01 October 2012

Tutti in piazza? Quale piazza?




 
 
Sta circolando per il web il tormentone sul perché gli Italiani con tutto quello che ci stanno facendo trangugiare,  non scendono in piazza come la Spagna. Ora poi che si parla addirittura di un Monti bis dovrebbero farlo preventivamente.
In parte sono state già date alcune risposte : tutte le energie che ha saputo riunire e canalizzare la sinistra (da sempre agitatrice di "piazze") e le varie anime di sinistra sono state all'insegna dell'"antiberlusconismo". Caduto il "dittatore" (secondo la loro idiota e distorta visione) si è arrivati alla tregua sociale e allo zittificio. Non dimentichiamo inoltre di una manifestazione "preventiva" del signor Bersani che nell'ottobre del 2011 fece marciare "in piazza"  col cartello "Vogliamo Monti". Un po' come dire "Noi vogliam Dio che è nostro Padre". E i suoi beceri iscritti marciarono...

Comunque su questo "tormentone" ci faccio anch'io il mio post, a dimostrazione che ci sono altre concause. Tra le quali il fatto significativo che "in piazza" la Trimurti  i lavoratori ce li porta quasi ogni settimana, categoria per categoria, settore per settore. E' dal dopoguerra a oggi in realtà che gli Italiani "vanno in piazza"  con fischietti, elmetti e bandiere varie, e volendo essere obbiettivi siamo il popolo più "piazzaiolo" che ci sia in Europa. A questo punto dovrebbe essere chiaro che "la piazza" non serve proprio a una beata mazza. Scusate la rima. E magari fare uno sforzo inventivo in più,  per capire quale altra forma alternativa di vera protesta costruttiva, occorre mettere in atto per liberarci da questa trappola per topi chiamata Ue.
Ecco dunque trovata un'altra causa: la frammentazione e la settorializzazione dei lavoratori costruita ad hoc dal sindacato per cui un settore, guarda in cagnesco l'altro settore. Oltre a questo esiste la settorializzazione e frammentazione della politica nel "partitismo", per cui ogni cittadino-elettore guarda in cagnesco l'altro cittadino-elettore del partito di segno contrario, come i classici capponi di Renzo.
 
Mi pare che il M5S  di Grillo si monti un po' troppo la testa nel dire che il popolo non si ribella perché ci sono loro, e spera ancora in uno sbocco "democratico" di questo cul de sac, ma volendo, mettiamo anche questa nelle "concause".  
Hanno anche scritto che non ci si ribella perché gli Italiani hanno ancora un po' di gruzzolo da poter saccheggiare (risparmi di genitori, nonni ecc.) e che finché non si resta senza il becco di un centesimo, si sta buoni e a cuccia. E magari il rampollame corre pure a comprarsi l'ultimo modello di Iphone 5 , con 850 euro da scialacquare. E' vero? In parte sì.   Ma allora in tal caso non c'è bisogno di fini analisti e  avrebbe ragione Rita Pavone nell'inno di Gian Burrasca:
 
La storia del passato/ ormai ci ha insegnato/che un popolo affamato/ fa la rivoluzion...
 
Quello che viene taciuto è che storicamente parlando (con le eccezioni delle jacqueries spontanee) le rivoluzioni sono sempre state oculatamente pianificate al tavolino dalle élites: sia quella francese che quella bolscevica. Un'élite che da liberatrice è diventata poi a sua volta oppressiva e totalitaria esercitando pure il terrore. Diffido pertanto di ogni forma di romanticismo letto sul web sulla "bontà" delle rivoluzioni a prescidere, basti  solo pensare che fine hanno fatto quella del "pane" in Tunisia,  tutte quelle del Maghreb,  e da chi sono state finanziate e sponsorizzate quelle "colorate"  nei paesi baltici.
Quel che viene taciuto è che la globalizzazione ha ucciso e soppresso il concetto di sinistra "di classe" a favore della sinistra "di finanza" e di destra "sociale" a favore di destra "di mercato" o mercatista che dir si voglia. Che la crisi della politica e dei partiti è in realtà una crisi della democrazia stessa.
E che invece di disperdere le nostre energie a invocare "la piazza" e bandiere colorate sotto cui riconoscersi, si dovrebbe pazientemente e certosinamente ricominciare dalle "piccole realtà": ricostituire nuove forme di moneta circolante alternative all'euro, il baratto laddove è possibile, nuove  piccole distribuzioni agricole e studiare nuove forme di boicottaggio miranti a indebolire questa trappola chiamata Ue.
L' Italia con le sue microrealtà municipali e provinciali è l'ideale per tentare nuovi esperimenti.
C'è da tirarsi su le maniche su strade in salita  e tanto per rimanere in ambito canoro, Boys, we're gonna carry that weight  a long  time.  C'era una volta la strada che ci riportava a casa...
 
Qui, altre analisi sul tema del perché non ci si ribella di Davide Stasi dal titolo "Perché in Italia no ?":

 

37 comments:

Anonymous said...

quello delle forme alternative è un bel parlare nessie, ma metterle in pratica? scusa lo scetticismo ma lo vedo assai arduo al di la del fatto che l'Italia potrebbe prestarsi a questa forma arcaica di mercato. forse nelle piccole comunità montane, nei borghi di campagna o collina, ma non certo nelle grandi città del sud o del nord che siano. tra l'altro mi sembra evidente che con le limitazioni a cui è sottoposto il paese non credo che sarebbero in molti a voler autolimitare il benessere che il piacere del classico consumismo porta. ps: le code per comprare l'iphone viste in tv? ma oltre a essere solo 4 fanatici dell'elettronica che fortuna vuole per loro non devono avere a che fare con ben più grame realtà, non è il classico modo dei mass media per dare ad intendere una pia illusione? shhaaddd

Nessie said...

Certo, ma da qualche parte si deve pur cominciare. E' evidente che alcuni borghi saranno più avvantaggiati della città. Ma io non credo più in una soluzione "nazionale" dal momento che le "nazioni" le ridurranno ad una ad una in poltiglia. Siamo in epoca di invasioni barbariche, seppur di tipo nuovo, e la ricostruzione del tessuto sociale (anche piccola) dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione.
Sennò, non resta che la "piazza" con l'ennesimo demagogo di turno e l'ennesima rivoluzione "colorata", l'ultima delle quali se ben ricordi era viola. Come i paramenti dei morti e la Quaresima.

Anonymous said...

l'ultima delle quali se ben ricordi era viola. Come i paramenti dei morti e la Quaresima.

eggiah! ahahahaah

comunque hai ragione qualcosa si deve pur fare ma non prima di avere spiegato il perchè si deve farlo e qua il vero problema, siamo duri di comprendonio o pigri di testa se si preferisce! ma sai che della gente che conosco, nessuno e dico nessuno che sappia del MES del fiscal compact, o che abbia una benchè minima percezione dell'Europa diversa da quella canonica a cui siamo stati abituati? è frustrante quando cerco di parlarne primo perchè non sono argomenti facili e secondo perchè ma non ultimo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire! figurati a proporli una forma di mercato del tipo ti do una cassetta di vino tu dammi un coniglio. shd^^^

Nessie said...

SUL MES e sul Fiscal Compact è scesa la peggiore congiura del silenzio, perché abbiamo la stampa più prezzolata del mondo e solo il web si è limitato a parlarne. I tedeschi e i francesi che hanno una stampa sempre imbrigliata, ma mai suddita al par di noi, hanno informato i loro cittadini e questi hanno reagito. Ma internet è vissuto ancora come un fenomeno di nicchia, come sai, e non basta a mobilitare.

Johnny88 said...

Io che faccio il pendolare da dieci anni poi ho sempre notato come gli scioperi della trimurti, per una casuale coincidenza astrale fossero sempre proclamati di venerdì o di lunedì. Mai visto uno sciopero dei treni di mercoledì o giovedì. Vuoi mai che siano semplici scuse per allungare il week-end? Pensar male sarà peccato...

Comunque io vedo tanta, troppa apatia in questo paese. In Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo li stan massacrando come noi, ma almeno vedi popolazioni che tentano di reagire ai soprusi. Per dire anche in Irlanda il Monti locale ha applicato l'IMU. Siccome da quelle parti ogni tanto praticano ancora quell'arcaismo chiamato "elezioni" allora l'IMU irlandese è stata assai più leggera di quella montiana. Beh, l'Irlanda è rimasta in piazza per settimane a protestare contro il governo, per una IMU molto meno esosa della nostra. Qui, tutti in coda per l'I-Phone 5. Robe da pazzi, per me aveva ragione Rita Pavone, fin quando c'è i cibo nel piatto non si muoverà nulla di nulla

Nessie said...

Se ragioniamo di pancia, ha ragione Rita Pavone, Johnny. Se ragioniamo di testa, accade che laddove si reagisce a livello di "piazzone" (e non di piazzette quasi settimanali come le passeggiate della Trimurti di cui parli anche tu da legare al weekend) c'è una sinistra "antagonista" in grado di organizzare: Syriza in Grecia e ora a Parigi c'è la versione francese dei rifondaroli che sono a sinistra di Hollande.

Ti faccio una domanda da 1 milione di punti: pensi che se la stessa protesta contro il Fiscal Compact l'avesse organizzata Marine Le Pen, l'avrebbero fatta marciare tranquillamente per le strade di Parigi?
Non so tu, ma io penso che non gli avrebbero fatto attraversare nemmeno gli Champs Elysés.

La dialettica della protesta prevede sempre lo stesso copione secolare: capitalismo (in questo caso tecno e turbo) da una parte, sinistra dall'altra. POi si può discutere o meno sul "meglio di niente".


Anonymous said...

votare non serve
le piazzate non servono
le "soluzioni locali" sono solo un palliativo

e anzi ,come nei malati terminali..ogni agitazione/innovazione/ribellione/riforma affrettera' solo il collasso come nei malati terminali..

perche' se c'era qualche " cura" da fare , andava fatta ventanni fa' ... :-(

quindi non vedo proprio nulla oltre al fatto evidente che si,
we gonna carry that weight for a long time
che quantomeno contiene una nota di " ottimismo" , perche' forse non abbiamo nemmeno piu " a long time" .. :-(
ws

Nessie said...

Prelevo un commento da Byoblu che è sulla stessa onda del tuo pessimismo cosmico:

"Le piazze sono vuote perchè la gente non si fida più neanche di quelle. Sono state strumentalizzate e teatrino di troppe bandierine. Gli italiani non credono più a nulla e a niente".Aggiungo io: e questo è un male.

http://www.byoblu.com/post/2012/09/30/Perche-in-Italia-le-piazze-sono-vuote.aspx#comment

Massimo said...

Personalmente sono sempre stato allergico alla piazza. Sul piano teorico il voto deve decidere chi governa e possono andare in piazza in milioni, ma il governo eletto ha il dovere verso chi lo ha votato di andare avanti comunque sul suo programma. Sul piano pratico non è così facile. Sia perchè i nostri sono governi di coalizione e anche tra "vicini" ci sono a volte differenze che ostacolano una vera azione decisa (veggasi ad esempio la Lega che ha sempre ostacolato la riforma delle pensioni che sarebbe stata voluta da Berlusconi) e, adesso, per il commissariamento con personaggi non eletti come Monti e imposti dalle consorterie internazionali con la complicità di alcune quinte colonne italiane (di sinistra). Che dire ? La democrazia deve essere ripensata, perchè quella che conosciamo non funziona e, francamente, in piazza non ci vado se proprio non sono con le spalle al muro e, allora, non sarebbe più una manifestazione, ma guerra civile.

Huxley said...

Ciao Nessie, tutti i punti che hai elencato (sinistra, media etc) sono utili per comprendere la situazione ma secondo me non la descrivono completamente. Il discorso è vasto e complesso ed è difficile esaurirlo in un post, pertanto mi limito ad una battuta: 'chi tace acconsente'.
Io sono convinto che in tanti altri paesi, a parità di golpe, ci sarebbero state manifestazioni imponenti per richiedere a gran voce quantomeno le elezioni.
Per quanto svalutate siano le piazze, qualche milionata di cittadini incazzati servano quantomeno come avvertimento a lor signori (sopratutto ai politici collusi), stesso dicasi per i continui balzelli e vessazioni a cui siamo sottoposti.
Quanto alle realtà locali ben vengano, ma ricordo che quando fu tentato l'esperimento SIMEC, la risposta dell'establishment fu rapida e brutale. Adesso credo lo sarebbe ancora di più.

Nessie said...

"La democrazia deve essere ripensata, perchè quella che conosciamo non funziona e, francamente, in piazza non ci vado se proprio non sono con le spalle al muro e, allora, non sarebbe più una manifestazione, ma guerra civile".

Penso anch'io che gira e rigira questa sia una crisi della democrazia rappresentativa del tutto nuova e paradossale. Sappiamo che il voto non cambia le cose - e la dimostrazione sono la nascita delle correnti all'interno di una coalizione di maggioranza che è sorta sia nel Pd, costringendo Prodi per ben due volte ad abbandonare la leadership, così come nel PdL con le vicissitudine di Fini che sappiamo - ma nello stesso tempo siamo irritati che ci abbiano tolto e sospeso forse sine die, le elezioni.

E le attuali piazze roventi che prendiamo a pietra di paragone (Grecia e Spagna) sono già in realtà delle vere e proprie guerre civili, dove non corrono stipendi, dove le pensioni sono state dimezzate e dove le forze dell'ordine manganellatrici sono pagate a loro volta uno schifo.
Senza contare la terribile bolla immobiliare che ha colpito la Spagna che ha costretto a svendere abitazioni di località rinomate a prezzi di un box.
Prima di cianciare a vuoto come spesso si fa nel web, bisognerebbe vagliare attentamente tutte le condizioni che portano a climi di esasperazione e di violenza, che in sé e per sé non sono poi così auspicabili per gli effetti collaterali che hanno.
Uno per tutti: vado al supermercato ma lo trovo chiuso a causa di razzie alimentari. Devo urgentemente prendere un treno a un mezzo pubblico, ma tutto quanto è bloccato. E potrei continuare...

Nessie said...

Il commento di cui sopra era per Massimo, naturalmente.

Huxley, a dimostrazione di quanto ho scritto sul corporativismo e la settorializzazione dei lavoratori oggi scioperano i trasporti. Domani, qualcun altro e dopodomani ancora. La Camusso si fa fotografare a ridere con la bocca piena a Cernobbio accanto a Monti, mentre mangiano. Come può essere credibile un capo dei sindacati che un giorno sbaffa con l'usuraio e l'indomani gli sciopera contro?

Tu parli di una coscienza di popolo che può arrivare solo quando a tutti quanti ci avranno staccato la luce, non c'è un piatto caldo e fumante che ci attende sul desco, e non si può fare una doccia. Io non ho certo fretta di arrivare ad uno scenario simile.
Io sono persuasa che gli obbiettivi sensibili da prendere di mira sono tanti, non ultimi anche le redazioni dei giornali e dei media colpevoli e collusi coi salotti del potere.
Pertanto ti invito a leggere l'ultimo intervento che ha messo No caste nel post sottostante "O la troika o la vita".

Tu scirvi: "Per quanto svalutate siano le piazze, qualche milionata di cittadini incazzati servano quantomeno come avvertimento a lor signori (sopratutto ai politici collusi), stesso dicasi per i continui balzelli e vessazioni a cui siamo sottoposti.".

Sono d'accordo anch'io. Ma le masse non si sono mai dirette da sé e i capi esistono anche in natura tra gli animali. Non c'è mai un branco di lupi che attacca senza il capo. Ce ne dimentichiamo?

Anonymous said...

ma non è la democrazia da ripensare. e da ripensare la classe politica. chi ci va a votare e con che spirito se i politici sono quelli di sempre e ancora e sempre quelli? non sono seri punto, e non c'è legge elettorale che tenga o altre attenuanti! sono loro e basta. quindi ad un certo punto le alternative quali sono? tenersi un monti tecnico o un monti che coalizza con gli stessi di sempre? oppure gli stessi di sempre che si contengono il posto con gli stessi di sempre. non è la crisi della democrazia ma una crisi di identita della classe politica! sono loro la causa del dissesto ideologico che ha sbandato completamento l'orientamento dei loro governi! loro e basta! shadow

Anonymous said...

oppure gli stessi di sempre che si contengono il posto con gli stessi di sempre appunto! ma a dover gestire un parlamento sotto messo ai voleri internazionali! poi vanno in tv a parlare dei problemi del paese come se "monti" fosse un normale governo tecnico e quindi una semplice parentesi che una volta chiusa ci sarà dimenticati di averla aperta! ma mi chiedo: dopo aver svenduto il paese subordinandolo con mefitici trattati di fanta finanza hanno il coraggio di parlare degli stessi problemi che non hanno mai risolto e che, anzi, continuano a strumentalizzare per interessi di seggiola?? e c'è gente che ancora sta a contenderseli ascoltandoli! pazzesco! con che scusa Berlusconi potrebbe tornare in campo se non quella dell'euroscetticismo? e cosa resta al surrogato della sinistra se non il leit motif che nel bene o nel male Monti non era una parentesi ma un vecchio discorso che è ben continuare, ma sempre e comunque sotto le loro mentite spoglie sinistre? che pena ragazzi che pena! shadow

Nessie said...

caro shadow, il tuo malumore è più che giustificato, ma quanto hai denunciato circa la classe politica (tutta da cacciare a pedate perché si becca un pingue emolumento senza nemmeno averci i fegato di mettere la faccia a queste misure impopolari che fa fare ai cosiddetti tecnici) è proprio parte integrante del paradosso democratico. Tu li eleggi, e loro ti vendono (ci svendono) per un piatto di lenticchie.
Il paradosso democratico permette alle corporations, alle multinazionali e alle banche di fare il bello e il cattivo tempo con la scusa del "libero mercato" e della "finanza creativa". Il paradosso democratico è quello che permette a costoro di influenzare direttamente la politica rendendola supina e prona ai loro interessi (e gli Usa ne sono un lampante laboratorio, tant'è vero che si parla di "revolving doors", porte girevoli del potere).

Per colpa della "democrazia" perderemo ogni vera democrazia, e non è un giochetto di parole.

Anonymous said...

si assolutamente Nessie, la democrazia è l'antitesi di se stessa, o meglio, forse un modello imperfetto del paradigma di se stessa. ma è compito di chi sta ai vertici, nella consapevolezza di quanto detto sia da me che da te qui sopra, della quale sicuramente dispongono, gestirne le contraddizioni laceranti che porta in seno e non lasciare che queste invece, li divorino. perchè costoro e solo costoro hanno le chiavi per custodire i buoni principi che senza ombra di dubbio potrebbero prevalere su quelli malsani. Altrimenti non avrebbe senso: è come dare un ferrari ad un ubriaco o lasciare che un uomo esile con poca forza nella spina dorsale portasse a passeggio un alano. credo che il mio ragionamento non faccia una grinza. ciao shadowpwoqè

Nessie said...

PS: nei paradossi democratici mettiamoci anche le rivoluzioni e le "libere elezioni" in Nord Africa che hanno liquidato i "dittatori cattivi" (sempre nel nome della democrazia) per poi mandare al potere con risultati scaturiti dalle urne, la Fratellanza mussulmana che per paradosso è stata "eletta democraticamente".
E sempre per obbidire al diktat democratico, siamo alla libera circolazione degli uomini, delle merci e del denaro, con la conseguenza che in casa nostra tutta la feccia delinquenziale straniera viene a rubare, rapinare, spacciare, fare i loro loschi traffici. E' la democrazia planetaria, Bellezza!

Altroché se occorre ripensarla, la democrazia!

Anonymous said...

“Perché in Italia no”, cara Nessie?

Semplice, eccola qua la risposta:

http://www.leggo.it/news/cronaca/bambino_muore_in_strada_13enne_gli_ruba_liphone_a_torino/notizie/196465.shtml

E’ tutto? No, leggete i commenti, in particolare questo:

“il vero fatto marcio...
.....è che il padre probabilmente non può permettersi di regalare un iphone a suo figlio. Questa è la vera tristezza, se fossero garantiti livelli retributivi soddisfacenti e maggior apertura al micro-credito per le famiglie, forse questo padre glielo avrebbe già regalato ed il figlio non avrebbe avuto l'esigenza di compiere un simile atto. Naturalmente come dice il detto "l'occasione fa l'uomo ladro...", magari l'avrebbe preso ugualmente.”

Capito? L’importante nella vita è avere i soldi per poter regalare l’aggeggio più inutile del mondo al figlioletto viziato…

Leone89

Nessie said...

Questo esempio della Ferrari si chiama "buonsenso". Ma chi detiene le leve del potere finanziario, non vuole il buonsenso, vuole l'obbedienza cieca ad un dogma. L'Euro è un dogma intoccabile, Monti è un sacerdote monetarista custode di questo dogma, e tutti i dogmi sono totalitari. L'attuale regime democratico è in realtà un totalitarismo.

Anonymous said...

ti cito: L'Euro è un dogma intoccabile, Monti è u sacerdote monetarista custode di questo dogma, e tutti i dogmi sono totalitari. L'attuale regime democratico è in realtà un totalitarismo.

>>> il mio discorso faceva riferimento alla nostra classe politica non alle istanze della crisi dell'euro che se vogliamo con il concetto di democrazia, perfetta o imperfetta che sia poco ha a che vedere, giacchè essendo realmente come dici tu, in entrambi i casi, i tecnocratici l'avrebbero piegata. per me non c'è nessuna crisi della democrazia, questa è cosi da sempre. la democrazia è una sfida, e per vincerla non deve essere la volubilità a farla da padrone, caratteristica che invece evidentemente abbonda un po ovunque. ma scusa Nessie, se a qualcuno piace andare a puttane, è colpa delle puttane o di chi ci va? Parafrasando Voltaire, non so se dio o chi per lui ci ha dato la democrazia, ma qualcuno o qualcosa ha fatto si ci fosse, tocca a noi renderla migliore, altrimenti si scivola sulla china. Non è per contraddirti ma a me sembra una cosa abbastanza evidente. Tuttavia Monti e consorterie piegano la democrazia, e quindi è vero quanto dici ma conferma la validità di quanto dico: sono le persone a forgiare le idee e non le idee a forgiare le persone. se la pensiamo al contrario, la democrazia sarà sempre in crisi! shadowwewww

Nessie said...

Grazie del pezzo Leone, molto indicativo sulla scala di valori che sta a ridosso di certa gente dal cervello andato in pappa.

Shadow, contraddicimi pure, ma non camobierai mai il mio punto di vista che è diverso dal tuo, perché me lo sono creato attraverso lunghe letture di libri (peraltro anche pizzosi). Si tratta di fiducia: tu insisti con la teoria che la democrazia non è stata bene applicata e in un certo senso hai ancora fiducia. Io invece non ho più fiducia. Tutto lì.

johnny doe said...

Ci sono momenti nella Storia in cui le cose debbono cambiare con una rottura violenta,in alcuni casi cambiano in bene altri in male,ma questo si sa sempre dopo...
Con tutte le riserve possibili,ogni progresso sociale,di libertà e giustizia é sempre scaturito da sommosse,sollevazioni,rivoluzioni spontanee o meno.
Se non ci fossero stati questi momenti staremmo ancora alle caverne.Probabilmente la società ideale che ci immaginiamo é solo una utopia,non si realizzerà mai,possiamo solo tentare di approssimarla il più possibile.
Quando la gente é stanca di subire non c'è altra alternativa...poi la Storia prende il corso che crede,nessuno é mai riuscito a controllarla.
Questo in generale.
Per quanto poi riguarda l'Italia,ci sono i motivi che elenchi e pure quelli di Di Stasi,ma bisognerebbe anche chiedersi se bastano a giustificare che mezza europa si rivolti (ieri pure a Parigi) e l'Italia no.
In molti di questi paesi esistevano condizioni limitative simili alle nostre,ciò nonostante non se ne stanno con le mani in mano.E allora mi vengono altri dubbi.
Mai gli italiani han fatto una rivoluzione nella loro storia (qualcosa vorrà pur dire) e il fatto che non siano tutti alla fame non basta a giustificare l'inazione,c'é pure in ballo la libertà.E qui il dubbio è che della libertà la gran parte di italiani non sanno che farsene e che sia più estesa una vocazione servile di quanto sembri.Un conto sono le manifestazioni folkloristiche con canti,balli,sberleffi di questi anni,un conto la rivolta vera.
La ribellione non é mai pacifica,altrimenti sarebbe un picnic...e a questo gli italiani partecipano volentieri.
Molto meno quando c'è da rischiare.
L'illegalità di lor signori non si combatte con la legalità,come vorrebbero.Cioè,inutilmente.

Nessie said...

Tutto vero ma assai pessimistico da parte tua sugli Italiani. Eppure rivolte e rivoluzioni ci furono anche da noi: i moti risorgimentali, ad esempio. E più indietro ancora, gli schiavi cristiani ai tempi dell'Impero Romano. Piuttosto si facevano sbranare dalle fiere, che rinnegare il Dio cristiano.

Su Parigi, rivolgo anche a te la stessa domanda da 1 milione di punti fatta a Jonhhny88: pensi che se la stessa protesta contro il Fiscal Compact l'avesse organizzata Marine Le Pen anziché l'estrema sinistra, l'avrebbero fatta marciare tranquillamente per le strade di Parigi?
La sottoscritta pensa che non gli avrebbero fatto attraversare nemmeno gli Champs Elysées.

Anonymous said...

io ho fiducia quanta ne puoi avere te se proprio devo dirla tutta. quanto ai libri pizzosi io non ne ho fatto riferimento e pur non volendolo, poichè il mio pensiero non scaturisce da li, ti cito Norberto Bobbio, Einaudi, che sostenevano che la politica oltre a non essere una scienza è una pratica imperfetta, e cos'è la politica se non il mezzo per attuare i principi democratici? quindi chi deve fare in modo che questi principi vengano garantiti se non coloro i quali sono stati eletti per farlo? e tanto per fare un esempio molto pratico, se io sono berlusconi e compro mastella per fare cadere la coalizione che governa, la colpa di chi è? di Mastella e Berlusconi o della democrazia? dai per piacere! La democrazia è democrazia proprio perchè flessibile ed elastica e può essere piegata al volere di chi ne è depositario, altrimenti sarebbe a priori l'avamposto del totalitarismo ed infatti se un governo eletto democraticamente è scacciato dal presidente Napolitano con un abuso di potere antidemocratico, la colpa di chi è di Napolitano e le presioni oligarchiche o della democrazia? infine hai citato le rivoluzioni arabe che hanno defenestrato vecchi ditattori per andare ad elezioni libere, il popolo ha votato i fratelli musulmani. domanda: è colpa della democrazia se quel popolo non aveva altre alternative o di altri fattori circostanziali?
"tu li voti e loro ti svendono" >>> di chi è la colpa della democrazia, attuata attraverso un voto di fiducia verso queste persone elette, o delle stesse che non possono/non vogliono garantire i principi democratici rispondendo al voto ricevuto dai cittadine? a voglia a contraddirti, ci mancherebbe! non c'è nessuna crisi della democrazia se non quella che i loro depositari creano volutamente o forzatamente (quando entrano in gioco fattori esterni che non possono controllare e che comunque prescindono dalla democrazia)shadow

Anonymous said...

Si tratta di fiducia: tu insisti con la teoria che la democrazia non è stata bene applicata e in un certo senso hai ancora fiducia. Io invece non ho più fiducia. Tutto lì.

>>> ma questo è un problema tuo! ergo, non hai fiducia perchè non riesci a riporla in chi dovrebbe suscitartela, ed infatti sei sfiduciata perchè ritieni che nessuna sia in grado di farlo. ma è di nuovo un problema di persone non di idee. per quanto la democrazia non sia un idea ma un principio che potrebbe essere tranquillamente applicato se non fosse per chi deve farlo. di chi è il problema della democrazia? dai Nessie, non so che libri hai letto. non consigliarmeli ne faccio anche a meno a sto punto. scusa la schiettezza. ciao ;-)) shadow

Nessie said...

Shadow, messa in questo modo, mi pare una discussione capziosa e sterile. Ti consiglio di leggere un esperto in materia, Massimo Fini, che si è sempre occupato di questi problemi:

http://www.disinformazione.it/democrazia.htm

Eppoi ascoltare anche questo suo interessantissimo video comparso sul blog di Grillo:

http://www.beppegrillo.it/2011/05/la_democrazia_s_1.html

Massimo Fini è uno che ci ha dedicato molto tempo su questi problemi e che seguo con interesse. Ciao.

Anonymous said...

va beh ti ringrazio, ma sai! quando l'interlocutore non riconosce neanche un minimo della lucidità del mio pensiero, capzioso e sterile mi sembrano due aggettivi un po fuori luogo. io non so chi sia questo Fini e se ne avrò tempo e voglia lo consulterò, fatto sta che per quanto si voglia girarla la frittata, democrazia non è sinonimo di economia e per quanto sia soggetta come quest'ultima a balzelli di ogni tipo, rimane un principio, una linea guida, un impostazione che chi governa deve garantire. non è un azienda! ma è come se lo fosse nel senso che se è mal gestita può solo andare alla deriva. E' evidente che si tratta di una questione di metodo, che non può essere seguito se la condotta non è più che integerrima! Kant scrisse la Pace Perpetua insistendo su questo aspetto, ma ad oggi tutto è rimasto abbastanza utopico, non perchè il metodo sia sbagliato ma perchè è l'uomo ad essere una pianta storta che non si può raddrizzare o non vuole raddrizzarsi. parlare di crisi della democrazia non ha senso. volerla ripensare, quando non si riesce nemmeno a garantire i principi base che le appartengono è puro relativismo filosofico. shadhadik

Nessie said...

Ho parlato di conversazione "capziosa e sterile" non di pensiero. Non mi fraintendere.

Cortesi Andrea said...

Il popolo Italiano(tranne chiaramente eccezioni) "gode" della sfiga di essere cresciuto dal dopoguerra in poi col pensiero unico portante la "verita'".
Non e' stato piu' in grado di sviluppare un qualche cosa di alternativo(come pensiero) anche a livello politico.
Crepe ora si aprono anche nei portataori della verita' ma e' troppo tardi.
Popolo ormai assuefatto a non pensare con la propria testa(costa fatica) e assuefatto alle comodita'.
Binomio tremendo.
Popolo non da condannare per questo, perche' sempre usato e ora
incapace da solo di reagire.
Servira' una scossa forte, molto forte.Le piazze non vanno piu' bene, sono anche esse un trastullo-passatempo del pensiero unico.

Scusami Nessie per l'Italiano, ma ora mi sono comperato un portatile nella loro lingua e mi devo inventare gli accenti e qualche cosa d'altro...

Nie alarmujcie się, dla kogoś ma ciste serce, wszystko się ułoży.
Dobry wieczór.
(Non allarmatevi, per chi ha il cuore pulito tutto andra' bene)
Buona serata
Cortesi Andrea

Nessie said...

Ciao Andrea Cortesi, hai il pc in polacco?

"Servira' una scossa forte, molto forte.Le piazze non vanno piu' bene, sono anche esse un trastullo-passatempo del pensiero unico".

Temo anch'io che stiamo girando e rigirando intorno al lume come falene, ma c'è ancora chi sogna rivoluzioni dopo essersi fatto docce con bagnoschiuma griffato e magari profumato con eau de toilette.

Angelo D'Amore said...

questa volta non ti capisco. vuoi dire che solo il cavaliere riusciva a riempire le piazze? o la sinistra riusciva a riempirle contro il presunto dittatore?
faccio notare che grillo quando valeva lo 0,% gremiva le piazze, oggi che supera il 15% fa discorsi dinanzi a pochi intimi.
qualche spiegazione forse, la puoi trovare nel mio ultimo post.
saluti!

Nessie said...

Angelo, hai letto bene? Ho detto che CONTRO il Cavaliere c'era la Santa Alleanza di tutte le varie anime di sinistra e della Trimurti sindacale.

"faccio notare che grillo quando valeva lo 0,% gremiva le piazze, oggi che supera il 15% fa discorsi dinanzi a pochi intimi".

L'ho letto il tuo post, ma non hai spiegato il perché di questo nuovo fenomeno relativo a Grillo. Spiegamelo tu...

Andrea Cortesi said...

Si Nessie, parlo discretamente la loro lingua, ma voglio saperla scrivere correttamente.
E l'uso del loro alfabeto attraverso un loro compiuter mi era diventato un passo non piu' rinviabile.
Come noterai, non uso accenti sulle vocali, perche' non ne hanno,
Io mi "salvo" con l'apostrofo.
Loro hanno delle lettere che con le nostre non centrano niente...ą ę ó ł ż ś, o altre...
Una fatica, ma ora sono contento dei risultati.Ciao

Anonymous said...

Certamente una delle componenti collaterali è la scarsa consapevolezza e l'estremo e diffuso abrutimento morale come indicato da Leone.
Credo però che la vera motivazione sia che la piazza viene "spenta" ed "accesa" a tavolino, secondo convenienza, dai soliti Signori che sappiamo dopo le opportune campagne preparatorie mediatiche ed istituzionali locali e globali.Gli ultimi vent'anni sono un esempio da manuale per questo tipo di operazioni.
Suppongo che in Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda il controllo extraparlamentare (o extranazionale) sulle istituzioni e sulla stampa sia meno ferreo che in Italia visto la posizione meno centrale nello scacchiere internazionale.
Scarth

Nessie said...

"Credo però che la vera motivazione sia che la piazza viene "spenta" ed "accesa" a tavolino, secondo convenienza, dai soliti Signori che sappiamo dopo le opportune campagne preparatorie mediatiche ed istituzionali locali e globali.Gli ultimi vent'anni sono un esempio da manuale per questo tipo di operazioni"


Chapeau per l'acume Scarth! In Italia hanno investito tutti, e stanno bene attenti a non farci fallire, altrimenti vanno col deretano per terra in parecchi.

La tanto mitizzata "piazza" da chi è stata egemonizzata in questi ultimi 20 anni?
Beh, è interessante sapere che quei 4 gatti rumorosissimi dei Radicali che erano sempre in "piazza", tanto per fare solo un esempio, sono stati diretti da Soros, lo stesso che ha finanziato anche i "viola". Che il pool Mani pulite e le signore della MIlano bene coi palloncini che inneggiavano Di Pietro e il Pool milanese, forse non lo sapevano neanche, ma erano strettamente monitate da Cia e FBi. Furono scandali e manette quasi quotidiane, ma dopo tanta pulizia, ci vendemmo anche la camicia (Cirio, Iri, ecc.). Chissà come mai... E oggi rischiamo di bissare coi governatori delle Regioni.

Lo "svizzero" De Benedetti dopo aver comprato la tessera N. 1 del PD si è stufato anche lui della mediocrità di Bersani e ha finanziato un suo movimento "repubblichino" per la caduta del tiranno, "il Cainano di Arcore". E la piazza si riempì a comando.
Potremmo continuare con gli esempi, ma temo che il problema del faccio la "rivoluzione perciò mi metto il colore, lo striscione e le bandiere adeguate per la circostanza", renda il paesaggio italiano, un tantinello più difficile di quello di altri paesi, ad onta di quelli che predicano il "tutto e subito" (che tra l'altro era pure uno slogan di LOtta continua). Mi fa tristezza però, che lo dica gente di destra.

Ogni Paese ha la sua storia, i suoi tempi, i suoi sentimenti, e se la Grecia e la Spagna accendono micce e scatenano scene di disperazione, ricordo a tutti che la moneta comune, non accomuna né rende uguali tutti i popoli d'Europa. Neanche due figli della stessa madre e dello stesso padre sono uguali e hanno uguali caratteri. Figurarsi i Paesi... !

johnny doe said...

Sai,i moti risorgimentali non erano ancora Italia,non esisteva...per non parlare degli schiavi di Roma....
Niente di paragonabile ad una rivoluzione francese,inglese,russa,americana,ungherese....
A Marsiglia certamente nessuno avrebbe impedito a Marine Le Pen di farla,tutt'altro...ma in fondo anche a Parigi,non son pochi i lepenisti in Francia...magari con tafferugli..il dramma é ancora questo...antieuropeisti divisi da ideologie e invece strozzini unitissimi nel mercato...quando lo capiranno sarà sempre tardi.

Comunque ora ciò che importa é che il fronte anti ue,destro o sinistro o che altro,cominci a farsi sentire e a ribellarsi con continuità all' Europa degli usurai.
Qui,nemmeno l'ombra....é questo il punto

Nessie said...

Scusa Johnny, ma pensi che gli Italiani siano tutti dei blogger o comunque degli Internauti? Hai mai parlato in giro con il panettiere o con l'idraulico, o con la brava gente comune che si fa un mazzo così e non ha neanche il tempo per sapere cosa c'è scritto sui giornali? Io sì, e quando parlo con qualcuno di loro, improvvisamente mi collego con la vita di tutti i giorni e non con la second life che frequentiamo noi sulla blogosfera.

Temo che noi blogger abbiamo un difetto: quello di credere che tutti gli altri debbano capire in quattro e quattr'otto quello che capiamo noi. Senza contare che un tempo il politico faceva il comiziante porta a porta per "sensibilizzare" come suol dirsi. Oggi si preferisce lo smanettamento via web. Ovvero parlare con la nicchia di chi ha già coscienza lasciando indietro chi non ce l'ha. Che poi sono la maggioranza.
Forse quattro conti con la realtà non guasterebbero.
Inoltre nel commento precedente mi scrivi: "con tutte le riserve possibili,ogni progresso sociale,di libertà e giustizia é sempre scaturito da sommosse,sollevazioni,rivoluzioni spontanee o meno.
Se non ci fossero stati questi momenti staremmo ancora alle caverne".

Perfetto! ma oggi la sfida che viviamo è ben diversa dalle rivoluzioni che citi. Se oggi siamo conciati in questo modo non è per CONQUISTARE il progresso, ma per colpa del cosiddetto PROGRESSO (cellulari, carte di credito, pc e altre menate tecnologiche e digitali).
Non ti dico queste cose tanto per fare l'avvocato del Diavolo, ma perchè incaxxarci è facile, ragionare a freddo sulle sfide tecnoligiche e tecnocratiche che abbiamo davanti è ben più dura.

Per paradosso, dovremmo rivoltarci e resistere, resistere, resistere, ricorrendo a mezzi arcaici, e magari starcene nelle capanne sugli alberi invece che nelle case, anche se ciò non è possibile. In questo senso il "reazionario" Massimo Fini, e la sua antimodernità hanno ragione.