22 February 2006

Che cosa nasconde la trappola dell'islamofobia

La mia tesi è che l'islamofobia non può essere considerata reato, ma semplicemente una sorta di riflesso condizionato di tipo pavloviano, dovuto all' umano istinto di conservazione. Ad azione corrisponde reazione. Qualcuno dopo il crollo delle Twin Towers ha scritto che si sono salvati i claustrofobici, quelli che soffrono di paura per gli ambienti chiusi, i quali si sono fatti numerosi piani a piedi, evitando gli ascensori. Fobia deriva etimologicamente dal greco phòbos, cioè timore. Si ha timore degli spazi aperti (agorafobia), di quelli chiusi (claustrofobia), dei microbi e delle malattie (patofobia), dei ragni (aracnofobia), e di numerose altre cose. E allora perché ascrivere una fobia (ovvero un timore) nei reati da perseguire a norma di legge come hanno fatto numerose leghe islamiste nei codici civili e penali dei paesi occidentali che li ospitano? E' noto che il MRAP, un'associazione islamico-francese intentò un processo contro Oriana Fallaci accusata di "islamofobia" , accusa contro la quale lei si ribellò, confutandone le motivazioni. L'islamofobia non è infatti una forma di razzismo. Nessuno accusa gli islamici di essere dei couloured people, nel qual caso lo sarebbe. E nemmeno di essere devoti al Profeta. Nel qual caso sarebbe persecuzione religiosa. Si ha invece paura di una religione che può essere interpretata in modo letterale, integrale, pervasivo, integralista e totalizzante. Oltre che totalitario. Detto in altri termini, di una religione che si fa dittatura politica, sociale e culturale. Se l'imbelle Europa del '38 seduta a Monaco avesse sofferto di nazifobia, si sarebbe forse salvata, perché la paura mette spesso in moto reazioni di salvaguardia nel mondo animale come in quello umano. Sappiamo invece come è andata: lord Chamberlain tornò in patria con in tasca l'ottimismo a buon mercato e in testa l'illusione che i nazisti non avrebbero mai attaccato l'Inghilterra. Dunque, anche il non voler vedere le cose per quello che sono è già in sé una forma di paura: la più insidiosa, poiché è un voler negare a sé stessi i pericoli in atto. Quindi, paradossalmente, non c'è peggior paura di non saper riconoscere le cose che fanno paura. Sul blog de ll Camper di Lontana (link qui a fianco) c'è una dichiarazione di islamici canadesi sulla libertà d'espressione, subdola quanto scivolosa (post: Manifestazione a Montreal e a Toronto per le vignette del 12 febbraio). La parola islamofobia fa la sua comparsa ufficiale nei documenti della politica araba, da parte dei 57 paesi della Conferenza islamica, secondo l'ottimo articolo di Mario Sechi per il Giornale del 19 u.s. "Il diktat arabo dell'Onu", e usarla come ipotesi di reato, favorirebbe il disegno del grande califfato, l'idea-chiave di Al Qaeda e di altri fondamentalisti i quali tengono sotto pressione i regimi arabi. Il blog Parbleu! di Jeanne e Emile de la Penne ha attentamente analizzato le ricadute eventuali di una risoluzione Onu di questo tipo: dichiarazione dei diritti dell'uomo dimezzata, limitazione della nostra libertà di stampa e di espressione, arresto del processo di democratizzazione in MO nonché del processo di emancipazione femminile all'interno dei loro stessi popoli (cfr: post del 21c.m. DhimmiONU).
Noi però possiamo già vedere fin d'ora come stanno andando le cose nel mondo anche senza tutto ciò. Innocue vignette (molte delle quali falsificate proprio da quegli imam che le hanno propagate nelle moschee) scatenano uni'iradiddio: roghi alle ambasciate, numerosi morti e feriti, pretese (soddisfatte) di licenziamento di giornalisti e direttori di giornali, boicottaggio merci danesi, e di recente, gli stessi fatti libici con la crisi nel nostro governo che si è sentito in dovere di regalare a Gheddafi le dimissioni di un suo ministro per accontentarlo. In risposta al nostro appeasement , il rogo alla nostra Ambasciata e alle nostre chiesette.
Di fronte a tanta furia iconoclasta ce la sentiamo di dire "io non sono islamofobico"? Ce la sentiamo di ripetere pappagallescamente la favola dell'islam buono e dell'islam cattivo che è un po' come la vecchia storiella del poliziotto buono e di quello cattivo? Siamo sicuri che islam e Occidente possano essere compatibili, glissando sui sacerdoti uccisi, sui cristiani africani perseguitati e ammazzati in Nigeria, Sudan; su quelli del Pakistan e dell' Indonesia ? Possiamo noi dimenticare quel che avvenne anni prima nel vicino Libano allorché le chiese e i cristiani maroniti furono attaccati (a casa loro) dagli "ospiti" palestinesi, riducendo il LIbano (detta Svizzera del MO) in un colabrodo di scontri interetnici e religiosi? Possiamo fingere di non vedere che in Serbia i templi ortodossi vengono presidiati dai soldati della Nato contro la barbarie iconoclasta islamista? E che Theo van Gogh è stato scannato come una bestia proprio nella sua città d'Europa? Possiamo non constatare che ogni qualvolta esce un film, un libro, o c'è un attore (Omar Sharif) che interpreta un ruolo a lorsignori non gradito, ecco spuntare la solita fatwa di morte puntuale come la morte? Possiamo ignorare che in Europa 10 persone del mondo giornalistico e culturale vivono già sotto scorta, perché minacciate?
Sì, io rivedico la mia libertà di aver paura poiché non è reato, ma una semplice reazione ad un pericolo imminente. Perché non voglio vivere a contatto di una cultura e di una religione che mi privi delle mie libertà, che si insinui subdolamente nelle maglie delle leggi di uno stato di diritto allo scopo di renderle più restrittive. Rivendico il diritto di guardarmi intorno con circospezione su una metropolitana, un autobus o un treno perché può succedere quel che è già successo a Madrid come a Londra. Ma soprattutto perché non sopporto che i nuovi nazisti tinti di verde godano dell'arbitrio di uccidere,decapitare, rapire, sequestrare, incendiare, perseguitare, ricattare, far licenziare i direttori dei giornali o far dimettere ministri eppoi pretendere qui da noi, che non se ne parli neppure. Così come pretendere (e ottenere) che i nostri governi si scusino con loro scucendo denari, mettendedoci la mordacchia col solito ricatto della islamofobia, e facendo applicare da parte della Magistratura, leggi e provvedimenti che di fatto legittimano le loro stesse iniquità, in nome della political correctness . In altre parole, che i carnefici si facciano "vittime" ribaltando astutamente i ruoli all'interno di un'Europa smarrita e priva di radici identitarie.
Chiesi una volta a Enzo Bettiza, un vero liberale a 24 carati, durante la presentazione del suo ultimo libro: "Che cosa le fa maggiormente paura di quest'epoca apocalittica che stiamo attraversando?"
"Mi spaventa l'indifferenza rispetto a tutto quel che stiamo vivendo". Come non essere dalla sua parte?

68 comments:

Lo PseudoSauro said...

Siamo tutti malati di mente, cara Nessie... i paesi arabi hanno inoltrata la stessa richiesta fino all'ONU che - al momento - l'ha respinta. Si tratta di un offensiva planetaria: militare e culturale a cui in Europa si risponde facendo l'esegesi della satira... purtroppo ci vorra' la violenza per costringere una leadership incapace di ammettere che siamo oramai in guerra a cedere il passo.

Orpheus said...

Se per quello anche a me fa paura la minaccia incombente dell'Islam, anche perché ogni giorno constato la mollezza dei nostri governi nel contrapporsi a quel pericolo. Davanti a barbarie, prepotenza e inganno i nostri governi chinano il capo. Mi sono chiesta perché? Interessi economici in ballo e poi?Perché parliamoci chiaro la favola del multiculturalismo é "l'involucro" con cui tentano di farci ingoiare la "medicina" ed é valido per la massa, non certo per i potenti.
L'unica possibilità che abbiamo é di sputargli "la medicina" in faccia. Ergo sostenere chi é fermo nei rapporti con l'Islam. Ma dobbiamo farlo TUTTI, questo é proprio uno di quei casi il cui necessita la coesione nazionale...e adesso prendiamo a riferimento il nostro Bel Paese, diamo uno sguardo all'opposizione (e già lì c'é da spararsi) la quale é fra quelli che vogliono propinarci un' autobotte di "medicina"...bene alle regionali ha stravinto e l'elezioni sono sul filo di lana.
Io rimango dell'idea che se NOI in prima persone non ci muoviamo e diamo un chiaro segnale a tal proposito NON otterremo mai nulla. Ci vuole mobilitazione popolare e tanta.La piazza per intenderci, quella che da sempre usa la sinistra.
Alle manifestazioni pro-Palestina e kamikaze dovrebbero seguire manifestazioni per le nostre radici e di condanna per l'intolleranza religiosa nei confronti dei cristiani.
Sono i bagni di folla che fanno smuovere chi di dovere...fino a quando ci limiteremo a "mugugnare fra di noi" non otterremo nulla né aiuteremo CHI vorrebbe muoversi ma ha le mani legate.
L'unica speranza che ho e che alle prossime elezioni il voto sia un segnale in tal senso...ma se devo essre sincera non ci spero più di tanto.
Ciao a tutti Mary

Nessie said...

N.d.r al Sauro - Nella seconda riga del secondo capoverso c'è un refusetto: un "questa" di troppo nella frase "anche senza tutto ciò". Vuoi essere così cortese da eliminarlo? Per il resto hai centrato perfettamente il tema: è un'offensiva planetaria che non si limita ad essere solo assimetricamente militare (guerriglia e terrorismo), ma anche diplomatica, mediatica, giudiziaria, civile e culturale. Per ora l'ONU ha respinto il reato di islamofobia, ma fino a quando? La diplomazia araba è ancora all'opera e in pressing permanente. Sono d'accordo anche con quanto ha scritto Mary: non lasciamo le piazze ai rossi, cominciamo a comparire anche noi, con i nostri slogan, i nostri cartelli. La destra non s'è desta e finora lo ha fatto in maniera molto sporadica contro l'Iran (il 3 novembre scorso), nei giorni successivi all'11 settembre (American day) e per Israele (Israele day) durante gli attacchi kamikaze. A mio avviso, bisogna esserci di più.

stefania a. said...

Ora come ora a me fa paura un ministro che si reca in moschea per scusarsi, per parlare di rispetto e dialogo quando gli stessi islamici hanno massacrato, incendiato, incitato alla decapitazione i miscredenti per 12 ridicole vignette. Mi fanno paura i politici che ci svendono, che consegnano i nostri paesi su un piatto d’argento a gente che già ci considera dhimmi, che ci detesta dal giorno in cui Maometto è diventato “profeta”. Per il resto, brava Nessie come sempre.

stefania a. said...

E.C: incitato alla decapitazione dei miscredenti.

antiEUropeo said...

Abbiamo il diritto di avere paura.
Se non trovassi ripugnante il metodo sarebbe ora di essere noi ad accusare l'Islam di "occidentalofobia" o "cristianofobia".
Tanto è sempre colpa nostra...siamo noi che provochiamo, siamo noi ignoranti sull'Islam.
In compenso l'Islam ci conosce benissimo, e sa come colpirci senza poter reagire. E ogni giorno che passa ha conferma della nostra dhimmitudine.

ephrem said...

Condividiamo parola per parola il tuo post Nessie, grazie per averci citato.

Emile e Jeanne

Orpheus said...

Nessie un bello slogan per Calderoli l'hai già trovato tu:

"Per una T-shirt,l'avviso di garanzia. Daki invece se ne va via"
Ciao ;-)

eudora said...

Non c'è da stare allegri: gli islamici usano il bastone (masse decerebrate inferocite) e la carota (offensiva diplomatica).
Se passasse l'introduzione del reato di Islamofobia qualsiasi cosa desse loro fastidio sarebbe catalogata sotto questa voce.
La Carta dei diritti universali dell'uomo verrebbe sostituita da quela buffonata della carta dei diritti dell'uomo secondo l'islam (volutamente minuscolo, voglio una fatwa anche io)

Eleonora said...

Condivido appieno il tuo post e i tuoi pensieri. Non ho mai accettato la "multiculturalità" e in effetti sono spesso stata tacciata di razzismo. Non è razzismo il mio, è la voglia di vivere in una italia che sia ancora libera, giusta o sbagliata che sia. Ma vedo che ora, chi mi tacciava di razzismo inizia a capire le mie ragioni, anche se purtroppo è già tardi.

Lontana said...

Grazie per la citazione Nessie. E sposo tutto quello che hai scritto. Anche io non capisco il termine fobia associato ad un crimine. Trovo talmente subdolo...siccome non ci sono gli estremi per dare del razzista, si chiede di incriminare la paura..
Anche io mi unisco a coloro che rivendicano il diritto di avere paura, anzi, dovremmo veramente fare come dici tu e manifestare apertamente la nostra paura. Siamo paurosi, ma anche coraggiosi, dalla paura nasce l'istinto della sopravvivenza. Ma come dare uno strattone a questi governi vigliacchi? Almeno Bush ha già annunciato che si stanno studiando alternative al petrolio e ci arriveranno in poco tempo, vedrai.Ma gli europei?
Brava!

Nessie said...

Care amiche (Stefania, Eudora, Eleonora, Lontana, Mary e altre che si aggiungeranno) come ho già avuto modo di dire al Sauro, noi donne siamo in prima fila in questa lotta, per due precise ragioni: 1)abbiamo i figli che ci fanno scattare quella che nel linguaggio etologico si chiama "aggressività materna" nonché conservazione della specie (vedi le leonesse)2)la nostra libertà ed emancipazione è relativamente recente e non abbiamo alcuna intenzione di metterci sopra un bel BURQA oscurantista. Lontana, tu hai detto una cosa sacrosanta: nessuno nasce coraggioso. Coraggio viene da "cuore", ed è quasi sempre indice di generosità. Ammettere di avere paura è un modo per ritrovare il coraggio. Non riusciranno a intimidirci con questa ipocrisia dell'"islamofobia" (scusate la rima) perché sappiamo dove sono le vittime e dove sono i carnefici. Chi sono gli uni e chi solo gli altri. Però sarà dura far comprendere a chi vive tra di noi, che prima si abbatteranno i paletti della political correctness, meglio sarà per tutti. Prima ci si disfa dei luoghi comuni multiculturali, meglio è. Inoltre la lotta è duplice e non si limita ad essere: noi contro loro. Ma noi contro loro e contro chi li favorisce, collaborando. La battaglia culturale deve continuare e conto nella vostra collaborazione.

Nessie said...

Antieuropeo, sono d'accordo: aver paura per poterci cautelare di conseguenza è un nostro diritto. Però non dobbiamo farci paralizzare e dire a chiare lettere ai nostri governanti che l'"identità" della nostra civiltà è un dovere morale e un valore da difendere. Che la sicurezza pure. Hai ragione, purtroppo. Gli islamici conoscono bene noi. Noi non conosciamo altrettanto bene loro. A cominciare dalla loro lingua che non parliamo.

enzo said...

Sei stata BRAVISSIMA! Un post eccezionale che condivido al 100%!
Ho letto anch'io il post di Mario Sechi e vi ho lasciato un commento in cui dicevo che, come te, piu' di islamofobia occorrerebbe parlare di islamopaura per la quale intendo che siamo noi che abbiamo paura, a casa nostra (non oso pensare di cosa proverei a casa loro!), dei nostri ospiti.
E non mi aspetto certamente che i politici Italiani, maestri da sempre dell'appeasement, difendano i nostri valori e la nostra tradizione. Tutt'altro! Ci siamo gia' scusati con Gheddafi (uso il plurale maiestatis, Silvio!) e faremo di tutto per fare entrare i Turchi (i Turchi!) nella UE!

Anonymous said...

Nessie post impeccabile e verissimo, un'analisi perfetta. Forse l'on. Manconi avrebbe da ridire, visto ieri sera a 8 1/2.
Sembrava di vedere l'uomo ragno arrampicarsi sugli specchi.
Che pieta'.
A detta sua non possiamo limitare l'ingresso di mussulmani perche' diventeremmo dittature noi stessi.
L'Europa per lui (on. Manconi ) e' il luogo dove si pratica il tirocinio della democrazia.
Allora lo vada a dire alle vittime di Madrid, di Londra che sono solo un'incidente di percorso.
E poi sembra non essersi accorto dei tirocinanti che a Londra esponevano i cartelli inneggianti alla decapitazione e all'uccisione degli occidentali e della continua allerta terrorismo in Europa e Usa.
Ed evidentemente nemmeno si ricorda del Libano, come giustamente citi tu, palestra anch'essa e di cui abbiamo il risultato "degli esercizi" sotto gli occhi.
Scusate ma questo e' proprio celebroleso ed e' pure docente universitario. L'avessi avuto io avrei cambiato corso visto che per le stronzate non credo sia necessario pagare pure le tasse universitarie!

Ciao Paoletto

Nessie said...

Enzo, ho riletto il tuo intervento da Mario Sechi, che avevo già visto ed effettivamente è sulla mia stessa lunghezza d'onda. Sono spiacente, ma che ci lascino almeno le nostre paure (o fobie) visto che non possiamo diferderci in altro modo che in quello sensoriale. La Fallaci è stata la prima a mettere l'accento su questa mistificaizone e imbroglio dell'islamofobia. Che almeno funzionino i nostri sensori nonché campanelli d'allarme, visto che la classe politica ce li censura. Paoletto, quando vedo quel minus habens di Manconi ( marito di Bianca Berlinguer) sono presa da un irrefrenabile orticaria. Mi chiedo cosa se lo tenga a fare Ferrara nel suo giornale, visto che firma pure degli articoli pe r il Foglio. E' proprio la voglia della par condicio ad ogni costo.

Lo PseudoSauro said...

Parliamoci chiaro: e' una partita a scacchi che dura da 30 anni. Quando arrivarono i primi immigrati in Italia? Qual'era la loro principale occupazione? Che accadeva in Europa poco prima dell'abbattimento delle TT? Percio' e' poco probabile che avvengano attentati ora in Europa, perche' costringerebbero i governi a spedire a casa propria un bel po' di gente. Le pressioni vengono fatte nei paesi arabi per rinsaldare la umma europea. E' una strategia di lungo termine a cui viene opposto il nulla, ma non per sola pavidita': per connivenza. In UE lo sanno perfettamente in quanto vogliono creare un superstato sulle ceneri delle nazioni vecchie. Troppo comodo il dire che i governi hanno paura... puntano tutti - destra e sinistra - a questo disgraziato progetto perche' pensano che sia il solo modo di salvare l'economia europea. Il risultato e' sotto gli occhi di tutti: l'economia va peggio di prima e gli stati di diritto si stanno squagliando. La nostra ultima possibilita' sono le prossime elezioni, poi ci resteranno solo la resistenza o l'esilio. Entro la prossima legislatura il progetto eurobeo sara' talmente avanti da non poter piu' essere fermato se non con una rivoluzione.

Nessie said...

Sì Sauro, ho letto anch'io qualche documento di Bat Ye'or. Oil for immigrants (petrolio in cambio di immigrati) è un vecchio e scellerato patto che dura da 30 anni. Perfino il termine Eurabia che tutti attribuiscono erroneamente alla Fallaci, lo hanno inventato quelli dell'OPA. Avallato dai dhimmi europei (o eurabei, o eurabici-strabici) che fanno di tutto per realizzarlo appieno (vedi ingresso della Turchia). Dormire coi serpenti fa male e si rischia di venire morsicati. Grazie per il refusetto. Dal francese "refuser" (rifiutare).

siro said...

D'accordo su tutto, specialmente quando paragoni certi atteggiamenti di stampo islamico al nazismo. Lo scrissi anch'io qualche mese fa tirandomi sulla testa una sequela di contumelie feroci da parte dei soliti sinistrati.
Islamismo e nazismo hanno in comune l'idea dello spazio vitale, della conquista. Islam non a caso significa sottomissione.
Entrambe, dunque, sono ideologie potenzialmente pericolose e totalitarie. Ecco perché non ci può essere l'Islam moderato: semmai, ci possono essere alcuni ISLAMICI moderati, esattamente come esistevano i nazisti buoni.
E cosa fece il mondo per combattere il nazismo? Gli disse: "Dialoghiamo"? Certo, all'inizio lo fece, col risultato che Hitler fu causa della più atroce guerra di tutti i tempi. Solo quando intervennero gli americani (Dio li benedica) le cose cominciarono a cambiare, a risolversi.
Ecco. Noi cosa facciamo, oggi, contro il nuovo nazismo?

Elena said...

una cosa la possiamo fare, Siro: cominciamo a VOTARE LEGA NORD!!!

Elena said...

a proposito, è stata una bellissima idea quella di Siro di mostrare la vignetta stampata sulla maglietta di Calderoli, dovremmo vederla su tutti i blog di TV, come per le vignette danesi, e far vedere a tutto il mondo per quali stronzate un ministro della repubblica italiana viene fatto dimettere!!!!!!! VERGOGNATI SILVIO!!!!io non ti voto più!!!!!!!

eudora said...

Ieri ho visto l'ultimo pezzo dell'Infedele ,del dhimmi Lerner e mi è venuto da vomitare.

Nessie said...

Ho visto anch'io l'Infedele. Gad Lerner si conferma sempre più un collaborazionista. Alcuni ebrei di mia conoscenza lo definiscono "un kapò intellettuale". Lo ha scritto pure Oriana Fallaci una volta su Panorama e ovviamente si è beccata una bella querela. Eppoi, via, invitare sempre i capi delle moschee inquisite e indagate, è il massimo della sudditanza. Scusate, a pensare male si fa peccato, ma a proposito di dhimmitudine, questo post non è comparso nella home page di Tocqueville. Magari sarà un caso, ma uno comincia a pensare male. Anzi no, due casi, perché anche quello più sotto che titola "Les Liaisons dangereuses tra i comunisti e l'islam" non comparve. Vi ringrazio di avermi trovato lo stesso.

Lo PseudoSauro said...

Siro: la teoria dello "spazio vitale" non e' ne' nazista, ne' fascista. Che poi questi regimi se ne siano serviti per scopi espansionistici, e' un'altra cosa. La teoria in oggetto e' la ragionevole conclusione di un'analisi antropologica. Quando la concentrazione umana - ma anche animale - supera certi limiti la qualita' della vita decade e l'aggressivita' aumenta negli individui. Dal discusso K. Lorenz in poi c'e' tutta una letteratura che affronta l'argomento in modo scientifico e non demagogico. Ma l'analisi non puo' prescindere dalla cultura prevalente, in quanto se questa e' piu' tollerante il limite puo' essere fissato piu' in alto e viceversa. E questo senza considerare un'infinita' di altre variabili. Quello che e' certo e' che il multiculturalismo e' proprio la soluzione peggiore tra tutte. Ovunque esista questa forma di organizzazione sociale la conflittualita' e molto alta, anzi, e' la piu' alta tra tutte. Ogni cultura e' in stretta relazione con un territorio ben preciso; quando questo viene suddiviso in piccole aree culturalmente disomogenee si puo parlare di "societa' tribale".
Multiculturalismo = societa' tribale.

Monsoreau said...

UNa volta tanto mi unisco al "coro". In questi momenti dobbiamo cercare di far sentire la nostra voce e la risposta migliore che si può dare a chi si reca in moschea, contrito perchè hanno dato alle fiamme il NOSTRO consolato, è, come scrive Elena, votare Lega: a difesa delle nostre radici e per un riequilibrio delel forze all'interno del Centro Destra. Più Destra nella CdL passa attraverso più forza a QUESTA Lega, di Calderoli e Castelli.

Anonymous said...

Die Welt ñ Febbario 2006
Europa - Il tuo nome è codardia

Pochi giorni fa Henry Broder ha scritto nel "Wel am Sonntag" : Europa : il tuo nome è appeasement. Si tratta di una espressione cosÏ particolare perchè terribilmente vera.
L'appeasement costò la vita a milioni di ebrei e non ebrei in Inghilterra ed in Francia, alleate allora, negoziarono ed esitarono troppo a lungo prima di rendersi conto che Hitler doveva essere combattuto, non confinato in un accordo di comodo.
L'appeasement ha legittimato e stabilito il Comunismo nell'Unione Sovietica, così nella Germania dell'Est, per proseguire in tutta l'Europa dell'Est dove per decenni, nell'annullamento inumano, governi assassini furono glorificati come alternativa ideologicamente corretta alle altre possibilità.
L'appeasement ha inginocchiato l'Europa quando il genocidio divenne effettivo in Kosovo, e sebbene avessimo líassoluta certezza di ciò che gli assassini stavano realizzando, noi Europei dibattevamo e dibattevano e dibattevamo, e stavamo ancora dibattendo, quando finalmente gli Americani decisero di di darci un taglio, venire in Europa ancora una volta e fare il lavoro per noi.
Piuttosto che proteggere la democrazia nel Medio Oriente, líappeasement Europeo, si nascose dietro la vaga parola ìequidistanzaî tollerando le bombe suicide dei fondamentalisti palestinesi in Israele.
L'appeasement genera una mentalità che ha permesso allíEuropa di ignorare le oltre 500.000 vittime delle torture dellíapparato di morte di Saddam, e, motivata dallíautogratificazione del movimento pacifista, Ë riuscita a porre le proprie relazioni con Geroge Bush al grado più basso, quando era palese che i critici più duri dell'azione americana in Iraq, avevano guadagnato miliardi, no migliaia di miliardi nel corrotto programma oil for food.
Ed oggi assistiamo ad una forma particolarmente grottesca di appeasement. Come la Germania intende reagire all'escalation di violenze dei fondamentalisti islamici in Olanda ed ovunque nel mondo? Suggerendo che si debba concedere loro una "giornata festiva musulmana" in Germania?
Credo che stiate scherzando, ma io no. Una parte sostanziale del nostro governo tedesco, e se le urne non mentono di conseguenza, il popolo tedesco, attualmente ritiene che la creazione di una "giornata festiva musulmana" potrebbe in qualche modo proteggerci dalla minaccia dei fanatici islamisti.
Può aiutare ricordare l'inglese Neville Chamberlain, quando sbandierando un trattato risibile firmato da Adolf Hitler, dichiarava agli Europei "oggi abbiamo la pace".
Cos'altro deve accadere prima che l'opinione pubblica europea ed i suoi leaders prendano coscienza? C'è una sorta di battaglia nascosta, una battaglia perfida, consistente in attacchi sistematici dei fanatici Islamici, indirizzati contro civili, diretta contro la nostra libertà, verso la società occidentale con l'intento di distruggere la Civiltà Occidentale.
E' un conflitto che durerà probabilmente molto di più di qualsiasi altro grande conflitto militare di quest'ultimo secolo, un conflitto che non può essere disciplinato dalla tolleranza e dall'accomodamento, segnali che sarebbero considerati dagli islamici un segno di debolezza.
Solo due Presidenti Americani hanno avuto il coraggio necessario per un anti-appeasement: Reagan e Bush.
I loro critici americani cavillano sui dettagli, ma noi Europei conosciamo la verità. Lo abbiamo visto in prima battuta: Ronald Regan concluse la guerra fredda, liberando metà dei tedeschi da quasi 50 anni di terrore e schiavitù virtuale. E Bush, sostenuto solo dal Social-democratico Blair, agendo con convinzione morale, ha riconosciuto il pericolo di una guerra islamica contro la democrazia. Il suo posto nella storia sarà valutato dopo molti anni.
Allo stesso tempo, líEuropa arretra con carismatica certezza nellíangolo multiculturale, invece di difendere i valori della società liberale ed essere un attraente centro di potere, operando sullo stesso campo delle grandi potenze: America e Cina.
Al contrario, noi Europei ci presentiamo, in contrasto con questi arroganti Americani, come i campioni mondiali della tolleranza, che oltremodo (il ministro degli interni) Otto Schily con giustificazione, critica.
Perchè? Perchè siamo così moralmente elevati? Ho paura che in realtà sia perchè siamo cosÏ materialisticamente devoti alla compassione morale.
Per le sue scelte, Bush rischia la caduta del dollaro, aumentando il debito pubblico nazionale, attaverso una continua e forte pressione sull'economia Americana, perchè diversamente da tutta Europa, egli si rende conto di qual'è il rischio, letteralmente in maniera completa.
Mentre noi critichiamo "le ruberie dei baroni capitalisti" d'America, perchè sembrano così sicuri delle loro priorità, timidamente difendiamo il nostro sistema sociale. Non toccatecelo. Potrebbe diventare costoso! Piuttosto discutiamo la riduzione a 35 ore della settimana lavorativa, o la nostra copertura assicurativa per le cure dentistiche, o le nostre quattro settimane di vacanza pagata.. o ascoltiamo la TV con i pastori che ci invitano ì stare lontano dai terroristi. Capire e perdonare.
Questi giorni l'Europa mi ricorda una vecchia donna, con le mani tremolanti, la quale nascondendo i suoi ultimi pezzi di gioielleria, si accorge di una rapina nei pressi della casa del vicino.
Appeasement? Europa il tuo nome è codardia. Dio benedica líAmerica.
Die Welt (Articolo di Mathias Daphner ñ CEO dellíA.Springer AG)

Federico said...

Ok è vero che qui è in gioco la sopravvivenza ma non concordo su questo rivolgersi all'Islam come se fosse un blocco monolitico quando l'attentato di ieri alla moschea sciita di Samarra da parte degli estremisti sunniti mostra indubbiamente la lacerazione interna ai musulmani e spiega le difficoltà a parlare con un'autorità unica. Noi abbiamo chiesto scusa per le calderolate ai musulmani non ai terroristi!

eudora said...

Bellissimo articolo quello al commento precedente.
Purtroppo rispecchia la realtà.
Nessie, la sai l'ultima sull'Imam di Como?
"L'imam di Como: attenti alla nostra ira Safwat El Sisi avanza quattro richieste «per la pace», agitando lo spettro dei disordini Dal Pakistan la minaccia dei kamikaze - E intanto Fini dà la colpa a Calderoli per i morti in Libia

Como«La base dei musulmani è in subbuglio, facciamo molta fatica a mantenere la calma all'interno delle sale di preghiera. C'è molta rabbia dentro e sta per essere sfogata se gli italiani non accetteranno i quattro punti che sono stati enunciati per stemperare la tensione». Queste inquietanti parole sono di Saftwat El Sisi, portavoce della comunità islamica di Como e non contribuiranno certo a stemperare gli animi dopo il caso delle vignette sul giornale danese e della maglietta anti islam dell'ex ministro Calderoli. El Sisi, tra le altre cose, chiede addirittura che devono «essere riservati spazi sui principali quotidiani ma almeno per un mese per permettere ai musulmani di spiegare la figura e il pensiero di Maometto». E mentre il ministro degli esteri Fini sostiene in commissione parlamentare che la colpa degli scontri in Libia è anche del leghista Calderoli, la situazione si infiamma a livello internazionale. Dal Pakistan arriva la minaccia: i kamikaze sono pronti a vendicarsi per la vicenda delle vignette."
http://www.laprovinciadicomo.it/online/

eudora said...

Mi riferivo all'articolo "Europa, il tuo nome è codardia", devo aver postato in contemporanea con Federico.

Lo PseudoSauro said...

Vabbe', abbiamo capito che i musulmani sono suscettiibili. Quanti sono in Italia? 100.000? E' cosi' difficile andare a far loro una domandina uno per uno? O si "offendono" il miliardo e settecentomilioni che stanno altrove? Mi auguro che i governi europei agiscano di conseguenza e ripristinino lo Stato di Diritto se no non rimangono che le milizie popolari. Ma perche' dobbiamo andare a finire cosi'?

Nessie said...

Anonymo sono d'accordo sulle tue teorie dell'appeasement, ma mettiti un bel nick, così è più semplice comunicare. Federico questa solfa che "l'islam è una realtà che si coniuga al plurale" l'ho già sentita centinaia di volte. Purtroppo - aggiungo io - è plurale e non ha un portavoce accreditato a cui fare riferimento. Quando non possono aggredire l'Occidente, infatti, si scannano di brutto tra di loro in diverse forme ereticali delle scritture. Eudora, non mi stupisce quel che mi scrivi su El Sisi che Sartori ha già denunciato come un provocatore (voleva aggredire Magdi Allam durante la sua conferenza a Como).Piuttosto mi stupisce come mai ci sentiamo così obbligati a importare mano d'opera islamica. Lo ha scritto anche La Provincia oggi nel suo editoriale, che forse è proprio quello di cui mi fornisci il link. Ciao

Eleonora said...

... e come volevasi dimostrare, hai proprio ragione Nessie, se non attaccano l'occidente si ammazzano tra di loro, vedi bagdad con gli sciiti e i sunniti che sfiorano la guerra civile. E mi chiedo: la civiltà islamista è davvero una civiltà? E mi rispondo anche: no.non lo è mai stata.

Lo PseudoSauro said...

Eleonora: vedi, io mi occupavo di musica ed avevo imparato che dopo il canto mozarabico la musica si era definitivamente separata in due rami. Ebbene quella occidentale ha concepito Brahms, l'altra e' rimasta dov'era. C'e' poco da relativizzare questi sono fatti. Quel poco che e' stato fatto in seguito dai turchi e' stata una brutta copia dei modelli occidentali.

Nessie said...

Per aderire all'APPELLO PER L'OCCIDENTE di Magna Carta promosso da Marcello Pera, cliccate dentro la finestra di Walking class su TV. E' la nostra ultima chance. Io ho aderito.Mi dicono che è un'iniziativa che sta avendo successo.

Raffaele said...

Paura, paura, Paura. In tutti i post non ho letto altro. Ma cos'è in natura la paura? Semplicemente il sentimento dal quale scaturisce l'istinto di sopravvivenza; l'adrenalina che ci stimola a reagire.
Qui invece vedo solo i desiderio di nascondere la testa sotto la sabbia. Ma per far questo dobbiamo chinare la schiena, che invece è d'obbligo tenere ben dritta perché possiamo responsabilmente dichiararci LIBERI nel rispetto dell'Umanità.

Nessie said...

Perfetto Raffaele, "l'adrenalina che ci stimola a reagire". Benvenuto nel blog. Spero che avrai almeno inteso in quale accezione ho usato questo termine: nell'accezione della mia sopravvivenza - quella che non è materia di campagna elettorale. Se c'è una cosa insopportabile è un ministro degli Interni che predica di continuo che non c'è da preoccuparsi, perché al momento non ci sono rischi attentati. Lo dicevano pure dell'aviaria. Salvo poi a constatare che i cigni erano già malati.

MaiLaDomenica said...

BRAVI BRAVI BRAVI!!!

Robin said...

L'italia è dventata un paese di cagasotto...è meglio morire ed essere cittadini di un ideale dignitoso che la dhimmitudine della "sozzura islamica" (come diceva Papa Innocenzo III). Era meglio quando c'erano i Re, almeno quelli difendevano l'ordine che c'era in Europa. aveva un ideale. L'appello del Pres. del Senato Pera è condivisibile e va sostenuto, però ancor di più manca un punto, l'Europa in cosa è unita? In un ideale cristiano-giudaico? Gli Europei cosa sono? Sono cittadini di un ideale? Una volta erano uniti in Carlo Magno, che dava un senso di Regalità rispettata. Oggi chi c'è? I banchieri di Bruxelles? Lottare per un ideale da un senso alla vita e di conseguenza alla morte. Ma noi non abbiamo più voglia di lottare, perché non crediamo più al passato, alle nostre radici per rinnovarle e proiettarle nel futuro.
Io credo che l'Europa toccherà un fondo, però non sono pessimista. Le sofferenze rimetteranno in gioco tante figure dimenticate, per rendere gli Europei coscienti di essere un reale punto di riferimento.

Robin said...

leggete qua:

http://leguerrecivili.splinder.com/

Iran: spezzettano un braccio a bambino che rubava
Un bambino di 8 anni, sorpreso in un mercato iraniano a rubare del pane, è punito sul posto con l'applicazione della shariah. Il suo braccio viene schiacciato da una vettura: ne perderà l'uso per sempre.
Sequenza foto: 1; 2; 3; 4; 5.

Ah! Che grande civiltà! Altro che civiltà una bomba atomica e radergli al suolo 2 o 3 città e poi vedrete come staranno buoni. Nemmeno il coraggio di rompere le relazioni diplomatiche, nemmeno quello. Gli potevano mandare una portaerei davanti a Beirut, macché silenzio perché "amare e perdonare" ci dicono i vescovetti ed i pretucoli cattocomunisti.. "bisogna perdonare 70 volte 7" che però fa sempre un numero finito. Hanno strumentalizzato il Cristianesimo per un mero fine di potere. Anche Cristo si è incavolato nero, quando ha visto che il Suo Tempio era diventato un mercato.

Angelo said...

Scusate non avevo risposto sono Angelo, sono io che ho postato l'articolo del Die Welt, mi ero dimenticato di firmarmi.

Nessie said...

Ringrazio tutti per i nuovi interessanti commenti e constato con un po' di amarezza che la classe politica italiana è assai più indietro di molti dei suoi cittadini. E' importante non perderci d'animo e mostrare che vogliamo davvero andare avanti e che vogliamo il bene del nostro paese.

Angelo said...

...il comunismo non disdegna mai di servirsi della forza esterna...l'ideologia sarebbe morta? Ma prima di morire farà ancora in tempo a demolire e conquistare tutto l'Occidente e a succhiarne il sangue. L'ideologia è come una metafisica innaturale che agisce a dispetto delle leggi della fisica, dell'economia e della sociologia. Trionfa grazie alla debolezza dell'Occidente. L'ideologia comunista può anocra sopravvivere sia all'URSS che alla Cina, riuscirà sempre a trovare un altro terreno favorevole sul nostro pianeta...mai nessuna trattativa con i comunisti è stata fruttuosa...i grandi delitti di questo secolo sono nati dal vizio di una coscienza umana che ha perduta la sua cima divina...bisogna partecipare alla lotta sociale per l'anima di ogni uomo...se ci lasciamo attrarre in una lotta che in vista unicamente diritti materiali, non abbiamo niente a che fare con il cristianesimo...ogni socialismo, anche il più mite, il più "democratico" se è solo minimamente coerente...condurrà inevitabilmente al comunismo..(A.Solzenicyn - Scritti ed interviste su Polonia, Russia ed Occidente - Coop.Ed."La Casa di Matriona" 1984)

Angelo said...

Il link da dove ho trovato questo il commento di Solgenicyn. E' un blog interessante, ma putroppo non si possono fare commenti. Ho lasciato un messaggio al blogger. Ve lo segnalo:
http://corrispondenzacattocomun.splinder.com/

Robin said...

Lo vado subito a vedere. Grazie Rob.

Nessie said...

Alexander Solgentsin è stato il primo ad avere riscoperto le "radici cristiane" della grande madre RUSSIA. E lo ha fatto in tempi non sospetti quando parlare di identità non era di moda. Di lui ho letto "Una giornata di Ivan Denissivic" e "Arcipelago Gulag", due testi importanti per comprendere come l'ideologia marxista altro non è che una religione laica di tipo totalitario.

Robin said...

Il sito che hai segnalato Angelo è interessantissimo. In sostanza il blogger raccoglie articoli con dichiarazioni filo-comuniste dei preti ai quali contrapppone altri articoli anti-comunisti.
It's a great stuff.
Saura ho visto che ti ha linkato al suo sito.
Angelo come hai avuto quell'articolo del Die well?

siro said...

Pseudosauro, ti ringrazio per la tua dotta spiegazione sullo "spazio vitale"!

Anch'io vorrei leggermi "Arcipelago gulag" ma temo che ci metterei anni. Figuratevi che, a causa degli impegni di lavoro e studio, non ho ancora finito di leggermi la trilogia della Fallaci :-(

Angelo said...

Me lo ha inviato un amico dalla Germania.
Nessie trovo il suo sito molto interessante e con una vsione molto chiara delle cose del mondo. Anche l'impostazione grafica è molto bella.
Complimenti. Se non le dispiace, qualora dovessi trovare del materiale utile, glielo posterei..
Cordialità
Angelo

Angelo said...

Vi segnalo questo link: http://www.forze-libanesi.com/HTML/11-i%20crimini%20palestinesi.html. Vi sono elencati i crimini perpetrati dai palestinesi durante la guerra del Libano. Sono convinto che lo troverete interessante.
Cordialità a tutti
Angelo

Lo PseudoSauro said...

Vedo che Nessie si espande... tutto meritato, per altro.

Angelo: io le ho viste di persona le cose che accenni a proposito dei palestinesi in Libano. Nonostante una guerra civile sanguinosissima le diverse componenti della societa' libanese, tra cui cristiano-maroniti e drusi, si sono giurate reciprocamente di non farsi piu' la guerra. Percio' Hitzballah cerca tutt'ora di rinfocolare le tensioni tra le diverse confessioni, ma con scarso successo. I libanesi riescono a tenere duro, ma Siria ed Iran soffiano sul fuoco della guerra civile li' come altrove. Chissa' quanto durera' la tregua.

Invece da noi, a distanza di 60 anni si parla ancora di "fascisti" e "resistenza"; a riprova di come non si riesca ad uscire dalla guerra civile a causa dell'ideologia marxista che vuole giustificare la propria legittimita' paventando un pericolo che ormai e' morto e sepolto. Il rischio concreto e' che sorga un altro tipo di reazione a questa egemonia ideologizzante per contrastare lei e la sua tendenza a servirsi di forze esterne agli Stati Nazionali in funzione catalizzatrice di una nova "lotta di classe". Da noi non e' possibile fare come in Libano perche' l'odio ideologico per l'occidente e' fin peggiore di quello religioso.

Angelo said...

Concordo con lei. Ho sempre pensato che il marxismo in realtà fosse uno spirito che prende forme diverse. C'è in questa ideologia, qualcosa di intrinsecamente malvagio che lo fa naturalmente avvicinare a fornire supporto (come oggi avviene) alla barbarie islamica. Dice bene Robin: non ci sono più vere autorità.
L'Europa ha perso la fede in Dio ed in sè stessa, non credendo più a nulla, non ritiene nemmeno meritevole morire per qualcosa, nemmeno per un'ideale. L'Europa non crede più alla sua Civiltà Cristiana, perché è divenuta atea, senza sapere di esserlo. I governi europei, poi, hanno un gran timore dell'opinione pubblica, la quale, nel tempo e con dovizia, è stata"addestrata" alla cultura marxista, che ha eliminato il senso del sacro, il senso della coscienza interiore, la capacità di vedere con chiarezza, il discernimento.
E' stato un lavoro metodico, dovizioso, meticoloso, in una sorta di mitridatismo al contrario con la finalità sottile di creare degli schiavi: schiavi del pensiero unico marxista.
Gramsci è stato astuto. Ma il male ha un punto debole: si ripete, è sempre identico, anche quando si riveste di abiti lucenti ed ingannevoli. Il male inganna per un tempo, solo per un tempo.
Cordialmente
Angelo

Lo PseudoSauro said...

Angelo, lei e' un... angelo.

Nessie said...

Lieta di essere linkata e che il blog sia di suo gradimento. Concordo con l'amico Sauro. Abbiamo il nostro caro angelo. L'ideologia marxista crea una desertificazione ideale all'innesto dell'islam. La natura respinge la tabula rasa. La società, pure. Perciò la spoliazione dei suoi simboli cristiani (la scristianizzazionoe) favorisce i fondamentalismi islamici.Ciao a tutti.

Robin said...

Angelo mi piace la tua analisi ed anche la Nessie non scherza. Finalmente un blog dove si può capire qualcosa.

Angelo said...

Grazie Robin. Anche la tua analisi è ben articolata. Ha il il dono della sintesi, ricordi un po' i mistici greci, che utilizzavano poche parole (gli apoftegmi) per chiarire un pensiero molto più vasto. E' vero ciò che dici, però è anche vero che c'è sempre una speranza.
Il male che vediamo attorno a noi, ci fa prendere coscienza, perché ci mette e ci metterà sempre più nella condizione di unirci, di scegliere, di combattere.
Dio permette questo male, perché gli uomini non hanno permesso a Lui di regnare nei loro cuori. Il male nasce dalla volontà dell'uomo che è nella piena libertà di accettare o respingere un'offerta di amicizia. Dio ama i liberi, ama la libera adesione non la cieca obbedienza.
Ci hanno fatto credere per secoli ad un Dio terribile, non al Dio Amore che ogni uomo cerca nel suo cuore. Noi ci accorgiamo di questa presenza, perché ci sentiamo a volte come osservati.
Poi si è arrivati a Hegel, che ha razionalizzato Dio e quindi un'altra fuga da un Dio incomprensibile.
Oggi, come dice Nessie, ci troviamo di fronte al deserto. Dobbiamo scavare nella nostra coscienza, come se fosse un sito archeologico, per ritrovare questa certezza, questa fiducia in noi stessi, questo diventare assoluti. Dio si è fatto uomo per insegnare agli uomini a non farsi Dio. Gli uomini si sono eretti a dei degli altri uomini. Il marxismo è un dio creato dalla paura, dalla ignoranza, dalla mancanza di fede. L'islam è un dio creato dalla violenza, dal terrore, dalla cieca obbedienza. Questi dei sono idolatrie. Ma gli idoli poi crollano, perché il male ha un tempo finito, mentre l'amore è infinito.
L'attimo di amore si deve prolungare all'infinito, perché nell'attimo Dio si rivela, svela se stesso come uomo amico per tenderci la mano.
Quando inizieremo a credere in quest'amicizia, l'umanità potrà convertire al Cristianesimo tutti gli uomini, perché Dio deve essere tutto in tutti.

Nessie said...

C'è una cosa che sconcerta in tutta questa faccenda della "satira a senso unico". Sul Dio cristiano fanno satira sia gli islamici che i comunisti che gli islamcomunisti. Sull'ebraismo pure. Se invece scatta la satira su D'Alema e il dossier Mithrokin da parte di Forattini fioccano querele da radere al suolo. Se poi arrivano vignette per gli islamici si scatena la Jihad globale e planetaria. Deduzione ovvia: loro sono gli intoccabili, cioè gli dèi mai soggetti ad alcuna caricatura, parodia, satira. Nel caso dei comunisti (che esistono ancora e non è un'invenzione di Berlusconi) ora pare che rinuncino addirittura al loro credo laicista e dissacratore pur di non dispiacere all'Islam. Lo avete visto Michele Serra (autore di Cuore, giornale satirico) da Lerner una sera sull'affaire vignette? Si è improvvisamente convertito al Ramadan e pareva lui stesso un gran muftì. Ma questa è materia del mio prossimo post.

Angelo said...

Sa Nessie, un mistico diceva: "il demonio è buono se gli lasci fare il comodi suoi". Ma i "comodi" del demonio sono le intezioni di distruggere la nostra civiltà. Egli cavalca l'odio, sostiene l'invidia, distrugge la bontà. Tutti coloro che sposano questo spirito ne sono marchiati, perché esso è male puro. Non è accettabile che si continui nell'abdicare in nome del dialogo. Una parola inventata dalla Chiesa Cattolica, che ha le sue responsabilità con le sue aperture. Oggi il Papa si preoccupa giustamente del relativismo, ma è stata la Chiesa stessa, a partire dal Concilio Vaticano II a dare voce al relativismo (i semi del Verbo sono in tutte le religioni e da qui a dire che sono tutte sullo stesso piano il passo è stato breve). Ancor di più: le marce di Assisi che hanno unito solamente le intenzioni peggiori.
Quando un comunista o un islamico partecipa alla tua marcia, sostiene la tua causa, è sicuro che avrà qualcosa da guadagnare.
Non bisogna cedere terreno, non bisogna dialogare. Il dialogo lo vuole il male, perché è il mezzo per confondere gli uomini e far loro perdere la fede.
Cordialmente
Angelo

Nessie said...

Angelo, diamoci pure del "tu". Zeffirelli ha sostenuto sabato scorso parole analoghe alle tue in un'intervista sul Corriere, citando La Pira e ricordando quanto egli sostenesse che L'Anticristo si combatte con la spada e non con il dialogo. Ieri l'Anticristo era il nazismo. Poi, il comunismo (che non è ancora cancellato) e ora l'integralismo islamico.Sì, la chiesa ha le sue responsabilità in questa politica dell'appeasement e anche nella diaspora stessa dei cattolici che militano nei partiti di sinistra.

siro said...

Già Nessie, in effetti la Chiesa ha le sue responsabilità.
Però io credo che sia difficile per il mondo ecclesiastico sbilanciarsi apertamente a difesa dell'Occidente, perché in fondo il messaggio di Cristo ha un respiro universale.
Mi sembra tutto sommato che papa Ratzinger abbia adottato una buona posizione: determinata, ma senza preclusioni al dialogo. Nello stesso tempo, cioè, tutela sia la Chiesa che l'Occidente.

Nessie said...

Sono d'accordo Siro. Ma penso che Angelo volesse parlare dei "relativisti" che si annidano numerosi all'interno della gerarchia ecclesiale stessa, sul tipo del card. Tettamanzi, ad esempio. Anch'io conto in papa Ratzinger e nella sua lucida intelligenza. Un ringraziamento particolare al preziosissimo Sauro per aver posto il logo sull'Appello all'Occidente. Sappiate che Bertinotti è partito in crociata comunislamista (passatemi il neologismo) contro Pera e il suo Appello da lui indicato come il promotore dello scontro di civiltà. A questo punto siamo arrivati.

Angelo said...

Si Nessie dici bene. Se tutti hanno ragione tutti hanno torto. Se Cristo è Verità in lui abbiamo la piena libertà. La chiesa si è arroccata, attraverso il Concilio, in uno gnosticismo dualista, che ha prodotto un sentimentalismo generale. Questo di conseguenza ha operato nell' inverare il materialismo storico all'interno della società e nella Chiesa stessa. Il rapporto con il prossimo è divenuto il rapporto con "l'altro", in un'esclusività antitrinitaria. E solo nel rapporto trinitario che diamo un senso all'amare l'errante e non amare l'errore. Senza questo rischiamo di cadere nella trappola di amare l'errante con il suo errore, per diventare parte dell'errore. La Chiesa stessa, ha indirizzato questo suo nuovo orientamento verso le masse creando le basi per un incontro con il marxismo. La religione in sostanza è divenuta una pura religiosità che ha eliminato quella tensione verso l'alto. L'ascesi e le più alte aspirazioni verso il mistero, sono state impedite con l'erezione di vere e proprie barriere "teologiche". In aggiunta a questo disastro si è eliminata la carità sostituita dalla solidarietà (che peraltro nella sua etimologia deriva da solidus). In questo nuovo approccio (che sotanzialmente è di tipo modernista) ecco che viene elaborato un sistema teologico nuovo, dove la massa diventa strumento per la realizzazione della "nuova società rivoluzionaria", nasce il cattocomunismo (così bene individuato da Del Noce), nasce la teologia della liberazione, nasce l'idea della "pace" come concetto di unità di massa (sappiamo che la pace non è un concetto, ma uno stato di coscienza).
I grandi mistici hanno dovuto superare dei grandi ostacoli per andare al di là di queste barriere. Personalmente ritengo che il Cristianesimo abbia le risorse per una conoscenza superiore che prima o poi dovrà essere rivelata, per trasformare o meglio trasfigurare l'intera società.
Se non avviene questo rinnovamento, questa rivelazione, l'umanità non potrà che essere nella piena incertezza, nel buio più completo senza un faro che illumini la mente ed il cuore.
Il papa attuale si è reso ben conto della grave situazione nella quale versiamo. La sua prima enciclica è un tentativo di correggere la rotta. Ma il nocchiero deve guidare una nave semiaffondata dalle falle aperte dal dialogo con il materialismo.

Angelo said...

Si Nessie dici bene. Se tutti hanno ragione tutti hanno torto. Se Cristo è Verità in lui abbiamo la piena libertà. La chiesa si è arroccata, attraverso il Concilio, in uno gnosticismo dualista, che ha prodotto un sentimentalismo generale. Questo di conseguenza ha operato nell' inverare il materialismo storico all'interno della società e nella Chiesa stessa. Il rapporto con il prossimo è divenuto il rapporto con "l'altro", in un'esclusività antitrinitaria. E solo nel rapporto trinitario che diamo un senso all'amare l'errante e non amare l'errore. Senza questo rischiamo di cadere nella trappola di amare l'errante con il suo errore, per diventare parte dell'errore. La Chiesa stessa, ha indirizzato questo suo nuovo orientamento verso le masse creando le basi per un incontro con il marxismo. La religione in sostanza è divenuta una pura religiosità che ha eliminato quella tensione verso l'alto. L'ascesi e le più alte aspirazioni verso il mistero, sono state impedite con l'erezione di vere e proprie barriere "teologiche". In aggiunta a questo disastro si è eliminata la carità sostituita dalla solidarietà (che peraltro nella sua etimologia deriva da solidus). In questo nuovo approccio (che sotanzialmente è di tipo modernista) ecco che viene elaborato un sistema teologico nuovo, dove la massa diventa strumento per la realizzazione della "nuova società rivoluzionaria", nasce il cattocomunismo (così bene individuato da Del Noce), nasce la teologia della liberazione, nasce l'idea della "pace" come concetto di unità di massa (sappiamo che la pace non è un concetto, ma uno stato di coscienza).
I grandi mistici hanno dovuto superare dei grandi ostacoli per andare al di là di queste barriere. Personalmente ritengo che il Cristianesimo abbia le risorse per una conoscenza superiore che prima o poi dovrà essere rivelata, per trasformare o meglio trasfigurare l'intera società.
Se non avviene questo rinnovamento, questa rivelazione, l'umanità non potrà che essere nella piena incertezza, nel buio più completo senza un faro che illumini la mente ed il cuore.
Il papa attuale si è reso ben conto della grave situazione nella quale versiamo. La sua prima enciclica è un tentativo di correggere la rotta. Ma il nocchiero deve guidare una nave semiaffondata dalle falle aperte dal dialogo con il materialismo.

Nessie said...

Hai ripetuto due volte lo stesso post. Voglio dirti una cosa Angelo. Io di teologia e di spiritualismo non me ne intendo molto. Il mio approccio alla lettura di Ratzinger è avvenuto per vie del tutto razionali. Avendo constatato il pessimo vento che soffia in Europa e la crisi morale in cui versa, sono approdata all'interesse nei confronti della dottrina ratzingeriana. Ma si tratta, non te lo nascondo, di un'interesse intellettuale e laico (oltre che loico, e cioè logico). HO aggiornato il blog con il commento di cui sopra relativo all'abiura fatta dalla sinistra sulla sua stessa essenza: il laicismo e la satira. E tutto questo per compiacere l'Islam.

Angelo said...

Scusa Nessie non mi era acconto di aver postato due volte. Concordo con te. Io parto da un concetto di Civiltà Cristiana, non sono un praticante, anche perché oggi significa in sostanza sorbirsi delle omelie con il torcicollo a sinistra. Sono uno studioso. Amo molto la storia, la mistica, la teologia, sociologia e la geopolitica. Do un grande valore alla libertà come via di ascesi. Non amo le obbedienze cieche e fanatiche. Non amo i vari movimenti religiosi, che sono per lo più dominati da fanatismi, manie varie e suggestioni sapientemente veicolate dal "direttore spirituale" assegnato dalla curia. Sono scettico sulle apparizioni, tranne che su tre: La Salette, Laus e Fatima.
Ho pertanto una visione non condizionata da un'obbedienza ad una tonaca, ma solo alla mia coscienza. Questo è il mio background. Lo volevo chiarire, perché per me, quest'attività di scrittura è un esercizio ininterrotto di riflessione ed il confronto con persone predisposte mi aiuta a diminuire la mia ignoranza, a meglio capire come la società si raffina sempre di più nel suo pensiero e nella sua capacità di discernimento dei fatti.
Il vantaggio è che si formano legami invisibili, ma comuni nel sensibilizzare chi possiamo dei pericoli che sono dietro l'angolo e dei quali, da ciò che vedo nel blog, molti hanno coscienza. Io parto dall'analizzare le cause che hanno portato la nostra civiltà al decadimento, che, a mio avviso, non può essere ricercata solamente in fatti del Novecento, ma molto più in là. Credo che partendo dall'analisi della storia d'Europa, possiamo capire meglio, perché il pensiero dell'uomo e pervenuto a questo nichilismo.

ArmatexOn said...

ben Scritto nessie sottoscrivo in piieno, il fstto e' che siamo in guerra mz tutti si affannano i dire che non e vero, forse see ne accorgeranno qunado le loro teste staranno per saltare. mi riferisco asagli eurobabbei ovviamente.
armando

ArmatexOn said...

forse sono bloccati dal fatto che quando Bushe fece il giro delle chiese europee per spiegarglielo gli risposero cher era un povero cretino, beh , adesso il cretino guarda e sghignazza

Nessie said...

Ciao Arm, e ben ritrovato :-)! Ancora grazie a tutti, non vi avevo letto prima perché nel frattempo sono andata avanti con altri post.

Angelo said...

Per chi ama Florenskij vi posto un interessante analisi scritta durante la detenzione nel "paradiso marxista". Il grande filosofo e matematico russo, morì fucilato nel Gulag di Solovke.
Saluti cordiali a tutti.
Angelo

“Che cosa ho fatto io per tutta la vita? Ho contemplato il mondo come un insieme, come un quadro e una realtà unica, ma in ogni istante o, più precisamente, in ogni fase della mia vita, da un determinato angolo di osservazione. Ho esaminato i rapporti universali in un certo spaccato del mondo, seguendo una determinata direzione, in un determinato piano, e ho cercato di comprendere la struttura del mondo a partire da quella sua caratteristica, di cui mi occupavo in quella fase. I piani di questo spaccato mutano, tuttavia un piano non annulla l’altro, ma lo arricchiva, cambiando: ossia con una continua dialettica del pensiero... (P. Florenskij - Non dimenticatemi i)