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16 September 2026

L'invadenza dell'Intelligenza artificiale (IA o AI)




Non si può  più fare una ricerca sui motori e piattaforme che ti compare una non richiesta IA Overview. Prima Google ti metteva a disposizione schermate di informazioni tratte da varie fonti. Ora invece, seleziona la fonte per te, per tutti noi.  Ovvio, si possono ignorare  queste intrusioni della IA che ti vuole aiutare ad ogni costo,  e continuare a comportarsi come prima. Ma intanto sta lì. Ci hanno incastrato l'IA anche su WhatsApp. "Chiedi a Meta AI o cerca" è la nuova dicitura che appare -  non richiesta - nella barra di WhatsApp, pensata direttamente per inviare domande all'assistente virtuale. Io non la  uso mai, ma intanto sta lì come un'intrusa senza che nessuno l'abbia richiesta. 

L'assistente virtuale ti compare anche quando telefoni alla TIM  e non vuole rispondere una vera voce umana di operatore, per darti delle informazioni. Allora ti passano Angie. E la tua giornata nonostante Angie-Angelo, si trasforma in un inferno. Perché? Perché è impossibile parlare con un robot, con domande pre-strutturate  cui fanno seguito risposte altrettanto prefabbricate, quando i problemi sono tanti e variegati.  Ho detto "voce umana"? Ma le voci umane si possono clonare. E non sono poche le truffe telefoniche che clonano una voce amica, magari quella di un nipotino  o di altro parente che si finge in difficoltà economiche per truffare qualche nonnetta sprovveduta. E' il progresso, Bellezza!

La posizione del pontefice sull'intelligenza artificiale (IA) promuove un uso etico e incentrato sulla persona umana, rifiutando l'idea che la tecnologia sia neutrale o che possa sostituire il giudizio e la coscienza critica dell'uomo. Ma temo che "disarmare l'IA per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva", sia altrettanto difficile che disarmare le potenze  belliche. "Gli algoritmi non possiedono coscienza, ironia o amore e non devono mai rimpiazzare le decisioni umane, specialmente in campi delicati come la giustizia o i conflitti" - prosegue ancora Papa Leone.

Impossibile sottrarsi all'invadenza odierna della IA. Se scrivo una lettera, mi compare, ad esempio, un bel correttore automatico. Serve? non serve? personalmente cerco di servirmene il meno possibile poiché sono  orgogliosa della mia padronanza  ortografica, dell'uso della grammatica e della sintassi, della ricerca dello stile che mi hanno inculcato nel corso degli studi. Tutto ciò che non si esercita più, alla fine lo si perde, per ricorrere a questi comodi "sussidi".  Oggi abbiamo una crisi di competenze negli studenti abituati come sono al copia-incolla sul web, incapaci di fare vere ricerche sui testi e in preda ad un certo torpore intellettuale. Pertanto è utile rispettare queste poche regole: 

  • mai trattare la risposta dell’IA come verità assoluta;
  • controllare le informazioni importanti su fonti affidabili, magari libresche
  • usare i chatbot come supporto, non come sostituti del proprio pensiero critico.
Veniamo ai rischi sociali e antropologici generati dalla IA: 

Rischio democratico: 

Uno degli effetti più gravi della diffusione dell’uso dell’IA generativa riguarda la democrazia stessa.

Quest'ultima si basa su un presupposto semplice: i cittadini possono deliberare liberamente partendo da un fondamento comune di storia e fatti, nonché da valori sufficientemente condivisi, che consentono di dare senso a un dibattito contraddittorio e non violento. Tuttavia, l’IA generativa ha trasformato la produzione di disinformazione in un’industria a basso costo e ad alta efficienza.

Quello che un tempo richiedeva ingenti risorse umane e finanziarie per falsificare un’immagine o un discorso, oggi richiede solo l’accesso a un modello ad hoc e poche istruzioni ben formulate. Questa industrializzazione permette non solo di produrre in massa contenuti ingannevoli e iperrealistici, ma anche di indirizzarli verso singoli individui, adattando il messaggio a ciò che le tracce digitali di ciascuno rivelano delle sue convinzioni o delle sue paure.

La manipolazione cessa di essere un’attività artigianale per diventare una catena di produzione continua, che alimenta commenti e account automatizzati (le “troll farm”) che si spacciano per cittadini comuni.
Il pericolo non sta solo nel fatto che si finisca per credere a determinate fake news: è più profondo. Man mano che i contenuti fake si moltiplicano e diventano sempre meno identificabili come tali, e che la stampa indipendente e professionale perde importanza e credibilità, è la fiducia stessa nella possibilità di accedere a una verità verificabile – istituzionale, scientifica o giornalistica – a erodersi.


Rischio occupazionale legato al mondo del lavoro. 

Qualcuno parla già di "grande Reset", guidato dalla IA e di mestieri che spariranno (o si ridurranno) e di altri che sopravviveranno. Qua e là compaiono articoli con liste di lavori che potrebbero resistere (quelli manuali legati all'artigianato o che contemplano sforzo fisico come l'agricoltore, il bagnino, il fisioterapista ecc. ) e altri che sono destinati all'estinzione. Queste liste e questi articoli vanno presi con beneficio di inventario, ma intanto ci sono interi settori aziendali  che stanno ristrutturando il personale, sostituendo i contratti umani con abbonamenti a software di ultima generazione.
La domanda che tutti si pongono nel segreto del proprio ufficio è una sola: “Il mio posto di lavoro è davvero al sicuro?”. Se pensate che l’IA possa colpire solo i lavori manuali o ripetitivi, vi sbagliate di grosso. Ad essere a rischio immediato sono professioni intellettuali che fino a due anni fa consideravamo intoccabili. Perfino la scuola e il ruolo del docente trasmettitore di sapere,  è stato messo ai margini dalla IA. Si pensi solo alla DAD (didattica a distanza) imposta durante i due anni di crisi sanitaria 2020- 2022.  Ecco dunque i 4 lavori che l'IA potrebbe sostituire già entro la fine di quest'anno: 

1. I Copywriter junior e i creatori di contenuti base
La scrittura di testi standard, schede prodotto per e-commerce, email commerciali e post per i social media è ormai terreno d’espansione totale degli algoritmi. Le aziende stanno tagliando i budget destinati alle agenzie di comunicazione esterne per affidarsi a chatbot avanzati in grado di produrre migliaia di testi in pochi secondi e a costo zero. Sopravvivranno solo i copywriter strategici di altissimo livello.

2. Gli assistenti virtuali e il customer care di primo livello
I vecchi centralini e le chat di assistenza clienti con operatori umani sono destinati a diventare un ricordo del passato. I nuovi agenti vocali basati su IA non solo rispondono senza attese 24 ore su 24, ma sono in grado di comprendere l’umore del cliente, risolvere problemi complessi e parlare decine di lingue diverse senza mai perdere la pazienza.

3. I programmatori e i codificatori entry-level
Scrivere righe di codice software di base è un compito che l’Intelligenza Artificiale svolge ormai meglio e più velocemente di un programmatore umano diplomato o laureato da poco. L’IA è in grado di fare il debug, trovare errori nei sistemi e generare intere applicazioni partendo da un semplice comando testuale, riducendo la necessità di grandi team di sviluppo.

4. Gli analisti finanziari e i contabili di base
L’elaborazione di dati fiscali, la creazione di report finanziari e la previsione di mercato basata sullo storico dei numeri sono attività puramente matematiche. Gli algoritmi predittivi riescono ad analizzare milioni di transazioni in tempo reale, scovando anomalie e trend molto prima di un consulente umano, azzerando i tempi di calcolo. 
(fonte: https://congressiinternazionali.it/blog/lavori-sostituiti-intelligenza-artificiale-2026/ )

Il ruolo cruciale dell’AI predittiva in guerra
 
I droni di guerra con intelligenza artificiale (IA) sono velivoli senza pilota che usano il computer di bordo per trovare, seguire e colpire i bersagli in modo autonomo. Possono individuare bersagli, tracciare minacce e scagliare armi con precisione chirurgica, adattandosi in tempo reale alle mutevoli condizioni della battaglia.

"Navigare e pattugliare territori estesi attraverso droni a guida autonoma, riconoscere e classificare rapidamente gli obiettivi che compaiono in video e immagini, ottenere un’analisi predittiva delle minacce, stimare i potenziali danni collaterali, rilevare anomalie. Tutti gli impieghi militari dell’intelligenza artificiale hanno principalmente due scopi: ridurre l'incertezza – raccogliendo, filtrando e interpretando enormi quantità di dati provenienti da sensori, satelliti, droni e sistemi di intelligence – e aumentare la velocità decisionale, valutando le opzioni operative in tempi ridotti, stimando rischi e conseguenze, coordinando le unità e reagendo quasi in tempo reale agli sviluppi del conflitto".






Mi rendo conto che ciascheduna di queste funzioni della IA meriterebbe un approfondimento a parte, e quanto ho messo nel post è solo un assaggio di quanto ci toccherà,  ma avremo modo di ridiscuterne. 
 
In materia medica, c'è chi preconizza addirittura che alla maggioranza dei cosiddetti "pazienti" (un termine abominevole) toccherà di venire assistiti dalla IA, mentre gli specialisti che curano in presenza saranno riservati solo a chi  se li può permettere.  In particolare per ciò che concerne farmaci o vaccini è fortemente sconsigliato interpellare fonti come Gemini o altre chatbox di IA. Sono tarate per dare risposte in linea con gli interessi commerciali delle  grandi major farmaceutiche (Big Pharma). Selezionano esclusivamente le fonti allineate, ignorando quelle critiche verso i vaccini anche se supportate scientificamente. Insomma, l'IA spesso mente sapendo di mentire, dissimula, nasconde, elude; ma soprattutto manipola. Una stessa domanda otterrà una risposta e se rovesciata e proposta in altro modo, ne darà un'altra. Che futuro ci attende? Quello che sarà sempre più  difficile distinguere il vero dal falso, il falso dal vero. 
Mi viene in soccorso questa frase di Papa Leone: 
"Mai delegare ad algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana". E ancora: "fare in modo che i rapporti sociali abbiano spessore reale e profondità personale è, a tale riguardo, il contributo che la comunità cristiana si propone di offrire".  Un invito palese a occuparci più dei rapporti umani che di quelli virtuali. 
Intanto, esercitiamoci tutti a stare il meno possibile sugli strumenti tecnologici considerandoli mezzi e non fini, e ad apprezzare la vita vera. Soprattutto, impediamo ai bambini e ai minori di trastullarsi troppo sui tablet. 

San Cornelio e Cipriano

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