06 July 2009

L'orrore economico sulla lavanda



Mamma, mi si sono ristretti i campi di lavanda! Non è una battuta, ma per chi attraversa la Provenza su quella che viene definita la Route de la Lavande, noterà che le produzioni intensive si concentrano quasi tutte negli altopiani di Valensole e di Manosque, ma che numerose piccole e medie fattorie e masserie (fermes et bastides) hanno abbandonato la coltivazione di quest'aromatica pianta erbacea. Se ne intravedono le tracce in alcuni campicelli incolti attigui ai casali, dove i tradizionali cespi azzurro-violetto, crescono in stato di abbandono in mezzo ad altre erbacce infestanti. Perchè?

Perché ritenuta troppo laboriosa (gli attrezzi per la distillazione oggi vanno ad arricchire i vari musei agricoli e addirittura i musei della Lavanda, manco fosse pianta da mummificare), troppo complicata, ma soprattutto poco lucrativa. Oltretutto viene aggredita da un nuovo parassita e ciò è perlomeno curioso, tento conto che trattasi di pianta antiparassitaria per antonomasia. Eppure anche lei ha le sue malattie dovute a funghi, come risulta da questa scheda


Ma c'è dell'alltro. Dalla lavanda si trae un ibrido molto bello, selezionato per lunghezza ed eleganza di gambo e per spiga più piena e più intensamente violetta detto lavandin. Anche il lavandin (che scrivo in francese perché tradotto nell' italiano "lavandino" può far pensare all'acquaio) è intensamente profumato, ma dall'aroma più canforato della lavanda originale. Il lavandin non si riproduce più per semina o impollinazione (essendo sterile) ma per semplice talea. Essendo quindi un ibrido, è naturale che sia più delicato.

Oggi intorno alla lavanda provenzale ruota ancora una grossa fetta di turismo, di commercio e d'artigianato che va a rimpinguare le casse della République (visite alle masserie di produzione-distillazione, acquisto di prodotti cosmetici e alimentari come miele e marmellate alla lavanda, riproduzione di quadri, acquarelli, tele, pannelli, tessuti, tovaglie e corredi con ricami dai motivi ornamentali legati alla lavanda e ai campi di grano ecc).
Ma ecco che anche lì è riuscita a penetrare quella che i francesi chiamano con ragione la saloperie chinoise (la porcheria cinese). Come e dove? Non certo nei campi (non ancora, grazie a Dio) ma negli articoli regalo e nelle suppellettili (cuscini imbottiti e aromatizzati alla lavanda, bamboline-portalavanda vestite con grembiulini fatti con tessuti a quadretti bianchi e violetti). Dunque bamboline alla lavanda francese con tanto di tessuto cinese. Un ibrido davvero imprevisto. L' Horreur économique di cui ha parlato Viviane Forrester, non tralascia proprio nulla e trascina con sé, nel suo furore iconoclasta e spoetizzante, ogni cosa senza trascurare alcun dettaglio. Perfino gli aromi e i colori della dolce Terra d'ocra, di viola e d'oro già mèta e soggiorno degli artisti impressionisti. Se fosse vivo Van Gogh, si taglierebbe di nuovo un orecchio e si risparerebbe in uno di questi campi di grano per la disperazione. L'Horreur deve trasformarsi prima o poi in Aurore. Ma per realizzare questa assonanza, dovrà passare la nottata... (fotoNessie)

17 comments:

Bisquì said...

Adoro la lavanda :)

Nessie said...

Anch'io : -)

OT. Bisquì hai messo la moderazione nei commenti? Ne ho messo un mio sul tuo post del Kosovo, ma non mi è comparso.

Closethedoor said...

Se non lo conosci già, forse ti puo' interessare questo film

http://filmup.leonardo.it/mondovino.htm

Nessie said...

Grazie Close. Dev'essere un soggetto interesssante, da quel che ho potuto capire.

Orpheus said...

Anch'io adoro la lavanda per il profumo e per il colore...
Uno dei più bei ricordi olfattivi é il profumo di lavanda della biancheria, quando mia mamma metteva nei cassetti e negli armadi, i sacchettini contenenti lavanda.

In meridione c'era la coltivazione del gelsomino, adesso è praticamente sparita...troppo poco conveniente. Peccato, passare la sera davanti a quei campi era inebriante...
Ciao Mary
Sei tornata?

Nessie said...

Sì, Mary. Poi a breve ma non subito ripartirò. Tu sei già giù? Anch'io ricordo gli armadi freschi delle stanze di mia nonna con le lenzuola e la biancheria che profumavano di "erba spigo" (così la chiamava lei).
Pensa che un tempo anche in Liguria sul Colle di Nava sopra Sanremo esistevano queste coltivazioni estese che ora si sono estinte.
Sul gelsomino c'è la produzione-distillazione a Grasse (sempre in Provenza) ma ora anche lì sta diminuendo.

Un'ultima cosa a proposito di "cineserie" a cui faccio riferimento nel post. Hai visto la Marcegaglia che sviolinate ai cinesi? Questi, mentre sono qui a fare inchini e salemelecchi, si permettono di accoppare in patria 150 persone di etnia uiguri come niente. E nessuno fiata né a destra né a sinistra. Business is Business, è il dogma inattaccabile.

Anonymous said...

I cinesi sono venuti a rompere a proposito dei fatti di Milano in Chinatown e hanno pure fatto vignette con Mussolini a cavallo che bastona la povera cinesina col bambino piccolo in mano, quando la Moratti volle sgombrare i loro carrelli dalla zone di Via Sarpi e dintorni. Ora si permettono di perpetrare delle intere stragi di minoranze e nessuno dice niente. Magari fosse solo questione di merce tarocca. Roby

Aldo said...

A proposito dei Cinesi (e non solo): "La ragione sta sempre dalla parte dei potenti". Così... m'è venuta di getto.

Nessie said...

Aldo, per te che ti occupi di demografia, faresti bene ad aggiungerci che la ragione sta sempre dalla parte dei più numerosi:-) E la Cina è un formicaio.

Nessie said...

Caspita Roby, me l'ero dimenticata quella del poliziotto manganellatore con la faccia da Mussolini di una fortunata vignetta cinese made in Pechino. Eh sì che ci avevo fatto pure sopra un post che sono andata a rileggermi per cercare di ricordare che allora c'era il governo Prodi in carica, il quale pur di accontentare i cinesi, impedì una manifestazione leghista di protesta contro il loro abusivismo. Ecco il link:

http://sauraplesio.blogspot.com/2007/04/sindrome-cinese-milano.html

Cosa vuoi, ne succedono talmente tante che poi si manda tutto in prescrizione. Questi qui sono bravissimi a invocare i "diritti" (leggi: abusi) in Occidente e a violarli a casa loro.

Bisquì said...

Saura, si ho la moderazione ma avrebbe dovuto avvertirti!

Hai fatto l'anteprima prima di fare invio?
Perchè il commento non è stato proprio salvato :(

Comunque sei riuscita a vedere i filmati? Perchè erano danneggiati e l'ho ricaricati stasera.

Hai visto anche l'articolo sulla Svezia?

Nessie said...

Quando ho scritto non è comparsa alcun avviso di moderazione.
I filmati purtroppo non erano attivi :-(

L'articolo sulla Svezia l'ho letto.

Bisquì said...

Ti spiace riprovare?
Così almeno ho indicazioni precise.
Però strano, Orpheus ha lasciato un commento quindi dopo di lei dovrebbe essersi guastato il codice.

Colpa di Mary ^^

Nessie said...

Bisquì, ho messo un commento nel post sulla Svezia. E mi è comparsa l'avviso sulla moderazione. Vedi poi di abilitarlo. Ciao.

Bisquì said...

K, visto e grazie ^^

Vanda said...

Vivo a 10 km da Vallensole, sulla Via della Lavanda, e confermo quanto dici.
Prima qui quando fioriva la lavanda l'aria era intrisa di profumo. Oggi posso solo sentire l'odore del gelsomino del mio giardino.
Che peccato!

Nessie said...

Vanda come ti ho già scritto in pvt sono passata dalle tue parti. Di coltivazioni intensive ne ho viste ancora, concentrate nella zona. Ma scarseggiava la coltura privata che prima era quasi una norma.
Comunque bella la mescolanza dell'oro del grano e del giallo intenso dei girasoli con il violetto delle lavande.