05 August 2010

Le Dolomiti costano meno di un posto auto


Spezzatino Italia. Tanto ci costa il cosiddetto "federalismo demaniale", quello per intenderci votato in modo bipartisan dalla Lega all'Idv di cui già mi sono occupata in precedente post del 1 Luglio scorso.
Ora, sui rischi possibili,  si svegliano anche i giornali (si fa per dire). Ma qualcosa non quadra lo stesso. Se per difendere la legittimità a tenerci le montagne, ovvero i nostri gioielli orografico-geologici che - lo ricordo - costarono sangue e sacrifici per essere  strappati al nemico  ("non passa lo straniero") durante il conflitto del '15 - '18, si tirano in ballo i "patrimoni dell'umanità", mi spiace dirlo, ma siamo proprio su una cattiva strada.
Sono d'accordo sul fatto che la s-vendita delle Tofane e del Monte Cristallo ai comuni, sia roba da far venire i brividi in pieno agosto, e l'ho già scritto. I pericoli dei comuni che vogliono fare "cassa" sono tanti. Le dispute tra il cosiddetto "demanio" per la cessione dei beni e i comuni che intendono acquisirli non ci metteranno certamente al riparo da una serie di incognite.
Ma se, tanto per tagliare la testa al toro, si salta fuori a dire che sono patrimonio dell'Unesco (come  ha scritto qualche miope articolista) quasi fosse garanzia di "intoccabilità",  allora non ci siamo proprio. Che diavolo vuol dire "patrimonio dell'umanità"? Diritto di scorribanda? di occupazione? di svendita ai privati affinché ne traggano guadagno per l'eventuale universo in transito sulle Dolomiti?  Se lo chiedono anche in questo sito "Woz Unesco?".
L'Unesco e la sua longa manus sui patrimoni  territoriali e artistici delle singole nazioni è parte integrante dell'operazione smantellamento delle entità statuali di cui questo blog si è occupato da tempo. E più avremo Onu, Unesco, più avremo sottrazione di territorio e cessione di sovranità.
La Lega, rischia di non rendersi conto che volere ad ogni costo,  la gestione localistica del patrimonio  geografico significa accelerare questo processo disgregativo, per offrirlo a costoro su un vassoio d'argento. Che almeno sappia  mettersi di traverso nei confronti delle istituzioni transnazionali e sovranazionali citate. 
I nostri Alpini (nella foto) non sono morti per l'Unesco, ma per strappare il suolo irredento all'oppressore.

34 comments:

Anonymous said...

Bel post, Nessie, complimenti.
Voglio anche ringraziarti per aver ricordato i nostri Caduti. Lo faccio da ufficiale della Riserva che ha svolto proprio in quei posti il suo servizio di prima nomina. Magnifici e terribili, per le storie che possono raccontare. Li ricordo bene, come ricordo il brivido provato a Redipuglia e ogni volta che mi imbattevo in una di quelle orgogliose scritte che il tempo ha risparmiato: «Tutti eroi o tutti accoppati!». Testimonianze di un altro mondo, di un passato povero ma dignitoso che ci rimprovera la nostra attuale opulenta pochezza…
Mi domando come si possa soltanto “pensare” di vendere ciò che è costato immani sacrifici al popolo italiano (non all’Unesco, né alle altre organizzazioni mondialiste). E mi domando come diavolo possa ancora continuare a definirsi tale uno Stato che rinuncia ad essere “padrone” del suo territorio.
Dopo questo e dopo la privatizzazione dell’acqua cos’altro dobbiamo attenderci, un McDonald’s dentro al Colosseo?
(no caste)

Massimo said...

Non sono affatto critico sul "federalismo demaniale". Preferisco che le Dolomiti siano di proprietà e gestite dai comuni alpini che da Roma. Sono d'accordissimo, invece, sul fatto che l'Unesco e le organizzazioni internazionali (inclusa la Ue) debbano togliere le loro adunche dita dalla nostra terra. Pussa via !

Lo PseudoSauro said...

ot

ci sono anche le 2000 t d'oro che Prodi voleva "liberalizzare"...quel delinquente.

chi la fa, legga questa interessante conversazione tra trader

http://www.finanzaonline.com/forum/archive/index.php/t-1102657.html

Poi vengo al punto.

Nessie said...

No caste, magari il Mc Donald sul Colosseo nell'immediato no, ma qualche scritta pubblicitaria sulle tre cime del Lavaredo, chissà... col tempo potrebbe essere possibile.
Come vedi questa sensibilità antimondialista si è già diffusa anche tra le regioni a statuto speciale come l'Alto Adige, coem avrai letto nel link che ho messo nel post "Waz Unesco?".

Nessie said...

Massimo, avendo visitato l'Alto Adige, in linea di principio, sarei d'accordo, dato che è gente che fa buon uso del denaro che riceve dallo stato centrale. Ma una "devolution" per poter funzionare deve avere uno stato forte, non un colabrodo. Le due cose (centralizzazione e autonomie locali) non sono in antitesi.
In caso contrario, le secessioni servono all'uopo al governo mondiale. E' su questo che la Lega deve riflettere attentamente. In ogni caso, il rischio che qualche comune poco virtuoso, si serve di questo strapotere per fare cassa, esiste, eccome.

Nessie said...

Ciao Sauro.Francamente da questi interventi di finanza che ho letto ne capisco poco e non so trarne conclusioni. Dunque ci sarebbe ancora qualche riserva aurifera? E Prodi (quel delinquente!) voleva farcela fuori per farne donazione agli usurocrati?
Beh,chiedo lumi ulteriori...

Lo PseudoSauro said...

Sui "patrimoni dell'umanita'" andrebbe avviata un'ulteriore discussione.

Cos'e' il patrimonio? E'l'eredita' che il figlio riceve dal padre.

Cos'e' l'umanita'? E' la specie umana nel suo complesso.

E' documentato che una qualche forma di proprieta' privata e' sempre stata connaturata all'uomo fino dalla sua comparsa sulla Terra. Checche' ne pensi K. Marx...

Proprieta' che non e' individuale, ma familiare, non essendo l' individuo uomo in grado di replicarsi come un'ameba...

Ne consegue, che l'estendere la proprieta' di un gruppo umano all'intera specie umana, e' un'esproprio. Specificatamente: un esproprio comunista.

Il che, non e' che il pretesto ideologico, che le elites dominanti hanno sempre usato per giustificare la gestione dei patrimoni altrui.

In effetti, l' "umanita'" (la cui esistenza universale e' un fatto puramente ideologico), non ci guadagna un accidenti.

E' il "gestore" che dice di agire per conto dell'umanita' - senza per altro avere alcun mandato sottoscritto da ogni uomo presente, passato e futuro - che se ne appropria.

L'esempio dell'acqua e' particolarmente calzante. Infatti, vale a poco il dichiarare che e' un beneuniversale. Di fatto,la proprieta' e' di chi gestisce i rubinetti che puo' aprire e chiudere a suo piacimento.

Aldo said...

Visto il modo in cui i Comuni sono soliti "gestire" il territorio c'è davvero da farsi venire i brividi. Ben che vada, ci faranno una bella rotonda proprio sulla cima (sai, per smaltire il traffico dei trekkers); se va peggio, la danno in concessione a qualcuno di quelli che già si sono accaparrati le spiagge di Rimini per cui si dovrà pagare per passeggiare sui crinali. Ma temo che la dica giusta quel vecchio adagio popolare: «Non c'è limite al peggio». Dunque, può essere che qualcuno trovi delle "soluzioni" ancor più deleterie.

P.S. Aggiungi quanto ringhiosamente già ora ci accapigliamo per garantirci almeno quel mezzo ettaro a testa (medio, secondo la tesi del pollo di Trilussa) che ci viene dall'essere 200 e passa per ogni km2, e il quadro è drammaticamente completo. In fila per tre, e non protestare (libera citazione da E. Bennato)!

Nessie said...

"E' documentato che una qualche forma di proprieta' privata e' sempre stata connaturata all'uomo fino dalla sua comparsa sulla Terra. Checche' ne pensi K. Marx...

Proprieta' che non e' individuale, ma familiare, non essendo l' individuo uomo in grado di replicarsi come un'ameba...".

Dunque caro Sauro, saremmo pervenuti a una sorta di comunismo planetario senza accorgercene? Grazie all'Onu, forse sì.
E non a caso, l'ultimo logo della sinistra è quell'Ulivo che è anche il simbolo Onu-Unesco.
Se l'hanno già fatto con l'acqua, vuoi che non ci provino anche con la terra del globo e quindi anche di casa nostra?
Difficile far capire che lo spezzettamento in comuni, con relativa "devolution" in fondo favorisce più facilmente la "governance" mondiale di quanto non facessero i poveri cari vecchi stati-nazione. Il fatto stesso che queste parole-concetto, siano espresse in lingua inglese, dovrebbe essere altamente sospetto.
Ma al solito, c'è gente (poca) che lo capisce subito, e c'è chi avrà bisogno di batterci di muso.

Nessie said...

Aldo, senza contare che l'indebitamento dei vari enti locali ha permesso di far circolare titoli finanziari americani altamente tossici (i CDS, altrimenti detti "derivati") all'interno di comuni e regioni.
Questo potrebbe in parte, spiegare la frettolosità e la goffaggine di certe operazioni di facciata come il federalismo demaniale.
Grottesco poi, aver compilato una lista dei valori, su bellezze che, in sé, non hanno prezzo e possiedono un valore intrinseco inestimabile per la loro unicità.
Siamo alla gag di Totò con la fontana di Trevi

Anonymous said...

Ciao Nessie, al cospetto di quello che avverrà prossimamente, a Restaurazione dei Poteri Forti compiuta (e questa volta sarà totale e definitiva ) queste cose ci sembreranno delle bagatelle.
Scarth

Lo PseudoSauro said...

Meglio non indagare troppo sui simboli... si passerebbe per complottisti o, peggio ancora, per antisemiti. Resta il fatto che l'ulivo e' un simbolo della Massoneria, che a sua volta lo ha mutuato dall'Ebraismo. Con tutti i simboli che c'erano,perche' scegliere proprio quello? Ah,gia'... e' il simbolo della pace... non la Pax Romana, evidentemente. :-)

Quanto al Comunismo Universale, e' la forma politica che gia' ai tempi di Mazzini (illuminto di Baviera), avrebbe dovuto caratterizzare la Repubblica Universale. Se poi arriva da ovest, anziche' da est, che differenza fa?

In un sistema globale improntato a criteri economico-finanziari, il passare da uno pseudo-libero-mercato anarchico ad un comunismo reale diretto da un'oligarchia, e'un attimo. Se non esiste piu' un paragone, come ai tempi di URSS e USA, non se ne accorge quasi nessuno... fino a che non e' gia' troppo tardi.

Del resto, l'idea stessa di "governo mondiale" non lascia spazio a dubbi... ne' le simpatie filo-comuniste che la cosiddetta Alta Finanza ha sempre avuto fino da quando ha instaurato l'URSS... altruismo? No, solo convenienza. Infatti e'un modo piu' veloce per accaparrarsi ogni cosa. Con in piu' l'entusiastica collaborazione degli illusi che ci credono.

Nessie said...

Scarth, quello della svendita all'incanto del nostro territorio non è affatto una bagatella. Anzi, è un prodromo inquietante di quel che avverrà. Ma è già grave in sé.
Secondo la mistica Marthe Robin per cui è avviata anche una causa di beatificazione, tra i totalitarismi destinati a dissolversi c'è anche quello massonico. Perciò, se sei uomo di fede, prega.

Anonymous said...

No non è certo una bagatella ma temo lo sarà in paragone a cosa faranno dopo ovvero tra poco.
Di fronte a alla dimostrazione continua di onnipotenza da parte di questi centri di potere penso davvero che l'unica cosa sia pregare.
Approfondirò sulla mistica Marthe Robin.
Ciao
Scarth

Nessie said...

Sauro, non si fa neanche in tempo a pensar male, che non solo ci si azzecca, ma ci arriva addosso il peggio.
Infatti ho appena risposto ad Aldo sull'indebitamento degli enti locali e sulle manovre di federalismo sospette, che già il TG di questa sera, mi dà piena conferma dei miei timori.

Pare che oltre al debito mondiale (quello di Wall Street), quello europeo, quello nazionale, ci sia anche il debito locale. Gli enti locali - dicono - si sono indebitati a dismisura del 20% in più. Ma va là?!?

Simboli a parte (interessanti i riferimenti) se il comunismo ci arriva da ovest invece da est, che importanza ha? Già, ma la verità che qui si redistribuisce il DEBITO. Anzi, i debiti. Il che è anche peggio del comunismo marxista (quello classico) che almeno lasciava in piedi un po' di stato sociale.

Nessie said...

Scarth, tra le letture estive da fare, procurati "Ero massone" di Maurice Caillet, edizione Piemme. E' la vicenda umana di un chirurgo francese di chiara fama che ha fatto parte per 15 anni della loggia Grande Oriente col grado più alto di Venerabile e che ha portato la sua testimonianza vissuta all'interno della Grande Loggia di Francia, è stato legato ai socialisti di Mitterand e poi si è convertito al cattolicesimo.

http://www.edizpiemme.it/libri/ero-massone-9788856609783

Lui chiama in causa le cupole internazionali dei Poteri Forti alla fine del libro (Bilderberg club, Trlaterale ecc.). E' lì che ho preso la notizia sulla profezia di Marthe Robin. Ci vorrà più tempo rispetto al nazismo e al comunismo. Ma alla fine si dissolverà anche questo nuovo dogmatismo e nuovo totalitarismo.

Aldo said...

Nessie: «Gli enti locali - dicono - si sono indebitati a dismisura del 20% in più.»

La cosa più schifosa è che una parte non irrisoria delle spese per le quali ci continuano ad indebitare senza ritegno sono dovute a emerite castronerie. Tipo, che so... spettacoli pirotecnici... manifestazioni commemorative... rifacimenti di "arredo urbano" (puramente di facciata, non strutturali)... visite "diplomatiche" e spese di rappresentanza... eventi sportivi e culturali in grande stile... luminarie più o meno natalizie... fierine, fierette e bancarellate varie... ecc,

Lì sarebbe facile tagliare le spese senza che nessuno ne patisca, ma figuriamoci! Altro che lotta ai "fannulloni", qui ci vorrebbe una bella potata agli spreconi! Ecco, una bella campagna contro gli spreconi, una volta tanto, non ci starebbe bene da parte di qualche emerito ministrello? Magari con nomi e cognomi affiancati alle delibere più cretine?

Lo PseudoSauro said...

Lo Stato sociale dura fino a che dura lo Stato... Marx aborrisce lo Stato che, dice, sara' il Capitalismo mondiale (la nostra "globalizzazione") a distruggere.

Secondo la visione marxista, una volta realizzata la Rivoluzione mondiale, sara' sufficiente la "regolazione" dell'economia (come gia' avviene oggi con i risultati che conosciamo).

Da un punto di vista marxista, la distruzione della Borghesia e del suo nucleo originario, sono la conseguenza dell'abolizione dell'ordine sociale preesistente: Dio, Patria, Famiglia. Tutta roba che non e' peculiare del Fascismo e similari, ma del vecchio ordine basato sugli stati nazionali.

La pervasivita' della cultura marxista e' tale che fino le "destre" residuali non si sognano nemmeno di mettere in discussione l'assunto secondo il quale il vecchio e' il Male, mentre il nuovo e'il Bene...

E cosi' ci portano via pure le mutande senza che nessuno s'azzardi a protestare.

Jumpy said...

Ciao,

complimenti per l'articolo, non ero assolutamente a conoscenza dell'argomento. Nei prossimi giorni lo approfondirò. Nel mentre, se posso, volevo fare una domanda: ma non ci sarà davvero alcun vincolo in queste cessioni? Cioé, gli enti locali avranno mano libera a 360°?

Anonymous said...

Incredibile! Cara Nessie, ti dirò che è proprio il libro che sto leggendo in questi giorni. Alla profezia non ci ero ancora arrivato.
Questa si che è "synchronicity" !
Scarth
P.S. sul comunismo : quello di una volta almeno aveva un'ideale di eguaglianza, quello in arrivo da ovest ce l'ha di diseguaglianza.

Nessie said...

AldO "castronerie", dici. Le famose "notti bianche", quelle che non fanno dormire, e altri "EVENTI" (un termine che francamente mi fa ribrezzo per l'uso improprio che se ne fa), fanno parte di quell'effimero che serve a mantenere in piedi il volano della "debt economy". Ovvero quell'economia veicolata dagli Usa e basata esclusivamente sul debito. La piramide te l'ho già fatta:

1) Debito globale
2) debito europeo (per finanziare la Grecia insolvente, ad esempio).
3) debito nazionale (quello dei perdenti della IIa GM).
4) debito locale.

Come vedi sono in tanti a spiumare quello stesso povero pollo che chiamasi cittadino.

Anonymous said...

«Ma una "devolution" per poter funzionare deve avere uno stato forte, non un colabrodo. Le due cose (centralizzazione e autonomie locali) non sono in antitesi.
In caso contrario, le secessioni servono all'uopo al governo mondiale».
___________________

Sono pienamente d’accordo, Nessie. Senza un forte “centro attrattore” il localismo può facilmente polverizzare gli Stati. La sorte della Jugoslavia è dietro l’angolo, e non soltanto per noi italiani…
“Divide et impera” è il motto che più si attaglia alle attuali strategie dei “signori dell’oro”: è molto più agevole dominare piccole realtà locali che forti entità statuali. La recente sentenza del Tribunale dell’Aja risponde proprio a questa necessità.
Non per niente il progetto delle macroregioni è nato in seno alla Fondazione Agnelli, che da sempre agisce come la sezione italiana della Commissione Trilaterale. E non per niente l’attuale (osceno) testo del Titolo V della Costituzione, foriero di decomposizione, è opera di Giuliano Amato.
Tutto marcia nella stessa direzione, come non manchiamo mai di denunciare. Il tragico è che, per effetto di un’abile propaganda, ciò avvenga nell’indifferenza generale quando non addirittura col plauso delle vittime designate…

Come amava ripetere il mio vecchio Maestro Giacinto Auriti: «L’abilità di certi ladri non è nella destrezza con cui ti rapinano, ma nel farti credere che quello che ti tolgono non ti appartiene».
(no caste)

PS:
Quoto anche lo Psedosauro: «Lo Stato sociale dura fino a che dura lo Stato... Marx aborrisce lo Stato…».
Infatti lo stato sociale fu un’invenzione di Bismarck, non certo dei marxisti.

Nessie said...

Benvenuto Jumpy,
leggiti anche gli altri articoli correlati nei links, perché è tutta roba che è stata pubblicata sui giornali. Ma, sai com'è, in estate si legge poco e ci si informa ancor meno. Qualcuno su questo ne approfitta e ci marcia.
Non so se ci saranno dei vincoli o meno, e se gli enti locali avranno mano libera a 360 gradi. Bisognerebbe leggere i testi dei decreti attuativi.
La verità è che quando veniamo a scoprire le cose nel dettaglio, siamo già tutti belli e trombati.

Nessie said...

Sauro, la pervasività della cultura marxista, evidentemente non confligge affatto col liberismo e col mercatismo. L'abbiamo già detto un'infinità di volte che entrambe sono dottrine
a) materialiste
b) economiciste
d) rivoluzionarie
e) (lo aggiungo io) destabilizzanti e prive di regole e di una vera etica.

Nessie said...

"Non per niente il progetto delle macroregioni è nato in seno alla Fondazione Agnelli, che da sempre agisce come la sezione italiana della Commissione Trlaterale".

No caste, lo conosci nel dettaglio questo progetto delle macroregioni? Voglio dire, conosci qualche link al riguardo? Nel qual caso, allora il porgetto della Lega sarebbe già un voler sfondare una porta spalancata.

E se così fosse, perché allora ci sarebbe questo accanimento nel non voler mandare al governatorato della Regione Piemoonte, il povero Roberto Cota?

Nessie said...

PS: Auriti ha sempre ragione. Prima o poi qualcuno gliene renderà merito.

Scarth, davvero una bella telepatia e sincronia :-) Allora quasi quasi a breve ci faccio sopra un post.

Anonymous said...

Nessie la trasformazione dell'Italia in “macroregioni” è un piano elaborato ufficialmente dalla Fondazione Agnelli verso la fine del 1990. Fu presentato nel progetto “Padania” (anche questo copyright le appartiene…) in un convegno, che vide la partecipazione di Gianfranco Miglio, tenutosi a Torino l'11 e il 12 giugno 1992, anno cruciale per la nostra Nazione.
La rottura col grande politologo avvenne sull’entità dello… “spezzatino”: tre macroregioni per Miglio, dodici per la Fondazione. Cosa, a ben vedere, in perfetto accordo con quanto ho scritto sopra: più piccole sono le entità locali, maggiore è la possibilità di controllarle.

Sul “caso Cota”, questa è la mia opinione: i leghisti, come tutti noi, possono anche sbagliare; ed io posso anche non condividere alcune loro idee. Ma sulla loro buona fede sono pronto a mettere la mano sul fuoco. Ed è proprio questo il problema. Perché la buona fede implica una onestà intellettuale di fondo che di certo non può essere gradita a l’or signori, ragion per cui – se non possono farlo direttamente – preferiscono che ad occuparsi della “pratica” sia qualcuno fidato e/o provvisto di tanto pelo sullo stomaco da fare invidia a un orso bruno marsicano (per citare una bestia che conosco bene), e i comunisti sono l’ideale.
Ex, post, neo o con qualsiasi altro nome si facciano chiamare.
(no caste)

Nessie said...

Non sapevo degli accordi preliminari sul "progetto Padania" tra Miglio (che stimavo) e la Fondazione Agnelli.
Hai sempre delle ottime informazioni e vedo che ogni giorno si impara qualcosa, grazie No caste. Ora tutto è un po' più chiaro. E' evidente che se la Regione Piemonte è "cosa loro" , essi preferiscano metterci degli zelanti tirapiedi come la Bresso e Chiamparino, piuttosto che dei politici suscettibili di creare intralci al loro progetto.

Nessie said...

PS: sì, 12 macroregioni sarebbe davvero "spezzatino" in salsa balcanica.

Jumpy said...

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_demaniale/

Questo è il testo che ho trovato sul sito del governo...relativamente alla mia domanda di sopra credo siano da rimarcare queste due citazioni:

1 - "...Il decreto stabilisce inoltre che gli enti locali in stato di dissesto finanziario, non possono alienare i beni ad essi attribuiti, fino a quando perdura lo stato di dissesto."

2 - "Le maggiori risorse derivanti a regioni ed enti locali dall'alienazione dei beni saranno destinate, per il 75%, alla riduzione del debito dell'ente, e per la parte residua alla riduzione del debito statale."

Nel testo però si parla di vincoli di gestione nell'interesse della collettività, di trasparenza nelle decisioni e persino di consultazioni popolari, quindi una forma di "tutela" ce la dovremmo avere.
Ma continuo a cercare ;-)

Anonymous said...

Interessantissimo il chiarimento di No Caste.
E' realmente impressionante la capacità di mistificazione di questa gente. A leggere gli studi della storica Pellicciari si capisce che non è iniziata ora.
Sicuramente la loro ossessione verso le TV di Mediaset è dovuta proprio a questo: gli sfugge il controllo totale. Purtroppo visti gli intrecci su scala planetaria e istituzionali locali nessuno si può opporre a questi Salotti senza venirne stritolato.
Scarth

Nessie said...

Grazie Jumpy, ho letto. Ed è già qualcosa. Speriamo davvero in una qualche forma di tutela.

Scarth, è evidente che un simile progetto parte da lontano. Quanto a Mediaset, francamente non mi pare che la sua programmazione tv crei intralci a simili logiche. I GF, vengono da lì, ad esempio. Idem gli intrattenimenti in stile De Filippi. Il Berlusca e Confalonieri avrebbero potuto utilizzare assai più intelligentemente il mezzo di cui dispongono.

ALdo said...

Nessie, le tutele citate da Jumpy mi ricordano molto da vicino quelle che erano presenti nelle delibere relative all'allestimento della locale discarica consortile: un progetto davvero all'avanguardia, pieno colmo stracolmo di ogni possibile garanzia. Ne avessero rispettata una! PER PURO CASO si sono verificate circostanze che poco alla volta hanno MALAUGURATAMENTE IMPOSTO modifiche (abbondantemente peggiorative) dei vincoli iniziali. Ma tanto a malincuore, nè... mica gli "amministratori" lo sapevano da subito! Mica potevano almeno prevederlo! Nooooo!!!

Nessie said...

Hai ragione Aldo. Le "tutele" per quanto scritte, non sono mai abbastanza.