17 March 2018

Marine Le Pen e il suo discorso al Congresso del FN



Pubblico la  traduzione del discorso di Marine Le Pen al Congresso del FN a Lille. Un discorso appassionato, lucido, di alto profilo. 

"Non credo di esagerare definendolo un capolavoro: il pensiero identitario espresso con carisma, un messaggio chiaro e inequivocabile, privo di ogni ambiguità e senza alcuna traccia di politicamente corretto. E che indica la strada da seguire per la salvezza delle radici e dei valori non solo della Francia, ma di tutta l'Europa" (Alessandra).

Dato che è un discorso lungo e articolato (nel video dura un'ora e mezza) mi vedo costretta a pubblicarlo in due parti. 

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Nel  2011, quando mi avete affidato la responsabiltà di condurre la nostra famiglia politica è con l'impegno di una grande rinnovamento, quello di un movimento nato da una folle speranza del 1972, un movimento coperto di cicatrici e in cerca di un secondo respiro.

Abbiamo fatto molta strada e il partito che era sceso al 10,5% nelle elezioni presidenziali e il 4,5% dei voti nelle elezioni legislative dieci anni fa,  si è ripreso, si è affermato e si è diffuso.

Oggi, nel momento in cui mi fate l'onore di riportarmi ai miei doveri per un nuovo mandato, e credetemi -  ne so misurare la responsabilità  e vi ringrazio -  il nostro impegno di portare il nostro movimento al potere, è intatto.

Noi sappiamo quanto il cammino che vi conduce sia ripido e lo misuriamo ogni giorno,  seminato di insidie lasciate cadere sotto nostri passi da un sistema pronto a tutto pur di mantenersi al potere. Noi sappiamo che gli ultimi metri che conducono alla cittadella  saranno i più duri.

"Non conosco verità tranquille" diceva Hélie Denoix de Saint Marc, quest'uomo ammirevole a cui la vita insegnò la saggezza.

Sappiamo,  noi ai quali non si perdona nulla,  che nonostante le vicissitudini della lotta, nonostante gli ingiusti processi, malgrado le incessanti persecuzioni, malgrado questa guerra psicologica che mira a  demotivarci, noi ci stiamo muovendo sulla retta via, quella dell'onore e del dovere; sulla via della verità e della vittoria.

Questo percorso è quello indicatoci dalla nostra ragione, dal nostro cuore, dalla nostra passione per la Francia e dall'esigenza imperativa del Paese. Un mondo nuovo prende avvio davanti a noi.
Un mondo nuovo ci sta di fronte. Ci mette di fronte a delle sfide multiple:


  • una sfida demografica con grandi migrazioni mondiali che se proseguiranno a questo ritmo, annunciano la sommersione del nostro continente, del nostro Paese e quindi a scadenza, alla loro dissoluzione.
  • una sfida tecnologica che ci espone al rischio della retrocessione economica e all'asservimento se non sapremo come risollevarla  o regolamentarla.
  • una sfida sociale con un ordine economico stravolto da una mondializzazione selvaggia e le rivoluzioni digitali e robotiche al lavoro.
  • una sfida etica che mette in gioco la nostra concezione dell'uomo e i valori essenziali nei quali crediamo.


Ciò che è in gioco, cari Amici, non sono le nostre carriere, i nostri seggi, le nostre speranze di successo personale... Quel che è in gioco è il nostro Paese, è vederlo uscire dalla storia, è constatare che non la scrive più, ma la subisce.
Peggio: sarebbe vedere che questa grande e bell'avventura che si chiama Francia, s' interrompesse brutalmente come una luce che si spegne, o più lentamente come una fiamma che muore.
L'ho già ripetuto nel corso della nostra campagna: quel che è in gioco nella nostra lotta è una sfida di civiltà. 

Noi che siamo le figlie e i figli di Francia, che siamo i resistenti e i combattenti per le nostre libertà, noi che siamo qui l'avanguardia del "rinnovamento dei popoli", che il mondo sappia: noi risorgeremo.

Noi sappiamo fin troppo bene che la Storia è implacabile. 
Noi sappiamo che i popoli che cessano di sperare e rinunciano a lottare, cessano di esistere. 
Noi sappiamo che le civiltà non sono immortali. 

In un regime democratico, ancora per poco, così poco come  nel caso della Francia, il destino del nostro Paese è nelle mani della sua gente.  Tocca a noi che ne siamo le  infaticabili vedette, avvertire della presenza di scogli e  così abbiamo fatto nella storia del nostro movimento. 
Ma non dobbiamo essere soltanto i risvegli  delle coscienze, ciò che ci ridurrebbe a un ruolo di testimoni, dobbiamo altresì portare la rivoluzione delle idee e la rivoluzione delle azioni. 

In un mondo che si muove, senza tregua, dove ogni minuto scuote il precedente nel torrente delle invenzioni, mutazioni e deregolamentazioni, il ruolo della politica non è solo quello di osservare e commentare, ma di inventare nuove regole e agire cercando le risposte nell'unica domanda che vale: E' cosa  buona per la Francia? Va bene per i Francesi? 
Comprendere, proporre e agire, ecco quale sarà il nostro foglio di via. 

Comprendere, è prendere coscienza che oggi due visioni del mondo si sfidano; due concezioni dell'uomo e del mondo diametralmente opposte, irriducibili che si escludono a vicenda, un faccia a faccia che si trova in Francia, ma anche in Europa come prova la coalizione tedesca o le elezioni italiane.

 Matteo (ndr: Salvini) ne approfitto per salutarti e farti i complimenti da parte di tutto il Front National. (applausi in sala)
L'ora dei grandi sconvolgimenti, e pure delle grandi mutazioni è anche - ed è meglio così - il momento dei chiarimenti, delle chiarificazioni che ci salvano.Questo grande faccia a faccia di cui vi parlo mette in opposizione i mondialisti e i nazionalisti.
Quelli per cui la Nazione è un ostacolo contro quelli per cui è la Nazione è un gioiello.
Non è che la versione moderna dell'eterna lotta dei nomadi contro gli stanziali, la stagione successiva all'inesauribile feuilleton della serie iniziata con il mito dello scontro tra Abele il pastore itinerante e Caino l'agricoltore.

Il nomade è quello descritto da Lamartine nel suo poema "Le rivoluzioni" che dopo aver prosciugato i pozzi se ne va senza tornare, in cerca di un'altra patria, quella dove avrà dell'acqua che pomperà fino ad esaurimento. 

Egli conclude:
« Il marche et ne repasse pas »Marciare e non ripassare è non essere attaccato a niente.
 Nei versi di Lamartine come nella Francia di Macron, essere un "camminatore" è essere un nomade come lo sono  i "migranti" e gli espatriati fiscali.

Nel suo libro " L'uomo nomade", Jacques Attali che è il profeta del nomadismo, riassumeva la sua visione dell'uomo  con questa formula evocatrice:

"La peculiarità dell'uomo è in primo luogo la corsa di un bipede."

Il nome stesso del movimento di Macron "En Marche" testimonia questa propensione non già per il viaggio, ma per l'erranza.
Il nomadismo rimette in questione l'idea stessa del dovere, della fedeltà, del rispetto, della parola data. Siamo nell'effimero, nel breve termine, nell'apparire, nel rifiuto assunto di costruire qualcosa di durevole.  Il nomadismo è l'inverso dei nostri valori di civiltà. Il nomadismo è il rifiuto dell'attaccamento, dell' appartenenza, delle autorità. La sola autorità riconosciuta è il denaro. Il solo potere, la forza di chi lo possiede. 
E' la civiltà dell'oralità e non più di quella scritta.  
Un mondo senza biblioteche, senza libri, senza terra per seppellire i propri padri. 

Il  mondialismo sorridente  e trionfante di Macron, sarà il regno degli individui vuoti, senza memoria, senza legami, senza interiorità,  che  porta a spasso la sua insignificanza in un terreno culturale vago e in una  diseredazione identitaria.

E' in questo deserto mentale che prospera e prolifera l'islamismo, questo spaventoso totalitarismo che sogna, attraverso la conquista delle menti deboli e la connivenza con le menti codarde, di sottomettere il mondo, di sottomettere la Francia.

L' Occidente gli offre una giustificazione e dal canto suo, una risposta mercantile a una conquista che è essenzialmente culturale. Non combatteremo definitivamente contro il flagello dell'islamismo se le nostre società non ripenseranno il loro software. Il mondialismo e l'islamismo sono due ideologie che vogliono dominare il mondo: l'uno attraverso la diffusione del commercio, l'altro attraverso la diffusione della religione. 

(FINE della prima parte - Traduzione di Nessie)

31 comments:

Jacopo Foscari said...

Discorso lucido e chiaro. Continuo a chiedermi come mai i francesi le abbiano preferito quell'androide radiocomandato di Lolitò

Nessie said...

Il problema è che non esiste una legge elettorale perfetta in Francia. Certo il doppio turno è già qualcosa di infinitamente superiore alla barbarie del Rosatellum (e prima Porcellum). Ma se ben ricordi al padre toccò analoga sorte: tutti fecero mucchio selvaggio contro la "honte".
E la LICRA (Ligue contre le racisme et antisémitisme) diede ordini tassativi alla sinistra di fare "rassemblement" su Chirac. Insomma, quei voti vengono congelati e non spendibili.

Giano said...

Chiaro, limpido e condivisibile. Magari da noi si parlasse con la stessa chiarezza. Grazie per questo post e per la traduzione. Non credo che la stampa nazionale lo proponga in versione integrale e tradotto. Meglio che non se ne dia notizia. Meglio dare spazio al solito messaggio di Bergoglio a favore dell'accoglienza dei "nostri fratelli".

Nessie said...

Grazie a voi che mi seguite e che non mi avete fatto lavorare per niente. Poi farò anche la seconda parte, se vi interessa :-).

Nausicaa said...

Mi associo per gli elogi al discorso di Marine Le Pen, rimpiangendo di non aver statisti alla sua altezza, qui da noi. Steve Bannon la stima moltissimo (e con ragione) e ha voluto conoscerla personalmente. Mi pare che questa prima parte del suo discorso si sia avvalsa di notevoli contributi antropologici sulla civiltà europea. Pertanto pur essendo un discorso Francia, ci riguarda direttamente.

Nausicaa said...

Chiedo scusa, mi è rimasto nella tastiera il "sulla Francia". "un discorso sulla Francia".

Nessie said...

La Francia ha sempre avuto grandi antropologi-etnologi di chiara fama mondiale come Claude Lévi-Strauss, grande collega della Magli. Ecco perché quando si fa un discorso di identità e sovranità, non si può prescindere da questo aspetto.

E' vero su Steve Bannon che considera Marine la migliore leader europea nell'ambito del sovranismo. Qui l'intervento (criticatissimo dai media) di Bannon al Congresso del FN che ha infiammato i cuori della platea:

https://www.youtube.com/watch?v=PGlMr9kRhPM&t=1354s

Anonymous said...

Mi auguro che alle notevoli parole da statista si accompagni la massima consapevolezza che non si tratta di affrontare alla pari una normale e libera contesa democratica ma di fronteggiare un regime totalitario determinato e senza scrupoli. Confesso però che veder bazzicare da quelle parti un losco personaggio proveniente dall'oscuro, pericolosissimo e torbido mondo del Potere americano (che sia Trump o Obama o Clinton abbiamo visto che non fa differenza) non è molto rassicurante. Anzi: non lo è per nulla.
La spiegazione all'interrogativo di Jacopo 11:34pm è che purtroppo una cosa del genere è quasi inevitabile quando si ha il controllo praticamente totale dei media e delle istituzioni non solo nazionali ma anche globali. Un controllo che oltre a sfornare fake news su scala industriale, oltre a far sparire fatti e verità e anche in grado di plasmare direttamente non solo i pensieri, la mentalità ma anche il modo di sentire e le emozioni.
Scarth

Nessie said...

E' dal 1972 che il Front è ingaggiato in questa avventura sovranista, per pericolosa che sia. Il tempo per essersene resa conto, Marine l'ha avuto. E ce l'ha tuttora. Se hai letto bene il suo discorso c'è un'anafora che esprime piena consapevolezza:

Noi sappiamo fin troppo bene che la Storia è implacabile.
Noi sappiamo che i popoli che cessano di sperare e rinunciano a lottare, cessano di esistere.
Noi sappiamo che le civiltà non sono immortali.


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Ti ricordo che il cattolico conservatore Bannon è stato licenziato dall'amministrazione Trump perché non gradito a taluni suoi "collaboratori" come suo genero, se te ne sei dimenticato. Se è per questo è venuto anche in Italia e si è proferito a favore di Salvini e dei populisti in generale.



Anonymous said...

No Nessie non me ne sono affatto dimenticato (tutto roba della loro cosca) ma soprattutto diffido ancora più fortemente di tutto ciò che emerge da quel mondo perchè TUTTI alla fine hanno una caratteristica in comune: bombardano, distruggono e seminano rovina e terrore ovunque. Trumpiani o ex trumpuiani che siano poi sono di una ambiguità così stratosferica che qualsiasi cosa dicano o facciano non ha alcun valore perchè può mutare in mezzo secondo. Quando ne vedrò uno fare qualcosa di diverso dal seminare miseria, infelicità, menzogne e dolore mi ricrederò.
Scarth

Nessie said...

Ti do ragione per ciò che riguarda l'amministrazione Trump e le attuali provocazioni (ma anche quelle passate) al suo interno contro la Russia, nonostante oggi il vero pericolo provenga dalla perfida Albione, maestra in spionaggi e controspionaggi, peggio che nei romanzi di Fleming.
Ma Bannon è un professore, un giornalista di Breitbart News e quindi un opinionista in libera uscita. Non facciamo d'ogni erba un fascio.

Alessandra said...

Grazie Nessie per aver pubblicato questa traduzione e per la citazione.
Devono pensarci i blogger a dedicare spazio a discorsi come questo.
Il mainstream non lo farà mai e sappiamo bene il perché. Meglio esaltare quel campione di allineata e pomposa banalità che è Micron.
Quando hanno parlato del convegno di Lille a France24 si sono soffermati su un dettaglio tutto sommato marginale come il probabile cambiamento di nome in "Rassemblement National" e hanno estrapolato poche frasi interpretandole come sempre dal punto di vista globalista e rigirando la frittata.
Idem per la stragrande maggioranza delle testate giornalistiche.
Eppure tutta la loro propaganda e censura comincia a non bastare più ....

Anche Marine Le Pen sottolinea che non basta aver capito, ma bisogna agire se si vuole davvero distruggere questa dittatura.

Nessie said...

Grazie a te, Ale. Figuriamoci se il Corsera (che pure dispone di fior di traduttori e di firme di inviati all'estero) si degna di pubblicarne anche solo degli stralci! Ora lo tengo su qualche giorno, poi magari pubblico la IIa parte. Intanto se non l'hai ancora fatto, c'è l'intervento di Bannon che cita anche "our brother Salvini". Ho messo il link del video nel commento delle 11, 14 am. Ciao-

Hector Hammond said...

Trovo interessante quella parte sul nomadismo , perché mi ha fatto venire in mente l'impressione che avevo parlando con le persone di sinistra, come se avessero un'ansia interiore di sradicare tutto .
E' come se nel fondo del loro animo ci fosse questo voler essere nomadi ed un'odio per tutto ciò che vuol essere radicato in qualche forma di ideale.
In fin dei conti anche la teoria del gender, la difesa dei diritti dei gay è difendere una sorta di nomadismo , sul piano sessuale .

Nessie said...

Verissimo Hector. Anch'io l'ho trovato particolarmente illuminante per le stesse ragioni. E anche l'identità sessuale incerta fa SENZ'ALTRO parte di questo scellerato progetto. Leggi cosa dice quel Satanasso di Attali nell'"Uomo Nomade":

http://www.globusetlocus.org/pubblicazioni/recensioni/luomo_nomade.kl

Lui ci caccia dentro un po' tutto e per nomadismo intende anche i viaggi turistici, ma non è vero: Ulisse è un viaggiatore ma poi torna a Itaca, e nel suo viaggio odisseico non ha che un desiderio: tornare!

L’uomo, dice Attali “sta ridiventando viaggiatore…Oggi più di 500 milioni di persone possono essere considerate nomadi del lavoro o della politica: gli immigrati, i rifugiati, gli espatriati, i senza fissa dimora e i migranti di ogni sorta… Più di un miliardo di persone viaggia ogni anno per piacere o per obbligo…Ogni anno, 10 milioni di persone espatriano: questo, da qui a cinquant’anni, potrà indurre più di 1 miliardo di individui a vivere fuori del paese natale”. Poi ci sono – vale la pena ricordarlo - i “nomadi virtuali”, quelli che navigano nell’”oceano” della rete, che disegnano viaggi senza spazio, che costruiscono reti transnazionali e nuove “communities without propinquity”.

Hector Hammond said...

Proprio un satanasso , in cui si rispecchiano molti .Un mondo con così tanti nomadi , ovviamente prevede una sorta di pianeta governato da una legge della giungla su scala globale .Nessuna entità statuale che garantisca l'ordine può resistere , rimanendo aperta ai confini .
Quando sento un cattolico favorevole al mondialismo , penso sempre che inconsciamente si sia dato al male .
Perché che il globalismo ci vuole un minimo di cervello a capirlo .
A proposito di male , vado fuori tema ma ti segnalo questo , penso che sia meglio far girare la cosa, più sanno , meglio è.
https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/chi_l_ha_visto_vicini_scomparsi_messe_nere_14_marzo_2018-3606801.html
Da questo antipapa , sempre una parola a favore dei migranti ma di queste cose , MAI una parola .

Nessie said...

Ciao Hector, stavo traducendo la seconda parte del discorso. Domani dovrebbe essere pronto.
Sì, Attali è davvero un satanasso e fa bene la Le Pen a chiamarlo di continuo in causa (anche nella IIa parte). Pensa che sostiene perfino l'islamizzazione dell'Europa:

https://www.youtube.com/watch?v=rRQP-xBGVNI

un video da conservare a futura memoria. L'islam salutato da un ebreo come il grimaldello per destabilizzare il continente antico. Lui ovviamente sostiene che l'islam porterà civiltà, ma mi piacerebbe sapere perché allora, non a casa sua. La faccenda delle messe nere, delle streghe a scuola (è successo in prov. di Brescia) e anche dei riti tribali di dialogo con i morti, sono già entrati nelle ns. scuole. C'è un deputato leghista (Pillon) che è molto impegnato su questo fronte:

https://www.fanpage.it/il-neo-senatore-leghista-pillon-contro-la-stregoneria-insegnata-scuola/

Jacopo Foscari said...

A proposito di creature di Attali, sembra che il suo ex pupillo, il nano malefico, sia appena finito in gattabuia per le tangenti versategli da quello stesso Gheddafi che poi ammazzò. Ma tu guarda che bei personaggi, sicuramente degni allievi del loro maestro. Nel frattempo bisognerebbe blindare la frontiera di Ventimiglia perché non vorrei mai che Carlà cercasse di tornare da noi chiedendo asilo politico. No, per carità, di falsi profughi ne abbiamo già a bizzeffe, non ci serve pure lei

Vanda S. said...

Grazie, grazie, grazie Nessie per questo aulico post! Ho ascoltato l'intero discorso di Marine e ne ho salvato il video perché credo che potrebbe facilmente sparire.....
I toni di orgoglio nazionale misto al timore di un futuro cosi incerto ma affrontato con coraggio e determinazione, mi ha ricordato la stupenda scena del discorso scritto da Tolkien per Aragon, che si appresta alla battaglia finale e decisiva per la salvezza della Terra di Mezzo:

“Restate fermi, restate fermi…Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore. Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo… Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella Terra vi invito a resistere! Uomini dell’ovest!”

Vanda S. said...

Ecco il link della scena del Signore degli Anelli, Aragon davanti al cancello Nero:
https://youtu.be/ZA28uthghig

Nessie said...

Jacopo, ho sentito del Nano Sciancato che forse andrà agli arresti. Dev'essere il Rais che si è vendicato da lassù per l'orrido trattamento subito :-). A quando i ferri per Gentiloni? Pare che abbia ceduto un pezzo dei nostri mari di Sardegna alla Francia.

https://www.maurizioblondet.it/sarkozy-arresto-gentiloni/


Nessie said...

Grazie a te per il video, Vanda. Stasera metto anche la seconda parte che sto finendo di tradurre. L'ho un po' alleggerita per snellirla (dal parlato al scritto occorre un'operazione di restyling).
L'unico neo di questo'ottimo discorso è che la faccenda dell'uscita dall'euro pare un po' accantonata. Purtroppo se vogliamo tagliare il nodo gordiano da lì non si potrà prescindere. A dopo! Ciao.

Vanda S. said...

Nessie, permettimi di ricordare ancora una volta il profetico romanzo "Il Campo dei Santi", che sta diventando sempre piu' un assurda realta'!
https://www.centrostudilaruna.it/il-campo-dei-santi.html

Nessie said...

Vanda, l'ho recensito giusto l'anno scorso e tu partecipasti alla discussione, non te ne ricordi?

http://sauraplesio.blogspot.it/2017/07/lapocalisse-secondo-jean-raspail.html

Vanda S. said...

Si, me lo ricordo benissimo. Ma ancora non si trova da acquistare?

Nessie said...

Sì, si può trovare nelle biblioteche a prestito, ma che io sappia, non l'hanno più ristampato. Oppure lo compri su AMAZON o ebay on line.

irina said...

"...Non è che la versione moderna dell'eterna lotta dei nomadi contro gli stanziali, la stagione successiva all'inesauribile feuilleton della serie iniziata con il mito dello scontro tra Abele il pastore itinerante e Caino l'agricoltore..."

Il mito (?) dello scontro tra Abele il pastore itinerante e Caino l'agricoltore...
non sapevo fosse un mito, nè che questa fosse la sua interpretazione! Mi sono ricreduta non poco su Marine Le Pen. Le mie speranze si sono trasferite sulla nipote.

Nessie said...

Per così poco?

Jacopo Foscari said...

A quel che ho capito il trattato non è ancora entrato in vigore perché il parlamento italiano non lo ha, per ora, votato. Augurandoci che questo trattato venga affossato dal nuovo parlamento, pare che i mangiarane abbiano cominciato a fare i gradassi coi pescatori italiani anzitempo. D'altronde i cuginetti si sa, non perdono la minima occasione per farci qualche bel dispettuccio

Nessie said...

Con uno stuoino sdraiato come Gentiloni, poi, tutto va da sé senza intralci. Mai visto niente di meno dignitoso. Stuoìno della Merkel e di Macron.

irina said...

Riscrivo un commento andato perduto. L'aver messo fuori gioco il padre non depone a favore di un forte sentire identitario. Oggi su Wikipedia ho letto che la nipote si è ritirata dalla politica, poche parole che non dicono tanto. Fatti qua e là che mi hanno fatto indietreggiare dall'entusiasmo che pur ho avuto per lei. E sensazioni che qualcosa sia mutato realmente nella linea politica perseguita ma, non so cosa sia. Grazie, per l'ospitalità.