09 March 2011

Silenziosa e silenziata rivoluzione islandese


In Islanda hanno messo il silenziatore a una rivoluzione non colorata né profumata né telecomandata. Una rivoluzione che non si avvale di mercenari prezzolati alla  Gene Sharp. Non fatemi parlare ancora delle rivoluzioni tarocche e farlocche esportate  nel Maghreb. Soprattutto non ho voglia di bermi la fòla del pueblo unido  jamas sera vencido quando sappiamo bene che ci sono fior fior di professionisti mercenari a fomentare il "cambio di guardia" da quelle parti, Libia compresa. Intanto i profughi  muoiono come mosche tra Tunisia e Libia e ci siamo dovuti industriare a inviare soccorso umanitario per non essere sopraffatti da una marea di profughi che comunque arriverà lo stesso. Come al solito però le novità arrivano dal Nord del mondo. E quella dell'Islanda è rivoluzione non solo silenziosa ma silenziata. Ovvero messa  al silenziatore mediatico. Perchè? Semplice perché potrebbe verificarsi un benefico effetto domino. Un effetto domino che fa bene ai risparmiatori e male alle banche. Questo però la dice lunga sui detentori dei media mainstreams e sulla loro disinformazione costante. La "buona notizia" islandese corre solo sul web nei blog di destra e di sinistra.  Ma procediamo con ordine.  
Alla fine del 2008, gli effetti della crisi nell'economia islandese sono devastanti. In ottobre· si nazionalizza Landsbanki, principale banca del Paese. Il governo britannico congela tutti gli attivi della sua sussidiaria IceSave, con 300.000 clienti britannici e 910 milioni di euro investiti da amministrazioni locali ed enti pubblici del Regno Unito. A Landsbanki seguiranno le altri due principali banche, la Kaupthing e la Glitnir. I loro principali clienti sono in questo Paese e in Olanda, clienti a cui gli Stati devono rimborsare i loro risparmi con 3 miliardi e 700 milioni di euro di denaro pubblico. Di conseguenza il totale dei debiti bancari dell'Islanda equivale a diverse volte il suo PIL. Inoltre la moneta crolla e la Borsa sospende le sue attività dopo un crollo del 76%. Il Paese è alla bancarotta.
Il governo chiede ufficialmente aiuto al Fondo Monetario Internazionale (FMI), che approva un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, integrato da altri 2 miliardi e mezzo di alcuni Paesi nordici.
Le proteste dei cittadini di fronte al parlamento a Reykjavik aumentano. Il 23 gennaio 2009 vengono convocate le elezioni anticipate e tre giorni dopo le manifestazioni con le pentole sono già di massa e provocano le dimissioni del Primo Ministro, il conservatore Geir H. Haarden, e di tutto il suo governo in blocco. È il primo governo
(e l'unico che io sappia) que cade vittima della crisi mondiale.
Il 25 aprile si tengono le elezioni generali dalle quali esce un governo di coalizione formato dall'Alleanza Social-democratica e dal Movimento della Sinistra Verde, guidato dal nuovo Primo Ministro Jóhanna Sigurðardóttir.
Nel corso del 2009 continua la pessima situazione economica del Paese e l'anno chiude con una caduta del PIL del 7%.
Tramite una legge ampiamente discussa nel parlamento si propone la restituzione del debito a Gran Bretagna e Olanda mediante il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro, somma che pagheranno tutte le famiglie islandesi mensilmente per i prossimi 15 anni al 5,5% di interesse. La gente torna a riempire le piazze e chiede di sottoporre la legge a referendum. Nel gennaio 2010 il Presidente, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuta di ratificarla e annuncia che ci sarà a consultazione popolare.
A marzo si tiene il referendum e il NO al pagamento del debito stravince con il 93% dei voti. La rivoluzione islandese ottiene una nuova vittoria in modo pacifico.
Il FMI congela gli aiuti economici all'Islanda in attesa che venga effettuato il pagamento del suo debito.
A questo punto, il governo ha iniziato una ricerca per individuare giuridicamente le responsabilità della crisi. Cominciano gli arresti
di diversi banchieri e di alti dirigenti. (continua qui).
Morale della favola: qualcuno sta cercando di uscire dal debito usuraio, di esercitare il controllo nazionale sulle banche e di liquidare il principale liquidatore internazionale: l'FMI. Che l'aurora boreale islandese si diffonda per tutta l'Europa.

53 comments:

johnny doe said...

Speriamo che anche da altre parti ,e più vicine a noi, mettano in galera qualche banchiere e amici.
Certo che con la magistratura che ci ritroviamo è più facile che se la piglino con più facili scartine o solo con che interessa loro per far carriera,si tratti pure di fregnacce,oltre naturalmente con il solito must di Arcore,che non può mai mancare anche in caso di pioggia.

Nessie said...

Johnny, questa notizia è stata taciuta da tutta la stampa ufficiale. Una vergogna. Circola solo sul web e sui blog di estrema sinistra ed estrema destra. Non importa che i gatti siano rossi e neri purché acchiappino topi. In questo caso, pantegane obese. Se puoi, vedi di far circolare...

Massimo said...

Beh, non è la prima volta che uno stato si rifuta di pagare il proprio debito (vedi Argentina). E la cosa, francamente, non mi piace affatto. Perchè se prendesse piede significherebbe che chiunque potrebbe ammantare il rifiuto a far fronte ai propri debiti con motivazioni idealmente nobili. Il fatto è che se uno stato (come chiunque altro) non paga, l'unica soluzione è non prestargli più soldi e aggredire i suoi beni ovunque si trovino.

Huxley said...

Un nuovo stato canaglia da aggiungere sul libro nero degli illuminati democratici, chissà che dopo Libia, Emirati vari e Italia non tocchi a loro un bel ripassino su come ci si deve comportare nel mondo 'civile'.

Anonymous said...

Posso? Facile però rifiutarsi di pagare un debito contratto quando il contraente è straniero. L'argentina dice nulla ai risparmiatori? Dopo questo, vi fidereste a far credito(o semplicemente fare affari) ad un islandese? Che i responsabili vadano in galera, non ci piove. Vorrei però sapere se tra i responsabili ci sono gli stessi islandesi (che del credito concesso avranno beneficiato, seppur in minima parte) o loro si ritengono colombe estranee. Quando il debito venva conrtratto, loro dov'erano? E' per caso l'Islanda una dittatura? Non rimborsare un debito contratto, innesca delle precauzioni a cascata (del tipo: campo nomadi sotto casa ->porta blindata, inferiate antifurto) e, se nel caso islandese sono di portata relativa (l'Islanda non è popolosa nè un'economia "pesante") cosa accadrebbe nel caso di una Germania o dell'Italia? Siamo già poco affidabili, riceveremmo un colpo mortale....
Abest

Anonymous said...

Grazie molte per averci dato una notizia che la nostra stampa (tutta) ha totalmente ignorato. E non credo che la cosa sia avvenuta per caso.
Linx

Anonymous said...

NICHILISMO DELLA FINANZA
di Luigi Copertino
http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/10/07/nichilismo-della-finanza-di-luigi-copertino/

The Global Economic Crisis: Central Banking at the Centre of Power
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=23572

m

Anonymous said...

lancio l'idea - un pò malsana - di creare un'agenzia di informazione indipendente :D (in vista della chiusura di legnostorto)

dal mio vedere, quello che veramente serve è l'etica, totalmente assente dai luoghi di potere. ovviamente insieme ad essa tutto ciò che è collegato, come giustizia, equità, coraggio, decisione, fortezza, verità etc. non faccio l'elenco delle virtù.
se ci fosse gente a sufficienza dotata di queste caratteristiche, il cambiamento avrebbe già avuto luogo. poichè così non è, costoro di giorno si pestano i piedi, la notte si accordano su come ingannarci.
controllori e controllati spesso coincidono. amaramente bisogna prendere atto che viviamo in uno stato delinquenziale.

sareth

Anonymous said...

Ciao Nessie, la prima cosa che noto è che anche in quel Paese la "sinistra" ha fatto da manganello della finanza globale cercando di sfilare ai sudditi quel che rimaneva dei loro portafogli.
Però non credo assolutamente che la devastante e truffaldina crisi finaziaria globale abbia fatto ravvedere chi l'ha causata e chi non l'ha preveuta. Anzi, ha dimostrato che si possono rovinare decine di milioni di persone senza pagarne nemmeno le minime conseguenze. Tutto è come prima o probabilmente peggio ed è una ulteriore conferma delle nostre idee su come funzionano certe cosucce nel libero, democratico e illuminato occidente.
Scarth
P.S. : sono anche convinto che se si fosse trattato di una nazione con un peso quantitativo maggiore dopo una presa di posizione del genere ci sarebbe stata una delle solite spontanee rivoluzioni colorate con conseguente ligio governo democratico osannato dai soliti circoli globali.

Giovanni said...

Tutta la faccenda islandese è stata silenziata fin dall'inizio. Molti pensano che sia stata la Grecia la prima vittima europea della bolla finanziaria, quando invece la prima a cadere è stata proprio l'Islanda. Vedo di far "rimbalzare" pure da me la notizia del coraggio islandese, sperando che altri imitino l'esperienza nordica.

Anonymous said...

Domani il d-day che può far scattare la recessione
Mauro Bottarelli
giovedì 10 marzo 2011

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/3/10/FINANZA-1-Domani-il-d-day-che-puo-far-scattare-la-recessione/157056/

m

Anonymous said...

"Proteste in Winsconsin, Spagna e Grecia downgrade"
http://informazionescorretta.blogspot.com/2011/03/proteste-in-winsconsin-spagna-e-grecia.html

vedere commento n. 4 (santaruina) sulla situazione greca....m

marmando said...

Meno male che Nessie c'è!
Come hai pescato questo articolo?
Saluti.

Nessie said...

Intanto chiedo venia a tutti sui commenti rimasti in moderazione a lungo ma oggi sono stata lontana tutto il giorno dal pc fino a sera. Anzi a notte.

Massimo, l'articolo l'ho preso dai "tuoi amici" di Forza nuova, perciò dovresti metterti d'accordo con te stesso. Non si può essere di destra nei valori e nei criteri e di sinistra in economia. Perché non è la prima volta che mostri tendenze liberiste che sono proprie della sinistra nonché difesa d'ufficio dei poteri forti internazionali: per l'appunto quelli che smantellano l'economia reale di un paese che viveva di industria ittica, per impiantare la finanza speculativa a base di junky bonds. Cioè titoli tossici.
Meditare amico mio, meditare.

Nessie said...

Huxley, per una volta, le canaglie stavolta sono al fresco. Ovvero quei banchieri che hanno piazzato porcherie tossiche e fatto fallire l'economia reale di un paese che ha pianto lacrime amare per essersi piegato a l'OR signori.
Gli islandesi sono tornati a riprendere in mano gli attrezzi da pesca e si torna a pescare. Strauss Kahn e i pignoratori internazionali (difesi da Massimo) possono aspettare: prima o poi il mondo si sveglierà.

Nessie said...

Abest su come nasce il debito e su come viene imposto attraverso la moneta stampata dal nulla ci sono tomi di letteratura internettiana che ovviamente non posso riassumere qui. Mai sentito parlare di signoraggio bancario e di riserva frazionaria?
C'è l'amico Marshall che lo ha riportato minuziosamente nel suo blog. Se hai un po' di pazienza vai a vedere questo interessante filmato dal titolo The money masters:

http://www.youtube.com/user/auroramarcoaurora#p/c/C8EE51743B6052D5/1/MqkKvk-Wqqk

Far contrarre il debito ai popoli è per questi "masters of money", un giochetto da ragazzi.

Nessie said...

Sareth, un sistema finanziario delinquenziali e usurocratico.

Linx chi sono i padroni del vapore delle più importanti testate? Esattamente quei poteri delinquenziali che si dilettano a fare le sanguisughe dei popoli. Anche di quelli virtuosi come Irlandesi e Islandesi. Forse non tutti si sveglieranno, ma qualcuno sta iniziando a farlo.

Nessie said...

Giovanni sulla bolla islandese debitamente silenziata e occultata Le Monde ha scritto un buon articolo dal titolo "Naufragés d'Islande" del 23/10/2008. Non ho il link ma puoi fare una ricerca su google con questi titoli.
Si fa presto a venire a fare i "moralisti del debito" che va pagato ad ogni costo, quando poi non si conosce nemmeno quel che è avvenuto prima in paesi laboriosi come l'Islanda.

Nessie said...

Caro Scarth,
voglio anche aggiungere, ai liberisti di "destra" (un ossimoro, visto che il liberismo è di sinistra) di chiedersi come mai a capo del FMI (che è il principale pignoratore del pianeta) ci vanno sempre tecnocrati sinistri di provata fede come Padoa Schioppa e Strauss-Khan.

L'esempio dell'Islanda è un piccolo esempio, ma piccoli autonomismi finanziari crescono. E cresceranno. Certo l'Islanda è favorita dal fatto che è un paese con non più di 600.000 abitanti.

Anonymous said...

La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale.
http://www.vocidallastrada.com/2011/03/con-una-risoluzione-del-parlamento.html

Nessie said...

Marmando, l'ho pescato da FN, come ho già detto. Ma se fai la ricerca ce l'hanno anche i siti di estrema sinistra. Purtroppo tutto questo serve a delegittimare (e non a caso) la veridicità del caso Islanda. La stampa e media mainstreams ignorano e mettono il marchio di infamia a quanto non passa sotto le loro forche caudine.

Nessie said...

Marco poi apro i links, ma stasera sono cotta. Grazie.

Anonymous said...

grazie a te. notte. m

Anonymous said...

Liberismo e alluvioni: girare pagina!
http://www.movisol.org/11news046.htm

Spolitico said...

Io di questo non ne sapevo niente, grazie per il bel post perché mi ha fatto conoscere la situazione islandese che ignoravo completamente. E' forse dall'estremo Nord che arriverà la salvezza per il Mondo? Molto probabile e non sono il primo a dirlo...

Anonymous said...

Islanda: un monito, un esempio -
Una nazione minuscola che ha avuto la forza di ribellarsi allo strapotere bancario. Una rivoluzione, che passa anche da un nuovo testo costituzionale, finalizzata a impedire che gli interessi del Paese vengano sacrificati a quelli delle oligarchie della finanza internazionale
di Alessio Mannino

http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2011/3/11/islanda-un-monito-un-esempio-free.html

m

Huxley said...

A proposito di paesi 'leggermente' indebitati che campano di prepotenza:

http://www.fondionline.it/indicecms.php?idpagina=art&idart=35385

A parte le ragioni ufficiali addotte, comunque plausibili, molti pensano che il vero motivo sia il timore di ritrovarsi presto in portafoglio della carta straccia.

Nessie said...

"A rileggerne i punti fondamentali, nel paragone con l’immobilismo conservatore che vige dalle nostre parti c’è di che farsi venire un brivido lungo la schiena: dimissioni in blocco di un governo, nazionalizzazione delle banche, referendum perché il popolo decida sulle decisioni economiche fondamentali, carcere per i responsabili della crisi, riscrittura della costituzione da parte dei cittadini. L’unica ombra che grava sul corso politico dell’isola è la richiesta di ingresso nell’Unione Europea. Perché voler buttare nel gelido mare del Nord tutto il magnifico lavoro fatto finora, esempio per gli uomini liberi d’Europa, per aderire a un superstato controllato da banchieri e manager delle multinazionali? Perché i fieri islandesi non provano a perseverare nella retta via, imitando i loro ovini e cavalli, lasciati liberi di in ampi pascoli senza recinti e senza cani da guardia".

L'articolo di Mannino è stato ripreso da vari blogger. L'unica fonte di controinformazione di cui disponiamo. Il resto, zittificio globale e mosca.

Nessie said...

Prbabile che sia così , Huxley.

Giovanni said...

Fatto, la notizia è rimbalzata anche da me. Ho cercato di non copiare pedissequamente la fonte :)
A Massimo vorrei dire, è giusto che sia la popolazione a pagare per i crimini delle banche? Gli investitori olandesi e britannici con chi se la devon prendere? Con la vecchina pensionata islandese, o con il banchiere di fiducia che ha investito i soldi da lui guadagnati in Islanda? Da chi devon pretendere il risarcimento? Dalla vecchina islandese o dal banchiere? Io direi che la vecchina islandese non c'entra nulla e che anzi, è proprio l'ultima ruota del carro in questo caso. Ci capirò anche poco di economia, e non ho molta simpatia per "welfare" e socialdemocrazie, ma 'sta storia di far pagare sempre alla popolazione i crimini dei banchieri non mi va giù per nulla.

Anonymous said...

E benvenuta sia l’Aurora Boreale, Nessie. Se mai ci sarà…

Quella della denuncia del debito sovrano è una possibilità che nei prossimi anni molti Stati dovranno prendere in considerazione, pena la loro stessa esistenza. Il fatto che perfino economisti “ortodossi” incomincino ad entrare in quest’ordine di idee gratifica quanti per anni ha gridato nel deserto…
Sconforta semmai constatare come certe nozioni, inventate dagli usurocrati, abbiano allignato al punto che anche tra “noi” si continui a menarla con la storia degli effetti di un tale atto. Come se non fosse ormai noto il meccanismo della formazione del debito; come se non ci fosse ormai un’ampia letteratura in proposito (e ammissioni degli stessi responsabili) a disposizione di chiunque voglia documentarsi.
Ma limitarsi a denunciare il debito senza andare alle estreme conseguenze sarebbe - oltre che inutile - dannoso, poiché si resterebbe comunque incravattati a “regole” di organismi internazionali (FMI et similia) strumenti dell’Usura.
Si torna dunque al tema principale: la riconquista della sovranità monetaria da parte degli Stati.
Emettere denaro è prerogativa di Sovranità, espressione di un Potere, come dettare le leggi, amministrare la giustizia, mobilitare l’esercito ecc. Non è indifferente che a disporne sia lo Stato o dei privati cittadini.

Si potrà “tagliare” a piacimento, si potranno triplicare i contributi, dimezzare le pensioni, elevare l’età pensionabile a ottanta anni, liquidare l’assistenza sanitaria ecc. Si potrà fare questo ed altro, ma il debito pubblico continuerà a crescere finché non si avrà il coraggio di afferrare il toro per le corna.
(no caste)

PS:
Una “rivolta” che non gode dell’attenzione dei mass media è quella in atto nel Wisconsin contro il governatore Scott Walker (repubblicano e paladino del Tea Party), contestato da settimane da decine di migliaia di dimostranti che ne chiedono le dimissioni inalberando cartelli in cui viene paragonato a Mubarak.
Tra i progetti che hanno scatenato l’ira popolare c’è il proposito di raddoppiare i contributi pensionistici e sanitari (con un corrispondente taglio dei salari del 20%), e quello di cedere beni pubblici, come le centrali elettriche e le aziende municipali, a privati capitalisti fra i quali, in pole position, i fratelli Koch, miliardari neocon e grandi finanziatori dell’ala estremista del Tea Party.
Walker ha minacciato di far intervenire la Guardia Nazionale contro i dimostranti (l’ultimo precedente nel Wisconsin è del 1886).
Anche di questo nessuno parla...

Nessie said...

Proprio così, caro No caste. I moralisti del debito che va pagato ad ogni costo, dovrebbero interrogarsi innanzitutto sulla natura del debito e su come lo si contrae (peggio della peste bubonica). Mi meraviglia non poco che a destra ci sia gente che finge di non saperlo.
Poi ovvio, anch'io come l'amico Giovanni non ho una grande simpatia per il modello socialdemocratico. Ma chiunque si tiri fuori da queste sabbie mobili è pur sempre il benvenuto. Che sia di destra o che sia di sinistra. La verità è che presto arriveremo a comprendere che questa corbelleria di cos'è la dx e che cos'è la sx è un altro barbatrucco per dividere i popoli e impedir loro di occuparsi della propria sovranità, della propria sopravvivenza e dei propri interessi.

Guarda ora il caso Gheddafi: tutti lì a fare a gara a scaricarlo e a tifare per la sua sconfitta anche a costo di mandare a ramengo gli interessi del proprio paese e regredire di fatto al terzo mondo. A destra come a sinistra.

Non sapevo niente del Wisconsin. Come pure è stato poco publicizzato l'esperimento economico del North Dakota.

Nessie said...

Benfatto Giovanni, ho letto da te. E' l'inizio di una nuova era (che sarà irta di ostacoli e di difficoltà) ma che va comunque raccontata.

Anonymous said...

Quello del "liberismo" è uno dei diversi dogmi che ci voglio imporre su scala globale. Il loro, di lorsignori, liberismo è doppiopesista come tutto il resto: vale solo quando riempie le loro tasche e vale solo per loro. Fa il paio col loro concetto di "diritti", "libertà" e "democrazia". Purtroppo però questo, visto il loro potere pressochè assoluto, si traduce nella facoltà di far pagare il conto, salatissimo, delle loro malefatte direttamente alle loro vittime in particolare ai più deboli e questo può poratre guai tragici su scala mondiale.
Ah dimenticavo: pretendono anche il battimani con l'inchino.
Scarth

Nessie said...

"Quello del "liberismo" è uno dei diversi dogmi che ci voglio imporre su scala globale".

Scarth, ci sono riusciti benissimo grazie al crollo dell'Est sovietico. Tant'è vero che c'è una "destra" che si sente tale solo perché fa il tifo per Margaret Thatcher o per Reagan. Le bolle speculative e i crack bancari non li mettono in conto e anzi, rimuovono il tutto. Questo è un atteggiamente trasversale anche alla sinistrA. Insomma, prima erano tutti comunisti e socialisti, ora sono tutti liberisti.

Anonymous said...

Hai ragione Nessie, certi entusiasmi superficiali e malriposti non li ho mai capiti.
Tutta gente che ama fare il f... col c... degli altri.
Poi come dicevi sono d'accordo che definire "destra" o "sinistra" oramai è ben difficile.
Il guaio è che noi sappiamo chi ha messo di fatto al bando qualsiasi pensiero economico o visione della vita alternativa alla attuale immonda schifezza e così con esiste più un contro potere.
Scarth

Anonymous said...

fabianesimo...
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/man-news.aspx?articleid=214&zoneid=1
questi sognano la repubblica massonica socuialista universale

Anonymous said...

Cara Nessie, a destra (come del resto a sinistra) sono molti a fingere di non sapere; ma purtroppo molti di più sono quelli che semplicemente “non sanno”.
Per ignoranza. Che – a certi livelli – non è affatto una scusante, anzi…

Neppure io ho la fissa del “cos’è la destra, cos’è la sinistra” e potrei tranquillamente sottoscrivere la frase pronunciata da Mussolini all’indomani del suo ingresso in Parlamento, quando annunciò di volersi sedere a destra solo per una questione «pugilistica e topografica». In Italia, del resto, le idee hanno spesso mutato di segno.
La Destra storica era per i dazi doganali e realizzò le nazionalizzazioni, avversate dalla Sinistra che fu, tra l’altro, fautrice del colonialismo. Mussolini, fra il 1936 e il 1938, statalizzò la Banca d’Italia; Amato la rese completamente privata nel 1992, giusto poche settimane prima dell’inizio della grande abbuffata (faceva parte del “disegno”).
Nel dopoguerra, il presidente americano che più di ogni altro ha favorito i poteri forti (in buona fede, per carità…) è stato Reagan; quello che ci ha rimesso la pelle per avere osteggiato la Fed è stato Kennedy (ordine esecutivo 11110 del giugno 1963).

Da noi, le idee che sosteniamo su questo blog, per decenni hanno avuto libera circolazione solo nel Msi e neppure in posizione maggioritaria.
Essendo stato per tanto tempo abituato a vita così grama, puoi bene immaginare con quale stato d’animo io accolga certe notizie. Siano dunque benvenuti i socialdemocratici e chiunque altro voglia approdare a questi lidi, finora semideserti.
Naturalmente sempre in omaggio a quell’antico detto cinese (non maoista) sul colore del gatto…
(no caste)

Nessie said...

Scarth, i liberisti di "destra" dovrebbero leggersi questo libro. O almeno qualche recensione di questo libro di Giavazzi e Alesina (Il liberismo è di sinistra) :

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2007/09/radiocorlibri-liberismo.shtml?uuid=a0e0f00e-6cc6-11dc-861d-00000e25108c&DocRulesView=Libero

due autori che non amo, ma che fanno capire bene il Pd e il "bersanismo".
Che cosa ha in comune il liberismo col marxismo?
Tante cose:
a) il materialismo
b) l'economicismo
d)l'anticristianesimo
e) il progressismo e l'avere in uggia le tradizioni.

Nessie said...

"Nel dopoguerra, il presidente americano che più di ogni altro ha favorito i poteri forti (in buona fede, per carità…) è stato Reagan; quello che ci ha rimesso la pelle per avere osteggiato la Fed è stato Kennedy (ordine esecutivo 11110 del giugno 1963)."

E' una notazione davvero pertinente con quanto stiamo asserendo, No caste. Sulla buona fede di Reagan, avendone letto la biografia e la sua vicinanza con Milton Friedman e altri teorici economici della scuola di Vienna, non ci giurerei.
Io non provengo dalla destra, ma dalla sinistra. E da giovani a parte qualche ardimentoso che si dissociava a suo rischio e pericolo, erano tutti di sinistra. Pure i nostri docenti universitari lo erano. Come vedi poi ci si ritrova ai punti nodali di cui nessuno ha per la mente di parlare: i nostri interessi nazionali, la nostra sovranità e la nostra indipendenza dalle élites sovranazionali che ci opprimono.
Che non vuole dire mettersi la coccarda tricolore e dire "IO FESTEGGIO I 150 anni" come vedo fare in tv in questo momento dalla ridicola Livia Turco, ma cercare di portare alla luce cose di cui nessuno parla.

Anonymous said...

Nessie, neppure io giurerei sulla buona fede di Reagan, infatti l’inciso che lo riguardava era ironico. Mentre non lo era per niente quello relativo all’ordine esecutivo 11110 che costò la vita a Kennedy.

Su certi neofiti delle coccarde è meglio stendere un velo di pietoso silenzio.
Io sono tra i “fortunati” che ai bei tempi si videro sequestrare una bandiera tricolore come “corpo del reato”: quello di apologia del fascismo.
Preferisco non commentare, per carità di Patria…
(no caste)

Nessie said...

No caste, avrai modo di farlo perché prima del 17 marzo (data del fatidico compleanno della patria) bisogna che io scriva un post su quelli che...la coccarda tricolore per far dimenticare le falci e martelli.

Anonymous said...

Toh, da non crederci: un Annozero esclusivamente sull’ Economia
http://secure.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1094204
video disponibili su youtube: ricerca “annozero rischi fatali” oppure sito rai (stessa voce ricerca su google.it)

Anonymous said...

Roanald Reagan ed il suo gabinetto di massoni
http://www.vocidallastrada.com/2011/03/ronald-reagan-e-il-suo-gabinetto-di.html

Reagan al bohemian grove
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/bohemian_club.htm

m

Anonymous said...

Obama, cameriere dei banchieri
31 gennaio 2011

Sembra che qualcosa si muova, almeno dal punto di vista dell'informazione. Mentre la situazione economica e sociale sta sempre peggiorando, dalla Tunisia all'Albania, dalla Grecia all'Irlanda, almeno la grande informazione si sta accorgendo che dietro alla crisi e al dissesto non vi sono solo Stati spreconi e corrotti, ma che si tratta dell'azione mirata di una élite di potere...
http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=view&id=757&Itemid=10

Anonymous said...

articolo interessante:
La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile
http://www.vocidallastrada.com/2011/03/con-una-risoluzione-del-parlamento.html

Anonymous said...

Quei due acclamati economisti a me fanno venire i brividi: ancora un piccolo passo e teorizzano la reintroduzione della schiavitù dopo aver già applicato La Fattoria degli Animali.
Si capisce poi l'odio anticattolico dei Poteri Forti perchè nella Chiesa (nemmeno tutta) vedono l'ultimo, ormai flebile, baluardo che si oppone al loro schema antiumano.
Vedere sfoggiare coccarde patriottiche a chi una volta sequestrava bandiere è il perfetto emblema di cos'è diventato questo disgraziatissimo Paese e delle ferite che è capace di infliggere ai suoi cittadini.
Scarth
P.S. : le mie radici sono cattoliche e sociali e condivido in pieno la teoria del colore del gatto.

Anonymous said...

Vedremo, Nessie…
Certo è che io non ho atteso il 2011 per festeggiare l’Italia.
Essendo un artigiano e potendo stabilire da me quali “fasti” celebrare, nel mio personalissimo calendario il 17 marzo, il 21 aprile e il 4 novembre sono da sempre segnati in rosso. Mentre il 25 aprile e il 1° maggio sono rigorosamente in nero…
(no caste)

Nessie said...

Strano che il duo venefico Santoro e Travaglio con l'aggiunta del pecoreccio Vauro abbiano trovato un argomento che non sia il solito bunga-bunga del Cav.

Anonymous said...

sempre su santoro tramission
"GENETICA!" ovvero, IL PARTITO DEL GIOVANE QUALUNQUE
http://quintoelemento.controradio.org/index.php?blog=7&p=1007&more=1&c=1&tb=1&pb=1#more1007

Nessie said...

Certo No caste e ti capisco. A questo tema, però ho risposto al piano superiore con un nuovo post su quelli che...la coccarda tricolore del last minute. Roba da poesia di Giusti su quel Brighella che aveva una coccarda per ogni evenienza. Ciao-

Scarth, a quale economista ti riferisci? Al due Giavazzi-Alesina suppongo....

Grazie Marco per i links. Ho letto quello di Etleboro su Soros. Ora leggo anche la voce del Ribelle.

Anonymous said...

Si Nessie, a loro. Che poi hanno mille replicanti presenti e pontificanti (con le terga altrui) ovunque.
Scarth

Anonymous said...

Gli islandesi si sono ribellati contro il proprio governo, chiedendo di non pagare il debito delle banche
http://www.vocidallastrada.com/2011/03/islanda-una-rivoluzione-messa-tacere.html

m