18 September 2009

L'ultimo spot del fu Mike: se la morte ci fa troppo belli


Ieri sera in tv hanno mostrato l'ultimo spot che Mike Bongiorno aveva girato per Infostrada insieme a suo figlio Leonardo e a Fiorello. Il figlio di Mike (che sembra un piccolo clone del padre un po' come Alberto Angela con Piero), parla con Fiorello mentre Mike fa il vecchio regista  che dà il ciak, lì seduto con la troupe. La famiglia Bongiorno, per bocca della moglie, si è premunita di far sapere  che così avrebbe voluto il caro estinto, che detto spot era già stato girato da Mike in vita; pertanto andrà in onda.
Chi scrive, come la maggior parte degli Italiani, è tra quelli che provano simpatia e affetto per quel gentiluomo che è stato Mike. Ma c'è un limite a tutto. E la morte serve proprio a contrassegnare questo spartiacque. Non a caso si dice requiescat in pace e si recita come prece "l'eterno riposo". L'essere umano però è insaziabile di felicità terrene, di successi, di denaro  e di gratificazioni, a quanto pare. Si pensi ad esempio, alla pessima consuetudine di applaudire una bara in uscita dalla chiesa, come se l'estinto fosse  in palcoscenico a ricevere ovazioni. Chi lo fa è perché aspira forse ad analogo trattamento in caso di morte propria.  Ergo, non sa limitarsi nemmeno in caso di contrappasso.
Inoltre,  con la tv interattiva e gli effetti speciali ne vedremo delle belle, e finiremo come nei romanzi di Philip Dick per credere negli ologrammi, al posto degli essere viventi, giocando di continuo tra la vita e la morte.  In parte è già così, dato che il virtuale ha preso il sopravvento sul reale e possono ingannarci come vogliono.
L'immortalità è l'ultimo faustiano sogno della frontiera umana, dopo il mito dell'eterna giovinezza. Dopodiché diventeremo tutti quanti dei nosferatu (mai morti), condannati all'inquietudine e al mal di vivere eterno. Magari per interposta persona, quella dei familiari e dei successori.
A tale scopo vorrei citare una storiella Zen, tratta da 101 storie Zen che mando a memoria:
Addormentati e basta

Un vecchio maestro Zen stava per morire e diede le ultime disposizioni al suo allievo su come doveva succedergli e portare avanti l'insegnamento del Buddismo: ricordati di fare questo, e questo, e quest'altro. Incontra queste persone e queste e quest'altre.
Raccomandazioni a raffica praticamente su tutto: casa, giardino, incontri, rito del tè, ecc.Insomma, le disposizioni del morituro al successore non finivano mai. Finché l'allievo gli rispose laconicamente: "Addormentati e basta!".
La morale è fin troppo chiara: noi non possiamo esercitare il  controllo della nostra vita in eterno. Non possiamo averlo sempre da vivi, figurarsi da morti.


16 comments:

Massimo said...

Mah ... non lo so. Sì, qualche perplessità me la crea, ma per Bongiorno la tv era la vita e sicuramente ci teneva ad introdurre il figlio. In fondo quando vengono proiettati i film con i Grandi del passato, quando guardiamo i dvd dei western di John Wayne, dei film di James Stewart o rivediamo gli episodi di Charlie's Angels con Farrah Fawcett, non è un po' la stessa cosa ?

Nessie said...

C'è una bella differenza Massimo. Il cinema ha una funzione "bardica". Che nel linguaggio semiologico vuol dire narrativa. E' insomma un racconto per immagini e rinnova la funzione dei redivivi, solo nel racconto stesso, un po' come fa la letteratura.
Viceversa, ripetere uno spot pubblicitario (dove la funzione è la persuasione e l'induzione al commercio) è stata ed è un'operazione di dubbio gusto. La famiglia di Mike già ricchissima di suo, e non aveva certo bisogno di quello spot per campare.
Se leggi il link che ho messo, è un'iniziativa che non ha precedenti nel nostro paese.

Claire Desideri said...

Non sono assolutamente d'accordo. Eticamente parlando hai perfettamente ragione. Sfortunatamente viviamo su un posto chiamato Terra, dove esistono leggi che sono ineluttabili (dizionariamente citando: inesorabili) come quelle del mercato. Sono infiniti i casi di romanzi, film, canzoni, uscite postume. Il postino di Troisi? la saga millennium di stieg larsson? Il cinema e i libri con la loro funzione narrativa non sfuggono alla legge del mercato. La verità è che tutto viene creato per far soldi. quindi non ci vedo nulla di male a mandare in onda questo spot. Tanto più che è molto simpatico.
Un saluto Claire

Nessie said...

E' proprio questa onnipotenza del mercato a spaventarmi. Prima era l'arte ad allungare la vita. Ora è la pubblicità. Beh, mi pare che il decadimento e lo scadimento sia evidente.

Lo PseudoSauro said...

Tanto e' tutta "arte"...
Ai posteri l'ardua sentenza.
Con tutta la simpatia che avevo per Mike, temo che la nostra "produzione artistica" non suscitera' lo stesso interesse di quella del passato.
Ma siccome l'immagine resta, e un video riesce a dare l'illusione dell'eternita', le implicazioni filosofiche sono un po' inquietanti.
Registrazione per registrazione, basta paragonare un quiz di Mike degli anni '60 ed uno qualsiasi tra quelli di oggi, per cogliere il "progresso"... la tecnica si e' evoluta e la sostanza viceversa.
Uno spot pubblicitario postumo denota solo come oggi, per fare cassa, non ci si fermi di fronte a nulla. Con cio' non intendo dire che ci si debba vestire a lutto come era prescritto un tempo, magari per 6 mesi... solo, vorrei suggerire come questa sdrammatizzazione della morte finisca per togliere valore anche alla vita. Comunque, questo non e' nemmeno l'esempio piu' scandaloso. Ora ci sono i suicidi in diretta etc.

LucaTini said...

Io ritengo che il grandissimo Mike meritasse un'ultima apparizione da padre della tv e l'ultimo spot dell'Infostrada gli rende giustizia. Il regista che interpreta può essere concepito come il mentore, il direttore di tutti gli uomini della tv, di quelli del presente e di quelli che verranno. Infostrada ha fatto un ottimo lavoro e poi tutto è stato approvato dalla famiglia.

Nessie said...

Luca, qui non è in gioco la figura di Mike Bongiorno su cui siamo tutti d'accordo. Qui è in gioco il concetto di presenzialismo e di prezzemolismo televisivo che arriva a invadere la scena post mortem. Eppure è tanto chiaro! L'intervento di cui sopra al tuo dello Pseudosauro, mi pare che chiarisca ulteriormente il concetto.
Certo se siamo arrivati perfino alla morte in diretta, è evidente che lo spot di Infostrada ha almeno IL PREGIO di non essere di cattivo gusto.

Nessie said...

"Tanto e' tutta "arte"...
Ai posteri l'ardua sentenza.
Con tutta la simpatia che avevo per Mike, temo che la nostra "produzione artistica" non suscitera' lo stesso interesse di quella del passato".

Sauro, con tutta la buona volontà e perfino il buon gusto dello spot di Infostrada, sono spiacente ma la pubblicità è e resta pubblicità. Cioè qualcosa che sta tra un'interruzione televisiva e l'altra. Pensare di passare alla posterità con l'arte dell'effimero e dell'istantaneo che è la tv e i suoi derivati pubblicitari, è un'inutile pretesa.
Quando Pippo Baudo (rivale di Mike) presentava il Festival di Sanremo, presenziava a raffica anche alle telepromozioni del Caffé Kimbo, che interrompevano la diretta dal festival.
Non ricordo più quale critico scrisse: "Il dramma è che certa gente già arcinota, tutte queste cose non le fa nemmeno più per soldi".
Mi pare che questa battuta chiarisca ulteriormente il concetto.

Orpheus said...

Non so Nessie...da un punto di vista filosofico e anche morale, hai ragione, ma da un punto di vista emotivo ho capito benissimo cosa ha spinto la famiglia di Mike a mandare in onda ugualmente quello spot.
A volte si "sbaglia" anche per amore, nel senso che moglie e figli l'hanno fatto pensando di esaudire l'ultimo desiderio di Mike.
Un omaggio alla sua memoria. Un voler dimostrare che se il corpo passa, lo spirito rimane. Che non ci ha abbandonato completamente. E' umano non voler considerare la morte come la fine di tutto.
Per noi viventi quel pensiero é insopportabile.
Quello che abbiamo fatto in vita nel bene o nel male rimane ai posteri e viviamo nel tempo dello strapotere mediatico...
Ciao mary

galerius said...

L'impressione che ricavo da questa vicenda è quella di una "vampirizzazione" di personaggi pubblici - specialmente, com'è ovvio, di quelli legati al mondo dello spettacolo - ad opera della pubblicità ( pubblicità come arte ? Mhh ! Di artisti in quel campo ne nascono uno o due a secolo... ) e del "mercato". Il fatto che questa messa in onda sia intesa come un omaggio non basta a disperdere la leggera inquietudine che provoca.

Orpheus said...

Nessi mi scuso per l'OT ma é importante che io segnali a te e ai tuoi ospiti il sito ignobile di Don Giorgio De Capitani, dove ha insultato i ragazzi caduti a Kabul e insulta regolarmente e volgarmente il Premier chiamandolo puttaniere
http://www.dongiorgio.it/politica.php?start=12

Io ho scritto alla curia milanese per protestare (ho messo un post con tutti i link)
Ciao mary

Chiara said...

Concordo pienamente con Massimo, per Mike la tv era sua vita sarebbe stato contento dello spot, e poi trovo che sia solo un modo per ricordarlo!

Nessie said...

Mary, comincio con l'OT e ti ringrazio per il link. Quel prete si è comportato in modo ignobile e il cardinal Bagnasco, prima di lanciare invettive sui politici (che è fin troppo facile) farebbe bene a ripulire l'orticello di casa sua.

Il resto delle tue osservazioni su Mike è umano, troppo umano. In ogni caso una riflessione sul mezzo e su come viene impiegato andava fatta.

Nessie said...

Chiara, qui non è solo questione di tifoserie: pro o contro. Qui mi sono sforzata di dimostrare come vengono impiegati i mezzi di comunicazione di massa. Chi la vuol capire la capisca.

Galerius, mi pare che tu sia tra i pochi qui dentro, ad aver capito il senso del mio post. E di questo ti ringrazio.
" Il fatto che questa messa in onda sia intesa come un omaggio non basta a disperdere la leggera inquietudine che provoca". Ecco è proprio quanto volevo dire io. E aggiungo: il fatto che trattasi di un personaggio popolare e molto amato, non elimina questo senso di inquietudine che provoca la televendita post mortem.e La verità è ch non sappiamo più invecchiare (la tv è quella dei denti finti e capelli tinti)e non sappiamo più morire.

CloseTheDoor said...

OT per questo post, ma non manchera' d'interessarti: http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=6636:influenza-a-terrorismo-mediatico-e-gruppi-di-resistenza-al-vaccino&catid=92:sanita&Itemid=291

Nessie said...

Volentieri accetto l'OT che ha sempre a che fare coi media e con gli inganni che ci propinano giornalmente anche su temi importanti come la nostra salute. Grazie Close.
Sapevo che il vaccino contro la pandemia proviene dalla Rockfeller foundation. E ho altri importanti links che poi metterò in rete che mi dicono che la suddetta fondazione (ma sarebbe meglio chiamarla oligopolio) sta meditando di mettere fuori uso l'omeopatia e tutti i farmaci preventivi delle medicine alternative.
Intanto lo scrivo qui: procuratevi
l'Oscillococcinum della Boiron (casa omeopatica) e mandate a ramengo i vaccini.