16 December 2009

No, al bavaglio sulla rete. Sì a perseguire la violenza individualmente


Maroni, ultimamente non è nelle mie corde e non mi è piaciuto per  come è intervenuto sull'ordine pubblico a Milano nelle due violente giornate del 12 (piazza Fontana) e del 13 dicembre (attacco a Berlusconi a piazza Duomo). L'ho criticato per l'atteggiamento di democristiana memoria che una volta garantitasi la cadrega ostenta con tranquillità il suo  tutto-va-bene-madama-la-marchesa. Lo critico ora con il suo probabile decreto anti-Facebook e di bavaglio della rete. Intendiamoci, con ciò non voglio affatto prendere le difese di quegli istigatori a delinquere che aprono siti sanguinosi per inneggiare alla morte del Premier o  per ogni altro politico. E nemmeno per la violenza diffusa nel web. Non è un caso che molti blogger (inclusa la sottoscritta) siano costretti a difendersi da troll, fake, flame war velenosi, arroganti, facinorosi e dall'insulto facile, mediante la moderazione. Ma su questo delicato tema, la penso come Benedetto Della Vedova (Pdl, area Riformatori liberali) di cui riporto l' autorevole opinione:
"Non permettiamo che le follie di qualcuno danneggino la libertà di tutti. Nel nostro ordinamento esiste il reato di istigazione alla violenza. Sarebbe bene evitare di praticare la lotta all'istigazione alla violenza con provvedimenti straordinari che inevitabilmente rischierebbero di sconfinare nella censura. Dobbiamo colpire chi si rende colpevole di un uso criminale della Rete, ma non pregiudicarne un uso libero e responsabile».
Ogni persona che ha una community on line  o un social network come Facebook, Twitter ecc.  è costretta a fare login e a registrarsi con nome e cognome. Se la si vuole perseguire penalmente, per la polizia postale è un gioco da ragazzi, risalire alle generalità e alla sua identità. Idem con altri siti anonimi dove tuttavia è facilissimi risalire all'IP. Ma provvedimenti generici e di "tutela preventiva" della rete, sarebbero liberticidi a 360 gradi. Senza contare che poi, in caso di allargamento al  mondo intero,  si sarà costretti a delegare il controllo web ad agenzie straniere che fungeranno da STASI sovrannazionali e globali, in quello che viene già definito Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Maroni ci ripensi. Non vorrei che ciò che non è riuscito a fare la sinistra, a causa della brevità del suo governo (Prodi con il decreto Levi), lo facesse la destra. Sì, a sanzioni individuali anche pesanti; no a quelle collettive. Disseminare il percorso di trappole e di tagliole repressive a "doppio taglio" in cui può incappare chiunque (anche la stessa Lega)  non conviene a nessuna forza politica. Di sinistra come di destra.
Aggiornamento: Interviene Maroni alla videochat del corriere.it: "Contro i reati sul web daremo più strumenti ai magistrati". Tramonta l'ipotesi decreto, a favore dell'opzione di un ddl. Intervista di Servergnini a Maroni qui.

38 comments:

PRESS said...

Nessie ho letto il pensiero di Della Vedova e ti dico, perchè ancora non è stato fatto? perchè il controllo dei dati identificativi informatici non è stato ancora messo in atto? La violenza verbale, l'istigazione a delinquere non è un fatto recente, esiste da molto tempo e negli ultimi 18 mesi ha raggiunto un livello spaventoso. Io non propongo di mettere il bavaglio alla libera circolazione delle idee su internet ( ritengo tra l'altro sia impossibile) ma non voglio accettare nemmeno che la rete sia un Porto franco per idee violente e diseducative. Io accetto qualsiasi critica ma le stauette in faccia la demoizzazione, l'insulto sanguinoso no.

Nessie said...

Chiedilo alla Polposta Press, non a me. In ogni caso se pubblichi Paolo Barnard e i suoi filmati sui poteri mondiali, non puoi non vedere le implicazioni liberticide che una tutela preventiva della rete contempla.
Per ciò che riguarda il porto-franco delle idee sanguinose è chiaro che sono d'accordo con te.

Anonymous said...

Nessie, sono poco "tecnico" in queste branche,e non so quindi bene fino a che punto sia possibile mettere in pratica quello che dico, tuttavia il cuore del problema dovrebbe essere quello di non mettere impedimenti all'uso di mezzi di espressione in sè stessi (faccio per dire Facebook), ma, nello stesso tempo, reprimere le singole esternazioni configurabili come istigazioni alla violenza o apologie di reato. Queste cose sono reati da sempre, è giusto che continuino ad esserlo ed è solo necessario, ora che il clima vigente rischia di trasformare l'Italia in una polveriera, applicarle con maggiore scrupolosità rispetto a quanto si fa solitamente in tempi "normali".
Su questo e sugli altri temi collegati all'attacco a Berlusconi sono comunque più preciso sul mio blog all'indirizzo www.tommasopellegrino.blogspot.com.
Aspetto tutti.
Tommaso Pellegrino-Torino

Anonymous said...

Come sempre, Nessie, si vuole sparare nel mucchio, la cosa più facile e più ingiusta. Ma perchè non si applicano le leggi esistenti? L'istigazione a delinquere è reato, no? Si proceda di conseguenza. Paola.

Nessie said...

Tommaso, c'è poco da essere "tecnici".
Sì a provvedimenti e sanzioni individuali, no a quelli collettivi. Vogliamo forse riedificare il Muro e la Stasi col grande occhio e l'orecchio assoluto per l'universo mondo?

Nessie said...

Paola, non ho mai voluto iscrivermi di proposito a uno di questi social network per mia diffidenza intrinseca. L'idea che mi sono fatta a priori è che prima regalino questi bei giocattolini a cani e porci, per poi prelevare una banca-dati universale.
Prima licenza di uccidere "virtuale" eppoi bavaglio assoluto. Non può esistere la via di mezzo del buon senso?

Orpheus said...

Cara Nessie la violenza in internet é un problema, ma sono d'accordo con te, sul pericolo di una tale legge.
E c'é gia il reato d'istigazione alla violenza.
Il problema é un altro però, ed é la nostra magistratura, che da questo punto di vista é la vera protettrice della violenza sul web e nella vita reale.
Infatti la cassazione ha stabilito che l'espressione "buffone, fatti processare" rivolta da Piero Ricca a Berlusconi nel Palazzo di Giustizia di Milano (mentre rivestiva la carica di Premier), NON VA condannata in quanto si tratta solo di una "forte critica".
Secondo la cassazione "la circostanza che la "critica" é stata esternata nei corridoi di un palazzo di giustizia, appare anzi particolarmente idoneo, come sede privilegiata, a suscitare riflessioni sul tema della legalita' e del rispetto delle leggi".
Cioè dare del buffone a Berlusconi nel Palazzo di Giustizia, suscita riflessioni sulla lagalità e rispetto della legge...
Ecco, si possono fare mille leggi, ma il cancro sta in chi le applica...
Ciao mary

Nessie said...

Infatti è questo il nodo gordiano del problema, Mary. Ma non credere che in caso di oscuramenti collettivi, e di decreti come quelli ipotizzati stolidamente da Maroni, la magistratura se ne starebbe fuori. Anzi, se vuoi saperla tutta la Lega ha numerosi processi per reati d'opinione presso la magistratura. Flavio Tosi (sindaco leghista di Verona) è stato citato, ai sensi della Legge Mancino, legge che nemmeno i leghisti si sono mai azzardati a voler toccare.
Dunque, io ritengo che la responabilità penale deve essere individuale. Quelle "collettive" mi puzzano di....collettivismo. Cioè di comunismo e di totalitarismo.

Anonymous said...

nn credo che Maroni, voglia mettere il bavaglio ai blog ... credo che, voglia introdurre delle norme più severe, al fine di responsabilizzare l'utente.

il problema è il login, non permette di verificare l'attendibilità delle generalità date dall'utente.

io per esempio il mio blog, l'ho registrato a nome di mia madre ... .

Nessie said...

Anonimo (presumibilmente leghista) ho votato anch'io per la Lega. Per questo cerco di far pesare il mio voto esprimendo il mio dissenso a Maroni per questa sua "pazza idea".
Sarebbe bene pagare meglio la polizia e sistemare un po' le loro sedi (in certi casi, fatiscenti e degradate). Per ciò che riguarda la manifestazione di Berlusconi e anche quella sulle vittime di piazza Fontana, i facinorosi sono tutti rintracciabili sui filmatini di YOU TUBE e non c'è bisogno di mettere in piedi tutto questo ambaradan su Internet.

Angelo D'Amore said...

per fortuna il regime e' finito da oltre mezzo secolo.

Nessie said...

Angelo, è di queste ultime ore la notizia che Maroni ha ritirato l'idea di un decreto d'urgenza, leggi qui:

http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_16/maroni_internet_decreto_ddl_web_regole_dd6f1fc2-ea42-11de-8d37-00144f02aabc.shtml

Anonymous said...

Lo critico ora con il suo probabile decreto anti-Facebook e di bavaglio della rete...

che anche in siti di centrodestra si usi lo stesso scandaloso linguaggio (che utilizzano gli altri), si propaghino gli stessi luoghi comuni, si manipolino le dichiarazioni e le intenzioni, mi sembra davvero bizzarro e sconcertante. Che lo si faccia poi con l'autorevole opinione di Benedetto della Vedova che avrebbe, da deputato, aver ascoltato l'intervento del Ministro Maroni alla Camera, ed eventualmente se gli era sfuggito (dato che è tra quelli che è rimasto ad ascoltare democraticamente l'On. Di Pietro in Aula, può darsi che si sia distratto prima quando parlava il suo Ministro) le ripetute dichiarazioni di Maroni ospite a Matrix, lascia basiti. Né Maroni né nessun altro rappresentatnte del governo e della maggioranza ha mai parlato di leggi speciali e di intenti censori. MAI. Nessuno ha mai parlato di bavaglio ad interne (se non l'opposizione).
L'intenzione manifestata, sin da subito, era quella di dare alla magistratura in
collaborazione con la polizia postale, degli strumenti per intervenire nei confronti di chi infrange la legge e commette dei reati (a leggi vigenti). Un'applicazione di legge ordinaria, assolutamente nessuna legge speciale, per dare alla magistratura strumenti più efficaci. L'unica cosa assolutamente vera che ho potuto leggere, è che accogliendo una sollecitazione arrivata anche dall'opposizione il governo ha deciso di ritirare il decreto e di proporre un ddl. Vatti a rileggere lo stenografico della Camera sull'argomento o risentire online la puntata di Matrix, poi ci fai un post, se hai tempo. Questo sistema di contrapporsi all'interno della colizione di governo con sistemi che la sinistra e l'opposizione usa da secoli, è veramente sconcertante.

bstucc said...

A che serve commentare notizie che non esistono?

Nessie said...

Caro Signore Anonimo,
per la prima volta contravvengo a una mia consuetudine: quella di pubblicare i commenti anonimi privi di nickname e/o di account. IO non faccio parte di nessuna coalizione governativa né partitica. Non possiedo tessere di partito né sono mai stata iscritta ad alcun partito. E aggiungo, per fortuna.
Sono una semplice e libera (anzi, liberissima) elettrice. Non mi è andato a genio l'atteggiamento del ministro Maroni (che invece ho apprezzato in altre circostanze come la cattura dei mafiosi) per il semplice fatto che ha tentato di minimizzare alcune carenze riscontrabili nel corso di due circostanze già stigmatizzate da altri esponenti politici della sua stessa coalizione: il raduno sulle vittime di piazza Fontana nel sabato 12, e il raduno del PdL a piazza Duomo il 13.
Per ciò che riguarda la sua volontà di intervenire tramite decreto sui siti Internet, se la prenda con gli organi di stampa che hanno pubblicato a chiare lettere la sua volontà di una decretazione d'urgenza in questo stesso giovedi (Corriere di oggi 16 dicembre) e anche Libero di oggi 16 dicembre.
Se poi il ministro ha fatto dietrofront su una materia che a mio avviso, merita molta più riflessione (e non solo in termini di tempo), che non un decreto sorto sulla scia di un forte impatto emotivo che ha scosso il Paese, io non posso esserene che contenta, mi creda.
Il mio post l'ho fatto sulle informazioni date dalla "libera stampa".
Se intende replicare, si firmi. In caso contrario sarò costretta a non pubblicare la controreplica.
Dato che sono un'elettrice della Lega, vorrei aggiungere che viste le sue accuse di "sinistrismo", allora io replico che anche le richieste di una adesione monolitica fanno parte di una cultura legata a periodi scellerati della sinistra. Quella del cosiddetto "centralismo democratico". Ovvero, il PARTITO HA SEMPRE RAGIONE. Che Dio ce ne scambi.

Nessie said...

Fino all'ultimo aggiornamento di stampa, esistevano. Poi comunque poteva risparmiarsi la domanda e ignorare il blog,visto che non esisteva la notizia.

Anonymous said...

Nessie, non mi dire! Ma hai anche i troll di destra adesso?
Allora hai toccato proprio i tasti dolenti ;-). Ciao
Roby

Luka said...

Npn ho seguito i dettagli della vicenda ma secondo me Maroni non ha mai pensato di mettere bavagli. Può essere che si sia spiegato male lui a caldo dell'episodio di milano o che sia stato travisato.
Cmq è sicuramente uno dei pochi politici di buon senso.

Io frequento la rete da quando c'erano le bbs, e poi internet da quando c'era mosaic. Eppure sono convinto che servano interventi tesi a rimuovere certo materiale dalla rete e colpire gli autori. Non riguarda solo facebook, ma anche blog e forum dove veramente si sono toccati livelli infimi. Se certe teste, come possono essere i giovani o gli psicolabili alla tartaglia, vedono che certi atteggiamenti non sono banditi ma addirittura apprezzati e lodati, è sicuro che scendono per loro i livelli di etica e civiltà che una persona dovrebbe avere. Tutto diventa permesso perché sostenuto dal gruppo in rete. Già oggi sentire gente gioire e dirlo pubblicamente senza vergona perché un avversario politico è stato aggredito, non sarebbe stato accettato qualche anno fa. La rete è il principlae strumento insieme a qualche giornale dell'imbarbarimento che vediamo.
Aggiungo che non è vero che in facebook si danno le proprie credenziali, ci si può iscrivere come si vuole e si può navigare tranquillamente anonimi.

Anonymous said...

Ps: In effetti sul Corriere on line, anch'io ho visto due notizie differenti. Fino alle 18 circa pareva che Maroni volesse mettere mano a un decreto. Dalle 18 in poi appare la notizia "cade l'ipotesi decreto". Roby

Anonymous said...

credo che maroni si stia salvando, per dirla in termini sportivi, in calcio d'angolo. cerca di allontanre i problemi e la responsabilità che ha un ministro dell'interno in casi simili, con il classico e consolidato mezzo democristiano dell'intorbidire le acque. per le lacune nella sicurezza mostrate per due giorni consecutivi, se non fosse necessario dimettersi, beh c'è andato molto vicino. non c'è alcuna prova, al giorno d'oggi, che tartaglia sia stato influenzato dalla rete più che dalla televisione, che in quanto a violenza non si risparmia di certo. il linguaggio in internet è lo stesso che si ritrova per strada: imprecazioni se non addirittura bestemmie, sospetti, accuse, battute feroci e persino minacce che rimangono imprigionate nelle parole, come una fantasia inibita dai freni della cultura e dell'educazione. ognuno decide del suo blog, pubblicando, eliminando e persino segnalando. di questo passo bisognerà chiamare la polizia non appena si sentono al bar due persone che parlano di politica o qualcuno che dice che dell'utri è mafioso e che cicchitto è piduista, vero o falso che sia. la polizia postale è una delle poche che funzionano, per favore non la facciamo rovinare dalla politica...
non sono nè sarò mai delle vostre idee, ma nonostante la disapprovazione, che a volte diventa rancore per la disonestà intellettuale e il "doppiopesismo" che attribuisco a Nessie, leggo e voglio continuare a leggere i suoi post, e faccio anche un augurio di buone feste, tiè! mi sento persino buono.
giuseppe

Anonymous said...

mi riferivo evidentemente all'autorevole opinione di Benedetto Della Vedova, che evidentemente fa parte della compagine governativa (almeno mi pare) non alla sua e mi scuso se sono sembrato offensivo. Ho solo espresso la mia opinione, con riferimento a notizie che ognuno, solo se lo volesse, oggi può ottenere, grazie proprio a internet. Gli stenografici della Camera dei deputati e le registrazioni di trasmissioni andate in onda precedentemente. Ripeto nessun intento offensivo e meno che mai accuse di comunismo ad alcuno. Solo la constatazione, che nell'occasione siano stati utilizzati le stesse argomentazioni. Se ritiene di non dover pubblicare (appoggiato prontamente da accuse di essere un troll), lei che si dichiara contro ogni bavaglio la mia replica anonima, si accomodi pure. Io continuo a pensare di essermi espresso in modo più che civile. Sono solo passato da Tocqueville e ho seguito il link, da qui il mio commento anonimo dopo aveerne notati altri, altrettanto anonimi. Me ne farei una ragione :-)

comunque mi chiamo Benedetto e sono un siciliano non leghista

Nessie said...

Ciao Roby, è il bello della rete ;-).
Sì, è così c'erano notizie che parevano certe fino al tardo pomeriggio del Corriere on line (il decreto per giovedi). Poi Maroni è intervenuto in videochat da Servegnini per ritrattare.

Condivido l'idea che a breve anche parlare di politica in un bar potrebbe dar luogo alla psicopolizia, Giuseppe. Buone Feste anche a te.

Nessie said...

Benvenuto Benedetto. Ho frainteso perché ho appena sentito adesso Maroni in videochat ed era infastidito delle notizie che si davano circa il suo decreto, prima annunciato e poi smentito. E allora ho pensato che fosse un leghista "infastidito" con me sulle notizie che circolavano. Comunque nulla di grave. Ho aggiunto un aggiornamento al blog e chi vuole va al link che ho messo e si ascolta la chiacchierata di Maroni. Rendetevi conto, però che la tendenza "mondiale" è il controllo della rete. E vedrete che a breve torneranno a bomba.

Nessie said...

Luka, quello che tocchi è un argomento evidentemente molto controverso. Io credo che finora la magistratura non sia mai veramente intervenuta al riguardo perché scarsamente competente. Ma le leggi per perseguire ci sono già, senza bisogno di inventarne di straordinarie.
Certo che se le applicassero...

johnny doe said...

Non mi piacciono i bavagli,e già esistono leggi ad hoc.A patto che valgano anche per tv e giornali,forse molto più in evidenza della rete per il loro contenuto diffamatorio.Ne sa qualcosa il premier.
C'è però da constatare, con un certo pessimismo, che è molto difficile controllare quanto passa per la rete e rischia di essere una battaglia sempre perdente (vedi pirateria audio-video).
johnny

Nessie said...

Francamente non piacciono neanche a me, Johnny. Tenuto conto che ne abbiamo a josa nella vita.
Giornali e tv possono scrivere e dire le cazzate che vogliono (basta ricordare la persistente diffamazione a mezzo stampa che riceve il Premier da Repubblica & Co) , perché intanto fanno guadagnare e muovono quattrini. Ormai i processi si fanno solo sui giornali, mentre nella realtà i delinquenti la fanno franca e ne escono impuniti. Chi viene accusato ingiustamente si ammala di dispiacere e muore (Tortora, Gigi Sabani, e ora Contrada).

homer said...

Ciao Saura, c'è un nuovo premio per te. Passa a ritirarlo su www.casasimpson.it
A presto.

claudio said...

Benedetto Della Vedova, non condivide infatti le affermazioni di Schifani. «Le preoccupazioni del presidente del Senato riflettono una realtà che non esiste, banalmente perché Facebook non è ciò che Schifani pensa che sia». «Ci sono tante parole sul web - si legge nell'articolo - molte cose intelligenti e molte cose stupide, ma sono sempre e soltanto parole, che tutti possono leggere e che tutti possono segnalare alle autorità, se si ritiene che rappresentino un'istigazione alla violenza o un'apologia di reato. Dire che Facebook (non alcuni gruppi di Facebook, ma proprio Facebook) è pericoloso - continua Libertiamo.it - significa sostenere che è pericolosa la libertà di comunicare e scambiarsi idee. A ritenere pericolosi i social network sono i regimi totalitari, non le democrazie come la nostra».

Nessie, ti aggiungo anche questa.

Nessie said...

Ho letto e condivido quanto afferma Della Vedova. Grazie Claudio. Ecco un altro furbo: Schifani. Certuni nel governo hanno la vista proprio corta.

Anonymous said...

I reati ci sono già semmai non si capisce perchè ci debba essere una distinzione tra una apologia di reato o una calunnia detta a voce ed una, di massa, scritta su Facebook in momdovisione che oltre tutto può essere ben più pericolosa di una cavolata sparata in un bar di provincia . Però il punto critico secondo me è quello citato da Mary cioè il nostro ordinamento giuridico e la sua prassi che consentono la più assoluta discrezionalità interpretativa ed applicativa per cui dare del mafioso a Berlusconi può essere ritenuta "legittima critica sociale" e dichiararsi dubbiosi sull'operato di Scalfaro può essere ritenuto diffamazione.
Se prima non si ristabilisce un decente rispetto dei diritti civili e politici tutto il resto è vano o peggio.
Per esempio mi immagino che agevolmemte i blog di centrodestra potrebbero essere "legalmente" sterminati mentre quelli odiatori altrettanto "legalmente" tutelati.
Infine sull'operato di Maroni non solo in questa circostanza ma anche nella difesa dalle criminalità spicciola e quotidiana: gravemente carente e preoccupantemente ambiguo. Finiano direi.
Scarth

Massimo said...

Avevo pensato (e lo farò) di scrivere un post sulla influenza (negativa) della rete in politica. In sintesi. Negli anni settanta a volte si veniva alle mani. Ma non ci si inaspriva l'un con l'altro come accade adesso in forum e blog. Anche io non sono iscritto ai cosiddetti "social network" e non penso di iscrivermi in un prossimo futuro. Ho molti dubbi sul ruolo della rete e sono sempre più dell'idea che la sua influenza sia prevalentemente negativa. Quindi una "censura" (cioè limitazioni all'accesso ed all'utilizzo), tutto sommato, non la vedrei tanto male purchè sia a 360 gradi e non mirata solo ad alcune idee "politicamente scorrette" o che danno fastidio ai manovratori.

Massimo said...

Scusa Nessie, dimenticavo: perchè non si applicano le leggi ? Perchè c'è troppa burocrazia. All'inizio della mia avventura in rete pensavo fosse doveroso pretendere rispetto e reagire con gli strumenti della giustizia agli insulti ed alle minacce.
Così, ad una sequela di insulti, scrissi alla Polpost che mi telefonò (avevo indicato il mio numero di telefono). Per poter conoscere il nominativo di chi si nascondeva dietro uno pseudonimo dovevano ottenere una autorizzazione della magistratura, che lo avrebbe concesso - se lo riteneva - solo a fronte di una querela che avrei dovuto presentare nei loro uffici in orari ben determinati che coincidevano con quelli della mia maggiore attività professionale. Il tutto in un lasso di tempo di alcuni MESI !!! Naturalmente gli uffici della Polpost bolognese sono in estrema periferia, dalla parte opposta della città a quella in cui abito e lavoro. Ovvio che ho lasciato perdere: sarebbe stata più la fatica del gusto. Non credo di essere un "caso" isolato ...

Nessie said...

Scarth, Scalfaro (nel senso del vecchio Presidente) o Scalfari Eugenio? Suppongo tu voglia parlare del secondo. Intervento ineccepibile, il tuo. Infatti le cose potrebbero andare proprio come le denunci.
Tanto siamo nel paese di Acchiappacitrulli dove il mondo va a rovescio.
Oggi al Giornale Radio in auto mentre rientravo a casa ne ho sentita una bella: un contadino è stato denunciato per aver fatto le linguacce al suo vicino di casa.

Nessie said...

Massimo la tua testimonianza sulla POlposta è davvero scoraggiante, ma c'era da aspettarselo. Ovvio, che in caso di molestie, ingiurie o altro, stante così le cose è meglio lasciar perdere.

Per ciò che riguarda il tuo primo commento invece ti rimando all'acuto intervento dell'amico Scarth. Il nodo gordiano è la magistratura ed è perfettamente inutile oltre che dannoso, invocare una censura a 360 gradi, come scrivi, allo stato attuale.
Nel migliore dei casi le cose andrebbero così come è scritto nel suo commento nient'affatto pessimistico ma più realista del re e che riporto testualmente:

"Se prima non si ristabilisce un decente rispetto dei diritti civili e politici tutto il resto è vano o peggio.
Per esempio mi immagino che agevolmemte i blog di centrodestra potrebbero essere "legalmente" sterminati mentre quelli odiatori altrettanto "legalmente" tutelati" .
POi comunque se non hai fiducia nella rete, non si capisce perché allora fai un post al giorno e tieni attivi tutti quei blog.

raf said...

Stasera il proprietario straniero di Facebook è intervenuto parlando col Presidente del Senato Schifani e dicendo che è disposto a fissare regole e a mettere dei filtri. Anche Palmieri ne parla nel suo blog:

http://www.antoniopalmieri.it/2009/12/criminalizzare-facebook-e-inutile-e-sbagliato/

Nessie said...

Letto Raf e ho messo pure un commento da Palmieri.
Per quanto io non sia amica di questo socialnetwork, mi pare miope e ottuso confondere il mezzo con chi vi scrive sopra. Perciò resto della mia idea: sì a sanzioni individuali, no a sparare nel mucchio.

Anonymous said...

Ciao Nessie, mi riferivo all'ex presidente della Rep. Una vecchina novantenne era stata incriminata per un telegramma di proteste che gli aveva mandato. Oppure al caso di quel ristoratore mi pare milanese che aveva appeso nei bagni del suo locale alcuni ritratti di ministri del Governo Prodi: incriminati pure lui. Come dici tu è la discrezionalità della linguaccia. E discrezionalità assoluta equivale a potere assoluto e negazione dei diritti civili. Il PDL farfallone e sprovveduto su questo dorme e le busca.
Scarth

Nessie said...

Non sapevo, Scarth, della storia della Vecchietta e del presidente. Di tutti, forse il peggiore della nostra travagliata storia.