10 March 2014

Tamburi di guerra per evitare il default del dollaro?

 
 
 
Ho detto spesso che quelle finanziarie speculative sono guerre combattute... con altri mezzi. E che gli sciacalli che le scatenano hanno comunque in mente di conculcare i diritti dei popoli e di appropriarsi degli stati-nazione realizzando cessione di sovranità,  sudditanza e satellizzazione. Questo quando va bene (si fa per dire). Quando invece non basta, quando si rischia il crollo mondiale del Dollaro, l'opzione bellica manu militari (per interposta persona, o per esportare la democrazia mercatile e usuraia, o attraverso false rivoluzioni che sono di fatto dei colpi di stato, o quale bombardamento Nato come avvenne nei Balcani) resta pur sempre l'opzione per antonomasia. E l'Europa sarà allo servizio dello zio Sam, offrendo le basi aeree come avvenne per la guerra contro la Serbia? In Italia abbiamo una ministruccia (la Mogherini)  della giunta (golpista) Renzi, che la prima cosa che ha fatto è stata quella di allinearsi a Victoria Nuland.
Morire per Kiev? E che ce ne viene a noi?  Leggete un po' qui...

C’è l’intento del Pentagono di colpire la Russia prima del collasso planetario del dollaro». In questa chiave Carlo Tia inquadra i drammatici sviluppi che oppongono Mosca e Washington in Ucraina. «Gli scambi tra la Cina e la Russia sono ormai in yuan, fra la Cina e l’Iran in oro», scrive Tia su “Megachip”. «La stessa Cina si sta liberando di circa 50 miliardi di dollari al mese – trasformati in obbligazioni “ricomprate” forzosamente dal Belgio, non si sa esattamente da chi – per sostenere il dollaro (più esattamente, i petrodollari). Lo stesso George Soros sta pesantemente speculando al ribasso a Wall Street. Sono tutti segni di una prossima depressione mondiale, da cui forse gli Stati Uniti potrebbero uscire solo con una prolungata guerra in Europa». A conferma del “pilotaggio” della crisi esplosa a Kiev, lo scoop del “Giornale”: in una telefonata alla “ambasciatrice” dell’Ue, Catherine Ashton, il ministro degli esteri dell’Estonia, Urmas Paet, dice che i cecchini che hanno sparato sulla folla di piazza Maidan non erano uomini di Yanukovich ma probabilmente «della coalizione appoggiata dall’Occidente».
 
Resta la domanda: perché gli europei non si sono resi conto della trappola mortale tesa a loro dagli Usa? E’ ormai chiaro, sostiene Tia, che secondo i piani dei registi delle Ong operanti in Ucraina (gente del calibro di George Soros e Zbigniew Brzezinski) è contemplata una guerra civile fra i russofoni dell’est e gli ucraini dell’ovest. «Pochissimi media occidentali – continua Tia – hanno trasmesso la registrazione trapelata del colloquio di Victoria Nuland (ndr: quella del "Fuck Europe!"), incaricata Usa della cura dei rapporti diplomatici con Europa ed Eurasia, con l’ambasciatore statunitense in Ucraina». La Nuland disponeva e comandava la composizione del nuovo governo di Kiev dopo aver cacciato Yanukovich, presidente pessimo ma regolarmente eletto. La “strategia della tensione” innescata a Kiev darebbe agli Usa e alla Nato «il pretesto di intervenire per “pacificare” l’Ucraina, stabilirsi minacciosamente nel Mar Nero e proiettarsi sempre di più nel Caucaso e verso il Mar Caspio, ricchissimo di risorse petrolifere e di gas».
 
Grazie alle nuove tecnologie di “fracking”, aggiunge Tia, la stessa Ucraina è diventata nel giro di pochi anni un campo d’interesse primario per esplorazioni e sfruttamento di nuove aree. Lo sviluppo di simili giacimenti (specie da parte di compagnie nordamericane) insidia direttamente la posizione dominante russa di Gazprom. Molto evidente anche la volontà di colpire la Cina, che in questa crisi è schierata con Putin: «I cinesi – rivela l’analista di Megachip – hanno di recente acquistato diritti di sfruttamento agricolo su circa 6 milioni di ettari di terre ucraine coltivabili. Cosa che ha fatto venire il sangue alla testa alla Monsanto e affini. Dico “aveva”, perché il governo fantoccio messo su dagli americani ha revocato subito i diritti concessi l’anno scorso ai cinesi». Per Carlo Tia, il rischio concreto è drammatico: «I meccanismi della guerra sono innescati. Se dovesse fare fino in fondo la sua corsa il gioco automatico delle alleanze, fra non molti giorni ci troveremo in guerra».




Nel piano bellico, secondo Tia, si collocano anche le dotazioni del Muos in Sicilia, l’installazione di scudi antimissile in Polonia, l’apertura di basi americane in Romania e Bulgaria, senza contare la Turchia, membro della Nato, che controlla gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Il governo di Ankara ha appena concesso a una grande nave da guerra Usa di entrare nel Mar Nero, in violazione della Convenzione di Montreaux, mentre ad Atene c’è una presenza navale ancora più pesante, la portaerei “George Bush”. Secondo la Russia, la convenzione che vieta l’ingresso nel Mar Nero di navi da guerra non appartenenti a paesi affacciati su quel mare, è già avvenuta in questi giorni con la comparsa della fregata statunitense “Taylor” e della “Mount Whitney”, nave-comando della Sesta Flotta».

Da questa crisi, è evidente, l’Europa ha tutto da perdere. Perché allora asseconda l’offensiva statunitense alla frontiera russa? «La Germania – scrive Tia – ha abboccato all’amo di una espansione verso un mercato ucraino di 46 milioni e mezzo di abitanti, previa distruzione del modello di economia sociale di mercato dell’Ucraina, e della sua industria, soprattutto all’est del Paese». E la Francia di François Hollande «è stata pesantemente minacciata a partire dal dossier iraniano nel corso del recente viaggio del presidente francese a Washington». Bocciata, di fatto, la missione a Teheran condotta da 140 grandi industriali francesi, «che avevano creduto al clima (fasullo) di buoni nuovi rapporti con l’Iran». 
 Motivo: «Obama ha detto senza peli sulla lingua che tutte le relazioni della Francia (e dell’Europa) devono rispettare non solo le sanzioni che non sono ancora state tolte, ma anche quelle, soprattutto commerciali e finanziarie, che gli Usa dettano unilateralmente».
Un gioco pericoloso, che potrebbe chiamarsi Terza Guerra Mondiale, se gli Usa faranno precipitare la situazione con l’adesione dell’Ucraina all’Ue, spingendo i missili della Nato fino ai confini con la Russia. «La Cina, da parte sua, ben sapendo di essere il prossimo obiettivo, ha dichiarato di sostenere la Russia, ed è comunque sotto attacco, sia finanziariamente sia economicamente: il piano americano attuale consiste nel far deragliare l’economia cinese e poi destabilizzarla nelle regioni occidentali, che saranno, per la Cina, l’equivalente dell’Ucraina per la Russia». Di fatto, aggiunge Tia, il mondo si sta avviando ad una bipolarizzazione molto pericolosa: Cina e Russia da un lato, Stati Uniti e Europa al suo guinzaglio dall’altro lato. «È questa una tappa del disegno di dominio planetario degli Usa: ricreare un clima di tensione continua, di fronte alla quale gli europei non potranno che compattarsi attorno allo Zio Sam, per non buttarsi nelle braccia dell’altro blocco».

 

http://www.libreidee.org/2014/03/piano-usa-guerra-in-europa-prima-che-crolli-il-dollaro/ (segnalato da Josh).

27 comments:

Anonymous said...

Intanto 44 contenitori di riserve auree ucraine sono già convolate negli States, quale caparra nella notte dell'8 marzo:

http://www.stampalibera.com/?p=71875#more-71875

Zeta

Nessie said...

Evviva la Glasnost', la trasparenza! Queste interessanti notiziette sui 44 fusti d'oro sulla nostra stampa non si verranno mai a sapere. Del resto non scrivono nemmeno dove si trova la NOSTRA riserva aurea.

Aldo said...

Mmm... magari (probabilmente) sbaglio, ma da occhio il [ri]sorgere una contrapposizione tra blocchi di potere comparabili non mi sembra una brutta notizia. Sempre ad occhio, direi che la brutta notizia è stata la presenza, per venti e passa anni, di un unico blocco di potere al quale nessuno pareva osare porre un argine.

Cosa può impedire a un grosso cane di morsicare a destra e a manca? Il timore dei morsi di un altro cane, altrettanto grosso e altrettanto mordace.

In uno scenario bipolare, una diplomazia "come si deve" cercherebbe di giostrarsi in modo da allettare l'uno e l'altro con molta attenzione a non scontentare o accontentare troppo né l'uno né l'altro.

Nessie said...

Sono abbastanza d'accordo, Aldo. Ma noi europei vassalli e satelliti dello zio Sam? Il problema è che molti Italiani sono filo russi e filo PUtin (anche la sottoscritta), ma se si creano i blocchi con la Nato con tanto di basi americane in casa l'allenza atlantica diventa quasi un dogma obbligato e obbligatorio. Ma intanto i profughi ce li cucchiamo tutti noi e Putin per rappresaglia ci può tenere tranquillamente al fredduccio.
Tu sei rimasto un nostalgico della Guerra Fredda, ma qui lo scenario è ben diverso e ben peggiore.

Nessie said...

Ben peggiore, perché un tempo l'impero sovietico era un monolite compatto che esercitava la sua ferrea "dittatura". Ora ciascuna dei quelle ex repubbliche socialiste ed ex sovietiche è un focolaio di partiti espressioni di interessi diversi, di etnie che rivendicano ognuna, la loro appartenenza e pur dividendo lo stesso territorio, non si possono soffrire l'un l'altra. Pensa solo all'Ucraina con i Tatari da una parte e le popolazioni russofone della Crimea. O la Georgia che voleva annettersi l'Ossezia e l'Abkazia, ma queste di andare con i georgiani non ne volevano sapere, perché restano russofone e non georgiane e vogliono rimanere con Putin. Insomma, Putin ha un cortile dietro casa, che è un caos elevato al cubo, creatogli ad hoc dagli Usa, le ong e naturalmente quel losco individuo che è George Soros.

Tutto cambia, e quasi mai in meglio.

johnny doe said...

Avevo letto questo articolo...ma non cvredo ci saràò una guerra...nessuno può ora permetterselo,un po' come in Siria.
Certo ci sono altri mezzi,altri surrogati non meno devastanti,come il fomentare una guerra civile (questa sì molto probabile in futuro)in Ukrajna o importanti ritorsioni economiche o politiche.Non certo il fracking per una somma di ragioni e di controindicazioni non da poco.
Su questo versante Putin può dormire per diverso tempo sonni tranquilli.
Certo l'intento é quello di colpire la Russia,unico oppositore al ruolo imperialista USA.
Gli interessi europei sono spesso contrastanti con quelli Usa,ma bisogna far buon viso al padrone.L'europa non esiste,politicamente un nano e un verme militare (Kissinger).
Ed esisterà ancora meno se va in porto l'accordo transatlantico sul commercio.
Sullo sfondo c'è poi certamente la questione del dollaro come moneta degli scambi internazionali,ruolo da tempo messo in discussione da tutti i paesi del BRICS e pure da Strauss Kahn...
Come si possa poi ostracizzare la moneta della seconda (o prima?) economia mondiale,la Cina,é tutto da scoprire....e cosi pure la Russia.
Non è più tollerabile che una moneta che vale il 40% in meno del suo attuale corso,determini una posizione di privilegio di un solo paese,privilegio non indifferente,dovendo tutti comprare dollari per acquistare quasi tutte le materie prime e sostenendone in tal modo il corso.Mi fermo qui perchè sul dollaro ci sarebbero da fare altre considerazioni troppo tecniche,ma volte allo stesso risultato.
Ma non so fino a quando questa situazione può durare.

Nessie said...

Può darsi che sia come dici, Johnny. Ma in ogni caso è sempre meglio scommettere sul peggio per poi perdere la scommessa, che doverla vincere. Nessuno vuole correre il rischio di un'avventura senza ritorno come un'eventuale IIIa GM.

In ogni caso, credo che a Putin e alla Russia, stiano muovendo una strategia a tenaglia senza precedenti. Del resto il vecchio stramaledetto oligarca ungherese di stanza in Usa, glielo aveva promesso da tempo.

Nessie said...

OT: Ho letto i tre links di Barnard che mi hai messo da te:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=798

Per i suoi sostenitori -

- http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?
id=797
- http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=799

Confermo il mio giudizio sul "caso umano", anche se ti parrà severo. Purtroppo B. non ha ancora capito la differenza che esiste tra l'essere EFFICIENTE (e lui lo è e molto) e l'essere EFFICACE (e lui non lo sa essere in quanto non ottiene risultati politici). Per "politici" non intendo necessariamente parlamentari o di potere, ma come arte del saper cogliere al meglio le opportunità della vita. Punto.

johnny doe said...

Eh già,barnard....sta scivolando verso una inarrestabile deriva di autodisruzione...peccato...poteva essere tanto utile alla causa...ma se glielo dici ti manda a quel paese....
Ah certo,per gli Usa era meglio l'ubriacone Eltsin.....!

Nessie said...

Sì, un vero peccato, ma sai, ciascuno di noi ha un suo karma (o daimon, o come vogliamo chiamarlo).

Su Eltsin per tornare al topic. La badante ucraina della madre di una mia amica, ha raccontato che in un soffio sotto il suo regime di "liberalizzazioni", le vennero polverizzati i suoi risparmi in banca, come non fece manco il regime comunista. E' evidente che Putin rende amara la vita degli espropriatori di Wall Street.

Nessie said...

PS: L'Hai letta questa intervista di Padre Giraud, quel gesuita che denuncia i banksters sul sito di Marianne?
Eccolo:

http://www.marianne.net/Gael-Giraud-Le-jesuite-qui-tient-tete-aux-banques_a237004.html

Anonymous said...

Frattanto va avanti il round di negoziati commerciali tra Usa e Ue, il famoso TTIP e gli Europei saranno sempre più servi e ricattabili.

http://testelibere.it/blog/ttip-il-nuovo-accordo-usa-ue

Max

Nessie said...

Sul TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) ovvero il partenariato del commercio e dell'investimento transatlantico con l'Europa, avremo modo di ritornarci, dato che trattasi di una'autentica truffa, una sorta di Nato economica che va FERMATA con ogni mezzo.

L’obiettivo è dar luogo ad un trattato di libero scambio tra Europa e Nord America che abolisca i dazi doganali e uniformi i regolamenti dei due continenti, in modo da non aver più alcun ostacolo alla libera circolazione delle merci e alla libertà di investimento e di cosiddetta "gestione dei servizi". Questo significa abolire i dazi ma soprattutto uniformare i regolamenti Usa e Ue in modo da costruire un unico grande mercato. Si tratterà ovviamente di un'uniformità al RIBASSO, dove noi saremmo i veri perdenti. In agricoltura gli Usa introducono già da tempo gli OGM, solo per fare uno tra i molteplici esempi. Nell'allevamento fanno uso di ormoni ecc. Insomma, siamo nelle mani delle multinazionali. E non solo....

Nessie said...

Max, leggo nel link che m hai messo un esempio particolarmente calzante:

"Facciamo un esempio: se la Monsanto si sentisse in un qualche modo discriminata dalla nostra normativa in materia di OGM (organismi geneticamente modificati), potrebbe citare in giudizio l’Italia per quello che sarebbe ritenuto dalla multinazionale un comportamento ingiusto visto che negli USA (e non solo) può benissimo coltivarli. Un altro esempio: una qualsivoglia multinazionale potrebbe trasferirsi in Italia (o in un altro paese europeo) garantendosi la possibilità di trasferire i propri capitali e di pagare le tasse altrove."

Semplicemente CRIMINALE! La verità è che fino a quando queste stramaledette LOCUSTE bibliche non hanno razziato fino all'ultimo chicco di grano, ne inventano sempre una per tormentarci.

Anonymous said...

La triste realtà è che l’Europa è la cagna dell’America, e farà tutto quello che dice lo Zio Sam e la bandiera dell’Ue potrebbe essere sostituita da con una in cui si vede sventolare un barboncino sottomesso. Quindi, se la Russia, o la Crimea, hanno deciso di far entrare in Crimea qualche “osservatore”, che è in realtà agli ordini dello Zio Sam, non farebbero prima e meglio a far entrare direttamente degli osservatori della 82° Airborne o degli agenti speciali della Cia, senza perdere tempo con questi euroclown che arrivano dall’Estonia o dalla Slovenia? Almeno gli americani sarebbero veri professionisti, non farebbero finta di essere soldati… La Ue non merita nessun rispetto e la Russia dovrebbe smetterla di comportarsi come fanno gli europei, quando è chiaro che non vorrebbero obbedire. Ciao IL Vate

Nessie said...

Bella quella della bandiera con il barboncino, Vate. Mettiamocene 12 di cani, come le famose stelline, e non se ne parla più. Non credo che la Russia a differenza di noi che siamo al guinzaglio si limiterà a guardare. Intanto domenica c'è il referendum sull'annessione della Crimea alla Russia e vediamo come butta.

Qui un articolo che condivido:

http://www.conflittiestrategie.it/la-spartizione-delleuropa

Ma il problema dei problemi è che un partito identitario e indipendentista dalla Nato (e ovviamente dalla Ue, che ne è il barboncino), qui in Italia deve ancora emettere un vagito.

Aldo said...

Johnny, pur con tante parole spese sui libri di mitologia... pardon, di storia... rimane una sola tristissima, schifosa verità: l'unica moneta che ha un valore è quella che ha come garanzia la punta d'una pistola (carica e in mano a un assassino). Questo, nella mia ingenuità, pare spiegare come mai il dollaro continua a perdurare nel suo ruolo di valuta di riferimento.

Nessie said...

Parole sante! E' solo che dovresti registrare meglio l'armamentario bellico. La povera innocente Colt è roba da vecchio Far (very Far) West. Ora si viaggia a droni telecomandati che spandono cluster bombs.

Vanda S. said...

Questa si che e' una notizia sensazionale!

http://www.ticinolive.ch/2014/03/12/la-banca-centrale-russa-svuota-forzieri-americani/

Nessie said...

Grazie Vanda. Questa è una vera notizia bomba! E' il caso di dire che Putin ha giocato d'anticipo. Si vede che conosce bene i suoi pollazzoni.

Anonymous said...

A proposito di bomba...2 belle bombe piazzate a strategica distanza negli usa (atomiche of course), che ce li togliesse dalle scatole?
Laura

Anonymous said...

E non è detto che non ci sia il loro zampino (anzi, zampone) nell'"incidente" dell'aereo in Malesia..
Laura

Nessie said...

Probabile, Laura. Ma l'attentato aereo lo hanno fatto col metodo dell'intrigo internazionale assai ingarbugliato, per far perdere le tracce:

http://www.stampalibera.com/?p=71930#sthash.qx2gvRJy.dpbs

Anonymous said...

Si, ho appena letto quel post, c'è da perdere la testa, oltre che le tracce.
Ma se tanto mi dà tanto, dopo il Kuwait, Afganistan, Iraq, Siria, Ucraina ora, i sospetti vengono in automatico.
Laura

Nessie said...

Le spy story con intrigo internazionale non sono mai state il mio forte nemmeno al cinema. :-). Doppi, tripli giochi non fanno per me. Ma la manina è pur sempre riconoscibile.

Josh said...

La Russia potrebbe ridurre a zero la sua dipendenza economica dagli Stati Uniti se Washington forzasse la mano con sanzioni contro Mosca. Avvertendo che il sistema finanziario americano sarebbe di fronte ad un “crash”, se questo accadesse.

“Vorremmo trovare un modo non solo per ridurre la nostra dipendenza dagli Stati Uniti a zero, ma ad emergere da tali sanzioni con grandi benefici per noi stessi”, ha detto l’ufficiale del Cremlino, Sergei Glazyev.

http://voxnews.info/2014/03/04/russia-pronta-ad-abbandonare-dollaro-se-sanzioni-faremo-crollare-sistema-finanziario-globale/

Nessie said...

Putin sta usando in modo speculare, tutto quello che gli Usa fanno agli altri: compresa una guerra finanziaria.