23 May 2019

Meglio baciare il rosario che le scarpe agli africani


Giorno di S. Desiderio. Molto si è parlato dell'esposizione del rosario da parte di Salvini alla grande manifestazione sovranista di Milano di sabato scorso. Piovono critiche da tutte le parti, a cominciare dai vescovi,  dalla chiesa bergogliana che quest'anno registra le più alte defezioni del 8 x mille. Sono riuscita a convincere perfino una fervente e osservante cattolica a non versarlo. Ma forse non ho dovuto fare neanche troppa fatica, visti gli atteggiamenti dell'Argentino che riceve Di Maio ma si rifiuta di stringere la mano all'altro vicepremier, il  ministro dell'Interno, perché non apre i porti agli sbarchi.  A proposito, nei comizi di questi giorni Di Maio ha confezionato la palla che i leghisti avrebbero fischiato Bergoglio in piazza Duomo. E lo fa  unicamente per piaggeria verso l'Argentino. 

Bugie. Dal palco non è arrivato nessuna parola di vera riprovazione, semmai è stato il pubblico presente (e io ero tra questi) che ha fatto fischi e buuuuu! solo a sentire nominare Bergoglio: meritati, a mio parere, tenuto conto che ha scelto di scendere nell'agone politico anziché occuparsi di spiritualità.
Qualcuno sa  forse dirmi cosa fa di speciale Bergoglio per meritarsi l'affetto e la stima  degli Italiani credenti e non credenti? Si mette sempre di traverso su tutti i temi che riguardano la nostra sovranità e indipendenza, non fa un discorso di alta levatura spirituale, è sceso in campagna elettorale in modo plateale e non fa mistero di essere  apertamente xenofilo e immigrazionista ad oltranza. Ma vengo ai rosari, alla Beata Vergine Maria e ai santi patroni invocati da Salvini. 

L'Apostata incontra il Traditore

Non si dovrebbe tenere separata la fede dalla politica? (così gli chiede Marco Cremonesi per il Corriere)
Salvini: «Io non capisco. Non si lamentano quando vengono tolti i crocefissi dalle classi o non si festeggia il Natale e il problema sono io che da cattolico non mi vergogno di manifestarlo? Ma anche nella chiesa cominciano a dirlo apertamente in tanti, oggi lo ha fatto il vescovo di Ventimiglia».

Personalmente sono convinta che  la Madonna, Gesù, lo Spirito Santo, Santa Rita da Cascia (ricorreva il suo giorno ieri) invocata nei casi impossibili, e  i vari altri santi patroni, non siano proprietà esclusiva né dei cardinali Parolin e Bassetti (che hanno stigmatizzato Salvini), né di Famiglia Cristiana né di Avvenire né  di varie riviste cattosinistre autoproclamatesi portavoce del vero "Verbo cristiano”.
Vengo alla domanda di Cremonesi ("non si dovrebbe tenere separata la fede  ..."). Perché questa domanda non la fa a qualche imam che approfitta proprio della nostra Repubblica laica per richiedere più moschee,  reclamando il suo diritto/dovere al culto mentre  nei luoghi di lavoro, non sono pochi i lavoratori di confessione islamica che interrompono la loro attività per fare le famose 5 genuflessioni verso la Mecca? 

Ma poi scusate, non vi indigna chi si vergogna dei simboli religiosi cristiani e vuol nasconderli per non urtare la sensibilità di atei e musulmani, chi invoca tendine per coprire crocifissi, santi e madonne al passaggio di funerali laici, chi propone di rimuovere i crocifissi e chi prescrive di professare la propria fede in privato, magari di nascosto, quando non vede nessuno. Non vi indigna che l’intercalare più diffuso sia oggi una bestemmia atroce contro Dio, per non dire di chi smadonna… E invece vi indigna chi ostenta un rosario, chi bacia l’immagine della Madonna e la invoca con tutti i santi nella Campagna elettorale. 

Così si esprime Marcello Veneziani, il quale ci ha ben abituato alla sua attenta e sorvegliata scrittura su "La Verità".


Concludo con una battuta che dovrebbe far riflettere...Meglio baciare il rosario, che baciare i piedi dei dirigenti africani (presumibilmente musulmani) come ha fatto stolidamente quel  tal vescovo di Roma che non sarà soggetto a giudizio  elettorale, ma che dovrà rendere conto all'Eterno dei suoi abusi e della sua apostasia.



19 May 2019

Sogni di indipendenza sotto l'ombrello




Questa è l'immagine che mi rimarrà sempre nel cuore. Pioggia leggera, nuvole, sogni e tanti ombrelli colorati di tanta brava gente che lavora e che si è alzata presto al mattino da ogni parte d'Italia (dal Nord al Centro al Sud)  per essere lì a Milano in Piazza Duomo.  Molti giovani e meno giovani, famiglie con bambini sotto la pioggia, scaldati dal sogno di un'Europa libera, indipendente e sovrana. Che mantenga le sue radici e che rispetti i confini, gli stati-nazione, le specificità dei popoli. 

E' stato un raduno di piazza oceanico e bellissimo quello di poche ore fa. Undici delegazioni sovraniste proveniente da 11 paesi d'Europa  che hanno tenuto ottimi discorsi. 

C'era Jeorg Meuthen portavoce federale dell'Alternative fur Deutschland, con il suo discorso mezzo in inglese e un po' in Italiano.
"Il mio amico Salvini ha già cambiato la politica italiana ed è un esempio per tutti noi. Basta barconi con immigrati illegali, Matteo sa come dire basta e all'Europa servono più Salvini", ha dichiarato Geert Wilders del Partito per la Libertà olandese.
 Quando è toccata a Marine Le Pen, lei con oratoria di grande avvocato,  ha addirittura incendiato i cuori con l'Europa delle cattedrali, degli artisti e dei grandi geni, del patrimonio materiale e immateriale da preservare, dei marchi di fabbrica nazionali da non svendere alle multinazionali ("Questo è il risveglio dei nostri popoli, l'atto fondativo di una rivoluzione pacifica e democratica"). Quattro gatti "antifà" contro Salvini se ne stavano inscimmiati davanti ai banani e alle palme (piantumati con pessimo gusto davanti a una cattedrale gotica che tutti ci invidiano) mentre la polizia presidiava la grata di accesso e non li faceva entrare, per fortuna. La scritta dei loro cartelli era "Restiamo umani". Io passandogli davanti gli ho detto:  "Noi restiamo sovrani. Più umani di così...".

Guadandoli ho commentato con amici: "Vedrete che domani i fake media non avranno niente di meglio da sbattere nelle prime pagine  di questi quattro pirla".  "Non domani" mi ha risposto un'amica, "tra poche ore". E difatti sul treno del rientro mi legge i titoloni di Repubblica dal suo smartphone secondo cui i "balconisti" (cioè quelli che fanno ciondolare dalle finestre uno straccio sporco con qualche lurida scritta) avevano la meglio sui "sovranisti".  Qualcuno mi riferisce che il Corriere ha mostrato un video di cori di disturbo come se dovessero coprire il comizio di Salvini, montato bell'apposta per far vedere che la voce del vicepremier veniva sovrastata. Palle solferiniche! Salvini ha potuto tenere indisturbato il suo discorso. Ma non ragioniam di lor...

Gentiloni e Renzi andavano sempre col cappello in mano dagli stranieri, in casa d'altri, a prendere ordini. Ora sono  i leader di paesi che a loro volta non si sentono liberi (come del resto non lo siamo noi) che vengono da noi con entusiasmo e spirito fraterno verso Salvini, il quale viene acclamato e trattato da vero leader sovranista da cui trarre esempio.  Nemo propheta in patria? Infatti è questa la novità di questa manifestazione unica e singolare nel suo genere.

Sono piacevolmente stupita di notare quanto sia stimato e amato presso i buoni vicini di casa dei partiti identitari ! E nell'ascoltare i loro interventi così cordiali, amichevoli e fraterni non potevo fare a meno di sentirmi a mia volta inorgoglita. Anche Matteo Salvini pareva felice e dimentico delle angherie e di tutte le  cattiverie "alleate" subite in questi giorni. Una boccata d'aria fresca, dato che l'italietta invidiosa e astiosa fatta di tradimenti e di sgambetti alla Di Maio era lontana remota. Lì sul palco sotto la Madonnina dorata Salvini giocava in casa. Lì sul palco circondato dai suoi colleghi europei pensava e ripensava all'Italia con la I maiuscola. Gli altri,  all'Austria da difendere dall'immigrazione, alla Germania da difendere dalla Merkel e da Weidmann, alla Francia da difendere da Macron e dal macronismo. Discutevano di come restare felicemente amici e uniti rimanendo in quelle molteplici specificità e peculiarità che hanno fatto grande questo Continente detto Antico che si tenta di stravolgere con un mercatismo senza regole, con un'immigrazione fuori controllo. Antico, che bella parola! Significa che c'è più storia alle spalle. E dire che lo si vuole "modernizzare" con brutture d'ogni tipo, nel nome del Dio Mercato.

Persino l'Onu ora si è schierata contro il decreto sicurezza dell'Italia trovando  il tempo di "preoccuparsi" di atti ministeriali del nostro Paese. Vien da chiedersi se questa nazione italiana è così pericolosa per gli equilibri del mondo.
Oggi in piazza Duomo ho potuto constatare che avere il coraggio di dire NO agli sbarchi ridotti del 90%, diventa un atto di audacia che fa paura alle élite. Gli esempi vengono facilmente emulati e si teme l'effetto domino da parte delle nazioni e dei popoli.
Il tono di Salvini era stranamente ispirato (qualcuno l'ha  paragonato a Marco d'Aviano) e il discorso è stato meditato bene, proprio da uno come lui,  abituato a fare discorsi a braccio. Nello sfondo i suoi bravi e virtuosi governatori Fontana, Zaia, Fedriga e Fugatti. Con loro, l'immancabile Giorgetti. Attilio Fontana, visibilmente provato da un'influenza in corso e da un'inchiesta giudiziaria che ha tutta l'aria di essere una bolla di sapone,  ha ufficialmente aperto l'evento in qualità di Governatore della Lombardia.
Calenda il piddino, mimetizzato tra la folla come un frate cappuccino tarocco, è venuto a prendere lezioni di amministrazione virtuosa, non senza qualche rosicamento. Per fortuna non l'ho incrociato. 
Gran finale con l'aria della Turandot "Nessun dorma"  quasi a propiziare una vittoria imminente che tutti noi vorremmo per il 26 p.v. 

Dilegua, oh notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!
All'alba vincerò!
Vincerò!
Vinceròoooo!




Marine Le Pen e Matteo Salvini raggianti e sorridenti si rivolgono ai fotografi per l'immancabile foto di rito. Grande emozione collettiva. Sogni, ma anche tangibili segni, di indipendenza in una giornata di un maggio piovigginoso. 

17 May 2019

Sapessi com'è strano darsi appuntamento a Milano



Giorno di S. Pasquale. Ho preso come titolo del post le parole di questa bella canzone di Memo Remigi per dire che oggi più che mai è importante aderire al raduno di Milano. Non è per caso che la magistratura abbia fatto la retata giudiziaria degli amministratori leghisti.   E' iniziato il gran Safari preelettorale. Non è per caso che a pochi giorni dalle europee un omiciattolo come Di Maio, grazie all'aiutino insperato delle toghe si sia montato la testa, dopo essere rimontato un po' nei sondaggi e abbia risvoltato la gabbana perfino sullo spread e sul 3%. Ora fa perfino il ruffiano del rigore e dell'austerità. Non è per caso che Bonafede sia amico di quel magistrato (Davigo) che ebbe a dire che non esistono politici non innocenti ma colpevoli su cui non sono state ancora raccolte le prove. Non è per caso che l'operazione  delle inchieste giudiziarie di queste ore abbia un nome identico ad un programma tv condotto da un pasdaran della sinistra: Piazza Pulita. Prima invece c'era "Mani pulite", slogan preferito di Berlinguer e dei suoi ("Noi siamo il partito delle mani pulite"). Nulla è per caso!
Non è per caso che ora si indaghi perfino sui voli e sopralluoghi di Salvini sugli elicotteri della Polizia, grazie ad una soffiata di Repubblica. Non  è per caso che il fallito buono a nulla Di Maio chiami con disprezzo gli imprenditori, buona parte dei quali sono situati nel Nord produttivo "i prenditori", come se fossero tutti quanti dei predoni.
Non è per caso che si voglia mettere in ginocchio la regione più laboriosa d'Italia, quella che ha dato tanto da mangiare anche anche a  chi  poi sputa nel suo piatto col solito moralismo manettaro e giustizialista.
Non è per caso che lo spin doctor della nuova campagna elettorale pentagrulla sia un giornalista uscito dalle botteghe di Repubblica, Espresso, Limes, (ovvero gruppo De Benedetti-Caracciolo) e il Fatto Quotidiano, ovvero la voce delle procure, un tal Augusto Rubei. 
Nulla è per caso!
Morale: ecco perché è  doveroso andare TUTTI A MILANO.
video: https://www.facebook.com/pg/MarineLePen/videos/?ref=page_internal

Ci saranno oltre allo staff leghista al completo (Giorgetti, Borghi, Bagnai) , Marine Le Pen, Geert Wilders, Strache e tante altre forze indipendentiste le quali  non sopportano  più un'Europa che non vuole nemmeno farci rimpatriare i vari kabobo che commettono crimini efferati. Vogliono impoverirci e non ne fanno mistero, non vogliono che accediamo a cure pubbliche e tagliano gli ospedali, ci vogliono morti (richiamano qui i peggiori assassini che nemmeno nelle galere dei loro paesi li vogliono), usano la magistratura come una sanguinaria ghigliottina contro chi viene liberamente eletto, negandoci persino quella democrazia elettiva che ha fatto grande l' Occidente. Anche l'onestà "manettara" può essere una forma di golpe. 


Non so perché, ma prevedo che con queste trappole giudiziarie poste artatemente sul percorso elettorale,  il consenso verso la causa sovranista aumenterà a dismisura.
Io ci sarò. E darò conto dell'aria che tira, al di là delle mistificazioni fake-mediatiche.

11 May 2019

L'alleanza stallatico-piddiota va in onda al salone di Torino


Molto si è parlato della Fiera del Libro a Torino e delle iniziative censorie prese contro la casa editrice Altaforte. Anch'io come buona parte degli Italiani, fino a ieri non sapevo nemmeno chi fosse  questo editore Altaforte né conoscevo le sue pubblicazioni.  Da quando è stato brutalmente ostracizzato fino ad essere stato cacciato fuori in modo incivile non solo ora lo so, ma credo che aderirò ai "consigli per acquisti" librari promossi da Emanuele Ricucci nel suo blog de il Giornale. Mi riferisco al suo post "Comprate i libri di Altoforte: inizi ora la battaglia di libertà". Davvero non se ne può più di questo clima greve da Polizia del Pensiero in stile  romanzo "Fahrenheit 451".

A proposito, ma i rossi (con tutte le loro 50 sfumature) non erano quelli del VIETATO VIETARE? Intanto ecco sul tema, un altro imperdibile articolo di Veneziani che ormai ci sta abituando fin troppo bene con la sua scrittura e il suo pensiero sopraffini, di cui ne consiglio vivamente la lettura:"Censurati per la proprietà transitiva".
E già che ci siamo, vale la pena di leggere anche quest'altro di Roberto Pecchioli dal titolo Il salone del libro e la democrazia totalitaria.  Meglio di queste due analisi del fenomeno, io non saprei  dire.

Ma torniamo al punto:  il duo Chiamparino-Appendino . Ecco il testo della lettera con la quale Chiara Appendino, sindaca di Torino e Sergio Chiamparino, presidente della Regione, in qualità di soci fondatori hanno chiesto al Circolo dei lettori e a Torino città del libro - gli organizzatori operativi del Salone - di escludere la casa editrice Altaforte:

"Nel centenario della nascita di Primo Levi, la XXXII edizione del Salone del Libro ha presentato un Programma culturale improntato ai valori di pace, accoglienza e ripudio di ogni fascismo, ogni odio etnico e razziale. La casa editrice Altaforte, vicina a idee in odore di fascismo, ha acquistato uno stand che ha subito scatenato le reazioni sdegnate di scrittori, intellettuali, editori, lettori, e una parte consistente della comunità che ogni anno si raccoglie intorno al Salone.
Anche molti espositori destinati a condividere lo spazio con lo stand della casa editrice Altaforte hanno espresso grande turbamento e perplessità.  Anche molti espositori destinati a condividere lo spazio con lo stand della casa editrice Altaforte hanno espresso grande turbamento e perplessità.
Inizialmente abbiamo fatto prevalere le ragioni della contrattualistica privata, ma a fronte di un crescendo di esternazioni fatte dagli animatori della casa editrice Altaforte, alcuni dei quali si definiscono militanti di Casa Pound, esternazioni che hanno turbato e offeso ancora di più i valori intorno a cui si riconosce la comunità del Salone del Libro, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica" (...). E continua...(fonte : Repubblica Torino) .

Ed ecco cosa risponde l'editore Francesco Polacchi che dichiara di non piegarsi al Pensiero Unico: "Quello del Salone è un atto di censura e tutte le forze politiche e i liberi pensatori dovrebbero stigmatizzarlo. La censura degli organizzatori colpisce Altaforte e anche il ministro Salvini perché è per il libro intervista che siamo stati esclusi".

Rieccoci dunque alla solita "reductio ad Benitum",  cavallo di battaglia già tristemente collaudato dalla sinistra nei confronti degli avversari politici, quale che sia la loro provenienza (De Gasperi, Craxi, Berlusconi e ora Salvini: tutti "fascisti").

Coglie la palla al balzo, anche il sempre più rettilesco Di Maio il cui sorrisetto  beffardo e subdolo, e la cui parlantina da maestrina elementare dei Quartieri Spagnoli, comincia a crearmi la stessa irritazione che  avevo per Renzi.
Ora non perde occasione per blaterare ai 4 venti i suoi peana "antifa" contro Salvini, nello zelo di  mostrarsi allineato al pensiero unico. Con tutti i problemi che ha con la Raggi e la sua politica "antiromana ma pro rom",  lui pensa solo a  criticare Salvini.
Sono d'accordo con Giancarlo Giorgetti : questo governo nella sua componente maggioritaria pentagrulla, per come si sta allineando al pensiero sinistro e cattosinistro, ormai è al capolinea e il contratto uscito dal voto del 4 marzo, non esiste più. Perciò, ci rivedremo a Filippi dopo le elezioni. Torino e il suo Salone del libro, hanno di fatto ufficialmente sancito che è già in atto la nuova alleanza giallo-rossa.



Un particolare  che non è stato ancora fatto osservare: toh! chi si rivede?
Direttore della Associazione Italiana Editori (AIE) è quel Ricardo Franco Levi, già stretto collaboratore di Romano Prodi, di cui è stato portavoce durante l'esperienza del primo esecutivo guidato dal Mortadella. Poi, anche quando Prodi fu a capo della Commissione europea a Bruxelles.
Nel secondo governo Prodi, ricevette la delega per l'informazione, la comunicazione e l'editoria nel 15 giugno 2006 e  si distinse per essere stato autore di quel disegno di legge Levi-Prodi   più conosciuto come "decreto ammazzablog".  In seguito quel governo cadde, ma la sua volontà censoria rimase bene impressa  comunque nella memoria della storia della rete. 
In altre parole, da ammazzablog, ad ammazzalibri. Ecco perché ora ce lo ritroviamo a Torino in veste di direttore di una mostra che rimarrà di sicuro la peggiore di quelle finora realizzate. A volte, ritornano...
Piddini e grullini uniti  insieme nella lotta per la censura delle idee e al servizio dei grandi network editoriali contro i piccoli!


07 May 2019

Cul de sac



Si dice quando  ci si trova in una strada senza uscita. Non c'è dubbio che Salvini non avrebbe mai voluto essere trascinato da Conte e da Di Maio nel cul de sac legato al caso Siri. Ma la politica è fatta di imboscate, di agguati, di tradimenti e di coup de théâtre,  e un  Sor Tentenna "non eletto" come Conte (managgia ai non eletti!)  si è trasformato ipso facto in Torquemada. Ora a quanto pare,  si è grillinizzato pure nelle battute come quella dell'"arbitro". Lui no, non l'hanno nominato per fare l'arbitro di calcio, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri che però, invece di avere un ruolo di terzietà tra i due vicepremier, ha deciso di fare proprio, non senza un certo sussiego di parvenu della politica,  il pensiero unico pentagrullo. Uno e penta, penta e uno. 
Intanto Salvini chiuso nel cul de sac deve ingollare serpi avvelenate e rospi, rospi e serpi, con due opzioni: se resiste, resiste. resiste, fa la figura dell'incassatore, figura poco nobile e poco stimata dalla gente in campagna elettorale, un po' come quando al cinema vediamo che il buono e il giusto riceve a tradimento un mucchio di cazzottate. E allora saltiamo sulla sedia e diciamo "che fai? perché non gliele rendi a tua volta?". Se invece si ribella e li manda a quel paese, fa esattamente quello che sperano i 5 stelle: scrollarselo quanto prima di dosso, gettandogli pure la colpa di aver aperto la crisi allo scopo di  aver voluto salvare una "poltrona" di un "corrotto".
E tanto per ingarbugliare ulteriormente le cose, è stata  pure aperta un'inchiesta dalla Procura di Milano sul caso dell'acquisto di una palazzina a Bresso, in provincia di Milano, da parte del povero  Armando Siri, il sottosegretario leghista indagato per una presunta mazzetta. Al momento non ci sono ipotesi di reato né indagati per l'edificio comprato da Siri attraverso un mutuo di 583mila euro acceso con una banca di San Marino.
Insomma in un modo o nell'altro si esige lo scalpo di Siri allo scopo di indebolire la Lega, per chi non lo avesse ancora capito.
Ovviamente se Salvini cederà e consegnerà Siri, sarà l'inizio della fine sua e del suo partito,  e l'allegra brigata pentagrulla continuerà la sua azione ostruzionistica con sempre nuovi tormenti. Niente flat tax perché "non ce la possiamo permettere", niente autonomia regionale "perché non si possono creare regioni di serie A e regioni di serie B". Scusate ma da quando in qua il divario fra il Nord e il Sud, lo creerebbe la Lega? Quello esiste dall'unità di Italia. E lo paghiamo a tutt'oggi, tenuto conto che dalla Cassa del Mezzogiorno siamo passati al Ministero per il Sud (sic!) della grillina Lezzi.
Poi c'è pure Federico Arata, (figlio dell'imprenditore Paolo, indagato con Siri),  il quale sarebbe stato assunto da Giorgetti. E allora già che ci siamo perché non chiedere lo scalpo anche del Richelieu della Lega, che dopotutto è sempre stato inviso a Di Maio?  Pesantissima la confidenza di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Conte e numero due del Carroccio: "Dopo Siri io il prossimo? Non so, può darsi. A turno toccherà a tutti. Io sono tranquillissimo e il governo ha i suoi problemi come potete vedere". (fonte: Libero).

Non  è tutto. C'è un fuoco di sbarramento micidiale quasi quotidiano contro Salvini: la sinistra e i vignettisti che lo ritraggono a testa in giù, modello Piazzale Loreto (non c'è nessuna indagine da parte della magistratura tanto abile nel perseguire  i reati d'opinione "di destra" in queste istigazioni alla violenza). Bergoglio che ogni giorno scaglia strali e invettive contro i "sovranisti" che erigono "muri" e non ponti. C'è la ministra della Difesa  Trenta che umilia le forze armate come nel caso del povero Riccò, il quale si è sdegnosamente ritirato dopo aver subito uno squallido pistolotto dall'Anpi.

La data del 26 maggio non è lontana. E ben sappiamo che votare serve solo a far vedere che non siamo d'accordo con tutte le angherie imposte. Le prossime europee? in un Europarlamento notoriamente senza potere (gli eurodeputati hanno dieci minuti per intervenire), saranno i soliti noti a spartirsi la torta e a imporre i loro diktat del "ce lo dice l'Europa" .
Tuttavia siamo consapevoli che se Siri verrà congedato, il governo non potrà fare finta di "andare avanti" perché "c'è tanto da lavorare" per questo paese.
Ecco dunque i quattro probabili scenari che ci attendono domani, un mercoledi da leoni oppure da pecore, nell'articolo de Il Giornale
Forse il più probabile è proprio il quarto: "diserzione leghista. I ministri della Lega non si presentano al Cdm, Conte revoca Siri. Una crepa politica che difficilmente può essere considerata lite come le (tante) altre. Eppure ci hanno abituato a tutto".

Giorno di S. Domenico

02 May 2019

Quella logora bandiera dell'onestà



Giorno di S. Atanasio. Conte avrebbe dovuto guardare negli occhi Siri per poi decidere nel merito. "A me gli occhi, please!" Ma il prodigio non è avvenuto. In realtà ci sono carte da esaminare e lui come avvocato sa che per analizzare attentamente i  documenti ci vuole del tempo. Meglio allora soprassedere. Secondo l'inchiesta di  Giacomo Amadori ("La Verità" 1 maggio") non solo non si è trovato la frase incriminata "questo affare ci è costato 30.000 euro", ma non c'è nemmeno l'audio dell'intercettazione. Dal testo non emergerebbe né un'offerta né una donazione a Siri. A questo punto i giornali come il Corriere hanno dovuto ricorrere al riassuntino senza virgolette, dove più o meno si ribadisce la solita verità senza  però citarla testualmente. "La realtà è che le uniche manine che hanno operato in questa vicenda sono quelle che hanno manipolato l'intercettazione autentica spacciandola ai lettori come una condanna definitiva. Ma di chi è la colpa? " è la conclusione di Amadori. 
Corriere, Repubblica e Messaggero sono stati imboccati da qualche inquirente o viceversa hanno rielaborato una frase generica di un pm, schiaffandola tra virgolette?
Comunque sia, c'è un fatto. Ultimamente Di Maio non fa che agitare nervosamente la bandiera logora e lacera dell'"onestà", con quello che è diventato quasi uno slogan compulsivo "Siri si deve dimettere, Siri se ne deve andare" "Lo accompagnerò io stesso alla porta".
Vi ricordate? Onestà! onestà! era l'urlo pentagrullo che echeggiava  per le aule parlamentari. Vale la pena di ricordargli che è una bandieruccia che non sposta voti, ex aequo come la "lotta alla corrruzzione".   In politica bisogna innanzitutto essere bravi, capaci, intelligenti,coraggiosi e  nel contempo prudenti; soprattutto  in grado di portare a casa dei successi...Poi, certo,  anche onesti. Ma onestà e inettitudine è un binomio che non va da nessuna parte. L'avrà mai letto Di Maio, Machiavelli? Dubito.

"Alla Lega ci pensa la Lega" è stata la risposta lapidaria di Salvini. Ma è di queste ore la proposta che suona piuttosto ultimativa, di Giorgetti:"Siri, al momento, resta lì. Senza deleghe".
Una  decisione unilaterale del premier, su impulso di Di Maio, romperebbe gli equilibri della coalizione, forse in modo irreversibile. E perché, comunque, come spiega en passant lo stesso Giorgetti, la carica di Siri al momento è piuttosto formale, avendogli Toninelli ritirato le deleghe. Dunque, sarebbe il ragionamento che in queste ore gli emissari di Salvini starebbero facendo a Palazzo Chigi, non ha senso forzare la mano e «scollare» dalla poltrona un sottosegretario senza più poteri. (fonte Corriere). 
Infine, Giorgetti chiosa così: "È chiaro che se si fa politica si è, quasi quotidianamente, sotto l’attacco degli avversari politici e non solo. È una cosa da mettere in conto per chi fa politica". Battuta, questa rivolta anche a se stesso,  già nel mirino per il caso Arata.

Frattanto Salvini è stato accolto a Civitavecchia da uno striscione dei militanti leghisti che recitava: «Milioni di italiani presunti colpevoli? Io sto con Siri».


 La verità è che lo "scandalo mutande verdi" del povero Cota ha fatto scuola. Non c'era traccia di colpevolezza in quel poveretto, uomo timido e gentile poi prosciolto da ogni accusa, vittima di uno scandaletto mediatico montato ad arte.  Ma intanto riuscirono a togliergli la carica (regolarmente eletta ed elettiva) di governatore alla Regione Piemonte, per conferirla a Chiamparino, uomo del PD e legato a Banca Intesa. Scenari tristemente déjà vu.
Quand'è che si cambia?
Mancano 24 giorni alle elezioni europee: aspettiamocene ancora delle belle!

24 April 2019

Troppi fronti che scottano!



Rieccomi, dopo la tregua pasquale che tregua non è stata. Confesso che mi è passata la voglia di scrivere e di commentare i massacri sempre più frequenti ai quali assistiamo pressoché impotenti. Tutti hanno assistito all'ecatombe di ben 360 vittime CRISTIANE nello Sri Lanka in quello che ormai passerà alla storia come la strage di Pasqua. Ecco, ora l'ho scritto, e lo scriverò a caratteri cubitali,  in barba al politicamente demenziale che vorrebbe  farci dire "adoratori della Pasqua" ("Easter worshippers"). Pare che Obama e la Clinton abbiano tentato di diffondere questo orribile neologismo come se i fanatici esaltati fuori di testa, fossero quelli che ci hanno lasciato la pelle, ridotta a brandelli, con disjecta membra per tutte le chiese. Del resto,   non bastavano le bare, da tanti corpi c'erano. Abbiamo assistito ai 3 minuti di camomilla  matricaria voluti da Bergoglio, il quale ha liquidato un massacro di questa portata, una tragedia su scala mondiale, senza mai usare il termine "terrorismo islamico" né "vittime cristiane".  Non più di 3 minuti. Oramai è  già bell'e pronta la religione unica basata sul "dialogo interreligioso" da lui  voluta e propugnata. Perciò guai a chi parla di "scontro di confessioni" che peraltro c'è e si vede,  ma non se ne deve nemmeno accennare ( e lui è appena stato in Marocco) per non urtare certe "sensibilità" islamiche.  In compenso non ha rinunciato a torturarci (sì, perché ormai è una vera e propria tortura morale e psicologica) con gli "immigrati", le "vittime dei barconi", i "naufraghi" e via  squadernando. E questo anche  e soprattutto per tutti i giorni della settimana santa (vedere  sua Via Crucis immigrazionista).
 In realtà, la vera Via Crucis, costui la fa rivivere e soffrire agli italiani.  Colpiti dal mantra del "più ponti e meno muri", pare che dalla Libia con furore,  ci siano  quelli che  si vogliono far passare ad ogni costo per "profughi di guerra".  Prima si parlava di 800 mila, ora di 100 mila. E chissà perché, tutti in Italia, anche se dichiarano che vorrebbero andare altrove in Europa.



Sul fronte interno, abbiamo Di Maio  il Pentagrullo che vorrebbe il povero Siri al gabbio, buttare giù Giorgetti, riaprire le frontiere per i poveri clandestini e redarguire Salvini perché fa alleanze in vista delle Europee, con le forze contrarie all'immigrazione (Orban in testa).  "Bisogna che Salvini convinca Orban ad accettare la redistribuzione di quote di immigrati". Urca! che gran pensata, la sua! Chi gliel'ha suggerita? Il papa argentino?
 Insomma a Salvini, il ruolo di "convertire" chi non si piega alla politica dei "ponti spalancati".  Altrimenti non è un buon cristiano. Senza contare  che qualche giorno fa Toninelli senza nemmeno avvertire gli alleati di governo ha immediatamente tolto le deleghe del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture al sottosegretario Siri. Domandina maliziosa: chi glielo ha suggerito a Tontinelli, di passare così brutalmente alle via di fatto?
Domani poi si celebrerà l'unica religione inconfutabile e intoccabile d'Italia: l'antifascismo con l'immancabile 25 aprile, e pare che anche lì i  pentagrulli si stiano mettendo di traverso per contrastare Salvini, il quale non andrà alle loro processioni "rosse".
Il M5 stelle, in realtà,  ha già ricevuto ordini precisi di scuderia dalle consorterie finanziarie: TRADIRE, destabilizzare, creare un perpetuo moto sussultorio, in modo da indurre all'irrilevanza l'alleato. Nell'ombra, la solita magistratura che tira le fila.  Scenario già visto, e arcivisto. Déjà vu. Per questo mi è passata la voglia di commentare.

L'arzillo prof. Becchi, per contro ha scritto una letterina confidenziale a Salvini su Libero dove gli consiglia di agire prima di venire cucinato a dovere dai nuovi tirapiedi dei bancarottieri, lettera che inizia col "Caro Amico ti scrivo, così mi distraggo un po''...
Vale la pena di darci un'occhiata: lui sì che li conosce bene, i pentagrulli!

24 aprile, giorno di S. Fedele

*******************************************************************

Aggiornamento di oggi 25 aprile su La Verità. L'intercettazione ai danni di Armando Siri è falsa e non esisterebbe nemmeno l'audio.  Il Corriere l'ha sparata in prima pagina seguito a ruota da tutti gli altri giornali.  Ormai i processi contro i politici non graditi li fanno i giornali.


Lo scoop di Belpietro (ma si sapeva che c'era del marcio contro Siri)

19 April 2019

Resurrezione



Collocata nella cappella Badoer e storicamente attribuita all'artista Paolo Veronese (nato Paolo Caliari a Verona  1528 e morto a Venezia 1588)  questa Resurrezione di Cristo è stata posta in dubbio come opera sostanzialmente autografa da una parte della critica. In anni più recenti è prevalsa tuttavia la tendenza a riconoscere nel dipinto una realizzazione tipica dell'ultima fase dell'artista in cui egli rielabora modelli già adottati per composizioni dello stesso soggetto. La varie posture in cui sono raffigurati i soldati intorno al sepolcro rende efficacemente la loro scomposta reazione all'evento miracoloso che spinge addirittura il milite in secondo piano sulla destra a brandire l'alabarda contro la figura di Cristo risorto. Questa raffigurata in posa sinuosa e con le braccia allargate a reggere il vessillo segno del trionfo sulla morte è connotata di una forza dinamica che ne accentua il movimento verso l'alto. (da Venetocultura) . 

Dovremmo essere sempre più attenti e offrire la nostra amorevole custodia e cura a questi gioielli dell'arte di cui dovremmo andare fieri, prima che ci vengano brutalmente sottratti. Questa settimana abbiamo già dovuto sopportare prove terribili: una delle più importanti cattedrali d'Europa in preda alle fiamme, un papa (usurpatore) che riceve  con tutti gli onori in Vaticano leader abortisti, ma sbarra le porte a Salvini, raccoglie una Via Crucis contro di lui e i porti chiusi, senza nessun rispetto per la volontà di quegli italiani che cercano solo di preservarsi in quanto tali, vivendo in Pace e Sicurezza. In altre parole trasforma uno dei più importanti riti liturgici della cristianità in una divisiva manifestazione a pugno chiuso. Manca solo la bandiera rossa, gli slogan ci sono già. Mi fermo qui per non avvelenarci ulteriormente quel che resta di questi giorni che dovrebbero essere i più luminosi dell'anno, invitandovi a volgere il vostro sguardo altrove dove c'è ancora qualche lembo di serenità e  di gioia.


Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

16 April 2019

Il falò di Notre-Dame


Giorno di Santa Bernadette, in attesa di miracoli che non ci sono. Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno. E' questa la frase iniziale del film di Mel Gibson "Apocalypto", frase che si adatta benissimo a quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi in queste ore a proposito della cattedrale di Notre Dame. Che sia incuria per le impalcature di legno, che pare fosse una "foresta interna", o incendio doloso, c'è chi in queste ore mette faccine sorridenti e compiaciute sui social. E indovinate  un po' chi sono...
Hanno già dichiarato che trattasi di incidente: troppo presto! Del resto, non mi piace per nulla questo timore reverenziale nel depistare  il tutto sull' "incidente" delle impalcature di legno che prendono fuoco. Troppo presto! Non dico che in poche ore bisogna acciuffare i responsabili, ma nemmeno sposare in quattro e quattr'otto "tesi rassicuranti". A costo di sembrare paranoica, mi pare che la coincidenza con la settimana santa di Pasqua non sia propriamente fortuita. Mi pare che l'aver già acciuffato quattro giorni fa una terrorista islamica che ha tentato di bruciarla sia indicativo.  Mi pare che l'aver lasciato i lavori di restauro bloccati per mancanza di fondi,  e  quindi bloccati dal famoso 3 per cento di Maastricht (la cosiddetta austerity) sia altrettanto sintomatico.
Quale miserabile destino per le nazioni un tempo grandiose? Il 3 per cento. 
Del resto gli islamici già tentarono di farla esplodere nel 2016. Senza contare che la tesi del "non dobbiamo creare falsi allarmi" è la più sposata da media che viceversa non si fanno scrupoli quando si tratta di  rovinare la vita a qualche povero innocente. Stringe il cuore vedere che mentre Nostra Signora di Parigi brucia, la gente si inginocchia, prega e a l'Ile de la Cité, intona cantici religiosi che forse avrebbe fatto bene a ricordare prima della tragedia.

Stenio Solinas su Il Giornale ricorda che lo scrittore non conformista Dominique Venner scelse proprio Notre Dame per compiere il suo disperato gesto di suicidio. "Era il suo modo di dire addio a una «certa idea» della Francia e dell'Europa, una nazione e un continente di cui si ostinavano a rimanere in piedi i monumenti, ma si era nei secoli disseccata la linfa; una protesta e, insieme, una rivendicazione perché le ragioni per vivere e le ragioni per morire sono spesso le stesse e quando le parole sembrano risultare impotenti, è necessario un atto per esprimere ciò che si prova".

Pare che in queste ore l'incendio sia stato domato. Ma reggerà la struttura scheletrica rimasta in piedi? Intanto come per tutte le vere tragedie, arrivano gli esperti fasulli. Ieri la Rai manda in onda sul"approfondimento" (sic) il Post sul secondo canale, con ospite l'"esperto" Broccoli (nomen/omen). Arriva il fuoco di sbarramento delle parole inutili, le promesse che Notre Dame risorgerà dalle sue ceneri come La Fenice (quella di Venezia), e via con le solite frasi di circostanza.

Si è abbattuta per prima la guglia (flèche) con la croce di Nostra Signora divorata dalle fiamme, e questo è certamente un cattivo presagio.
"Quel fuoco - conclude Solinas -  ci ricorda, comunque, che nella storia europea nulla è dato per scontato, che più ci si ostina a considerare ciò che si è stati come un mero reperto archeologico, più esso si vendica infliggendoci le ferite più profonde. Quelle che non si cicatrizzano".

Tre di questi splendidi rosoni  del XIII sec. sono andati distrutti. Resta solo quello a Est

Una conclusione che faccio mia, nonostante non me la senta di sposare appieno la sola tesi dell'incuria e dell'"incidente". Specie per un paese come la Francia che ha intorbidito e confuso ben prima di noi la nozione di "autoctono" e di "allogeno". Di "hostis" (nemici esterni, secondo i latini) e di "inimicus" (nemici interni).
Fatto si è che questa Europa ci ha reso tutti quanti più poveri, più insicuri e più vulnerabili.  E i famosi "patrimoni dell'Umanità" voluti e pretesi a sé dall'Unesco, sono più esposti che mai alla disumanità e alla barbarie. 

14 April 2019

Di vergogna in vergogna!




Domenica della Palme. Siamo così abituati alle sortite imbarazzanti di Bergoglio, che ormai facciamo persino fatica a rintuzzarle. Una cosa è certa: le élites sembrano farlo bell'apposta a far perdere credibilità nei loro servitori.  Alla commissione europea ci mettono un ubriacone che non sta in piedi, e nel Vaticano ci mettono un ciarlatano (rima non voluta) e commediante.  Il sor Pampurio argentino discetta di tutto e su tutto, fuorché di Fede e di Cristianesimo. Parla di sesso, di telefonini, di bullismo, di femminicidi... Ma l'argomaento più ripetitivo e, detto fuori di metafora, scassapalle,  sono i "migranti". Immigrati, migranti, profughi, rifugiati, "il diversamente etnico" è bello, la cultura si arricchisce degli apporti dei diversamente etnici, e via con il glossario ONUcomunista sull'accoglienza   e degli accoglioni che dovremmo  essere tutti noi, pena, la scomunica.  Ogni volta che  sembra superare la soglia della sopportazione creando  un voluto sconcerto, tira fuori una bestialità ancora peggiore della precedente. E il bello che nessuno dentro e fuori le mura vaticane, lo ferma.  Se non ci sono parole, bastano le immagini  a lasciarci di stucco:  alza le corna nelle Filippine, genuflessioni e prosternazioni fino a baciare i piedi a due sudanesi (ci sono le foto), lavaggio di piedi ai mussulmani, pollice alzato alla rivista Rolling Stone quasi a fare il rockettaro che dice "All Right", senza contare il fatto che secondo lui "la mafia nigeriana non esiste", perché saremmo stati noi a insegnarla agli africani. E via delirando, proprio come i veri mafiosi per cui la mafia non esiste. Si può errare, non si deve aberrare. Ma ne dobbiamo vedere ancora? E ne dobbiamo sentire ancora? Faccio perfino fatica a tenere il conto delle sue ben meschine figure.
Non so se l'ultima riflessione di papa Ratzinger  sulla crisi del sacerdozio, sulla sodomia nel clero, le lobby omosessuali, fino allo scandalo della pedofilia nella chiesa, contaminata  dal permissivismo sessuale diffusosi nel '68, sia solo un dignitoso tentativo di voler raddrizzare la barra del timone, salvandola da questa deriva. Non è escluso che qualche anima pia mossa a pietà per come il Pampero sta conciando per le feste la chiesa, abbia chiesto il suo supporto teologico. Fatto si è che dev'essere stato consultato da qualcuno che lo ha pregato di dire "qualcosa di cristiano", dato che non se ne può più di eresie e castronerie d'ogni tipo.  Non concordo con chi si limita a credere che Benedetto XVI abbia scritto su ordinazione di Bergoglio. Sarebbe come umiliare Ratzinger a "ghost writer" dell'argentino, ignorando che il primo ebbe già a scrivere e a impartire un documento alto come la lectio magistralis a Ratisbona sull'islam, religione incapace di coniugare "fede e ragione". Con tutte le conseguenze che si tirò addosso da parte del mondo islamico, ma anche di alcune élites ebraiche nonché della stessa sinistra che sempre gli diede addosso, dileggiandolo con quello spregevole sopranome di "pastore tedesco".    
Poi, se anche ambienti della chiesa non propriamente organici a Bergoglio lo avessero consultato per fargli scrivere "qualcosa di cristiano", è la dimostrazione pratica che l'Argentino non sa parlare, non sa scrivere e mostra di essere pure di un'ignoranza sesquipedale non solo teologico-filosofica, ma pure di  quegli argomenti politici  di cui si picca  essere competente, e che invece tratta rozzamente, privo di ogni cognizione di causa. Come quella sortita sul "Gesù Cristo migrante". Giuseppe e la sua famiglia che riparano a Betlemme  per sottrarsi al censimento non è un "migrante",  ma al contrario tornò a casa propria: chiunque lo sa,  ma c'è chi mistifica  banalmente pro domo sua,  persino le sacre scritture.


Papa Ratzinger con la palma intrecciata (i parmureli di San Remo)


Benedetto XVI è tornato a impugnare la penna con la sua consueta chiarezza cristallina e con un testo mirabile contro il '68 e i suoi effetti nefasti tra i religiosi (ma anche tra i laici).  Altro che "formidabili quegli anni"!  Terribili, semmai e capaci di corrompere  con ogni mezzo la gioventù col dogma imperativo di sesso, droga e rock 'n roll, con l'aggiunta di ideologie radicali e marxiste  (altre droghe!) che si protraggono fino ai nostri giorni.  
Qui sulla Nuova Bussola una sintesi della sua riflessione in 18 pagine scritte per un periodico bavarese e rilanciata e tradotta in italiano per il Corriere della Sera.  E qui il  suo  testo integrale. I suoi punti cardinali tornano ad essere quelli  di sempre, già presenti in altre sue scritture.
Fede e ragione, equilibrio e saggezza, lotta al relativismo e al nichilismo,  sono ancora i motivi che lo hanno sospinto a riprendere in mano la penna (cosa che non ha mai abbandonato) insieme alle sue letture.  I fautori della chiesa "progressista", pare non abbiano gradito. Si va dal teologo Andrea Grillo, che ha parlato di "appunti confusi", alla giornalista Stefania Falasca, giornalista vaticanista di "Avvenire",  che ha twittato ricordando come un "vescovo emerito" non debba "interferire in nulla nella guida della diocesi...".  
Va bene però per il giornale della CEI,  "interferire" per portarlo via in elicottero, sbarrare il portale delle stanze vaticane e pensionarlo prima del tempo, lasciando  irrisolto un giallo che rimarrà negli annali di Storia e impresso nelle nostre coscienze.  

E' ormai chiaro che il pretesto della vecchiaia con i suoi affaticamenti fisici (ingravesciente aetate) nascondesse dell'altro. Qualche storico dovrà pur dipanarci questa matassa in modo credibile.
Ma intanto, buona domenica delle Palme!

08 April 2019

Di Maio e il calcio dell'asino




Giorno di San Walter. Di Maio dev'essere in stato di stress da insuccesso.  E non c'è come l'insuccesso che alla fine dà alla testa. Le elezioni europee sono quasi alle porte e le prove di elezioni locali sono andate male. Che fare allora? Un bel coup de théatre (napoletano) per mettersi mediaticamente in mostra. Di Maio con quella battuta sulle alleanze "negazioniste" dell' Olocausto di Salvini in Europa, ha dato la riprova della sua provenienza professionale: un venditore di bibite allo stadio di Napoli. Intanto a Vinitaly dove ha voluto presenziare ugualmente per fare passerella elettorale (nonostante il sindaco leghista Sboarina, glielo avesse sconsigliato), nessuno se l'è filato più di tanto. Verona non perdona. E la sua battuta sugli "sfigati" del forum delle famiglie durante i giorni del Congresso, rimarrà impressa nel suo curriculum di politicante privo di spessore. La cassettina delle bibite potrebbe essere più vicina e a portata di mano che mai. Dopotutto il mondo è fatto a scale e a Verona (città, guarda caso,  dell'antica signoria della Scala) la sua battutaccia contro il Convegno da lui definito "medievale" delle famiglie potrebbe segnare l'inizio della sua discesa.
Ormai non si conta più lo sconcerto che ogni sortita di Giggino, comporta. Ora si fa garante della flat tax, cavallo di battaglia della Lega sul famoso "contratto",  diminuendo però la platea dei beneficiari, perché  tutto sommato da vetero-comunistuccio qual è "anche i ricchi devono piangere".  Resta da capire per il  neo "cassettaro del Mezzogiorno" cosa intenda per "ricchi". Di Maio cerca di smarcarsi dalla Lega, ma per farlo alla fin fine dà il famoso calcio dell'asino a Salvini, tipico dei maramaldi.  Perciò se le elezioni europee dovessero tributare ulteriori successi per la coalizione sovranista messa in piedi da Salvini, è bene che quest'ultimo risponda quanto prima con la disarcionata del cavallo pazzo, quello che nei rodei butta per aria e fa cadere con il sedere per terra, gli improvvidi cavallerizzi. Come non lo so, tenuto conto che c'è sempre la variante Mattarella, sul quale lo stesso Di Maio ha dichiarato che rappresenta per lui "un'assicurazione sulla vita", il quale non scioglierebbe mai le camere.
Il Movimento 5 stelle si rivela sempre più un ologramma falsamente sovranista e populista ad uso elettori gonzi. I quali ormai se ne sono accorti e lo puniscono erodendogli sistematicamente consenso.
Non vorrei che questo governo giallo-verde (in verità sempre più giallo come l'itterizia da invidia di cui è in preda Di Maio), fosse alla fin fine il governo del "ce lo dice l'Europa".
Pensioni tagliate? Ce lo dice l'Europa: fatto! Ci sarà la sorpresa a giugno. Contro il ceto medio, naturalmente.
Farmaco triptorelina che inibisce la crescita e fa cambiare sesso agli adolescenti?  Ce lo chiede l'Europa. Fatto! 
Propaganda LGBT tra le Forze Armate e matrimoni gay in uniforme? Piace alla Ue.  Fatto!
La ministra Grillo, emula della Vispa Teresa Lorenzin, sta anche pensando all'eutanasia e l'unica speranza per Salvini per impedirla è che non è nel "contratto". Un po' poco, attaccarsi alla carta.

La Ue sarà contenta, molto contenta dell'"alternativa". Quel che non riesce a fare il PD lo può fare il M5s. Dopotutto, come disse l'ambasciatore dem Phillips  è la forza del "cambiamento". Per ora, solo quello di sesso contemplato nella  triptorelina. 
A proposito, c'è un giallo su dove andranno a sedersi i 5 stalle nell'emiciclo europeo. L'ultima volta dovevano sedere insieme a Nigel Farage dell'Ukip, ma poi si spaventarono e sedettero indovinate  un po' dove? Nell'ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa),  il partito di Verhofstadt e  di Monti,  ovvero il partito più eurocratico e mondialista che ci sia. 

Ora invece, se continua col super-Slurp alla Merkel, Giggino potrebbe ottenere uno strapuntino nel PPE. Ovvero, quello che fu il partito di Barroso. Dopotutto, sempre in preda alla sindrome da insuccesso, è appena stato da Fabio Strazio a dare rassicurazioni sul suo conclamato "europeismo". 

Salvini a Verona a Vinitaly abbraccia una signora che gli chiede quando mollerà Di Maio
Intanto al Vinitaly di Verona, Matteo Salvini si è fermato come di consueto a salutare i numerosi fans e supporter. Tra selfie e abbracci, è spuntata una signora che gli ha detto: “Basta con Di Maio. Quando lo molli? dopo le Europee, vero?”.
I due  vice- premier non si sono incontrati. Uno era allo stand degustazione vini del Nord, l'altro a quello dei vini del Sud.
Il vino, con ogni evidenza , non li ha uniti. 

04 April 2019

"Con l'aggravante dell'odio razziale"


Giorno di S. Isidoro. Le giornate si allungano sempre più , dato che  adesso c'è l'ora legale. E a Torre Maura, gli abitanti delle periferie  romane non hanno fatto in tempo a protestare contro la pessima iniziativa della Raggi di voler scaricare i 70 zingari (pardon, rom che poi significa "uomo") nel rione -  non hanno fatto in tempo a farli sgombrare, che è già scattata la denuncia dei magistrati sorosiani contro gli abitanti, rei di voler difendere le loro abitazioni dopo  aver respinto l'iniziativa della  giovin sindaca (ne pensasse una buona!).. Con l'aggravante del solito "odio razziale". Difendere le proprie abitazioni è considerato "odio razziale".Uccidere e scannare un italiano proprio in quanto italiano e per di più dall'aria felice, invece si può fare. Forse a Torino il marocchino Said era "depresso" e non "razzista". Al Telegiornale l'hanno addirittura presentato come un invidioso delle felicità altrui, con tanto di psicologo pronto a giustificarne il disturbo, e la Caritas l'ha già definito una "vittima" della depressione migratoria.  Per lui non ci sarà mai l'"aggravante di odio razziale", perché odiare il bianco, cristiano e italiano e sopprimerlo,  non è reato. 

Vivisezionare una povera ragazza come Pamela e metterne le disjecta membra in due valige trolley, fa parte delle loro cannibalesche tradizioni. Ammazzare una pensionata 79enne colpevole solo di aver offerto acqua a due immigrati che si fingevano "assetati", è quasi diventato robetta da nulla. La poveretta - ahimé - ha applicato il cristianissimo "dar da bere agli assetati" e tanto è bastato ai malintenzionati,   per rapinarla e per ucciderla a bottigliate in testa.  Non è  considerato un reato grave, per i soliti magistrati che hanno comminato una ridicola pena di 8 anni agli assassini. Devono "reinserirsi" dopotutto. E la poveretta, dopotutto,  era già una signora in età avanzata. Quindi scatta subito il "razzismo anagrafico", quello che nessuno vede, e di cui nessuno parla nonostante l'ecatombe dei poveri pensionati torturati, derubati e uccisi a casa loro. La legge a loro difesa non c'è, o se c'è non si applica. Sono pensioni in meno da erogare, in fin dei conti: è questo il cinico calcolo?


Ci vogliono incattivire ad ogni costo. Perché un popolo che non ha più legge, né tetto, né limiti, né confini non può che arrabbiarsi.
Nelle periferie romane, milanesi, torinesi, riflettevo sulla veridicità del  termine "cattivo" (captivus). E cioè prigioniero.  Chi già vive una situazione di pesante disagio, di mancanza di servizi e di degrado non può che sentirsi in "cattività" permanente. E allora che fanno gli illuminati? Gli scaricano addosso altre situazioni pesanti di promiscuità coatta e di mancanza di legalità permanente?
Gli "accoglioni" de sinistra si ritrovano nei luoghi più esclusivi, abitano ai Parioli o al Gianicolo, o sull'Appia antica e scaricano addosso alle periferie, il peso del degrado che non tollererebbero nemmeno per 24 ore. Li abbiamo già visti all'opera "quelli dell'accoglienza ad ogni costo", quando provarono a toccargli Capalbio.

Ieri era Tor Sapienza, oggi è Torre Maura. In passato  a Tor di Quinto la signora Giovanna Reggiani, moglie di un ammiraglio fu uccisa dal "rom" (zingaro, gitano, nomade, tzigano) Mailat, che le usò violenza e la ammazzò a colpi di pietra in testa. Ce ne siamo già dimenticati?

Difendersi non è "razzista". Difendere il proprio habitat territoriale e garantirsi il controllo del proprio ambiente è il primo dovere di ogni buon cittadino. E smettiamola ogni volta che un cittadino si ribella di spolverare e rispolverare "l'aggravante dell'odio razziale", e  viceversa di farlo passare in cavalleria con noi italiani,  quando è sempre più palese che queste élites ci vogliono morti, per ogni dì che passa.

I casi Pamela, Desirée, Stefano Leo, Vanessa Russo (uccisa sulla metropolitana di Roma), Ermes Mattielli,  docent. E ce ne sono quotidianamente tanti e tanti altri. Troppi.

02 April 2019

Non è un Pesce d'Aprile




Ieri giorno di S.Ugo, più conosciuto come il giorno del Pesce d'Aprile, mi capita sotto il naso questa fotografia. Lì per lì ho pensato al classico pesce per saggiare le reazioni. O forse per dare una risposta a quei "cattivacci" di Verona, a cui hanno fatto in modo di far saltare il convegno, senza riuscirci. Poi mi accorgo che la fotografia delle due "ufficiale" (o ufficialesse) della Marina Militare erano accompagnate dal tweet  di congratulazioni della Ministra della Difesa Elisabetta Trenta, quella che è successa alla Pinotti. Ho sempre espresso le mie perplessità nel delegare un ministero di peso come quello della  Difesa (e quindi  delegato alla sicurezza, all'incolumità e  alla sovranità dei nostri confini) ad una donna, e difatti  non mi sono sbagliata. "In quanto donna" come si dice nel pessimo slang femminese, è certamente più sensibile alle cosiddette "minoranze discriminate" (Yawn! Groan! onomatopee che nei fumetti esprimono "sbadiglio"). Ed è per questo che le ministre-minestre le piazzano oramai in tutti i ministeri di peso.

Rosa Maria Mogavero e Lorella Cipro hanno detto «sì» in divisa a La Spezia, attraversando la tradizionale galleria di spade fatta dai colleghi in uniforme con pioggia di petali di rosa e di chicchi di riso. «Si amano e hanno coronato il loro sogno - si legge accanto all'immagine postata . E lo hanno fatto così, in alta uniforme come se fosse scontato, semplice, naturale. E lo era davvero perché quando si festeggia insieme l'amore, con amici e parenti, tutto diventa naturale». L'immagine è diventata virale ed è stata condivisa da migliaia di persone. Così ci informa "Il Giornale". Ed ecco il testo del commento della Ministra comparso  sui social sotto la fotografia delle due sposine:

«Volevo rivolgere i miei più sinceri auguri a Lorella e Rosy, i nostri due marinai che il 31 marzo hanno celebrato la loro unione». «Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello con le famiglie riunite e tanta gioia nei vostri sguardi. Lorella e Rosy sono l'esempio di un'importante evoluzione culturale, nelle forze armate e nel nostro Paese. Auguri ragazze!». 

Mi pare fin troppo chiaro che questa immagine rappresenta un mega spot contro Verona e le sue istanze. Tanto più che reca la firma di una ministra del M5s per conferirle un'ufficialità governativa.

La cosiddetta '"evoluzione culturale nelle forze armate del nostro Paese" a quanto pare è stata progettata al tavolino, tenuto conto che ci sono già stati dei precedenti. Pare infatti che nel 2016 fosse già accaduto  a Piombino, quando il sottotenente di vascello Antonio Cuturi aveva «sposato» il collega Umberto Granata. Se questa non è una pensata al tavolino per fare implodere più in fretta quel che resta delle nostre Forze Armate, mi chiedo cos'altro è.
Questo governo giallo-verde a quanto pare è sempre più in preda all'itterizia, quella che rende gialli  in volto.
Che ne dite, ad esempio,  dell'assenso della ministra della Salute Giulia  Grillo  che accetta la  triptorelina, un  farmaco antitumorale usato anche per "sospendere" lo sviluppo puberale e permettere così l'eventuale cambio di genere? E fanno due enormi errori da parte del governo del cosiddetto "cambiamento" (in questo caso, anche di sesso).


Poi c'è stato il terzo errore da parte di Salvini nel passare in fretta  nel giro di poche ore dallo Zenit al Nadir in  materia di cittadinanza. Prima fa credere di non essere obbligato a  dare una cittadinanza a Rami l'egiziano (o Ramy) per via della fedina poco pulita del padre, poi pateticamente dichiara che per lui Rami è come fosse un figlio e gliela concede. Una mossa che gli elettori della Lega non hanno per nulla gradito.  Ma questo rispetto alle "due signore ministre"  di  cui sopra, è ancora un peccatuccio veniale. 
Ricordo, però,  a chi se ne fosse dimenticato,  che gli Italiani si sono già turati il naso per oltre 50 anni con la DC ( allora c'era il  mondo suddiviso in due blocchi, il comunismo a Est e la Cortina di ferro).  Per una dozzina di anni con Berlusconi (c'era come alternativa,  solo la  "gioiosa macchina da guerra", cioè il comunismo riciclato dopo la Caduta del Muro). E ora? 
Dovremmo sopportare la nuova sòla del "migliore dei governi possibili" che ti costringe un'altra volta a stare in apnea coi turamenti di naso?
Salvini sappia che le boiate a 5 stelle, a lungo andare si riverbereranno anche su di lui. Perciò c'è un limite anche alla pratica dei  "nasi turati". Noi Italiani in materia, abbiamo già dato. 

28 March 2019

Famiglie in congresso a Verona




Giorno di S. Sisto III Papa. Ricevo numerose newsletter da parte di associazionii cattoliche per la protezione della famiglia. Firmo molte petizioni on line su temi eticamente sensibili come lo stop alle propagande gender in tv e nelle scuole. Contro gli uteri in affitto e a favore di famiglie che si sentono sempre più minacciate nella loro normalità (cioè costituite da un padre e una madre). So che a breve a Verona  (dal 29 al 31 marzo) ci sarà il Congresso Mondiale delle Famiglie e già i detrattori di famiglie composte da normalissimi padre, madre con figli che non portano una sigla Genitore A, Genitore B o Genitore 1 e Genitore 2, affilano le loro armi e sono già sul piede di guerra. Giusto l'altra sera ho intravisto quella faccia poco intelligente (fronte bassa, sguardo accigliato, eloquio lagnoso) della Boldrini che miagolava contro il "Medio Evo" di una simile iniziativa, perché "offende la dignità della donna", scagliando invettive contro il ministro Lorenzo Fontana e il ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti, che partecipano all'evento. E, sempre dall’Italia, ci saranno Giorgia Meloni, il senatore della Lega Simone Pillon, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina.
Secondo il Boldrinipensiero (ma esiste?)  avrebbero fatto malissimo questi uomini di governo a "metterci sopra il cappello". Quando la signora era PresidentA  della Camera (così voleva essere chiamata) non c'era iniziativa femminista, pro LGBT, pro ius soli, pro mille altre cose di sinistra, sulle quali non ci mettesse sopra, altro che cappello! La vedevamo in trincea in palese violazione alla terzietà della sua carica istituzionale. Ora  invece che è finita in un partitucolo di due gatti in numero (Leu), fa la scandalizzata perché un ministro che - guarda caso - attende a un Ministero della Famiglia, che fa? Si presenta normalmente  dove c'è un forum delle famiglie.

L'altra sera facendo zapping col telecomando chi si rivede oltre lei? Ladylike ovvero Alessandra Moretti anche lei con la sua crociata "contro il Medioevo". Curioso che queste "nuove crocerossine" con l'elmo rosso ce l'abbiano tutte quante contro il Medioevo.



Mi devono spiegare che Progresso sarebbe favorire famiglie alla Vendola con banca del seme presa in Indonesia, portata in Usa e concepire un bimbo da una donna che poi dice bye bye al nascituro per darlo a una coppia di questi genitori A e genitori B. A proposito, Vendola in questi giorni è tornato molto attivo sulla scena con la sua "famiglia arcobaleno" e su come promuoverla.
 A leggere i media in questi giorni sembrerebbe che a Verona dovesse tenersi un convegno di pericolosi terroristi, eversori, eversivi, nazisti,fascisti eccetera.

Le varie boldrine, fiorelle m'annoiate, daciemarainiche, concite e tutto il fasullame del solito femminese sono già pronte a "scendere in piazza" per impedirne il pacifico svolgimento.  E' da segnalare la gattara "frociarola" romana dai capelli ricci Monica Cirinnà con un cartello di rara finezza contro Dio, Patria e Famiglia, la quale si è portata avanti anzitempo (dall'8 marzo). Ma le piazze italiote non bastano ancora.
Arrivano i rinforzi dagli USA. Infatti arrivano le lobby abortiste coi nomi più fantasiosi: la International Planned Parenthood Federation con sede a Londra, organizzazione che può contare su 6 network regionali sparsi per il globo. Laddove ovviamente vivere con dignità sta per abortire (fonte La Verità -  articolo Francesco Borgonovo).

Occorre aggiungere che la suddetta Planned Parenthood ha supportato la campagna elettorale di Hillary Clinton, finanziando i democratici al Congresso perché votassero contro i provvedimenti pro life. In sostanza siamo davanti a una multinazionale dell'aborto che può contare su testimonial influenti oltre che su risorse economiche sostanziose. Quindi non ci saranno solo i piddioti e l'ala boldrinica della sinistra, come pure le transfemmministe di "Non una di meno" (un'associazione della loro galassia);  ma anche i rinforzi della cavalleria internazionale.
Sul fronte "interno" è da segnalare Luigi Di Maio che si smarca dal forum delle famiglie dicendo che si tratta dei "soliti sfigati" e pure di "negazionisti del femminicidio". E di Conte che ha ritirato il suo appoggio all 'iniziativa, da vero cuor di leone. Il Vaticano e Bergoglio, dopo aver fatto fino all'ultimo i pesci in barile, fingono last minute di difendere quella famiglia (e lo scrivo senza l'aggettivo "tradizionale" o "naturale") che hanno ignorato a lungo, tirando acqua al mulino della sinistra. Troppo tardi!


Verona, città di Giulietta (una donna) e Romeo (un uomo).
Chi l'avrebbe detto che avremmo dovuto sguainare spade per dimostrare che le foglie sono verdi in primavera e in estate?

23 March 2019

Un errore spianare la via per lo ius soli!





Giorno di S. Turibio. Ritorno sul discorso della cittadinanza premio ai ragazzi egiziani che avrebbero avuto la presenza di spirito di telefonare ai carabinieri. In principio era uno solo: Rami. Ora pare siano due: Adam, di cui non si sa la provenienza e Rami l'egiziano. In realtà si dovrebbe parlare della cosa più importante: dell'Erode senegalese che voleva fare la strage e che i media mistificatori ci hanno presentato come "italiano",  a cui va ritirata la cittadinanza senza SE  e senza MA, e  fatto marcire in galera. Invece noto già con disappunto che il suo avvocato cerca di accreditare la versione del solito balordo suonato ("sentiva le voci" come Kabobo) per ottenere cospicui sconti di pena. Troppo comodo!
 Ma torno sui presunti due giovani eroi  stranieri che hanno offerto un piatto ghiotto ai pennivendoli per limitare i danni del "nuovo italiano"  piromane e attentatore di alunni.
Ricordo che il padre di Rami ha subito colto la palla al balzo per partecipare al salotto talk di Del Debbio e chiedere la cittadinanza in diretta a Salvini che era in collegamento. Non ci siamo! Non si va in tv, sfruttando a caldo l'emozione e lo scalpore  di una sventata strage, per passare direttamente all'incasso! 
Inoltre c'è del nebuloso (per non dire di peggio) se a tutta prima il piccolo eroe si chiamava Costantino (Tino) secondo il Giornale, poi Samir secondo la Stampa, quindi Rami che va in tv col padre. Inoltre salta fuori che i due ragazzini bianchi Niccolò e  Riccardo spariscono dai resoconti di cronaca  come l'inchiostro simpatico, ma la loro foto schermate ma riconoscibili, e le loro testimonianze viaggiano sul web. Dev'essere questa la ragione per cui la rete è così odiata: le palle mediatiche ufficiali non riescono più a circolare e a persuadere come prima, dato che si è creato un contraltare. E dev'essere questa la ragione per cui le élites e i loro tirapiedi hanno inventato la  "caccia alle bufale sul web" dette fake news: vogliono arrogarsi il monopolio delle panzane in circolazione e non sopportano gli acchiappa-patacche che cercano di sventare le loro menzogne, usando il tam tam  dei social e dei blog.

Due bambini bianchi e  biondi non erano utili alla narrativa dei partigiani pro ius soli. Invece ecco chi è Niccolò che si  è addirittura offerto come ostaggio  in cambio della liberazione dei compagni. Ed ecco chi è Riccardo: è stato lui che ha rischiato di farsi ammazzare recuperando un cellulare ritirato  dal senegalese  Ousseynou Sy, per passarlo poi agli altri due ragazzini stranieri già  a priori coccolati dai media, per aver chiamato il 112 (fonte e dettagli  su  voxnews )

E allora? La sottoscritta nel post precedente ha parlato di un pubblico encomio, ma non di cittadinanza-premio. E lo ha fatto credendo alla prima versione mediatica del ragazzo autoctono. Invece ecco che c'è chi vuole acchiappare la palla al balzo per creare un precedente di non poco conto: la cittadinanza italiana abbreviata, ovvero lo ius soli. Deve essersene accorto pure Rami il quale ora chiede che il suo privilegio venga esteso anche ad altri. Ma la toppa è peggio del buco, se ora Salvini è costretto a fare una brusca retromarcia, dopo essersi mostrato possibilista.


"Ramy vorrebbe avere ius soli? È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare - ha aggiunto Salvini - per intanto la legge sulla cittadinanza va bene così come è. Si può aprire la possibilità di discuterne? Assolutamente no", ha dichiarato il Ministro dell'Interno.
Infatti se sulla scia di Rami ed Adam, via via si faranno  inevitabilmente vivi altri ragazzi in età scolare, diventerà  a tutti gli effetti uno ius soli de facto. Piuttosto che darla a tutti, allora è meglio non darla nemmeno a loro due. In un mio precedente commento ho proposto un encomio a tutta la scolaresca, poiché questo è stato un involontario gioco di squadra nel quale ciascuno ha fatto la sua parte cercando di mettersi in salvo.

La bidella  Tiziana che scende per ultima dallo Scuolabus dopo aver fatto scendere i ragazzi

Leggo con piacere su "La Verità"  di oggi 23 marzo che pure un giornalista di sinistra come Luca Telese (che non mi è mai stato simpatico), scrive cose condivisibili su tutta la vicenda del gruppo  dei ragazzi dello scuolabus, compresa una figura che non viene mai menzionata: la bidella Tiziana Magarini che ha legato blandamente le fascette ai polsi dei bambini per permettere loro di liberarsi, e che ha sentito bruciare la sua schiena mentre il benzene avvampava, scendendo per ultima.  Con gli Schettino che se la danno a gambe facendo naufragare la nave, e perire i passeggeri, il suo è stato un bel gesto.  Però i media dal buonismo immigrazionista elogiano solo i due ragazzi stranieri. Estrarre dal mazzo solo il ragazzo egiziano sarebbe oltremodo divisivo per tutti gli altri. E i più piccoli hanno molto vivo il senso di giustizia e di uguaglianza!

Nel mentre, il PD ne approfitta per passare  ignobilmente all'incasso con la sua mai dimenticata battaglia per lo ius soli.  
Non ne abbiamo ancora abbastanza di cittadinanze-premio che poi si sono rivelate rovinose per la sicurezza di tutti noi? Non insegnano niente gli attacchi terroristici alla metropolitiana di Londra da parte di pakistani di seconda generazione in Gran Bretagna? O di "nuovi francesi" a Parigi al Bataclan e a Nizza sulla Promenade des Anglais?  
Prima  di tutto occorre infrangere il tabù (poiché di questo si tratta) del rimpatrio. E finché non vedo il senegalese  e altri suoi compari a delinquere rimpatriati,  non credo.

Fabio Strazio usa Rami per fare il suo spot pro ius soli. La carta di Treviso funziona solo per i due italiani Niccolò e Riccardo

20 March 2019

Il fuoco di San Donato




Senza santi in Cielo né in Terra. Oggi mi trovavo a transitare presso il passo della Cisa mentre ascoltavo il notiziario sul traffico automobilistico di Isoradio che parlava di un bus in fiamme a San Donato Milanese. Incuriosita, cambio e  cerco un'altra stazione, ma più ascoltavo,  meno ci capivo. All'inizio si trattava di un "italiano". Poi di un "italiano d'origine senegalese". In seguito, di un senegalese con passaporto italiano. Il suo nome è Osseynou Sy, I dettagli  si infittivano di volta in volta. Alcuni, parevano smentire i precedenti. 51 bambini tenuti in ostaggio, una tanica di combustibile, un pazzo al volante come si vede nella serie dell'ispettore Callaghan di Clint Eastwood. E' solo che la parte del Callaghan l'hanno fatta i carabinieri.  Quando ho sentito di un bambino dodicenne sveglio e astuto che ha chiamato il 112 allertando subito i carabinieri, ho pensato tra me che Mattarella mai e poi mai gli darà un pubblico encomio, nemmeno una medaglietta di latta: potrebbe passare per  piccolo "xenofobo". Dopotutto viviamo un universo così impazzito e rovesciato!  Invece quel bambino merita un grande plauso. 
Ecco il racconto di Tino (è questo il suo nome), l'alunno dodicenne che ha salvato se stesso e i suoi compagni. Il senegalese aveva oltretutto pesanti precedenti penali: per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo, sul quale viaggiavano 51 bambini e diversi insegnanti, e infine gli ha dato fuoco minacciando di togliersi la vita. 
Ma facciamo il punto della giornata campale odierna, di una "maledetta primavera" marzaiola  e schizofrenica nel clima come negli eventi politici


  • Salvini era sotto la spada di Damocle del voto al Senato per l'autorizzazione a procedere. Ha compiuto un bel gesto simbolico: andare nei banchi coi suoi compagni di partito, quelli della Lega. Come a dimostrare che dai nemici mi guardo io e dai "falsi amici" (del governo) mi salvi Iddio. Tradiva un po' d'emozione, ma alla fine ce l'ha fatta a incassare i voti necessari (237 voti contro i 61) evitando di essere sottoposto alle forche caudine dei forcaiaoli della  (in)giustizia. 
  •  Nel mentre c'era la nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea con un G8-ottaro fallito come Casarini,  che ha cercato di "bucare" il blocco portuale
  •  Intanto il solito provvidenziale "pazzo" senegalese ha preso in ostaggio 51 bambini per farli fuori insieme al Bus in fiamme. Doveva fare il vendicatore solitario dei morti del Mediterraneo, quelli che partono da casa anche quando il bollettino del mare, sconsiglierebbe di farlo perfino agli esperti navigatori. 


Tre coincidenze fanno un piano, diceva Agatha Christie. Roba da far cedere i nervi anche a uno sciamano. Se  il senegalese fosse riuscito nell'intento di bruciare il bus e fossero morti questi poveri 51 innocenti, di chi credete che sarebbe stata la colpa? Del negro?
 Ma no, lui non c'entra, lui è solo una povera vittima del "RAZZISMO", del clima d'odio, della contrapposizione e bla, bla, bla, . Sembra surreale, ma è quanto ha detto Fiorenza Sarzanini, la voce sinistra delle Procure per il CorServa.

Non ho mai visto tanta solerzia da parte della magistratura (minuscolo voluto), nel voler accreditare  seduta stante la pista  del "terrorismo". Che a mio parere,  potrebbe essere una balla spaziale ad opera delle procure.  
Greco  ha usato il termine ridicolo del "lupo solitario". In realtà non si vuole ammettere che terrorismo sì, terrorismo no, questi sono i regalucci della società multietnica imposta con l'uso della forza mediante violente e ricattatorie campagne immigrazioniste. E che ne avremo sempre più. Non si vuole ammettere che l'"integrazione" è in larga parte un bel sogno impossibile coltivato da una  sinistra e da forze mondialiste, che in realtà spesso si trasforma in un Incubo.
Kabobo ha compiuto una strage di 5 persone (tre morti e due feriti gravi) al Niguarda col piccone alle 7 di mattino. Era uno dei "terroristi" arruolato nelle file dell'Isis? 
Oseghale che si è accanito sul povero corpicino di Pamela, vivisezionandolo, martoriandolo e straziandolo in tutti i modi,  e mettendone  in valigia i poveri resti, era un terrorista? No, un lurido cannibale legato alla mafia nigeriana. Il che è pure peggio, perché almeno il terrorista è mosso da un ideale perverso, bislacco finché si vuole, ma pur sempre tale.

Più semplicemente si tratta gente che qui non ci deve stare.Che qui non ci deve venire proprio, se non vogliamo trasformare questo paese in una cruenta macelleria. E lo è già... Ora restano altri interrogativi. Come fanno ad assumere al ruolo di autista di uno Scuolabus, un pluri-pregiudicato con pesanti precedenti penali che l'azienda di Crema non avrebbe dovuto assumere?
L’immigrato, “aveva registrato un video fatto arrivare in Senegal” in cui diceva di voler “punire l’Europa per le politiche a suo dire inaccettabili contro i migranti”. Un terrorista ‘umanitario’, si direbbe.
Stiamo attenti ai giornalisti ubbidienti troppo ubbidienti alla Carta di Roma della Boldrini quand'era all'Onu-UNCHR, secondo cui chi ha documenti italiani è automaticamente un italiano.Pensiamo a quante volte immigrati con cittadinanza italiana commettono reati e vengono definiti semplicemente ‘italiani’ dai media che creano costantemente uno ius soli de facto. O che comunque fabbricano un'opinione favorevole alla sua accettazione.  Via  subito le cittadinanze-regalo, a chi delinque!  Con rimpatrio immediato nelle patrie galere africane o dei paesi di provenienza. 

L'unica cosa positiva di tutta questa storiaccia è aver visto questi  ragazzini che saltavano fuori  dallo scuolabus svignandosela a gambe levate come stormi di fringuelli  impazziti, per gridare ai  quattro venti che finalmente erano liberi e  salvi.


E' proprio vero che, come in una  battuta di un famoso film ("La morte corre sul fiume") "i bambini sopportano e resistono". E la favola nera, per il momento è finita bene.