02 October 2018

Addio al piccolo grande uomo



Sono ancora fuori dall'Italia (si fa per dire), e dato che non ho tempo né voglia di bloggare, metto questo riempitivo canoro per ricordare il piccolo grande uomo francese di origini armene che ci ha appena lasciato. Ci lascia con lui, anche quella "douce France" che non esiste più. Ricordo che Aznavour si è sempre battuto per commemorare il genocidio degli armeni ad opera dei turchi, quando ancora  parlare di tale massacro veniva considerato un tabù. Si è sempre rifiutato di fare i concerti in Turchia dal satrapone Erdogan e si è  sempre ribellato alla legge Hollande contro le celebrità da spolpare con tasse al 70%, lasciando chiaramente intendere che il talento non si tassa come fosse una colpa e che il successo richiede sforzi e sacrifici. Uomo di fede,  ha cantato l'Ave Maria con quella sua voce  così singolare, riconoscibile e  un po' aspra davanti a Papa Wojtyla. Ognuno ha il suo Aznavour da ricordare con "la Bohème", con "L'Istrione" e "Come è triste Venezia" (cantava spesso e volentieri anche in italiano),  con "Il Faut savoir", con "Tu te laisses aller", "Et pourtant", con "La Mamma", con infinite altre melodie più ironiche e leggere come "For me, formidable", con la stupenda SHE inserita quale colonna sonora nel film britannico "Notting Hill". Lascio  più sopra, questa indimenticabile "Paris au moi d 'août" (Parigi nel mese di agosto), canzone tratta da un film da lui stesso interpretato (Aznavour fu anche attore) con la quale voglio ricordarlo. Qualcosa del suo transito terrestre rimarrà.