12 January 2018

Je suis Catherine Deneuve

Innanzitutto una precisazione: il manifesto ospitato da Le Monde  e firmato da 100 donne francesi che rispondono alla campagna #me too smarcandosi dalla caccia alle streghe contro il maschio molestatore, non è stato redatto da Catherine Deneuve. Le redattrici sono delle scrittrici e delle giornaliste che appaiono tra le prime firmatarie della lettera: Sarah Chiche ( scrittrice, psicalista e psicologa clinica) , Catherine Millet (critico d’arte, scrittirce), Catherine Robbe-Grillet (attrice e scrittrice), Peggy Sastre (autrice, giornalista e traduttrice), Abnousse Shalmani (giornalista e scrittrice). Lei si è limitata soltanto a firmarlo e a metterci come suol dirsi "la faccia", ovvero un volto e un nome famoso, insieme ad altri 100 nomi.  Ma pur limitandosi a questo,  apriti cielo! Se cliccate su google il nome e cognome  dell'attrice francese in queste ore vi compaiono i titoli delle più importanti testate al mondo con articoli della serie "bruci la strega". Tutto ciò è semplicemente sconcertante!

 Fare la "testimonial" per un manifesto non in linea con la pessima e mefitica aria dei tempi non è come farlo per il profumo Chanel N.5.  E'  quasi peggio che farlo per un pacchetto di sigarette ("il fumo uccide anche te") o per una pelliccia  "non ecologica".  Chissà se ne esistono ancora, dato che di questi tempi  si rischia la lapidazione solo a indossarne una.
Ho letto e riletto in originale detto documento e la sostanza può essere sintetizzata in queste righe:

Le viol est un crime. Mais la drague insistante ou maladroite n’est pas un délit, ni la galanterie une agression machiste.
"Lo stupro è un crimine. Ma rimorchiare con insistenza e in modo maldestro non è un delitto, né la galanteria un'aggressione machista".

Tutto questo ha fatto rosicare e  inacidire ancora di più le "nuove" (si fa per dire) femministe puritane made in USA convinte di parlare a nome di "tutte le donne del mondo". Le donne francesi e quelle italiane, nonostante il lavaggio al cervello, non pensano all'americana; non sanno cos'è l'isterismo e il puritanesimo e amano le galanterie e il corteggiamento da parte maschile, quando sta  nei limiti. Si rifiutano, pertanto, di vedere in ogni uomo uno stupratore, un violento e un omicida.
Si cerca  con queste campagne "mondiali" di omologare gusti, disgusti, opinioni,  di dirigere i rapporti tra uomini e donne in modo da scatenare una rabbiosa guerra tra i sessi, di  creare una vasta Inquisizione Globale all'insegna del Pensiero Unico e del Comportamento Unico.
Tuttavia qualcosa nell'ingranaggio si sta  inceppando...
Non si  può concepire che al mondo la pensiamo  a comando tutti quanti allo stesso modo!
Qui l'intero testo della lettera tradotta in Italiano della quale riporto altri significativi passaggi :

"In seguito al caso Weinstein una legittima presa di coscienza delle violenze sessuali esercitate sulle donne ha avuto luogo, in particolare nell'ambito professionale, dove certi uomini abusano del loro potere. Era necessaria. Ma questa liberazione della parola oggi si ritorce contro se stessa: veniamo intimati di parlare come si deve, di tacere quello che fa arrabbiare, e quelle che rifiutano di piegarsi a tali ingiunzioni vengono considerate delle traditrici, delle complici!"

"Tuttavia questa è la caratteristica del puritanesimo di utilizzare, in nome di un cosiddetto bene comune, gli argomenti della protezione delle donne e della loro emancipazione per meglio incatenarle a uno statuto di eterne vittime, di povere piccole cose sotto l'influsso di demoni fallocrati, come ai vecchi tempi della stregoneria."

Per le cento firmatarie “questa febbre d’inviare il ‘porco’ al mattatoio”, non aiuta le donne ma “serve in realtà gli interessi dei nemici della libertà sessuale, gli estremisti religiosi e i peggiori reazionari”. In più, proseguono, l’intera campagna rischia di “incatenare le donne al loro status di eterne vittime”.


Catherine e le altre confermano solo che la terra non è piatta e che le foglie in primavera e in  estate sono verdi, ma tutto ciò è bastato ad attizzare polemiche a non finire sui mainstream internazionali, sul web, sui social, presso i gruppi di femministe italiane e francesi (che ripeto, non sono TUTTE le donne, ma la solita minoranza rumorosa) organiche ai partiti come Ségolène Royal:

«Peccato  che la nostra grande Catherine Deneuve si unisca a questo testo costernante», ha twittato con sdegno l’ex-ministro  socialista Ségolène Royal,  dichiarando di voler indirizzare il suo pensiero «alle vittime della violenza sessuale, schiacciate dalla paura di parlarne» (fonte:Libération).

Ma la Royal l'ha letto bene il documento, o vuole che glielo traduciamo noi? Non c'è scritto  in nessuna riga che  le firmatarie plaudono ai violentatori e agli stupratori: semmai cercano solo di frenare questa deriva da caccia alle streghe (in questo caso della caccia al  "porco da esporre", tenuto con che l'hashtag femminista francese è #balancetonporc) dalla quale non ne  può sortire niente di buono. Questo dell'ex "moglie" di Hollande è il solito spirito da Piagnoni di Savonarola tipico della sinistra: chi non è con noi è contro di noi.
La Deneuve in passato è stata vicina ai socialisti di Mitterand e all'allora ministro della cultura Jack Lang di cui era amica (foto sotto). Ma le diserzioni alla chiesa rossa  non  vengono perdonate facilmente, specie nello star system. E con ogni evidenza,  il "non allineamento" non si addice ad un'attrice famosa. Non è la sola. Anche alla Bardot  i media non perdonano la  sua grande amicizia per Marine Le Pen,  e  ancor più, il  suo matrimonio con Gérard d'Ormale, grande amico di Le Pen  padre.

Catherine Deneuve e l'ex ministro della cultura Jack Lang 
Già Catherine fu  quasi messa all'indice quando prese le difese dell'amico e collega Gérard Depardieu allorché volle emigrare in Russia e chiedere la cittadinanza a Putin, dopo la legge Hollande contro i ricchi e il 76% di prelievo fiscale a loro carico, secondo uno strano bolscevismo made in France. Ma come? Catherine amica di un evasore fiscale? - le sibilò contro,  la stampaglia di regime.
Ah, questi ricchi!  Ma perché non restano tranquilli in Francia a farsi portare via i loro soldi nel nome della liberté, egalité e fraternité e  della Patria? Allons enfants de la Patrie...

Ma andiamo avanti con i social. Non poteva mancare l'insopportabile Asia Argento sempre volgare e inacidita:

“Catherine Deneuve e altre donne francesi – scrive – spiegano al mondo come la misoginia che hanno interiorizzato le abbia lobotomizzate fino al punto di non ritorno”.



Il Fatto ha pubblicato il tweet dell'Argento sul Guardian, ma ecco la replica di un lettore: 

Dr. Giuseppe ●

Catherine Deneuve si conferma una donna di classe e di buon senso, oltre che una grande attrice,aliena dal vittimismo esasperato e capace di vedere al di là della facciata il rigurgito di ipocrisia bigotta travestita che c'è dietro questa vicenda e; fa piacere vedere che molte donne condividano, anche nei commenti, le sue sagge opinioni. Per quanto riguarda Asia Argento, per un uomo è meglio incontrare un personaggio dei film di suo padre che lei (Morgan avrebbe molto da dire in proposito). O è lobotomizzata lei o pensa che lo siano gli altri a credere ai suoi patimenti col produttore predatore, col quale però ha avuto una per lei conveniente relazione di cinque anni.

La Deneuve davanti al  busto della Marianna coi suoi tratti


Chi di tweet ferisce, di tweet perisce.  Ma poi, che carriera ha costruito Asia Argento, pur andando a letto col "porco" Weinstein, dal quale si smarca decenni dopo? Qualcuno ricorda i film di costei?  Forse rosica perché Catherine Deneuve (nata Dorléac, da una famiglia di doppiatori cinematografici) si  è costruita una  solida e apprezzabile carriera con grandi registi come Jacques Démy ("Gli ombrelli di Cherbourg", "Les demoiselles de Rochefort"), Luis Buñuel  ("Bella di giorno" e "Tristana"),  François Truffaut ("La mia droga si chiama Julie", "L'ultimo metrò"), Roman Polanski ("Repulsion") Marco Ferreri ("La Cagna"), Mario Monicelli ("Speriamo che sia femmina"), Dino Risi ("Anima persa"), Tony Scott ("Miriam si sveglia a mezzanotte"), François Ozon ("Otto donne e un mistero"), Lars von Trier ("Dancer in the dark") e  tanti altri film,  lavorando sodo, vincendo prestigiosi premi di riconoscimento, diventando un simbolo di seduzione, eleganza e charme, al punto che dopo BB, divenne  la seconda Marianna di Francia.

E' pure probabile che nel suo lungo percorso professionale di attrice, le sia capitato di dover togliere qualche mano di troppo dal ginocchio, senza bisogno di dover trascinare il molesto in tribunale, né di vestirsi di nero a comando come le colleghe d'Oltreatlantico,  né di fare la vittima; scegliendosi sempre con cura film di qualità, registi e partner nonché ruoli adatti a lei. In fondo,  la classe non è acqua e il suo  "oui, je suis Catherine Deneuve" non è solo lo slogan pubblicitario della Lancia, dato che la personalità conta qualcosa.




35 comments:

Nausicaa said...

Ti puoi immaginare cosa sta succedendo ora che perfino Berlusconi ha dichiarato "Parole sante, quelle di Catherine Deneuve". Le femministe schiumano di rabbia e dicono che lei sta dalla parte dei porci. Qualcuna poi è arrivata a scrivere sui social che data l'età avanzata, si augura di venire violentata.

Nessie said...

C'era da immaginarselo. Il sinistrume (virtuale e non) non ha mai solidii argomenti da contrapporre e quando è a corto, passa direttamente all'insulto e alla denigrazione. Difendono tutte le minoranze possibili, le cause più astruse e bislacche, si riempiono la bocca con "razzsimo e xenofobia", ma poi cadono prorpio nel peggiore razzismo anagrafico, convinti forse di essere eternamente "belli e dannati".

Come ha scritto Feltri contro quella becera della Lucarelli

"Al tempo stesso ho avuto la conferma che per offendere un anziano basta rammentargli di esserlo. Una tecnica miserabile.". Qui il memorabile articolo:

http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/13251958/vittorio-feltri-vecchio-non-mi-vergogno-selvaggia-lucarelli-stroncata.html

Anonymous said...

Questo dell'ex moglie di Hollande...
caso mai solo ex-compagna...pur avendo 3 figli insieme, si tratta proprio di una "femminista" ..
Ma allora vado a leggere la sua pagina di wiki e ne ricavo questo estratto
"Inizi della carriera politica
Notata da Jacques Attali e da François Hollande, ...nel 1988 si vede conferire una nomina inaspettata da François Mitterrand .."
e si capiscono subito i rapporti tra questa "femminista" e il "compagno pigmalione" e quanta somiglianza con la "coatta", a cominciare dalla domanda: quanta carriera sarebbe stata fatta da questa "femminista" se si fosse basata sui soli propri meriti ?
ws

Eleonora said...

Finalmente UNA DONNA INTELLIGENTE. Non le altre pecore da allevamento. Ovvio che sarebbe stata attaccata miserevolmente.

Nessie said...

Sì ws, "ex compagna", ma lo sapevo già ed è un po' difficile prendermi in castagna :-). Ho scritto appositamente "moglie" proprio per fare arrabbiare i "compagnucci" che contestano il matrimonio, ma poi così en passant, con la "compagna" e il "compagno" ci fanno qualcosa come tre figli insieme, sperando di essere meno legati che con uno sposalizio in piena regola. Roba da neurodeliri! Un legame con tre figli è più di un matrimonio.

Non sapevo invece delle spinte massoniche ricevute dalla "dame": ma non mi stupisce affatto! E alla faccia dell'emancipazione!

Nessie said...

Eleonora, tra le tante pecore d'allevamento, rigorosamente in nero nella notte del Golden Globe, stanno già cercando di tirare fuori dal mazzo Oprah Winfrey, titolare di un talk show nonché l'Obama in gonnella da candidare per la futura presidenza Usa. Sentiremo ancora a lungo parlare di questa fanatica, purtroppo! :

https://comedonchisciotte.org/showbiz-politica-e-la-favola-di-oprah/

Jacopo Foscari said...

Parbleu quelle surprise. Complimenti alle signore che hanno redatto il manifesto e tanto di cappello alla Deneuve per averci messo la faccia con la sua firma, contribuendo a dare visibilità all'iniziativa. Mi sorprende davvero positivamente la firma della Deneuve, vista la sua nota militanza politica, e mi auguro che lei e le altre donne di questo manifesto non si facciano intimorire dalle Erinni con la bava alla bocca. Quanto a quella racchia della Argento tenga il becco chiuso che il talento, la bellezza e la carriera di Catherine Deneuve può solo sognarsela. Già, perché nonostante le spintarelle del padre e di Weinstein non mi pare la nostra abbia avuto questa gran carriera. Personalmente non ricordo manco un titolo di un suo film ed erano più di dieci anni che non la sentivo nominare. Torni presto nel dimenticatoio insieme alle altre galline hollywoodiane

Nessie said...

Più che "dimenticatoio" visto che trattasi di galline, ci vuole un pollaio.

Caro Jacopo, a fare la differenza è una donna affascinante, amata (penso al nostro Marcello Mastroianni, ma anche a Vadim e a Truffaut), gratificata da una carriera che prosegue con successo anche oggi, nonostante gli anni che passano, e una "coatta" senza qualità. Della Argento ho visto solo "La sindrome di Stendhal", film diretto da suo padre e non te lo raccomando. Innanzitutto papà Dario avrebbe dovuto farle fare un bel corso di dizione per cancellarle l'accento romanesco.

Purtroppo stiamo vivendo un'epoca coadivata dai mezzi tecnologici che sembrano diffondere e premiare solo la sciatteria, la volgarità, le brutture.

Jacopo Foscari said...

Noto comunque che quasi nessuno ha parlato del caso di Salma Hayek e del fatto che Weinstein la costrinse a girare una scena lesbo contro la sua volontà per accettare di produrre il suo film su Frida Kahlo. Curioso no che questa rivelazione, che svela il segreto di Pulcinella, ovvero che la propaganda LGBT è imposta dai potenti produttori, sia passata sotto silenzio. Chissà come mai

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2017/12/14/salma-hayek-weinstein-mio-mostro_Qph1oojH8tDeromaUeRjnK.html?refresh_ce

Nessie said...

In tutta sincerità, non ne sapevo niente nemmeno io. Del resto si diffonde solo quel che fa comodo diffondere.

Eleonora said...

Ah, sì, le dame in nero dei golden globes. Per fare carriera e diventare famose, hanno accettato di tutto. Poi, 20 anni dopo, si sono ricordate degli "abusi". Patetiche e ridicole. Di tutto questo circo, mi dispiace che abbiano fatto fuori Kevin Spacey, un attore che amo da morire.

Alessandra said...

Le femministe hanno reagito, al solito, come i cani di Pavlov. Ma si sa, queste ragionano con i paraocchi e dimostrano di essere loro quelle che non sanno - o non vogliono - distinguere un tentativo d'approccio da una molestia.
L'incitamento poi, per chi vuole, a molestare e violentare Catherine Deneuve (cosa che lei non avrebbe certo fatto con loro), le qualifica per quello che sono.
In quel caso se lo merita perché se l'è andata a cercare, n'est-ce pas?
Per fortuna in Italia ci sono ancora donne non colpite dalla sindrome della Boldrini.

https://www.ilfoglio.it/societa/2018/01/10/news/chiamata-all-appello-ecco-le-libere-donne-italiane-contro-metoo-172520/

Aggiungo l'attrice Claudia Gerini che ha dichiarato «Se gli uomini non ci provassero, sarebbe la fine».
Esatto. E che dire delle donne che vanno in crisi se non ricevono nessuna avance o se non vengono considerate belle?
Quanto ad Asia Argento, parafrasando il titolo del vecchio film di Carlo Verdone di cui era protagonista, è meglio "perderla di vista", insieme a tutte le sue compari. :-)

Nessie said...

Ormai le esagerazioni, le talebanerie e il fanatismo non piacciono più a nessuno. Perfino Verdone che è di sinistra, ne ha preso le distanze. Vedremo queste campagne d'odio (un odio che in questo caso le varie sboldrine non sanno e non vogliono vedere) a cosa condurrà. Lo sapremo presto.

Ovviamente non poteva mancare la solita Dacia Maraini che finge di non capire lo spirito della lettera. Ma una zucca vuota (oltre che mediocre scrittrice) come lei, è difficile trovarla.

Nessie said...


Eleonora, ora iniziano i guai anche per le quote gaie, dopo essere state perfino troppo protette e difese ad oltranza. E Spacey, appartiene a queste, insieme al povero Zeffirelli, 94enne accompagnato dai genitori :-).
Purtroppo non esiste più né la giusta via di mezzo né buon senso né equilibrio. La fanno da padroni solo i ricatti e le sopraffazioni:

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/laccusa-johnathon-schaech-franco-zeffirelli-ha-abusato-me-1482196.html


PS: come vedi, è un altro questo Jonathan Schaech che si sveglia 20 anni dopo. Forse, secondo il codice amerikano, gliel'avrà suggerito il suo avvocato che si possono ottenere dei bei dollaroni con gli scandali sessuali. Million Dollar Baby!

Jacopo Foscari said...

Anche l'affaire Zeffirelli puzza, anche perché Zeffirelli è si omosessuale, ma non l'ho mai visto sculettare ai gay pride o reclamare nozze e uteri in affitto, anzi mi sembra che abbia sempre preso le distanze dalla frocieria militante. Insomma, sembra quasi che i nostri "illuminati" siano per le quote rosa e le quote gaie solo quando queste obbediscono ai loro diktat. Quando una donna, coma la Deneuve, o un omosessuale come Zeffirelli, si azzarda a prendere le distanze dalle battaglie politicamente corrette vengono sbranati senza ritegno insieme ai "reazionari". Un totalitarismo a dir poco staliniano

Nessie said...

Sono d'accordo. Prendersela con un povero 94enne è una maramalderia disgustosa che mi lascia indignata! Zeffirelli mi è sempre piaciuto come

regista lirico (ha allestito opere indimenticabili alla Scala)
come regista cinematografico
come polemista perché le ha sempre cantate chiare.


Non ha mai sbandierato la sua omosessualità per ottenere degli sconti speciali, e ha sempre rivendicato la sua fede religiosa di buon cristiano contrario ai matrimoni gay. Senza contare il suo impegno civile nella Resistenza con cattolici come La Pira, senza per questo santificare la Resistenza e raccontando anche fatti incresciosi al suo interno. In primis, il fatto che ha rischiato di essere stato fatto fuori proprio dai resistenti "rossi". Ma guarda un po'...

Nessie said...

Intanto l'affaire Catherine fa fumare anche You tube:

https://www.youtube.com/watch?v=hw_Vut37Jxg

Anonymous said...

Tutta roba di regime. Gli strapagati "VIP" e le loro cavolate da salotto hanno la stessa funzione dei media di regime: indottrinamento di massa. Altrimenti perchè li pagherebbero così tanto e avrebbero così tanti privilegi (come i giornalisti di regime)?
Non per nulla nella loro qualità di kapo' il regime lo difendono con i denti. E i pochi coraggiosi artisti che non si conformano vengono emarginati e perseguitati.
Scarth

Nessie said...

Occhio che ora nel mazzo dei loro giullari hollywoodiani c'è una nuova candidata a fare la Giovanna d'Arco negra. Qualla Oprah Winfrey che dirige un talk molto famoso e che dicono sia una delle più ricche d'America.

Io credo comunque che nel manifesto delle citate 100 donne francesi (manifesto che chiamano già "restaurativo e controrivoluzionario) ci sia il tentativo di voler tenere in vita quel pensiero europeo più raffinato e complesso che la volgarità americana cerca di distruggere.

Anonymous said...

Le femministe fanno chiudere il Crazy Horse di Londra. Aveva resistito perfino alle bombe di Hitler. Altro che puritanesimo di massa!

http://www.ilgiornale.it/news/politica/femministe-chiudono-crazy-horse-londra-1482578.html

Z

Nessie said...

Pegggio di Hitler dunque :-). Però l'educazione "gender" nelle scuole, quello le va benone, chissà come mai...

Anonymous said...

Complimenti alla Deneuve, anche se visto lo stato globale della situazione contingente ormai le stoccate difensive servono a poco, servirebbero più sciabolate e contrattacchi alla giugulare del nemico, vista la contingenza.
tipo dire che nella cultura occidentale, per i maschi bianchi, il corteggiamento è un'approccio naturale e civile mentre nelle società arabo-islamiche-africane lo è lo stupro e il concetto di preda/proprietà della donna.
Stanno correndo ciecamente verso un baratro di cui conoscono ma negano l'esistenza...è alquanto triste ma temo che troveranno ben pochi, un domani, a spendersi per la difesa di certe sacerdotesse.

@Nessie
Voglio tranquillizzarti.
Oprah non sarà mai presidentA, chi conta davvero sa bene dei suoi legami con il reverendo Louis Farrakhan (=nation of islam) e basta una parola scomposta che simili informazioni diventino di dominio pubblico, un colpo di martello da demolizione su una superficie in vetro.
Anzi, io tifo perchè si candidi davvero, ed emerga tutta la polvere nascosta sotto al tappeto, sarebbe divertente, senza dubbio.
Per assurdo gran parte dei neri "importanti" negli Usa sono ben coscienti dell'assurda meccanica antisociale in corso, mentre il popolino ama crogiolarsi nel falso senso di colpa e nel politicamente corretto che è sfortunatamente l'opzione di diffusa e accessibile.

"
In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora!
"

Spike Lee è negro.
Morgan Freeman è negro.
Will Smith è negro.

Tutta gente che a quel questuante assassino di farrakhan l'ha (giustamente) mandato a quel paese.
La società usa è molto più fluida e dinamica di come appaia all'esterno, nonostante i controllori del vapore tentino di tracciare linee di stampo razziale lungo cui pilotarne una frattura (più o meno controllata, immagino).


-Fireflag-

Nessie said...

Fireflag, questa lettera che ho già riportato in link integralmente tradotta in Italiano:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/uomini-liberi-importunarci-sta-noi-rifiutare-ruolo-prede-1481872.html

è la lotta fra chi vuole ripristinare i Lumi della Dea Ragione illuminista, e chi come le femministe invece pratica le tenebre del puritanesimo di massa in certo settori (vedi la chiusura del Crazy Horse), ma poi vuole rivedere e revisionare in modo falso-rivoluzionario le fiabe a scuola, le opere in palcoscenico (vedi la recente trovata della Carmen che uccide don José) e l'educazionne al genderismo nelle scuole.

Su Oprah Winfrey, spero che le cose vadano come dici tu.

Nessie said...

Qui abbiamo uno scontro fra una di quelle suffragette femministe francesi di nome Caroline De Haas e una delle redattrici dell'editoriale pubblicato su Le Monde Abnousse Shalmani:


https://www.youtube.com/watch?v=YnjYvPG2vHc

la femminista arriva perfino a chiedere la censura a Le Monde reo di aver ospitato la lettera.



Jacopo Foscari said...

Oprah Winfrey è la versione a stelle e strisce di Barbara D'Urso e Maria De Filippi, le quali non hanno inventato nulla ma hanno semplicemente preso la Tv-spazzatura della Winfrey e l'hanno adattata all'Italia. Son già circolate le foto di lei che si scambia convenevoli con Weinstein e gira insistentemente voce che lei e Meryl Streep fossero le "pappone" del suddetto e gli procurassero "carne fresca". Se si candidasse la cosa salterebbe fuori subito

Nessie said...

Ah! Ah! Oltre alle "mammane", abbiamo pure le "pappone". Mi fanno ridere adesso con quei loro sederoni vestirsi di nero per mimetizzarsi !

Vigliacco se esiste una femminista che non sia un cessone, fatte salve qualche eccezione. Ora ho appena sentito dire che l'avvenente Laetitia Casta si smarca dalla furiosa campagna femminista francese con l'hastag balance ton porc (esponi il porco), dicendo che con violenza e aggressività non si ottiene niente.

Anonymous said...

Ma poi, non capisco, qualche vecchio porco in posti chiave ha proposto alle dame in questione un baratto tra carriera & soldi in cambio di porcellerie. Le dame hanno accettato e ci hanno marciato per anni, incassando il pattuito. Alcune sfoggiando anche sorrisi sottobraccio ai vecchi porci. Passato qualche lustro, ad incasso avvenuto e posizione consolidata, le dame ora reclamano disperandosi per la verginità infranta (tra l'altro è gente che fa della trasgressione più sfrenata una bandiera...). Sono forse state minacciate con la pistola dai loro compari assatanati? Perchè hanno accettato e a scopo raggiunto ora saltano fuori reclamando? C'è qualcosa che mi sfugge? E se appunto non c'è dell'altro che mi sfugge tutta questa roba mi sembra un intrallazzo da salotto ricco e vizioso, una operazione di regime, nonchè un insulto a tutte quelle povere madri di famiglia che campano con loro massima dignità sgobbando dalla mattina alla sera mandando avanti la baracca e crescendo figli con stipendi da schiavitù imposti dagli stessi circoli cui appartengono sia i vecchi porci che le danarosissime dame di cui sopra.
Scarth

Nessie said...

Che esistano delle poveracce costrette a sgobbare dalla mattina alla sera e magari ad aver subito molestie che non possono far fruttare dollaroni come queste mentecatte VIP, non ci piove.
Ma non saranno di certo le dame ben piazzate dai massoni "attaliani" come Ségolène Royal a poterne fare le paladine.

Sì, qualcosa ti sfugge e mi sfugge: forse stanno preparando il cambio di guardia ai più alti vertici delle majors cinematografiche. Ovvere donne produttrici in luogo di tycoon alla Weinstein.

E allora prepariamoci agli scandali prossimi venturi: la "porca" invece del "porco" per fare par condicio.
Ovvero la carampana attempata che magari insidia il ragazzetto attorino in erba. O la lesbicona che assume in base alle sue saffiche preferenze o altro del genere.
Con buona pace del puritanesimo di queste ultime ore.

Ma questa è un'altra sceneggiatura cinematografica ..;-)

Jacopo Foscari said...

"Ovvero la carampana attempata che magari insidia il ragazzetto attorino in erba"

Beh, direi che in Francia si sono portati avanti. Una così l'hanno messa a fare la premiere dame

Nessie said...

Sì, si sono portati avanti. Però direi che la Brigitte più che una semplice carampana mi ricorda una Drag Queen. Qualcosa come "Priscilla regina del deserto".

Del resto rassomiglia tantissimo ad Amanda Lear, che in fatto di ambiguità sessuale se ne intende.

Anonymous said...

Sta facendo discutere questa intervista di Alain Delon comparsa su Paris Match dove dice quest'epoca lo fa vomitare. Non che abbia torto:

http://www.huffingtonpost.it/2018/01/11/alain-delon-la-vita-non-mi-da-piu-molto-odio-questa-epoca-dove-tutto-e-falso-lascero-questo-mondo-senza-rimpianti_a_23330599/

Laura P.

Nessie said...

Ho sentito. E l'intervista gliel'ha fatta quella Valéry Trierweiler ex di Hollande che non è mai diventata première dame, dato che la Poire andava col motorino a trovare l'attricetta.
C'è un grande chiasso intorno a questa intervista e a dar ragione a Delon quando dice che viviamo un'epoca volgare dove conta solo il denaro, ci sono un mucchio di giovanissimi "precarizzati" dal lavoro a chiamata. Anche in Francia.

Anonymous said...

Avrai sentito secondo le notizie dell'ultima ora che la Deneuve è stata costretta a fare macchina indietro e a pubblicare la rettifica sul quotidiano Libération:

http://www.ilgiornale.it/news/deneuve-si-scusa-lappello-libert-dimportunare-1483092.html


Laura P.

Nessie said...

Male, molto male. Ha fatto male ad arrendersi, a fare macchina indietro e a specificare che non sarà mai amica di quei conservatori che l'hanno applaudita. Una dichiarazione fatta con ogni evidenza contro Berlusconi che ha detto che le sue sono "parole sante", rimbalzata anche sulla stampa francese.

https://www.courrierinternational.com/article/silvio-berlusconi-salue-les-saintes-paroles-de-catherine-deneuve

Come ha fatto male a far pubblicare sul quotidiano dei Rothschild la sua rettifica, mossa senz'altro suggerita da qualche suo manager o addetto alle PR.

Nessie said...

PS: In ogni caso, questa è la sua lettera originale comparsa su Libération, certamente più sfumata dei resoconti giornalistici che la sintetizzano in queste ore :

http://www.liberation.fr/debats/2018/01/14/catherine-deneuve-rien-dans-le-texte-ne-pretend-que-le-harcelement-a-du-bon-sans-quoi-je-ne-l-aurais_1622399