Chi si aspetta che io dia il calcio dell'asino (parlo di qualche troll dalla zucca vuota) ad un Trump sonoramente sconfitto, rimarrà deluso. Il titolo del post parla chiaro: c'è poco da festeggiare, nonostante la soverchiante "onda blu" come la chiamano. Come suol dirsi, la vittoria ha molti padri, la sconfitta invece è orfana. E in questo momento nessuno vuole essere "orfano" solitario insieme a Trump. E' appena iniziata la mossa dello smarcarsi e qui da noi, Tajani è stato il primo della lista a dichiarare: "Mai stato Trumpiano". Ma non mi limito a parlare solo dell'Italia. Ora c'è il fuggi-fuggi dei suoi collaboratori. Perfino di quelli più stretti.
I democratici americani si scaglieranno contro il "deragliato mentale", frugheranno nel suo album di famiglia alla ricerca di scandali e delle solite corruzioni. Ma per quanto riguarda le guerre del golfo, gli Epstein files, l'inflazione, i prezzi elevati del diesel (i galloni americani costano quasi il triplo del prezzo italiano alla pompa) , l'immigrazione, ma soprattutto la subordinazione ad Israele e alle sue guerre, non cambierà nulla. Curiosamente si ribalta la denominazione dell'ayatollah Kohmeini che chiamava il Grande Satana gli Usa e il piccolo Satana, Israele.
Chi comanda e comanderà sono sempre gli stessi: banchieri e bankster (FED, IMF, BIS...), i grandi servizi finanziari come Blackrock, Vanguard, State Street, le grandi Major farmaceutiche, le corporazioni delle armi, dei prodotti alimentari, e i social media....
L'anatra azzoppata (the lame Duck)
Inoltre sempre i Dem, non potranno insistere più di tanto sulla desecretazione degli Epstein Files una delle grandi promesse mancate di Trump, perché ci sono dentro anche loro. E fino agli occhi. Ho messo il video di Liberti Media di Enrica Perucchietti, Marcello Foa e l'ambasciatore Marco Carnelos, perché contiene una tesi interessante su Benjamin Netanyahu, il quale ha tenuto botta sulle elezioni in Israele, ma avrà difficoltà a formare un governo. Nella sua riflessione, l'ambasciatore Carnelos asserisce che Netanyahu è riuscito nella singolare impresa di mandare in rovina tre cose: Gaza, la Cisgiordania, e il Partito Repubblicano di Trump. Aggiungiamoci pure la destabilizzazione nell'area del Golfo, quella che ci penalizza tutti quanti nelle nostre vite. Ora si torna a parlare di possibile attacco nucleare sull'Iran.
Troppo tardiva la mossa trumpiana di bloccare i fondi per le armi ad Israele (i famosi 4 miliardi diaiuti), a ridosso delle elezioni. Se solo l'avesse fatta qualche mese fa, avrebbe potuto portare ancora del fieno in cascina. Ma soprattutto, avrebbe evitato di buttare per aria il Partito Repubblicano, un partito storico ora in via di frantumazione. Ascoltate il video, perché fra tanto materiale che circola in queste ore, mi pare particolarmente degno di attenzione.
L'unica cosa che non condivido è l'eccesso di ottimismo di Marcello Foa sulla perdita di influenza delle lobby ebraiche. L'AIPAC, il Jewish Committee e altre Israel Lobby che tengono il governo americano per le palle (mi si perdoni la libertà di linguaggio, so bene che avrei potuto dire "in ostaggio"), non spariranno dall'oggi al domani. Tanto meno, diminuirà la loro presa sotto la direzione o sotto l'influenza dei Dem.