27 November 2017

C'era una volta una volta la Bella Addormentata



C'era una volta un Re e una Regina, c'era una volta un Principe e una Principessa... In un castello vivevano... Cammina, cammina... strada facendo.... E vissero felici e contenti... sono le formule magiche che servono a spalancare al bambino quel mondo incantato di cui ha bisogno per crescere sicuro e  diventare a sua volta fantasioso e creativo. Il mondo della fiaba dev'essere un mondo sospeso e atemporale... Inutile volerlo attualizzare alla luce di surrettizie problematiche "di genere" e di superamento dei "ruoli sessuali", che non interessano minimamente al bambino. Pertanto, non permettiamone la sua distruzione prima ancora che si affacci alla vita e impari a scoprirla. Soprattutto non permettiamo che la perdita del senno e del buon senso faccia brutale irruzione nel mondo dell'infanzia e in particolare della scuola. 
 Nel Regno Unito sta facendo discutere la richiesta avanzata dalla madre di due bambini, Sarah Hall, di rimuovere dal programma scolastico della scuola di suo figlio la favola della "Bella Addormentata nel bosco". Dopo aver chiamato la scuola, la Hall ha espresso il suo disappunto anche su Twitter e da quel momento è nata la polemica: il  Principe Azzurro è diventato il nuovo caso Weinstein delle favole. Il motivo della proposta Sarah Hall lo spiega in un tweet: "Fino a quando verranno presentati questi testi nelle scuole non riusciremo mai a cambiare degli atteggiamenti che oggi sono ormai radicati nei comportamenti sessuali". Per la citata signora a quel bacio manca un elemento essenziale: il consenso. Sorte che, fa notare qualche altro utente nelle risposte, è toccata anche a Biancaneve, svegliatasi anche lei da un lungo sonno dopo il bacio del Principe Azzurro. Poveri bambini, eh? Brutalizzati dal racconto di un Principe che osa baciare la Principessa, la quale presto diverrà sua sposa.   Ovviamente qualche maligno ha pensato che se il bacio fosse stato "saffico" o gay, nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire. Stupisce che mentre nelle scuole materne e primarie si tengono corsi espliciti e assai discutibili di "educazione sessuale" (e senza il "consenso" dei diretti interessati e delle loro famiglie),  stupisce altresì che lo Stato diventi peggio di quegli orchi delle fiabe, dato che con leggi inique, impone a creature innocenti sin dalle prime classi della scuola, a dubitare di sé stessi, della propria individualità e identità sessuale, ma che   di converso, si debba fare tanto inutile can-can per delle fiabe di fantasia.
Ma alla signora Hall anche l'innocente bacetto di risveglio va di traverso: «Nella Bella Addormentata - spiega - sono in ballo il comportamento sessuale e il consenso. La favola veicola un messaggio sottile che contribuisce a creare una cultura in cui il consenso non è visto come qualcosa di importante». Ma guarda un po'!
Far passare un  tenero bacio per molestia, è a dir poco la nuova forma di perversione del secolo. 



Con ogni evidenza la signora è indottrinata e irregimentata al discorso mondialista-onusiano, secondo il quale si va in galera anche per un fischio di ammirazione per una bella donna. Il progetto di queste élites è a dir poco immondo perché vorrebbero esercitare violenza non solo con la loro contro-pedagogia e diseducazione servendosi della scuola e delle pubbliche istituzioni prese in ostaggio da circolari "europee", ma pretendono cancellare le radici storiche dei racconti di magia (fairy tales), dei racconti della tradizione popolare (folk tales), così radicati nell'immaginario collettivo dei popoli fin dagli albori della civiltà. Di quella tradizione orale popolare che si va facendo via via scrittura.
La letteratura per l'infanzia, contrariamente a quel che si crede, è destinata agli esseri umani tout court a partire dalla loro nascita accompagnandoli nel corso della vita. Pertanto, non è necessariamente ed esclusivamente destinata ai bambini, anche se poi questi ne sono i principali lettori e ascoltatori. Madri e padri trasmettono miti, fiabe, favole di animali, racconti ai loro figli creando quell' empatia e quell'affettività,  così necessari all'apprendimento del linguaggio e alla formazione psicologica e culturale dei più piccoli, preparandone il terreno come farebbe ogni buon agricoltore. Bene lo ha descritto Bruno Bettelheim nel suo saggio "Il mondo incantato" di cui riporto questo brano:

Per imparare a destreggiarsi nella vita e superare quelle che per lui sono realtà sconcertanti, il bambino ha bisogno di conoscere se stesso e il complesso mondo in cui vive. Gli occorrono un'educazione morale e idee sul modo di dare ordine e coerenza alla dimensione interiore. Cosa può giovargli più che una fiaba, che ne cattura l'attenzione, lo diverte, suscita il suo interesse e stimola la sua attenzione? Sia essa Cappuccetto rosso, Cenerentola o Barbablù, la fiaba popolare, anche se anacronistica, trasmette messaggi sempre attuali e conserva un significato profondo per conscio, subconscio e inconscio. Si adegua perfettamente alla mentalità infantile, al suo tumultuoso contenuto di aspirazioni, angosce, frustrazioni, e parla lo stesso linguaggio non realistico dei bambini. Tratta di problemi umani universali, offrendo esempi di soluzione alle difficoltà. E' atemporale e i personaggi dei suoi scenari fantastici sono figure archetipiche che incarnano le contraddittorie tendenze del bambino e i diversi aspetti del mondo. Le situazioni fiabesche, rispettando la visione magica infantile delle cose, esorcizzando incubi inconsci, placando inquietudini, aiutano a superare insicurezze e crisi esistenziali, insegnano ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita. 

Le più celebri fiabe di Charles Perrault, nato da  famiglia alto-borghese, vicina alla Corte di Francia sono universalmente note, sono parte indelebile della nostra cultura europea e del patrimonio tradizionale popolare; i riferimenti a esse in altre opere d'arte in altri contesti sono semplicemente incalcolabili, così come sono numerosissime, le trasposizioni in opere liriche, teatrali, cinematografiche, musicali, cartoni animati, balletti classici, e così via. Si possono ricordare oltre alla arcinota Cenerentola, il tenero Pollicino,  la  già citata Bella Addormentata, Il gatto con gli stivali, e la stupenda Pelle d'Asino con i suoi tre magnifici abiti di Sole, di Luna e di Stelle, tutte storie raccolte nel volume "I Racconti di Mamma Oca".
Con un'ambientazione più oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll, orchi e lupi in cui accadono anche cruenti fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca, sono invece le fiabe dei Fratelli Grimm. Una delle motivazioni che spinsero i Grimm a trascrivere le fiabe, retaggio culturale comune dei popoli di lingua tedesca, fu il desiderio di favorire la nascita di un' identità germanica..
E comunque Biancaneve, I 4 musicanti di Brema, Il Pifferaio di Hamelin, il Principe Ranocchio, Raperonzolo (Rapunzel), Hansel e Gretel e la fatidica casetta di marzapane col tetto in cioccolato, restano impresse per sempre nell'immaginario popolare travalicando i confini germanici per diventare, patrimonio di tutti. All'inizio del XIX secolo la Germania era frammentata in centinaia di principati e piccole nazioni, unificati solo dalla lingua tedesca.


I signori di Bruxelles che stanno imponendo certi scempi pedagogici e culturali dovrebbero sapere che fiabe popolari e racconti di magia servono a costruire la lingua  e l'identità dei popoli e delle nazioni. Ma forse è proprio questo che non vogliono, vista la loro insensata furia iconoclasta e il processo di destrutturazione delle nostre culture nazionali, in corso d'opera!

La Sirenetta simbolo della Danimarca
E che dire del "favoloso" Andersen e della sua Sirenetta, diventata il simbolo della Danimarca stessa? "I Vestiti nuovi dell'Imperatore" è una fiaba allegorica e morale ("Il re è nudo" visto con gli occhi della verità  senza orpelli che solo un bambino può avere, mentre i ciambellani e i cortigiani si ostinavano ad adularne gli abiti), "Scarpette rosse" (stupenda fiaba certamente un po' crudele) coniuga il Macabro col Sublime,  e ne trassero un suggestivo film a firma Powell e Pressburger, "L'usignolo" (fiaba tanto amata da Oscar Wilde) è una reprimenda contro quel meccanicismo e  quel progresso che uccide la natura, la vera poesia e la vera musica. "La Regina delle nevi"  lascia per sempre nella memoria, atmosfere rarefatte di sortilegio, di meraviglia, con tanta voglia di scoprire i paesaggi incantevoli del Grande Nord come la Norvegia, la Lapponia, la Finlandia. Tutti ricorderanno l'incontro ricco di fascinazione tra il piccolo Kay e la Regina delle Nevi, bella e altera sulla sua slitta, avvolta nel suo candido manto di pelliccia e manicotto, coi suoi occhi azzurrini come il riflesso della neve sotto le luci del Nord.




Quando eravamo piccoli ci leggevano fiabe, racconti e favole. Quando eravamo ammalati, ci regalavano un libro illustrato da leggere. Sovente queste storie ci incutevano paura, ma ci  spalancavano un mondo fantastico, pieno di simboli, di personaggi virtuosi che dovevano attraversare prove impossibili con figure malvagie da sconfiggere. E dopo mille peripezie, il lieto fine era assicurato,  mentre la nostra mente e il nostro carattere si formava a poco a poco, poiché quella che leggevamo era letteratura per l'infanzia. Anzi, no, letteratura tout court. 

...E tutti vissero per sempre felici e contenti... è proprio quel finale che non vogliono farci più narrare né scrivere, né tramandare a voce alle generazioni successive.
Non  è detto che ci riescano. 

40 comments:

Anonymous said...

Questi mostri trattano la popolazione come scimmie da ammaestrare, e la maggioranza
acconsente felice poiché da
pecora a scimmia è un bel salto.
Questa Sarah Hall dalla testa
sbullonata deve aver avuto una
brutta infanzia...Poverina.

Diego

Nessie said...

Certamente! ma una povera deficiente che scrive un tweet contro la Bella Addormentata, perché mai deve ottenere tutta questa eco mediatica internazionale? E' evidente che sono operazioni manipolate già a monte e che ci siano in atto dei progetti ben precisi, circa la rottamazione delle nostre radici.

Del resto qualche anno fa (2014), il Dipartimento governativo per le Pari Opportunità sconsigliava apertamente a genitori e insegnanti di far leggere fiabe classiche ai bambini, ree di trasmettere "rigidi" ruoli sessuali:

http://www.corriere.it/scuola/primaria/14_febbraio_15/ma-re-regine-fanno-male-bambini-6193a2c8-961f-11e3-9817-5b9e59440d59.shtml

Anonymous said...


Basta con queste fiabe maschiliste misogine, d'ora in poi saranno ammesse
solo quelle politicamente corrette, eccone alcune:
Biancaneve sotto i nani
Cappuccetto rotto
Gli aristocazzi
La bella addormentata s'imbosca
La caricano in cento e uno
Pornocchio.


https://youtu.be/VNH_mAqjMQE

Cavallo Pazzo

Anonymous said...

forse è proprio questo che non vogliono
Togliamo il "forse". Siamo tutti vittime di un "crudele incantesimo" che speriamo finisca presto anche e perché è sicuro che comunque "finirà nel sangue".
ws

Anonymous said...

Ciao Nessie, sempre un piacere leggere i tuoi scritti, un po' di buon senso in una epoca oscura in cui logica e cognizione delle priorità sembrano essere al bando.


"
Quando eravamo piccoli ci leggevano fiabe, racconti e favole. Quando eravamo ammalati, ci regalavano un libro illustrato da leggere. Sovente queste storie ci incutevano paura, ma ci spalancavano un mondo fantastico, pieno di simboli, di personaggi virtuosi che dovevano attraversare prove impossibili con figure malvagie da sconfiggere. E dopo mille peripezie, il lieto fine era assicurato, mentre la nostra mente e il nostro carattere si formava a poco a poco, poiché quella che leggevamo era letteratura per l'infanzia. Anzi, no, letteratura tout court.
"


Le favole che leggevano a me però avevano interi villaggi e città razziate, bruciate e distrutte, intere popolazioni sterminate e catturate e solo dopo enormi sacrifici il male veniva sconfitto, almeno per un po'.
Altro che lieto fine, nei libri che leggevano a me i cattivi non diventavano mai buoni con le semplici parole ma andavano raddrizzati e convinti a colpi di lance e spade che buoni non significa scemi o inetti.
E alla fine, i danni rimanevano tutti li, per essere riparati dagli uomini al termine della follia, affinchè ne mantenessero il ricordo.

Ecco, temo che nel furore distruttivo di questi sociopatici politically correct l'aspetto tragico non sia un bacio "rubato", ma il fatto che i bambini tendano a rifiutare le imposizioni e le bugie con incrollabile determinazione, pertanto pianificano di indottrinarli in modo ben più subdolo.

Una società che non ha il coraggio di parlare del male, è una società che l'ha totalmente abbracciato al punto da vergognarsene.


-Fireflag-

Nessie said...

Come ho scritto nel post, le fiabe (specie quelle di origine nordica dei Grimm, ma anche dello stesso Andersen) contengono anche elementi di crudeltà, che giustamente la tradizione non aveva rimosso. Ma poi il lieto fine, pur tra mille peripezie, veniva garantito. Ma ecco affacciarsi il "buonismo più ipocrita e crudele": quello che con la scusa di voler tutto emendare, ci confeziona un sortilegio ben peggiore e ben più malvagio nel nome del politicamente corretto.

Nessie said...

ws, sì togliamoci pure il "forse" dato che è già così e la destrutturazione è in corso da parecchio tempo. Questo blog ne parlò nel 2010 con "Zapatero e i 7 nani", e la Spagna fu la prima a bandire le fiabe accusandole di "sessismo":

http://sauraplesio.blogspot.it/2010/10/zapatero-e-i-7-nani.html

Nessie said...

Cavallo Pazzo, di volgarità ce n'è anche troppa e le porno-fiabe (le uniche consentite) sono già in diffusione da parecchio tempo. Perciò lascia perdere...

Anonymous said...

@Nessie
Senza dubbio, la crudeltà e la violenza sono inderogabilmente parte della natura e della storia umana, non è possibile (ne pensabile ne tantomeno auspicabile, peraltro) censurarle o cancellarle senza causare effetti negativi centomila volte peggiori di ciò che si cerca di nascondere.

Ed è quello che penso quando mi viene in mente cosa mi leggessero i miei a 7/8 anni e come oggi Tolkien, Dragonlance etc sarebbero considerate letture violente, scioviniste e chissà cos'altro.
Ma chiaramente non sono questi i messaggi che vogliono celare ai piccoli, ma sono altri, molto più importanti, che si trovano nelle fiabe e nelle favole e che ne rappresentano la spina dorsale.
L'opposizione alla tirannia, la lealtà, il coraggio, lo spirito di sacrificio, il lottare per ciò in cui si crede anche quando la situazione sembra disperata.

Sono questi messaggi che per costoro che arrivano a pensare simili censure e false critiche rappresentano le loro paure, le loro insicurezze e la consapevolezza di essere non solo nel torto, ma di stare operando contro la natura dell'umanità.



-Fireflag-

Nessie said...

Fireflag, il tuo discorso (che condivido) non esclude affatto il mio, semmai lo completa. Il coraggio, la lealtà, lo spirito di sacrificio, il lottare per ciò in cui si crede anche quando la situazione sembra disperata , non hanno solo a che fare con le situazioni legate alle tirannie politiche, ma anche a quelle quotidiane. Basti pensare a tutti i soprusi che subiamo giornalmente anche soltanto quando andiamo per uffici pubblici (e ti faccio un esempio tra i più banali). Mi occupo di folclore, di miti e di fiabe da vari anni e visto che mi sembri interessato all'argomento eccoti qualcuno dei testi chiave da consultare:

"Le radici storiche dei racconti di magia" Vladimir Propp (linguista, etnologo e antropologo russo)
"Morfologia della fiaba" Vladimir Propp

"Il ramo d'oro" James Frazer

"I miti greci" Robert Graves.

Pertanto, sostengo a ragion veduta, che l'attacco delle élites ai miti, fiabe popolari, fiabe di magia, sia un preciso attacco ai popoli, alle loro culture, alle loro tradizioni e identità e a tutto quello che C.G.Jung chiamava "l'inconscio collettivo".

Di suggestioni, simboli, morale da ricavare ce ne sono a migliaia e potremmo stare qui a discutere fino a domattina e oltre, perché ciascuno di questi racconti e miti, offre intere biblioteche di interpretazioni.

Nausicaa said...

Per fortuna, come scrivi nel post, esistono infinite opere artistiche ispirate alle fiabe. "Cenerentola" è diventata un'opera di Rossini, ma la Cenerentola che poi ha successo nella vita, ha ispirato vari film tra i quali "Sabrina", "Cenerentola a Parigi" ecc. La Bella Addormentata è un balletto di Ciaikovski come del resto "Lo Schiaccianoci", "Scarpette rosse" è un bel film. L'uccello di fuoco" di Afanassjev è una musica di Igor Stravinski e un balletto.
Insomma, non credo che la loro revisione e rottamazione di tutti questi materiali narrativi potrà spingersi più di tanto fino in fondo, anche se ci provano e riprovano.

Nessie said...

Sì, in effetti ne avrebbero da demolire e rottamare parecchio. Non sono ottimista, ma dovrebbero ogni momento impegnarsi di buzzo buono nell'opera di saccheggio. E' difficile demolire completamente tutto l'immaginario collettivo di popoli e nazioni, per via del ritorno del represso e del rimosso. Tutto ciò che si reprime, ritorna sempre, è nell'ordine delle cose.
Intanto ecco il famoso valzer de "La Bella Addormentata" di Tchaikovsky , vediamo se rottamano anche questo:

https://www.youtube.com/watch?v=SdPNLXqYLOw

Anonymous said...

Secondo me lo fanno apposta per vedere come reagiamo. Le lezioni di masturbazione in classe, per questi pervertiti vanno bene. Le corruzioni all'infanzia e all'adolescenza, pure. In compenso trovano da ridire sulle fiabe tradizionali e sulle cattive intenzioni del principe sulla principessa (il bacetto del risveglio).
La verità è che vogliono imporre un mondo rovesciato con disvalori al posto dei veri valori. Non vogliono comportamenti secondo natura, ma devono essere manipolati secondo l'ideologia. Come dei Satana che buttano tutto quanto sottosopra invertendo l'ordine naturale delle cose.

Eugenio

Nessie said...

Questi sciagurati, apologeti delle perversioni, lavorano su due fronti: la distruzione economica degli Stati gettando le popolazioni nella miseria, e la loro distruzione culturale, morale e intellettuale, giungendo a qualificare come “diritti”, e come tale meritevoli di tutela giuridica, atti contro natura. Viceversa, viene vista con sospetto tutto ciò che mira alla conservazione e riproduzione della specie umana.

Una vera dittatura quella dell'ipecorrettismo ONUsiano OMS Eurocratico-eurocretino che trancia le stesse radici native dei popoli... che è un po' come dire di tagliarsi gli attributi.

Anonymous said...

Come dicevo nell'ultima discussione questo è un regime che ha raggiunto la perfezione: ha creato decine di milioni di automi, cloni di se stesso, perfettamente indottrinati e che agiscono "spontaneamente" secondo i suoi dettami. E l'ha fatto con migliaia di film, telefilm, VIP "esternanti" su tutto, giornali, giornalisti, milioni di ore TV con programmi di ogni genere, libri di scuola, monopolio culturale conquistato militarmente. Tutto perfettamente vagliato, selezionato e unidirezionale. L'ha fatto eliminando e criminalizzando metodicamente in un modo o nell'altro qualsiasi idea e opinione diversa in qualsiasi campo. L'ha fatto con migliaia di miliardi di dollari ed euro. E il risultato è questo: la Bella Addormentata e il suo Principe devono morire a norma della Loro Legge.
Sono rimasti solo Mostri, Orchi e perfide Streghe a vagonate.
Scarth

Nessie said...

Sono rimasti solo Mostri, Orchi e perfide Streghe a vagonate.

Cioè, loro! Come ho già scritto questa mattina a Nausicaa "tutto ciò che viene represso, ritorna sempre: è nell'ordine delle cose". Perfino Freud lo chiama il ritorno del rimosso.

Non sono ottimista, ma questo è un fatto storico, antropologico e psicologico accertato.

Aldo said...

E che dire dell'italianissimo Pinocchio? O, andando ancor più indietro, dell'inarrivabile Fedro? Secondo me i messaggi educativi sono ancor più marcati, in quei casi.

Aldo said...

Una cagna che doveva partorire chiese ad un'altra di lasciarle deporre i piccoli nella sua tana, e l'ebbe facilmente. Poi, quando l'altra richiese il posto, lei la supplicò e, a forza di preghiere, riuscì ad ottenere una breve dilazione, sino a che le fosse stato possibile portare via i cagnolini una volta irrobustiti. Scaduto anche questo termine, l'altra cagna si mise a pretendere con più insistenza la sua cuccia. "Ti lascerò il posto -- disse --se potrai essere alla pari di me e della mia banda".

Giusto un esempio, a mio avviso particolarmente adatto a questo blog.

Nessie said...

Pinocchio o meglio "Le avventure di Pinocchio" è una bellissima fiaba. O meglio un "romanzo di formazione per ragazzi", secondo molti critici. O "romanzo picaresco" secondo Italo Calvino. L'intento educativo non lo rende pedante, dato che non perde elementi fantastici tipici sia della fiaba (la Fata dai Capelli turchini, che non può essere sempre buona, dato che deve impartire regole di vita), sia della favola (gli animali, spesso descritti in chiave allegorica come il Gatto e la Volpe, il Grillo parlante ecc).

Fedro è un autore di favole allegoriche con intento morale. Ma prima di lui va detto con tutta onestà che c'è stato il greco Esopo da cui Fedro trasse a piene mani l'ispirazione per la messa in metrica latina ("La volpe e l'uva", "la cicala e la formica", "La gallina dalle uova d'oro" ecc).

La Fontaine prese da entrambi, traducendole poi in versi con rima, in lingua francese.

Nessie said...

PS: per ora Pinocchio non è passato sotto la mannaia del politically correct, forse perché burattino costruito con un ciocco di legno da un povero falegname toscano e privo di madre.


Hai messo una favola di Fedro, assai adatta al tema "invasione" ;-)

Anonymous said...

@Nessie

"
Pertanto, sostengo a ragion veduta, che l'attacco delle élites ai miti, fiabe popolari, fiabe di magia, sia un preciso attacco ai popoli, alle loro culture, alle loro tradizioni e identità e a tutto quello che C.G.Jung chiamava "l'inconscio collettivo".
"

Ovviamente concordo, vogliono sradicare le basi della cultura e della civiltà con cui siamo cresciuti per rimpiazzarle con qualcosa di falso, posticcio e artificiale, senza messaggi da tramandare e senza senso, creato a tavolino, ignorando secoli di storia e umanità pregressa.
Altrimenti i loro piani di omologazione globale fallirebbero.
I malvagi al potere, di solito, vengono corrosi dalla loro stessa insana ambizione, più si credono forti, più in realtà si indeboliscono poichè si allontanano dai popoli e questi giustamente li ripudiano.


-Fireflag-

Anonymous said...

Credo che alcune analisi del russo A.Dugin siano illuminanti al proposito. Lui ne parla a proposito dell'identità russa che oppone a quella europea. In sostanza dice che L'Occidente liberale (ma sarebbe meglio dire progressista, in quanto anche il Socialismo ha la stessa matrice) non vuole avere un'identità. La sua identità coincide con l'assenza di identità. Qualunque altra visione al proposito non può essere tollerata: in ogni parte del mondo.
Quella di Dugin è la visione tradizionale che è stata elaborata proprio in Europa, non in Russia, ma ogni cultura vi si può ritrovare in quanto il presupposto è il reciproco rispetto tra culture diverse, il che non esclude il conflitto, ma pare un atteggiamento assai diverso.
Siccome il termine tradizione ha proprio a che vedere con tutto ciò che passa di generazione in generazione, e siccome il regime vigente non ha alcun interesse a trasferire alcunchè da un individuo all'altro, la riscrittura di tutti i canoni fino dalla prima infanzia rende più facili i passaggi successivi e assicura che il regime troverà sempre meno resistenza.
Però la destrutturazione di ogni organismo sociale fino dai più elementari, come la famiglia, è anch'essa già molto avanti. Se non vengono ricostruiti questi presidi, non importa quali saperi possono essere trasmessi. Che il genitore A, o il genitore B raccontino al "figlio" la fiaba di Biancaneve o qualunque sua nuova versione, non avrebbe comunque alcun senso. Nessuno lo capirebbe più. Senza contare il fatto che persone ormai senza alcuna identità non ne potrebbero trasmettere alcuna. Questo è lo stato dell'arte nel bel mezzo della rivoluzione mondiale.

IL SAURO

Nessie said...

Fireflag, è quanto dici che tutto sommato non mi rende poi così pessimista, come altri lettori qua dentro. Non si può costruire nulla sulle sabbie della finzione, della menzogna e dell'impostura. E i piani di omologazione globale pretendono farlo.

Nessie said...

Sauro, non conosco Alexandr Dugin e il suo pensiero. Ma so che la critica al pensiero progressista la fece già esponendo gli stessi concetti, un altro Alexandr: Solgenitzin durante una sua tournée americana.

Tranquillo, le fiabe non sono fatte per essere trasmesse "tali e quali" da genitore A e genitore B. Loro, semmai, sono proprio quelli che le hanno già parodiate e destrutturate da tempo, con Principi azzurri gay che si innamorano di domestici, i quali aspirano a diventare Reucci e a vivere al Gran Palazzo "felici e contenti". Quanto ti racconto è già successo in una scuola di stato, durante una delle famose recite di fine anno. Fai un po' tu...

Tornando ai russi mi sembrano più consapevoli e assai meno vulnerabili di noi, e forse la salvezza dell'Europa potrebbe (condizionale d'obbligo ) arrivare proprio da loro. Tra i più famosi folcloristi e linguisti russi vale la pena di ricordare Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev (il terzo Alexandr :-) e la sua immane raccolta e trascrizione di antiche fiabe popolari russe che sono semplicemente stupende:

https://www.amazon.it/Antiche-fiabe-russe-N-Afanasjev/dp/8806078151

Del resto, quasi tutti i saggi etnologici ed etnografici sulla Fiaba da me letti, sono stati scritti da linguisti e antropologi russi.

Anonymous said...

Bello il richiamo all'inconscio collettivo junghiano stratificato nella parte più profonda e oscura della psiche umana, ma... brutte notizie per la signora inglese, non si può sradicare per seguire la moda del politically correct perseguita dai polici corrotti del momento. Per quanto uomini malvagi ce la mettano tutta ad esprimere quella che jung chiama "ombra" cercando di sporcare la vita seducendo o imponendo per legge azioni immorali e contronatura in realtà gli Archetipi che ci accompagnano dagli albori dell'umanità riaffioreranno sempre, prima o poi ,ristabilendo l'ordine naturale delle cose. Niente paura ! Lasciamo la signora agitarsi inutilmente e attendiamo la legge del Karma : magari i figlioli, se sono maschietti, diventeranno molestatori a loro volta, o affioreranno in essi pulsioni omosessuali, oppure potrebbero ricevere la grazia di una chiamata del Signore e decidere di farsi preti, avallando la favoletta , anch'essa da abolire, di Gesù nato da Vergine venuto per farsi carico dei nostri peccati. Non mi stupirebbe se l'insignificante e frustrata tizia in questione fosse anche atea. Però la vita è tanto strana eh !!! Alla signora verrà un colpo vedendo i fanciullini prendere i voti !!!
Max da Roma

Anonymous said...

@Nessie

"
Fireflag, è quanto dici che tutto sommato non mi rende poi così pessimista, come altri lettori qua dentro. Non si può costruire nulla sulle sabbie della finzione, della menzogna e dell'impostura. E i piani di omologazione globale pretendono farlo.
"

Esatto.
Io sono tutto sommato ottimista, prima o poi il vento cambierà, l'offensiva sarà fermata e il moloch che stanno costruendo cascherà sulle loro teste vuote.

Come quando ne "la sfida dei gemelli" Raist diventa una divinità, però essendo accecato dall'odio e dalla sua mortalità interiore scoprirà che non potrà più creare nulla ma solo distruggere.
E allora si chiede "Perchè?"
"Perchè dentro di te non c'è rimasto nulla a cui attingere, un enorme potere lasciato a se stesso finisce con il distruggere irreparabilmente tutto ciò che tocca fino a divorarsi da solo."

Quella trilogia parla molto dell'oscurità interiore che noi tutti possediamo e combattiamo quotidianamente.
In certi casi, il potere di alcuni individui, è per loro l'unica luce, perchè costoro per avere il potere hanno rinunciato alla loro umanità.
Più che temerli andrebbero compatiti e salvati dalle loro miserie, e se solo le masse fossero più attente non saremmo giunti a questo punto.

p.s. Alexandr Dugin è uno dei teorici ed ideologi al fianco di Vladimir Putin, una persona molto colta e istruita e convinta che l'occidente, in particolare l'Europa, stia attraversando un processo di decadenza irreversibile a causa della politica e delle oligarchie che lo governano.
E ha ragione.

-Fireflag-

Nessie said...

Vabbé Max da Roma. Un passo al giorno, un gradino al giorno. Non possiamo portarci troppo avanti. L'essenziale è che una fuori di testa inglese a nome Sarah Hall che vede molestatori dappertutto (anche nell'innocente bacio del risveglio alla Principessa), sia stata fermata. Viviamo un'epoca dove la ragione e il buon senso non riscuotono mai applausi e come diceva Chesterton "Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate".

C'è del marcio in Gran Bretagna se già nel 2010, la sottosegretaria al Ministero della Giustizia Bridget Prentice si era attivata per vietare alle bambine di vestirsi con indumenti rosa:

http://sauraplesio.blogspot.it/2010/01/neurodeliri-inglesi-vietato-il-rosa.html

Nessie said...

Fireflag, non conosco quella trilogia fantasy che citi. Ma so che le metafore letterarie, ci parlano in profondità di noi stessi, e questa è sempre stata la funzione assunta dalla buona narrativa.
Perfino nel nostro domestico, toscano e ruspante "Pinocchio" nel capitolo "Nel paese di Acchiappacitrulli" quando corre a denunciare il furto degli zecchini d'oro ad opera del Gatto e la Volpe, viene ascoltato da un giudice, catturato e messo in prigione, una metafora della giustizia italiana che non ha nemmeno bisogno di interpretazioni.

Preso dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale per denunziare al giudice i due malandrini, che lo avevano derubato. Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d'oro senza vetri che era costretto a portare continuamente, a motivo di una flussione d'occhi che lo tormentava da parecchi anni.Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l'iniqua frode, dando il nome, il cognome e i connotati dei due malandrini, e finì col chiedere giustizia.Il giudice lo ascoltò con molta benignità: prese vivissima arte al racconto, s'intenerì, si commosse e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello. A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da gendarmi.Allora il giudice , accennando Pinocchio ai gendarmi, disse loro: - Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d'oro: pigliatelo e mettetelo subito in prigione!

Alessandra said...

Le fiabe e la cultura popolare sono radicate a una tale profondità nell'immaginario collettivo, sono presenti in tutte le arti e vengono citate anche sotto forma di metafora (vedi la volpe e l'uva, la cicala e la formica, Cenerentola solo per citare degli esempi) che sarà molto difficile per "l'oro" cancellarne la memoria.
Proprio per questo dobbiamo difenderle con ostinazione già ora!

La "fiaba della principessa differente" è una dichiarazione d'intenti: vogliono che le bambine diventino delle donne egocentriche ed egoiste, arroganti, perennemente insoddisfatte poiché si sentono sempre in dovere di dimostrare qualcosa (anche quando non viene richiesto), innamorate solo di sé stesse con l'uomo ridotto a zerbino.
Citando la frase finale di gran parte delle fiabe: infelici, solo apparentemente contente.
Davvero un bel modello da proporre!

Anonymous said...

è off topics ma mica tanto
http://video.ilmessaggero.it/roma_vandalo_devasta_san_vitale-1999234.html
che di sicuro nessun farà farà vedere in TV
risorsa della BOLD-OVRA all' opera ; scommettiamo che la "Fakka" e "l' apostata" non avranno nulla da dire sul' opera di costui
ws

Nessie said...

Alessandra, quale sarebbe la "fiaba della principessa differente"? Io ho trovato questa qua, che sinceramente fa pena:

http://ictito.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=642:il-drago-e-la-principessa-una-favola-diversa&catid=181&Itemid=1507

è una fiaba destrutturante, didascalica, pedante e sinceramente priva d'ogni magia come quasi buona parte delle fiabe e favole moderne. Quando si mette l'ideologia al servizio del "racconto", questo diventa 'na ciofeca, per dirla alla Totò.

Nessie said...

ws, ho visto. Pazzesco! Ormai si dà il via libera ai peggiori talebani iconoclasti. Approfitto per dire che l'Apostata gesuita si dovrebbe impicciare di casa sua, invece di andare a dar lezioncine alla birmana Aung San Suu Kyi. Quella, a differenza delle mucillagini di casa nostra, è una dura che sa il fatto suo, e lui non si deve permettere di darle lezioni di tolleranza pro-islamica!
E' chiaro che è un emissario dell'ONU!

Alessandra said...

L'ho trovata in un articolo linkato al tuo vecchio post su Zapatero.

Ecco lo stralcio:
Un esempio di favola "moderna"

Per comprendere davvero l’ideologia ottusa che guida i censori delle favole, basta però guardare al modello di favola “moderna” da essi stessi proposto nel citato opuscolo ministeriale. Si intitola La principessa differente (si badi bene: non si insegna il rispetto per la differenza, ma si suggerisce la “differenza” come modello).

La fiaba esordisce così: “Non molto tempo fa c’era una principessa che si chiamava Alba Aurora, delicata ed amabile, ma anche molto agile e sportiva e a cui piaceva, tutti i sabati, scalare montagne o fare camping in spiaggia”. (Che fantasia!)

Non manca il principe azzurro: un giorno bussa alla finestra di Alba Aurora, offrendosi di “salvarla da un mago malvagio, da un drago scontroso o da un orco enorme”. La principessa risponde sprezzante: “Non conosco nessun mago, orco o drago. Ma se così fosse, avrei trovato da sola il modo di liberarmene”. (Il modello umano proposto è il rifiuto della collaborazione, sacrificato sull’altare dell’ “indipendenza”. Che tristezza...)

Ma la neo-favola non si è conclusa. Il principe, affranto, se ne sta per andare, quando Alba Aurora gli propone di visitare la Muraglia Cinese in moto. (Questa sì che è una proposta... alternativa! Ma non era più "ecologista" il cavallo?)

Il principe accetta e Alba Aurora, ovviamente, prende l’iniziativa (adesso è il maschio ad essere “passivo”?): lo abbraccia e lo fa ballare. Poi montano sulla motocicletta “e diventano buoni amici...”.
Solo amici, per carità… (amore e matrimonio sono parole sessiste).


http://www.europaoggi.it/content/view/2175/31/

A quanto pare non gli ha portato troppo bene.
Penosa "La principessa e il drago" ... una vera bestialità! Lascino perdere, va'!

Nessie said...

Ah, brava Ale che hai ripescato un link da un mio vecchio post di 7 anni fa che ovviamente ricordavo per sommi capi, ma non tutto!

Ottimi gli interventi di Stefano Zecchi (sempre intelligente, l'ho conosciuto anche personalmente) e di Antonio Faeti che è un vero specialista nel settore.

Semplicemente banale e mediocrissima invece la fiaba che mi hai appena copiaincollato. Anzi, a rigore non si dovrebbero nemmeno chiamare "fiabe", dato che non contengono elementi trascendenti di magia. E se ne vantano pure!
Queste sono le funzioni strutturali descritte da Vladimir Propp, che occorrono per costruire una fiaba:

https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_di_Propp

Ma se il loro scopo ideologico è la "dissacrazione" e la "destrutturazione" della stessa, è evidente che non possono che risultare PENOSE!

Un po' come nel teatro di Brecht (marxista e comunista) quando i personaggi vengono a ricordarci ogni due per tre che stanno recitando. E chissenefrega?!? Siamo forse deficienti? Non lo vediamo che stanno recitando?


Anonymous said...

Il punto critico sono i milioni di fanatiche "signore Hall" di regime col ditino alzato pronte a sostenere le opere delle "risorse" del firmato di Ws e prontissime a mettere al gabbio tutti gli altri.
Scarth
PS: una interessante alternativa a tutti i nostri crucci e ragionamenti. Sembra che a fronte di 170.000 risorse entrare ci siano 250.000 vecchi italiani fuggiti a gambe levate...
https://www.youtube.com/watch?v=ktkSKbAPDH4

Nessie said...

Quell'isterica della Boldrinovna ha querelato la Gazzetta di Lucca chiedendo 250.000 euro al suo direttore. Come dice Blondet in un caso e nell’altro, è l’oligarchia ricca dei privilegiati che depreda gli oppositori poveri, riducendoli alla fame.

Se questo non è ricatto censorio...
Ho visto il video di Benetazzo e so già di questo fenomeno di fuga dall'Italia. Ma poi se scappano tutti chi la raddrizza?

Anonymous said...

Cara Nessie, spero anch'io si possa trovare una via d'uscita anche se temo non ci sia senza qualche fattore apocalittico imponderabile. Detto questo la realtà con cui fare i conti è che per ognuno di noi là fuori ci sono almeno 10 "signore Hall" assatanate impegnate instancabilmente a farla andare a picco la barca invece di raddrizzarla. Oltretutto le suddette madame nelle varie onnipresenti vesti ci costano un capitale a mantenerle.
Scarth

Nessie said...

Direi che con la Boldrini siamo ben oltre le signore Hall! Almeno quella si limita a telefonare alla scuola e a quanto pare la sua richiesta non ha avuto successo. Leggi un po' qui:

https://www.lagazzettadilucca.it/politica/2017/11/laura-boldrini-chiede-250-mila-euro-alla-gazzetta-di-lucca/

Anonymous said...

Dugin è fondamentalmente un tradizionalista russo, quindi è ortodosso come Solgenicin. Ma l'Ortodossia cristiana non è la stessa cosa del Cattolicesimo; è universale in quanto Cristianesimo, ma si tratta di una visione spirituale. Il che era poi quello che intendeva Gesù Cristo, secondo le scritture degli evangelisti. Detto in parole povere: siamo più marxisti in occidente di quanto non siano mai stati fino in Russia.

Il link di WS è sconsolante. Nessuno presidia i luoghi sacri, nemmeno per il loro contenuto artistico. Se non si riprende il controllo del territorio diventeranno episodi sempre più frequenti. Bisogna presidiare ogni casa, ogni quartiere: palmo a palmo. Le forze preposte non lo fanno o, addirittura, favoriscono casi come questo.

IL SAURO

Nessie said...

Infatti Sauro. La verità è che loro se ne sono disfatti in fretta e ocn piacere delle "radici marxiste". Noi invece siamo qui ancora col (post?)comunismo di uno stato sempre più occhiuto e intrusivo. Hai un bel dire che abbiano posto l'etichetta di "democratici":la vocazione è sempre quella.

Sul video della chiesa di S. Vitale. Avanti di questo passo e rischiamo di diventare come l'enclave serba nel Kossovo musulmano. Altro che presidi ci vorrebbero!