06 April 2016

Bufale fiscali con bandiera panamense




Sto cercando di capire come mai il copione hollywoodiano è sempre così maledettamente uguale a sé stesso: tutti brutti, sporchi, cattivi, ladri e corrotti tranne noi yankee. Noi che eravamo i "nostri" del Far West, noi che vi abbiamo fatto sognare quando da bambini al cinemino dell'oratorio assistevate esterrefatti alla scena di  una diligenza carica di frecce nei raggi delle ruote,  presa d'assalto da quei brutti musi rossi dipinti e con le penne in testa... Beh...a quel punto, stanchi e stremati in procinto di venire sopraffatti, arrivava la Cavalleria con squilli di tromba, bandiera a stelle e strisce  al vento e voi applaudivate, perché noi impedimmo che i bianchi venissero scotennati. Noi che,  che mentre tutti evadono nei paradisi off shore (quelli che abbiamo inventato sempre noi), siamo puri, specchiati, vergini e immacolati come colombelle. Portate in Usa i vostri soldi, e vedrete che li raddoppierete come Pinocchio nel Campo dei Miracoli.  In Svizzera non si può più,  Panama sarà messa nei rogue states, ma in Usa  invece sì, si può fare. 


Ma andiamo a Panama, inteso come banana republic. Ve le ricordate quelle lussuose imbarcazioni fantasma battenti bandiera panamense o liberiana? Più erano di lusso, più battevano bandierine off shore dette anche "bandiere di comodo". Beh, qualcosa di simile avviene anche per l'inchiesta "Panama Papers", opportunamente  orchestrata dalle "foundations" di Soros,  il pirata delle Antille, titolare del Quantum Fund, noto esponente della finanza criminale globale. Strano ma vero:  nelle "rivelazioni" panamensi dello studio Mossack Fonseca, specializzato da 40 anni nella costituzione di società anonime, non compare il nome di un solo cittadino americano. E allora il quadro diventa chiaro e si comprende bene che tutta questa storia serve per fini politici,economici e fiscali.  Ovvero per danneggiare i nemici della "governance mondiale" a guida americana come Putin,  i Le Pen (padre e figlia), ora anche il leader islandese (toh! quella stessa Islanda che ha mandato alle ortiche la finanza  tossica) e quanti si oppongono al potere dei "banksters".

Da Panama papers a Panama Pampers 

Il pretesto è sempre quello: l'evasione fiscale. Intanto si dà luogo ai soliti leaks internazionali, ovvero alla Santa Inquisizione globalista che sempre mescola abilmente il vero e il falso e il falso con il vero, come le streghe di Macbeth col loro calderone alchemico di rospi e bisce.
 I media internazionali? i soliti tromboni diffusori di carte mai setacciate, mai  analizzate, mai filtrate opportunamente con discernimento. Ma che importa? Frattanto il copione   di Hollywood con l'aiuto del ventilatore mediatico si è già messo in moto. La calunnia è un venticello...

Una cosa è certa: oggi le guerre si combattano non solo con droni e armamenti sofisticati, ma anche con strumenti non convenzionali e asimmetrici come la pirateria informatica, l'hackeraggio e la sottrazione di informazioni sensibili, lo spionaggio della privacy dei singoli cittadini. Tutto quanto fa buon brodo per poter poi "armonizzare"  (si dice così, quando si vuole uniformare e omologare) un sistema fiscale detto "corrotto" e fuori controllo,  e mettere in piedi una gestione oligarchica mondialista del fisco. Quello sì, specchiato, duro e puro.

Frattanto si è messa in moto Equitalia, pronta a fare man bassa dei cittadini italiani reprobi e transfughi negli off shore, contenuti nella lista panamense. E la toppa, stiamone certi,  sarà senz'altro peggiore del buco. 

56 comments:

Anonymous said...

E' pur vero che a pensare male si pecca ma spesso ci si azzecca, ma a me la teoria della "manovra yankee" per far fuori leaders invisi sembra abbastanza azzardata.

Non credo proprio che ancor prima di aver trovato gli opportuni "ricambi", sia in termini di personaggi bruciati dallo scandalo sia in termini di nuove alleanze geostrategiche, gli americani siano tanto fessi da bruciarsi preziosi alleati ( UK, Arabia, Emirati, Sud Africa, i cui politici e leaders sono coinvolti nel caso panamense ).

La mancanza dalla lista di nomi di singoli personaggi americani non preclude affatto la possibilità, per me altissima, che un po' di ricconi - forse anche dei politici - yankees vi siano comunque coinvolti tramite società di comodo imbastite a mo' di scatole cinesi.

Vedremo.

Paulus

Nessie said...

Se cominceranno a parlare di sistema di controllo fiscale unificato internazionale, per evitare "l'evasione e l'elusione fiscale", avremo la cartina di tornasole . Tempo al tempo.

Ovviamente vorrei poter sbagliare io e vorrei che avessi ragione tu.

Huxley said...

Ciao Nessie, segnalo questo link:

http://www.ilprimatonazionale.it/economia/panama-papers-42977/

che raccoglie un pò tutti dubbi legati a questo nuovo episodio di 'guerra mediatico/propagandistica' dove la puzza di zolfo (dei vari zietti d'america) è davvero forte.
Poi c'è un altro aspetto, al momento sottovalutato raccontato in questo altro post:

http://www.rischiocalcolato.it/2016/04/segreto-bancario-ce-lho-tu-no-reload-cosi-cari-panamensi-lo-sapete.html

Come si può vedere il Delaware risulta essere al primo posto tra i cosidetti 'paradisi fiscali', per cui si può anche concludere che gli yankees vogliano attirare altri capitali dalla società estere ( o locali, per quel che riguarda le filiali estere) desiderose di dribblare il fisco dei propri paesi.

Una cosa comunque è certa, i giornalisti ormai non sono altro che 'sicari mediatici', mercenari al soldo di chi paga meglio (sopratutto se di origine ungherese)
Qui un altro link esplificativo:
http://popoffquotidiano.it/2014/09/29/star-del-giornalismo-io-e-altri-centinaia-di-reporter-al-soldo-della-cia/

SILVIO said...

Nessie,

due ore fa, ti ho inviato questo post:

Occhio!
Altre rapine e confische in vista!

Matteo Renzi ha intenzione di estendere i salvataggi bancari in Italia a spese dei depositanti/risparmiatori:

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2016/04/06/italien-bereitet-sich-auf-neue-banken-rettung-vor/

Tale post non è stato pubblicato: sicuramente ti è sfuggito.

SILVIO said...

Quanto a “Panama Papers”, commenterò domani.

Per oggi, mi limito a porgere questa primizia:
Rothschild umilia Obama: “L’America è il più grande paradiso fiscale del mondo”

http://www.zerohedge.com/news/2016-04-05/rotschild-admits-america-biggest-tax-haven-world-obama-slams-tax-evasion

Ohibò!
Uno dei boss dei boss finanziatori di [ ICIJ = “Panama Papers”] che scende personalmente in campo, rinunciando alla sua proverbiale riservatezza?
Brutto segno di debolezza a fronte di obiettivi mediatici non centrati.

Mia domanda/postilla:

« Ma Rothschild non è colui che ha recentemente aperto a Reno (Nevada-USA) un ufficio di consulenza per l’implementazione di società di comodo off-shore, del tutto simile all’organizzazione di Panama “Mossaks Fonseca”? »

http://themillenniumreport.com/2016/04/mossack-fonseca-the-nazi-cia-and-nevada-connections-and-why-its-now-rothschilds-turn/

Nessie said...

Silvio, detto post è stato pubblicato nel commento h. 9 am, che si riferisce ovviamente alla data di invio. Ma è stato visto qualche mezz'ora dopo il tuo stesso commento su Soros e il caso Panama leaks, ragion per cui non l'hai visto. Vai a vedere.

Anonymous said...

Ciao Nessie,
a quanto pare le congreghe di giornalisti “d’inchiesta” alle quali si deve lo scoop sono tre: una olandese, una australiana e una americana. Sarà un caso, ma nella lista nera non compaiono cittadini olandesi, australiani, o americani… George Soros è il principale finanziatore, come hai correttamente ricordato. E quando c’è di mezzo lui bisogna per forza sentire puzza di bruciato, poiché il tagliagole non fa mai nulla che non gli procuri un vantaggio più o meno immediato.
Noto che giornalisti a libro paga del finanziatore di tutte le “rivoluzioni” colorate si danno da fare per sbattere in prima pagina il grande nemico Vladimir Putin, nonostante il suo nome non compaia nella lista e non ci sia nessuno che possa condurre a lui, se si esclude un musicista che – come notava Fausto Biloslavo – era suo amico ai tempi in cui San Pietroburgo si chiamava Leningrado. Un po’ poco, ma tant’è: ci provano lo stesso…
Negli ultimi tempi il noto bandito internazionale sembra anche molto impegnato nelle primarie americane, assoldando a 15 dollari l’ora i contestatori di Donald Trump.

Questo è un blog notoriamente frequentato da apoti e non ci sarebbe neppure bisogno di scriverlo, tuttavia quando ci sono di mezzo certi figuri è meglio stare in campana…
(no caste)

Nessie said...

@ Silvio. Grazie per i links di Zero e di millenium report. Non trovi strano che il tutto sia partito da uno stato con un canale di importanza cruciale per gli Usa?

@ Huxley: i giornalisti sono già da tempo dei sicari mediatici al soldo di chi li paga di più. E quella di Udo Ulfkotte è solo una confessione tardiva. Grazie per i links.

Nessie said...

Ciao No caste, lieta di vederti per questi lidi. Tutti gli "apoti" chissà perché vengono visti come "complottisti" da quelli che mettono in piedi casini per poi avere già bell'e pronte le "soluzioni" definitive : una bella governance mondialista anche sul fisco in modo tale che perfino le multe dei divieti di parcheggio vadano direttamente nelle saccocce loro. E senza mediatori nella riscossione.

Ho già constatato che il bandito delle Antille è assai impegnato a mobilitare zecche rosse contro TRUMP. Ma per il momento, sono molto presa a constatare i movimenti delle nostre zeccacce al Brennero sulla faccenda del blocco degli immigrati contro l'Austria. Guarda te, se dobbiamo avere imbecilli simili.

Anonymous said...

Ma che dite! E' una pura combinazione che nelle liste ci siano TUTTI i nemici di Lorsignori. Si sa che gli amici e alleati di Lorsignori sono SEMPRE innocenti, immacolati e onestissimi mentre è noto che i nemici sono SEMPRE corrottissimi e disonesti e come tali vanno prontamente incarcerati.
Scarth
PS: è vero, questi sono di una prevedibilità totale ma tutte le volte è roba da voltastomaco.

SILVIO said...

Le roventi polemiche seguite alla pubblicazione e diffusione di “Panama Papers” vengono assimilate dai più ad una furibonda battaglia internazionale con vincitori e vinti, morti e feriti.

Ma non è così.
Trattasi invece di un macabro gioco tra le parti - apparentemente contrapposte – che dovrebbe concludersi (secondo i loro piani) segnando come unici perdenti: noi, in qualità di esclusi dalle caste oligarchiche.

Domani sarò più chiaro ed esaustivo, anche se causerò quella disillusione atroce che ho provato io nel divenirne consapevole.

Nessie said...

Quante altre prove e controprove ci vogliono per indicare quei mandanti che ultimamente fanno a gara a lasciare le loro tracce come cani quando marcano il territorio con l'urina? E' un copione già logoro e consunto. Eppure sembra sempre funzionante grazie ai media mainstream internazionali al loro servizio che accreditano di un'aura di sacralità questi "scoop".

Scarth, in Germania cominciano ad avercene piene le cosiddette. Guarda questa vignetta contenuta nel link segnalato da Huxley:

http://popoffquotidiano.it/2014/09/29/star-del-giornalismo-io-e-altri-centinaia-di-reporter-al-soldo-della-cia/

Jacopo Foscari said...

Giorgino Soros era dietro questa faccenda? Ma pensa un po' che casualità. Ora però attenti alla contromossa perché Putin è pur sempre KGB e quando lo attacchi, aspetta un po' e poi risponde con violenza. Vedi la faccenda del doping dove, dopo gli "scandali" pilotati sui russi, ora sta uscendo fuori lo scandalo degli atleti britannici drogati come cavalli alle olimpiadi casalinghe. Per cui io fossi in Giorgino Soros e nella CIA starei bene attento a far questi scherzi a qualcuno che sa rispondere per le rime

Nessie said...

Beh, la barzelletta di nonno George con tanto di pannolone parla chiaro, Jacopo. Sei bagnato di pipì? Putin ti asciugherà :-).

Faithful said...

Attenzione cara Nessie attenzione,nessuno fa notare che i panama papers hanno già fatto una vittima:quei brutti cattivoni bobbulisdi che in Islanda al potere dal 2008 hanno osato buttare nei soffioni l'adesione alla santa UE.

http://voxnews.info/2016/04/05/panama-papers-fanno-la-prima-vittima-il-premier-islandese-si-dimette/

Altri governi collaborazionisti in arrivo?

Nessie said...

Faithful, ogni tanto temo che tu commenti senza leggere il testo del blog. E cosa ho scritto, secondo te ?!

E allora il quadro diventa chiaro e si comprende bene che tutta questa storia serve per fini politici,economici e fiscali. Ovvero per danneggiare i nemici della "governance mondiale" a guida americana come Putin, i Le Pen (padre e figlia), ora anche il leader islandese (toh! quella stessa Islanda che ha mandato alle ortiche la finanza tossica) e quanti si oppongono al potere dei "banksters".

E come se non bastasse hanno scatenato una canea di islandesi con le banane in mano per far sloggiare prima Sigmunder David Gunlaugsson, il premier islandese. I soliti "puri che epurano". Per conto di qualcun altro.

Anonymous said...


Ecco qui sulla Open Society Foundation di Soros:

http://www.maurizioblondet.it/banana-pampers-centra-soros-ovviamente/

Z

Faithful said...

Perdono,a volte per pigrizia leggo di fretta e alcune cose mi sfuggono (avevo letto della Le Pen e non di Gunnlaugsson subito dopo,boh forse sto peggiorando).

Nessie said...

Il bello è che siamo ben al di sopra delle famose tre coincidenza di Agatha Christie. Ora pure la Stampa agnellifera parla chiaro e fa il nome di Soros :


http://www.lastampa.it/2016/04/06/economia/wikileaks-sui-panama-papers-dietro-allattacco-a-putin-ci-sono-gli-usa-e-soros-BMsB6B6DuHoQ7HOyVxyRlN/pagina.html

Zeta, già letto, Grazie.

Alessandra said...

Il famoso discorso di John Swinton sui giornalisti "prostitute intellettuali" risale al 1880 e oggi è ancora valido, fatte ovviamente le dovute eccezioni. Forse, rispetto ad allora un aspetto positivo c'è: l'informazione indipendente ha più visibilità, grazie a Internet.
Vedere Soros con il pannolone farebbe ridere se non fosse un individuo così spregevole. C'è solo da sperare che la corda prima o poi si spezzi.
Comunque, giuro che la prima volta che ho visto il nome di questa inchiesta ho letto proprio "Pampers" invece di "Papers" :-)

Temo anch'io che si tratti di un cavallo di Troia per introdurre un controllo globalizzato e costante dei dati di tutti i cittadini.

http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2016/04/05/inchiesta-panama-papers

Non sono d'accordo con la prima parte di questo articolo perché l'autore fa capire di considerare buoni e fustigatori dei disonesti quelli dell'establishment, ma condivido i timori espressi. Più che timori, previsioni.

Nessie said...

Ciao Alessandra, l'Internazionale proprio non è nelle mie corde. E gli applausi che auspica mi appaiono alquanto prematuri, a dir poco. Sono invece d'accordo col blogger "Nuke the wales" quando scrive che questa serie di scandali che andranno avanti per mesi, è parte della “guerra che gli americani attraverso i loro servizi segreti e l’influenza su alcuni organismi sovranazionali chiave (Ocse) hanno fatto contro i così detti “paradisi fiscali” altrui. Per farla breve, non vogliono concorrenti e desiderano detenere il trust . IN pratica il solito io sono io e voi non siete un caxxo .

Faithful said...

Parlando d'altro (ma sempre in tema internationale),oggi i nostri media di regime hanno silenziato il referendum olandese che è passato,con buona pace dei media di regime di mezza €uropa che volevano farlo schiantare sotto il quorum,e i nostri intrepidi pennivendoli non potevano che trattarlo con robaccia pro-U$€ (non chiamatela più UE,chiamatela U$€,il vero obiettivo di chi muove certi fili oltreoceano)

https://twitter.com/riotta/status/717827388600619008

PS=Il democristo Formica insegna dal '91 cosa significa "armonizzare il fisco",e cioè aumentare le tasse ma senza dirtelo in faccia.

Anonymous said...

La cosiddetta nonchè sedicente (per usare il loro linguaggio) "libera stampa" che ha ben precise, appartenenze e univoche fedeltà a livello planetario, abbinata ad altri non discutibili per legge poteri "istituzionali" è una degli elementi fondamentali su cui si regge questa raffinatissima forma di dittatura, ben più subdola dei precedenti totalitarismi. Una dittatura che senza queste mistificazioni e manipolazioni non potrebbe reggersi un istante. In Italia ne sappiamo qualcosa. Purtroppo anche nel caso che stiamo trattando nessuna delle vittime, nemmeno la Russia, ha difese adeguate per ribattere.
Siamo messi peggio, molto peggio, che nel 1984 di Orwell.
Scarth

Nessie said...

Così parlò wikileaks:


#PanamaPapers Putin attack was produced by OCCRP which targets Russia & former USSR and was funded by USAID & Soros.

A quanto pare per chi (come anche la sottoscritta e buona parte di voi lettori) sospettava di manovre americane dietro a queste rivelazioni scaturite dallo studio di Mossack Fonseca, ha colto nel segno.

SILVIO said...

Ricordate la vignetta ” L’ILLUSIONE DELLA LIBERA SCELTA : DESTRA O SINISTRA = MACELLO” ?

http://libertyupward.com/wp-content/uploads/2015/01/Illusion-of-free-choice.jpg

Raffigura il popolo/bue che si accinge a scegliere quel partito di destra o di sinistra, creati ad arte dal potere oligarchico per condurlo al macello.

Problema:
« È verosimile l’ipotesi che il “Panama Papers” possa essere la versione aggiornata della precedente vignetta?»

In fondo, basterebbe sostituire le targhette dei corridoi “Left/ - Right” con “"East - West" .
Cioè, sostituire il partito di sinistra e di destra (creati ad arte dal potere oligarchico) con “NWO dell’Est” e “NWO dell’Ovest”. (= obiettivi tacitamente condivisi dai globalisti orientali e da quelli occidentali) .

Il quotidiano “The New American” (che seguo molto volentieri) non ha dubbi in proposito.

Al riguardo - prima di proporre la sintesi di due articoli “sconvolgenti” sulla Russia di Putin – chiedo a Nessie :

« È il caso di dare totale credibilità alle tesi di “The New Americam” inducendo, di conseguenza, una cocente delusione in chi legge?
Ovvero, è meglio per ora soprassedere in attesa di ulteriori sviluppi?»

Anonymous said...

Ciao Nessie
questo "caso" dei "Pampers" secondo me è stato confezionato apposta, ad uso e consumo dei pecoroni che ci credono, solo per mettere in cattiva luce Putin.
Visto che non riescono a scalfire la sua sempre maggiore popolarità, si sono inventati questa bufala dell'evasore n. 1, e magari Putin è caduto dalle nuvole pure lui...
Ma cè un vecchio detto: chi di Putin ferisce di Putin perisce.
Laura

Nessie said...

Silvio, nel merito della questione che hai posto, non ho ben capito i termini della questione. Se intendi dire che Obamba e Putin tutto fa buon brodo mondialista, non vorrei si cadesse poi in elittici e contorsionistici "colzaneggiamenti";-) di ultrascetticismo.

Premetto che come identitari sappiamo già a priori che la libertà è merce rarissima e che non te la regala nessuno: né a Est né a Ovest. Detto ciò, io aspetterei prima di diffondere sia illusioni che delusioni che disillusioni. I media (anche i più accreditati) non fanno in tempo a fare la fotografia di una situazione che già quella ti cambia sotto agli occhi.

Non vorrei inoltre che diventassimo tutti quanti troppo dipendenti dall' informazione (anche quella migliore) a scapito della nostra formazione (Bildung in tedesco, nel senso di costruzione mentale).

Nessie said...

Laura, non credo che Putin sia uno sprovveduto che non sappia come fare a difendersi. Il problema siamo noi tonni. Un gran casino che durerà mesi sugli evasori "illustri", per poi cuccarci la loro soluzione: un bel Grande Fratello Fiscale mondiale. Aspettiamoci questo bel pacco!

Alessandra said...

Nessie neppure a me piace "Internazionale", visitavo quel sito quando ero ancora "mainstreamaholic" poi ho smesso quando ho cominciato a svegliarmi. :-)
Ho trovato quel link facendo ricerche su Google. Neppure io mi unisco al coro degli applausi, però del fatto che ormai del concetto di privacy non rimarrà neanche più il paravento sono più che convinta. La dittatura, però, è quella dei "democratici per antonomasia" e questo Monsieur Guetta si guarda bene dal dirlo.

La rivelazione di Wikileaks è comparsa persino sul Televideo Rai, ovviamente dopo la mezzanotte e ovviamente i tg non hanno accennato alla cosa.

Una delle considerazioni che sento più spesso è: «Niente riccastri americani, come mai?». Semplice, i paradisi fiscali loro li hanno già in casa!

http://www.salon.com/2016/04/05/this_is_much_worse_than_the_panama_papers_how_america_became_a_world_leader_in_tax_avoidance/

Intanto, il ministro delle finanze francese Sapin ha deciso di inserire Panama nella lista nera e ha chiesto all'OCSE di fare altrettanto.

http://www.boursorama.com/actualites/paradis-fiscaux-sapin-appelle-l-ocde-a-ajouter-le-panama-sur-la-liste-9b731fe614c2dab945986f6c5ec7bfca

Comunque, chissà per quanto andrà avanti questa storia, e cos'altro salterà fuori. E ho il sospetto che questa vicenda funzioni anche da arma di distrazione di massa per nascondere trame di cui verremo a conoscenza soltanto a fatto compiuto.

Anonymous said...

Ma questo è "off course"!
Ormai lo conoscono quasi tutti il procedimento: problema, reazione, soluzione.
A proposito di grande fratello, cosa stanno facendo in questi giorni all'agenzia entrate? Ci vorrebbero degli hackers con i controc...i, solo che poi c'è il rovescio della medaglia.
Laura

Nessie said...

Alessandra, anche la tempistica e il dare notizie clamorose, e fornire nomi e cognomi altisonanti di vari personaggi a spizzichi e bocconi, fa parte del piano. E' una sorta di bombardamento strategico nel quale si studiano i tempi, i metodi e le reazioni dei singoli paesi.

Ho letto le dichiarazioni di Sapin che ovviamente sono organiche alla "solita Europa" che si mette subito sull'attenti agli ordini degli Usa. Hanno già le nostre riserve auree nei caveaux della Fed, beh... a questo punto ci manca solo che facciano un bell'Ufficio erariale atlantico per la riscossione dei Tributi. I nostri.

Nessie said...

Laura, frattanto l'Olanda ha detto un bel NO all'entrata dell'Ucraina nella UE. Ma il silenziatore mediatico ne minimizza l'importanza:


http://www.opinione-pubblica.com/olanda-dice-no-allentrata-dellucraina-nella-ue/

Anonymous said...

Si, l'ho letto, magari pezzo dopo pezzo questa infamia si sfasciasse!
Speriamo che in Olanda siano più seri dei nostri burattini, e non buttino alle ortiche il risultato (vedi acqua).
Laura

SILVIO said...

Due vittime dei “Panama Papers” sono sicuramente il “Fronte Nazionale” di Marine Le Pen ed il Primo Ministro dell’Islanda, Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, che si dimise in seguito alle proteste di piazza di circa 8 mila cittadini (= rivoluzione colorata islandese?) .

Due vittime non scelte a caso , dato che ambedue si erano distinte per scelte politiche antiglobaliste.

Il “Fronte Nazionale” per la strenua difesa delle sovranità nazionali, il PM islandese per aver scelto il ripristino della moneta sovrana in Islanda nonché per avere contribuito ad incarcerare i banchieri speculatori che danneggeranno l’Islanda.

Risultato dopo la diffusione dei “Panama Papers”?

1- Il “Fronte Nazionale” – pur totalmente innocente in quanto solo malevolmente accostato a faccendieri del sottobosco finanziario – si dovrà guardare dagli scherani inquisitori amici di Hollande e suoi ex compagni di partito,

2- In Islanda – due giorni dopo le dimissioni di Gunnlaugsson – 3 banchieri incarcerati ( Magnús Guðmundsson, Ólafur Ólafsson e Sigurður Einarsson) sono stati liberati: il caso è chiuso, non dovranno più scontare la rimanente galera.
Rimane in piedi il progetto del rispristino della moneta sovrana.
Diverrà operativo o verrà bruciato dalle fiamme dell’inferno oligarchico?

Nessie said...

Se è vero quel che sosteneva Agatha Christie secondo cui tre coincidenze fanno un piano, qui di coincidenze ce ne sono anche troppe. E nient'affatto casuali. L'"inferno oligarchico" fa di tutto per non tenere in piedi neanche un esempio di sovranità nazionale sulla loro carta geografica personale.

Nessie said...

Intanto si attaccano perfino al violoncellista amico di Putin pur di gettare fango nel ventilatore.

Senza contare che oggi è stata la volta di Michael Grahammer, presidente della banca austriaca Hypo Vorarlberg, a 76% di capitale pubblico. Proprio ieri Putin aveva incontrato il presidente austriaco Heinz Fischer, annunciando una maggior cooperazione energetica e auspicando una maggior collaborazione in materia di sicurezza fra i due Paesi.

Eh! Eh! chissà come mai ora anche l'Austria nel mirino...

http://www.occhidellaguerra.it/panama-papers-destabilizzano-la-russia/

Anonymous said...

Ma c'e' ancora qualcuno che se le beve ?

Il sauro

Nessie said...

Purtroppo sì. E il bello è che di questa menata ne sentiremo parlare per mesi.

SILVIO said...

Nessie,

mesi?
Può darsi.
Ma potrebbe trattarsi anche di anni, visto che sono 11,5 milioni circa i “Panama Papers” hackerati e sottratti dagli archivi di “Mossack Fonseca”.

Di essi, sono stati estrapolati solo i 2/6 del totale a mezzo di algoritmi pilotati in modo da colpire e “sputtanare” solo i presunti “nemici degli US amici”.

E degli altri 4/6 che ne sarà?
Suppongo che verranno tenuti in quarantena quale strumento di temuto e potenziale ricatto verso chi avesse in animo di sgarrare, disobbedendo agli ordini della “Cupola”.

Chi ha in mano tale verminaio?
Il “Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi” (ICIJ) – il quotidiano tedesco “Süddeutsche Zeitung” – Il quotidiano britannico “The Guardian” – L’emittente televisiva pubblica britannica “BBC” = Poker mediatico pro-TTIP, pro-UE, pro-NATO, anti-Brexit.

A proposito di Brexit, un’ altra conseguenza dei “Panama Papers” è stata la quasi scomparsa dalla stampa UK degli articoli/opinioni “pro-Brexit”.

Alessandra said...

Già, si crea il caos e si sollevano autentiche cortine fumogene.
Questo è un breve articolo che descrive bene la situazione in cui ci troviamo.

http://www.lavocedellisola.it/2016/04/07/un-continuo-buco-nellacqua/

Nel caso di Putin e Le Pen, non accusabili direttamente, sembra lo stupido giochino del "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
E riguardo a David Cameron, ha l'aria di un «Guarda che ti teniamo d'occhio, vedi di non fare passi falsi e mantieni il Regno Unito nell'UE».
Specie dopo il "Nee" degli olandesi all'ingresso dell'Ucraina.

Islanda: sapremo in autunno se è davvero una manovra per instaurare un governo filo-UE, e se riuscirà.

Nessie said...

Sì, Silvio, strumenti di ricatto. Perché anche la tempistica e il modo di diluire gli scoop nel corso del tempo, fa parte della loro strategia, come ho già scritto. Inoltre questa ICIJ è finanziata dagli stessi Soros, Rothschild, Rockfeller etc., perciò, possiamo ben immaginare che razza di "investigazioni" a senso unico fanno e faranno.

Nessie said...

Infatti Alessandra, intimidire e ricattare fa parte integrante dei loro luridi scopi. Come sottolineato da Silvio, vedrai che Brexit sparirà dalle pagine della stampa britannica e forse anche dalle buone intenzioni dell'agenda politica.

Quanto a Putin leggi che atteggiamento fiero ha tenuto nei confronti dell'accusa del suo amico violoncellista Serghey Roldughin:

http://www.lastampa.it/2016/04/07/esteri/putin-i-panama-papers-c-lo-zampino-degli-usa-SPFwNDiJkTJl0EHzWDy6GJ/pagina.html


Alessandra said...

Sì, fiera è l'aggettivo giusto per definire la reazione di Putin. Significativa questa frase:
«I russi, a differenza di molti europei hanno un sentimento patriottico, hanno cara la loro identità, l’amore per la Patria è nel nostro cuore».

Sembra che qualcuno stia cercando di rompergli le uova nel paniere dall'interno, come dice Blondet nel suo blog.
Piaccia o no ai gonzi, per il nostro interesse e oserei dire sopravvivenza abbiamo bisogno di lui. Obbedire agli USA porterà a morte sicura.

SILVIO said...

Si chiama Bastian Obermayer il giornalista del “Suddeutsche Zeitung” che diede il via alla raccolta dei “Panama Papers”.

In codesto articolo di “Wired”

http://www.wired.com/2016/04/reporters-pulled-off-panama-papers-biggest-leak-whistleblower-history/

egli racconta di essere stato contattato nel 2014 da un Anonimo che gli promise inviargli via e-mail materiale top-secret di grande rilievo, rifiutando però di incontrarlo ”perché la sua vita era in pericolo” .

Tale storiella non mi sembra affatto credibile.
Ad ogni modo, Obermayer ha il pieno diritto di tutelare la segretezza delle sue fonti.

Tuttavia, il mio giudizio su di lui cambierebbe molto se lo vedessi partecipare al meeting 2016 di Bilderberg, che si terrà a Dresda (Germania) dal 9 al 12 giugno.

Guarda caso, circa una decina di giorni prima del referendum britannico sulle permanenza (o meno) del Regno Unito nell’UE.

SILVIO said...

A chi interessasse, qui troverà l’elenco (sinora) completo dei personaggi citati nei “Panama Papers” , che “imboscarono” i loro averi in società di comodo create dall’organizzazione “Mossack Fonseca” :

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_people_named_in_the_Panama_Papers

Nessie said...

...E qui su Vox l'intera lista dove ci sono anche uomini della FIFA come Michel Platini:


http://voxnews.info/2016/04/03/panama-papers-la-strana-assenza-di-politici-americani-e-tedeschi/




Nessie said...

Alessandra, i destabilizzatori anti Putin, non sono solo "democratici"-Dem all'americana, ma anche ultraconservatori poco realisti e pragmatici, a quanto mi è dato di desumere dall'articolo che citi.
Tutto fa brodo pur di scalzarlo. Ma non credo sarà così facile.

Anonymous said...

Se le cose stanno come riferisce Blondet, allora Putin corre un serio rischio. Anche in Russia e' quello che oggi si chiama il "deep state" a comandare davvero e P e' stato il referente su cui questo ha puntato per la transizione post-sovietica; altro che "dittatore"... pero' e' anche vero che la consuetudine ad esibire una personalita' simbolo non la si smantella cosi' in fretta. E' quindi ragionevole pensare che non vi saranno grandi novita' a breve termine; il consenso popolare vedendo in P un garante serio e affidabile. La differenza tra il caso occidentale e quello russo sta proprio qui: un'elite e' al potere in entrambe le parti, ma nella nostra il sostegno democratico e' minimo se non assente. Pero' la "democrazia" sarebbe questa.

Il sauro

Nessie said...

La strategia per farlo fuori dall''"interno" potrebbe essere quella del vaso di coccio: preso dentro e schiaffeggiato "a sinistra", perché non abbastanza "liberal" e fautore delle "riforme", e, dall'altro lato, anche dall'ultra destra, perché non abbastanza restrittivo nonché considerato troppo disposto a fare concessioni. In ogni caso, spesso e volentieri, entrambe le fazioni vengono opportunamente dirette da fuori, come nel caso Ucraina.

SILVIO said...

«Chi è l’Anonimo che contattò telefonicamente il giornalista del “Suddeutsche Zeitung” - Bastian Obermayer- per proporgli la consegna gratuita dei “Panama Papers” ? »
Il think tank americano ” Brookings Institution” (che è il principale consigliere strategico di Obama e del Pentagono) fornisce un nome:
« Si chiama "John Doe" »

http://www.brookings.edu/blogs/order-from-chaos/posts/2016/04/07-panama-papers-putin-gaddy

« Cioè, il “Russian Financial Monitoring Service” - (= RFM) - che è alle dirette dipendenze di Putin…

…È vero che i “Panama Papers non contengono i nomi di evasori fiscali americani ed è altrettanto vero che sono stati gli americani a finanziare ICIJ .
Però – se ci si pensa bene – è accaduto che la Russi abbia buttato l’esca e che gli Stati Uniti abbiano abboccato.

I “Panama Papers” hanno infatti causato sull’immagine pubblica di Putin il medesimo effetto dell’acqua che scivola via sul dorso di un’anatra, mentre hanno già avuto un impatto negativo sulla stabilità occidentale…

…Un altro obiettivo di Putin è quello di porre sotto ricatto i leader politici americani ed occidentali che non sono stati ancora menzionati nei “Panama Papers”.
Il suo messaggio segreto è : "Abbiamo informazioni sulle vostre malefatte finanziarie. Le terremo segrete se lavorate con noi, in caso contrario le divulgheremo distruggendo le vostre carriere e le vostre fortune nascoste”…
... Pertanto, il vero obiettivo di Putin è il controllo. Putin non è un distruttore. E 'un controllore.»
.
_______________________
Mio rapido commento.
Guerra mediatica di “false flags” contrapposti? Mah…
“Lupo non mangia mai lupo, bensì l’agnello”

Nessie said...

John Doe? Fino a poco tempo fa era un modo per indicare un anonimo Pinco Pallino. A questo punto, mi spiace Silvio, ma mi trincero in quello che i filosofi greci chiamavano "l'epoché", tanslitterazione dal greco antico "ἐποχή" che significa come sai, "sospensione del giudizio".

Anonymous said...

Mah! La storia di Putin...così come ci viene raccontata dai giornalai(chiaramente sotto dettatura delle varie Agenzie...e di chi gli paga gli stipendi,non solo a loro... ma anche ai loro direttori)è perfettamente in linea con i mezzi di diffusione di informazione(con relative reazioni psicologiche) dei creatori delle telenovele che tanto educano le masse(le maggioranze) al"retto"ragionare....Però,vedo,anche in questo Blog,che ai pochi maliziozi che non le bevono,suscitano tanti dubbi.
Parliamo di Putin,il settimo uomo più ricco di tutte le Russie(almeno così si dice),l'unico Cristiano Ortodosso del "settimino" dei "paperoni"Russi ...e non sappiamo nemmeno di quanto distanziato per ricchezza.Non mi risulta che provenga da famiglia superagiata...pertanto è l'unico"faber"della sua fortuna..
Non sono un esperto in materia,per ovvi motivi...ma quando uno ha una montagna di soldi...ritengo che penserà anche al futuro,che non sempre potrebbe essere rose e fiori...ma il vento potrebbe anche girare(vedi i Presidenti che lo hanno preceduto)...E allora la reazione istintiva è frazionare i risparmi un po' dovunque...sicuramente non solo a Panama(ammesso che la notizia,poi, sia vera)....e poi perché Panama visto che da la è partita la notizia della presenza di suoi depositi ?
Sicuramente è abbastanza sveglio da aver intelligenemente frazionato i suoi risparmi...come d'altronde faremmo tutti noi...sicuramente non solo a Panama.
Se c'è dietrologia su questa fuga di notizie...questa è da ricercarsi,nei fatti ultimi nei quali Putin si è impegnato....cioè la guerra in Siria(e la storia Ucraina),e il modo come viene condotta.....Ma Putin non è il "padrone"di tutte le Russie,ne è solo il Presidente,che deve rispondere in tutto e per tutto a chi l'ha messo a quel posto e ce lo tiene....Il suo spazio di "autodecisione",a mio parere, è limitato ...poco distante dallo zero o poco più.
Allora che sta succedendo...Mi vengono in testa solo due possibilità;
-un attacco dall'esterno a tutto il settimino dei "paperoni"di cui Putin è solo il referente e trait d'union interno/esterno...e non solo a loro ma a tutto lo staff direttivo di quello Stato...per la loro disinvoltura in Siria.
-o un contrordine "compagni"...e quindi un siluramento di convenienza interno...perché le gerarchie che lo sostengono( d'accordo con le altre gerarchie degli altri Stati) hanno trovato ...al punto dove siamo arrivati un più conveniente "modus operandi" senza vistosi bracci di ferro...che non convincono più nessuno...nemmeno il popolo delle telenovele.
Saluti Mar

SILVIO said...

Saggia decisione, Nessie.
Anche perché – dopo “un’eternità” ed una reciproca messa in mostra di muscoli e di ripicche – la NATO e la Russia hanno deciso “miracolosamente” di incontrarsi e di discutere sulle problematiche più scottanti (come l’Ucraina) .

L’evento è stato annunciato personalmente dal Segretario generale della NATO:

http://www.nato.int/cps/en/natohq/news_129818.htm

I grandi filosofi greci - maestri insuperabili di saggezza – non sbagliano mai.

Nessie said...

...e tu provieni da questa formazione classica. Non dimenticarlo MAI. Come del resto anche la sottoscritta e altri di questo blog. Questi sono i nostri veri "antenati" e non è un caso che lo smantellamento e lo smembramento della nostra civiltà e cultura abbia avuto inizio proprio con la Grecia.

Qui i burattinai ci vogliono togliere cultura per sostituirla con l'informazione. Come diceva il dott. Day "I libri spariranno e verranno sostituiti dai computer". Molti libri scomodi sono già spariti dalle biblioteche pubbliche e non vengono più ristampati. Altri sono stati ristampati espungendo le parti scomode. E non è fantascienza.

Nessie said...

Mar, ai fini di un discorso identitario e della riappropriazione della nostra sovranità, PUtin e non PUtin non modifica un granché. Noi possiamo ammirarlo per come ha condotto la sua battaglia in Siria, ma sono i russi che si avvantaggiano delle sue azioni e della sua intelligenza, e non noi.

Idem per altri leader sovranisti come Orban e la Le Pen. Non c'è nulla di più sbagliato che rimanere a braccia conserte a dire "Welcome Liberators" . Lo facemmo nel dopoguerra e si è visto a cosa ci ha portato.

Anonymous said...

Arrivano le confessioni sui giornalisti prezzolati:


http://www.informarexresistere.fr/2016/04/08/gli-usa-ammettono-di-aver-finanziato-i-giornalisti-che-hanno-diffuso-i-panama-papers/

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