01 November 2014

Se il riposo non è più eterno



A parte le solite mascherate all'americana di zucche, streghe, spiriti e fantasmi, di dolcetti o scherzetti e altre mediocrità affini,  le due festività di Ognissanti e dei Morti ci danno l'opportunità di meditare non solo sulla caducità della vita, ma anche sugli spazi cimiteriali a disposizione degli estinti. La durata dell'uso dei terreni nei quali vengono interrati i morti, diventa sempre più breve (di solito, una media di 10 anni) ;   dopodiché, la cara salma trasloca. 
Eh no, non c'è requiem manco da morti, cosa credevate!? Il morto frutta anche e soprattutto da morto, perché a discrezione delle varie amministrazioni, scade la concessione e bisogna rinnovare l'impegno con il comune. Impegno pagante e sonante, tanto per cambiare.
E' di questi giorni la notizia di una mia amica che già in difficoltà economica è stata richiamata dall'amministrazione comunale per il rinnovo di una tomba di famiglia della sua povera nonna: 1800 euro. Che fare? Pagare o gettarla nelle fosse comuni? 
 Ma anche un rinnovo in una semplice cassettina ossaria ha il suo prezzo che varia dalle 750 alle 800 euro. Se i parenti del caro estinto non acconsentono alla nuova disposizione, allora non restano che le fosse comuni.



Ma ecco che dagli Usa vengono in soccorso le holdings internazionali con il franchising della cremazione, sostenute dagli ambienti massonici, certamente meno cara, e reclamizzata con uno slogan agghiacciante: la purezza del ricordo.

La purezza del ricordo esiste se c'è qualcosa di tangibile e concreto da ricordare. Tant'è vero che i congiunti degli estinti cremati tengono una loro fotografia accanto all'urna cineraria. E cioè un oggetto concreto. Non si rendono conto però che portarsi a casa le ceneri secondo la consuetudine americana, significa sottrarre il ricordo dell'estinto anche a chi l'ha conosciuto in vita. I nostri cari, non appartengono solo a noi, ma anche ad amici che li hanno conosciuti e amati da vivi.

Ho già dedicato a questo argomento, certamente non allegro, ma che fa parte del ciclo biologico in tutte le sue fasi, un post sul Giardino delle Esperidi con gli ottimi commenti di Pseudosauro. La storia della nostra civiltà, arte e cultura,  trae origini dall'arte funeraria. Il culto dei morti si perde nella notte dei tempi (dagli Egizi, agli Etruschi, ai Greci ai Romani, passando per numerose altre civiltà e culture) e posso solo fare riferimenti episodici di una materia che richiederebbe molto più tempo e spazio di questo post e pertanto rimando al citato blog.


Le ceneri in un'urna, non possono essere una consolazione per chi resta. La pratica della cremazione crea uno sostanziale spartiacque fra il nomade senza fissa dimora che si rassegna alla corrente della vita e lo stanziale che organizza il suo mondo consolidando le sue certezze, nella vita come nella morte che ne è il suo naturale epilogo, e che pertanto predilige l'inumazione.

Non ci sono più spazi nei nostri cimiteri sempre più sovraffollati (sia dei piccoli centri che in quelli delle grandi città) ed è questa la vera ragione (oltre a quella economica) che sospinge ad adottare la cremazione, pratica già in uso in alcune civiltà pagane in prevalenza nomadi.
Curiosamente, però i cimiteri delle coste sicule in cui sbarcano gli stranieri clandestini, sono pieni di tombe vere interrate, magari senza nome o con nomi fittizi. In quei famosi  giorni del naufragio dei clandestini dello scorso anno,  il ministro dell'Interno, a proposito dei  200 morti di Lampedusa parlò di voler dare loro "degna sepoltura". Perché non di "degna cremazione"? Non è un caso...
Avrei voluto vedere la  faccia di pennivendoli, scribacchini, politici, amministratori e altre autorità se i morti di Lampedusa dello scorso anno fossero stati "cremati", perché considerata pratica più igienica. Avrebbero con ogni probabilità, agitato lo spettro dei soliti forni crematori di hitleriana memoria a danno dei poveri "migranti", ululando al "razzismo".
E allora,  perché mai la pratica della cremazione  viene  invece  insistentemente indotta e consigliata a noi autoctoni? Sarebbe interessante saperlo...


Ecco che allora si affaccia un dubbio, forse un assillo: quello della sistematica cancellazione delle nostre radici. Accelerare le cremazioni (certamente più a buon prezzo rispetto all'inumazione), significa anche questo: non devono esserci più tracce del nostro transito terrestre, che vanno invece, quanto prima, sostituite con altre.


Intanto a sfrattarci dai nostri cimiteri dei  villaggi natii dove un tempo erano interrati i nostri antenati in un ciclo di rassicurante continuità, ci pensa già il caro- posto-tomba imposto  da sindaci e amministratori sempre più avidi e vampireschi. E' una crudele selezione economica che ci indurrà a cremazioni collettive: ovvero all'impurità del vivere  e del morire senza ricordi, senza vestigia, senza testimonianze, sprofondando nell'abisso dell'immediato come animali da zoo.

In Liguria e in Provenza è consuetudine inumare i morti in cimiteri fuori borgo su spianate o colline prospicienti il mare. Qui i defunti sprofondati nel regno delle Ombre, godono per paradosso, della luce del sole che nasce e che muore al crepuscolo, incendiando l'orizzonte. Sono esposti ai venti, alla salsedine e al fragore delle onde. Chissà se li rivedremo ancora, se leggeremo ancora nomi italiani nelle epigrafi e se potremo portarvi un fiore.


Questa, la posizione della chiesa ortodossa sulla cremazione. La chiesa cattolica, come è noto, ormai si è adeguata a tale pratica e ne ha dato l'assenso. 

44 comments:

johnny doe said...

Non commento neppure la pagliacciata Halloween,sarebbe come importare una festa dei boscimani.

quanto alla cremazione,le sue origini...il discorso è molto complesso,ma non voglio qui affrontarlo,se non che in gran parte sia dovuta oggi a problemi pratici come tu osservi "Non ci sono più spazi nei nostri cimiteri sempre più sovraffollati (sia dei piccoli centri che in quelli delle grandi città) ed è questa la vera ragione (oltre a quella economica)..."
Per quanto poi il problema riguardo ai clandestini (E allora, perché mai la pratica della cremazione viene invece insistentemente indotta e consigliata a noi autoctoni?),la disparità fa tutto parte del solito armamentario ipocrita buonista

Nessie said...

Sulle origini della cremazione, faccio rimando al post pubblicato sul Giardino (anche nella sezione commenti) dove se ne è a lungo parlatp.

Sta di fatto che alla fin fine quella della cremazione non sarà più una libera scelta (non lo è già più), ma un vero e proprio obbligo dovuto principalmente a:


1) al caro esequie funebri
2) al caro salma
3) al caro terreno in gestione e trovate varie comunali di far scadere i morti come mozzarelle

Anonymous said...

E così i Mostri del nuovo ordine sono arrivati a impossessarsi anche di questo aspetto. Per loro avere delle radici, dei ricordi, dei legami è una cosa che mette a repentaglio il loro potere e soprattutto è una cosa che distingue una persona da uno di quei loro zombie standard (consumanti e votanti) a loro tanto cari.
Della ex Chiesa Cattolica bergogliana lasciamo perdere vista la completa omologazione con le idee dei suddetti Mostri.
Scarth

Nessie said...

...e senza alcuna fatica, Scarth, perché perfino la gente più umile, devota e pia, di fronte ai prezzi sparati per esequie e continui balzelli comunali per mantenere il diritto alle spoglie dice: "Mi al me fo' brusa'" (sottinteso: per risparmiare).

Così mi dice la sartina mia vicina di casa che fa le riparazioni per gli abiti da stringere e allargare.

E comunque la chiesa cattolica (o meglio quel che resta della medesima) si è subito adeguata senza un minimo di dibattito, che io sappia. Quando non esisteva questo strozzinaggio comunale, i defunti avevano più tempo...per giacere.

Nessie said...

PS: Oggi Bergoglio ha fatto una preghiera per l'anonimo degli "ossari comuni". Avrebbe fatto bene a dire come mai, dopo un po' di anni, si finisce tutti anonimi e tutti nelle fosse comuni, a causa delle rapine economiche sul caro estinto.
Spennati da vivi, spennati da morti fino all'osso. Anzi, alle ossa.

Anonymous said...

Ottimo argomento
Non entro in merito alle usanze sulla cremazione(in genere praticate dai popoli venuti dal Nord....Gli Ari...ai quali apparteniamo...e tipica pure dell'Italia antica)...e l'inumazione comune ai popoli del sud(Egizi....popoli semitici).
Una spiegazione plausibile....I popoli del nord davano più importanza ad un'anima, appesantita da un corpo corruttibile(quei bei roghi Vichinghi...ancora in uso in India).....mentre quelli del sud...si attaccavano alla conservazione del corpo...come unico supporto alla forza vitale(vedi l'imbalsamazione).
Visto che sono Romano....Roma è piena di resti di"Colombari"...costruzioni,che ricordano quelle dell'allevamento dei piccioni, destinate a conservare le urne cinerarie dei defunti....pratica diffusa dall'epoca repubblicana fino al 1° sec. D.C.
Non dimentichiamo in Italia il Villanoviamo...basta entrare in museo di preistoria .... (pratiche importate probabilmente da una seconda ondata di popolazioni "Indoeuropee" in Italia)...e vedere le tipiche urnette cinerarie

In Europa(e quindi in Italia)l'inumazione fu importata dall'oriente(maggiormente...insieme al Cristianesimo...con le sue catacombe))....fu accettata....e ormai(in molti) ci siamo affezionati e ce la teniamo.
In un bel Post come questo(anche se l'avevi già fatto sul "Giardino delle Esperidi)....forse era utile citare di nuovo...l'arringa più famosa...del più romantico sostenitore dei Sepolcri.....Ugo Foscolo(che da vivo.. "sentiva"... che a Lui"predisse il Fato illacrimata sepoltura).
Un paio di strofe significative...e il mio commento/assenso è finito:
Anche Lui....in fondo,alla fine...aveva i suoi dubbi sulla pratica sepolcrale( solo se esteriore)...versi 13/15
Qual fia ristoro ai dì perduti un sasso
che distingua le mie dalle infinite
ossa
che in terra e mar semina Morte.

Credeva ....molto di più al ricordo che i sopravissuti,conservavano in loro stessi del loro caro,sia un anonimo...che un Eroe...versi 292/295
E tu onore di pianti,Ettorre avrai
ove fia santo e lagrimato,il sangue
per la patria versatoe finché il Sole risplenderà sulle sciagure umane
PS...A Roma i cimiteri sono gestiti dall'AMA,la stessa azienda che si incarica dello "smaltimento dei rifiuti"....è ormai in uso la pratica di rubare...da parte di gentaccia varia, tutto il rubabile che i parenti lasciano in ricordo sulle tombe dei loro cari..più i fiori delle corone che la serai "compra fiore" vendono ai bar e ristoranti.

E più che girare in luogo....dove tra defunto e amico...si sente quella "corrispondenza di amorosi sensi"....."per cui si vive con l'amico estinto....e l'estinto con noi"...che ci riporta alla realtà ultima della vita....esci più incazzato di come sei entrato...perché la luce perpetua è spenta...ti hanno fregato i vasetti dei fiori.....e per terra da giorni(chissà quanti)nessuno toglie foglie,fiori secchi,erbacce.
Saluti MAR

Aldo said...

Ancora una volta, il problema di fondo è la territorialità. Siamo nel bel mezzo d'un'invasione, tanto "dal basso" (irruzione di forestieri) quanto "dall'alto" (azioni d'esproprio da parte delle dirigenze). La questione dei cimiteri va inquadrata in quest'ottica, più che nei suoi aspetti rituali. Del resto, non si spiega come sia possibile che il volume di circa 2,5 metri cubi d'un loculo possa costare le cifre che vengono pretese per il suo affitto (perché di affitto si tratta). Per intendersi, un comune appartamento di 60 mq ha una volumetria media di circa 180 metri cubi e, per via dei numerosi impianti e finizioni, è sicuramente più costoso d'un loculo. Comparativamente,, l'affitto d'un loculo dovrebbe costare molto meno d'una cinquantina d'euro all'anno. Dunque, siamo palesemente di fronte a una speculazione senza giustificazioni.

Oh, visto che importiamo usanze da ogni dove, perché non importiamo anche l'antropofagia rituale? A me piacerebbe portare per sempre dentro di me le spoglie dei miei anziani genitori... (è una provocazione)

Nessie said...

In relazione al furto dei vasetti di fiori, c'è da enumerare anche quello degli oggetti sacri e votivi (croci, lumini ecc) da parte delle sette sataniche che li utilizzano poi all'incontrario per le loro messe nere.
Oramai siamo alla barbarizzazione generale.

Nessie said...

Aldo, gli aspetti rituali non sono mai fini a se stessi, ma parte integrante della cultura, tradizioni e religioni dei popoli. Ovvio poi che la questione cimiteriale, vada inquadrata nell'ottica della territorialità perduta. Ovvero della "privatizzazione del mondo"(anche degli spazi minimi).

Quanto alla speculazione "senza giustificazioni", rientra nel merito del farci adottare tradizioni d'importazione "non nostre", come per l'appunto il "franchising della cremazione" , proveniente dagli Usa.

Prova un po' a immaginare, tanto per fare un esempio banale: chi dice più "il ponte dei Santi" o il "POnte dei Morti"? Tutti ormai dicono il "ponte di Halloween". E non si mette manco più in discussione questa festa celtica non nostra.

Poi la gestione dei campisanti è data in mano a ditte appaltatrici che hanno a che fare con lo smaltimento rifiuti. E sono queste che ci speculano sopra. In genere il lavoro di rimozione delle tombe "scadute" o dello scavo delle nuove viene dato a operai albanesi o comunque stranieri ("tutti lavori che gli Italiani non vogliono più fare" ), e ti assicuro che queste non vanno troppo per il sottile. La tomba di mio padre è rimasta gravemente danneggiata tre anni fa, da una di queste ruspe che scavava per una tomba vicina. I marmi rimasero frantumati, la croce rimossa. Al che la sottoscritta ha preteso e OTTENUTO, IL RISARCIMENTO DANNI da parte del comune, che non voleva farlo, perché intanto dopo 3 anni la tomba di mio padre sarebbe "scaduta". La sottoscritta li ha minacciati di reato penale, e si sono dati una regolata, ripristinando il tutto a loro spese. Giuro che lo avrei fatto anche se il termine della concessione scadeva dopo un mese.

Nessie said...

Aggiungo anche che il "degrado cimiteriale", marcia di pari passo con la sua privatizzazione. Come del resto avviene per qualunque altro settore della vita pubblica testé denunciato in questo blog: che si tratti di trasporti, di sanità, di scuola o di altro...

Anonymous said...

Poi c'è il furto degli oggetti sacri in rame e indovinate un po' chi sono i ladri specializzati in questo metallo? Si sa, ma non si scrive:

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/09/19/news/ladri-di-rame-in-cimitero-il-bottino-finisce-all-asta-1.9963676

Z

Massimo said...

Argomento vagamente ... funereo, ma di attualità :-)
Sicuramente quello del "caro estinto" è un business che non conosce crisi, ma è anche una necessità avere regole. Giusto quello che scrivi sull'omaggio che anche estranei alla famiglia possono rendere ai defunti, potendo trovarne la tomba. Personalmente, comunque, vedo con favore la cremazione. Non è un obbligo portarsi a casa l'urna, anzi tale possibilità è solo recente. Quest'anno, comunque non vi è stata la solita annunciata speculazione sui fiori. Un crisantemo costa 1,5 euro, come, se non sbaglio, per tutta la stagione invernale scorsa.

Nessie said...

Z, forse sono quei "mona" della tribuna di Treviso che lo pensano ma non lo scrivono. Perché ormai si sa, si dice e si scrive: gli zingari. A proposito dei quali a Cagliari hanno dato pure un posto da bidella a una di loro ("tutti lavori che quei fannulloni di Italiani non vogliono più fare). Per "integrarla", si capisce.

Ecco un divertente prontuario buonista prelevato sul web di yahoo:

I negri spacciano? La colpa è di chi compra!
Magnaccia albanesi? La colpa è dei clienti!
I marocchini stuprano? Le ragazze dovrebbero stare più attente!
Gli immigrati delinquono? La colpa è delle nostre leggi!

Nessie said...

Altroché se è di attualità, Massimo, siamo al 2 novembre, più attuale di così... si muore :-) . Non ho sentito nemmeno io la solfa del "caro crisantemi" d'ogni anno. Ma la cosa che va sottolineata è che non c'è più un'aziendina floricultrice in Italia in produzione e in grado di mantenersi, dato che tutti i fiori di tutte le stagioni, provengono dall'Olanda o da paesi "emergenti". Le aziende florovivaiste italiane (Sanremo, Bordighera ecc. ) sono state spazzate via dalle tasse più inique di questa pessima crisi.

Anonymous said...

Parlando con amici inglesi, mi sentii dire halloween what ? Non sapevano manco loro come questa "festa" avesse preso piede in GB. Certo, una base "celtica" c'e' senz'altro, ma l'impressione e' che sia la festa degli zombi. Dalla scuola americana nella mia citta', ho visto uscire torme di bambini e ragazzini vestiti da cadaveri, alcuni con la corda dell'impiccato al collo, macchie di sangue, stracci e fino segni di finta putrefazione. Mi sfugge proprio l'intento educativo di questa roba.

Quanto al resto, l'ipotesi piu' truce e' sempre quella giusta: oltre a levarci di mezzo fisicamente, vogliono che di noi non rimanga nemmeno il ricordo. Al che, mi sorge un dubbio: come si concilia questa specie di annientamento collettivo europeo con i pellegrinaggi della memoria negli ex campi di concentramento nazisti ?
Mi ricordo che tempo addietro ci fu una bagarre indegna circa la costruzione di una chiesa ad Auschwitz; manco fosse una specie di sacrario eretto alla memoria dell'Adolfo...

Ci sono parecchie cose che non funzionano in questo andazzo, ma, se una volta fatte le dovute riflessioni, non concludiamo che da questo inferno bisogna uscire con urgenza, parliamo a vanvera. Tanto per fare un sommario: impoverimento, esproprio, sterilizzazione, sostituzione etnica, sterminio, negazione della sepoltura: non sono queste condizioni sufficienti per auspicare il completo sterminio di una classe dirigente che propaganda e realizza queste cose coprendole con intenti pretesamente umanitari per limitare una possibile reazione ?

Il sauro

Nessie said...

Purtroppo il catastrofismo che denunci trova ogni giorno riscontri più che oggettivi: dalla nascita (con le manipolazioni dell'eugenetica) alla morte, che a quanto pare non è più quella dei latini (mors omnia solvit). Qui non si finisce mai di estinguere Debito anche dopo morti e perfino da scheletri.
Più che "morte a credito" è "morte a debito".

Nessie said...

Su Halloween i siti cattolici parlano di satanizzazione fin dall'infanzia. Magari è un po' esagerato, ma intenti educativi nelle mascherate che denunci non ce ne sono.

Anonymous said...

OT, qua la faccenda delle rom bidelle nel Cagliaritano:

http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_02/cagliari-bidelle-rom-una-scuola-mamme-rivolta-se-ne-vadano-feae662c-6272-11e4-9f8e-083eb8ae3651.shtm

Z

Nessie said...

Grazie, avevo letto l'articolo. Siamo all'universo capovolto: chi non ha mai fatto un tubo in vita sua se non dedicarsi al furto, all'accattonaggio, e allo sfruttamento dell'infanzia, viene premiato con un posto di lavoro fisso che in molti Italiani disoccupati invidiano. E si chiude pure un occhio verso questa etnia, sulla violazione di domicilio e il sottrarre un alloggio a gente onesta che se lo paga da una vita come dimostrano i fatti di San Siro e del Lorenteggio a MI. Ci danno lezioni di "satanismo" anche in questi casi, non c'è che dire.

Quanto ad Halloween e ai suoi legami pagano-satanici riporto l'opinione di questo sacerdote di Porcìa (Pordenone):

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PORDENONE/parroco_porcia_contro_halloween_satanismo/notizie/984427.shtml

Faithful said...

OT (ma IT nell'altro post):

Le brave personcine tanto amate dal Pisapirla venute ad arrikkirci kulturalmente:

http://www.youtube.com/watch?v=SR-BoC_Y-2o

Nessie said...

Pietà Faithful, devo cenare :-).



Lugh said...

Dai Nessie, questo post te lo potevi risparmiare. Halloween è un'innocua carnevalata, il satanismo lo vedono solo i peggiori cattolici fondamentalisti. Stessa cosa dicasi per la cremazione. Spero che a Natale non pubblicherai un post contro gli alberi di Natale perché non appartengono alla nostra cultura.

Nessie said...

Dai Lugh, questo commento te lo potevi risparmiare.

In primis, il blog è mio e me lo amministro come mi pare.
In secondo luogo, io ho riportato dei pareri che tu definisci "fondamentalisti", ma H. resta una carnevalata di cattivo gusto e diseducativa. E l'idea di bambini mascherati da cadaveri putrefatti con la corda di impiccato al collo, mi pare per lo meno discutibile.

In terzo luogo, la cremazione deve rimanere una libera scelta (qualcuno qui è favorevole, come nel caso di Massimo) e non un obbligo per tutti quelli che non possono permettersi "degna sepoltura".

C'è anche un quarto luogo.

A Natale pubblicherò un post contro quei coglioni che bandiscono le nenie e i canti natalizi, i presepi e pure gli alberi di Natale, perché sono islamici e bisogna "rispettare le loro culture".

Anonymous said...

ottima riflessione.
Resta comunque il fatto che con questa globalizzazione che disperdera' sempre piu' i giovani nomadi per il mondo , portarsi dietro le ceneri dei propri cari sara' un forma di memoria superiore a saperli posti in un ossario dall' alta parte del globo.

Perche' cara nessie tutto quello quello che tu lamenti in ogni post e' il prodotto di una solo agente : un capitalismo sfrenato e disumano ; ed inutile lamentarne gli effetti senza rimuovere la causa -.
Senza questa rimozione di sicuro ed in ogni campo della nostra vita " andra' male prima di andare ancora peggio".
ws

Nessie said...

Grazie ws. Non si può sempre piacere a tutti, ma a quelli che stimo, il post è andato a genio. Purtroppo è come dici. Il nomadismo dei nostri giovani (ai quali dedicherò un futuro post, dopo aver letto un articolaccio della Stampa che tesseva l'eleogio del dormire in sacchi a pelo negli aeroporti, armarsi di tablet e darsi ai minijobs) è del tutto funzionale al portarsi appresso l'urnetta delle ceneri. Ma questo conferma appieno la mia diffidenza iniziale circa la cremazione legata al nomadismo. Oltre al fatto che avendo visitato un forno crematorio della mia città, ne ho tratto la macabra impressione di bestie da macelleria condotte al rogo. Come ci si rassegna in fretta allo zoo e alla perdita dell'anima!

Se non ti sembra troppo "fondamentalista", ti invito a leggere la riflessione dei cristiani ortodossi nel merito. La trovi nell'ultima riga del testo.

Anonymous said...

Questa cruda descrizione della Notte di Halloween al Muccassassina di Roma, un localaccio per Lesbiche-gay, trans-bisex. se non è un'orgia di assattanati poco ci manca:

http://www.dagospia.com/rubrica-28/video-cafonal/american-horror-story-tempio-italiano-mondo-gay-trans-bisex-87858.htm

Zeta

Nessie said...

Questi luridoni certe porcate sempre sotto l'occhio guardone e compiacente di Dagospia (sito porno-gossiparo di amplificazione trash), le farebbero anche senza il pretesto di Halloween. Certo gli è che la festività in oggetto, dà loro il pretesto per scatenare il loro trash da discarica abusiva.

Invece vorrei portare a conoscenza questo articolo prelevato da La Stampa sulle cremazioni coatte e collettive in Cina.

http://www.lastampa.it/2014/11/03/esteri/cina-lossessione-delle-quote-e-il-traffico-dei-cadaveri-jtwmMHt6pv58yvjK6fqWVP/pagina.html

lo spirito religioso di molti cinesi li porta a occultare cadaveri dei loro congiunti per seppellirli alle falde della collina o lungo un corso d'acqua, ma il regime pretende quote da cremazione sempre più ampie. Il pretesto è la "mancanza di terreno a disposizione". Sì, ma la Cina è immensa.

Vanda S. said...

Ciao Nessie. Anche se lontana, leggo sempre con interesse i tuoi articoli. Si questo ho solo una cosa da aggiungere: fa parte del piano globalista che ha congeniato il cancellamento del nostro passato. Esisteremo solo nei ricordi di quelli che resteranno dopo di noi. Passati loro e la loro memoria, finiremo di esistere.

Nessie said...

Ciao Vanda, grazie. Spero che tu ti sia sistemata benone.

Anonymous said...

Non per essere pedante... come bene dice Mar, l'inumazione, lasciando da parte altre civilta', e' stata adottata dal Cristianesimo perche' si sposa bene con l'idea di resurrezione dei corpi il giorno del Giudizio. Niente corpo, niente resurrezione... d'altr'onde, la cremazione e' vista simbolicamente come trasfigurazione, catarsi, ascensione del corpo insieme con lo spirito. Due concezioni che, comunque, non negano la dimensione spirituale e si pongono diversamente solo in quanto al mezzo, ma entrambe si basano sulla convinzione che esista una vita oltre la morte. Nonostante entrambe soddisfino ad esigenze igieniche molto meglio di quanto non faccia l'esposizione del corpo, propria delle civilta' piu' antiche, la loro funzione e' prima di tutto simbolica, il che significa che la Morte viene accettata come parte della rispettiva civilta'. Le comunita' del passato erano infatti costituite da vivi, morti e nascituri. Il culto dei morti (o degli antenati) e' sempre stato considerato uno dei parametri per valutare una civilta': piu' era complesso e piu' la civilta' era considerata evoluta. Ovviamente, oggi, si pone l'accento solo sulla questione igienica: e' piu' conveniente, e' piu' pratico, etc... ma lo smaltimento dei cadaveri e' concepito come quello dei rifiuti, tanto che le aziende che si occupano degli uni e degli altri sono praticamente le stesse. Beh... non e' cosa da poco passare da oggetto di culto a rifiuto solido.

Una nota sul "liberismo selvaggio". Quando si vuole che nel mondo tutti si comportino allo stesso modo e' difficile parlare di "liberismo". Poco importa se ti espropria lo Stato, le Multinazionali, la Finanza o l'ONU. Il risultato e' comunque l'abolizione della proprieta'; e questo e' assai poco "liberista".

Il sauro

Nessie said...

Queste precisazioni le avevamo già fatte sul Giardino delle Esperidi. Comunque è utile riportarle anche qua.
La questione della sepoltura è più chiara dal punto di vista teologico:

Ec 12,7: «…la polvere torni alla terra com’era prima e lo spirito torni a Dio che lo ha dato».

Mentre il punto di vista antropologico è abbastanza discutibile, perché in verità sono quattro modi di sepoltura dei primitivi:

1.sepoltura in terra, 2.affondamento in acqua, 3.esposizione agli uccelli necrofaghi dell’aria, 4.cremazione con il fuoco,

che corrispondono esattamente con la costituzione dell’universo di quattro elementi base: terra, acqua, aria, fuoco.


Correva il 27 ottobre 2013. Chiaro che l'aspetto rituale della cremazione (in India c'è la pira) oggi sparisce per fare posto alla questione igienica come riporti. Dovresti anche aggiungere che una società mercantile e materialista come quella che viviamo , tende sempre più a mettere tra parentesi gli aspetti ritual-religiosi.


Ovvio che se ci fossero rischi gravi di epidemie, la cremazione avrebbe ed ha un senso (come del resto in passato).

Nessie said...

L'affondamento in acqua era tipico della marineria dove il comandante come è noto, è anche un po' il sacerdote della nave (poteva celebrare nozze e officiare riti funebri).

Mentre l'esposizione agli uccelli necrofagi (chiedo venia per il refuso precedente) era tipico delle tribù dei pellerossa. Il cimitero dei corvi, viene infatti ripreso nel famoso film western di Pollack "Corvo rosso non avrai il mio scalpo".

A tutti, raccomando di leggere l'articolo che ho linkato dalla Stampa sulle cremazioni collettive cinesi.

Maria Luisa said...

a proposito dell'"smaltimento dei cadaveri", mi ricordo gli atti di un allucinante congresso a tale riguardo, non ricordo tutti i metodi e soluzioni ma quello che mi fece più impressione fu "la catarsi vulcanica: tutti dentro ad un vulcano attivo.Rapdo,economico.
PS
Non ricordo se avessero valutato l' impatto ambientale di tale pratica.
Maria Luisa

PS
per lo meno smetterei di arrabbiarmi per i vasi che regolarmente mi rubano

Nessie said...

Già, c'è anche il furto di fiori. Costano e allora si corre ai ripari, prendendo quelli altrui :(

Anonymous said...

Qualche nota sulla cremazione e inumazione...visto che il tuo Post è piaciuto.
Come ho accennato nel precedente commento... la cremazione è la tipica pratica di popolazioni e religioni antiche...gli Ari...o Indo-Ari(che col viaggiare verso occidente sono diventati gli Indo Europei).... portando con loro,l'antica cultura Vedica,sfociata da loro nell'Induismo e poi nel Buddismo....
Per queste Religioni le anime sono costrette a reincarnarsi in nuovi corpi,dopo la morte...perché devono saldare un debito(Karma)collezionato dagli eventi delle vite precedenti...e solo quando dopo una serie di rinascite l'anima è pulita....si libera da questa schavitù e rientra nell'universo....perdendo la sua individualità.
Sembra spontaneo che in queste culture il corpo,pur con il dovuto rispetto,sia considerato un peso...quasi una sofferenza.
C'entra poco(o forse sì) con l'argomento...ma il grande studioso delle tradizioni dei popoli occidentali/Europei....J.Evola..per sua espressa volontà...volle essere cremato e le sue ceneri sparse al vento dall'alto delle montagne....In parte fu fatto da un suo amico alpinista che ne disperse la metà dal Monte Rosa....l'altra metà è nella tomba di famiglia.
Invece tornando all'inumazione....ricordiamo che nell'antico Egitto sopraviveva alla morte totale solo chi conservava il corpo...i Faraoni e i loro sacerdoti(e chi conosceva il libbro di Thot....i poveracci ..buttati sotto terra non avevano diritto ad una eternità....morivano per sempre....insieme al loro corpo corruttibile.
Ricordiamo(per le civiltà semitiche) che uno dei più noti atti di Abramo in terra di Canaan fu quello di"insistere ad acquistare"(da un Ittita)un pezzo di terra suo(in effetti una grotta) ad Ebron...per destinarlo alla sua sepoltura e dei suoi parenti(Gen.23-8).
Come giustamente fa notare il Sauro....per i Cristiani...nel "Credo" c'è alla fine dei tempi la Resurrezione della carne...e il corpo deve essere integro...questo spiega l'avversione di certe sette Cristiane per i trapianti e le trasfusioni...Noi evitiamo di pensarci a questo"mistero"...perché imbarbariti dalla cultura scientifica(e non vogliamo creare falle nelle nostre convinzioni)...
Ma come esempio per chi va ad Efeso c'è la tomba della Madonna...poi nel secolo passato ci fu il dogma dell'Immacolata Concezione...che si tira appresso in automatico quello dell'Assunzione...perché la causa della morte degli umani fu il peccato originale(che non sfiorò,però, Maria)...che non morì.
Certo a chi ha anche solo imparato poche nozioni di fisica,e vuol rimanere credente per convinzione,evita di chiedersi "dove" vivono oggi...Gesù,Maria....ed il profeta Elia,rapito in cielo anima e corpo?
Alcuni esempi di "rispetto delle tombe"...in Roma....L'Augusteo e La Mole Adriana...senza pietà il primo convertito prima in residenza patrizia,poi in conservatorio di musica...e la seconda convertita in fortezza papalina a prova di qualsiasi assalto...E le ossa dei due grandi Imperatori che fine hanno fatto???
Invece più fortuna ha avuto l'antico cimitero ebraico,sull'Aventino(accanto al monumento di Mazzini)....La collina che si affaccia sul Circo Massimo....Quella collina è artificiale..... costruita con terreno di riporto,per coprire,le tombe esistenti....Su quell'area(che pur ha subito pesanti scempi,per far passare due vie di traffico)parte del cimitero si è però salvato(in uno strato più basso) e nello strato di riporto è stato"convertito"nel Roseto comunale di Roma...dove si trova una ricchissima collezione delle rose di tutto il mondo...(Ricordo che la rosa...è uno dei simboli fondamental della religione ebraica)...
Io non ho partiti presi per una o l'altra delle due pratiche(ognuno facesse quello che gli pare)....anche se ho avvertito (quando sarà...fra cent'anni)di farmi cremare e disperdere le mie ceneri per la campagna romana....come già è possibile fare.
Saluti Mar

Anonymous said...

mi è saltata una frase sullo scempio subito in epoca più tarda delle due tombe(in effetti Mausolei)di Augusto e di Adriano....
"in effetti queste due tombe erano immense tombe di famiglia...dove non riposavano solo Augusto e Adriano...c'erano sepolti altri imperatori della stessa dinastia con mogli e figli...più grandi personaggi della vita pubblica dell'epoca...non me li ricordo ma nella mole adriana ci furono sepolti molti altri famosi imperatori.
Saluti Mar

Nessie said...

Roma è un'immensa stupefacente necropoli che non si finisce mai di scoprire. Ottime precisazioni, grazie.

Paladino said...

La "cremazione politically correct" non è neanche il peggio. razzolando su internet in anni di forum dgli argomenti più vari, per esempio, ho scoperto che vengono offerti anche funerali con liofilizzazione - ti congelano in un bagno di azoto liquido, quando sei un ghiacciolo ti macino con un vibratore, poi disdratano i frantumi sottovuoto, e il rimanente viene seppellito in una scatola di cartone biodegradabile o sparso in un campo, uso fertilizzante. Qualche mentecatto ha inventato la "sepoltura" tramite idrolisi alcalina. Ti sbattono in un'autoclave piena di una soluzione di acqua e soda caustica, mandano in pressione, portano la temperatura a 180 °C o giù di lì, e nel giro di una decina di minuti tutto quello che rimane sono polvere di carbonato e fosfato di calcio (ossa disfatte) impastata con un brodo di amminoacidi e minerali. Eventualmente la polvere di ossa può essere filtrata, il resto del minestrone viene scaricato nelle fognature. Altrimente, si sciacquona tutto. Morto Cristo, spenti i lumi.

Ora, io trovo molto circostanziate e sensate le osservazioni di Nessie, e le motivazioni dietro di esse. Soprattutto perchè mettono in luce le motivazioni dietro il sostegno alle forme "alternative" di sepoltura, come trovo azzeccatissimo il collegamento fra inumazione e cultura contadina, ovvero legata a una terra, a un luogo, rispetto a una cultura nomadica. O fluida.

Chiarisco. Le esequie in forma di cremazione fanno parte di alcune culture come metodo tipico, ad esempio in Giappone, India e nella maggior parte dell'Asia orientale la cremazione è praticata da sempre, ma era molto praticata anche a Roma. In Grecia, in generale, era abbstanza praticata, e in linea di massima ha una logica anche in culture come quella micenea, ove lo standard era l'inumazione, per riportare a casa i resti dei guerrieri che morivano lontano da casa. I Crociati bollivano i corpi dei caduti per poterne recuperare le ossa e riportarle in patria, la sepoltura in mare era una necessità, sopportata anche se dolorosa, per disporre dei corpi dei marinai morti in mare a mesi di navigazione da casa e da terra.

In linea di principio, come sottolineato da Nessie e da altri, il fattore discriminante non è il metodo di disposizione della salma, che può essere giustificato da tante motivazioni, ma il rispetto, la considerazione che viene attribuita a chi è morto. La "Pietas". La dignità.

Situazioni disperate, come per esempio dopo una battaglia che ha lasciato sul terreno decine di migliaia di morti, possono giustificare metodi discutibili di sepoltura. Milioni di anonimi poveri soldati sono finiti nelle fosse comuni, se andava bene si beccavano un telone e una piastrina di identificazione nella speranza di una successiva sepoltura più degna, altrimenti, finiva lì. Ma anche una sepoltura collettiva può avere una dignità, vicino a Maratona ci sono un paio di collinette, uno è il tumulo dei morti Ateniesi, l'altro dei Plateesi. C'è dignità anche in questo, c'è memoria, c'è volontà, comunque, di trasmettere un ricordo: in fondo, le collinette sono ancora lì, dopo 2500 anni.

Nessie ha scritto: "si affaccia un dubbio, forse un assillo: quello della sistematica cancellazione delle nostre radici. Accelerare le cremazioni (certamente più a buon prezzo rispetto all'inumazione), significa anche questo: non devono esserci più tracce del nostro transito terrestre, che vanno invece, quanto prima, sostituite con altre."

No, non è un dubbio, Nessie, è una certezza. Esiste una volontà di annientamento, di cancellazione, in cui la "provvisorietà", la volatilità della sepoltura, la sua stessa sostituzione con uno sbrigativo processo chimico come l'idrolisi con la soda caustica è un archetipo, ma di cui esiste la volontà di imposizione da prima del concepimento (o dall'eliminazione di esso) fino alla tomba (o all'eliminazione di essa). Guardiamo ai fatti in maniera analitica.

Paladino said...

(2)

Si creano nuove generazioni con un futuro lavorativo e umano incerto: niente posto fisso, niente casa di proprietà (le case si "usano" e si cambiano a seconda del luogo dove uno si trova sbattuto a cercare di guadagnarsi il sopravvivere quotidiano), niente muto (senza stipendio fisso) per comprarsela una casa. Niente libri: una casa è il luogo dove fra le altre cose ci stanno gli scaffali, ma gli scaffali non servono più basta un lettore kindle, qualche elettrone riciclato, et voilà, niente libri. I tuoi film preferiti sono nel cloud oppure in streaming, manco la dignità di un CD.
E andiamo avanti: in una vita liquida, in una società liquida, una famiglia stabile, con casa, arredamento, figli, eccetera, è abbastanza fuori questioni. Se proprio vuoi, scodelli un figlio sfuso con la compagna (o il compagno) rigorosamente provvisori, e poi que serà serà. I miei genitori mi hanno insegnato etramandato cultura, valori, memorie, ricordi, abitazione, biblioteche (quasi esagerate) e anche un francobollo di uliveto ancestrale, che di tanto in tanto mi fornisce una damigiana di olio di costo economico equivalente al caviale beluga del Volga, ma ne vale la pena. Ma appartengo all'ultima generazione che ha questo patrimonio, questo tipo di eredità.

Non costruiamo più famiglie, non costruiamo più eredità, nè materiali, nè culturali: ce lo rendono sempre più difficile, ce lo vogliono rendere impossibile. I (pochi) figli che nascono vengono plasmati a ideologie che disprezzano famiglia e futuro grazie a una sessualità ambigua ed edonistica, vengono formati in un sistema scolastico che ha ucciso lo studio della geografia, e con essa il concetto di "nazione", che ha riscritto e minimizzato la storia, che ha azzerato la storia dell'arte. Che ha voluto cancellare anche un rito di passaggio simbolico come il servizio di leva: un esercito professionale è più efficiente, può essere impiegato in missioni all'estero in un mondo dominato dalle teorie (e pratiche) di origine "geopolitica", però, generazione dopo generazione, viene cancellato il concetto stesso che potenzialmente la "Patria" - ovvero la terra dei padri, lo stato quando ti chiama per metterti un fucile in mano - merita di essere difesa. Perchè non c'è più patria, non c'è più un confine o un popolo da difendere, e, in fondo, perchè un popolo che ha imparato, magari poco e malamente, a impugnare ed usare un arma può sedimentare nel subcosciente che si può anche combattere per qualcosa, e, soprattutto, potenzialmente sarebbe anche in grado di farlo.
Niente più campi coltivati, magari lo stesso podere del papà e del nonno, niente più fabbriche che appartengano a un territorio, niente più di tutto quello che ci rendeva uomini, o donne, e famiglie, e figli, e genitori, e magari, qualche volta e non tutte le generazioni, soldati e guerrieri. Un coacervo di "non nazioni" che vanno ripopolate, multietnicizzate, trasformate in contenitori di "risorse" con nomi che non si tramandano più, con voci che parlano mille lingue diverse, senza morale, senza etica, dove al posto dell'Onore c'è la "responsabilità sociale", dove la Giustizia, già rimpiazzata dalla "legge", viene sostituita dalle "normative.

Paladino said...

(3)


Che schifo: Δίκη, la Giustizia, era il concetto a cui l'essere umano tendeva, doveva tendere per elevarsi al di sopra degli animali. Lo stato (che adesso è diventato "collettività") o comunque il potere costituito, doveva garantire giustizia per tutti tramite la legge e la sua applicazione, perchè non possono esserci nè diritti nè doveri nè società nè futuro senza giustizia, e se le leggi, e il potere che le emanava e applicava andavano contro il concetto di giustiza, l'uomo aveva il diritto morale e etico di ribellarsi, di insorgere. Antigone disse a Creonte, dopo aver seppellito suo fratello Polinice ed essere stata arrestata per questo "Io ho infranto la legge. Non sapevo che gli editti di un mortale avessero più potere della legge degli dei, che esiste non da oggi o da ieri, ma vengono dagli dei dell'aldilà, ed è eterna." E fu messa a morte, perchè si era ribellata, ma aveva ragione lei.

Questo vogliono cancellare.

Più niente.

E in questo grande nulla che dilaga in tutti i passi della vita di ogni essere umano, passi che segnano lo scorrere della vita e del tempo, e soprattutto, la costruzione e il lascito di qualcosa, la cancellazione delle tombe, ma soprattutto la minimalizzazione degli ultimi riti e del contorno emotivo e umano che li accompagnano, comprese le lapidi, le foto stampate sulla ceramica, i lumini e la piantina il 2 Novembre, anche questo, ma non solo questo, non può non far parte di un concetto che con sempre maggiore rapidità ed efficienza vuole cancellarci, cancellando il nostro passato, liquefacendo il nostro presente, distruggendo giorno dopo giorno il futuro e anche il concetto stesso di "futuro" individuale e familiare, e garantendo che oltre al passato, al presente e al futuro sia cancellata anche la memoria. Di tutti e di tutto.

Nessie said...

Ciao Paladino, e ben ritrovato! :-)

Che dire e che altro aggiungere ai tuoi due ottimi interventi così analitici e ricchi di acume che hai fatto qui?
Dico che fino a quando c'è ancora gente che ragiona così, un po' di Speranza esiste ancora, su questo Pianeta. E la Speranza è una cosa buona, è l'humus con cui nutriamo le nostre azioni.

Col tuo permesso, mi piacerebbe copiaincollare la seconda parte al nuovo topic sui giovani e le mistificazioni sulla loro carriera, che troverai appena dopo questo, in quanto mi pare molto azzeccata e pertinenti col nuovo tema di riflessione: quello della precarizzazione indotta come una "conquista", in luogo di una jattura, come invece è. A dopo...

Nessie said...

in aggiunta al tuo terzo intervento, vorrei aggiungere che in questi primi giorni di novembre, ho osservato con attenzione a quanto scrupolo molte donne (è inutile, il culto dei morti è qualcosa di ancestralmente femminile) hanno nel ripulire il sepolcro del proprio congiunto come se fosse un'estensione della propria casa:
ne asportano foglie secche e rametti, residue vegetali, ne spazzolano via i muschi e i licheni, spolverano la fotografia del caro estinto, ecc.

O forse anche è un rito preparatorio di quel che poi toccherà a turno a tutti noi. Ancora grazie per il passaggio, caro Amico!

Paladino said...

Ciao, Nessie. Ben ritrovata a te. Sentiti libera di utilizzare quello che ho scritto a tuo piacimento, anzi, sono onorato.

Grazie, di tutto, e un caro saluto - L.

Nessie said...

Se vai al topic più recente dal titolo "Alcune mistificazione sulla questione giovanile", ho riportato il tuo commento N.2 sulla fine del lavoro e la precarizzazione. Cari saluti a te.