10 December 2017

Requiem per Johnny Hallyday con i tre Presidenti





Ogni tanto,  siamo costretti a tralasciare di parlare di  cose serie e perfino gravi, per  occuparci di  Soap Opera. E dato che ci spostiamo a Parigi, chiamiamola pure Soap Opéra (con l'accento sulla a). Già la Tour Eiffel in queste notti dal 6 dicembre in poi mostrava la sua scritta luminosa "Merci Johnny" (con l'accento sulla i) quale tributo alla star, dopo la sua scomparsa.  Aver visto i politici francesi ansiosi di tuffarsi nel "bagno di folla" non sua, stiparsi nelle cattedrali, fa scompisciare dalle risate. C'erano tutti e tre: Macron, Hollande e Sarkozy. Come i tre Tenori! Tutti e tre con relative consorti, tranne Hollande che per l'occasione ha esibito la "compagna segreta" Julie Gayet. L'avete sentito Macron con la sua Sposa-Maman nella chiesa della S.te Madeleine davanti alla bara di Johnny Hallyday recitare il suo discorso? Uno spasso. Funerali di stato e corteo pubblico in Champs Elysées come avvenne per Victor Hugo  (nientemeno!)  per un rocker che nel paese dei Durand e dei Dupont,  aveva un nome d'arte con tante H e tante Y très à  l'américaine!


Il suo vero nome era infatti Jean-Philippe Smet ed è di origini franco-belghe. E dato che era alto, biondo e bello, gli hanno appiccicato addosso una leggenda di "ribelle senza causa" in stile James Dean,  una storia di  ragazzo abbandonato dai genitori, ma cresciuto con gli zii che fece presa nei cuori dei teen-agers d'Oltralpe.  Ha inciso non so quante "cover" di successi americani e inglesi,  e i francesi per anni se le sono bevute  tutte come "chansons originales". Le vere "originali" in realtà gliele ha scritte Aznavour ("Retiens la nuit", "Douce Violence").  Ma non erano canzoni rockeggianti. 


Ecco dunque l'esordio di Micron in morte di Hallyday: «Miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni». E la folla immensa grida «Johnny! Johnny!». Ovviamente lo pronunciava Gionnì alla francese, ma quando Micron, stretto nel suo cappottino, ha preso la parola la folla pareva irritata e quei richiami indirizzati al caro estinto con tanto di bbuuuuu! per lui, servivano a far capire che non era lui il celebrato e che doveva tagliare corto.

«Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui». (..), declama imperterrito il giovin Presidente. «Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui».

Il reportage della giornata tratto da Le Figaro riporta alcuni commenti salaci dei lettori sotto l'articolo:

"Macron avrebbe  dovuto essere breve , non era il suo meeting!! Hanno avuto ragione quelli del buuuuu !! Bisogna saper essere umili e Macron a 39 anni non lo è. Peccato, ancora un'occasione mancata per lui."

"Era la festa e la cerimonia per Johnny, per i suoi fans, per i musicisti, per il mondo dello spettacolo, del cinema.  Macron poteva partecipare ma non ha saputo tacere!"

"Speriamo che non voglia riutilizzare il suo discorso nel corso del suo mandato." 

"Bella cerimonia ma da lì a farne un omaggio nazione con un discorso di Macron, proprio no. E la presenza dei politici in primo piano m'ha profondamente scioccato. Non era il loro posto. Constatiamo che sono pronti a tutti pur di non farsi dimenticare. Sono patetici!"



"Soprattutto spera che tutti i fans di Johnny voteranno per lui". 




Poi all'interno della chiesa la passerella era per le attrici, attori, uomini dello spettacolo, musicisti, parolieri: Carole Bouquet (l'ex bellissima testimonial della Maison Chanel), Marion Cotillard recitano preghiere, alle quali rispondono ogni volta, invece che le parole dei fedeli, il rock e il blues dei suoi quattro chitarristi Yarol Poupaud, M, Yodelice e Robin Le Mesurier. Lapidario Jean Reno che dopo la lettura di una poesia di Prévert,  non si dilunga. Johnny Hallyday ha recitato ne "L'uomo del treno" di Patrice Leconte e non è stato estraneo ad altre esperienze cinematografiche.



Oltre 700 bikers sono venuti da ogni angolo a rendere omaggio alla rockstar francese appassionata di motocicletta. Nonni e nonne avevano con sé nipotini e foto del divo da giovane, quando giovani lo erano anche loro. Molti hanno preso il TGV e attraversato l'Esagono per esserci e poter dire "Moi, j'y étais!".
Ben 1500 poliziotti sono stati allertati per la sicurezza del cosiddetto "evento"oceanico.

"Già molte ore prima dell’arrivo del feretro all’Arco di Trionfo e poi alla chiesa de la Madeleine, migliaia di persone arrivate da tutta la Francia si sono radunate al freddo lungo gli Champs Elysées ad aspettare il loro re, amico e fratello Johnny Hallyday, che tutti chiamano da sempre solo «Johnny». È un momento di commozione collettiva senza precedenti, perché solo Johnny ha saputo farsi amare - in modo diverso, ma con la stessa intensità -, da tante generazioni di francesi.
 Il resto del mondo cerca di comprendere i motivi di un lutto nazionale così profondo per un cantante che fa parte dell’identità francese quanto la Tour Eiffel, ma è interprete di canzoni che a differenza della torre sono semi-sconosciute da Ventimiglia in poi. Per i francesi Johnny è una specie di Elvis, Gianni Morandi, Lucio Dalla e Vasco Rossi insieme, un uomo che ha cominciato a essere osannato alla fine degli anni Cinquanta e non ha mai smesso". (Stefano Montefiori - Corriere).


A mente fredda, questi "eventi" ci fanno capire una cosa importante: i politici si attaccano alle rockstar, ai divi dello spettacolo, cercando di dirottarne quell'aura ch'essi non hanno, per calamitare quel consenso e quell'affettività di massa che non sanno suscitare. Nemmeno, se presidenti! Canagliescamente archiviano in fretta (a volte senza parteciparvi) eventi luttuosi come attacchi terroristici, ma poi si pavoneggiano e si attardano davanti alle esequie dei divi dello spettacolo.
Le chiese si riempiono di ricchi atei VIP in cerca di visibilità, come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo che dopo aver fatto la guerra ai presepi e ai simboli natalizi, ora per l'occasione si fa pure il segno della croce, davanti ai paparazzi. Le funzioni funebri non vengono più officiate dai ministri di Dio, ma ciascuno arriva sul pulpito col suo pizzino per dire la sua. Pregavamo alla protestante.

Anche le lacrime, che vanno in diretta sui network fanno spettacolo e la morte è IN con applausi scroscianti, urla e slogan verso la bara. Siamo all'estetica della simulazione. E dato che ciascuno di queste personalità reclama il suo quarto d'ora di gloria e di visibilità, secondo l'ormai collaudato modulo di Andy Warhol, alla fine, vien fatto di chiedersi: ma poi, chi era l'Estinto? Ovvero, la Celebrità da omaggiare? 
A Champs Elysées e Place de la Concorde, affari d'oro per i commercianti, per le bancarelle sotto le festività di Natale e i giorni del Bataclan e delle vacche magre per i negozi, sono ormai lontani. 

41 comments:

Nausicaa said...

Anche da noi esiste un fenomeno analogo, anche se non con la stessa grandeur della Francia. Quando è morto Fabrizio De André la Melandri che era il Ministro della Cultura per l'allora governo di sinistra, non vedeva di presenziare alle esequie e di farsi fotografare in chiesa con la vedova.

Anonymous said...

Grand Orient ? http://www.sudouest.fr/2017/12/07/les-freres-hors-des-loges-4013256-3664.php

XY

Nausicaa said...

Pardon: "Non vedeva l'ora", mi è rimasta "l'ora" nella tastiera :-)

Nessie said...

Sì Nausicaa, ricordo la Melandri in prima fila nella chiesa di Carignano a Genova per la morte di De André. E ricordo pure i goffi tentativi di Veltroni nel voler mettere il cappello sulla morte di Lucio Battisti. Ma in quel caso, non c'era trippa per gatti...

E' soprattutto uno sfizio americano quello di cooptare gli artisti alla propria scuderia politica. Ma ormai ha preso piede anche qui in Europa. E sfacciatamente.

Nessie said...

XY, data la grandeur monumentale delle esequie praticamente "di stato", tutto può essere. A giudicare dai "crocioni" enormi che Johnny portava sulla scena e visibilissimi a petto nudo, non si sarebbe detto.
Ma intanto ormai la massoneria è già entrata in chiesa da un bel pezzo. E noi con Bergoglione e con i vescovi che tengono il compasso nei cassetti delle loro scrivanie, ne sappiamo qualcosa.

Jacopo Foscari said...

Viviamo un'epoca di politici che fanno le rockstar e di rockstar che fanno i politici. E come nel mondo del rock, dove i veri potenti sono i discografici che stanno dietro le quinte e i veri "geni" sono i produttori e i compositori sconosciuti al grande pubblico, anche nella politica oggi chi comanda davvero sono i finanziatori dei partiti e i "geni" sono pubblicitari e spin doctor che inventano slogan e narrative personali. Viviamo un mondo di finzione dove politica e spettacolo si confondono, e qui da noi ne sappiamo qualcosa con le tonnellate di nani e ballerine in parlamento da Gerry Scotti a Cicciolina, fino alla ministra Carfagna.

Nessie said...

Completamente. Del resto i gestori dello show-biz (discografici, promotori, organizzatori, produttori ecc.) hanno a che fare con la grande finanza. O addirittutura, ne sono gli stessi astuti manipolatori di denaro. I funerali delle rockstar mescolano il sacro col profano e viceversa. Fuori dalla chiesa, un fracasso circense a tutto decibel con i politici che sfilano in cerca di benedizioni, incuranti magari delle bordate di fischi.

Certamente noi in Italia siamo stati quasi degli antesignani di questo mélange della politica- spettacolo con Berlusconi e Mediaset. Ma il "quasi" è d'obbligo, perché è un virus che in realtà proviene dagli Usa con Ronnie Reagan attore hollywoodiano-Presidente. Poi Schwarzy, governatore californiano, poi Sonny Bono (quello del duo Sonny & Cher) parlamentare Rep, ecc. ecc.

Jacopo Foscari said...

E non dimentichiamo lo stesso Trump, che tra le sue mille attività vanta pure quella di conduttore televisivo o il recentemente dimissionario senatore Franken, di professione attore comico, travolto come Weinstein dalla furia delle Erinni con la bava alla bocca. In Italia come sempre abbiamo preso una moda d'Oltreoceano e l'abbiamo esasperata con Berlusconi, Grillo e compagnia assortita di lustrini e paillettes

Nessie said...

Ah già, dimenticavo: anche Trump è stato anchor-man televisivo. Jane Fonda dopo essere "scesa" in politica sposò un grande magnate della CNN come Ted Turner, finanziatore dei Dem. In Usa è da mo' che c'è una grande simbiosi fra show-business e politica. Tanto per non farci mancare di nulla in Europa si replica e in Italia abbiamo pure il Buffone Sparlante con il suo movimento 5 stalle che però nel caso si dovesse mettere male, può scapparsene in Svizzera dove ha provveduto a comprarvi casa e a prendersi una residenza-rifugio.

http://www.cdt.ch/mondo/politica/78627/ma-grillo-ha-la-residenza-in-svizzera.html

Anonymous said...

Non ho seguito questo cantante ma mi sembra la classica cerimonia di regime. Infatti il Regime Globale oltre ai giornali. TV ecc. ha la disponibilità dell'intero sistema mediatico e di intrattenimento usati per veicolare e imporre in modo martellante i vari aspetti della propria ideologia. Così il "VIP" di turno rilascia il proprio avallo alle varie campagne gender, omo, antirussia ecc. Altrimenti perchè li pagherebbero così tanto? Orwell era un principiante rispetto a questi qui.
Un esempio, tra i mille quotidiani, in cui mi sono imbattuto oggi:
http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/speciale-grande-fratello-vip-2017/-verissimo-per-la-prima-volta-doppia-conduzione-silvia-toffanin-ilary-blasi_3111193-201702a.shtml
Incidentalmente la dice lunga sull'allineamento del Berlusca e della di lui prole...
Scarth

Nessie said...

Scarth, ma la vera ridicolaggine l'ha sparata Macro-Micron quando ha paragonato Hallyday a Victor Hugo:

http://www.corriere.it/opinioni/17_dicembre_10/hallyday-elite-flirta-le-star-220b892a-dd12-11e7-be31-5cb36fd0847a.shtml

Nessie said...

PS: Intanto occorre dire che per sfondare ad alto livello, devono già appartenere a consorterie specifiche. Ti faccio un esempio piccolo. Da noi gli artisti avevano già piccole massonerie simil-comitati d'affari a scopo di protezione. Hugo Pratt (il fumettista di Corto Maltese) era nella Grande Loggia Alam (Antichi Liberi Accettati Muratori) la stessa di D'Annunzio, Totò, Fabrizi, Gorni Kramer e numerosi altri. Pratt ne fa esplicito racconto in numerosi suoi episodi di albi a fumetti, in particolare in "Favola di Venezia".

https://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt


Questi sono solo degli esempi piccoli. Figuriamoci in grande e con le star di livello internazionale!

Alessandra said...

Micron il giorno prima ha tenuto un discorso commemorativo per lo scrittore e giornalista Jean d'Ormesson e France24 si è premurata di mostrare i tweet con utenti che si sdilinquivano "Ma che bel discorso colto, con l'imperfetto e il congiuntivo, merci Monsieur le Président!", magari gliel'ha scritto Brigitte.
Forse pensava di fare il bis con Johnny Hallyday, ma aveva di fronte un pubblico diverso e meno paziente.

Per quanto riguarda i politici che fanno le star e inseguono le celebrità, in Italia abbiamo ovviamente il Bomba con la giacca di Fonzie e sempre all'inseguimento di sportivi vincenti.
Un esempio per tutti: due anni fa mollò tutto per volare a New York (a spese dello Stato) ad assistere alla finale degli US Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci.
Bella forza: comunque sarebbe andata, era certo di celebrare la vittoria di una tennista italiana. E si infilò anche lui nelle foto con le due atlete.
Oppure la fotogenica sottosegretariA più paparazzata di Belén che sfila sulle passerelle veneziane (accompagnata dall'altrettanto fotogenico fratello) come fosse un'attrice con un film da promuovere: "Alla ricerca del consenso perduto".
Ma a quanto pare sta faticando proprio come il suo Pigmalione.
Poi mi ricordo l'intervista della Moretti che le è valso il soprannome di Ladylike: sembrava di vedere una di quelle soubrette senza arte né parte che popolano i palinsesti televisivi, tanto che il giorno dopo una signora, mentre ne parlavamo, mi aveva chiesto se era stata una delle ragazze di "Non è la Rai".
Ci cascò anche Salvini che si fece fotografare disteso su un letto a torso nudo con la cravatta verde.
Ora sembra abbia capito che gli italiani hanno bisogno di persone serie e non di vanitosi showman e speriamo non cada più in questi tranelli mediatici.
In Canada c'è "Smile" Trudeau che posta tweet di sé stesso da giovane, sé stesso ai tempi della sua esperienza d'attore, sé stesso che va a correre e saluta dei ragazzi.
Il motto di questi divetti mancati potrebbe essere:
"So' figo, so' beo, so' mì el fotomodeo" :-)
Vedo comunque che nella maggioranza dei casi, questi trucchetti sortiscono un effetto contrario a quello voluto.

Sul legame tra personaggi dello spettacolo e consorterie: negli USA molti di loro, proprio come politici, militari, giornalisti e campioni dello sport, facevano parte di confraternite legate alla massoneria già ai tempi dell'università.

Alessandra said...

PS: dimenticavo tra le categorie citate nell'ultima parte del commento, giuristi e avvocati.

Nessie said...

Sì, Ale, direi che per quanto la politica-spettacolo sia giunta a buon punto, la gente comincia ad averne piene le cosiddette di passerelle e "Fiera delle Vanità", prive di ogni sostanza. Specie di questi tempi, dove ci sono urgenze gravissime nelle quali nessuno dei politici citati vuole "metterci la faccia" e occuparsene.

Salvini, rinunci alle copertine dei giornali e si occupi (come ha fatto) di casi gravi come "Nonna Peppina" alla quale è riuscito a non far togliere la casa con terreno e galline) e della poveretta invalida la cui casa è finita all'asta (Vergogna!):

http://www.radiosienatv.it/invalida-la-casa-finisce-allasta-la-politica-si-mobilita-sandra-pelosi/

Nessie said...

PS: Male ha fatto Marine Le Pen ad aver chiesto l'accredito per entrare anche lei insieme alla pessima nomenklatura, nella chiesa de la Madeleine (dove in passato celebrarono le esequie di Dalida).
Poiché se è vero che molti degli elettori del FN possono essere certamente fans di "Johnny", e che quest'ultimo non amasse affatto Macron, è altrettanto vero che quando si diventa cadaveri, comandano gli altri e il proprio parere non conta più niente.

E la tribù dei parenti, supportata dai discografici e produttori ha detto NO, che non era ospite gradita.

http://www.leparisien.fr/politique/hommage-a-johnny-la-famille-n-a-pas-voulu-de-marine-le-pen-09-12-2017-7442661.php

Anonymous said...

OT Una vignetta del 2006 di Forattini. https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/25289391_1642332489192537_1011472892881114579_n.jpg?oh=13ed70269c339d30de9274ceb33521ab&oe=5A921955

IL SAURO

Nessie said...

Mitico!

Anonymous said...

A meno che non l'abbiano fatto proprio per non trasformare le esequie in uno spot per la Le Pen. Che voteranno i bikers in genere ? Prevenzione...

IL SAURO

Nessie said...

Marine Le Pen non viene mai invitata nemmeno in programmi di intrattenimento come "Vivement Dimanche" condotto da Michel Drucker, un personaggio che occupa il paesaggio mediatico televisivo francese da oltre 50 anni, ignorando di proposito che lei rappresenta il 30% degli elettori francesi:

https://www.youtube.com/watch?v=lvnZTrVOGKM

ci lamentiamo della Rai (che fa schifo), ma quella francese è anche peggio.

Jacopo Foscari said...

Visto che parliamo di cantanti, se vogliamo un paragone discografico Macron è un po' la Britney Spears della politica. Come la Spears, Macron è un prodotto confezionato in laboratorio da un gruppo di furbi autori, produttori e pubblicitari che manipolano come una marionetta e che non fa una mossa senza il loro assenso. Tutto ciò che dice e fa è calcolato minuziosamente

Nessie said...

Sì, è insopportabile con quei cappottini striminziti addosso, e la Maman Pigmaliona che lo segue a distanza senza perderlo di vista.
Ma anche il Nano sciancato Sarkò, con la spilungona Carlà, non scherzano. Per non dire della Poire!

Jacopo Foscari said...

Al quadretto mancavano giusto Chirac e Giscard, altre due cariatidi della premiata ditta "grembiulino e compasso", che forse per motivi di anzianità erano impossibilitate a presenziare al circo. Su Carlà, mi auguro non l'abbiano fatta cantare. Parigi ha sopportato troppe disgrazie negli ultimi anni per meritarsi pure di sentire un concertino funebre di Carlà

Giano said...

Non mi è mai piaciuto; insignificante. Punto. La gente, però, ha bisogno di questi riti collettivi, siano festosi o tristi, per rafforzare la sensazione di sicurezza garantita dalla appartenenza al branco e sentirsi parte integrante e protetta. In quanto alla pessima abitudine dei politici di tentare di rubare un po' di gloria mediatica sfruttando i meriti altrui, ricordo ancora la ministra dello sport Melandri (visto che è stata citata da Nausica), che nel 2006, da pochi mesi al governo, in occasione della vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio, attraversò tutta Roma su un bus a due piani scoperto, in mezzo ai calciatori, entusiasta e sbracciandosi a salutare, come se la vittoria fosse stata merito suo. Penosa e patetica.

Nessie said...

Ciao Giano! Vedo che quando si parla di pop star, salti fuori ;-). Ricordo perfettamente la Melandri patetica e penosa durante la vittoria dell'Italia ai Mondiali.

Questi politici sono delle appiccicose mosche cocchiere!

Ti faccio dono di J.M. Le Pen che dà il suo omaggio a "Johnny" cantando : "Pour moi la vie va commencer":

https://www.youtube.com/watch?v=e7iV2aNsAC4&t=65s

anche qui c'è da scompisciarsi :-)

Nessie said...


Bene Jacopo, visto che mi hai provocato, ti accontento subito: eccoti Carlà che strazia "Il cielo in una stanza" dell'immensa Minona nostra:

https://www.youtube.com/watch?v=HJWOAYqGZyM


Ed eccoti un commento risentito di un commentatore:

Belle chanson, massacrée par cette Carla ! Il vaut mieux rester dans ce qu'on sait faire le mieux, mannequin milliardaire, mariée à l'homme le plus moche de France ex-aequo avec François !

Ah! Ah! Ah!

Giano said...

Grazie Nessie del "dono". Purtroppo non posso sentirlo. Pensa un po', proprio una settimana fa ho pubblicato un post per rendere omaggio ai cantanti scomparsi, sia americani che italiani. La musica è sempre stata la mia grande passione; suonavo e cantavo, ed avevo anche messo su una mia Radio libera a metà anni '70. Lo spunto era ironico; visto che tanti cantanti muoiono in giovane età, mi chiedevo se la musica possa "nuocere gravemente alla salute"; naturalmente era solo una battuta. L'elenco è lungo ed ho linkato i vari pezzi, scelti fra quelli più noti dei vari interpreti, per averli a disposizione a portata di clic e risentirli. Beh, tanto per non farmi mancare problemi, da 3 giorni l'audio è in tilt. Non ho ancora capito perché continuo ad avere tanti problemi col PC. Dovrò rivolgermi ad un esorcista. Buona giornata :)

gianchi.gian said...

Complimenti bel articolo, Johnny era grande come cantante, ma si è dimostrato notevole anche come attore sopratutto il film "L'uomo del treno" merita di essere visto e la "competizione" di bravura tra lui e Jean Rochefort consola della vista dei tanti miserabili che siamo costretti a sorbirci in TV.

Nessie said...

Giano, ho già letto e apprezzato il tuo post sulla musica. Non sapevo che eri tu stesso del "mestiere" :-)

Nessie said...

Gianchi.gian, non ho visto "L'uomo del treno", ma persone a me vicine mi confermano quanto hai detto: Johnny H. ha recitato molto bene. Del resto in Francia non fanno differenza fra attori e cantanti e anche Jacques Dutronc che è un cantautore, ha recitato molto bene nel film di Chabrol "Grazie per il cioccolato".

Anonymous said...

https://www.youtube.com/watch?v=LqJvcrxYrYY&feature=youtu.be

XY

Nessie said...

Grazie XY, conoscevo già questo spezzone di film. Questo, se vuoi, è l'originale:

https://www.youtube.com/watch?v=0dZYteHAXP4

In un commento c'è scritto: "Cacciamo via tutti gli immigrati prima di fare la fine della Francia". Beh, a mio avviso, abbiamo già superato la Francia. Con la differenza che ora lei dice: "Basta!", mentre noi continuamo a farli sbarcare.


Aldo said...

Un docente ultraschierato dell'Università Cattolica venne da noi un paio d'anni fa per un lectio magistralis che ci venne spacciata come "occasione d'aggiornamento" ed enunciò la consueta valanga di castronerie inconcludenti. Disse però una cosa che mi rimase impressa e che ritengo tutt'ora molto vera: il valore di un corpo sociale non si misura in base al livello delle sue eccellenze, né in base la livello dei suoi elementi peggiori, bensì in base al livello della sua mediocrità. Ecco, penso che il concetto (meno banale di quel che sembra) si possa adattare anche a questo caso.

Nessie said...

Quindi un pirla che dice mediocrità facendosele presumibilmente pagare a peso d'oro, e di cui salvi una sola cosa vera. Troppo scarto! Ho un concetto più economico del valore delle persone. Mi piacciono quelle di cui si butta via poco o niente.

Aldo said...

Be', dai, sono stato già parecchio impietoso (del resto il tale non merita altro). A volte anche dalle bocche più insulse può emergere qualcosa che vale la pena salvare. Infatti non ho per niente salvato la persona... dopo aver masticato a vuoto (per costrizione) e sputazzato a terra la valanga di cose immeritevoli, ho inghiottito quel che c'era di buono nel piatto.

Jacopo Foscari said...

L'unico commento possibile su quella perfomance di Carlà è Parbleu quel horreur!

Nessie said...

Sta per fare una tournée qui in Italia. Mi piacerebbe sapere che seguito avrà. Curiosamente riesce a stare antipatica e detestabile sia al di là che al di qua delle Alpi.

Anonymous said...

ecco la mitica coppia Hallyday-Vartan quando erano biondi, giovani, belli, innamorati. Questa è una cover di "Total Eclipse of the heart" rifatta da Sylvie:

https://www.youtube.com/watch?v=dc88AY-XHrw

Z

Anonymous said...

il valore di un corpo sociale..
cioè la banale idea che "la media" esprime sempre il "qualità " dell'intera "distribuzione " di qualunque cosa si parli, (a cominciare da famoso "impact factor" con cui si misura la qualità delle produzioni "scientifiche" del cattedratico in questione )(*)
L' altro parametro importante e "l' ampiezza" della "distribuzione" che moltiplicato per " la qualità" ne fa "il valore" complessivo , cosa per cui presto anche LORO si accorgeranno che l' aver aumentato "la qualità" cinese ha GIA' fatto perdere "la partita" NON SOLO a noi "pecoroni".
ws

(*) un esempio banale già passato al' oblio è la "produzione scientifica" certificata di Monti :UN SOLO articolo di bassa qualità, cosa che non gli ha impedito di diventare nel tempo un LORO "incensato bonzo" ; preclaro esempio non solo della pessima qualità di tutte le "istituzioni" che lo hanno chiamato a farsi "dirigere" da costui , ma anche della pessima visione strategica di CHI lo ha elevato a proprio " burattino" .
Nessuno puo' fare a meno della "qualità" e vincere , tanto piu' CHI non ha nemmeno "il numero" dalla sua.

Nessie said...

Z, è un video di grande effetto. Sì, ricordo che era una coppia carismatica. E' la dimostrazione lampante che benché le celebrità pratichino una poligamia de facto (i numerosi matrimoni del cantante che arriva a sposarsi per 5 volte), alla fine è sempre una coppia che emerge sulle altre. Un po' come avvenne per Elizabeth Taylor e Richard Burton.

Anonymous said...

Anche Cazzullo non rinuncia a dire le sue cazzullate su Johnny:

http://www.corriere.it/lodicoalcorriere/index/13-12-2017/index.shtml

Z