21 November 2010

C'era una volta un piccolo Naviglio (Britannia Story)

Correva l'anno 1992. Ed era il 2 giugno, festa della Repubblica. Fu in quell'occasione che ci fecero la festa. Il panfilo Britannia navigava nelle acque tirreniche al largo di Civitavecchia. Sempre in quella data, Mario Draghi, allora funzionario del Tesoro, salì sul Britannia, il panfilo della Regina strapieno di banchieri della City londinese e non solo. Era stato dato l'ordine delle privatizzazioni, e la finanza internazionale voleva mettere le mani sui nostri gioielli industriali.
L'attacco speculativo contro la lira fu scatenato dal "filantropo" Georges Soros; ma la sua scommessa sul ribasso della nostra moneta fu aiutato da Moody's, l'agenzia di rating americana, che aveva declassato il debito pubblico italiano, mediante apposita campagna preventiva. Caso strano, al governo c'era allora Amato (mai eletto, uno dei tanti  «tecnici») e a Bankitalia, il venerato (e Venerabile) sor Ciampi, che l'anno dopo dovette assumere la direzione a "capo del governo",  ancora in veste di "tecnico".
Pure Occhetto fece parte dei passeggeri della crociera, ansioso com'era  di compiacere i nuovi padroni del vapore e di darsi una ripulita dai calcinacci dell'appena crollato Muro dell'Est. Stava infatti approntando "la gioiosa macchina da guerra" del Pds.
La complicità delle procure di Mani Pulite nell'operazione-svendita è comprovata in diversi articoli e analisi. Tra i quali questo.
Siccome la speculazione sulla lira servì a vendere (anzi, a svendere) al ribasso le nostre migliori industrie, la magistratura non toccò Amato, benché da sempre economo del PSI di  Craxi. Ergo, secondo il noto teorema applicato a tutti fuorché a lui, "non poteva non sapere". Tutta la storia e cronistoria di quella ferale crociera è riportata qui, un vero e proprio carteggio riepilogativo sull'affaire Britannia. Chi volesse accedere a  sunti più veloci invece legga qui L'ABC della svendita Italia.
Perché torno a occuparmi della famosa Crociera delle calamità non naturali? perché in questi giorni si ritorna a parlare vacuamente di "governi tecnici", di "governi di responsabilità", di "governi d'armistizio", "governi di scopo". Tutte formule fumose per indicare un'autoritaria e predatoria volontà ribaltonista. Perfino La Malfa che sta per sfiduciare il governo e a fare l'ennesimo salto della quaglia dal Pdl al probabile "nuovo centro di gravità impermanente", arriva a dare una "ripulita" terminologica alla nozione di tecnico dicendo che "tutto quanto è politico". Bella forza! se anche i "tecnici" fanno politica (la loro) per quale ragione allora non si presentano candidati facendosi eleggere regolarmente e in modo trasparente? 

Franco Bechis su Libero ha addirittura ammonito di portare via i conti e i depositi bancari, nel caso arrivasse Giuliano Amato, uno dei papabili alla guida del probabile "governo tecnico". E a chi non se ne vuole più ricordare, rinfrescherò la memoria. Come un notturno Topo Rosicans, Amato, dalla notte al giorno di un lugubre autunno '92, ci erose il 6 per mille da tutti i conti correnti e depositi bancari, come nemmeno il peggior dittatore da Banana Republic osa fare. Ora vorrebbero sdoganarcelo dalla Treccani per fare un Amato tris (lo abbiamo già avuto agli Interni nel governo Prodi). Giuliano Tretopi ci ha già fatto vedere i sorci verdi e in un paese democratico che applica la giustizia dovrebbe essere messo al fresco per "appropriazione indebita"; altro che parlare di una sua possibile ricandidatura a "tecnico"! Gli altri uomini d'oro per un eventuale governo del ribaltone  (cioè non eletto) , sono Draghi e Monti.  Il primo è uomo Goldman (più d'oro di così) nonché attuale governatore di Bankitalia,  e il secondo, un alto tecnocrate della Ue, nonché a sua volta ex advisor di Goldman nel 2005.   L'esecutivo governativo non molli, altrimenti lo spezzatino Italia è alle porte. Più che spezzatino, tratterebbesi questa volta,  di disjecta membra.
Peggio del funesto 1992, dato che la sovranità monetaria è perduta irreparabilmente in quella "terra incognita" che chiamasi "Eurozona", sempre angosciosamente stretta  tra salvataggi ai famosi PIIGS  ed esposizioni bancarie dei paesi più solidi (Germania e Francia). 

Sulla stessa tematica, l'articolo di Ida Magli "Antropologia del Potere".

49 comments:

luka said...

"L'esecutivo governativo non molli, altrimenti lo spezzatino Italia è alle porte. Più che spezzatino, tratterebbesi questa volta, di disjecta membra".

Secondo me è proprio questo il punto. Stavolta non vogliono far fuori solo quel che resta dell'argenteria e dei gioielli italiani. Stavolta cercheranno di neutralizzare anche gli uomini attualmente al governo, per meglio poter avere mano libera. L'articolo della Spinelli parla chiaro a questo proposito.

Massimo said...

Nei miei ricordi l'unico italiano che trovò spazio sul Britannia fu Beniamino Andreatta, mentore di Romano Prodi.
Ma la sostanza non cambia.
E' legittimo che si costituiscano associazioni e si incontrino gli oligarchi per fare i loro affari.
Ma deve essere imposto che sia il Popolo a votare i propri governanti e se qualche oligarca vuole imporsi e fare il Presidente di una nazione, allora deve sporcarsi le mani e scendere in politica. E vediamo se al di fuori dei panfili è in grado di ricevere il consenso popolare.

Nessie said...

Luka, oggi sul Corsera ce n'è un altro articolo che fa il paio con quello della sua amata mogliettina (o meglio, "compagna" come si dice) a firma Padoa Schioppa. Un altro predatore dai dentacci acuminati:

http://www.corriere.it/editoriali/10_novembre_21/necessita-di-ricostruire-padoa-schioppa_20720afa-f546-11df-91c8-00144f02aabc.shtml

L'attacco alla diligenza è già approntato. E il ritornello è sempre quello: governo tecnico ad ogni costo.

Nessie said...

Massimo, c'era anche Occhetto sul citato Panfilo. E se un elettore di sinistra dovesse passare di qua, impari a capire che i legami tra comunismo e finanza, non sono così storicamente "antitetici" come si vorrebbe, visto che ai tempi della rivoluzione d'Ottobre Lenin andò a Zurigo a beccare i denari di Rothschild. Non olet!
E' per il bene del proletariato.

E' chiaro che fuori dai panfili, il consenso popolare non l'avrebbero. Per questo si nascondono e rendono segrete le loro riunioni.

Anonymous said...

Cara Nessie il tuo è una magnifico articolo e i documenti che hai allegato sono agghiaccianti. A leggere la "Documentazione Riepilogativa" si capisce che stanno attuando precisamente lo stesso schema.
C'è poi da tenere conto che il risultato di quelle manovre è stato anche l'euro a 2000 lire invece che a 1000 con conseguente dimezzamento del potere d'acquisto dei salari. Hai capito i compagni difensori del popolo?
Scarth

Nessie said...

Scarth, per questo ho colto l'occasione per riparlarne e riassumere la ferale crociera.
Ma adesso è ancora peggio che allora, nel '92. L'atto definitivo alla Banca d'Italia lo hanno dato con la dipartita di Antonio Fazio, che - guarda caso - non voleva acquistare i derivati. Da Fazio a DRAGHI, da banca d'Italia a Bankitalia, la differenza non è nella sola k.
Poi c'è stato l'euro nel 2002. Non prima però di aver pagato una pingue tassa sull'Europa ordinataci da Prodi, per entrare in questa ciofeca di Eurolandia. Ora siamo tutti meno liberi, meno sicuri e certamente anche più poveri.

Qualcuno invoca l'exit strategy per uscire da Eurolandia. Ma come?

Anonymous said...

Sul panfilo Britannia (proprietà di Sua Maestà) c’erano sicuramente esponenti del governo e delle banche d'affari inglesi, il deus ex machina Soros, uomini della Commissione Trilaterale, incaricati della Goldman Sachs (grande azionista della Federal Reserve) e rappresentanti di vari istituti bancari.
Per la “parte” italiana furono ammessi Occhetto, Amato (in veste di "tecnico"), Ciampi e Dini (rispettivamente governatore e segretario generale della Banca d'Italia), Prodi (presidente dell'Iri), Draghi (direttore generale del Tesoro e uomo Goldman), Cipolletta (direttore generale della Confindustria) e Costamagna (futuro dirigente Goldman). Più altri personaggi minori che furono gentilmente invitati a scendere, quando i “grandi” si riunirono per prendere le loro decisioni.
Chi ha buona memoria di quegli anni sa che questa non è una leggenda metropolitana: ci furono interrogazioni parlamentari ed articoli di giornali in proposito, segnatamente dell’Italia Settimanale di Marcello Veneziani, che ancora oggi non ha perdonato a Fini di avergli prima scippato e poi distrutto la sua creatura (che ci sia un motivo?...).
E ci sono le accuse, anche recenti, del presidente Cossiga che quando parlava sapeva quel che diceva.
Del resto, basta analizzare i movimenti successivi dei personaggi citati per rendersi conto che corrispondono ad una logica ben precisa.
Dovrebbero esserci elementi a sufficienza per chi sa ricomporre le tessere di un mosaico. A chi non sa, o non vuole, è inutile fornirgliene: non ammetterà mai. Neppure di fronte all’evidenza.
(no caste)

PS:
Ad integrare i tuoi link, Nessie, aggiungo questo con la raccomandazione di andare a leggere anche i tre correlati:

http://www.vitaromana.eu/forum/viewtopic.php?f=165&t=2248

Nessie said...

Sì No caste, ma il più completo e riepilogativo è il carteggio di Movisol appena letto anche da Scarth.
http://www.movisol.org/09news177.htm

Ho letto anche il tuo, ma vedo che fa esplicito riferimento a Movisol.
Anche su Mani pulite "americane" (Clean Hands) ce ne sono tanti altri di links.
Cito anche il libro mai tradotto in Italiano Italian Guillotin.

http://fattideuropa.splinder.com/post/22075955/%C2%ABThe+Italian+Guillotine%C2%BB%3A+li

E' importante, tuttavia, che i due fenomeni (la crociera del Britannia e Tangentopoli) vengano messi in stretta correlazione.
Poiché sono strettamente interindipendenti.

Giovanni said...

Che anche Ochetto fosse sulla gitarella mi giunge nuova, di Draghi, Andreatta, Amato & co. sapevo già. Hai capito "il partito degli operai"...

Nessie said...

PS - a chi preferisce vivere con le fette di prosciutto agli occhi, è inutile fornire tutta la documentazione del mondo: tanto gli occhi non vorrà aprirli comunque.
Per cominciare non vorrà ammettere che essendo stato Prodi, Letta, Monti e Draghi, gli uomini d'oro di Goldman, questi usurocrati stranieri disponevano già di una bella cordata di talpe e talponi interni.
E le roccaforti, come è noto, si espugnano dall'interno.

Nessie said...

Infatti Giovanni. La discesa in campo del Cav deve aver sparigliato un bel po' di piani. La vittoria della "gioiosa macchina da guerra" pareva già in pugno. Occhetto girava per talk show con la Marina Salamon, per chi se ne ricorda.

marmando said...

Cara Nessie,
seguendoti da tempo, mi aspettavo che avresti rinfrescato la memoria su questa storia, in questi giorni in cui sembra che si svolga un copione molto simile.
Ma stavolta al governo ci sono Lega e Berlusconi, e la sinistra è per ora allo sbando.
Fini e i suoi mostrano chiaramente da che parte stanno: sono certo gli farebbe molto piacere farsi una crociera sul Britannia: che affondino.

PS. Sarà che allora non ci badavo più di tanto ma l'accoppiata Occhetto/Salomon la ricordavo!

Mandì/marmando

Anonymous said...

Hai ragione Nessie, il documento del Movisol, che già conoscevo, è molto più completo.
Ma il mio link era, appunto, di “integrazione”. Anche perché rimandava a questo articolo del Corriere
http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/02/convegno_sul_Britannia_sponsor_Regina_co_0_92060218751.shtml

che io ignoravo del tutto, nonostante mi fossi interessato alla questione fin dall’inizio.

«"Il Maestro della Casa Reale ha avuto ordine dalla Regina di invitarla a bordo dello Yacht di Sua Maesta' Britannia...". Qualche giorno fa cento uomini d' affari, economisti e opinion leader italiani hanno ricevuto questo aulico invito. Appuntamento fissato per stamattina alla banchina traianea del porto di Civitavecchia».

È il Corriere della Sera del 2-6-1992 che lo scrive, non il Bollettino dei Complottisti in servizio permanente effettivo.
E questo dovrebbe tagliare la lingua a chi, ancora oggi, si ostina a parlare di “leggenda metropolitana” (Marco Travaglio in primis).
All’amico Massimo dico che Andreatta, per quanto “largo” non poteva certo, da solo, occupare il posto di «cento uomini d’affari, economisti» ecc…

Preciso che molte delle cose che scrivo su questo argomento (come su altri) sono “per memoria diretta” e non sempre riesco a segnalare pezze d’appoggio ai miei ricordi.
Ad esempio, trovo continuamente (e giustamente) citata la rapina di Amato a spese degli italiani (93.000 miliardi) alla quale solo qualcuno ha la bontà di aggiungere i 38.000 miliardi della successiva finanziaria (totale 131.000 miliardi, pagati sempre da Pantalone). Ma quasi mai viene rammentata quella che fu, a mio avviso, la più sciagurata tra le prodezze di quel governo: la riforma del sistema bancario, con la conseguente completa e definitiva privatizzazione della Banca d’Italia. Quella ci è costata, e ci costa ancora, molto più del prelievo una tantum del 6 per mille sui nostri risparmi.
Basterebbe questo a condannare il mezz’uomo all’impiccagione “finché morte non sopraggiunga”. Invece qualcuno sembra seriamente intenzionato a rimettercelo tra i piedi, certo per completare un’opera così bene iniziata ma rimasta sfortunatamente incompiuta…
(no caste)

Nessie said...

Marmando, purtroppo non dipende solo dal governo mantenere la rotta e non farsi buttare giù. In questo momento troppe forze politiche parlamentari ed extra, sapientemente orchestrate e dirette dai reduci del Panfilo et similia, concorrono ad affossarlo.
Ieri Padoa Schioppa (TPS) ha rinnovato l'idea balzana di una costituente "parlamentare" del tutti contro uno. E lo ha fatto per conto del Corserva e di chi ne sostiene la cordata dei 15.
Tu chiamala se vuoi difesa della "costituzione".

Nessie said...

No caste, la "successiva finanziaria" fu voluta da Ciampi, se non erro.

Inoltre se ti ricordi, quando passammo definitivamente dalla Banca d'italia alla privatissima Bankitalia? Voglio dire, questi signori non hanno aspettato l'entrata nell'euro per fare i loro loschi trasferimenti...
Mi piacerebbe aggiungere qualche data di riferimento, se ne sai di più.

Anonymous said...

Nessie, la Banca d’Italia venne di fatto “nazionalizzata” nel1936 con la legge Beneduce in cui si imponeva che le sue quote dovessero «appartenere solamente a banche pubbliche, Casse di Risparmio ecc». La cosa, come puoi bene immaginare, non fu affatto gradita in certi ambianti internazionali i quali non tardarono molto a presentare il conto…

La situazione mutò progressivamente nei decenni successivi, ma ancora nel 1992 le quote azionarie erano distribuite prevalentemente (ma non più “solamente”) fra banche di proprietà pubblica, e in un decreto del presidente della Repubblica - del 6 marzo 1992 – si stabiliva che «in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici».

Alla completa privatizzazione della Banca d’Italia si è arrivati per tappe, partendo dalla legge Amato-Carli del 1990 e finendo con quella Ciampi-Amato del 1998. In mezzo c’è il decreto Amato del 1992, che autorizzava la privatizzazione degli enti pubblici. Fu uno dei primissimi atti di quel famigerato governo.
Come vedi il topastro ci ha sempre messo il suo zampino, il che ci autorizza a pensare di lui tutto il male possibile. E sei nel giusto quando sospetti che le cose siano state fatte – e molto per benino – con notevole anticipo sull’euro.
Perché “doveva” essere così.
(no caste)

Nessie said...

Grazie, sono date importantissime che i cittadini dovrebbero conoscere. In queste ore, invece, i media si dilettano a fare della pornografia gossipara a base di stra-carfagne, quali armi di distrazioni di massa.
Così è più facile sollazzare il popolino in attesa dello tzunami alle porte.
Nel suo ultimo post http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/11/19/governare-leuropa-con-la-paura-finanziaria/
del suo blog Foa scrive:

"Quasi la ripetizione del ’94. Con una differenza: allora l’Italia era ancora davvero sovrana. Oggi è un Paese che si illude di esserlo. Non controlla più la moneta, né il territorio, né le frontiere, né l’immigrazione. Non può decidere la propria politica economica senza il permesso preventivo di Bruxelles. Anche il nostro Parlamento deve chiedere l’autorizzazione all’Unione europea prima di approvare qualunque legge, visto che le direttive Ue prevalgono sempre su quelle nazionali.
Diciamolo chiaramente: l’Italia è un Paese dimezzato, che ha ceduto buona parte dei propri
esecutivi, civili e legislativi a un’Europa che non é ancora Stato, né Federazione, che non risponde direttamente al popolo, che decide sulla base di meccanismi talvolta contorti e quasi sempre opachi...".

Temo che sia tutto vero, purtroppo.
Ma i titoli dei giornali oggi parlano di tuttaltro.

Vanda said...

Cara Nessie, a proposito permettimi di segnalare quest'articolo:

http://www.ilgiornale.it/cultura/antropologia_del_potere/22-11-2010/articolostampa-id=488598-page=1-comments=1

Nessie said...

Ti ringrazio molto Vanda. Ho ricevuto copia anche in pvt. Cade giusto giusto a fagiolo con quanto stiamo trattando. Finalmente qualche giornale si sveglia!
E quei pochi blogger (come anche la sottoscritta) si sentono meno soli.
Dopodomani, sempre della Magli esce in tutte le librerie il suo nuovo libro "La dittatura europea". Prevedo che andrà a ruba.

Huxley said...

Essere schiavi è già abbastanza brutto, esserlo poi di padroni che stanno decadendo e mostrano vistose crepe nei loro splendidi edifici è ancora peggio.
Gli attuali bailout europei e i quantitative easing Usa sembrano sortire effetti sempre più miseri.

http://the-mote-in-gods-eye.blogspot.com/2010/11/irlanda-bailout-quale-bailout.html

Lo PseudoSauro said...

Possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di silurarlo con quel popo' di carico? Decisamente, non sono piu' i tempi dei mas, dei barchini esplosivi e dei maiali. Oddio, dei maiali, si' ma non di quelli li', purtroppo. :-)

Nessie said...

Huxley, il blogger The mote God's eye(che è già passato qualche volta di qua a commentare) è liberista. E ho la vaga impressione che a forza di vedere pagliuzze (mote) negli occhi del Signore, non veda le travi. Non sono un'esperta di economia ma non ci vuole molto a capire che i bail out (rifinanziamenti) sono voluti dalle banche stesse e non dai governi. In altre parole, sono i governi che SERVONO i banchieri e non viceversa.
Ergo, l'Irlanda e i PIIGS cedono a pressioni da parte dei padroni delle banche.

Aldo said...

Provate a inserire nel panorama del post la totale impossibilità di un'autosufficienza (anche solo d'emergenza) d'ogni zona della nostra Italia per rendervi conto di quanto siamo ricattabili. E con quattro milioni e mezzo in più di persone che bazzicano il nostro territorio rispetta a una decina d'anni fa, considerando che ogni anno ne aggiungiamo un bel mezzo milione, la situazione è peggiorata e continua a peggiorare sensibilmente. Ma evidentemente deve andar bene così, visto che non capita mai di sentire qualcuno ricordare pubblicamente cosa significa avere superato la densità media di 200 ab/km2 sul nostro territorio.

Anni fa facevo presente che con una possibilità di produzione di beni di prima necessità insufficiente rispetto alle esigenze di 56 milioni di persone, le cose si sarebbero messe male se ci fossimo ritrovati in difficoltà nel proporre all'estero le nostre merci (che spesso rientrano nel campo del lusso e del superfluo) in cambio di quelle altrui (tra le quali rientrano montagne di preziosissimi e indispensabili cereali). Bene, se volete date un'occhiata qui, tenendo ben presente come vanno le nostre esportazioni: http://tinyurl.com/378h86c

Perché questo apparente fuori tema? Be', siamo più ricattabili di una prostituta nigeriana, e lo diventiamo ancor più anno per anno per via di quel famoso mezzo milione di persone che s'aggiunge al nostro territorio. Razzismo, il mio? Sicuri? Pensate che ho tentato d'affrontare questo discorso ancora questa mattina, e proprio del razzista mi son beccato dai soliti sostenitori della "accoglienza caritatevole". La cecità, anche quella in senso figurato, è una gran brutta menomazione.

Huxley said...

Nessie,se si fosse applicato il vero liberismo le banche avrebbero dovuto fallire, trascinandosi dietro l'intera società. Ovviamente era un prezzo politico inaccettabile, quindi si è spostato il debito privato sulla finanza pubblica, che però è in mano alle banche.
Gli americani stampano moneta, noi europei siamo vincolati al patto di stabilità, purtroppo il tutto sta diventando un tremendo circolo vizioso.

Nessie said...

Scusa Huxley, ma il "vero liberismo" è un po' come il "vero socialismo": una sorta di Araba Fenice, dove "che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa".
Come fai a fare il "vero liberismo" quando poi certi oligopoli partono già in vantaggio sul mercato rispetto ad altri per dinastie divine, basate sulla trasmissione degli eredi di sangue?
E dispongono di un sistema di porte girevoli per cui entrano in vari gangli delle istituzioni condizionandoli pesantemente dall'interno? Come fai a fare il "vero liberismo" quando gli stessi usurocrati di Wall Street fanno anche i benefattori mondiali nonché esportatori della democrazia?

Per ora io giudico con quanto ho sottomano, e mi tengo alla larga dalle ideologie: sia quella socialista che quella liberista.
Senza contare che ormai l'ideologia liberista pullula di riciclati ex comunisti, reduci dalla caduta del Muro.

Poi comunque, nel sistema finanziario mondialista anche i fallimenti di alcune banche e colossi assicurativi, sono "demolizioni controllate". Perciò...

Nessie said...

Sauro, purtroppo non credo che la Premiata nomenklatura dei panfili sia così sprovveduta da non provvedere a radar e ad altri sistemi di sicurezza :-).

Nessie said...

Ciao Aldo. L'Ue e il sistema della moneta unica battuta senza stato, è nata proprio per eliminare il concetto di "nazione".Rappresenta la madre di tutte le cessioni di sovranità. E l'immigrazione è il suo strumento principale. Infiltrando rapidamente masse allogene di ogni etnia, razza, religione, usi e costumi, si creano nativi a identità debole e fragile. Pronti per essere sopraffatti (non solo quantitativamente ma qualitativamente). E cioè si fomentano ad hoc scontri interetnici, si importa l'esercito di riserva all'interno del mondo del lavoro, si crea uno stato di ostilità e di sfiducia permanente, si smantella il walfare.

Perciò quanto scrivi non è affatto fuori tema, ma perfettamente calato nel paesaggio.

Nessie said...

PS: curioso che questo obbrobrio venga veicolato proprio da élites che tiene molto alla purezza del suo sangue e che non si mescolerebbe mai con nessuno al di fuori dal proprio Gotha. Perciò sarà il caso, che tu rinvii prontamente al mittente l'accusa di "razzismo".

Huxley said...

Nessie, ha centrato il problema: le teorie (ripeto TEORIE) di Milton Friedman e quelle keynesiane sono diventate dogmi politici (in qualche caso anche dogmi religiosi),mentre invece hanno una validità relativa e molti punti deboli.
Io mi limito ad osservare che ad es., nei casi dove la libera concorrenza è stata applicata in modo (più) o meno corretto ne sono scaturiti vantaggi per tutti.
Se poi vogliamo parlare di monopoli, oligopoli o cartelli allora sono assolutamente d'accordo.

Anonymous said...

Abbiamo bisogno di un movimento europeo antieuropeista: da dove cominciamo? A quando il passaggio dal virtuale al reale? Un tipo simpatico, coraggioso come questo Mr Farage, potrebbe essere un nostro punto di riferimento, perchè non gli scriviamo? Intanto mi consolo guardando questo:
http://www.youtube.com/watch?v=afP7tTnPrsc
vi piacciono gli "stracci umidi"?
Roscriv

Aldo said...

Nessie: «sarà il caso, che tu rinvii prontamente al mittente l'accusa di "razzismo"»

Già fatto. Non ti dico le scintille! :)

Nessie said...

Esatto Huxley. Il buon senso dovrebbe suggerire, mercato se possibile, governo e stato se necessario. Invece il comune senso è andato smarrito.
Oggi siamo al dogma del mercatismo assoluto, mentre il governo lo si trasforma in "governance". Che non è più nazionale, ma mondiale.
Risultato? Una sorta di totalitarismo - quello che stiamo vivendo.

Nessie said...

Roscriv, grazie, ho visto il video. Interessante e coraggioso questo Nigel Farage. Servo e leccapiedi dell' eurodittatura il "kapò" Schulz.


Aldo, di' pure, da parte mia, a quelle animucce caritatevoli che vorrebbero fare entrare oves et boves, che in realtà non sono che i docili soldatini dei Sigg. del Panfilo.
Chi ha ancora un briciolo di dignità e di istinto di autoconservazione, sa bene che queste sono teorie suicide, coattivamente indotte.

Giovanni said...

Nigel Farage è il leader di un piccolo partito, lo UKIP euroscettico. Alle europee, quando si usa il proporzionale fa incetta di voti, ma alle politiche dove il sistema è maggioritario, purtroppo molti suoi elettori si metton la molletta sul naso e votano i conservatori :( Anche se ha una rappresentanza nella camera dei Lord. Due cosine prima di recarmi nella perfida Albione. I kompagni radical chic su "razzismo et similia" come sempre predicano bene e razzolano malissimo. Fanno tanto i multi-kulti dai loro attici del centro storico. Poi però, onde evitare di mischiarsi con la plebaglia mandano i figli in scuole private, al riparo dalle torme di ragazzini immigrati che rallentano il programma e "bullizzano" i compagni di scuola e non prendono i mezzi pubblici per "non sentire la puzza degli immigrati" usando i loro SUV inquinando (e meno male che sono "ambientalisti". Testuale trascrizione di una baruffa con amico radical-chic che si vantava di usare il SUV per andare in giro e di non doversi appunto sorbire la "puzza degli immigrati" come noi plebaglia). E dopo ci si chiede perché gli operai in tutta Europa la sinistra non la votino più manco con la pistola puntata alla tempia.

Anonymous said...

una volta demoliti gli Stati Nazionali....saremo costretti a subire il controllo totale delle banche....come se gia ora non succede così!
e (visto che tutt'ora siamo ancora quelli che hanno perso la guerra)
diverremo "colonia" usa e non solo di tutti gli avanzi che producono 20 anni prima e delle loro abominevoli feste ( vedi halloween)
fritz

Nessie said...

Giovanni questo Farage va tenuto in atttenta considerazione. Hai visto Van Rompuy che faccia di palta? Ma da dove saltano fuori queste maschere che nessuno elegge?

La classe operaia non vota più la sinistra "nemmeno con la pistola puntata alla tempia" anche perché questa, attraverso il controllo sindacale è riuscita a svenderla e a smantellarla tutta a beneficio dei "nuovi arrivati" e delle "nuove aree produttive". Cioè i paesi cosiddetti "emrgenti".
Sul suo predicar bene e razzolar male, sappiamo già che la sua cifra è l'ipocrisia, l'oscurantismo e l'applicazione del "Et si omnes, ego non".

Nessie said...

Fritz, ho copiaincollato il tuo commento qui, dal post sottostante, perché mi pare più pertinente con quanto stiamo trattando.

Anonymous said...

Qualche giorno fa, in una lettera al Foglio, il presidente del Banco di Roma Paolo Savona ha espresso l’opinione che per fronteggiare la crisi forse sarebbe opportuno per l’Italia uscire dall’UE o comunque dalla zona euro. Cosa che le consentirebbe di tornare a gestire «autonomamente tassi di interesse, creazione monetaria e rapporti di cambio». In breve: il recupero della sua sovranità monetaria. Se il debito è nostro (e non ce lo toglie nessuno), almeno riprendiamoci il credito…
Savona non è un “eretico” dell’economia, è – anzi – un ex ministro di Ciampi. E il fatto che gente come lui incominci ad entrare in un certo ordine d’idee costituisce un riconoscimento implicito, sia pure molto tardivo, alle ragioni degli “euroscettici”.

Personalmente, fin dalla primavera scorsa – da quando è iniziata la nuova ondata speculativa – ho avuto il sospetto che stavolta i pescecani dell’alta finanza non si sarebbero contentati di arraffare il più possibile, ma avrebbero puntato più in alto.
Subito dopo avere incassato i trilioni elargiti generosamente da Obama hanno ricominciato coi loro sporchi giochi, annunciando preventivamente l’obbiettivo: i PIIGS. Scommettendo sull’insolvenza di quegli Stati, di fatto l’hanno provocata, e con un investimento neppure troppo grande, dato che usano futures allo scoperto e possono vendere miliardi di titoli che non possiedono, solo anticipando un risibile margine (la tecnica di Soros nella speculazione contro la lira).
Gli Stati vengono attaccati secondo un ordine prestabilito, ponendo ogni volta l’UE di fronte al dilemma: aiutarli o abbandonali al loro destino?
Se sceglie la prima strada, ben presto l’Europa sarà ridotta in mutande, più o meno come l’Italia del “post Britannia”, e dunque più facile preda dell’usurocrazia mondialista.
Se sceglie la seconda rischia di saltare in aria, visto che i tre Stati cosiddetti “forti” (anche se in realtà lo è soltanto uno) dell’UE possiedono consistenti quote del debito dei cosiddetti “anelli deboli”. Un solo esempio: i francesi hanno acquistato 511 miliardi di dollari del debito pubblico italiano, pari al 20% del loro PIL. Se affondiamo noi, ce li portiamo dietro…
Insomma, questa volta l’or signori rischiano di fare “strike”. Dunque non si meraviglino se proprio qui in Europa crescono sempre più movimenti che avversano la globalizzazione e difendono gli Stati nazionali.
Sono l’unica arma che ci resta.
(no caste)

Anonymous said...

Ho visto il filmato di Nigel Farage.
Curioso come i sinistrioti diventino dei mastini delle forme e ne pretendano l’assoluto rispetto quando sulla graticola finisce qualcuno simpatico a loro…
Cosa direbbe il capetto Schulz se vedesse come nel parlamento italiano viene trattato il nostro presidente del Consiglio?
Nulla sicuramente, perché già lui non fu da meno qualche anno fa.
Sinistrati mentali: idee corte, memoria ancora più corta.
(no caste)

Nessie said...

Sì No caste, sinistrati e lobotomizzati mentali. Quel Schulz ha un partito ridotto a percentuali da prefisso telefonico perché continua a perdere di brutto, eppure si agita e inveisce come un aguzzino da Gulag, nei confronti dei prigionieri. Fa proprio schifo, lui ei suo degno compare Cohn-Bendit, "con" di nome e di fatto.

Hai visto l'ultimo articolo della Magli da me linkato sul post? Non c'è che dire: un bel ritrattino su Ciampi & soci.

Anonymous said...

Ho visto Nessie, e mi ha fatto venir voglia di leggere il libro di Antonello Zunino. Forse lo comprerò. Sicuramente comprerò “La dittatura europea”.
(no caste)

CloseTheDoor said...

Ciao Nessie :-)

forse ti puo' interessare questa iniziativa

http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/11/22/destra-e-sinistra-scriviamo-noi-la-lista/#comments

Anonymous said...

...ma avete notato che Mr Farage ha subito un incidente aereo che poteva costargli la pelle? Fatalità? Non riesco, tuttavia, a trovare su you tube interventi di Farage al parlamento europeo successivi a quel 6 maggio 2010. Queste immagini sono abbastanza impressionanti:
http://www.youtube.com/watch?v=J7FHZ0ui9dc&feature=channel
Mi ritorna in mente un altro incidente aereo, mortale, che ha coinvolto il Presidente polacco e ben 13 ministri del suo governo...siamo proprio sicuri che non ci fosse una precisa volontà omicida nei loro confronti?

Nessie said...

Letto Close, ma dice un mucchio di fesserie quel link.

"La personalizzazione e mediatizzazione della politica sono un fenomeno consolidato in tutte le democrazie occidentali, ma la politica italiana – con l’eccezione quasi ventennale di Berlusconi, ora comunicativamente crollato pure lui – stenta ancora ad adeguarsi alle regole e ai formati mediati"-

Quali democrazie occidentali? Quelle dei salvataggi finanziari alle banche? . Quelle che se uno stato va in bancarotta, tutti devono soccorrerlo perché tutti hanno fatto loschi affari con "prodotti finanziari" di discutibile validità? Eppoi cosa sarebbero i "formati mediati"? C'è un format prefabbricato anche su come dev'essere una leadership? Ci sono dei format anche sui "presunti valori" su come dev'essere la "vera destra" e la "vera sinistra"?
Qui siamo al sequestro della democrazia e rischiamo ogni giorno che passa, di essere sospinti alla periferia dell'impero globale americano unico. Ma si continua stolidamente a cianciare di che cos'è la destra e che cos'è la sinsitra.

Nessie said...

Grazie per l'interessantissimo video sul tentato omicidio a Farage, o Anonimo, ma metti una firmettina sotto il tuo intervento.

Alla fine i contrari a questa Ue, saranno così tanti che non potranno ucciderli tutti.

Anonymous said...

Sorry, l'anonimo di prima (che riferiva la vicenda di Farage) ero io: Roscriv

marshall said...

Oh, quanto mi costò quella notte a sorpresa del '92! Bastava aver versato assegni nei giorni precedenti, e anche se poi fossero risultati a vuoto si dovette pagare ugualmente; e a nulla valse ogni genere di protesta. E il bello è che anche chi aveva emesso un assegno dovette pagare, se non gli erano ancora stati prelevati i fondi dal conto!
Chissà se Amato pagò qualcosa di quel genere di ladrocinioruberia?

Anonymous said...

E' da un annetto che mi diletto nella lettura della stampa conservatrice americana (quella "liberal" è molto simile alla nostra, inguardabile) e noto con piacere che anche loro incominciano ad apprezzare e conoscere Mr Farage!Da notare, poi, che il video relativo all'ultimo intervento del nostro eroe al parlamento europeo e risalente al 24 nov, ha raggiunto in pochi giorni ben più di 160.000 visualizzazioni! Vi invito a guardarlo:
http://pajamasmedia.com/rogerkimball/2010/11/26/just-who-the-hell-do-you-think-you-people-are/2/
Roscriv

Nessie said...

Marsh, quell'anno me lo ricordo ancora come un vero incubo. E oggi è ancora peggio di allora, perché abbiamo perduto la sovranità monetaria.

Roscriv, grazie ho visto. Speriamo che la resistenza a questo schifo di Ue continui. Leggi il libro di Ida Magli "La dittatura europea" (BUR) . Costa solo 10 Euro.