21 November 2006

Bulli, Pupe e Maladolescenza studentesca

Vogliamo parlare seriamente di violenza, abusi e sevizie da parte di bande di adolescenti a scuola e in altri ritrovi o vogliamo ancora credere alla favole hollywoodiane di "Bulli e Pupe" come ai tempi di Sinatra e di Marlon Brando? Perché i mass media stanno facendo come al solito confusione e sciocca retorica tra atteggiamenti da guappetti smargiassi e vere violenze, sevizie, stupri di branco. Fossero seri, abolirebbero i termini "bullo" e "bullismo" che sono davvero depistanti e ipocriti. Mi fanno ridere a crepapelle poi Rosy Bindi e Fioroni che hanno già pronto un decreto antibullismo. E che cos'è? Una legge contro l'ingresso dei cani bull dog nelle scuole? Vediamo di riordinare un po'.
Violenze sessuali inflitte a una undicenne (dunque una bambina) filmata poi con telefonino per poterla ricattare. In un istituto tecnico di Torino, gli studenti di una classe hanno preso di mira un povero down, seviziandolo con calci e percosse, riprendendolo e inviando in rete le immagini. Gli stupri e le molestie a coetanee o a minori si moltiplicano. Claudio Magris sul Corriere di domenica 19 ha scritto sull'argomento un pezzo di una banalità davvero sconcertante. Da quando si è messo a fare il tuttologo non è più lui. Forse don Ciotti o Don Mazzi che di solito eccellono in luogobuonismi ne avrebbero scritto uno migliore. Non passa giorno oramai in cui le scuole non vengano colpite da atti di teppismo e di vandalismo, di violenze di gruppo, regolarmente filmati e "aggregati" (si dice così) in rete, prolungamento tecnologico-voyeuristico della vanteria da bar o del turpiloquio da caserma. Ma la cosa più sconcertante sono le ovvietà di improvvisati psicologi della mutua e di cosiddetti esperti nei talk-show e nelle tavole rotonde televisive. Sentiamone qualcuno:
1) C'è una progressiva caduta di valori (No!? ma davvero?)
2) La disgregazione della famiglia crea una sorta di adolescenza interrotta (nuovo termine assai in uso per descrivere atteggiamenti devianti e involuti).
3) Si delega troppo alla scuola mentre invece l'educazione dovrebbe avvenire in seno alla famiglia (vero ma non basta a focalizzare il problema).
4) La scuola e la famiglia dovrebbero cooperare di più (è la solita teoria del dialogo e del confronto merce di scambio buona per tutte le stagioni).
5) Tutta colpa della tivù, della Play station, del cellulare e di Internet (vero, ma non è sufficiente e si caricano troppo i mezzi di responsabilità che sono umane troppo umane).
A questo punto manca quello che sospira: "Non c'è più religione" eppoi possiamo pure dichiarare a chiare lettere la nostra Caporetto sociale. La verità è che siamo tutti figli della propria storia. E si grida all'imbarbarimento sociale dimenticando le generazioni che hanno preceduto questa "interrotta" (termine ridicolo!) maladolescenza in piena tempesta ormonale con scarpe Nike, zaino griffato e cellulare ultimo modello. Genitori e insegnanti appartengono alla generazione della "contestazione studentesca" (come si chiamava il '68 e gli anni '70). E allora?
Se uccidere un fascista non è reato, se il povero "basco nero" era condannato ad un posto al cimitero, se lo stato borghese si abbatte e non si cambia, se "fascista dove sei ho qui la Hazen 36", e altre bellurie simili, perché i figli dei figli dei fiori non dovrebbero abbassare l'età della loro "arancia meccanica" come il perverso Alex del film di Kubrick? O l'età per spararsi una canna, con tanto di autorizzazione ministeriale del ministro Turco? O abbassare l'età per praticare il sesso, possibilmente violento ed esibito in rete? E se poi ai teppisti col passamontagna in testa e l'estintore in mano, si intitola pure un'aula del Senato, perché non provarci? E se quelli dell'esproprio proletario ai supermercati vengono pure eletti deputati con un ricco emolumento, capirete bene che il "disubbidiente" e il "violento" può essere considerato una carriera come un'altra. Dirò di più, un percorso facilitato.O come si dice in burocratese, "una corsia preferenziale".

87 comments:

Hoka Hey said...

Un'interpretazione di segno politico-culturale ci sta bene. Però, le responsabilità delle famiglie non sono assolutamente da trascurare. Anzi.

Nessie said...

Più che un'interpretazione politico-culturale voleva essere una responsabilità della storia che viviamo e di come la interiorizziamo. In altri termini, la storia ha un suo "spirito" che tutti noi respiriamo.
Le responsabilità della famiglia che latita, non le trascuro affatto e l'ho già detto. Ma se ci avvolgiamo dentro il "romanzo familiare freudiano" facciamo la fine del baco e non se ne esce. Perché poi quei genitori di quei ragazzi, avranno come alibi giustificativo, il fatto di essere stati cresciuti da "altri genitori".

Lontana said...

Infatti: responsabilita' ai genitori, ma sopratutto all'ondata di "trasgressione" valutata sempre positivamente, anche quando L'eta' giusta per la suddetta é passata da anni. L'apologia sessantottesca della trasgressione ci consegna questa masnada di piccoli delinquenti, cresciuti con la cultura della droga e del modello "alternativo", quando quello considerato conforme era invece gia' praticamente estinto..
Bravissima Nessie! In realta, questo fenomeno é quello che piu' mi dispiace di tutto il baillame italiano, perché i ragazzini copiano malamente quello a cui assistono..

andrea said...

nessie,la tua analisi è troppo di parte.capisco che ogni occasione sia buona per spalare un tantino di escrementi su cio' che non condividi,ma in questo caso,estremamente delicato,ci andrei con i piedi di piombo.

qualcosadidestra said...

Io ho incentrato il mio pezzo sulla famiglia, ma mi piace anche la tua analisi storica. In piu' indubbiamente ai giovani mancano degli esempi "buoni" da imitare, visto che ormai il modello e' colui che sgarra.

Nessie said...

Qualcosadidestra, il perdonismo continuo, la totale mancanza di regole condivise, il "permissivismo etico" che pervade la società dove TUTTO E' PERMESSO e non c'è mai la certezza della sanzione, arrivano anche a scuola, credimi. Per cominciare, la promozione "minima garantita" per tutti.Anche ai non meritevoli. Ciò che prelude in senso più allargato, all'indulto e all'amnistia generalizzata per chi sgarra.

Bentornato Andrea. Il tema è delicato, certo, e volendo, anche trasversale alla tua parte politica. Come hai potuto leggere, alle cause, si legano anche le "concause". E io non escludo niente di questi fattori. Ma tra le tante analisi sull'argomento da me lette, ho preferito di proposito scegliere un taglio su ciò che non è stato detto. E che tu non condividi. Saluti.

Hoka Hey said...

Sono d'accordo. "Tutto noi respiriamo lo spirito della storia". Ma, almeno mio avviso, quello spirito sta anche nel fatto che molti, troppi genitori non si dedicano ai figli. Vada pure che entrambi lavorano e quando tornano a casa sono troppo stanchi per stare dietro ai figli. La conseguenza è comunque che tanti ragazzi vengono lasciati a se stessi, non conoscono l'autorità in famiglia e non hanno regole. Da dove devono prendere il senso di responsabilità e il contatto con la realtà?

Anonymous said...

Brava Nessie. Il secondo commento e' quello giusto: "lo spirito della storia", i ruoli e la loro valenza etica prima dell'analisi freudiana, intesi in senso antropologico, in altre parole: la responsabilita'. Noi viviamo in un tempo in cui nessuno si sente piu' responsabile di nulla, scaricando il tutto sulla "societa' cattiva". Ma quando i ruoli si confondono nell'individualismo asettico finisce per forza a questo modo.

Quando ero ragazzino queste cose accadevano solo nella stretta cerchia dei privilegiati ed annoiati alto-borghesi. Me le ricordo esattamente per come le vedo ora. Poi tutto e' sceso con il "benessere" anche alle classi sottostanti, insieme ad un gusto estetico che prima richiedeva ben altre risorse finanziarie per essere soddisfatto. Ora non e' rimasto nemmeno un briciolo di umanita' in molti ragazzini e prevale la ferocia della competizione in gruppi in cui maschi e femmine fanno le stesse cose e tengono i medesimi comportamenti. Comunque cio' che emerge e' proprio la mancanza di modelli etici di riferimento: quello maschile e femminile, che sono necessari in famiglia quanto nell'educazione e che hanno sempre accompagnato l'essere umano dalla culla alla tomba. Complimenti.

Nessie said...

Hoka Hey, il tuo discorso non esclude il mio. L'incapacità di trasmettere modelli duraturi e di un certo spessore morale, è purtroppo qualcosa che parte dalla famiglia, passando per la scuola, dove anche i docenti sono dei "rinunciatari", fino ad arrivare ai modelli politico-culturali di chi ci amministra.
Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: se la famiglia diventa quella voluta in Spagna da Zapatero, dove andremo a finire?

Nessie said...

Anonimo, ti ringrazio per l'apprezzamento. Ma me lo metteresti un nick, in modo che io possa chiamarti per nome?

Occidentale said...

Ciao Nessie,
era inevitabile che ci occupassimo di Scuola e di studenti poco studiosi ma molto malavitosi, visto che da giorni non si fa altro che parlare delle prodezze- subito immortalate da qualche filmato- di una minoranza di teppisti che con la scuola non dovrebbero avere nulla a che fare.Non voglio fare arrabbiare Andrea-ancora- ma devo subito dire che dissento dalla sua critica:il tuo scritto non è di parte, semmai è un'analisi di cui chiunque può constatarne l' obiettività a patto che non si foderi gli occhi con il prosciutto.
Fai bene ad irridere i soliti concetti triti e ritriti(menzionati da chi non sa che pesci pigliare e ricorre abbondantemente a facili slogan utilizzabili in ogni contesto), e cioè "ci vuole dialogo scuola-famiglie" e via di questo passo.Ovvio che se ci fosse un contatto, uno scambio continuo fra scuola e famiglie la situazione sarebbe un tantino meglio controllata.Ma per esperienza sappiamo tutti che la famiglia media di oggi consiste in genitori che lavorano e che sono costretti a lasciare i propri figli per ore e ore in balìa di se stessi o dei loro amici.Alla fine della giornata, che cosa sanno di quei semi-sconosciuti che hanno messo al mondo?E' risaputo che fra gap generazionale, aderenza allo stile del "gruppo" e tanti altri parametri che i sociologi ci potrebbero snocciolare uno dopo l'altro, gli adolescenti spesso sono degli affascinanti sconosciuti per i loro genitori, che ne hanno in casa 2 o 3 al massimo con cui fare i conti giorno dopo giorno.Un insegnante vede in media 120 studenti a settimana per poche ore, e sempre nel contesto classe, cioè nella condizione meno idonea per acquisire una vera, approfondita conoscenza dell'essere umano che gli sta di fronte.Domanda:se non riesce ai genitori, spesso, di capire i loro figli, può la scuola operare il miracolo?
Io penso che sia impossibile:ed ecco perché rimaniamo stupiti quando episodi violenti come quelli che fanno notizia in questi giorni, ci piombano addosso e ci colgono impreparati: è difficile prevedere che un determinato alunno/a, generalmente educato e calmo in aula, si scatenerà a si comporterà in modo brutale con i compagni.
Se tornasse di moda Lombroso, potremmo agevolmente catalogare, in base ai tratti somatici, gli elementi più "a rischio" per la collettività:purtroppo non abbiamo chiavi di lettura, e conosciamo il bruto nel momento della sua bravata.
L'unica cosa che mi sento di dire con certezza è che, a quanto mi risulta dall'esperienza, i figli/studenti violenti in genere non hanno ricevuto una buona educazione in casa:gli stessi genitori sono degli "sbandati".Ma non è una regola ferrea e potrei citare parecchie eccezioni...Insomma è tutto un gran casino!
Saluti alla nostra Ospite e a chi naviga per le acque sempre più fredde(l'inverno avanza)del Loch.

Nessie said...

Occidentale, di scuola si muore. E di tutto avrei voluto parlare fuorchè di questo argomento. In particolare per chi, come noi due, la scuola la conosce dal di dentro.
Ma delle tante, troppe teorizzazioni da me lette, e ascoltate, mi pare che quella della "responsabilità individuale" sia quella meno gettonata. Chissà perché è sempre colpa di qualcun altro (un tempo c'era "il sistema").
Che l'umanità fin dal suo nascere è un "legno storto" l'abbiamo sempre saputo. Ma onestamente è dai tempi della filosofia "scolastica" (cioè quella agostiniana) che esiste anche "il libero arbitrio". Un caro saluto.

Anonymous said...

Bravo anche ad Occidentale.

Nessie: il libero arbitrio non puo' comunque essere svuotato della consapevolezza del proprio ruolo se no si finisce alla solita notte in cui le vacche sono tutte nere... che non mi sembra sia una filosofia a te molto congeniale. :-)

Nessie said...

Anonimo, vedo che insisti per la clandestinità. Eppure sembreresti conoscere bene il mio pensiero...:-)

Monsoreau said...

Analisi più che condivisibile. Cosa volete che faccia una famiglia, quando gli esempi sono i Kasarini , appunto, i "disubbidienti", ex terroristi, travestiti che arrivano persino in parlamento e, se arriveranno a fare 30 mesi da parlamentare, avranno pure la pensione assicurata ?

Orpheus said...

Ciao Nessie, concordo con la tua analisi i modelli che la società italiana propone alle nuove generazioni sono altamente discutibili e la melassa del buonismo associata al garantismo preteso dalla sinistra, mettono al riparo da qualsiasi conseguenza indesiderata chi compie atti criminosi e violenti. Uguale responsabilità, però per me, ha la famiglia che ha abdicato alle sue funzioni principali quella di “filtro” tra le storture della società e i propri figli, e di guida nel cammino verso la maturità intellettuale. Anche quando ero ragazzina io c’era il sesso libero (ancor più libero perché non c’era l’Aids), c’era la droga, c’era il desiderio di trasgredire, ma c’era anche una famiglia che ti metteva in guardia sui pericoli e le conseguenze d’affrontare se lo facevi. Adesso i genitori non hanno tempo, i modelli sono quelli che sono e se sbagli in qualche modo non pagherai. Nessuno ti chiederà conto delle tue azioni né la famiglia, né la società. Troverai qualcuno che si rimpalla le responsabilità, i genitori daranno la colpa alla società, la società alla famiglia disgregata ed ambo ti scuseranno.E questo lasciare in balia di sé stessi i giovani e le loro pulsioni, (da sempre le stesse) con più l’aggravante del perdono assicurato, porta inevitabilmente ai fatti cui leggiamo sui giornali.
Il fatto poi che un delinquente venga santificato e gli vengano nominate sale al Senato, aggiunge benzina sul fuoco, perché il modello da imitare non è più una figura positiva, ma uno che fino a pochi anni fa sarebbe stato messo al bando. Altro che gloriarsene come fa la sinistra massimalista.
Purtroppo grazie a questa abile operazione di marketing elettorale partiti come Rifondazione ci hanno guadagnato tantissimo, cosa vuoi che gliene importi al partigiano in cachemire di imporre così modelli sbagliati. A lui interessa prendere voti, poltrone e potere. I golf di cachemire costano cari;-) Ciao mary

Nessie said...

Lontana, sei i genitori vanno in discoteca a ballare fino a tardi o si portano l'amichetto o l'amichetta a domicilio; oppure si fanno i tatuaggi o il piercing come i loro figli; se gli insegnanti optano per una pedagogia permissiva e per la non bocciatura, o per la "sufficienza" uguale per tutti. Se il merito viene chiamato "meritocrazia" e viene pronunciato come fosse un parolaccia da evitare, SE un mucchio di altri cattivi esempi da me qua citati, allora è chiaro che la profezia di Anthony Burgess/Kubrick su "Arancia meccanica" non solo è diventata realtà ma si è abbassata anche l'età dei vari Alex violenti-dementi, senza cervello e senza cuore.
Un saluto anche a Mons e alla sua prode spada luminosa da guerriero stellare:-)

Nessie said...

Mary, partigiano in cachemire mi fa sbellicare dalle risate :-))).
E questo che stiamo scrivendo è ancora niente. Pensa quando verrà santificata la famiglia gay con diritto di adozione della prole, le fecondazione in provetta, il mercato selvaggio del seme ecc. L'altra sera a POrta a Porta da Vespa c'era una tipa lesbica che voleva avere figli in adozione e che diceva che in Inghilterra c'era un amico gay disposto a offrire il suo intervento per la fecondazione. A questo punto: Good Morning, Babilonia e non lamentiamoci dell'andazzo...che non potrà che peggiorare.Ciao!

ArmatexOn said...

nessie tu lo sai meglio di me perche' il 68 ha prima distrutto l Fmiglia poi non contento si e avventato contro la scuola e questi sono i risultati oio posso solo ricordare un precedente storico a roma le tradizioni e la educazione eraNO STti disintegrTI DAL BENESSERE E DAL FEMMINISMO DI ALLORA, ALLORA AUGUSTO, IL VERO ffossTORE DELLE REPUBLICA ROMANA, PWENSO DI FONDre un ACUOLA PUBBLICA CHE EDUCsse piu che limittarsiad insegnare qualcosa nella speranza , vana di recuperare un poco la tradizione romNA DI more per la patria e per l Fmiglia naturalmente si rese conto di li a poco che la scuols non riesce ad educare se l FAMIGLIA SI E' ARRESA E NON EDUCA E D A ALLORA ABBIAMO AVUTO CARIE SCUOLE PUBLICHE FINO A QUELLA CHE NOI, IO E TE NESSIE ABBIAMO FREQUENTATO CIOE' QUELLA DELLA RIFORMA GENTILE POI VENNE IL 68 E IN CRAXISMO CHE CI MISE MOLTO DI SUO PERE AFFORSSARE DEFINITIVAMENTE LA SCUOLA E A DESSO SI BECCANO I RUSULTATI CHE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI NOI, NON BASTANO PIU QUELLO COI CAPELLI ALLA SCIENZIto pazzo come si chiama vittorino andreoliche non fa altro che giustificare tutti e tutti peggio del doctore block americano, per chi non lo sapesse la immagine del doct spok del seriam tv star trek e rioprrso proprio dal vero doc spok che riusci cosi bene a casa sua che suo figlio si suicido'
circa il bullismo io credo che gia la traduzione del titolo del filam guy and dolls in bulli e pupi fu una pessim TRduzione e e adesso con l INTERPRETAZIONE CHE SI DA DEI BULLI DEL BULLISMO E ' nche peggio

andrea said...

non ho detto che non lo condivido,ma è troppo di parte.vedo che concordi

andrea said...

nessuno che accenni a tanti valori poco sinistri,poco casariniani e per niente carusiani che sono concause allo svilimento dei valori.nessuno che lo accenni!!!parlate tanto di egemonia culturale della sinistra e di relativi disvalori.e tutto il resto?ma ve ne siete accorti che l'egemonia (sub)culturale dell'epoca moderna è soprattutto televisiva?nessuno accenna a cio' che ipnotizza le persone realmente..pupa e secchione?isola dei famosi?grande fratello?la cultura è rifuggita come la peste..che cosa impara la donna da una pupa?a mostrare il culo?e un costantino,cosa trasmette?vacuità,niente altro.certo,la colpa è della deriva zapateriana...come se fosse obbligatorio sposarsi tra uomini.ma che diamine volete??fatevi la vostra famiglia,come vi pare,e non rompete le scatole agli altri!ok,adesso mi sembra che il panorama sia un po' piu' ampio..manco viveste in una botte,cribbio!

Nessie said...

Ringrazio Arm per la precisazione su "Bulli e pupe" nato con Guys and Dolls (letteralmente: ragazzi e bambole), ma tradotto nel termine gergale che sappiamo. Ieri sera in tv c'era il magistrato per minori Simonetta Martone che diceva esattamente le mie stesse cose circa l'inadeguatezza del termine a fronte del fenomeno violenza minorile diffusa. Bulli infatti furono i nostri innocui "Poveri ma belli" con Maurizio Arena e Renato Salvatori.

Andrea, leggi bene tutti gli interventi perché buona parte di questi è incentrato su famiglia, modelli socio-culturali, scuola e società. Comunque hai ragione a sottolineare la nefandezza di certi "reality" dove si finge di vivere "storie autentiche", ma in realtà ci sono telecamere guardone e indiscrete che ti filmano e che mandano in onda i momenti più esasperanti, sensazionalistici, paranoici e volgari. Poi ci sono play station violentissime e cruente che trasmettano stragi, decapitazioni, sevizie, torture e sotterramenti di corpi vivi. E' chiaro che nell'adolescente che se ne ciba producono assuefazione e disturbo mentale, falsa percezione della realtà.
Da ultimo nell'ordine di tempo, ma non di importanza, c'è Internet che rappresenta una banca dati di tutto il possibile e l'impossibile, il buono, il brutto, il cattivo, l'orrido, il nefando, dell' umano reso virtualizzato. E come ho già evidenziato nel mio post, offre agli adolescenti in questione, un formidabile "prolungamento tecnologico-voyeuristico dalla vanteria da bar o del turpiloquio visualizzato da caserma".
Dirò di più, il mezzo per trasferire l'esibizionismo maniacale sul web, fino a farne un oggetto di culto da trasmettersi l'un l'altro.
Quest'ultimo mezzo è il più subdolo e infingardo, perché il meno controllabile perfino da genitori attenti e di buona volontà.
Su quest'ultimo argomento, mi riprometto di ritornarci, dedicandovi un post quanto prima.

ArmatexOn said...

grazie nessie io lotrDURREY IN " RgZZcci e bambole ti diro io non sapevo radurre correttamente il termine guys ppoi ungiorno mi sccorsi che il maestro di sport di mia figlia che giovava volley ball si rivolgeva a un gruppo di maschietti e femminucce chiamando lu hey guys e allora ci riflettei scoprendo che guys si puo accostare l nostro ragazzacci equivale al bloke che usano gli aussies australiani o in senso piu esteso ai fellows di ronnie reagan quqndo faceva le chiacchiere al caminetto con gli americani in quel caso fellows stava ad in dicare che lui ronie era uno di loro inteso come concittadini tesi ad una stessa causa quindi fellows e' da intendersi in possitivo reaga e concittadini comuni guys come segno negativo sono termini equivalenti per indicare l'appartenenza ad un gruppo comune con lo stesso intento per la parola bullo in italiano credo che tu nessie ha centrato il significato accosatandoli al poveri ma belli con arenaa e salvatori credo che all'epoca fosse un parola slaang di provenienza romaanesca un po come dici tu di coatto, ma come fai a sapere cosi bene il vero senso delle parole? caRa portoveneresca amica?
ciao
arm

Nessie said...

Sì, "bullo" sul dizionario italiano é: "chi si mette in mostra con spavalderia". Suoi sinonimi sono: gradasso, smargiass, spaccone. Ed è rimasto nell'immaginario collettivo raffigurato come i due giovani simpatici romanacci del film di Dino Risi "Poveri ma belli".

Per questo non c'azzecca proprio niente con questi teppistelli violenti e decerebrati che ricordano assai di più l'Alex (un fan dello stupro e di Beethoven) di "Arancia meccanica", film profetico e antiutopico che tutti noi conosciamo fin troppo bene ma che speravamo fosse relegato, per l'appunto, alla "finzione".
Ci raffigurava un futuro prossimo , dove dominano violenza, demenza e frustrazione sessuale, frutti del disorientamento e dell'impossibilità di realizzare i propri desideri. Ed eccolo qui, quel futuro. Grazie Arm, e ciao :-)

Anonymous said...

Sono lo stesso di prima e non so come firmarmi (crisi d'identita').

Io mi preoccuperei piu' per il bullismo femminile che di quello maschile, che di fatto denota un appiattimento dei ruoli semplicemente mostruoso. Infatti accade in ogni contesto ad alta urbanizzazione: dagli USA fino alla Russia.

Fino Shakespeare diceva che i ragazzi dai 16 ai 23 anni avrebbero dovuto andare in letargo per non fare danni, ora si e' solo abbassata la soglia dell'eta', ma che l'aggressivita' maschile si sia estesa alla sfera femminile che ha sempre avuto una rilevanza etica importantissima nella societa', significa che il nostro modello culturale va cambiato.

Questo e' cio' che mi e' venuto in mente, ma ce n'e' dell'altro. :-)

Nessie said...

Beh, visto che insisti a non firmarti (di solito per quelli che non lo fanno, c'è la sanzione e non posso fare eccezione per te, nonostante tu sia cortese) il nick te lo rifilo io: Anonimo Veneziano :-)

Anonimo Veneziano, questo è un altro argomento ancora e magari un ulteriore occasione di riflessione per altri post. La donna aveva nell'antichità, la funzione di demiurgo alla Redenzione (vedi Dante e la sua Beatrice).

Ora, senza dover tirare in ballo gli stilemi della "donna angelicata" del Dolce Stil Novo che sarebbe troppo, perdendo oggigiorno, la donna, questo ruolo e questa funzione, la società potrebbe davvero non avere più freni inibitori per la sua stessa salvaguardia. Mi stupisce non poco infatti, che le ragazze del fattaccio di Torino abbiano assistito a queste brutture di pestaggi e sevizie al povero down senza intervenire positivamente. Ciao Anonimo Veneziano.

siro said...

L'educazione di sinistra produce mostri, questo è noto da tempo.
Peraltro, io sono cresciuto sotto il bombardamento della peggior televisione possibile (le commerciali dei primi anni Ottanta, zeppe di cartoni animati giapponesi e di porno alle otto di sera) e ciononostante mi glorio di essere mentalmente sano.
Questo per dire che accusare i "media", la "società", di certi atteggiamenti degli adolescenti è un po' falsante. Le colpe sono dei genitori, altroché.

Nessie said...

Siro, ci barcameniamo tutti quanti a cercare il "colpevole" o "i colpevoli", senza venirne veramente a capo. Sono d'accordo che il mezzo (o i mezzi) abbiano una responsabilità limitata. Ma se ci sono genitori che prendono la tv per la loro baby-sitter o Internet come la "tata digitale", tanto per tenerli "buonini", allora è chiaro che ancora una volta si presenta loro il conto. Ed è un conto assai salato. Molto di più di uno stipendio riservato alla baby sitter.Ciaùu.

Il LazzaroSauro said...

Ma che brava la Nessie, che mi da il destro (e il sinistro) per sbizzarrirmi un po'... adesso medito e poi intervengo.

P.S.
m'hai arruolato pure Tony Musante? Non sarai mica tipo Florinda Bolkan...

Anonymous said...

SauroAnonimoVeneziano e Saura, Il Foglio di oggi a pagina 2 sul bullismo femminile. Da leggere. Ciao

Stella

Nessie said...

Incredibile, ma vero: un sogno, una reverie! Ma grrrrrazie per questo spolverìo stellare messomi in musica, Sauro! Resuscita ti prego! Sennò invece che "lazzarosauro" dovremmo chiamarti lazzarone. E non è il caso. Ancora mille grazie :-)

Nessie said...

Stella, ti ringrazio per la segnalazione. Ora corro a leggere! Ciao :-)

Monica said...

Oltre a complimentarmi con te Nessie, ti dico il mio pensiero sul tema.

In ordine, le responsabilità del dilagare di giovani dediti alla violenza, sono la società, la famiglia, la scuola.

Le famiglie del 2000 devono fare loro stesse, come nucleo a sé, i conti con la società, disibinita, moderna, emacipata, permissiva, caratteri che influenzano ogni individuo. Il ruolo genitoriale amplifica gli imput derivanti dall'esterno e, molto spesso, i figli introiettano principi che neppure i genitori hanno metabolizzato.

Lo Stato, e tutto ciò che lo costituisce, è innegabilmente il biglietto da visita di una società: da anni, e da 6 mesi la deriva è una realtà, i Principi e i Valori sono stati relegati al gradino più basso dello Stato.

Il ragazzo che guarda il mondo intorno a se non può recepire nulla, forse ben poco, di positivo.
L'evoluzione della società e gli educatori scolastici fanno il resto.

Nessie said...

Lo avevo già seguito con interesse il tuo pensiero, Monica, sul blog di "Qualcosa di destra", e vedo con piacere che è strettamente concomitante al mio. Ognuno di queste entità (famiglia, scuola, società , classe politica) dovrebbe fare, nello specifico, la sua parte. E invece ciascuno gioca allo scaricabarile e a far proprio lo spirito di "delega". La classe politica poi dà degli input assai pericolosi: aumentare la quantità di cannabis consentita è ancora una volta licenziosità e non libertà. Nessuno vuole sentirsi responsabile in primis, e TUTTI tendono a fornirsi alibi e pezze giustificative.
Con questo sistema si crescono rampolli smidollati, sfaccendati, dediti a passatempi perversi come quello di fare i registi dei loro filmetti hard di gruppo sui cellulari, per poi passarseli o aggregarli sul web. Il web, a sua volta, è diventato un amplificatore fuori controllo, e se è vero che siamo tutti per la libertà, questa non deve però trasformarsi in LICENZA di fare del male senza pagare il proprio dazio. Ciao e grazie!

Lo PseudoSauro said...

Eppure era chiaro fino dall'800. I movimenti di emancipazione femminile non erano solo una naturale e doverosa risposta ad una specie di segregazione culturale nella quale veniva confinata la donna, ma si inscrivevano nella piu' ampia "lotta di classe" anche prima dell'avvento di Marx, quando la restaurazione repubblicana francese avveniva nel segno di Proudhon e Bakunin. Sempre e solo il vecchio Socialismo, come quello del '68 in cui era "mia e me la gestisco io". Ora che ognuno si gestisce pene e vagina come meglio crede, ed e' cio' che "si sente", e non cio' che nasce, la funzione riequilibratrice dei ruoli sessuali scompare in favore di un unico modello mutuato dal maschio, o da cio' che si pensa fosse stato. Cosi' scompaiono la pieta', la dolcezza e tutte quelle prerogative che erano tipicamente femminili che dovevano contrapporsi al corrispettivo maschile. Ci saranno anche mille altre cause, ma a me queste sembrano proprio quelle determinanti.

P.S.
funziona tutto a dovere?

Lo PseudoSauro said...

Dimenticavo: gli adolescenti violenti sono destinati a diventare degli adulti fiacchi, non dei bulli vita naturaldurante. La mancanza del modello femminile non trasforma tutti in maschi, ma tutti in qualcosa di diverso da maschi e femmine; proprio come quella specie di figura ermafrodita dell'Arancia Meccanica.

L'italiano metafisico said...

CHe esseri abbietti certi politici, come mastella, chedonopene severe per i bulli e per i videogame a loro dire violenti quando loro sono i primi violenti, diseducatori e imbecilli.
Che approvano l'indulto, non sanno cosa sia il Darfur e poi vogliono fare i maestrini di morale.
Porci schifosi

Nessie said...

Mahhh..sì, anche questa direi che è da mettere nel conto. E perché no? Il problema della dolcezza e della "pietas" femminile non è però da confondere con l'arrendevolezza e la cedevolezza. Una madre troppo arrendevole non insegna a crescere correttamente i propri figli. Ora si corre ai ripari e si pubbicano vademecum come "I NO che aiutano a crescere", ma per quanto tempo si è cercato di menarla con "l'educazione non repressiva"? C'erano perfino guide di puericultura, di pedagogia ecc. dove le parole "non repressiva" e "antiautoritaria" la facevano da padrone come fossero titoli di merito. E non sono poche quelle madri che ricorrono al TAR ogni volta che ritengono che il loro caro figlioletto abbia ottenuto una bocciatura immeritata. Oppure scatta una forma di narcisismo traslato sul figlio, quando lui viene punito o si becca cattivi voti. Reazioni stolte e suscettibili, quelle di identificarsi nei figli e di sentirsi offese per qualunque cosa li riguardi. Comunque concordo col Sauro che il violento e il teppista è in realtà uno smidollato che cerca una rivincita nella maniera più codarda. E l'androgino del tipo androide di "Arancia meccanica" ne è una perfetta rappresentazione. Guarda caso, anche nella sua storia personale, c'erano due genitori beoti e incapaci a governarne l'educazione. OK, Sauro funziona tutto alla perfezione!

Bisquì said...

Vorrei fissare alcuni punti.
Quando da noi andava in auge il modello montessori, ripreso dalle dottrine dei paesi scandinavi in particolare svedesi, nella stessa Svezia si discuteva dei danni fatti dal troppo permissivismo nei confronti delle giovani generazioni.

Quello che sta succedendo oggi da noi, lì già accadeva, non era difficile incontrare "bande" di ragazzini tra i 12 ed i 15 anni che come le cavallette distruggevano tutto quello che trovavano nella assoluta "comprensione" della gente e dei governi.
L'idillio si è spezzato quando i "bravi bambini" hanno cominciato a picchiare ed a uccidere gli insegnati di scuola. Ma questo più di 30 anni fà.
Ovviamente noi siamo "leggermente" controcorrente ed ai danni buonisti ci abbiamo aggiunto quelli politici.

Discorso difficilissimo da affrontare
1) perchè non c'è modo di insegnare ai genitori ad essere tali
2) perchè la società non ha le palle per affrontare il problema
3) perchè le contraddizioni sia comportamentali che politiche sono insormontabili.

Come risolvere il problema? Questi ragazzi in futuro saranno genitori, cosa insegneranno ai loro figli?

Il problema viene da qui. Dare la colpa alla televisione o ai giochi elettronici è spostare il problema, come al solito per non affrontarlo e per non assumersene le responsabilità.

Questi ragazzi hanno "inparato" quello che gli è stato "insegnato" dai genitori che a loro volta hanno ricevuto lo stesso insegnamento dai loro genitori.

La mentalità del branco viene da quella delle comuni, dalla consapevolezza di inserirsi in una struttura per sentirsi difesi o più forti nel gruppo.
Tutto questo nacse dall'impossibilità di poter affrontare la "vita" in solitudine, di non sape prendere "decisioni".
Il branco da la necessaria "sicurezza" la pseudoconsapevolezza che tutto quello che viene fatto in "comune" è corretto.

Questi sono i danni del comunismo. La uccisione dell'individualità, l'impossibilità di essere apprezzati non per quello che si è ma per come si sottosta alle "regole" imposte "dalla comune".
Questo è. Inutile nascondersi dietro un dito, i centri sociali embrione della comune sono l'espressione del comunismo che ha livellato le persone per non voler vedere le differenze che inevitabilmente esistono tra persone diverse. Tutto questo porta i più deboli ad "aggregarsi", parola tanto cara alla sinistra.
La scuola non aiuta ad una formazione migliore. Il 6 politico, l'impossibilità di far "pagare" ai fannulloni o agli incapaci i loro difetti porta tutti i giovani ad avere una visione della realtà completamente distorta.
L'impunibilità è tra le cause principali di questi comportamenti e questo governo ne ha dato la conferma affrettandosi a mettere in circolazione i delinquenti invece di buttare la chiave.
Terroristi, assassini, complottisti contro le istituzioni sono al parlamento ed i giovani che guardano percepiscono un messaggio sbagliato.
Come si può punire un ragazzo che "nel branco" e quindi omologato tuttosommato non commette crimini come quelli che invece stanno al parlamento hanno avuti graziati. Normale che in una situazione del genere, quando ci si confronta con la realtà la cosa più ovvia da pensare è - se lo ha fatto lui ed è parlamentare, perchè non posso farlo io?
Questa è una società ormai destinata a sparire. Questo è un'altro risultato fallimentare dell'omologazione delle menti e delle persone. Questo è un'altro crimine contro l'umanità del comunismo che ovunque sia stato ha fatto solo danni.

Sicuramente ci sarà qualcuno che mi darà del fascista, certo la cosa non mi tange perchè se fascista significa non essere omologato ed avere la mente indipendente per me questo è un complimento.

Se guado i miei ragazzi non posso non essere orgoglioso di come sono e vi assicuro la mia è si stata un'educazione rigida ma mai violenta. Un No detto al momento opportuno e con motivazioni valide vale molto più di tanti si dati perchè non si vuole essere annoiati.
Ma questo si può fare solo se si è convinti che la grossa responsabilità di essere genitori e le rinunce che comporta esserlo saranno un bene per la prole.
Certo che per me e mia moglie sarebbe stato molto più facile andarcene al teatro o in vacanza da soli abbandonando completamente i figli ai nostri genitori ma così non è stato. La nostra presenza mai oppressiva ha dato ai nostri ragazzi una sicurezza che i loro coetanei non hanno. Ma questo non mi fa sentire un'alieno perchè anche io ero così e prima di me mio padre. La famiglia ci ha tramandato l'educazione, una famiglia con un papà "autorevole" e non "autoritario", una mamma "mediatrice" ma mai "succube", una famiglia dove i ruoli erano ben definiti e dove ognuno aveva un posto in quel microcosmo non come le famiglie di oggi dove non si capisce nulla. Spesso inorridisco a vedere le famiglia degli "altri", un'insalata che frastorna i ragazzi e non dà punti di riferimento.

Va bè mi sono allungato tantissimo, e mi scuso di eventuali errori, sono stanchissimo e volevo commentare perchè il discorso mi appassiona.

Nessie said...

Ed è un discorso appassionato oltre che intelligente e stimolante.Dare regole certe e una certa severità non significa affatto essere "autoritari " o "fascisti", ma dare maggior sicurezza ai figli. E' verissimo quel che dici ed è anche il tema di questo post: al lassismo socio-familiare-scolastico fa da sponda il lassismo, l'incuria e i pessimi input politici. Nelle università era di gran moda il 18 politico uguale per tutti con i cosiddetti "esami di gruppo". Nella politica e perfino nell'economia si danno gli "aumenti di stipendio a pioggia" (anche a chi non se li merita). Alla promozione semiregalata a scuola , fa riscontro politico l'indulto. E allora? Abbiamo, avremo, i cittadini che ci meritiamo.

andrea said...

bisquì,nessuno ti darà del fascista,non certo io almeno.ma è singolare come la tua analisi sia il solito salmo che finisce in gloria.non è sbagliata,ma parziale,ed elude molti altri problemi.soprattutto,legare la dinamica del branco al comunismo è un pochino artificioso.a meno che,i branchi violenti creati ed istituzionalizzati da benito mussolini siano da considerare innocui in quanto istituzionalizzati!

andreaxbisquì said...

"Se guado i miei ragazzi non posso non essere orgoglioso di come sono e vi assicuro la mia è si stata un'educazione rigida ma mai violenta. Un No detto al momento opportuno e con motivazioni valide vale molto più di tanti si dati perchè non si vuole essere annoiati.
Ma questo si può fare solo se si è convinti che la grossa responsabilità di essere genitori e le rinunce che comporta esserlo saranno un bene per la prole.
Certo che per me e mia moglie sarebbe stato molto più facile andarcene al teatro o in vacanza da soli abbandonando completamente i figli ai nostri genitori ma così non è stato. La nostra presenza mai oppressiva ha dato ai nostri ragazzi una sicurezza che i loro coetanei non hanno. Ma questo non mi fa sentire un'alieno perchè anche io ero così e prima di me mio padre. La famiglia ci ha tramandato l'educazione, una famiglia con un papà "autorevole" e non "autoritario", una mamma "mediatrice" ma mai "succube"......vorrei capire come è possibile che la mia famiglia,da sempre di sinistra,è praticmente identica alla tua.ovvero,come puoi,con tanta sicumera,attribuire questi valori di buonsenso ad una parte politica e negarli ad un'altra?non ti sembra di schematizzare un po' troppo?

Nessie said...

Credo che gli argomenti posti da Andrea meritino un minimo di approfondimento e di attenzione. Al mio paese, ad esempio , ho conosciuto fior di comunistoni di vecchio stampo e tutti d'un pezzo, che hanno tirato su dei bravi figli. Perfino un po' conservatori nelle idee e nell'etica, in fatto di onestà. E non dissimili da come Bisquì ha descritto i propri.

Del resto il fenomeno delle gangs violente giovanili non è necessariamente connotato ideologicamente secondo gli schemi "destra" o "sinistra". E' soprattutto qua nel nostro paese (fortemente politicizzato e ideologizzato) che si danno queste chiavi di lettura, a causa di una sinistra fortemente aggregatrice dei ceti giovanili nei cortei.

In Inghilterra c'erano bande rivali dei "mods" e dei "rocks". Più tardi i punks (letteralmente : i marci)che si differenziavano a seconda della coloritura della cresta dei capelli. E anche su questi fenomeni fiorì a suo tempo tutta una letteratura cinematografica che va da "Il selvaggio" con Marlon Brando, a "West side story" il musical con le squadracce rivali dei bassifondi, dove ci scappa pure il morto.
Il problema è che semmai quel tipo di atteggiamenti estremi riservati ai ceti marginalizzati, si è purtroppo diffuso anche in quelli medio- alti e perfettamente integrati.
Su segnalazione di Stella propongo la lettura dell'articolo "Sporche femmine scioviniste" reperibile in seconda pagina su Il Foglio di ieri 23 novembre. Qui abbiamo la variante adolescente hardcore e violenta, già propagata dal cinema di Quentin Tarantino in "Kill Bill" con Uma Thurman. Al solito, il fumetto e il cinema, arrivano prima della realtà.

Lo PseudoSauro said...

Io invece penso che Bisqui' abbia ragione. Il comunitarismo delle gang giovanili non e' individualismo, se no non sarebbe tale. Allora perche' in USA questo fenomeno e' piu' diffuso che altrove? Eppure li' il comunismo non c'e'... E' un fenomeno normale che i ragazzini si riuniscano in bande: l'hanno sempre fatto ed e' connaturato all'antropologia umana. Nessuno ricorda "I ragazzi della via Pal"? Quello che e' abnorme, a mio avviso, e' che non vi sia un contraltare all'aggressivita' maschile che, lo ribadisco, e' una cosa naturale. I figli hanno bisogno di due figure di riferimento: un padre ed una madre; e questo anche nella scuola che ormai e' quasi tutta "femminilizzata". In mancanza di figure di riferimento accade quello che accade; in mancanza di una societa' che fa rispettare le sue leggi, ogni comunita' si fa la propria. Mi pare una diretta conseguenza che si puo' verificare anche in altri contesti. Allora: e' la carenza di cultura dell'individuo, o piuttosto il fatto che questa non tiene conto delle piu' elementari esigenze umane? Il socialismo crea dei robot, ma il liberismo dei selvaggi, in assenza di un'etica basata, quantomeno, sui ruoli fondamentali.

andrea said...

sauro,come puoi dare ragione a bisquì?

Lo PseudoSauro said...

Andrea: il ragionamento di base di Bisqui' lo condivido. Poi, pero', vado piu' avanti, se leggi le ultime due righe che ho scritte sopra capirai il perche'. Aldila' delle esigenze antropologiche che portano quasi tutti i mammiferi a riunirsi in branco, il problema e' la CARENZA della cultura individuale. Ma anche se questa vi fosse, se l'individualita' viene vissuta a prescindere dal ruolo di genere si ottiene il Socialismo e la sua pretesa uguaglianza biologica, non il Liberismo.

andrea said...

sauro,allora vai oltre il ragionamento di base.spulcia completamente il papiro di bisquì.fai una operazione di onestà intellettuale e per cortesia,con il tuo consueto equilibrio,spiegagli che stà dicendo una quantità ciclopica di selleratezze.spiegagli anche,che asservire la capacità di analisi alla sistematica dimostrazione della tesi a lui cara,produce infine un risultato fasullo.

Perla said...

Buongiorno Nessie. -)))

Un tempo esisteva l'autorità genitoriale paterna. Col sessantotto e col femminismo castrante, quell'autorità è stata sciolta nell'acido della stupidità e dell'irresponsabilità per tutti.
Io non sono convinta che i figli degli italiani non siano guardati abbastanza, direi che è proprio il contrario. La famiglia italiana e i padri-mammi sono diventati iper protettivi, mai autorevolmente e correttamente severi nel dire un no e affrontarne la fatica che invece un sì non comporta.
Nella scuola è lo stesso. L'insegnante non può e non vuole esercitare nessuna autorità, verrebbe subito bollato come autoritario.

Belli questi post che offrono tanti spunti di riflessione.

Perla

andrea said...

scusate,ma sono veramente esterrefatto!sembra che il problema giovani,che investe tutti,sia per voi una valvola di sfogo politico.ho letto fondamentalmente posizioni ideologiche e sterili attribuzioni di colpe,acrobazie filosofiche e una generale sciaquatura di bocca,ognuno contro i proprio odiati nemici.e i ragazzi?dove sono i ragazzi?colpevoli senza ombra di dubbio,ma comunque tenuti fuori da questo pseudo processo che abbiamo inscenato.eppure dovrebbero esserne protagonisti.invece comandano le nostre supposizioni,le nostre proiezioni,le nostre debacle o le nostre vanterie.noi e soltanto noi.e loro?i piccoli delinquenti dove sono?non vi sembra di accrescere la già preoccupante deresponsabilizzazione?

Lo PseudoSauro said...

Andrea: io non so quanti anni hai tu, ma ti assicuro che da noi prima del '68 era diverso. Io stesso sono stato educato in un altro modo, e non in quanto vengo da una famiglia agiata, poiche' tanti amici figli di operai sono stati educati esattamente allo stesso modo. Per giudicare sarebbe meglio avere vissuto il prima e il dopo. Se si ragiona col senno di poi non si cava un ragno dal buco. Sicuramente la caduta dei sistemi nazionali ha promosso ulteriormente la diffusione di un modello globale e l'internet ha la sua importanza in quanto la totalita' dei casi di cui si tratta qui comunicano con questo mezzo. Ed e' molto diverso usare un mezzo con la padronanza della cultura di prima, piuttosto che quando se ne ha una ancora in formazione. Il problema comune, per me, e' la totale indistinzione dei ruoli maschile e femminile, poi in Italia abbiamo le nostre peculiarita' culturali, come accade per altri. Siccome Bisqui' ed io siamo persone diverse, e' ovvio che abbiamo anche una visione diversa dovuta anche all'esperienza vissuta, che non e' identica per nessuno. Io di ideologia non ce ne vedo proprio: vedo un problema che prima era gestibile mentre oggi non lo e' piu'.

andrea said...

ma che dici,sauro?usare un post come questo, per ribadire il proprio odio contro il comunismo,fare un minestrone di centri sociali e comuni,formulare un assioma secondo cui l'aggregazione in bande è direttamente discendente dal comunismo,declamare l'immoralità del parlamento che ospita terroristi(ospita anche ladri,mafiosi e tangentisti,non certo buoni esempi per i giovani..se lui ruba e siede in parlamento,perchè non potrei farlo io?),è sicuramente un discorso ideologico,senza ombra di dubbio.bisquì,evidenzia delle problematiche reali,senza ombra di dubbio,ma salta a piè pari altre concause che non soddisfano la dimostrazione del suo solito teorema.per carità,molte delle sue obiezioni le condivido,ma sono di parte,e quindi ideologiche.peccato,perchè si parla di giovani...e purtroppo vedo che il tema è affronato con molta superficialità,seppur ben mascherata.

Lo PseudoSauro said...

Andrea: io mi attengo al topic, se no non la finiremmo piu'... io ho visto (e vissuto) il fallimento delle "comuni" e delle "famiglie aperte", e mi domando sempre come si fa a riproporre ancora oggi lo stesso modello dopo i disastri che abbiamo sotto il naso. La differenza tra me e te, ed anche Bisqui', e che tu non vuoi mettere in relazione tutta la cultura di sinistra con questo disastro. E' il solito estremo tentativo di salvare qualcosa a cui non si vuole rinunciare; il che denota come di "rivoluzionario" a sinistra non ci sia piu' niente, anzi, siamo al si salvi chi puo' e alla strenua difesa di ogni casamatta gramsciana. Anche l'idea "delle destre" (come da Marx) espressione di corruzione contrapposta a "una sinistra" (che non e' mai stata unita, per altro) espressione di progressismo e di valori altarnativi al nulla del capitalismo e' la stessa fuffa ideologica dei tempi di Luigi Filippo, fai un po' te che "progressismo"... qui si tratta di salvare la societa', non il Socialismo; quello si e' gia' suicidato da se'.

Nessie said...

Perla, riprendo i tuoi spunti importanti. Siamo l'unico paese eurobabbeo che si tiene in casa in figli fino a 30 anni. E per dirla in termini freudiani, l'iperprotettività nasconde il rifiuto. In quanto educazione vuole dire dare regole certe, saper dire NO al momento opportuno e mostrare ai figli che gli esempi vengono dall'alto. Ma chi è più in grado di proporre modelli ed esempi? Ci sarebbe molto da aggiungere sulla femminilizzazione dell'insegnamento nella scuola e nelle strutture educative, già accennata dal Sauro. Ma questo diventerebbe un altro post chilometrico.
Vorrei però aggiungere che se il femminismo ha trasformato il maschio in una figura di patetico "mammo" (come ricorda Perla), nella società cattolica, mediterranea e familista italiana, la figura femminile è sempre stata prevalente anche nella tradizione più arcaica e di clan. Purtroppo. In particolare nel Mezzogiorno. A tale scopo ci sono gli studi del sociologo americano Edward Barnes sul Sud italia e la figura della "mammmassantissima" mediterranea. E fu proprio Barnes a parlare del nostro paese come quello del "familismo amorale" dove i membri si coprono l'un l'altro le loro malefatte. Tant'è vero che anche il capo mafia viene chiamato "Il Mammassantissima" e la cosca mafiosa, "la famiglia". Dove mamma commanda e picciotto va. Per dirla a chiare lettere, se non mi piace l'eccesso di femminilizzazione dell'era postfemminista e postmoderna, non mi piaceva nemmeno ( e meno che mai) la temibile figura della "Grande Madre" mediterranea. Un saluto a tutti :-)

Bisquì said...

Come al solito quando "qualcuno" ci mette bocca finisce tutto in polemica.
Anche la capacità di leggere le premesse e tenerne conto nel contesto del discorso è un'insegnamento che viene dalla famiglia ed approfondito nella scuola.
Evidentemente queste cose peccano in chi si attacca alla parolina e su quella, nella tipica abitudine comunista, ci costruire un caso.

Tutti gli psicologo presettattontini o almeno quelli più onesti si sono fatti carico del fallimento delle idee che portavano alla parificazione di tutto e di tutti. Il livellamento verso il basso si è rivelato un fallimento, come d'altra parte tutte le filososie di forte identità socialiste.
Non ricordo il nome di quel sociologo americano che ha dato inizio a questa distruzione della società basata sui valori della famiglia ma mi è rimasto impresso il mea culpa che ha recitato in televisione. Mentre vervava lacrime di coccodrillo paragonava il fatto del fallimento come padre alle dottrine che lui aveva diffuso.
Come al solito ci si accorge degli errori quando si paga in prima persona.
Anche questo atteggiamento è tipico dell'insegnamento in famiglia, imparare a gustdare lontano, ponderare le proprie decisioni, valutare gli effetti a lungo termine sono cose che si imparano a casa. La scuola può solo ampliare e consolidare il background cognitivo ma se questo manca completamente ...
Nessuno considera mai che i bambini creano il loro carattere nei primi anni di vita, trattarli come bambolotti, proteggerli oltre ogni ragionevolezza significa solo farne dei disdattati sociali, degli insicuri. Persone che devono obbligatoriamente "aggregarsi" per avere voce nel capitolo "vita".
Tra "fare" da soli, assumendonese le responsabilità e "fare in "gruppo" c'è una bella differenza, nel secondo caso le responsabilità sono condivise e questo significa tutto.
Concordo sulla sicietà Italiana che è "mammona" ma non solo la nostra è malata in questo senso.
Evidentemente Andrea ignora completamente che nell'ex URSS la perdita dei valori della famiglia ha creato uno scompenso notevole. Solo grazie alla cortina di silenzio del "regime" non si è mai a venuto a sapere delle percentuali da paura di suicidi in età puberale, dell'alcoolismo della piaga della droga e dell'AIDS. Verosimilmente la Russia di oggi è il paese peggio messo tra tutti quelli europei. Giovani abbandonati, bande di piccoli delinquenti è una piaga che ci vorranno dcenni per sanarla.
Così come nei paesi scandinavi e per motivazioni simili il numero dei diadattati sociali è impressionante.
E questo è un aspetto che nessuno considera, il costi sociali. Non solo distruggendo la famiglia vengono meno i valori su cui si sostiene una socità ma i costi per il tecupero, il riadattamento sono spaventosi.
Nessuno pensa che da una cosa piccola come la famiglia poi si generino tutta una serie di drammi che coinvolgono tutta la società.
Il comunismo ed il liberismo spinto agli estremi sono le cause dei malesseri sociali. Questi ancora non hanno imparato e continuano nel perseverare a distruggere quel poco che è rimasto volendo addirittura dare pari dignità alle famiglie convenzionali con quelle "posticce".
Non basta che da una famiglia "normale" esca uno "zuccone" adeso bisogna fare l'esperimento con quelle "artificiali". A quando i sinistri riusciranno a capire che anche questo sarà un fallimento e ben peggiore dell'altro?
Ripeto, il problema va visto nella sua interezza, l'esperienza degli altri paesi è un tesoro da non dilapidare. Basta guardarsi intorno e vedere in tutto il mondo il degrado della famiglia convenzionale che razza di risultati da.
Che bisogna fare? Creare i collegi di "stato"?
Io credo che la sinistra è questo che vuole per poter avere a disposizione una popolazione robotizzata, l'unica perfetta alla loro dottrina, visto che oggi si sono accorti che con i loro metodi di rieducazione si riesce solo a fare un bagnetto nel sangue e nulla più.

Bisquì said...

Nessie,
--Siamo l'unico paese eurobabbeo che si tiene in casa in figli fino a 30 anni--

Se tu sapessi i commenti delle altre mamme quando vengono a sapere che i miei figli viaggiano da soli già dall'età di 12 anni. Che si sanno cucinare, che restano a casa da soli quando con mia moglie usciamo.
Non ti dico poi quando parlando io afferma con assoluta sicurezza che una volta arrivati all'età dell'università se ne devono andare fuori dalle ... (capisci a me) e farsi la loro vita.
Ovviamente l'estate, finita la scuola, lavorano mentre i loro amici se ne vanno in vacanza spesati di tutto dai genitori.
Non voglio dire che i miei non fanno le vacanze, ci mencherebbe quando esagerano sono io a dire basta ma la differenza è fondamentale. Anche se non hanno il totale per coprire completamente le loro spese, almeno ci provano non stanno nel nido a bocca aperta aspettando che qualcuno li imbocchi.
Ma se io per comprarmi la moto (da ragazzo) non avessi fatto il meccanico nei periodi estivi oggi ai miei figli che cosa gli insegnavo? (e non è che a casa mia mancavano le possibilità, anzi).

Anonymous said...

Dalle nebbie scozzesi una disamina venata da faziosita' sconcertanti, e da una pseudo-sociologia che va sempre a parare nel solito becero moralismo.

Lo PseudoSauro said...

Anonimo: argomentare, come si usa tra persone civili. Di vox populi e scomuniche ne abbiamo abbastanza: non servono a niente e non siamo tanto scemi da lasciarcene impressionare.

Nessie said...

Bisquì, l'atteggiamento di dipendenza dalla "famiglia" e la tendenza di quest'ultima a prolungare la sua funzione di accudimento oltre la soglia della maggior età con una sorta di assistenzialismo iperprotettivo e pericoloso, è ancora più visibile nel Sud dove si sono inventati per l'uopo, "i lavori socialmente utili", da parte delle amministrazioni locali. Lavori, che si traducono, in realtà, in "socialmente futili" e da scalda-terga sedentari. Siamo sempre nel solito problema: è più difficile dare una canna da pesca e insegnare a pescare a chi ne ha bisogno, che offire pesci già belli e pronti.Educare individui e popoli all'autonomia, a quanto pare è impresa colossale.
Ringrazio il Sauro per il suo pronto-intervento nei confronti anonimi "non veneziani". :-)

andrea said...

sauro,non dire cazzate!io non difendo niente.ho aperto il panorama,visto che si parla di giovani.questo non è argomento per i vostri sfoghi,lo capisci o no?

andreaxbisquì said...

bisquì,tu continui a fraintendermi e sto sinceramente perdendo la pazienza.non ho difeso in alcun modo il comunismo e la derivante educazione.ho ampliato il campo di discussione.non è un problema per me.si parla di giovani ma non avete alcun riguardo a considerare l'argomento il solito cagatoio per le vostre frustrazioni.andate a fare in culo tutti quanti,ci vediamo alla prossima.senza "polemiche",leggasi pareri discordanti,discuterete piu' serenamente.

Nessie said...

Andrea ma perché perdi così facilmente la calma e la butti sempre sullo sproloquio? Non aspettiamo altro che i tuoi contributi di analisi. Possibilmente alternative a queste. E invece tutto finisce regolarmente a schifio e in prevedibili vaffanculo. Poi se ti bannano ti incavoli pure.

Lo PseudoSauro said...

Andrea: fai ameno di scrivere ancora perche' ci hai rotti i coglioni. Se non riesci ad argomentare in modo normale e' un problema tuo. Nessuno ci impone di frequentarci se non ci si sopporta. Avresti potuto risparmiarmi la censura, se solo avessi tenuto a freno la lingua.

andrea said...

io argomento in modo normalissimo!sono semplicemente stufo di essere scientemente frainteso.non ho difeso il comunismo,e non ho difeso le famiglie aperte o esperimenti di genetica biofamiliare.ho semplicemente aperto il campo di discussione a evntuali concause,che voi avete ignorato prchè non rispondono alla vostra logica con i paraocchi.sinceramente,chi ha rotto i coglioni con questo modo di fare,non sono io.sauro,hai argomentato in malafede una mia INESISTENTE difesa di non so bene cosa.ho forse detto che il comunismo genera una bella società?NO!!ho semplicemente detto che la società moderna è complessa e che se si parla di giovani bisogna ampliare il campo di discussione a tutto cio'che puo' generare i fenomeni di delinquenza giovanile.bisquì ritiene che io ignori cio' che capita in russia.non lo ignoro affatto.ma forse lui ignora che qualunque periferia delle cità di tutto il mondo ha gli stessi problemi di Mosca.e la provincia americana?e le scuole americane dove si entra passando dal metal detector?io diffido da chi come voi,crede di avere la ricetta giusta,perchè la cronaca vi smentisce sistematicamente.allora,estrapolate la mia espressione "cagatoio" dalla sua volgarità,e vi accorgerete che la mia è una semplice constatazione del vostro atteggiamento nei confronti del problema:ovvero,del problema non siete molto interessati.lo state usando ognuno per confermare la propria ideologia o i propri meriti genitoriali.odio che mi si mettano in bocca concetti che non ho espresso.odio la malafede.odio i pregiudizi.odio che mi si apostrofi come comunista.non è così che si argomenta.nessie mi ha dato sostanzialmente ragione,non capisco perchè usiate questi sistemi barbari per avere ragione a tutti i costi.cercate di rispettare le persone,o almeno ACCORGETEVI quando state mancando di rispetto.ne avrete in cambio stima ed educazione.essere sanguigni non è un difetto.prestate attenzione a come vi comportate,e ipotizzate che magari siete voi a far girare i coglioni

tilt64 said...

Non voglio difendere Andrea che lo fa già per conto suo, ma sono d'accordo con lui che dare "colpa" del bullismo dilagante alla cultura di sinistra è davvero una forzatura.
Faziosità per faziosità, io trovo nei racconti di Bisquì che lascia i suoi figli a sbrigarsela da soli, una specie di "celodurismo" educativo, una sorta di legge della giungla applicata in famiglia (esagero volutamente il concetto)che sembra non tenere conto della complessità estrema delle moderne società evolute.
Rimandare ad una favoloso (e favolistico)passato in cui la famiglia pensava a tutto e i padri padroni esercitavano il loro potere indisturbati e sostanzialmente disinteressati alle istanze dei figli, oltre che anacronistico, è pericoloso. Perchè camminare guardando sempre all'indietro comporta alto il pericolo di andare a sbattere contro un palo. Salvo poi dare la colpa a chi (sicuramente un comunista! direbbe cornacchione) lo ha messo lì.
Troppo questa ideasemplice e rassicurante, ma sostanzialmente inesatta: dice bene ancora Andrea a proposito delle periferie americane certo non migliori di quelle moscovite.

Lo PseudoSauro said...

Ragazzi: credete pure cio' che volete, anche alla fata turchina, ma prima del '68 questo fenomeno non era cosi'. Siccome il '68 viene direttamente dal mix cino-sovietico di rivoluzione culturale e pacifismo strumentale, va da se' che si tratta della solito cultura socialista coniugata in tutte le salse movimentiste. Se voi non eravate ancora nati a quel tempo, che parlate a fare? Nessie ed io abbiamo vista la differenza e parliamo con cognizione di causa, in quanto abbiamo frequentati anche gli ambienti interessati e di queste cose ne sappiamo piu' di voi stessi: per vita vissuta. Voi parlate per sentito dire.

Perche' in USA avviene lo stesso? Perche' dove c'e' la liberta' e' piu' facile, tant'e' vero che in URSS tutto procedeva come un orologio senza la minima contestazione e le persone erano dei robot, a parte i pochi dissidenti.

Credete un po' quello che vi pare, tanto lo so che l'autocritica a sinistra non arriva mai a mettere in crisi lo stesso modello socialista. Voi vorreste salvare il Socialismo, o quello che pensate possa essere, noi, invece, ci accontenteremmo di salvare la societa'.

Lo PseudoSauro said...

P.S.
tra Cina e Russia, i capitali investiti per destabilizzare l'occidente capitalista, furono enormi... e non mi venite a dire che me lo sto inventando se no tanto vale giocare a bocce.

andrea said...

MA CHI E'CHE VUOLE SALVARE IL SOCIALISMO?????CHE DIAMINE C'ENTRA??maledizione sauro,parla da solo,tanto non ascolti nemmeno.AUTOCRITICA DI CHE COSA???di qualcosa che non ho detto nè pensato??ho soltanto aperto la discussione ad un livello piu' ampio.di che cosa hai paura?

andrea said...

"P.S.
tra Cina e Russia, i capitali investiti per destabilizzare l'occidente capitalista, furono enormi..."....è la stessa cosa che dicevano i regimi comunisti dell'occidente.è la stessa cosa che dicono le teocrazie islamiche.ma basta,cazzo,stiamo parlando di giovani e non li abbiamo nemmeno nominati.e questo atteggiamento non è forse deresponsabilizzante?capisci quando dico che state usando il post come un sudario delle vostre paranoie?

Nessie said...

Tilt e Andrea, mi spiace ma di cause, concause e controcause ne ho messe dentro fin troppe nel pentolone. Se sapete leggere, bene. Sennò non so che farci. Posso scrivere un post, non un romanzo a puntate.In fatto di educazione e di istruzione non sono poi l'ultima arrivata, visto che ho figli e che ho insegnato per 25 anni. Non sono qua per scrivere la mia biografia, ma per parlare con un minimo di cognizione di causa, questo sì. Venire accusati di non avere a cuore il futuro dei nostri ragazzi è per me inaccettabile, visto che nella mia vita non ho fatto quasi altro.

Bisquì said...

Tilt,
sei completamente fuori strada e come al solito così come Andrea pontificate senza sapere.

Intanto il Sauro ha già dato una risposta. Intanto il mio discorso è iniziato con una premessa che è stata completamente ignorata.

Intanto la sociologia e la psicologia infantile, con le nuove dottrine di libertà incondizionata e di omologazione sono le cause dei malesseri della società.

Non sono stato io a volere i cambiamenti e neanche quelli che scrivono qui. I cambiamenti sono la conseguenza dell'imposizione delle dottrine socialiste. Questa è una società socialista, per quanto si viglia dire e negare questa è la realtà.
Non accetto giudizi da chi si e no ha la metà dei miei anni e che ha sempre vissuto nello stesso posto.

Io l'esperieza per poter aprire bocca la ho, mia miglie è scandinava, ho lavorato in Russia così come negli USA, qualcosa da dire l'avrò o davvero credete che le mie siano convinzioni e non ragionamenti detati dall'esperieza?

Indubbiamente tutte le "filosofie" hanno i lati positivi e quelli negativi ma in questo caso io non riesco a vedere dove sia la positività.
D'altra parte le cose non succedono, così per caso, allora secondo voi a cosa si deve la differenza tra l'edicazione delle generazioni precedenti al '68 ed a quelle successive? I programmi televisivi?
Ma siamo seri, la televisione è commerciale e non farebbe programmi che nessuno guarderebbe è la società che determina i gusti e quello che viene proposto è la conseguenza.
Se la televisione facesse solo programmi scientifici, in quanti starebbero lì a guardare?
Come il solito si fa una gran confusione su come funziona il mercato perchè purtroppo a sinistra c'è un'idea sbagliata dell'economia di mercato, appunto.Provate voi a vendere qualcosa che se pur bella ed utile non la vuole nessuno.
Quindi tornando al discorso, le motivazioni sono altre. Prendendo due modelli di società, quella Americana e quella Russa non si può fare a meno di notare alcune similitudini. Queste similitudini sono l'indicatore della mancanza di educazione dei giovani, mancanze che le generazioni precedenti non avevano. Il problema non è tipico italiano, il fatto è che altre nazioni hanno già passato quello che stiamo passando noi ed è lì che dobbiamo guardare. Non a caso ho esordito parlando del metodo "montessori" che è la conseguenza del modello "socialista" svedese. Il modello ha fallito miseramente, così come ha fallito quello "libertario" americano. Questi sono i fatti, se poi vogliamo addossare le responsabilità all'espansione dell'universo, facciamo pure ma non è nascondendo la testa in un buco che si risolve il problema.

Nessie said...

Bisquì, conosco bene anch'io il metodo Montessori e ho visitato alcune scuole montessoriane: niente di più fallimentare! Quel pediatra puericultore americano che hai citato e che poi si è fatto l'autocritica per caso non è Benjamin Spock?

Bisquì said...

Si mi sembra di si, è quello che si è messo a piangere quando parlava del figlio e di come l'educazione che gli aveva dato in realtà gli aveva rovinato la vita.
Fece un'ammenda pubblica in televisione chiedendo scusa a tutti i genitori ed ai figli.

Nessie said...

Sì, è quello! Non sai quante madri hanno tirato su i bambini col "metodo Spock"...:-) Ciao!

tilt64 said...

Mi rendo conto che questo è un discorso caldo, perchè tocca esperienze personali e l'argomento figli che, ad averne, si sa quanto è faticoso. Mi dispiace che non ci sia voglia di confrontarsi ma solo quella di dar colpa alla cultura "altra" per nemmeno provare a vedere dal proprio lato.
Sarà per un'altra volta

andrea said...

mi dispiace che nessun rgomento sia in grado di scalfire il monolite di convinzioni e preconetti.nemmeno l'argomento giovani.peccato.sarebbe stato carino parlrne.sarà per un'altra volta

andreaxbisquì said...

ma tu cosa diamine ne sai di me?sei per caso una spia?sai quanti hanni ho?quanti figli?le mie esprienze lavorative?i miei cambi di residenza?o sei una spia,o non sai un a beneamata cippa.rimane soltanto,a questo punto,l'arroganza della presunzione.perchè parli,di che cosa parli,se non sai niente dei tuoi interlocutori?ma credi veramente di essere così meglio degli altri?di avere l'esclusiva delle esperienze lavorative all'estero?l'unico che ha figli?l'unico cinquantenne?l'unico che ha capito tutto?"Io l'esperieza per poter aprire bocca la ho, mia miglie è scandinava, ho lavorato in Russia così come negli USA, qualcosa da dire l'avrò o davvero credete che le mie siano convinzioni e non ragionamenti detati dall'esperieza?"....MA STIAMO SCHERZANDO?...ma credi veramente di essere l'unico al mondo?vivere in ambienti blindati,ome quelli militari,dove le leggi e le regole ve le fate voi,vi rende impermeabili alla realtà...."sei completamente fuori strada e come al solito così come Andrea pontificate senza sapere..".....ma stiamo scherzando?PONTIFICATE SENZA SAPERE?...tu,non sai nulla di me e parli come se fossi la mia anima.chi è che pontifica?...."Prendendo due modelli di società, quella Americana e quella Russa non si può fare a meno di notare alcune similitudini. Queste similitudini sono l'indicatore della mancanza di educazione dei giovani, mancanze che le generazioni precedenti non avevano. Il problema non è tipico italiano, il fatto è che altre nazioni hanno già passato quello che stiamo passando noi ed è lì che dobbiamo guardare. Non a caso ho esordito parlando del metodo "montessori" che è la conseguenza del modello "socialista" svedese. Il modello ha fallito miseramente, così come ha fallito quello "libertario" americano...ecco la contraddizione pazzesca della quale non ti accorgi
:è tutta colpa del socialismo,pero' due società che si sviluppano in maniera opposta,sviluppano infine problematiche giovanili molto similari.pero' è SOLTANTO colpa del socialismo.bel ragionamento del menga,complimenti.a proposito di testa sotto la sabbia.toglila tu la testa da sotto.io non difendo niente,e non mi nascondo come fai tu.alla prossima.sperando che sia meno inutile di questa

andrea said...

nessuno ti vuole togliere i meriti di madre e di insegnante.ma "madre" e "insegnante" non sono titoli onorifici....pensa a una madre come la franzoni che insegna!ci siamo capiti?detto questo e tenendo per buona la tua carriera di madre e di insegnante,a mio avviso con questo post non hai aggiunto alcun tassello alla tua missione pedagogica:ti andava di vedere solo un aspetto della faccenda e ti ha dato fastidio che qualcuno ti ricordasse che ce ne sono altri dieci.

Bisquì said...

E' evidente che non conosci Benjamin Spock e di quale estrazione politica è.

Tu continua a difendere il socialismo, fai bene.
Come tutti quelli come te, ti accorgerai di aver fallito solo quando tutta la società sarà distrutta.
A sinistra non imparate mai dai vostri errori perchè non siete capaci di riconoscerli, siete talmente tanto protervi e presuntuosi che non siete capaci di fare ammissioni di colpevolezza.

Già è vero quelli che sbagliano sono sempre gli altri oppure sbagliano perchè hanno applicato male la dottina.
C'è sempre una giustificazione a tutto, bravi continuate così.

Bisquì said...

Adesso andiamo sul personale.
Io non ti ho tirato in ballo su nessun argomento. Non mi riferisco a te e non ho nessun interesse a farlo, semplicemente ti ignoro.

Qui non si parla di te ma di una società malata di cui anche tu fai parte e contribuisci a non far guarire.

Di quello che pensi non me ne può fregare di meno, non mi interessa confrontarmi con te perchè non ha nulla da dirmi di più di quello che non sappia.
Se soffri della mia personalità è un problema tuo, morditi le labbra e cerca di stare calmo perchè a me dei tuoi insulti e del tuo modo di cercare di delegittimarmi non me ne pò fregà de meno.
Tu per me non esisti, a malapena sei noioso come una giornata calda umida, nulla di più.
In parole povere, semplicemente non esisti.

Se hai capito è così, se non hai capito è un problema tuo.

andreaxbisquì said...

bisquì,sei sicuro di aver risposto a me?io non ho scritto una riga in difesa del socialismo.posso sapere con chi stai parlando?se riesci a fare un copia incolla di qualche mia frase in cui difendo il socialismo,possiamo anche parlarne.se non sei in grado di produrre nient,stai dicendo soltanto falsità nei miei confronti.andiamo sul personale.tu dici di non avermi tirato in ballo,ma io credo di si..perchè se tu ti ergi a supremo conoscitoredei sistemi educativi di tutti gli emisferi,se dici di non accettare lezioni da chi ha la metà dei tuoi anni,non ha figli e h vissuto nello stesso posto,e lo dic mentre risponde a me,è palese che MI STIA TIRANDO IN BALLO!!se poi tu pensi di migliorare la società malata dicendo minchiate,beh,tanti auguri.mi dispiace per te,ma nonostante i tuoi sforzi,io esisto eccome,e ti rode anche parechio a giudicare dal fatto che credi di non avere niente da imparare,quando invece sei soltanto un presuntuoso che nemmeno legge cio' che gli altri scrivono.non soffro la tua personalità,piuttosto tu soffri molto il contradittorio...ah,com'era bella la vita in caserma...è questo che ti rende nervoso,vero bisquì?comunque,non sei stato ancora una volta in grado di replicare e questo mi basta.non c'è nemmeno bisogno di delegittimarti,ci riesci benissimo da solo.io aspetto che tu produca un copia incolla in cui ho difeso il socialismo.PROVACI SE CI RIESCI!!!altrimenti sei soltanto un buffone e dovresti farmi delle scuse.guarda che non leggo soltanto io,stai facendo una figura di cacca.DIMMI DOVE HO DIFESO IL SOCIALISMO!!!!!

andrea said...

tu sei seriamente dissociato mentalmente.non ci sono dubbi

Bisquì said...

Ti ho già risposto e questo basta, mi hai annoiato.
Se non capisci è un problema tuo, fine.
Dato che ritieni di essermi almeno pari, allora fai funzionare il cervelletto, se ne hai uno, e vedrai che le risposte arriveranno.

PS, gli imperativi che usi nelle tue espressioni ti qualificano, non ho altro da aggiungere.

andrea said...

lasciamo perdere,mi stai sinceramente facendo pena.non sei riuscito a produrre un copia incolla da cui si deduca una mia difesa del socialismo.come volevasi dimostrare,sei un buffone.se anzichè parlare da solo ti degnassi di leggere,forse faresti meno figure di cacca..invece no,tu devi dare la caccia ai comunisti anche quando non ce ne sono.povero bisquì,che brutta figura avanti ai tuoi amici...sbugiardato da un andrea qualunque.che fine ingloriosa per un soldato...DIMMI DOVE HO DIFESO IL SOCIALISMO!!!

andrea said...

p.s.....gli imperativi che uso mi qualificano come uno che si fa beffe di te e dei tuoi modi da sergentino in carriera.e sono diversi dai tuoi imperativi che usi quando devi venire a casa a farmi paura.quelle sono MINACCE..e ti qualificano come troglodita.

Bisquì said...

Si carino, si hai ragione tu. Adesso torna a cuccia e non rompere ho cose più serie da fare che perdere tempo con te.
Piglia l'osso e statti buono.

andrea said...

immagino quali siano le cose serie....

Anonymous said...

Sei bravissima Nessie. Ma oggi regaliamoci un sorriso e un brindisi al nuovo anno con l'augurio di ritrovare presto tutti i valori.
Sereno 2007 a te e famiglia.