17 December 2008

Chi ha paura del Presepe classico?


Quando vado ripetendo che la vera rivoluzione del terzo millennio è la conservazione delle nostre tradizioni, cultura e valori, sembra un paradosso, ma è la verità. Pare che ci sia una sorta di orticaria e di allergia globale verso tutto ciò che rientra nella tradizione. Addirittura aggettivi come "classico" e "tradizionale" vengono messi fastidiosamente al bando dalla nostra società sempre più secolarizzata, dessacralizzata e in perenne ricerca di chissà quali stimoli e sollecitazioni. Conseguenza di ciò, è che avanzano religioni altrui assai più retrograde del nostro Cristianesimo. Anno dopo anno, dicembre dopo dicembre, con l'approssimarsi del Natale arrivano i soliti poveri di spirito (per i quali non vi è Regno dei Cieli) che attaccano con le solite solfe relativiste della "festa della Luce", "festa del Solstizio", "Season's Greatings", presepi multietnici, presepi dei folletti . Ora siamo addirittura, arrivati alla negazione del Presepio perché troppo palesemente "cattolico". L'albero viene certamente meno "aggredito" dai relativisti, perché può trasformarsi facilmente in un consumistico "albero della cuccagna" per i commercianti che spesso vi appendono oggetti e merci da mettere in vendita. E mai come in questi tempi difficili, cresce la consapevolezza che l'unico vero dio adorato dall'Occidente è il Dio Denaro. Purtroppo.

Tra questi poveri di spirito, spiccano gli insegnanti di scuole materne ed elementari. Maestre troppo elementari rovinano la vita dei piccoli. Tutto si inventano (perfino Gesù Bambino astronauta, pellerossa o eschimese) fuorché prendere le classiche statuine di gesso, un po' di muschio fatto raccogliere dai bambini, qualche pezzo di corteccia d'albero per la capanna, manciate di sassolini per il greto di un ruscello di carta stagnola, un po' di sabbia per il deserto, la carta stellata per il fondale, la stella cometa, gli angioletti, i pastori ed è fatta. L'allestimento di un Presepio è un gesto di piccola grande creatività perché educa i bambini a interagire con gli elementi della natura e con materiali poveri, per la composizione (ancorché un po' ingenua) di un paesaggio sacro, lontano nel tempo, in cui si rinnova il miracolo della Natività. Ma anche a tenere alti i nostri valori, riti e ricorrenze.

Ora arrivano i bambini musulmani e allora...bisogna aver rispetto per la loro cultura e religione - dicono le signore maestre di Fermo nelle Marche, mostrando una sudditanza psicologica a dir poco nauseante. Defenestrando e mettendo in mora la nostra cultura, religione e tradizione, ovviamente. Però, che intelligenza! e che acume! Ce ne dà notizia, ancora una volta il Corriere Adriatico.
Il ministro Gelmini che era partito col piede giusto, ma poi è stata "fermata", dovrebbe mettere a fuoco che non si può andare avanti con oltre il 30% di bambini stranieri nelle aule scolastiche. Col rischio che a "integrarsi" devono essere i bambini autoctoni nei confronti degli allogeni. L'allarme lo ha già lanciato Luis Durnwalder della provincia di Bolzano, in Alto Adige. E non si può andare avanti con docenti nostrani, pronti a trasformare ogni Natale in un iconoclasta Ramadan.

28 comments:

Anonymous said...

Il Parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri, veniva fuori tutti gli anni di questa data con la buona iniziativa "Natale siamo noi". http://www.natalesiamonoi.it/

Perché quest'anno non l'hanno ripetuta? Non penseranno mica di essere al riparo da queste aggressioni alla nostra cultura, solo perché ora sono al governo, per caso? Non bisogna mai abbassare la guardia su queste cose. Brava Nessie. Saluti
Paolo

Nessie said...

E' quel che mi chiedo anch'io Paolo. Ho gettato un'occhiata al sito di Palmieri che linkavo quasi ogni anno a dicembre. Le firme sono state portate a Napolitano, ma poi?
E' evidente che questi insegnanti terzomondisti hanno bisogno di un bel corso di formazione in scienze dell'Educazione. Il mio voto per queste povere somare è 4.
E in ogni caso ha ragione Durnwalder. Se gli alunni stranieri prevalgono non so che razza di scuola possiamo pensare di salvare.

Eleonora said...

Nessie, io sono marchigiana e me ne vergogno a morte. Qui vige la "cultura" della resistenza, dell'antifascismo e del multiculturalismo beceri. Qui nelle marche le graduatorie per gli asili, le scuole, i lavori e le abitazioni sono quasi esclusivamente a favore degli immigrati. E allora, ecco che succedono cose di quel genere, si tolgono i crocifissi nelle aule e si bandiscono i presepi, si fanno ammazzare bestie senza controlli... si aprono ambulatori clandestini e via dicendo. E finchè la regione è in mano a gente di questo genere, ogni anno, ogni mese e ogni giorno sarà peggio. Pensa che il sindaco della mia cittadina d'origine (io vivo altrove ora) più d'una volta ha detto che grazieaddio ci sono gli immigrati a vivacizzare la cittadina altrimenti sarebbe un mortorio, pur sapendo che gli immigrati non lavorano tutti e una notte su due s'accoltellano.

Nessie said...

In effetti Elly, è già la seconda volta che il Corriere Adriatico, quotidiano marchigiano ci fornisce, succosi casi di cronaca multikuti: prima Ahmetovic e la sua pena irrisoria per la strage di Appignano, ora le maestre "somare" (da mettere nell'ultimo banco detto "banco dell'asino") che si vantano di non fare il Presepe.Complimenti davvero! Tranquillizzati: non è che nelle regioni dove c'è la Lega o il PdL non ci siano casi di questo genere. E' che almeno a scuola e nei rioni trovano un contraltare da parte della cittadinanza.
Qui da me, ad esempio, anche i vecchi lavatoi pubblici vengono recuperati dai comitati di quartiere per farne ogni anno dei presepi d'arte ben illuminati. Hai letto il link su Durnwalder dell'Alto Adige? A breve dovremo pure dire "Sud-Tirolo good-bye"!

Angelo D'Amore said...

a proposito di tradizione.
io non trovo giusto che se la chiesa di roma critica una festa come halloween, come manifestazione di un rito quasi pagano, metta in san pietro un albero di natale di oltre 20 metri, di secolare origine, sdradicandolo dal suo habitat naturale, a simboleggiare un festivita' che nell'albero incarna proprio la tradizione americana.

Nessie said...

Angelo, capisco che come uomo del Sud tu veda nel Presepe, il vero significato del Natale cattolico, legato per l'appunto alla Natività.
Ma l'albero prima di essere un simbolo americano, era tedesco e norvegese, quindi nordeuropeo. Portato là dai coloni. E se clicchi su google , trovi tante belle leggende e antichi miti sull'albero fonte di vita o abete albero dell'Eden. Eccone solo uno: http://piccolerime.interfree.it/alberonatale.htm
Poi c'è la leggenda di quel Pastore protestante che si perse nella foresta e che vide tante luci di stelle tra i rami dell'abete. Giunto a casa tagliò un piccolo abete, ci mise luci e candeline per imitarne lo splendore.
Io non trovo sbagliato che la Chiesa cattolica incorpori anche quest'antica usanza della Chiesa riformata. L'essenziale che ci sia anche il Presepe.

Lo PseudoSauro said...

Della mia, lontanissima, infanzia ricordo piu' l'albero che il presepe. E ricordo fino come gli atei comunisti si prestassero a fare da comparse nei presepi viventi. Cosa che i pochissimi ed elitari "liberali" evitavano come la peste. Ricordo fino che nemmeno i quasi inesistenti musulmani non mostrassero di essere molto disturbati da queste sacre rappresentazioni. E, tutto sommato, nemmeno gli altrettanto pochi ebrei.

Pertanto questa radicalizzazione ha un'origine molto recente. Questo cambiamento e' stato guidato ed e' funzionale alla globalizzazione economica.

Nessie said...

Direi che infatti è così, Sauro. In questo caso di cronaca riportata dal Corriere Adriatico sono le maestre le più zelanti e non i musulmani che mi pare che gradiscano le feste e i riti.

Sui comunisti.I comunisti nostrani si sposano perfino in chiesa, a quanto ne so io. E del resto Guareschi sapeva bene di cosa parlava, quando scriveva di questa vicinanza quasi simbiotica tra "Camillo e Peppone", ironizzandovi sopra.
Ma quelli sovietici, come ho già ricordato in altro post, organizzarono nel '19 la "festa della derisione del Natale" e non vi è dubbio che il marxismo sovietico nacque come movimento rivoluzionario ateo e materialista.
Sono anch'io propensa a credere che questa attuale radicalizzazione viene spinta dalle forze globaliste. Specie dopo aver visto coi miei occhi pacchi-regalo aziendali di una famosa multinazionale con anonimi e impersonali biglietti d'auguri con la scritta "Seasonal Greetings". Se devono vendere e commerciare in Cina e in altre aree sperdute del mondo, è evidente che devono "accaparrarsi clienti", sottraendo simboli e tradizioni nostrane consolidate.

Aldo said...

A me basterebbe che "cattolico" non facesse rima con "vaticano" e non avrei nulla contro il presepe. Purtroppo anche il presepe viene strumentalizzato e usato per scopi politici vari, da una parte e dall'altra. E qui, non nella tradizione, sta il nocciolo della questione.

P.S. Domani, pur essendo ateo, accompagnerò di buon grado al pianoforte un saggio scolastico a suon di "tu scendi dalle stelle", "adeste fideles" e compagnia a briscola. Ti dirò: la cosa non mi urta più di tanto -- basta che non arrivi qualche vescovo a piantare la propria bandierina. E' davvero chiedere troppo?

Anonymous said...

Leggendo dal corriere adriatico:
"Il senso di questa scelta è stato spiegato. La diversità non dove sottrarre ma aggiungere".

Quindi le maestre per "aggiungere" sottraggono il presepe.
Quando si dice non collegare il cervello alla bocca...

saluti.

Nessie said...

Aldo, mi pare che il clou del problema lo abbia centrato l'anonimo del commento sottostante al tuo. Qui non si tratta di aggiungere "bandierine", ma di sottrarre.
Oggi sottrai il Presepe, domani i crocifissi, dopodomani l'edicoletta religiosa del crocevia di campagna. Poi si vuole murare le Madonnine votive che ci sono in tanti palazzi al mare o in campagna o nei cortili. Eppoi, stai tranquillo, che quando in quel cortile si posizionano legioni di islamici con le terga rialzate a fare genuflesisoni 5 volte al dì. scambiando quello spazio per una moschea, dove la povera pensionata autoctona che vive lì da una vita, non può neanche transitare con le borse della spesa per rientrare a casa sua, perchè si trova alla Mecca e alla Medina anche senza volerlo, allora vedrai che quasi quasi rimpangerai il vescovo con le famose "bandierine". Ti assicuro che nei cortili di Torino, questa scena che ho descritto è stata ripresa in tv, da un cronista al di sopra d'ogni sospetto per ciò che concerne terzomondismi e immigrazionismi: da Santoro. Tutto si può dire della sinistra fuorché sia ostile a questa gente.

Stai tranquillo: i vescovi oggi hanno ben altro da fare che scomodarsi per un modesto "Tu scendi dalle stelle".

Nessie said...

Anonimo, un nick? Vedo che hai centrato il problema. Si tratta davvero di non collegare il cervello alla bocca, per quelle "scienziate dell'educazione".
Non so quante volte avrò scritto che la natura e la società detestano la "tabula rasa". Se si fa tabula rasa del nostro "sacro", arriva quello altrui. Che è ben peggio.

marshall said...

Nessie,
credevo di farti una sorpresa, dicendoti di visitare il blog di Elly, e invece, alla fine, l'hai fatta tu a me.
Prima di qua, ho letto tutte le notizie odierne del Corriere Adriatico: c'è da stare veramente poco allegri! Fra Tbc, classi con troppi stanieri che rallentano il corso di studi regolari, le maestre della scuola Salvadori di Fermo, che si sono rifiutate di allestire il presepe (loro dicono che non hanno fatto attempo: tutte balle!), c'è da stare molto costernati davanti a schiere d'insegnanti così arrendevoli verso l'avanzata del "diverso", e così determinati, invece, nel far mandare "in soffitta" le nostre tradizioni secolari.
Ciao.

Nessie said...

Marsh, quella delle maestre di Fermo non è una novità. Dopo l'11 settembre (tanto per stabilire una data spartiacque) quella della "deNatalizzazione" rappresenta di anno in anno una costante. Tant'è vero che sono costretta a riprendere l'argomento (pur con delle varianti di cronaca locale) ogni anno sotto questo periodo.
"Giù le mani dal Natale" http://sauraplesio.blogspot.com/2006/12/gi-le-mani-dal-natale.html
è un mio post pregresso del dicembre 2006.

Poi "American Greetings without Christmas" lo scorso anno più o meno alla stessa data:

http://sauraplesio.blogspot.com/2007/12/american-greetings-without-christmas.html
, dove non si scrive più Xmas negli auguri perché c'è la croce. E nemmeno Christmas, per via del Cristo.
Il fatto che riguardi quasi tutto il mondo cristiano e non solo l'Italia, è chiaro che fa pensare che il fenomeno sia indotto, provocato e spinto dalla globalizzazione. Che da un lato ha bisogno di questo periodo vacanziero per continuare a commerciare as usual. E dall'altro lato, vuole farlo dissacrandone e snaturandone il rito religioso, che ne sta alla base.

Eleonora said...

Ah, Marsh, la storia della Tbc, quella è ancora tutta da chiarire poi. Stanno facendo delicate indagini per cercare di capire da dove provenga il ceppo... e ce n'è anche un altro di problema sanitario, è quello della meningite. Due malattie che fino a poco fa, non esistevano più e adesso? Adesso chissà perchè tornano i contagi. E hai voglia poi a dire che bisogna scoprire da dove provengano. Lo sappiamo e lo sanno benissimo TUTTI da dove e da chi. E non parliamo dei pidocchi.

Nessie said...

Bah, visto che fanno il presepe dei Folletti, saranno stati i "folletti" anche a spargere i virus di cui parli, Ele :-).

Sono davvero patetici tutti questi panegirici che vogliono eludere il fatto che con tutti questi ingressi di allogeni fuori controllo, anche la sanità e l'igiene con relative forme virali e batteriche di contagio, è completamente "fuori controllo". Meningite? TBC? Saranno stati i folletti.
Ne uccide di più il BUONISMO delle epidemie. E questi sono i risultati.

Hesperia said...

Segnalo il post di Aretusa (Mary) dal titolo "Il Presepe della nostra infanzia", in perfetta attinenza a quanto stiamo argomentando: http://esperidi.blogspot.com/2008/12/il-presepe-della-nostra-infanzia.html

sarcastycon said...

Nessie
2 post molto belli il tuo e quello di Mary.
ciao
sarc.

marshall said...

Hesperia,
finalmente ho scoperto chi è Mary. Mi era sembrato strano non trovare apposta la sua firma sotto nessun articolo del "Giardino delle Espediri", dopo che varie volte ho visto citare tale nome.

Aldo said...

Nessie, ci tengo a precisare che il mio riferimento metaforico alle "bandierine" era equidistante da qualsiasi schieramento pseudo-religioso. Se sorrido delle religioni quando si esprimono nella forma di una pratica personale, le osteggio apertamente quando si fanno strumenti politici e di potere. I furbi/delinquenti a caccia di potere appestano purtroppo ogni confessione, il che fa presagire l'incombenza d'un tempo in cui "osteggiare apertamente" potrebbe ridiventare una pratica poco igienica. La religione, in un processo di questo genere, potrebbe essere o non essere uno degli strumenti impiegati (personalmente, confrontando il presente col passato, propendo per "l'essere", ma è solo un'illazione).

Circa la vecchietta con le borse della spesa e tutto il contorno che hai opportunamente riassunto, sai benissimo che concordo con te. Ma nel modo più laico possibile.

Nessie said...

Grazie Sarc :-).

Sì Marshall, Mary ha il suo blog per così dire "generalista" in Orpheus. Ma poi interviene anche ne Il Giardino delle Esperidi come Aretusa.

Nessie said...

Aldo, l'espressione potere temporale si usa di solito in riferimento al periodo storico in cui il Papa era anche sovrano dello Stato Pontificio (o Stato della Chiesa). La parola "temporale" s' intende in opposizione a "spirituale", intendendo che il Papa non esercitava soltanto un'autorità in campo religioso, ma anche in campo civile. E all'occorenza perfino militare.
Ora io e te partiamo da due valutazioni storiche pressoché agli antipodi. Per me, il potere temporale la Chiesa lo ha perduto il XX Settembre 1870 con la Breccia di Porta Pia allorché lo stato Pontificio fu annesso al resto dell'allora Regno d'Italia.
Per te invece, è ancora in grado di "piantare bandierine" (ovvero marcare il territorio) manco fosse una teocrazia. Poi fingendo di essere "equanime" salti fuori a dire che le religioni le osteggi tutte apertamente quando si fanno strumenti di oppressione politica. Anch'io, e questo è lapalissiano. Ma ammetterai che non viviamo di certo la teocrazia dei paesi islamici. In secondo luogo, mi pare che tu confonda non poco il concetto di laicità con quello di laicismo. Non so quante volte avrò scritto che "laico" significa colui che non indossa l'abito talare (vedere dizionario). Pertanto un laico può avere un suo sentimento religioso diffuso. I simboli e i riti natalizi (tanto per rimanere nel tema) appartengono al diritto d'ogni buon "laico" italiano ad onorare le sue festività religiose cristiane, il suo sentimento e la sua coscienza individuale e collettiva che sia. Punto.

sarcastycon said...

Nessie
giusto quello che dici.
Siamo esseri liberi di credere e pensare o no? Almeno per ora.
Io mi sono sempre dichiarato laico e agnostico, ma sono anche consapevole delle nostre radici cristiane,solo personaggi culturalmente inferiori,come i laicisti,possono disconoscere che la storia degli ultimi 2000 anni,nel bene e nel male,sia stata influenzata dal cristianesimo.
Come si può disconoscere che la maggior parte degli artisti abbiano realizzato le loro opere ispirandosi, direttamente o indirettamente,a soggetti cristiani.
Avremmo avuto la Cappella Sistina, la pietà di Michelangelo,la cupola del Brunelleschi,gli affreschi di Pier della Francesca,l'ultima cena di Leonardo,solo per citare a caso i primi capolavori che mi sono venuti in mente,senza il cristianesimo?

Il sottosviluppo culturale della sinistra negazionista,dell'ateismo dogmatico,del politicamente corretto,del multikulti,del cattocomunismo,del cattoislamismo,
ha innescato una deriva per distruggere la nostra Civiltà.
Riflessioni amare da fare per Natale,che dovrebbe essere un periodo da trascorrere sereni.
ciao
sarc.

Vanda said...

La cosa assurda e' che la Francia, paese laico e con un'imponente pesenza islamica, durante il periodo natalizio espone "creche" (presepio) dappertutto! Non c'e' piccolo villaggio o grande citta' che non abbia numerosi mercatini dove vendono i pupazzetti del presepe fatti da artigiani francesi.
Per non parlare delle chiese: tutte addobbate e con il loro presepe storico (nonostante normalmente la religione cattolica non la pratica mai nessuno), e le visite sono numerosissime. Io penso che il grosso problema degli italiani e' che non sono ancora riusciti a superare il loro provincialismo e cercano disperatamente di sembrare "diversi" o estrofili e non capiscono invece che l'autenticita' e la genuinita' dell'italiano di una volta era proprio una delle cose che il mondo c'invidiava di piu'. Ora siamo diventati un popolo "incolore"...

Nessie said...

Sarc, questa deriva negazionista e iconoclasta, proprio nel nostro paese che è per antonomasia il paese delle immagini, dei grandi artisti e artigiani è stato voluto, guidato e perseguito dalla globalizzazione, come ha già fatto rilevare anche il Sauro. I comunisti, i cattocomunisti, quelli dell'ateismo militante li avevamo anche prima. Com'è che prima non rompevano e accettavano di buon grado?
Perché non c'era il prestesto di tutte queste legioni di stranieri veicolati dall'economia globalizzata che pullulavano in Italia.
Ora dddirittura arriviamo alla ridicolaggine che se anche c'è un solo alunno musulmano nella classe di una scuola, le zelanti maestrine non fanno presepi, alberi né decorazioni.

Nessie said...

Vanda, per fortuna anche le nostre chiese, chiesette, cappellette e pievi italiane hanno le "crèches" all'interno. Fin lì ci arriviamo ancora. Come pure c'è la buona usanza durante la settimana dell'Avvento di fare dei concerti di musica sacra con dei cantori.
Sono le scuole che hanno iniziato ad essere aggredite con la faccenda dei crocifissi, delle recite natalizie e della messa al bando di tante altre cose che ho appena enunciato.

E nel Nord (specie in Alto Adige) i mercatini natalizi sono davvero un grande richiamo, sebbene non sia ancora come da voi in Alsazia o in Austria o in Germania.
Nel post più sopra, però, spiego come la solita economia globalista cerchi di distruggere l'artigianato di qualità a Murano, coi mastri vetrai veneziani e di tante altre piccole realtà.

Aldo said...

Nessie: "Ora dddirittura arriviamo alla ridicolaggine che se anche c'è un solo alunno musulmano nella classe di una scuola, le zelanti maestrine non fanno presepi, alberi né decorazioni."

Nessie, per tranquillizzarti un po' ti dirò che al saggio al quale facevo cenno hanno partecipato, divertendosi, pure una decina abbondante di musulmani. Nessuno di loro è stato preso dalle convulsioni nonostante i frequenti riferimenti alla religione cristiana, forse perché il tutto avveniva in un paese di campagna, e dove c'è poca gente la convivenza è più semplice e più umana. Eh, è stato proprio un bell'esempio di quel che vado ripetendo da decenni: potendo scegliere tra essere in molti o in pochi, è meglio scegliere d'esser pochi (ma buoni) ed adoperarsi per diventarlo. Ci si guadagna sempre. Chi lo spiega in giro?

P.S. Per fortuna non si è visto nessun vescovo e, opportunamente, neppure il parroco. Come si sa, le bandierine si piantano solo sulle cime più importanti: non ho mai visto alcuno vantarsi d'aver conquistato una collinetta.

Nessie said...

Aldo, non avevo dubbi che la tua performance riuscisse benone e che si sarebbero divertiti pure i ragazzi musulmani. La verità è che certi tuoi colleghi bisognerebbe metterli nel "banco dell'asino" per tutte le menate che si fanno per niente. Infatti, non sono i musulmani a pretendere la svestizione del Natale, ma sono alcuni insegnanti che si fasciano inutilmente la testa per niente.
Buon Natale e Felice 2009! L'anno bisesto 2008, prima passa, meglio è per tutti.