quasi nero, mentre il sole tramontava in un cielo di fuoco. Ci ancorammo a Fortaleza, e alcuni di noi presero le lenze per pescare. Fui il primo ad afferrare qualcosa: era un pescecane, e poi ne venne un altro, e poi un altro ancora. In un momento, tutto il mare era pieno di pescecani, e ne venivano sempre altri, l'acqua ne era coperta. Quando il mio pescecane poté liberarsi dall'amo, aveva una larga ferita dalla quale perdeva sangue in abbondanza, e forse l'odore del sangue eccitò gli altri. Cominciarono a divorarsi fra di loro... e persino a mordere se stessi. Si sentiva nell'aria la follia del sangue che saliva fino a noi: un cupo alito di morte gravava tutt'intorno. Non ho visto mai cosa più orrenda, prima del picnic di questa sera... E badate bene, neanche uno dei pescecani di quel groviglio in furia sopravvisse. Tenetene conto".

Aldo said...

Da Il Secolo XIX: "Genova - Si è concluso poco dopo le 22 l’intervento al cervello per l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani [...]"

La cosa più sconvolgente di questa notizia è la bravura dei chirurghi. Infatti, nessuno si aspettava che sarebbero riusciti a trovarlo, il cervello di Bersani. Ma, come si sa, oggigiorno la microchirurgia fa miracoli.

Nessie said...

Coi soldi (e i politici ne hanno tanti) si riescono a fare anche miracoli come trovare un cervello che non c'è.

Josh said...

Nessie, Aldo, è per quello infatti che si parlava proprio di "micro"-chirurgia....

Josh said...

Approfitto per augurare un buon 2014 a tutti!

p.s. ho letto tutti con interesse e c'è ben poco da aggiungere...

Nessie said...

Qualcosa da aggiungere ci sarebbe, visto che hai scritto sul Giardino un post sul grande Verdi. E non mi pare che dal contenuto del post emerga un Verdi multikulti :-) :

http://esperidi.blogspot.it/2013/10/verdi.html

Vanda S. said...

Ieri ho creato e postato quest'appello su Facebook:

http://www.flickr.com/photos/43869138@N03/11871342273/

In poco tempo 361 condivisioni! Mi sembra chiaro quello che ne pensa la gente!