10 January 2009

Individualismo e omologazione

L'uso delle droghe è un'espressione irrazionale dell'individualismo antisociale e di rifiuto della vita. Fa tutto parte di una grande reazione - specialmente nel mondo occidentale - alla natura inevitabilmente collettiva della società futura. Cerco di spiegarmi in modo più discorsivo. Le donne europee si truccano le palpebre in modo da sembrare cinesi. Le donne giapponesi si operano in modo da sembrare americane; i bianchi si abbronzano anche d'inverno e i neri si lisciano i capelli. Stiamo cercando di assomigliare il più possibile a qualcun altro. E questo grande movimento di massa si accompagna a un isolamento della folla verso la solitudine individuale. Ed è in questo campo che si esprime la faccenda della droga. Non è un'affermazione di individualità, è un suo sostituto. Non è un tentativo di essere diversi quando tutti diventano simili; è un modo per tirarsi indietro. E questa è la cosa peggiore da fare. Stimo molto di più quelli che agitano le acque a quelli che preferiscono gli abissi.


















Queste riflessioni non sono della sottoscritta, ma del grande attore-regista Orson Welles (foto qui a sinistra in bianco e nero) in una sua intervista del 1964 raccolta nel libro dal titolo It's all true (E' tutto vero)









Quindi, si pensi a quanti anni sono passati da allora (45 anni). E quant'acqua sotto i ponti nel grande fiume della storia. Nel frattempo sono nate donne bianche che si gonfiano le labbra a mo' di canotto Pirelli per sembrare di razza negroide, uomini negri che se le assottigliano per sembrare bianchi, che si sbiancono il viso e che si rifanno il nasino all'insù; donne che si sentono uomini e che si fanno una protesi per avere i testicoli e tutto il resto;uomini che si sentono donne, si operano e magari restano pure incinti; omosessuali che pretendono creare la "sacra famiglia monogamica" con lo Stato che dovrebbe versare la pensione di reversibilità, ed eterosessuali che predicano la poligamia e la poliandria; figli in provetta per gli uni e figli in provetta per gli altri; clonazioni di animali e di esseri umani, transessuali e pornodive che diventano onorevoli, con onorevoli che vanno a transessuali, pornodivi che diventano inspiegabilmente dei filosofi.





Donne che fanno figli senza mariti, mariti padri senza mogli; nonni neopadri della serie "non è mai troppo tardi" e nonne primipare (oltre che attempate); ministre gravide che passano in rassegna plotoni di soldati in missioni militari; missioni militari di pace che fanno la guerra, missioni di guerra per ripristinare la pace. Fratelli e sorelle che intendono sposarsi tra di loro, magari in chiesa per rendere più sacro il loro..."amore proibito"; preti che celebrano solennemente un matrimonio gay (il loro) in una chiesa (anglicana, per ora).







Esequie di celebri couturiers dove si canta La chanson des vieux amants in luogo della Messa di Requiem. Dove ci si veste tutti insieme appassionatamente della solita griffe in noir per onorare il caro estinto griffato. Carnevali e cortei che sembrano funerali, e funerali che sembrano carnevali con tanto di applauso finale davanti alla bara che transita. La morte, si sa, ci fa belli e famosi, almeno per un quarto d'ora nella vita. Poi, dopo il frastuono,l'oblio.


Dove imperversa l'eccesso di individualismo, l'essere umano lungi dall' esercitare la propria sovranità si crea, per paradosso, la più ampia sudditanza e massificazione, accompagnata da un destino di solitudine: un volto tra la folla che non si distingue tra migliaia di esseri indistinti. Perciò, omologazione globale nel regno dell'indistinzione.



Nel tentativo di farsi egli stesso Dio, l'individuo si degrada e regredisce, trasformandosi invece, in modo grottesco, nell' insetto della Metamorfosi di Kafka. Il relativismo nasce proprio dal desiderio dell' assoluto individuale. Se Dio non esiste tutto è permesso, ma se poi tutto è permesso siamo degli schiavi, succubi dei nostri stessi desideri e "desiderata" che sono i nuovi despoti indotti e istillati da un' occulta tirannocrazia disumana e massificante. Citizen Welles ha ragione: meglio agitare le acque che sprofondare in solitudine negli abissi del cupio dissolvi. Ma come?

34 comments:

Lo PseudoSauro said...

Leggendo me n'e' venuta in mente un'altra ancora peggiore.

La pubblicizzazione della pedofilia, pedopornografia, etc. non sara' l'ennesimo tassello per distruggere la famiglia e la fiducia tra i suoi componenti? Ormai siamo al punto che se prendi in braccio un bambino rischi il linciaggio.

La distruzione della fiducia tra i due sessi e' ormai un fatto acquisito. L'introduzione di un improbabile "terzo sesso" che aumenta la confusione: pure. Non mancava che la distruzione della fiducia tra genitori e figli.

A questo punto anche l'individualismo sembrerebbe un mero pretesto per realizzare un ideale indefinibile con termini "laici". Qui siamo davvero al "male assoluto", in quanto distruzione pianificata della societa' umana in quanto tale. E se questo e' il "male", logica vorrebbe che l'alternativa non possa essere altro che il "bene".

Il condizionamento che, volenti o nolenti, subiamo da quasi un secolo, e' un fatto. Ormai non sappiamo piu' se cio' che desideriamo sia una nostra esigenza o un bisogno indotto. E, quello che e' peggio, e' che non sappiamo nemmeno piu' distinguere cio' che e' bene da cio' che e' male.

Le categorie del libero pensiero non sono piu' sufficienti a descrivere una realta' simile. Qui c'e' qualcosa di metafisico e "maligno" che sfugge ad ogni categorizzazione basata su criteri meramente scientifici.

Nessie said...

Buondì o Sauro mattiniero! Che pensieri profondi partorisci di buon mattino:-) Hai visto come è bello l'uomo incinto in dolce attesa? E la mogliettina che ascolta pure se dentro quel ventre c'è il nascituro che dà un calcetto.
Come sai , non sono certo una millenarista, ma qui sembra proprio che il Demonio ci abbia messo lo zampino. E molto altro ancora...
Quanto alla pedofilia, lì il discorso è complesso. Direi che i principali pedofili sono proprio certi pubblicitari. Oliviero Toscani e la sua orrenda campagna pubblicitaria già inserita in questo blog, docet.
E che dire dello stesso quando usò un malato terminale di AIDS come testimonial?
Non dimenticare poi che c'è un astuto pedofilo conclamato al Parlamento Ue: il verde Cohn-Bendit, il quale non sa più a che "rivoluzione" votarsi.
Ho tralasciato di parlare della "movida" notturna di certi giovinastri e pure dei rave party perché non ho voglia di intossicarmi anch'io.

Anonymous said...

In estrema sintesi, debbo ripetere quello che tu hai già detto: ogni male umano nasce dalla pretesa dell'uomo di farsi Dio. E' lì la radice di ogni sventura.
Un caro saluto. Xavier

Nessie said...

Sì, Xavier, la radice d'ogni sventura risiede proprio lì. Ma che dire dei Nuovi Dei a capo di questa tirannocrazia in cerca di sudditi da forgiare facendo credere loro di essere dèi, quando in realtà non sono che nuovi schiavi, che per giunta non sanno nemmeno di esserlo?
Il gioco (falso) per essere credibile deve sembrare assolutamente vero.

Anonymous said...

Saura

E' sempre un piacere leggerti e se non posto spesso è perchè non so cosa aggiungere, visto l'esaustività dei tuoi interventi. I tuoi articoli poi contengono spesso molte imformazioni.
Complimenti anche per quest'ultimo pezzo Saura. Secondo e meriterebbe di capeggiare come fondo sui maggiori quotidiani nazionali.
Per quanto mi riguarda mi sento abbastanza immune dalle manie che tu elenchi, non fosse altro che per il fatto che sono ancora indeciso su CHI vorrei essere, troppi modelli che girano nella mia testa.
Certamente non Obama, sopratutto perchè sono di pelle delicata e non posso stare al sole ad abbronzarmi. Forse farò un tentativo come Michael Jackson...

E tu chi vorresti essere Saura?
(non barare)

PseudoSauro tu parli di:"distruzione della fiducia tra i due sessi..."
Per me il problema non si pone. Mai nutrita fiducia nelle donne (il che non mi impedisce di praticarle). In fondo sono come i ranocchi...non sai mai da quale parte salteranno. :-)

Fabio

Nessie said...

Nessie, non Saura. Di Sauro ce n'è uno solo (sebbene col prefisso di pseudo) :-).
Grazie Fabio.
Chi vorrei essere, mi chiedi?
Fisicamente mi accontento di essere quello che il Buon Dio mi ha dato attraverso Madre Natura, anche se ti parrà strano. Di interventi chirurgici-plastici finora non ne ho mai fatti e non ho intenzione di farne, dato che ho paura perfino di una siringa.

Intellettualmente ci sono molte persone che ammiro: grandi artisti del nostro Rinascimento, musicisti, scrittori e romanzieri, registi cinematografici come quello qui citato. Ma sarebbe stolido giocare alla rana che si gonfia per sembrare un bue. E' una favola di cui non bisognerebbe mai dimenticare la morale, non trovi? La rana poi a forza di gonfiarsi, scoppia e muore.
Pensa che al povero Michael Jackson adesso sta cadendo il naso, a forza di ritocchi per falro sembrare all'insù. De te fabula narratur. In questo caso, di lui.

Nessie said...

PS: Quella dei ranocchi che saltano a sorpresa a ripensarci bene, non l'ho gradita.
Meglio il Duca di Mantova ne Il Rigoletto di Verdi, con la sua aria della "donna è mobile qual piuma al vento".
Insomma, meglio la piuma dei ranocchi :-)

Anonymous said...

Scusami tanto, è vero, Nessie (che in inglese suona come un piccolo calmo promontorio).

Non so come mi è scappato questo lapsus. Forse perchè Saura (Plesio) è la prima cosa che leggo aprendo il blog. Buffo perchè tempo fa avevo un Sauro (di cognome) come vicino, non vi dico come faceva di nome... :-)

Dimenticavo nel tuo pezzo ho trovato molto azzeccata la dicotomia individualimo-massificazione dei comportamenti, direi che è la sintesi socio-culturale nella quale ci dibattiamo. Un po meno forse il discorso secondo il quale questa deriva sia innescata dal fatto che ci si senta come Dio. Secondo me la rinuncia ormai instillata nelle menti(della quale tra l'altro tu parli diffusamente) muove proprio da una negazione di Dio e del divino, da un'allontanamento, da un volar basso e vivere alla giornata seguendo gli impulsi che verranno, mi sembra ben lontano il fatto che qualcuno si senta Dio. Ma forse, sono io ad averti frainteso,forse ti riferisci a certa strafottenza ormai diffusa, anch'essa però figlia dell'insicurezza.
Riguardo sto Cohn-Bendit (per te Bandit) non sono così sicuro che sia un pedo, sicuramente uno che ha scritto e detto tante cazzate.

Ps. Non ti piaciuta la battuta sui ranocchi? Poco male se confesso era del Louis Chamalis di Edward G. Robinon in "La baia dei Barbari" (1935).
La donna è mobile? Beh oggi si direbbe "dinamica". :-)

Fabio (il rospaccio)

Nessie said...

Fabio, sulla bella nomea di Cohn-Bendit ("con" in francese significa coglione), leggi qui, così ti fai un'idea:
http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/20/Cohn_Bendit_pedofilia_fantasmi_del_co_0_01032011705.shtml

Che il parlamento Ue sia composto da questa brava genìa, non è una novità per nessuno.

Esatto, la strafottenza e l'arroganza di cui parli da parte da parte degli "umanotteri" qui descritti, è esattamente quel che volevo dire io. Ovviamente non è il Dio cristiano (quello è stato estromesso già fin dalle canzoni dei Nomadi "Dio è morto"), ma gli dèi pagani prepotenti, volubili e capricciosi, a fungere da modelli di riferimento per gli "umanotteri" d'ambo i sessi di questa novella Babilonia che stiamo attraversando.

Edward G. Robinson è stato un grande caratterista. Tra i più grandi dei vecchi noir :-) Indimenticabile in "La fiamma del peccato" nel ruolo dell'assicuratore-investigatore.

sarcastycon said...

Nessie
io credo che quando si arriva all'aberrazione dell'uomo incinto,non ci sia altro da aggiungere:la confusione è totale.

visto che tutto va alla rovescia diciamo che c'era una rana, che baciata da una donna in carriera si trasforma in rosy bindi....e vissero felici e contente
ciao
sarc.

Nessie said...

Ecco sì, per dirla in caricatura è proprio così. E del resto non fu forse la "cattolica" Bindi a scrivere il testo degli aberranti Pacs, poi Dico, poi Cus?
Lo sai Sarc quale ne fu la sua giustificazione morale?
Quella secondo cui, gli omosessuali, diventando "monogamici" come una coppia etero di comuni coniugi, avrebbero peccato un po' meno.
Della serie, non lo fo per piacer mio, ma per ubbidire al buon Dio.

Massimo said...

Fino a quando sarà tollerato ? Quando sarà superato il limite che porterà inevitabilmente ad una reazione sopra le righe ?

Anonymous said...

Hai dimenticato di mettere nella "bella" lista anche la ministra (ex favorita di Nicoloneon) Rachida Dati che fa la figlia senza che si sappia chi è il padre eppoi dopo 5 giorni torna al lavoro, lasciando la neonata alle cure altrui. Ma non esiste più il puerperio che è considerata una fase delicata per la donna? E l'allattamento?
Roby

Nessie said...

Massimo, il limite è stato già abbondantemente superato, ma le reazioni (preferisco dire "rivolte") tardano a venire avanti. "Fa' quel che vuoi" è diventato un dogma quasi inalienabile e intoccabile come la dichiarazione dei diritti universali.

Roby, alla signora ministra ho dedicato già un post, anzi, un "postaccio" sarcastico dal titolo "Rachida, ma Dati all'ippica" :
http://sauraplesio.blogspot.com/search?q=rachida+dati
Sì, il puerperio è una fase ormonale delicatissima per la donna, accompagnata da emorragie, si veda qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Puerperio
e riprendere il lavoro fasciati da jeans strettissimi e tacchi a spillo è a dir poco, da SCONSIDERATE e irresponsabili. Inoltre i neonati necessitano di un rapporto simbiotico-corporeo continuativo con la madre durante i primi mesi di nascita e allattamento. Non sono giocattoli di pelouche che si possono mettere in una cesta.
Eppoi che certezze può dare ai francesi una tipa che non sa manco occuparsi della sua nuova famiglia? Allons enfants de Babylonie, sembra essere diventato il nuovo inno della République. E noi non siamo conciati meglio.

Anonymous said...

Che sagra degli orrori cara Nessie! Purtroppo tutta vera e reale dall'inizio alla fine. Interessanti anche le considerazioni di Pseudosauro. Resta da vedere se tutto questo avviene per puro delirio di onnipotenza e scemenza o per scelta pianificata: l'effetto finale tragico resta comunque il medesimo.
Riflettevo poi sul fatto che tutto ciò assume sempre più le fattezze di un autentico regime, non più nazista o stalinista ma relativista e politicamente corretto. Con le stesse conseguenze cioè emarginazione e persecuzione su chi non si allinea. In ambito anglosassone ci sono stati licenziamenti per il solo fatto di portare al collo una catenina con la croce ad esempio.
Speriamo che i signori di cui sopra abbiano i fatto i conti senza l'Oste, che come si sa viene all'improvviso ed inaspettato come ad esempio hanno potuto constatare nel 1991 al Cremlino e or ora a Wall Street...
Scarthorse

Nessie said...

Sagra degli orrori, Scart, hai detto bene. Un immenso baraccone, un'industria circense mondiale cinica e cattiva dove oltretutto è pure vietato esprimere il proprio pensiero al riguardo, e far finta che tutto sia in ordine, ovvio e normale.
Pensa alla coincidenza, sto giusto vedendo in dvd un vecchio film cosiddetto di frontiera degli anni '30 dal titolo "I freaks" (Gli scherzi di natura, i fenomeni) con nani, moncherini, cottolenghi d'ogni tipo, uomini a mezzo busto, sorelle siamesi, che alla fine si vendicano dei "normali" mutilandoli e facendoli a pezzi. Il loro motto coi normali era "One of us, One of us". E cioè , devi diventare uno di noi.
A volte, nelle trame più paranormali e sballate si trovano spunti dell'horror che già viviamo.
Eccoti la scheda filmica, se ti interessa: http://it.wikipedia.org/wiki/Freaks_(film)

Simone said...

Questa è la società del carnevale perpetuo,carnevale 365 giorni l'anno

Anonymous said...

Grazie per la segnalazione Nessie ma sono sicuro che i "soggetti" attuali sono ben più pericolosi di quelli cinematografici. Non di circo ma di incubo si tratta purtroppo. Quello che manca purtroppo è la consapevolezza diffusa della situazione. E temo che quando ci sarà saremo già in padella.
Scarthorse

Orpheus said...

Cara Nessie un'analisi della società attuale, la tua, che lascia senza parole.
Purtroppo siamo talmente abituati alle aberrazioni, che quasi ci scivolano addosso. Ma vederle elencate una dopo l'altra fa veramente effetto.
Più volte davanti all'uomo incinto o amenità simili, mi sono detta che il mondo ormai procede alla rovescia e che sarà praticamente impossibile raddrizzarlo, per la semplice ragione, che questa sagra degli e/orrori, per le nuove generazioni è la normalità.
Sono nate in famiglie allargate, con il padre, il nuovo padre, il figlio di primo letto, quello di secondo, la nuova moglie del papà, il figlio della nuova moglie di papà, l'ex-marito di questa ecc.
Chiamano i genitori per nome e magari fumano spinelli o si fanno una striscia con mamma e papà...
Sono generazioni nate e cresciute nel mondo dell'omologazione, dove una donna deve avere tette grosse e labbra a canotto per essere bella.
Dove non é accettata nemmeno la più piccola imperfezione, che rende un viso unico.
Dove l'aspetto esteriore é tutto, e dove il nuovo sogno dei ragazzi é finire nella casa del Grande Fratello...
La nostra é una società ormai allo stadio terminale, amica mia, e soccomberemo, non vedo alternative
Ciao mary

Nessie said...

Scart, è evidente che sì, che i soggetti attuali sono altra cosa dalle fiction anche quando queste sono orrorifiche.
Tutti chiusi nel nostro bozzolo del nostro individualismo, tutti convinti di essere diversi, e in realtà tutti tristemente massificati e uguali come piselli in scatola.

Nessie said...

Guarda Mary, il fatto che la nostra fine sia imminente è il constatare la povera città di Milano aggredita da "fedeli a oltranza", che si sistemano geometricamente in preghiera dove capita (Duomo, Stazione ecc.) con i Milanesi che fanno che cosa? Lo shopping andando per saldi.
E' vero, la minima imperfezione estetica non viene tollerata e si ricorre al bisturi.

In compenso, si tollerano le molte imperfezioni che affligono la nostra "bella società", senza potervi porre rimedio. e del resto quando si arriva ad applaudire fragorosamente una bara, scambiando il trapasso per uno spettacolo tv, che speranze abbiamo?

Angelo D'Amore said...

kay e' anche questo, un grande onore per me. se leggi il mio post dedicato al suo compleanno, vedi quante cose faccia kay, oltre a lavorare per rmc e aver scoperto il sottoscritto.
grazie del contatto,
angelo

Aldo said...

Nessie, farei attenzione a non confondere l'individualismo con la stupidità. Individualismo e stupidità sono due tratti tra loro ben diversi, che possono coincidere o non coincidere. Esistono individualisti e individualisti, insomma, e fare d'ogni erba un fascio espone al rischio di prendere delle cantonate.

Nessie said...

Simone, il carnevale , finisce male :-).

Angelo, ho letto il post che mi segnali e ti ho anche messo un commento. Sì, la conoscevo già nelle vesti in cui dici, e l'avevo anche apprezzata. Non solo come dj e presentatrice, ma con molte altre peculiarità. Davvero una personalità vulcanica. Ciao.

Nessie said...

Aldo, siamo destinati a non capirci. E non è la prima volta né - suppongo - sarà l'ultima :-)
Non sto parlando dell'individualismo caratteriale (sono individualista anch'io se è per questo): quello non fa del male a nessuno.
Sto parlando dell'individualismo come ideologia, veicolato dalle dottirne liberiste e libertarie.
E se lo dice il grande Orson Welles, che è semplicemente un genio, il quale proviene proprio dalla patria dell'individualismo "ideologico" che sono gli USA, mi pare che abbia qualche titolo in più di chiunque altro per essere ascoltato. Informati meglio sui laboratori che approntano le dottrine mondialiste e la loro presa sulle masse.
Spingere gli individui a "diversificarsi" ad ogni costo, per poi renderli paradossalmente tutti uguali, appiattiti e imbesuiti è lo scopo basilare di queste dottrine. E' talmente chiaro...

Anonymous said...

Non avendo letto direttamente i passi incriminati che Coglion-Bendit ha scritto sul suo libro, posso dire che se Merlo ha visto giusto allora la cosa è davvero inquietante.

Sulla signora Rachida primo ministro francese non sono affatto daccordo con quanto te Nessie e un'altro ospite scrivete nel blog.
Sai che la ministra un po mi sta sulle palle perchè fa parte ormai di quella nuova generazione di politici (europei) da rotocalchi, dell'apparenza, nuovo jet-set, insomma le star.
Però sulla questione del post-parto andiamoci cauti, fermo restando i diritti acquisiti dalle donne in tema di diritto alla natalità. Diritto non dovere. Quindi se si sentiva di riprendere il suo posto dopo pochi giorni non vedo cosa ci sia di male. Questo non implica necessariamente che sia una cattiva madre , noi non possiamo (non dobbiamo) sapere come si occupa di suo figlio. Sicuramente avrà una squadra di tate. Per fortuna le persone non sono tutte uguali fisicamente e psicologicamente, e le donne non fanno eccezione.

Per quanto riguarda le critiche da parte del movimento femminista, meglio farebbero ad occuparsi della condizione delle donne nell'Islam, piuttosto che dare addosso a chi è un modello di emancipazione femminile. Ma sono abbastanza sicuro che se la ministra avesse abortito non ci sarebbe stato nessuna polemica da parte loro. Perchè credo che alla fine velatamente, per una forma di riflesso-rigurgito ideologico, le imputino la colpa di essere mamma.

Fabio

ps. il film della citazione era "la costa dei barbari". Edward G. Robinson è stato grande anche ne "il piccolo cesare".

Nessie said...

Fabio, mi sa che Merlo abbia ragione. Questo Cohn è un losco figuro e a seguito di queste polemiche quel libro è stato ritirato.

Sulla Rachida Dati le femministe dovrebbero solo tacere, perché questi comportamenti ultra-aziendalisti di tornare al lavoro 5 giorni dopo il parto, li hanno voluti, sostenuti e caldeggiati proprio loro. Ora gli gira male, perché c'è il rischio di vedersi accorciare il succoso privilegio delle lunghe maternità pagate. E allora insorgono. Ma la realtà è che chi cavalca la tigre, poi non può più deciderne la direzione.
La mia critica è solo legata a un problema sanitario (la fase del puerperio, che comunque va fatto decantare in tranquillità) e le nozioni minime di puericultura. Dove, ovviamente, penso di saperne un po' più di te, per questioni di genere :-).
I bambini crescono più rassicurati e forti con le madri che non con le tate.

Aldo said...

Nessie: "Sto parlando dell'individualismo come ideologia [...]"

Su questo ti seguo di buon grado: è mia opinione che ogni ideologia, intesa come sistema di pensiero preconfezionato che si pretende essere "adatto a tutte le stagioni", sia da rigettare con una risata sarcastica. Ogni ideologia.

P.S. Non capirsi è fisiologico, specie quando ci si esprime in forma scritta imponendosi una sintesi estrema. Non me ne farei un cruccio.

CarloMartello said...

Nessie, grazie per il link.
Un saluto identitario e complimenti per il tuo blog. ;-)
Ripasseremo senz'altro.

CarloMartello

Nessie said...

Certo Aldo. Dopotutto le "ideologie" non sono nient'altro che forme di religione secolare. La sostituiscono e ne assumono le veci.

Grazie per il passaggio, Carlo Martello. Mi piace il tuo nick :-)

Lorenzo said...

Splendida discussione.
E allo stesso tempo tremendamente vera.
Un mio collega di lavoro, un uomo navigato, molto pratico e intelligente, mi raccontava spesso una "parabola" che credo colga in pieno l' argomento ivi trattato:

"Se un uomo normale cammina o si circonda di zoppi succederà che prima o poi verrà deriso perché cammina diritto."

Nessie said...

Esatto, Lorenzo. Siamo già entrati in questa fase. Tant'è vero che i normali vengono chiamati beffardamente "normodotati", manco fosse un insulto.

Aldo said...

Tempo addietro avevo sentito un medico disquisire sui concetti di "norma" e "media". Interessantissimo e molto istruttivo. Il punto del suo discorso era che la media degli esseri umani in circolazione è molto distante dalla norma che ci si dovrebbe aspettare dagli umani. A titolo d'esempio citava la maratona: correre la maratona è normale per un adulto umano; ciò non toglie che l'adulto umano medio sarà "scoppiato" ben prima d'aver raggiunto il secondo chilometro. Certo che c'è di che riflettere...

Simone said...

Guarda Nessie,io l'unica cosa che riesco a dire è questa:per capire lo sfacelo dell'epoca moderna bisogna rispondere a questa domanda,com'è potuto succedere che l'arte più splendida del mondo,quella europea,nel volgere di un secolo si sia deturpata all'ignominia dell'arte moderna?Chi risponde a questa domanda ha risposto a tutto il resto.
Per me ripeto i complotti non c'entrano.
Quella moderna è coprofilia,detto volgarmente,la merda va di moda.